Traditionis Custodes. Avrebbero Almeno Potuto Aspettare che Benedetto…..

19 Luglio 2021 Pubblicato da 76 Commenti

Marco Tosatti

Carissimi Stilumcuriali, riprendiamo le pubblicazioni con questo comunicato del Cordinamento Summorum Pontificum sulla decisione del Pontefice regnante di tentare di soffocare all’interno dei confini che gli sono propri la diffusione della Messa Vetus Ordo. Altri, più autorevoli di noi tratteranno l’argomento nei prossimi giorni con maggiore competenza. Solo due osservazioni. La prima riguarda i giovani preti. In un momento in cui le vocazioni sono sembrano floride (chissà come mai…) impedire ai giovani sacerdoti, che evidentemente erano attratti, di celebrare secondo il Vetus Ordo appare come l’ennesima manifestazione autolesionista e illiberale di un gestione autocratica. Seconda osservazione. Non sappiamo che cosa pensi Benedetto XVI di tutto questo. Immaginiamo che non gli avrà procurato piacere. Avrebbero potuto aspettare che ci lasciasse, per manifestare nei fatti quanta continuità ci fosse (quella sbandierata dai servilingui di regime) fra i due pontificati. Se non altro per risparmiare un dolore a un uomo anziano e buono. Troppo buono, ahimè. 

§§§

 

 

Cari Amici,

ciò che temevamo è purtroppo accaduto: il Motu Proprio restrittivo del Summorum Pontificum è stato pubblicato, insieme ad una Lettera di accompagnamento. Abbiamo pregato che al Populus Summorum Pontificum fosse risparmiata questa nuova prova, ma essa si è invece abbattuta su di lui.

Il contenuto del nuovo Motu Proprio conferma, in larga parte, quanto era già stato sin qui anticipato da molteplici fonti. In ciò in cui si discosta dalle anticipazioni, purtroppo le peggiora. Cessa la libertà di celebrare secondo il Messale del 1962, se ne rende assai difficoltoso l’uso da parte dei giovani sacerdoti, si scoraggia decisamente la costituzione di nuovi coetus fidelium, quantomeno nelle diocesi in cui ne esista già almeno uno, si guarda con estremo sfavore alle parrocchie personali destinate alla celebrazione della liturgia tradizionale. Impressiona il bando del rito antico dalle parrocchie, quasi a circoscriverlo entro una specie di cordone sanitario per evitare che il popolo fedele venga a conoscerlo, ad amarlo, a praticarlo. La lettera di accompagnamento, infatti, ci dice chiaramente che quanti sono legati alla liturgia tradizionale – cioè noi, fedeli del Populus Summorum Pontificum – dovranno, dovremo «ritornare al Rito Romano promulgato dai santi Paolo VI e Giovanni Paolo II».

Il Motu Proprio e la Lettera accompagnatoria ci sprofondano inevitabilmente nello sconforto, ci tentano alla disperazione, forse potrebbero addirittura indurci alla risposta rabbiosa ed alla ribellione fine a se stessa.

Ricordiamoci però di Ap. 3, 19: «Ego quos amo, arguo, et castigo. Aemulare ergo, et poenitentiam age» (Io tutti quelli che amo li rimprovero e li castigo. Mostrati dunque zelante e ravvediti). Questo può essere per noi il tempo della purificazione. Per farci riflettere sulle nostre debolezze, sulla inadeguatezza del nostro apostolato liturgico e sulle mille occasioni perdute per ignavia, per orgoglio, per presunzione, per clericalismo, per paura, per amore di quieto vivere, per malintesa obbedienza… e, così, per farci strumenti più santi ed efficaci del rifiorire della Chiesa dal suo stesso interno, attraverso il rinascimento liturgico e la sua diffusione tra i buoni fedeli: ciò che incute tanto terrore ai modernisti ormai faccia a faccia con il loro tragico fallimento.

Accettare questa croce, affidandoci a Maria Santissima perché ci sia vicina e ci sostenga nello sforzo di portarla, non vuol dire, però, rinunciare alla giusta resistenza. Tanti amici sconcertati e disorientati si stanno chiedendo che cosa si possa e si debba fare; ed è certo che non resteremo muti e passivi spettatori mentre si cerca di rendere sempre più inattingibile un bene così prezioso come la S. Messa tradizionale.

Ma proprio perché vogliamo resistere, non ribellarci; perché cerchiamo giustizia, e non rivalsa, non possiamo cedere alla tentazione di reagire scompostamente e precipitosamente, sull’onda della forte e dolorosa emozione che ci ha colpito all’uscita del Motu Proprio. Non venga mai meno la carità, ma si difendano la verità, la purezza delle nostre intenzioni e del nostro zelo liturgico, la solidità inattaccabile delle nostre buone e fondate ragioni: si persegua la giustizia nell’amore fraterno e nell’incrollabile attaccamento alla Chiesa di Cristo.

Per questo la nostra prima resistenza – cui ci spinge lo stesso amore per la Chiesa – deve essere, soprattutto in questi momenti concitati, la preghiera: chiediamo di essere illuminati per scegliere con prudenza, ma anche con fermezza, la giusta via, la strada migliore per servire la santità della liturgia, per ribadire con forza, alla luce del magistero liturgico di Benedetto XVI, che «nella storia della Liturgia c’è crescita e progresso, ma nessuna rottura. Ciò che per le generazioni anteriori era sacro, anche per noi resta sacro e grande, e non può essere improvvisamente del tutto proibito o, addirittura, giudicato dannoso. Ci fa bene a tutti conservare le ricchezze che sono cresciute nella fede e nella preghiera della Chiesa, e di dar loro il giusto posto».

