Res Novae: Intervista a mons. Viganò sulla liturgia del Vaticano II

15 Giugno 2021 Pubblicato da

 

Marco Tosatti

Carissimi Stilumcuriali, vi offriamo l’intervista che l’arcivescovo Carlo Maria Vigano ha rilsciato al sito “Res Novae”, a cura dell’abbé Claude Barthe. Buona lettura.

§§§

Intervista a mons. Viganò sulla liturgia del Vaticano II

Par L’ABBÉ CLAUDE BARTHE

 

Mons. Carlo Maria Viganò, che fu nunzio apostolico negli Stati Uniti, è divenuto noto per la sua vigorosa critica al pontificato bergogliano e poi per lo sviluppo di una riflessione critica non meno forte circa il concilio Vaticano II. Ha risposto volentieri alle nostre domande sul tema della nuova liturgia, in modo abbastanza «spiazzante» (anche per noi, poiché attacca qui un processo di «riforma della riforma», che noi difendiamo). Siamo molto felici di offrire ai nostri lettori questo intervento al fine di alimentare il dibattito e la riflessione.

L’abbé Claude Barthe – Vostra Eccellenza ha avuto occasione di parlare di «azioni rivoluzionarie» a proposito della realizzazione della nuova liturgia, dopo il Concilio Vaticano II. Potrebbe precisare il Suo pensiero?

Mgr Carlo Maria Viganò –  Anzitutto, occorre aver ben chiaro che il Concilio Vaticano II è stato concepito come evento in se stesso rivoluzionario. Non mi riferisco ovviamente alle buone intenzioni di quanti hanno collaborato alla stesura degli schemi preparatori; parlo invece dei Novatori che hanno respinto quegli schemi assieme alla condanna del Comunismo che il Concilio avrebbe dovuto pronunciare, come auspicato da gran parte dell’episcopato mondiale. Ora, se il Vaticano II fu un atto rivoluzionario sia per le modalità in cui fu condotto sia per i documenti che promulgò, è logico e lecito pensare che anche la sua liturgia risenta di questa impostazione ideologica, soprattutto tenendo presente che essa costituisce il principale mezzo di catechizzazione dei fedeli e del Clero. Non è un caso che Lutero e gli altri eretici Protestanti e Anglicani abbiano messo mano alla liturgia come metodo principale per diffondere i loro errori tra i fedeli.

Fatta questa premessa, troviamo conferma del nostro legittimo sospetto anche nel considerare chi furono gli artefici di quella liturgia: prelati spesso in sospetto di appartenenza alla Massoneria, notoriamente progressisti, e che già con il Movimento liturgico degli anni Venti e Trenta avevano iniziato ad insinuare idee più che discutibili e a diffondere pratiche che risentivano dell’archeologismo, poi condannato da Pio XII nell’Enciclica Mediator Dei. L’altare versus populum non fu un’invenzione del Vaticano II, ma dei liturgisti che al Concilio lo resero praticamente obbligatorio, dopo averlo introdotto decenni prima come deroga col pretesto di un presunto ritorno all’antichità. Lo stesso dicasi per la cosiddetta “casula gotica” nelle forme che hanno preceduto il Concilio, soprattutto in Francia, diventata quella specie di poncho che dopo il Concilio ci è stato spacciato come recupero della forma originale è un falso storico oltre che liturgico. Con questi esempi voglio evidenziare che ben prima del Vaticano II c’erano forze rivoluzionarie infiltrate nella Chiesa, pronte a rendere definitive quelle innovazioni introdotte ad experimentum e che comunque erano diventate di prassi, soprattutto nei Paesi storicamente meno inclini ad adeguarsi alla romanitas.

Una volta compreso che la liturgia è espressione di una specifica impostazione dottrinale – che con il Novus Ordo è diventata anche ideologica – e che di questa impostazione erano intrisi i liturgisti che la concepirono, dobbiamo analizzare il corpus liturgicum conciliare per trovare la conferma della sua indole rivoluzionaria. Aldilà dei testi e delle rubriche cerimoniali, quello che rende inequivocabilmente rivoluzionario il rito riformato è l’averlo reso plasmabile a seconda del celebrante e della comunità, sulla base di una adattabilità completamente sconosciuta alla mens liturgica romana. L’arbitrarietà delle innovazioni è parte integrante della liturgia riformata, i cui libri liturgici – ad iniziare dal Missale Romanum di Paolo VI – sono pensati come un brogliaccio, un canovaccio alla mercé di attori più o meno talentuosi alla ricerca del plauso del pubblico. L’applauso dei fedeli, introdotto pur abusivamente proprio con il Novus Ordo, è l’espressione di un consenso che è parte essenziale del rito fattosi spettacolo. D’altra parte, nelle società antiche il teatro ha sempre avuto una connotazione liturgica, ed è significativo che la chiesa conciliare abbia voluto riesumare questa visione pagana invertendola, ossia dando una connotazione teatrale al rito liturgico.

