Mons. Ics a De Rita (e Accattoli): Cioè, la Chiesa per Vivere deve Sucidarsi?

9 Luglio 2021 Pubblicato da

Marco Tosatti

Carissimi Stilumcuriali, mons. Ics prende spunto dal commento di Pezzo Grosso di ieri all’articolo di Accattoli e De Rita per porre tutta una serie di questioni fondamentali. In calce trovate anche l’articolo di Sussidiario.It a cui mons. Ics fa riferimento nelle sue riflessioni. Buona lettura.

§§§

Caro Tosatti, riprendo il commento di Pezzo Grosso di stamattina (quello sugli “utili idioti”) e lo collego al commento allegato: “Abbattere i bastioni” di Dario Chiesa apparso su Sussidiario.net del 2 luglio.

L’articolo di Accattoli sul Corriere commentato da Pezzo Grosso spiega che De Rita e compagni di merenda hanno costruito un – qualche cosa- chiamata “Essere qui “ che invita i cattolici (seguendo le indicazioni di Bergoglio) a smettere di esser fondamentalisti, ad abbattere i bastioni dei valori non negoziabili, al fine di poter dialogare e non farsi marginalizzare.

Cioè, per vivere mi devo suicidare?

Mi privo dei fondamenti della mia fede per difendere la fede?

Mi privo dei valori della stessa, per esempio divento abortista, per difendere la vita?

E pretendo di esser cattolico?

Ma a che servo?

Meglio martire che vile e stupido traditore della Verità.

Questi balordi ed insostenibili concetti son ripresi, in modo praticamente simile anche se con stile diverso, nell’articolo citato di Chiesa, che commenta un articolo del “Tornielli spagnolo”, tal Fernando De Haro, famoso giornalista spagnolo, organico a CL.

De Haro, come De Rita, invita i cattolici ad abbattere i bastioni per andare incontro all’uomo del XXI secolo.

Dario Chiesa giustamente domanda chi mai abbia eretto questi bastioni, ma non chiede a questo De Haro cosa intenda con l’invito a andare incontro all’uomo del XXI secolo.

Perchè De Haro, ciellino hispanico, lo propone senza definire quale è l’uomo del XXI secolo cui i cattolici dovrebbero conformarsi e aspirare?.

E’ forse un uomo migliore di quello di secoli precedenti? E’ un uomo che vive il senso soprannaturale della vita? E’ un uomo che ha valori di riferimento che gli permettono di gestire le grandi scoperte scientifiche e tecnologiche create dal genio umano? Oppure è solo un pover’uomo confuso, immaturo, pieno di conoscenza e vuoto di sapienza, incapace di capire cosa deve fare, tradito persino da chi dovrebbe aiutarlo a capire e confortarlo?

Oppure anche questo De Haro ha il terrore che tra poco lo arrestino perché cattolico, supponendo che tra poco il cattolicesimo sarà considerato una pericolosa setta superstiziosa che va spenta?

Rivolgerei la medesima domanda a De Rita e De Haro: per poter continuare ad esser cattolico devo smettere di esser cattolico?

Oppure dobbiamo riconoscere che per 2000 anni ci hanno preso in giro e voi sapete in anteprima che Bergoglio tra poco lo annuncerà pubblicamente?

Sapete che vi risponderebbe il grande Alberto Sordi?

Non vedo l’ora di tornare a cercare consolazione a Fatima…

Mons.ICS

§§§

Sussidiario.net

LETTERA/ Quei cattolici che per “abbattere i bastioni” rinunciano a se stessi

Pubblicazione: 02.07.2021 – Dario Chiesa

Non è tanto la Chiesa a erigere bastioni, semmai è il mondo che erige bastioni contro la Chiesa, confinandola in posizione sempre più marginale. Alcuni cattolici ne sono felici

Caro direttore,
nel suo ultimo editoriale, Fernando De Haro invita i cattolici ad abbattere i bastioni per andare incontro all’uomo del XXI secolo. Francamente, non mi sembra che sia la Chiesa a erigere bastioni, semmai è il mondo che erige bastioni contro la Chiesa, cercando di confinarla in uno spazio esclusivamente privato e limitando i suoi interventi pubblici a ciò che è utile o indifferente per il mondo.