Corroborati da una sincera e fervente preghiera, affidati alla protezione potente di Maria Santissima, potremo così intraprendere con coraggio, e dopo matura riflessione, tutto quanto risulterà utile e necessario. Da parte nostra, non ce ne asterremo: come abbiamo già avuto modo di dire quando le prime nubi si addensavano in cielo, non mancheremo né di proporre e realizzare le iniziative che le circostanze renderanno opportune, né di sostenere con entusiasmo quelle che i coetus vorranno intraprendere – nel pieno rispetto verso i nostri Pastori, ma nel sereno esercizio della libertà che il diritto riconosce a tutti i battezzati – per affermare, difendere e diffondere, a vantaggio di tutta la Chiesa, la grandezza della sua millenaria tradizione liturgica e i ricchissimi doni spirituali nuovamente offerti a tutti i fedeli dal Motu Proprio Summorum Pontificum, nell’intatta e provvidenziale pienezza delle sue illuminate disposizioni.

§§§




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76 commenti

  • Enrico Nippo ha detto:

    Ma se diparte prima Bergoglio che succede?

    • CREONTE ha detto:

      Succede che quel poveraccio di De Mattei potrà baloccarsi con l’idea, a lui tanto cara (ricorda gli sproloqui del prof. sul terremoto del 2011 in Giappone?) che il Padre Eterno ha emesso la Sua sentenza. Noi invece potremo, più ragionevolmente concludere, che il Padre Eterno ci ha voluto segnalare qualcosa.

  • Veronica Cireneo ha detto:

    Luglio 2021 alle 13:51
    Bentornato dottor Marco!!! Vogliono togliere la messa antica perché è divisiva? E chi glielo ha fatto fare di introdurre il novus ordo? E ora che i riti sono due e contrastano tra di loro che fanno? Ne tolgono una.Quale? Quella che è la base. Con la stessa lungimiranza con cui togliessero le fondamenta a un palazzo. In realtà è proprio perché nel silenzio della messa vetus ordo, dove tanti potrebbero essere i sacerdoti, oltre a quelli che lo dichiarano ufficialmente, che celebrino in unione con Benedetto XVI. Credo che sia per questo che vogliano togliere quella messa. Oltre che per sparare sulla Comunione dei Santi e sul Santo dei Santi. Veronica Cireneo

  • Carlo ha detto:

    La catastrofe Bergoglio, ordinata dal Signore in punizione dei nostri peccati, ha anche i suoi punti positivi e utili. Per esempio, è un test sicuro sullo stato della tua fede. Se credi che Bergoglio è Papa legittimo, è 100% sicuro che hai perduto la fede cattolica.

  • Alessandro ds ha detto:

    Eliminare la messa tridentina è una cosa che poteva evitare è che non serve a niente.
    Tuttavia c’è un perché a questa mossa, l’ostentazione di questo tipo di messa da parte degli scismatici di ogni dove e tipo è dei contestatori interni alla chiesa cattolica.cosa che con il decreto di dare la comunione solo in mano per la pandemia si è amplificata ancora di più. Se vi stavate zitti e non la ostentavate così tanto questo probabilmente non sarebbe successo.
    Poi tanto per puntualizzare è mettere a tacere gli ignoranti che parlano è non sanno nemmeno di cosa parlano, sappiate che la liturgia della messa nei secoli è stata cambiata diverse è diverse volte, quindi chi afferma che la messa tridentina è la messa tramandata addirittura dai primi cristiani, dice una stupidaggine.
    Poi comunque rimane sempre il rito ambrosiano, potete celebrare quello se proprio vi sta così sulle scatole la messa normale.

    • Enrico Nippo ha detto:

      Also sprach Zarathustra. 🥴

    • Gian Piero ha detto:

      Che ne btervebto come loro ed elegante! Forse scritto dal cameriere del cameriere della Loggia di Santa Marta?
      Prima di tutto il Rito Ambrosiano antico non e’celebrato normalmente a Milano ma che io sappia in unica Chiesa di Milano capienza 100 persone.
      Secondo ,caro Alessandro DS cosu’colto e superbo, tutti sappiamo benissimo che il rito della Messa ha avuto in duemila anni cambiamenti. O lei pensa che siamo ignoranti come i Bergoglioni che credono che la chiesa sua nata nel 2013? I cambiamenti del rito sono stati pero’s more n l solco della Tradizione apostolica. Ora si ha una frattura. Un arrogante, ideologica, viebta frattura. Che le si attaglia visto lo stile, come arragobza,ideologia e violenza.

      • Alessandro ds ha detto:

        Questo succede perché nell’ultimo anno i lefevbriani,estremisti interni e non solo hanno girato troppo la corda.
        Quando si fa un’azione bisogna anche essere abbastanza intelligenti da calcolare anche le possibili reazioni.
        No no, le assicuro che c’è gente che non losa che la liturgia è stata cambiata e ricambiata molte volte.
        Su questo blog ho addirittura letto che qualcuno diceva che Bergoglio ha cambiato la liturgia trasmessa dagli Apostoli.

        • Boanerghes ha detto:

          Infatti.
          E come avevo detto ecco fiorire i commenti feroci tra cosiddetti V.O e N.O.
          Ma leggendoli, beh allora mi convinco che effettivamente si è tirato troppo la corda dalla parte della messa antica in questo blog, come se fosse la soluzione di tutti i problemi.
          E poi si parla di incendiare i libri del Bugnini etc etc e si alimenta questo clima di intolleranza.
          Perche non incendiare i nostri cuori di vero amore cristiano, a immagine vera di nostro Signore che fin sulla Croce ed in punto di morte chiede al Padre perdono, di fronte ad una folla inferocita e bestemmiante?
          Mi sembra che valiamo ancora molto poco, pur sgranando rosari, facendo preghiere particolari, e spacciandoci per autentici seguaci di Cristo.

