La Chimera del “Bene Comune” Usata dalla Sanitocrazia. Centro Lepanto.

9 Ottobre 2021 Pubblicato da

 

Marco Tosatti

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, nel momento in cui questo Governo cerca di premere in maniera forsennata verso l’inoculazione di massa contro il Covid 19, e con grande lucidità il filosofo Giorgio Agamben indica nel Green Pass, cioè un’accelerazione del controllo digitale sugli individui (stile Cina Comunista9, non un evidentemente inutile strumento sanitario, ma un gadget teso alla riduzione delle libertà individuali, ci sembra interessante rilanciare questo articolo pubblicato dal Centro Culturale Lepanto qualche tempo fa; ma, ahimè estremamente attuale anche oggi. Tanto più a fronte di una Chiesa  prona alla narrazione dominante. Buona lettura…

§§§

 

I due presupposti dell’attuale politica sanitaria

La drastica politica sanitaria contro il virus cinese, ormai messa in atto da un anno e mezzo da molti Governi nazionali, specialmente da quello italiano, spesso viene giustificata in base a due presupposti, il primo di fatto, il secondo di diritto.
Primo presupposto: la sopravvivenza della popolazione mondiale è messa in pericolo dalla più pericolosa pandemia della storia, quella da CoViD-19, dalla quale dobbiamo salvarci ad ogni costo.
Secondo presupposto: la salvezza del bene comune globale esige che le autorità nazionali e internazionali impongano per legge ai popoli le più severe, invasive e capillari misure, sia preventive che repressive, non solo nel campo sanitario ma anche in tutti gli altri settori vitali, anche a costo di sospendere le libertà civili e costituzionali.Non avendo competenza in campo sanitario, tralascio qui il primo presupposto, sul quale peraltro la stessa classe medica è discorde, e resto convinto che la politica sanitaria in corso miri a imporre il great reset e la “transizione ecologica” della società.
Mi preme invece di esaminare il secondo presupposto, ormai sostenuto anche da ambienti cattolici in nome della coerenza con la dottrina sociale della Chiesa. Infatti, secondo loro, negarlo comporta pretendere che i diritti individuali debbano prevalere sul bene comune – o, come oggi si dice, sulla “solidarietà sociale” – scivolando quindi in una forma di permissivismo o liberalismo. Ma è proprio così? Vediamo.

Il bene comune ridotto alla sopravvivenza fisica

Innanzitutto, bisogna notare che il secondo presupposto citato non si limita ad affermare che il bene comune di una società debba prevalere sul bene e sui diritti individuali dei suoi membri – il che sarebbe ovvio e pacifico – ma afferma qualcosa di molto più preciso.
Infatti, quel presupposto pretende che il supremo bene comune di una società consista in quella integrità sanitaria che assicura la sopravvivenza fisica della cittadinanza; l’antico motto romano “salus reipublicae suprema lex” viene così inteso come “la pubblica sanità è la suprema esigenza dello Stato”. Pertanto, alla pubblica sanità bisognerebbe sacrificare tutto, perfino quei valori spirituali che caratterizzano la civiltà di un popolo (ossia santità, saggezza, moralità, giustizia, libertà e fedeltà); la salute corporea avrebbe diritto di prevalere su tutti gli altri elementi che compongono il bene comune di una nazione, compresi quelli spirituali (ossia religiosi, morali, giuridici, politici, artistici ed educativi).
Di conseguenza, rovesciando il saggio ammonimento di Giovenale (Satire, III, 8, vv. 83-84), la sopravvivenza fisica imporrebbe di perdere le ragioni e i fini per cui si vive; il sacro ammonimento evangelico (Lc 9, 25), la salvezza dell’anima non varrebbe il mettere in pericolo la salute del corpo; si vada pure in rovina e all’Inferno, purché si abbia vissuto immuni da malattie!