In questo senso si può richiamare il sistema sovietico, dove vi era ufficialmente libertà di religione, purché questa rimanesse rinchiusa e silente nel privato. Certamente, i cristiani in Occidente non sono perseguitati come nei Paesi citati nell’editoriale, ma proprio perché rischiano meno hanno ancor più il dovere di proclamare chiaramente la propria fede e il sistema di valori e modi di vivere che ne conseguono.

Giustamente De Haro invita a imparare da quei cristiani che sono realmente perseguitati e a me viene in mente la Lettera ai cristiani d’Occidente che, nel 1970, scrisse padre Jozef Zvěřina, sacerdote ceco che fu prima incarcerato dai nazisti durante la guerra e poi passò 15 anni in un campo d’internamento comunista.

In questa lettera, portata clandestinamente oltre la Cortina di ferro, padre Zvěřina richiama i cristiani dell’Occidente: “Fratelli, voi avete la presunzione di portare utilità al Regno di Dio assumendo quanto più possibile il saeculum, la sua vita, le sue parole, i suoi slogan, il suo modo di pensare. Ma riflettete, vi prego, cosa significa accettare questa parola. Forse significa che vi siete lentamente perduti in essa? Purtroppo sembra che facciate proprio così”. E cita San Paolo nella Lettera ai Romani: “Non conformatevi a questo mondo, ma siate trasformati mediante il rinnovamento della vostra mente”.

Anche don Luigi Giussani citava spesso la frase “Pour se poser, il s’oppose” per sottolineare che bisogna avere coscienza di sé ed essere se stessi per diventare attori, fattori incidenti sul mondo. Il che non vuol dire costruire bastioni, ma porsi per quello che si è e avere la libertà di farlo. Proprio per essere aperti al mondo, per non costruire bastioni, occorre avere una chiara immagine di sé e di cosa la costituisce.

De Haro cita l’evangelico “dare a Dio quel che è di Dio e a Cesare quel che è di Cesare” per uscire dalle “viscosità della teologia politica”. Bene, ma cosa vuol dire, che il cristiano deve separare ciò in cui crede dalla sua azione pubblica, anche politica? Non credo che De Haro volesse dire questo, perché le due dimensioni dell’essere umano sono distinte ma non separate, come vorrebbe gran parte della cultura dominante. In questo senso, non è senza significato che la Santa Sede sia dovuta ricorrere a un trattato internazionale, il Concordato, perché potesse venire ascoltato il suo parere sul disegno di legge Zan.

A questo proposito, l’amico Fernando dice che “la fede è capace di accogliere tutto il desiderio positivo, tutta la ferita che c’è nelle questioni di genere e di identità che segnano il nostro tempo”. Non vi sono dubbi su questo, ma il punto è che le posizioni che stanno sempre più imponendosi in questo campo, come sull’aborto, sono del tutto contrarie alla visione che dalla fede deriva, e che deriva anche da una corretta e sana concezione dell’umano. La Chiesa è pronta, e ha dimostrato di esserlo, ad accogliere il positivo e le ferite, ma non può accettare medicamenti che rendono le ferite non più guaribili.

In una conferenza del 2005, pochi giorni prima di diventare Papa, il cardinale Ratzinger diceva: “Il concetto di discriminazione viene sempre più allargato, e così il divieto di discriminazione può trasformarsi sempre di più in una limitazione della libertà di opinione e della libertà religiosa. Ben presto non si potrà più affermare che l’omosessualità, come insegna la Chiesa cattolica, costituisce un obiettivo disordine nello strutturarsi dell’esistenza umana. Ed il fatto che la Chiesa è convinta di non avere il diritto di dare l’ordinazione sacerdotale alle donne viene considerato, da alcuni, fin d’ora inconciliabile con lo spirito della Costituzione europea”.

Dopo sedici anni, queste parole sono diventate ancor più attuali e indicano chi realmente eleva baluardi. Basti pensare alla recente delibera del Parlamento europeo in cui si definisce l’aborto un “diritto umano”.

De Haro mette anche in risalto il rapporto tra verità e libertà, un rapporto che il cristiano non può che vedere alla luce di quanto Gesù Cristo ha detto: “La verità vi farà liberi”. Ma non è facile evitare la domanda scettica di Pilato: “Cos’è la verità?”. La risposta di Gesù, “Io sono la verità, la via e la vita”, rimane ancor oggi, e forse più che mai, difficile da capire e da accettare per il mondo. E, nonostante tutto, questo può capitare ancora purtroppo a ciascuno di noi.