          • Marco Tosatti ha detto:

            Ma davvero pensa che prima di fare questa cosa pessima il Papa abbia letto i commenti su SC? Che onore…🤭

          • Enrico Nippo ha detto:

            “Si alimenta questo clima di intolleranza”: classico slogan comunista.

          • Boanerghes ha detto:

            Sotto. Tosatti
            mi riferisco ai commenti del blog, e non penso certo che il Papa abbia preso questa decisione dopo aver letto SC.
            L e faccio presente che la mia opinione sul pontefice regnante è negativa già da pochi mesi dopo la sua elezione e che quando è stato indetto l’anno di misericordia ho subito pensato che c’era un collegamento con la comunione ai divorziati risposati.
            Non credo di essere uno stupido. Ma liberi di pensarlo.
            Saluti

          • Marco Tosatti ha detto:

            Stavo scherzando…era una battuta.

          • Boanerghes ha detto:

            Enrico Nippo, può dirmi di tutto ma non comunista. Grazie

          • Enrico Nippo ha detto:

            Boanerghes,

            se lei non è comunista ma parla per slogan comunisti la faccenda è molto seria.

    • Paoletta ha detto:

      a mio parere tutto cio’ non e’ successo per colpa di estremisti o lefebriani che hanno “tirato troppo la corda”. E’ successo perche’ il pontificato (o presunto tale) di Bergoglio e’ in crisi profonda e i suoi mandanti sono molto scontenti. Cosi’, per cercare di ingraziarsi i mandanti delusi, Bergoglio gli ha fatto questo favore.

  • Petrus ha detto:

    Bergoglio volendo eliminare la Messa in latino non si accorge che elimina le radici su cui si regge tutta la Chiesa… le conseguenze saranno devastanti su questo pontificato e sull’intera Chiesa… ma “Dio aveva altri progetti”….

    • Milli ha detto:

      D’altra parte Bergoglio aveva già limitato fortemente le messe celebrate in San Pietro, questo è solo il passo successivo.
      Poi ci sarà l’incontro di Astana…

    • Enrico Nippo ha detto:

      Bergoglio si accorge … si accorge … si accorge eccome.

      • CREONTE ha detto:

        Bergoglio? Attenti figliuoli, perché rischiate di incorrere nelle paurose reprimende di qualche don in odore di estemporanee conversioni alla papolatria, che vi dirà: “Bergoglio non c’è più da quando ha pronunciato il suo ‘accepto’ e si è scelto il nome di Francesco; dovete quindi riferirvi a lui con l’appellativo di Sommo Pontefice, Romano Pontefice o Santo Padre, tutto maiuscolo, mi raccomando” 😉

  • : ha detto:

    «… potremo così intraprendere con coraggio, e dopo matura riflessione, tutto quanto risulterà utile e necessario»

    Sono mesi, anzi anni che si sapeva che si sarebbe giunto a questo. E dobbiamo incominciare ora a riflettere?

  • GINO ha detto:

    La verità vi rende liberi. Coloro che come me ha subito seguito la guida di don Alessandro M. Minutella abbiamo la pace nell’anima. Se un si aspetta che muoia un Papa significa che quello è il Papa.
    Ora, l’odio che cova da parte di tutta la galassia tradizionalista verso bergoglio, non farà altro che offuscare sempre più le loro menti, ancora dicono che bergoglio è il papa, e radicheranno ancor di più bergoglio nell’errore e nell’orgoglio. Io vedo il lato positivo, quello di Dio, Trinità, cioè che la messa tridentina l’ha tolta dalle mani di tutti coloro che la celebrano in unione con l’Antipapa, coloro che saranno ispirati dallo Spirito seguiranno la Via di don Minutella, tutti gli altri si impantaneranno nel fango e nel rancore.

  • Gian Luca Mariottini ha detto:

    * lettera aperta a Msgr Vigano’ *

    “vos estis lux mundi non potest civitas abscondi supra montem posita” (Mt 5,14)

    Dear Archbishop Vigano,

    I am writing you this open letter to ask you to publicly “resist to the face” of Pope Francis in virtue of your apostolic authority, in order to protect those faithful that are being impacted by the recent motu proprio “Traditions Custodes” by Pope Francis.

    I am thinking in particular of all the priests, seminarians and also the thousands of families worldwide that have been attending the Tridentine Latin Mass. I am a father of 6, and my wife and I only a year ago started attending TLM.

    We feel that Pope Francis’ Motu Proprio will force us (as well all traditional seminarians and priests) to step either “within” the boundaries defined by Francis motu proprio, or “outside” of them (by us going “underground” and thus at the risk of self proclaiming “schismatic” in front of the Vatican and our friends).

    We don’t want to move to where we are because we are not committing any sin, but we need your help to break this “game’s rules.” As a successor of the Apostles, we are begging you to publicly come out, as the” light in the world” and to “resist to the face” of the successor of Peter.

    We need you to be our Captain in proclaiming this “abuse of power” enforced onto us. We need you, because of your apostolic authority, to denounce the uncharitable nature of this motu proprio against the faithful who are not committing any sin in attending the traditional rites.

    We need you to come out and question directly by which authority Francis could issue such restrictions against the Holy Mass as received for thousands of years by all Saints. We need you to even question Francis’ authority given also his open and official position in favour of heresies (e.g. giving Holy Communion to remarried – St. Robert Bellarmine is pretty clear of the impacts on a Pope when taking these heretical stances).

    May Our Lady of the Rosary and of Mount Carmel give you the strength to defend your children. She will not deny our requests, she who is the Queen of Angels, Saints and of the Family.

