Un Prete in Cammino per Diritti a Libertà. Oggi da Arcidosso a Piancastagnaio.

8 Marzo 2022 Pubblicato da

 

Marco Tosatti

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, dopo un giorno di riposo riprende il pellegrinaggio di don Emanuele Personeni da Bergamo a Roma, #camminaeascolta, per consegnare una lettera al pontefice, in difesa dei diritti – fra cui il lavoro…- e le libertà negate da questo governo a milioni di italiani sotto ricatto. Ecco la tappa di oggi.

 

 

TAPPA DI  MARTEDÍ 8 MARZO da ARCIDOSSO (GR) a PIANCASTAGNIAIO

A piedi circa km 18

PARTENZA ORE 8,30

ARCIDOSSO (GR) -Chiesa di San Nicolò

SANTA FIORA (GR) -Parrocchia di Santa Fiora

BAGNOLO (GR) -Parrocchia di Santissimo Nome di Maria

PIANCASTAGNAIO (SI) -Parrocchia San Francesco d’Assisi

***

VANGELO DI LUNEDÌ 7 MARZO

Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Quando il Figlio dell’uomo verrà nella sua gloria, e tutti gli angeli con lui, siederà sul trono della sua gloria. Davanti a lui verranno radunati tutti i popoli. Egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dalle capre, e porrà le pecore alla sua destra e le capre alla sinistra. Allora il re dirà a quelli che saranno alla sua destra: “Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla creazione del mondo, perché ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmi”. Allora i giusti gli risponderanno: “Signore, quando ti abbiamo visto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, o assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando mai ti abbiamo visto straniero e ti abbiamo accolto, o nudo e ti abbiamo vestito? Quando mai ti abbiamo visto malato o in carcere e siamo venuti a visitarti?”. E il re risponderà loro: “In verità io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me”. Poi dirà anche a quelli che saranno alla sinistra: “Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli, perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e non mi avete dato da bere, ero straniero e non mi avete accolto, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato”. Anch’essi allora risponderanno: “Signore, quando ti abbiamo visto affamato o assetato o straniero o nudo o malato o in carcere, e non ti abbiamo servito?”. Allora egli risponderà loro: “In verità io vi dico: tutto quello che non avete fatto a uno solo di questi più piccoli, non l’avete fatto a me”. E se ne andranno: questi al supplizio eterno, i giusti invece alla vita eterna».

Commento.

C’è poco da commentare. Si tratta di una pagina che non offre scappatoie a chi ama discutere dei principi ma non muove un dito per chi ha bisogno. Si noti che non c’è un solo riferimento ai doveri verso Dio, nessun riferimento al culto, alle pratiche religiose, non un solo richiamo all’importanza della preghiera. Criterio di salvezza sarà unicamente la dedizione sincera al fratello, al malcapitato, al colpevole (simboleggiato dal carcerato), allo straniero, al malato e al bisognoso. Al Signore non importa neppure che uno faccia queste cose per lui. Lo dimostra la domanda dei giusti: quando ti abbiamo fatto tutto questo? Che Gesù consideri come rivolto a lui ogni gesto di compassione compiuto verso i miseri non é dunque necessario saperlo. Lo si verrà a sapere alla fine. Ciò che a Gesù preme é che ci muoviamo a compassione dei miseri non perché sono giusti, o perché la pensano come noi o perché se lo meritano. Ma semplicemente perché hanno anch’essi bisogno di essere amati. E perché ne andrebbe della nostra stessa umanità. E per quanto riguarda i doveri verso il Signore? Se abbiamo capito il vangelo di oggi, dovremmo definitivamente aver compreso anche che la preghiera non é un precetto da rispettare per essere in regola con i contributi nell’al di là, ma la graziosa possibilità di godere della compagnia del Signore già nell’al di qua.

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1 commento

  • Matta ha detto:

    E’ la prima volta che lascio un commento ed è per dire un grazie di cuore a don Emanuele Personeni ( e a Stilum Curiae che lo ha pubblicato) per averci ricordato, con una sintesi senza fronzoli pietistici e che va al cuore del “buon annuncio”, su come saremo giudicati.
    Grazie sempre col cuore per aver presentato la preghiera non come “un precetto da rispettare per essere in regola con i contributi nell’al di là”, ma come” la graziosa possibilità di godere della compagnia del Signore già nell’al di qua”. Vorrei aggiungere che questa “graziosa compagnia” ci ispira e ci aiuta a muovere non un solo dito ma l’intera mano per chi ha bisogno. Ed ispira silenziosamente (e senza che l’ispirato ne sia cosciente) anche “chi non crede” ma “ama Dio in spirito e verità” amando i propri fratelli.