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53 commenti

  • frate asino ha detto:

    Se dopo 2000 anni ancora ci si interroga su cosa è la verità e dove sia la verità, direi che non si è compreso nulla di nostro Signore.
    Un po’ come l’apostolo Filippo che chiede a Gesù di mostrargli il Padre e questo sarebbe bastato. Avendo risposta: da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto?

  • Ateo Devoto ha detto:

    Solo un centinaio di anni fa i cristeros preferirono la morte piuttosto che inneggiare a Calles ed ora questo Dario Chiesa invita i cattolici ad abbandonare i valori non negoziabili per non finire marginalizzati ?
    Ma questo è fuori di testa…

  • elvi ha detto:

    Quello che si evince dalla domanda e dall’atteggiamento di Pilato,senza tante elucubrazioni mentali,è che è sempre lecito e spesso necessario porsi degli interrogativi nell’ambito della fede o difronte alla nostra stessa vita. Il Signore non pretende che si dia tutto per scontato,conoscendo tra l’altro la nostra poca o inesistente fede….ed è sempre pronto a fornire risposte a tutti, purtroppo però, oggi come ieri,non si è disposti ad accogliere,ascoltare o accettare le risposte,del Signore,e ci si gira ancora una volta dall’altra parte,proprio come Pilato che aveva la Verità davanti ai suoi occhi, ma rifiutò di vederla!!!Che poi santi come Sant’Agostino,teologi,giornalisti,gente comune,illuminata dalloSpirito, per amor del Vero e per sete di Dio,cerchi di scavare,approfondire,intuire sui misteri della fede,questo non può che farci gioire e umilmente apprendere!!!

  • FANTASMA DI FLAMBEAU ha detto:

    La tentazione della riserva indiana.
    Dateci un pezzetto di terra, un po’ di gallette e carne secca e qualche coperta ogni tanto, lasciateci in quieto vivere nel nostro recinto con i nostri totem; noi vi lasciamo tutto il resto. Dopo aver distrutto o deposto le armi (“bastioni”) ai vostri piedi. Il parallelo calza anche troppo.

    Acqua di fuoco (spacciata dai comancheros televisivi, una prece per la Carrà) a stordire e corrompere; coperte al vaiolo (culturale) a spandere malattie (morali e mortali); finti pellerossa (leggende e deformazioni avallate da cattolici en travesti e tafazzi impazzanti dopo il Vat II) a fornire pretesti diventati vangelo per tramite di stampa e scuola; a tempo debito cariche all’alba delle giacche azzurre (o toghe variopinte) sui villaggi indifesi, a fare scempio di donne, vecchi e bambini (vedi ddl in approvando ed europee “leggi di civiltà”).

    Le coscienze al loro Giudice, e i Giuda al loro stipendio: evidentemente ci sono cattolici “adulti” che non sono capaci di imparare nulla né dalla Storia né dai fumetti.

    PS. Il pezzo di Sabino Paciolla segnalato da altro lettore è ben chiaro. Sordi, a suo tempo, non poteva esserlo di più.
    https://www.youtube.com/watch?v=PfbnYeIPbpQ

    PPS. A proposito di bastioni “inutili”: Malta 1565.
    E magari avessimo a che fare con scimitarre e giannizzeri.

    • : ha detto:

      Sempre gradevoli i suoi interventi. Precisi, taglienti e indiscutibili nei concetti esposti. Lo stile mi ricorda un po’ Domenico Giuliotti.

      • FANTASMA DI FLAMBEAU ha detto:

        Giuliotti mi viene da associarlo in automatico a Spengler.
        Stessa generazione, quella dei Chesterton e dei Bernanos, e stesso dono-maledizione: vedere il crepuscolo e il buio che stava per scendere là dove altri cantavano inni al sol dell’avvenire. Gli rimproverano la troppa veemenza polemica e di essersi volto troppo indietro nell’opporsi alla modernità, ma avercene oggi di inaddomesticabili così.
        Il Dizionario dell’omo salvatico fu già allora una sferzata di corde sui bisnonni benpensanti. Oggi basterebbero le “dediche” per farlo finire -insieme all’autore- sul rogo dei pronipotini odianti anti-odiatori.
        L’ora di Barabba è uno dei libri che mi è riuscito di leggere solo in recensione. E ne varrebbe la pena, anche solo per il titolo: cosa viene dopo l’ora di Barabba (1920)?
        (sul resto… 🙂🙏)