    Ave Maria!
    Gian Luca Mariottini

  • Boanerghes ha detto:

    Affermare che tale soppressione è in continuità pastorale con i precedenti papi, è una falsità assoluta. Giovanni Paolo II non decretò certo la scomunica di Lefebvre per la celebrazione del rito V.O., ma per altri gravi motivi. Ciò che è patrimonio della Chiesa, celebrato per secoli e secoli, non rappresenta un pericolo per la fede, ma semmai una garanzia.
    Né il rito N.O. ha la pretesa di rappresentare totalmente ed in modo esaustivo il sacrificio incruento di Cristo.
    Come detto ne La Nuova Bussola Quotidiana, abbiamo un Papa che non è cattolico e sta facendo di tutto per distruggere la Chiesa Cattolica Romana, e lasciare che tale rito rimanga quasi in esclusiva alla FSSPX.
    E con interminabili litigi tra cosiddetti tradizionalisti e progressisti.
    Vorrei ricordare che mi sembra che al di sopra delle nostre povere teste aleggi il terzo segreto di Fatima non ancora pienamente disvelato, con le sue terribili conseguenze di guerre e distruzione, per cui evitiamo di esacerbare i nostri animi affinché la tempesta non ci sorprenda in questa situazione.
    In questo momento vorrei proprio essere un semplice prete, per portare il Corpo e Sangue di Cristo alle tante anime che si sentono perse e sconfortate, compresa la mia.

    • daouda ha detto:

      La diatriba fra tradizionalisti e modernisti sta diventando stucchevole, ridicola e nauseabonda.
      Nessuno fiata sulle derive di Pio X a cui una società è intitolata, chiudendo gli occhi sulle nefande distorsioni in ambito di musica sacra e distruzione del breviario.
      Nessuno si premura della modifica rivoluzionaria del breviario ha apportato nel 1920 la creazione di nuove rubriche sotto Benedetto XV.
      Le infauste modifiche di Pio XII , e non solo nella settimana santa, con vari ritocchi giustificati dalla Mediator Dei, invalutati e inconsiderati, tali però da determinare rubriche ex novo nel 1960 confluite nel rito del 1962, innovativo e creato ad arte, dichiarato inverosimilmente la “messa di sempre”.

      Ora come si può giustificare ciò se non con l’accusa che il tradizionalista è il compare del progressista?
      Quel che fa Paolo VI o Francesco è escremento, quel che altri hanno compiuto con il medesimo principio, ebbene chiudiamo gli occhi, dimenticando che furono proprio loro gli apripista di quelli successivi.
      Che ipocrisia!

      Ora non ci vuole un genio per capire che aver accettato la definizione di forma straordinaria implicasse che la reale ritualità fosse il novus ordo. Dove scorgete la discontinuità? Non vedete che ci prendono in giro?

      Inoltre lo stesso Benedetto XVI motivò il ripristino del rituale del 62 perché venerando ee radicato nella cultura ( il tridentino di certo, non il rito del 62 ).
      Nessun accenno alla custodia apostolica.
      Come ho fatto presente, sarebbe come ritenere che il primato papale come espresso da Nicea al canone 6 od al primo concilio di Costantinopoli al canone 3 derivi allora dall’importanza della città di Roma come capitale e non dalla prerogativa petrina conferita dal Signore!
      E’ in teoria ed in pratica una riduzione umanistica della divina liturgia.
      Non si difende dunque la Rivelazione nella liturgia, ma come è affermato non tanto nell’indulto del 1984 quanto nell’Ecclesia Dei si va incontro a quelle che sono meramente definite delle aspirazioni…come si può dunque credere che Ratzinger avesse diverso sentire?

      Ma la cosa più bislacca è che Benedetto XVI può modificare gli atti dei predecessori, esplicitamente all’articolo 1 del SP, mentre Francesco non può. Evidentemente solo perché vi torna comodo vien da pensare…
      Veramente voi fate venir voglia di passare dalla parte degli stolti sedevacantisti.

      • Ahi ahi ahi ha detto:

        In internet sono stai riportati anche i canoni dei Concilii Ecumenici. Come è noto, il primo fu quello di Nicea del 325. I Canoni, nella loro completezza li ho trovati su gloriatv. Con un poco di pazienza si può controllare.
        Il sesto canone parla dei tre più importanti Patriarcati della chiesa . Si tratta di Alessandria, Roma e Antiochia. Vengono messi sullo stesso piano. Nel Canone successivo, cioè il VII, si parla invece dell’onore particolare che viene attribuito al Patriarca di Gerusalemme.
        Il Vescovo di Roma era solo uno dei 4 più importanti capi della Chiesa.

        • daouda ha detto:

          Chiedo: non si potrebbe erronemente reputare che giust’appunto la primazia derivi dall’importanza delle grandi città e soprattutto Roma giust’appunto capitale?
          Avallando il giudizio culturale, venerando e più sacraleggiante sul rito reputato apostolico tridentino ( che non è visto che il rito del 62 è inventato anch’esso ) in questa maniera da Benedetto XVI non si fa analogamente a tale errore sul primato una riduzione umanistica che compromette ogni custodia del deposito della Fede, in questo caso liturgico?
          Come si può allora considerare, a maggior ragione nella bislacca categoria proposta di straordinarietà che implica la possibilità di sospensione e sostituzione, una discontinuità fra Benedetto XVI e Francesco?

          tradizionalisti e modernisti…hegelianamente compari.

  • Milli ha detto:

    Ben tornato, caro dott. Tosatti.
    Nemmeno una settimana la lasciano tranquillo!

  • Bastian contrario ha detto:

    La mi scusi dottor Tosatti, ma anche quando Ratzinger avesse raggiunto il Paradiso di là avrebbe potuto vedere lo scempio fatto ai suoi provvedimenti. Perché aspettare allora ?
    P.S. mi riferisco alla sua introduzione. Non ho ancora letto l’articolo.
    P.S. 2 : o è Bergoglio che, dopo la sua malattia teme di non avere più molto tempo a disposizione ?
    P.S.3 : di solito dopo una brutta esperienza ospedaliera si è più propensi a fare del bene a tutti quanti. Come mai Bergoglio si sta comportando all’incontrario ?