I beni spirituali sacrificati a quelli materiali

Questa riduzione del bene comune alla pubblica sanità è oggi giustificata dalla cultura dominante e particolarmente dal cosiddetto salutismo, secondo il quale la salute fisica è il sommo bene e quindi il fine ultimo dell’uomo. I valori spirituali e perfino religiosi devono essere posti al servizio della suprema esigenza di assicurare salute e sopravvivenza fisiche della comunità. Pertanto, paradossalmente, la “qualità della vita” promossa dalla cultura materialistica si riduce a una “vita senza qualità”, ossia senza ideali, fini e beni che la rendano degna di essere vissuta.
Il salutismo tende, da una parte, a sacrificare l’identità spirituale e la coscienza civile di un popolo alla sua mera sopravvivenza fisica; dall’altra parte, tende a dividere la società tra i puri, ossia tra gli eletti che si adeguano al modello di risanamento sociale, e gl’impuri, ossia i reprobi che vi si sottraggono favorendo la contaminazione sociale.
Il salutismo porta all’estremo il processo di artificiosa medicalizzazione della vita umana e favorisce quella “socializzazione della corporeità”, avviata dai circoli sessantottini, che ieri ha giustificato le pratiche del pansessualismo e del trapiantismo e domani giustificherà quelle del transumanesimo.
Un celebre motto di Chesterton affermava: “il vero pazzo non è colui che ha perso la ragione, ma colui che ha perso tutto tranne la ragione; parallelamente, oggi si potrebbe provocatoriamente affermare: “il vero malato non è colui che ha perso la salute, ma è colui che ha perso tutto tranne la salute”.

I doveri e diritti civili subordinati alla salute fisica

Orbene, se la salute fisica costituisce il summum bonum e una epidemia costituisce il summum malum da evitare ad ogni costo, la società deve adeguarsi a un astratto modello salutista che impone di sacrificare beni, libertà e attività spirituali alle esigenze della sicurezza sanitaria.
I sacerdoti del salutismo si ritengono incaricati della missione di salvare il mondo in pericolo mediante un esperimento globale di purificazione sociale realizzato dalle tecniche mediche, farmaceutiche ed ecologiche. Pertanto, essi pretendono che l’autorità politica, in quanto suprema tutrice della pubblica sanità, imponga di sospendere, anche a tempo indeterminato, l’esercizio di tutte quelle facoltà e attività che contrastano con quell’esperimento purificatore. Inoltre, nella preoccupazione di “proteggere il cittadino da sé stesso”, essi pretendono che lo Stato gli proibisca di fare tutto ciò che potrebbe diventare occasione di diventare impuro e di contagiare i puri.
Bisogna notare che questi divieti sospendono il concreto esercizio non solo dei diritticivili di libertà, ma anche di quei doveri di solidarietà sociale e di quei legami sociali vitali (nazionali, locali, familiari, assistenziali, docenti, economici) che assicurano non solo la tenuta delle relazioni comunitarie, ma anche il mantenimento della identità culturale, della dignità morale e della unità politica di una nazione.
Alcuni obiettano che, nonostante tutto questo, l’autorità pubblica – bontà sua! – concede ancora ai cittadini di esercitare alcuni diritti, come quelli di comunicare, circolare, visitare, studiare, lavorare, divertirsi, insomma vivere; ma queste libertà vengono sottoposte alle sempre più severe restrizioni dettate da esigenze non solo sanitarie ma anche di ordine pubblico.

Il regime politico della sanitocrazia

L’idolo della salute fisica impone il rito dell’assoluta sicurezza sanitaria alla quale bisogna sacrificare ogni certezza, bene, valore e diritto; di conseguenza, l’ideologia salutista si concretizza nel sistema politico e giuridico della sanitocrazia, producendo notevoli conseguenze sociali all’insegna del motto “salus corporum suprema lex”.
Il regime sanitocratico tende a organizzare un panopticon statale, ossia un invasivo e capillare controllo alla cui vigilanza tutto sarà sottoposto e al cui intervento nulla sarà sottratto, nemmeno la vita privata famigliare e individuale. Non c’è quindi da stupirsi se oggi la propaganda salutista proponga il totalitarismo cinese come modello di previdenza sanitaria, efficienza terapeutica e solidarietà sociale.
Le facoltà e i relativi permessi burocratici necessari per conservare molti diritti civili al fine di vivere una vita normale saranno riservati ai soli “cittadini coscienziosi e responsabili”, ossia agli eletti che avranno accettato di essere immunizzati, risanati e controllati come minorenni posti sotto perenne tutela.
Per contro, i reprobi che resteranno dissidenti o refrattari od oppositori alla sanitocrazia subiranno una sorta di apartheid mediante discriminazioni, declassamenti ed emarginazioni; gl’irriducibili verranno perseguitati violentemente, ad esempio internandoli in “campi di rieducazione alla solidarietà” per subire trattamenti psico-sanitari obbligatori al fine di guarire dalla loro “asocialità”.
I vari “comitati tecnico-medici”, emanati al fine di dare un’apparenza scientifica all’esperimento sociale già in corso, sono eredi di quel Comitato di Salute Pubblica che imperversò al tempo della Rivoluzione Francese, o di quegl’istituti di rieducazione psicologica che imperversarono al tempo dei regimi comunisti. Se l’antico motto di san Paolo era “chi non lavora non mangi” e quello di Lenin era “chi non obbedisce non mangi”, la sanitocrazia oggi afferma: “chi non s’immunizza non viaggi, non studi, non lavori, non mangi, insomma non viva”.