  • Flavio DalCorso ha detto:

    A proposito dell’articolo del De Haro, vorrei segnalare l’ottima risposta di Sabino Paciolla: https://www.sabinopaciolla.com/de-haro-i-bastioni-e-lingenuo-cristianesimo/

  • Tontolone ha detto:

    Ma mentre noi cerchiamo parole di conforto reciproco, oggi, in piazza Maggiore, in quel di Bologna, Prodi e Zuppi dialogheranno amabilmente. Su cosa ? È chiaro che entrambi ne sanno più di noi sulla salute dell’ospite del quinto piano del Gemelli. Sarà la salute dell’illustre infermo ad occupare i loro discorsi o sarà la strategia da attuare per la salita al colle del Quirinale da parte di Prodi ?
    Acqua e chiacchiere non fan frittelle dice un antico proverbio. Ma qui le chiacchiere le stiamo facendo noi mentre loro pensano ai tortellini (halal naturalmente).

  • elvi ha detto:

    Mi permetto di intervenire in merito alla domanda che Pilato fece a Gesù “cos’è la verità?”.In un suo articolo A.Socci magistralmente sottolineava come la domanda, che in latino si esprime in “Quid est veritas?” contenesse già in se la risposta….anagrammandola risulta infatti”Est vir qui adest” (È l’uomo che è davanti a te )!!! Il Signore credo ci dia sempre delle risposte,basterebbe avere un po’ di volontà ed un cuore meno indurito per ascoltarlo

    • stilumcuriale emerito ha detto:

      Con tutto il rispetto per lei e per Socci, non confondiamo il Vangelo di Giovanni con la Settimana Enigmistica. Grazie!

    • Flavio Dal Corso ha detto:

      non è una scoperta di Socci, I di S. Agostino

      • Zuzz ha detto:

        Socci ha una certa curiosità verso quella simbologia utilizzata dai cristiani sia nei primi secoli sia nei successivi.
        Ma se troviamo sulle pareti esterne di una cattedrale medioevale una regolarissima scacchiera o un quadrato particolare qualche domanda possiamo pur farcela. O forse è sbagliato ?

    • Luca ha detto:

      Sì, peccato che la lingua originale del Vangelo sia il greco. Dio non fa preferenze linguistiche… ma se le facesse sicuramente favorirebbe una lingua melodiosa come il greco piuttosto che il latino!

      • Iginio ha detto:

        Sicuramente… Bah. Quindi esistono lingue da scimmioni nudi e lingue celestiali. Ne consegue che quando i cristiani latini da una parte, gli slavi dall’altra hanno adottato gli uni il latino, gli altri lo slavo ecclesiastico come lingua liturgica, avrebbero commesso un’empietà.

        Resta il fatto che gli ebrei per millenni non parlavano greco eppure erano il popolo eletto da Dio. Si vede che Dio si era tappato le orecchie.

        Dopo i samurai e i borsari neri, adesso abbiamo anche gli ellenoflautanti. Decisamente Internet per certa gente è l’equivalente di uno sfogatoio.

        • Enrico Nippo ha detto:

          Lasci perdere i samurai, che sfuggono completamente alla sua pur immensa cultura. Lei pronuncia “samurai” ma non sa di cosa parla.

      • POLIDORO ha detto:

        In epoca di rilettura giudaizzante del Nuovo Testamento (quella che come minimo fa rivoltare nella tomba le reliquie di san Luca, san Giovanni e san Paolo), si tende a perdere di vista il fatto che la madrelingua del messaggio neotestamentario è il greco. Piaccia o non piaccia, è un fatto. Che poi il greco della koinè fosse più melodioso del latino classico è invece un’opinione (d’altronde di come realmente suonassero all’epoca di Gesù abbiamo solo un’idea, benché non troppo vaga). // Le diverse lingue non si equivalgono affatto nelle loro potenzialità espressive e concettuali. Il pensiero, le possibilità di pensiero nel senso più lato dell’espressione, è notevolmente (benché non completamente) determinato dalla struttura linguistica di riferimento. Anche per questo, ad esempio, il sancscrito, il greco, il latino hanno generato piuttosto agevolmente trattati di logica, a differenza del cinese e, ancor più, del giapponese. Con lo swahili, l’ebraico o lo inuit, non pensi il Fedone e non scrivi la Metafisica. Fai altro. Magari cose splendide. Ma diverse. Sta in questa plurivoca ricchezza, come diceva Roman Jacobson, la meraviglia delle lingue umane, miriadi di modi per determinare (o non determinare!) l’essere.