    • stilumcuriale emerito ha detto:

      Per noi comuni mortali un ricovero ospedaliero, soprattutto se per ragioni gravi, è una grande scuola di umiltà e di pazienza. Ma per uno a cui viene riservato un intero piano di una grande clinica, l’attenzione di un numero sterminato di professori, dottori e infermieri, gli inchini a 90 gradi di compagni di sventura ammucchiati negli altri reparti. è una lezione di superbia, è uno stimolo alla crescita della superbia, è un rinforzo della propria superbia. Preghiamo per lui affinchè ritorni a sentirsi un comune mortale.
      Ad meliora!

      • Maria Michela Petti ha detto:

        Caro Stilumcuriale Emerito,
        “Ha detto tutto”! Non trovo citazione più degna per chiudere …filosoficamente… il Suo pensiero.

    • miserere mei ha detto:

      Omnia munda mundis.

      “Di solito”… quelli buoni o semplicemente che vorrebbero esserlo un po’ di più, anche perché sanno di dover fare i conti -a fine corsa- con Qualcuno.
      Invece chi evidentemente fatica ad essere buono rosica…
      Eccome se rosica. Meno tempo resta e più cova rancori.
      Così succede che non faccia come si dovrebbe “di solito”.

  • VEXATA QUAESTIO ha detto:

    Forse non hanno aspettato che Benedetto… perché
    hanno iniziato a temere che potrebbe anche succedere
    invece che Bergoglio…

  • stilumcuriale emerito ha detto:

    Bentornato, amico Tosatti. Mi mancava !
    L’argomento con cui rientra è molto stimolante e su di esso voglio esprimere qualche commento.
    La Messa Cattolica
    Tutto parte da Dt 5,12-14 che riporto integralmente :
    [12] Osserva il giorno di sabato per santificarlo, come il Signore Dio tuo ti ha comandato.

    [13] Sei giorni faticherai e farai ogni lavoro,

    [14] ma il settimo giorno è il sabato per il Signore tuo Dio: non fare lavoro alcuno né tu, né tuo figlio, né tua figlia, né il tuo schiavo, né la tua schiava, né il tuo bue, né il tuo asino, né alcuna delle tue bestie, né il forestiero, che sta entro le tue porte, perché il tuo schiavo e la tua schiava si riposino come te.
    La Chiesa ha tradotto tutto questo in : –ricordati di santificare le feste–.
    Poi ha specificato quali sono le feste e ha dato alcuni precetti relativi alla loro santificazione : non lavorare e partecipare alle sante funzioni (messa al mattino, lezione di catechismo, vespri solenni, adorazione eucaristica e benedizione al pomeriggio).
    Pian piano è stato abolito tutto ed è rimasta soltanto la Messa, senza distinzione tra rito romano, rito ambrosiano e altri riti ammessi. Senza alcuna giustificazione però è stata prima vietata, poi riammessa, ed ora nuovamente vietata (o quasi ) la messa in latino. Ma è possibile che in nome (abusato) dello Spirito Santo si creino simili caos????
    E il povero cristianello di periferia come può orientarsi ?

    • Mac ha detto:

      Riconoscendo che c’è un elefante nella cristalleria.

      Senza questo il disastro è inevitabile.

      Saluti.

      • stilumcuriale emerito ha detto:

        Già! L’elefante che ha detto che è lecito arrabbiarsi contro Dio ma non contro di lui. Perchè lui è lui e contro di lui non è lecito dire nulla .

        • VEXATA QUAESTIO ha detto:

          Si narra comunque che gli elefanti abbiano paura delle formiche, in particolare del genere crematogaster.
          Non essendo queste ultime estinte, un incontro ancora può
          capitare.

          • Milli ha detto:

            Ero rimasta ai topolini.
            Comunque trattasi di elefante piuttosto bizzoso, avvicinarsi con prudenza.

  • paolo deotto ha detto:

    Anzitutto, ben tornato al carissimo Marco. Io credo che la situazione si spieghi molto chiaramente con la frase del Cardinale Sarah, già citato da Legionario Romano: “il divieto di celebrare la Santa Messa tradizionale è ispirato dal demonio che desidera la nostra morte spirituale”.
    Tutto il resto viene in conseguenza. Ma poiché le armi contro il demonio le abbiamo, usiamole e teniamo duro. Non abbiamo altra scelta.

  • Marco Matteucci ha detto:

    NOSTRA SIGNORA DI ANGUERA – REGINA DELLA PACE
    Messaggio 2.532 | Domenica, 5 Giugno 2005

    “Cari figli, pregate con il cuore. Non allontanatevi dal cammino che vi ho indicato. SAPPIATE CHE L’UMANITÀ VIVRÀ MOMENTI DI GRANDI DIFFICOLTÀ.

    UN UOMO APPARENTEMENTE BUONO, OSSIA L’ANTICRISTO, ACQUISTERÀ GRANDE POTERE SATANICO. L’AZIONE MALEFICA SI VERIFICHERÀ NELLA FESTA DI UN GRANDE SANTO, QUELLO CHE QUANDO VENNE CHIAMATO DA DIO CADDE DA CAVALLO E LA CUI VITA FU TRASFORMATA.

    Vi chiedo di mantenere accesa la fiamma della vostra fede. Vedrete orrori sulla terra.

    MOLTI UOMINI SARANNO SEDOTTI DALLA BESTIA E MARCHIATI DAL SUO SEGNO!