Il bene comune non è sacrificabile alla sanità pubblica

Gli errori della teoria salutista e gli orrori della pratica sanitocratica ci permettono di ricuperare il vero concetto di bene comune della società, oggi corrotto sia dall’individualismo liberale-libertario che dal collettivismo socialista ed ecologista.
Sappiamo che l’uomo è “sociale per natura”. Ciò significa che l’uomo non è accidentalmente sociale, altrimenti gli uomini potrebbero fare a meno della società, riducendola a una convenzione artificiosamente stabilita dagl’individui per loro convenienza. D’altra parte, però, l’uomo non è sostanzialmente sociale, altrimenti la società potrebbe fare a meno degl’individui, riducendoli a una manifestazione accidentale della collettività. Invece l’uomo è naturalmente sociale, ossia è necessariamente componente di una qualche società, a partire da quella familiare che lo procrea, alleva ed educa, per finire con la Chiesa, che lo santifica e lo salva.
Il bene comune non è una somma di beni particolari né un compromesso tra quelli individuali, ma è quel bene globale che è condizione necessaria per armonizzare e ordinare gerarchicamente i beni particolari e individuali, al fine di ottenere l’umana perfezione e felicità. Pertanto, essendo superiore ai beni dei suoi componenti e delle sue parti, il bene comune di una società deve prevalere su di loro e anzi metterli al proprio servizio, per quanto possibile, altrimenti la società scivola nel conflitto permanente e rischia di dissolversi.
Tuttavia, «il bene comune non può essere determinato da concezioni arbitrarie, né può ricevere la sua norma primaria dalla prosperità materiale della società, ma piuttosto dall’armonico sviluppo e dalla naturale perfezione dell’uomo, alla quale la società è destinata, quale mezzo, dal suo Creatore» (Pio XII, Summi Pontificatus, enciclica del 20-10-1939).

Il bene comune risulta dalla gerarchica composizione degli elementi che lo compongono, ossia quando tutti i beni materiali sono posti al servizio di quelli spirituali e questi al servizio di quelli soprannaturali al fine di favorire la salvezza eterna, come stabilisce la Legge divina (cfr. E Colom, Scelti in Cristo per essere santi, vol. IV, Morale sociale, Pontificia Università della Santa Croce, Roma 2008, p. 120).
Insomma, il bene comune fa sì che «tutti i membri della vita associata possano vivere secondo le esigenze della norma morale di condotta e quindi raggiungere il proprio fine soprannaturale e la felicità eterna» (G. B. Guzzetti, La morale cattolica, Marietti, Torino 1965, vol. III, p.125).
In concreto, nel loro settore di competenza e secondo le loro possibilità, le umane associazioni hanno il dovere di facilitare la salvezza delle anime dei propri componenti, al fine di rendere gloria a Dio come summum bonum in quanto Creatore, Redentore e Santificatore dell’umanità.
In conclusione: se una pubblica autorità, sia essa politica o ecclesiastica, pretende di sacrificare un bene spirituale o soprannaturale a un bene materiale o naturale, fosse pure quello sanitario, essa viola sia il diritto e l’ordine naturale che quello rivelato e cristiano. Pertanto, la legittimità morale, giuridica e politica di quell’autorità può e deve perlomeno essere messa in questione.