  • MARIO ha detto:

    Non capisco come si possa confondere o identificare “andare incontro” con “aderire”.
    “Andare incontro” riguarda la sfera dell’Amore, senza il quale non si riesce a convertire nessuno.
    “Aderire” riguarda la sfera dell’intelletto e del ragionamento, con i due atteggiamenti opposti e altrettanto negativi: condividere (aderire) o condannare, con i quali non si converte nessuno.

    • Enrico Nippo ha detto:

      Forse hai dimenticato “avallare”, caratteristico dell’amore di sé, non certamente dell’Amore di Dio.

  • Luciano Motz ha detto:

    Questi cosiddetti sapienti sono in realtà gonfi di orgoglio e di superbia, sono convinti di sapere tutto e di avere in tasca le soluzioni per tutti i problemi . Purtroppo, hanno scordato non solo il Vangelo ma anche Gesù, che in quel tempo disse: “Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. (Mt 11, 25-). Non si rendono conto che tutto è compreso in Cristo, alfa e omega, e che non saranno gli uomini a risolvere i problemi, bensì la divina Provvidenza.

  • Gian Piero ha detto:

    Mettiamo che io non sia cattolico ma ateo e nichilista .
    Vedo “ fuoriuscire” dalla Chiesa questi personaggi per venire volenterosi e zelanti verso di me e dialogare con me , pronti a darmi ragione su tutto, a calare le brache su tutto. Prodi , Andrea Riccardi , De Rita , il tal ciellino spagnolo. Come direbbe Sordi : pussa via! ma chi te vole? ma chi te conosce?
    No se io fossi un ateo disperato, un nichilista che non crede in nulla solo vedere la faccia di tali personaggi, la loro untuosa ipocrisia , mi gettere ancor piu’ nella convinzione che il mondo non ha senso ne scopo.
    No per cambiare idea mi ci vorrebbe un santo, non un santo intellettuale ma uno di quelli veri , ruspanti come il Santo Curato D’ ARS o Don Bosco o Padre Pio, o Gemma Galgani o Bernadette Soubiroux , guardando loro, la loro vita , ecco forse mi potrebbe venire il dubbio che Dio esiste e che il mondo ha un senso.
    Se dalla Chiesa in uscita escono persone che non hanno nessuna santita’ nessuna spiritualita’ ma solo degli insopportabili filistei , meglio la compagnia di Schopenhauer e di Leopardi .

  • roth ha detto:

    faccio solo una domanda cui nessuno risponderà mai. Ma Benedetto XVI che fa ? C’è ? , capisce che succede ?

    • Luca ha detto:

      C’è, probabilmente è ancora abbastanza lucido da capire e soffre immensamente, come nella visione della Emmerich.

      • Maria Cristina ha detto:

        Va bene , soffre. Tutti noi soffriamo. Ma non potrebbe davvero fare o dire nulla ? Davvero e’ impotente? Oppure non vuole fare o dire nulla? Chi tace acconsente. Lo dico con dolore : il comportamento di Benedetto XVI e’ inspiegabile.

        • : ha detto:

          Siamo sicuri che “possa” dire qualcosa? L’ultima intervista che gli fece il Corriere, più che lui sembrò che le risposte le desse Gaenswein.

          P.S. – “possa” non nel senso che non ragioni più.