    Voi siete di Cristo. Solo Lui dovete servire e seguire. Non lasciatevi ingannare. Solo Dio è il più grande. Confidate in Lui per essere grandi nella fede. Coraggio. Niente e nessuno vi allontanerà dall’Amore di Dio se vivrete fedelmente come il Signore desidera…..”

    NOTA :

    1. SECONDO QUANTO AFFERMA PEDRO REGIS IL SATO IN QUESTIONE SAREBBE SAN NORBERTO DI XANTEN, MEGLIO NOTO COME SAN NORBERTO DI PRÉMONTRÉ, ARCIVESCOVO DI MAGDEBURGO. LA CUI MEMORIA LITURGICA CADE IL 6 GIUGNO E CHE, SEMPRE A DETTA DEL VEGGENTE MEDESIMO, SAREBBE IL GIORNO A CUI LA MADONNA FA RIFERIMENTO NEL MESSAGGIO SOPRA CITATO, GIÀ DALLA PRIMA METÀ DEL 2005.

    2. IN VATICANO IL 6 GIUGNO DEL 2021 PER LA PRIMA VOLTA È TRASCORSA LA CELEBRAZIONE DELLA SOLENNITÀ EUCARISTICA DEL CORPUS DOMINI SENZA LA RITUALE PROCESSIONE CON L’OSTENSIONE DEL SANTISSIMO SACRAMENTO, CERIMONIA LITURGICA CHE SI PROTRAEVA ININTERROTTAMENTE DALL’11 AGOSTO DEL 1264, GIORNO IN CUI IL PAPA URBANO IV° INSTITUÌ LA SOLENNITÀ DEL SANTISSIMO CORPO E SANGUE DI CRISTO CON LA BOLLA “TRANSITURUS DE HOC MUNDO” FISSANDOLA AL PRIMO GIOVEDÌ DOPO L’OTTAVA DI PENTECOSTE, IN MEMORIA DEL MIRACOLO EUCARISTICO DI BOLSENA AVVENUTO NELL’ESTATE DELL’ANNO PRECEDENTE.NON M’INTERESSA ADDENTRARMI IN UNA CONSIDERAZIONE PERSONALE (che ho comunque ben chiara) IN MERITO ALLA SUCCESSIVA RIVELAZIONE SUL “MARCHIO DELLA BESTIA”, DEMANDANDO OGNI ULTERIORE CONSIDERAZIONE IN MERITO, AL GIUDIZIO OBIETTIVO DI CHIUNQUE LEGGE, VEDE E (SOPRATTUTTO) VIVE LA DRAMMATICA SITUAZIONE ATTUALE.

    …SOLO COINCIDENZE?

    Se vuoi leggere tutto:
    https://reginadelcielo.com/2021/07/17/solo-coincidenze/

  • Francesca B. ha detto:

    Sono senza parole per la reazione di Ariel Levi di Gualdo e del suo entourage. Un tale Jorge Facio Lince, che si qualifica tutto in maiuscolo come Filosofo Tomista e Teologo, esalta la decisione di El Papa inserendo un vecchio video dello stesso Ariel Levi, Presbitero e Teologo, in cui si dice che il Summorum Pontificum va abolito: https://isoladipatmos.com/alla-fine-e-stato-scoperto-il-gost-writer-del-sommo-pontefice-francesco-e-il-padre-ariel-s-levi-di-gualdo-che-un-anno-fa-tenne-una-lectio-per-la-quale-fece-inferocire-gli-impropriamente-detti/

    • MESOMEDE ha detto:

      Credo che don Levi di Gualdo abbia qualche rancore verso la Messa V.O. Mi sembra maldisposto da quando è stato svillaneggiato in un blog tradizionalista particolarmente aggressivo (lo gestisce una donna con la quale è praticamente impossibile avere un ragionevole confronto: a suo tempo ci sono passato anch’io).

      Ciò non toglie, a mio avviso, che l’atteggiamento di don Levi sia poco sensato. L’idea che quanto decretato dal papa non debba essere materia di critica, per esempio, è una scempiaggine sesquipedale. La papolatria è dura a morire.

      • daouda ha detto:

        Che esista una papolatria è indubbio ( i sedevacantisti sono il classico esempio di tale follia portata all’estremo ) ma sostenere che don Ariel sia papolatra significa non averlo mai letto.
        D’altronde questa discontinuità supposta fra Benedetto XVI e Francesco è tutta ad usum delphini di una certa retorica…inoltre dimostrare le menzogne dietro la scelta di Francesco non scalfiscono in nulla il presupposto e la motivazione addotte contro i tradizionalisti, che anzi confermano quanto lui ama solo documentalmente sostenere.

        Credo che don Ariel si sia epresso molto chiaramente dunque fargli dire cose che non c’entrano nulla è quantomai scostumato per non dire altro.

        • CREONTE ha detto:

          Chiunque può andare a leggere quanto don Levi ha ariosamente scritto nel blog di cui ella sia fa qui paladino. Don Levi non è certo papolatra. Ma la sua censura all’indirizzo di alcuni commentatori che eccepiscono garbatamente sulla ratio del provvedimento di papa Francesco tradisce un (episodico) sentire papolatrico. Seguo quel blog da tempo, anche se non vi intervengo mai poiché non è luogo in cui sia possibile (causa lentezza dell’inserimento dei commenti e causa calcolata censura degli stessi) sviluppare un onesto confronto dialettico. Dunque ho ben presente anche i suoi interventi, caro Daouda, e non mi meraviglia questa sua difesa d’ufficio, che anzi, trovo coerente con la linea da lei manifestata (e, direi, assai ben accolta) in quella sede. E tuttavia ripeto: vadano i commentatori che vogliono formarsi un’idea del clima che colà si respira, a farsi un giro tra i post e i commenti più recenti di don Ariel e del suo entourage.