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10 commenti

  • Bruno PD ha detto:

    Caro Tosatti, forse mi sbaglio ma questo pezzo mi stupisce alquanto. A quando risale? Lo chiedo perchè il Centro Culturale Lepanto è sempre stato strettamente collegato al Prof. De Mattei, che al presente è un accanito sostenitore dei vaccini.
    Bruno PD

  • Maria Michela Petti ha detto:

    Sarebbe mai potuta mancare un rito propiziatorio per tutto ciò di cui abbiamo bisogno e che si ricava dalla terra, in Germania, durante una celebrazione eucaristica, nei primi giorni del mese in corso durante i quali, in più di un’occasione, si sono intensificati gli appelli per la “cura della madre terra” minacciata – a detta del papa – da un male che mina la stessa vita? Inaugurando giovedì scorso, 7 ottobre, presso la Pontificia Università Lateranense, il ciclo di studi sulla “Cura della nostra Casa comune e tutela del Creato” e la Cattedra Unesco “On Futures of Education for Sustainability”, ha ricordato che : «Il male che stiamo procurando al pianeta non si limita più ai danni sul clima, sulle acque e sul suolo, ma ormai minaccia la vita stessa sulla terra».
    https://gloria.tv/post/vEVDKCyvpb7W1WQziTcaMdgsN

  • Maria Grazia ha detto:

    Video di “sanificazione ambientale” da parte di sciamana per purificare la cattedrale di Sidney (Australia), prima della S. Messa, da “spiriti del male” seguita, nel suo ingresso, da Arcivescovo cattolico per garantire …… l’ “approvazione ecclesiastica”. Speriamo che in Vaticano non se ne accorgano in troppi prima che venga autorizzato ( se non imposto) prima delle celebrazioni eucaristiche come integratore di gel e mascherine monouso.
    https://gloria.tv/post/RrWaeZWjjso137eCF6SQWYD7v

  • Maria Grazia ha detto:

    O.T. – “Talent show” incluso in alcune allegre Celebrazioni eucaristiche del “Novus Ordo” onde garantire la “sanitocrazia mentale” dei partecipanti.
    https://gloria.tv/post/FBqjoBrDM91L3vRNbsftRv4Dy

    • Abate Busoni ha detto:

      Continuo ad interrogarmi, senza riuscire a trovare risposta, su cosa induca a inscenare questi insulsi teatrini. Ci vedo solo la mortificazione del rito e della fede, una mortificazione pianificata e voluta.

      • Maria Grazia ha detto:

        @ ABATE BUSONI – Purtroppo la dissacrazione dei riti liturgici, nella Chiesa cattolica, è in continua espansione e viene accolta da buona parte dei Sacerdoti con naturalezza. Nel video, che Le allego, potrà notare che in una Chiesa della Francia ( e non credo faccia eccezione) è stata celebrata, in piena Quaresima, la Messa di ….. Carnevale con fedeli mascherati … di tutto punto e con piena approvazione della Curia arcivescovile di Lille.
        https://gloria.tv/post/a4R9PaojUGwq2knq1k7EjPtAs

  • Mimma ha detto:

    Purtroppo però la società degli individui, quella italiana in particolare, temo non sia in grado nemmeno di comprendere né di recepire queste ottime e condivisili osservazioni, perché ha una ignoranza abissale, un vero e proprio analfabetismo di ritorno e una amoralità spaventosa, quando non una immoralità che sembra irreversibile, sorda persino ai richiami della Madre di Dio.
    Ciò come conseguenza di un cinquantennio, almeno, di educazione materialistica dei giovani , indottrinati a scuola con testi di tendenza liberale o comunista e da docenti sessantottini e cattocomunisti, cui la Chiesa postconciliare ha contribuito con preti malformati, con falsi preti, con dottrina annacquata di luteranesimo e liturgia nazionalpopolare .
    Dove sono oggi i presidi e gli insegnanti che ogni anno ordinavano la sospensione delle lezioni per celebrare ” il giorno della memoria” , con diluvi di conferenze e film sulla deportazione degli ebrei e sui lager…? Bisogna ricordare , dicevano fino alla nausea, perché queste cose non accadessero più.
    O insensata cura dei mortali !
    Piangevano sui morti e oggi non si curano dei vivi.
    Sanno questi ipocriti e farisei che in ogni regione d’Italia si sono approntati campi speciali di internamento di cui sfugge ancora l’uso , ma che suggeriscono ipotesi assai inquietanti?
    Il pass obbligatorio e discriminante non richiama nulla alle loro menti colte?
    Dicono che il settanta per cento degli Italiani si sia sottoposto , firmando, con rischio a proprio carico, alla terapia genica propagandata come salvezza dal Covid.
    A chi possono attribuire oggi , in molti, la loro infermità o invalidità o addirittura la morte dei propri cari ?
    Quale Corte di giustizia darebbe ragione di un male sottoscritto e accettato con deliberato consenso?
    Qualcuno potrà dire: senza però la piena avvertenza, con raggiro o ricatto…
    Certamente, ma questo è accaduto e accade per i motivi di cui sopra.
    Chi mette al primo posto la nuda vita, si abbia ciò che la nuda vita ora gli ricambia.
    Chi ha escluso, per motivi vari , dalla propria esistenza Dio , la salvezza dell’anima e il suo destino escatologico, sarebbe ancora in tempo per ravvedersi.
    Non mancano le guide e gli spunti di riflessione per una inversione di rotta. La morte é inevitabile. Questa verità lampante non ha bisogno di essere dimostrata e vale per tutti, anche per quelli che opprimono e vessano i propri simili in vario modo. Si convertano presto quelli che hanno imparato dal dolore.
    Questo blog serve anche a questo scopo. Nobilissimo
    Il Signore ne renda merito al dott Tosatti e a quanti lo aiutano.