  • Iginio ha detto:

    Questa periodica lagna su “abbattere i bastioni” (che in realtà è anche il titolo di un vecchio libro di Von Balthasar) mi fa venire in mente quando ero adolescente e subivo il bullismo dei miei compagni di scuola, borgatari ignoranti e contenti di esserlo nonché invidiosi di me perché andavo meglio di loro a scuola e venivo creduto “ricco” (in realtà non lo ero affatto, solamente ero figlio di genitori decorosi e non di bifolchi come loro). Poi al liceo trovai invece i figli di famiglie benestanti, ma altrettanto cinici e menefreghisti nonché scocciati dallo studio e dalla religione.
    Ebbene: per tutti costoro io ero il marziano antipatico (per decisione loro nutrita dall’invidia o dall’ottusità, non perché io effettivamente mi fossi comportato da antipatico verso di loro), ma per adulti e professori, quando facevo presente di essere bersaglio di atteggiamenti ostili, il colpevole ero io, perché non capivo che bisognava “adattarsi”, “stare con gli altri”. “vivere come quelli della tua età”.
    Evidentemente il giro mentale si è ormai sclerotizzato da decenni: accusare la vittima di credersi vittima per colpa sua. Come se uno accusasse gli ebrei vittime di Hitler di essersela cercata.
    In più c’è il Culto della Pecorella Smarrita, per cui qualsiasi peccatore sarebbe migliore di uno che nel suo piccolo cerca di comportarsi bene, definito automaticamente come “ipocrita” (ma perché? Certo, siamo tutti peccatori, e allora? Dobbiamo applaudire gli altri perché peccano? Dobbiamo esaltare il peccato?).
    Molto meglio un vero santo sacerdote, don Luigi Orione, il quale diceva: “Ricordatevi che il mondo odia la Chiesa non per le sue colpe ma per i suoi santi”. Ma don Orione non piace ai modernisti dei giorni nostri o tutt’al più viene considerato una sorta di assistente sociale.
    Gesù Cristo è finito in croce, non nei talk show a discutere di prossimità e di accoglienza. Eppure Egli era buono (non buonista). Chissà quali bastioni avrebbe dovuto abbattere.

    • MARIO ha detto:

      “Gesù Cristo… Chissà quali bastioni avrebbe dovuto abbattere.”

      Eppure Gesù ha proprio abbattuto bastioni, quelli che dividevano la gerarchia di allora (il cosiddetto Tempio) dal resto del popolo ebraico, trattato più o meno come schiavo.
      E per questo il Tempio l’ha condannato a morte.

      • Iginio ha detto:

        Come no, Gesù era notoriamente un rivoluzionario contro i governanti corrotti. Il primo rivoluzionario della storia, dopo Spartaco s’intende.

        Poi magari c’è il piccolo particolare che da bambino venne portato al Tempio, ma sono dettagli, si vede che Maria e Giuseppe erano servi del Potere.

        • MARIO ha detto:

          Si può essere rivoluzionari anche senza usare la violenza, ma solo l’Amore, nel rispetto della legge.
          Gesù non è stato un rivoluzionario di quelli che intende lei, ma sicuramente il più grande rivoluzionario della storia.
          Gesù era amato da tutto il popolo e odiato dal “Tempio” (scribi, farisei, ecc.). E il “Tempio”, temendo che il popolo potesse proclamarlo Re e quindi perdere il proprio potere (vedi ingresso trionfale in Gerusalemme una settimana prima di Pasqua), lo fece uccidere, nonostante i fatti dimostrassero che Lui era il Messia.
          Ma, per punizione, i bastioni di quel potere li ha tolti di mezzo Dio stesso, nel 70 d.C.
          E la storia continua a ripetersi…

  • Enrico Nippo ha detto:

    “Ma non è facile evitare la domanda scettica di Pilato: “Cos’è la verità?”. La risposta di Gesù, “Io sono la verità, la via e la vita”, rimane ancor oggi, e forse più che mai, difficile da capire e da accettare per il mondo. E, nonostante tutto, questo può capitare ancora purtroppo a ciascuno di noi”.

    Perfetto.

    • roth ha detto:

      Si ,ma Gesù non da questa risposta a Pilato , la da a Tommaso.

    • stilumcuriale emerito ha detto:

      Gesù non rispose alla domanda di Pilato su che cosa fosse la verità perchè Pilato non attese la risposta ma se ne andò a parlare con i giudei. (Gv 18,38) .
      Meglio essere un esasperato “citazionista” che uno sporco imbroglione. Ciao !

      • TEUCRO ha detto:

        Forse Pilato, con quel realistico e un poco sofferente cinismo che caratterizza ancor oggi i romani, non intendeva formulare una domanda, ma esprimere una considerazione, come a dire: “Sì, la verità, trovala quella! Ce starà mai a ‘sto monno?”. Amaro scetticismo del disincanto.