          • daouda ha detto:

            Non mi esprimo sull censura, che non vedo né impropria in blog personali né contraddittoria ecclesiasticamente. Io sovente sono censurato, alle volte giustamente, altre meno, ma non vedo di cui lamentarmi.

            E’ evidente a tutti che io sia contrario al novus ordo tanto quanto il rito del 62, sostenendo che si debba tornare forse all’uso secondo il 1920 privo delle addizioni dovute alla rivoluzione del breviario di Pio X, ergo non credo proprio di essere sodale di don Ariel su questo punto.
            Inoltre per me TC è un atto ingiusto, giacché punire tutti per colpire qualcuno è un atto inappropriato e compromettente.
            Anche qui come per la liturgia, troverà la mia discordanza da don Ariel.
            Ciò non toglie che le strumentali argomentazioni di Francesco ( che nulla fa appunto contro abusi ben più diffusi e duraturi e contro eresie più pericolose derivanti da chi distorce il novus ordo stesso, oltre a tutto il resto di perlomeno bislacco ha fatto lungo il suo pontificato ) di per sé non sono negabili pur se esagerate.
            Inoltre non vedo alcuna contraddizione fra Ratzinger e Francesco, stimolata soltanto per poter suffragare un certo tipo di retorica.
            Se per questo mi reputa in sintonia con don Ariel, che pure ha sovente criticato Francesco, non può che essere perché scorgere la mera realtà delle cose, che poi lei la valuti diversamente, questo è un altro conto e del tutto scontato a quanto pare.

            saluti

  • alessio ha detto:

    La letterina io la chiamo
    traditoris custodis
    ( custodi dei traditori ) .

  • Maria Cristina ha detto:

    Lo schiaffo in faccia a Benedetto corrisponde agli schiaffi sulla mano della fedele cinese . Se purtroppo sul soglio di Pietro e’ una persona di indole violenta……

  • alessio ha detto:

    Questo pontefice si crede un
    leone , ma è solo un cane
    rabbioso .
    Complimenti a quanti hanno
    pregato per la salute di
    questo hitlerino .

    • Evita ha detto:

      Cosa sappiamo noi veramente dell’Argentina ?
      Poco o nulla. Buenos Ayres è una megalopoli di dimensioni a noi sconosciute. E in Argentina Francesco I ha detto che non sarebbe mai ritornato. Ha detto in un’intervista che si immaginava di morire a Roma o come pontefice in carica o come pontefice emerito.
      Quello che sappiamo per certo è che l’ODESSA, cioè l’organizzazione per far fuggire i gerarchi nazisti in Argentina è veramente esistita ed ha funzionato alla perfezione. Dove sono stati catturati Heichmann o Priebke ? Ma laggiù ovviamente.
      Se corrisponde al vero che il padre del papa fosse emigrato in Argentina perché licenziato dalle Ferrovie, perché comunista, come sarà stata vissuta questa invasione di nazifascisti dagli immigrati di una sola immigrazione precedente ? Non lo sappiamo.
      Ma si capirebbe il timore infondato che sotto la veste liturgica si possa radunare qualche organizzazione nazifascista .
      Ovvero che la liturgia tridentina sia solo un pretesto per scopi politici.

      • Guess who ha detto:

        Non ho capito bene il finale, ovvero il parallelo fra la Messa tridentina e il nazismo, ma l’atteggiamento degli emigrati, soprattutto in Argentina, è sempre stato quello di non prestare attenzione al passato. Proprio perché emigrare in un altro paese rappresentava sovente un taglio con la vecchia vita e capitava frequentemente che chi emigrasse non lo facesse “solo” per fame.
        In Argentina in particolare proprio questo atteggiamento – giusto, da un certo punto di vista – ha favorito la fuga e la conseguente nuova vita di vari criminali di guerra o semplici soldati implicati con il nazismo.
        Va poi aggiunto che l’Argentina tra peronismo, montoneros e militari ha poi avuto le sue buone ragioni per scannarsi a livello politico, senza bisogno di farlo per eventuali rancori pregressi trascinati dall’Europa.

        • Sempliciotto ha detto:

          Seguendo la tv mi è sembrato di capire che quella che viene presentata come una dittatura militare non sia stata altro che una barbara guerra civile, proprio secondo gli spartiacque ideologici tra i due grandi totalitarismi che hanno insanguinato il secolo scorso.

  • Luca ha detto:

    Per me è chiaro che siamo alla frutta, perché il nemico è dentro la Chiesa, e siede sul trono di Pietro. (Finta) pietà per tutti, tranne che per i Cattolici e i perseguitati veri, o i non allineati politicamente con le elites.
    L’unica cosa che mi tiene dal passare all’Ortodossia è che il Cristiano che scappa dalle situazioni di crisi invece di accettarle, non ha capito molto del Vangelo.

    Ma che razza di individuo è uno che compie un simile gesto di inaudita crudeltà e il giorno dopo fa un discorso sullo spegnimento dei cellulari in vacanza? Siamo oltre la parodia.

  • FRANJO ha detto:

    Qualcuno non vedrebbe male uno scisma da parte tradizionalista. Non mi pare il caso di assecondare questa opzione, per cui le parole del comunicato del Coordinamento mi sembrano sagge e appropriate.
    Quanto all’ “unità che non è uniformità, ma è simile alla figura del poliedro” ai “ponti” al “dialogo” alla “tenerezza” all’ “ascolto”, se ne riparlerà un’altra volta…..
    Ma vi sembra un caso che l’azione sia avvenuta approfittando delle giuste ferie di Tosatti???? :))
    Marco is back, bentornato!!!!