  • Mimma ha detto:

    Purtroppo però la società degli individui, quella italiana in particolare, temo non sia in grado nemmeno di comprendere né di recepire queste ottime e condivisili osservazioni, perché ha una ignoranza abissale, un vero e proprio analfabetismo di ritorno e una amoralità spaventosa, quando non una immoralità che sembra irreversibile, sorda persino ai richiami della Madre di Dio.
    Ciò come conseguenza di un cinquantennio, almeno, di educazione materialistica dei giovani , indottrinati a scuola con testi di tendenza liberale o comunista e da docenti sessantottini e cattocomunisti, cui la Chiesa postconciliare ha contribuito con preti malformati, con falsi preti, con dottrina annacquata di luteranesimo e liturgia nazionalpopolare .
    Dove sono oggi i presidi e gli insegnanti che ogni anno ordinavano la sospensione delle lezioni per celebrare ” il giorno del ricordo” , con diluvi di conferenze e film sulla deportazione degli ebrei e sui lager…? Bisogna ricordare , dicevano fino alla nausea, perché queste cose non accadesero più.
    O insensata cura dei mortali !
    Piangevano sui morti e oggi non si curano dei vivi.
    Sanno questi ipocriti e farisei che in ogni regione d’Italia si sono approntati campi speciali di internamento di cui sfugge ancora l’uso , ma che suggeriscono ipotesi assai inquietanti?
    Il pass obbligatorio e discriminante non richiama nulla alle loro menti colte?
    Dicono che il settanta per cento degli Italiani si sia sottoposto , firmando, con rischio a proprio carico, alla terapia genica propagandata come salvezza dal Covid.
    A chi possono attribuire oggi , in molti, la loro infermità o invalidità o addirittura la morte dei propri cari ?
    Quale Corte di giustizia darebbe ragione di un male sottoscritto e accettato con deliberato consenso?
    Qualcuno potrà dire: senza però la piena avvertenza, con raggiro o ricatto…
    Certamente, ma questo è accaduto e accade per i motivi di cui sopra.
    Chi mette al primo posto la nuda vita, si abbia ciò che la nuda vita ora gli ricambia.
    Chi ha escluso, per motivi vari , dalla propria esistenza Dio , la salvezza dell’anima e il suo destino escatologico, sarebbe ancora in tempo per ravvedersi.
    Non mancano le guide e gli spunti di riflessione per una inversione di rotta. La morte é inevitabile. Questa verità lampante non ha bisogno di essere dimostrata e vale per tutti, anche per quelli che opprimono e vessano i propri simili in vario modo. Si convertano presto quelli che hanno imparato dal dolore.
    Questo blog serve anche a questo scopo. Nobilissimo
    Il Signore ne renda merito al dott Tosatti e a quanti lo aiutano.

  • Nuccio Viglietti ha detto:

    Se parlassimo seriamente di… bene comune… coloro che hanno diretto questo paese in ultimi trent’anni dovrebbero mettersi in lockdown permanente definitivo… finché morte no sopravvenga…!!…https://ilgattomattoquotidiano.wordpress.com/