        • Luca ha detto:

          Tra i Romani dell’epoca era diffuso un cinismo scettico mischiato con stoicismo, mentre il popolino andava dietro alle religioni misteriche. La tradizione Platonica, che alla fine credeva sia in Dio sia che fosse possibile identificare la verità, non era molto diffusa; difatti Paolo trovò stoici ed epicurei ad Atene. Ci rimangono gli scritti meravigliosi del giudeo Filone dAlessandria, per quanto mi riguarda chiaramente ispirati dallo spirito.

        • stilumcuriale emerito ha detto:

          Bravo Teucro. E’ molto probabile che la tua interpretazione sia quella giusta. La domanda di Pilato e il comportamento che l’ha seguita esprime disprezzo, non curiosità o interesse per la Verità. Ed è l’atteggiamento di molti anche oggi.

          • TEUCRO ha detto:

            Proprio così, caro Stilumcuriale emerito (Amedeo, mi pare di aver capito): quello scettico cinismo è atteggiamento ancora vivo in molti nostri contemporanei. È un sintomo di disperazione, e stringe il cuore veder l’essere umano, concepito per aprirsi all’immensità celeste, chiudersi invece nell’angusta amarezza di una contingenza priva di senso o, quando va bene, rivestita di un senso timido e precario. Qualche tempo fa, a un funerale, un conoscente cattolico professo, persona che frequenta regolarmente la messa domenicale, mi si avvicina e, contemplando la cassa che scende nella terra, mi sussurra: “Ma tu dici che dopo c’è qualcosa?”. Forse un temporaneo momento di défaillance, può capitare. Però c’è in giro tanta, tanta, tanta confusione…

          • Enrico Nippo ha detto:

            Grande Pilato!!!

      • Enrico Nippo ha detto:

        Avete glissato tutti sul finale: “E, nonostante tutto, questo può capitare ancora purtroppo a ciascuno di noi”.

        O no?

  • don Z ha detto:

    E se il Signore avesse permesso Bergoglio non solo per purificarci ma per trasformarci in corredentori al posto di una chiesa sotto attacco ? Potrebe esser un piano divino?

    • stilumcuriale emerito ha detto:

      Chi intendi per “Signore” ? Il Padre, il Figlio , o lo Spirito Santo ? O tutti e tre insieme? Io dico che se tutti e tre insieme decisero che il Figlio dovesse farsi carne per manifestarsi definitivamente all’uomo creatura ribelle, è ben possibile che abbiano deciso quanto tu supponi. Anzi ne sono quasi convinto.

      • TEUCRO ha detto:

        Ma soprattutto che intendi con “corredentori”? Io ero rimasto a IL Redentore, l’unico, Gesù il Cristo. Potresti spiegarti meglio?

  • Ugo mB. ha detto:

    vedrete ora come la setta di Tornielli manderà commenti camuffati per difendere Bergoglio e Carron

    • vittoria G. ha detto:

      ma scusi signor Ugo , le che vuole ? ritorno a Diocleziano ? Persecuzioni , martiri, ? non è meglio riconoscere che la dottrina cattolica è inapplicabile ? Non è meglio riconoscere ( come fece don Piero Cantoni di Alleanza Cattolica ) che la civiltà cristiana è morta e sepolta , e persino puzza, e che l’unica salvezza sta nel seguire e obbedire al Papa , anche se apparentemente sembra cercare una intesa, compromesso con Diocleziano modermo ?

      • TEUCRO ha detto:

        Oh bella! Questa poi mi mancava! Un compromesso con la versione upgraded di Diocleziano! Quando si dice l’originalità!

      • Valeria Fusetti ha detto:

        Spero che don Piero Cantoni prima di morire si sia pentito sinceramente e profondamente delle bestialità enormi dette contro la Grazia , e di aver abusato del suo posto di responsabilità, affidatogli dalla Chiesa, e spinto al male molte altre persone che poi, a loro volta , provano un piacere perverso a continuarne la diffusione. A chi più ha più verrà chiesto.

      • Enrico Nippo ha detto:

        “Seguire e obbedire al Papa”.

        Quale Papa? Bergoglio e Ratzinger?

        Per me non è così chiaro.

        E manco per i Cattolici, visto che sono divisi in due fazioni.

  • emma ha detto:

    Sordi risponderebbe : ma vvà fan…..