  • Maria Michela Petti ha detto:

    Avanti tutta con il progetto di in-e-sclusione!
    Trovata la soluzione ideale per frenare il processo di divisione che, per chi non se ne fosse ancora accorto, sembra sia covato sotto la cenere per decenni, particolarmente durante quelli relativi al papato dei due immediati predecessori di Bergoglio, cui si attribuisce velatamente il fallimento delle “mediazioni” adottate per favorire una comunione che non era, nelle loro intenzioni, l’intercomunione vociferata, un ‘ “unione” strombazzata e di là da venire.
    Divisione che, a leggere i dati oggettivi, è esplosa in tutta la sua drammaticità negli ultimi anni, mentre si sono moltiplicati allontanamenti e abbandoni della pratica religiosa quasi ad ogni latitudine e longitudine, e le chiese si sono desolatamente svuotate. A tal proposito la “colpa” è stata attribuita alla pandemia, che forse ha contribuito ad accelerare un fenomeno in atto, ma che senz’altro non ha visto “brillare” l’impegno dei “pastori” nell’assistenza spirituale delle pecorelle, lasciate in balia di un virus e delle decisioni imposte da autorità secolari ed accettate senza colpo ferire.
    Nel mentre – si è accennato nella Lettera che ha accompagnato il Traditionis custodes con i lai di una preoccupazione fuori tempo massimo – si sollecitavano i vescovi a fornire risposte precise ed utili per quella che si è lasciata intendere, secondo copione ormai noto, soluzione ideale, frutto di sinodalità e concertazione. In realtà, da quel che ho potuto leggere, i dati della consultazione, rimasti sconosciuti, andrebbero in direzione opposta a quel che si è menato sotto il naso e si sarebbe registrato, invece, uno scarso riscontro al questionario inviato alla totalità (si è scritto) dei presuli della Chiesa cattolica.
    “Fusse che fusse la vorta bbona?!…” di ripopolare le chiese? Bah! ne dubito.
    Dopo l’ennesimo exploit, che conferma il giudizio di Benedetto XVI sul conto del suo successore (sperimentato sulla pelle propria e della famiglia di chi scrive), ieri è arrivato all’ Angelus l’invito ad un salutare “riposo” in contemporanea con un altro teorema tutto da verificare nei fatti che va sotto il nome altisonante di “ecologia del cuore”…
    Papa Ratzinger (in “Ultime conversazioni”, 2016) al biografo Peter Seewald, affidava il suo giudizio conciso e sostanziale, in base al quale – credo – non si sarà stupito per la cancellazione del suo “disposto” e men che meno per la mancanza di rispetto nei suoi confronti (tenerezza, vicinanza, flessibilità/rigidità, ecc… sono accessori di una logora retorica. «Grazie alle visite ad limina e alla corrispondenza. L’ho conosciuto come un uomo molto deciso, uno che in Argentina diceva con molta risolutezza: questo si fa e questo non si fa. La sua cordialità, la sua attenzione nei confronti degli altri sono aspetti di lui che non mi erano noti..».
    Aspetti che sono diventati “noti” ad una fetta dell’opinione pubblica, che si è alquanto ristretta negli ultimi tempi, grazie ad una campagna promozionale amplificata con il favore massmediale.
    Personalmente preferirei che ci venisse risparmiata la formale vicinanza di presuli (pochi, per la verità) che nel corso di questi anni si sono limitati a balbettii. Diano prova di concretezza alle parole… fin qui farfugliate tanto per dare segno di vita… Non è tempo per i maestri in cattedre per lo più mediatiche; a costo di pagare anche un prezzo… alto, altissimo è costato solo a… qualche coraggioso…
    “Che fretta c’era
    … che inganno era…”? Dal testo di una canzone di trent’anni fa.
    Non per nulla Socrate aveva avvertito: «Attenzione alla sterilità di una vita frenetica»… Chi vuole… rifletta.
    P.S. Ben tornato, dott. Tosatti, prima del previsto! Non sarebbe stato da Lei godersi qualche giorno in più di “silenzioso” riposo. Grazie!

  • Busiride ha detto:

    La messa nuova è un tipico prodotto degli anni Sessanta. Anni in cui i proprietari di palazzi buttavano via i portoni e gli infissi di legno massiccio per sostituirli con prodotti in profilato di alluminio, e le famiglie buttavano via le camere da pranzo in legno massiccio dei nonni per sostituirle con le camere in stile svedese, pratiche ed essenziali. Da quell’epoca è passato un sacco di tempo e i gusti sono cambiati. Oggi si guarda con disgusto ai portoni in alluminio e all’arredamento in stile svedese, e si restaurano e valorizzano portoni e mobili antichi. Solo la Chiesa cattolica resiste ostinata e imperterrita nella difesa della sua misera liturgia svedese. Come disse il cardinal Martini, che era sì modernista ma scemo certamente no, “la Chiesa è sempre di due o tre generazioni indietro rispetto al mondo”. Quando si mette modernisticamente a inseguire il mondo, ovviamente.

  • Paoletta ha detto:

    “…ma Dio aveva altri progetti”

  • Legionario Romano ha detto:

    dobbiamo resistere, nella certezza che alla fine sarà il Novus Ordo a essere abolito, una mostruosa rivoluzione in ambito liturgico architettata a tavolino, che lede gravemente la Santità e la Grandezza di Dio e offusca il Volto della Sposa di Cristo, la Santa e Unica Chiesa Cattolica, Apostolica e Romana.
    Come disse il Card. Sarah un paio d’anni fa, quasi anticipando il Motu Proprio di Bergoglio, “il divieto di celebrare la Santa Messa tradizionale è ispirato dal demonio che desidera la nostra morte spirituale”.

  • Rosa ha detto:

    Eh aspettare! Cioè avere misericordia?
    Ma per davvero confondete gli slogan pubblicitari con la realtà?

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