Chi pensa che l’Editio typica in lingua latina corrisponda al rito che si sarebbe dovuto celebrare dopo il Concilio pecca di ingenuità oltre che di ignoranza: nulla di quel libro liturgico era pensato per essere realmente destinato all’uso quotidiano dei sacerdoti, ad iniziare dalla pietosa veste grafica, chiaramente trascurata proprio per la consapevolezza che praticamente nessuno avrebbe mai celebrato il Novus Ordo in latino. Le stesse cerimonie papali in cui si utilizzò il Missale Romanum di Paolo VI derogavano alle rubriche introducendo letture in lingua vernacolare, cerimonie non previste, funzioni riservate ai chierici svolte da laici e anche da donne. Questo, a mio parere, conferma l’anima rivoluzionaria del Concilio e del rito ad esso ispirato.

L’abbé Claude Barthe – La riforma liturgica, che è iniziata nel 1964 e ha portato ad un nuovo Messale nel 1969, può sembrare più radicale di quanto non fosse il suo programma, la Costituzione Sacrosanctum Concilium. Pensa che il Consilium di Mons. Bugnini abbia tradito il Vaticano II, come affermano alcuni, o che lo abbia solo sviluppato, come dicono altri?

Mgr Carlo Maria Viganò – Mons. Annibale Bugnini fu tra i collaboratori alla stesura dell’Ordo Hebdomadae Sanctae instauratus, promulgato durante il Pontificato di Pio XII. Le gravi deformazioni del nuovo Messale sono contenute in nuce nel rito della Settimana Santa, a dimostrazione che il piano di demolizione era già iniziato. Non vi è quindi alcun tradimento del Concilio, tant’è vero che nessuno dei suoi artefici ha mai considerato la riforma liturgica incoerente con la mens di Sacrosanctum Concilium. Uno studio attento della genesi dell’Ordo Hebdomadae Sanctae instauratus permette di comprendere che le istanze dei Novatori furono accolte solo in parte, ma vennero riproposte col Novus Ordo montiniano.

Va comunque ribadito con chiarezza che, a differenza di tutti i Concili Ecumenici, questo Concilio utilizzò deliberatamente la propria autorità per sdoganare un sistematico tradimento della Fede e della Morale, perseguito per via pastorale, disciplinare e liturgica. I Messali di transizione tra le Rubriche del 1962 e l’Editio typica del 1970 e quella immediatamente successiva – l’Editio typica altera del 1975 – dimostrano come si sia proceduto per piccoli passi, abituando Clero e fedeli alla provvisorietà del rito, alla continua innovazione, alla progressiva perdita di tanti elementi che inizialmente rendevano il Novus Ordo più vicino all’ultimo Missale Romanum di Giovanni XXIII. Penso ad esempio alla recita submissa voce del Canone Romano in latino, con il suo Offertorio sacrificale e il Veni, Sanctificator, che nel corso degli adattamenti portò alla recita ad alta voce, con l’Offertorio talmudico e la soppressione dell’invocazione dello Spirito Santo.

Chi preparò i documenti conciliari da far approvare ai Padri agì con lo stesso dolo che adottarono gli estensori della riforma liturgica, sapendo che questi avrebbero interpretato in modo cattolico testi equivoci, mentre chi doveva divulgarli e utilizzarli li avrebbe interpretati in tutti i sensi fuorché in quello.

In realtà, questo concetto trova conferma nella prassi di tutti i giorni. Avete mai visto un sacerdote che celebri il Novus Ordo con l’altare rivolto ad oriente, interamente in latino, indossando la pianeta romana e dando la Comunione alla balaustra, senza che questo susciti le ire dell’Ordinario e dei confratelli anche se, a rigore, questo modo di celebrare sarebbe perfettamente legittimo? Chi ci ha provato – certamente in buona fede – è stato trattato peggio di chi abitualmente celebra la Messa tridentina. Questo dimostra che quella continuità auspicata nell’ermeneutica del Concilio non esiste, e che la rottura con la Chiesa preconciliare è la norma alla quale ci si deve conformare, con buona pace dei conservatori.

Faccio infine notare che questa consapevolezza dell’incompatibilità dottrinale dell’antico rito con l’ideologia del Vaticano II è rivendicata da sedicenti teologi e intellettuali progressisti, per i quali si può anche tollerare la «forma straordinaria» del rito, a patto che non se ne adotti anche l’intero impianto teologico che essa implica. Per questo la liturgia delle comunità Summorum Pontificum è tollerata, a patto che nella predicazione e nella catechesi ci si guardi bene dal criticare il Vaticano II o la nuova Messa.

L’abbé Claude Barthe – Tra le critiche che spesso vengono fatte al Novus Ordo Missæ, quale Le sembra la più rilevante?

Mgr Carlo Maria Viganò – La critica che ha maggiore fondatezza risiede nell’aver voluto inventare una liturgia a proprio uso e consumo, abbandonando il rito bimillenario nato con gli Apostoli e sviluppatosi armoniosamente attraverso i secoli. La liturgia riformata – come qualsiasi studioso competente sa bene – è il frutto di un compromesso ideologico tra la lex orandi cattolica e le istanze ereticali dei Protestanti e dei Luterani. Siccome la Fede della Chiesa si esprime nel culto pubblico, era indispensabile che la liturgia si adeguasse al nuovo modo di credere, indebolendo o negando quelle verità considerate «scomode» per il perseguimento del dialogo ecumenico.

Una riforma che avesse voluto semplicemente sfrondare alcuni riti che la sensibilità moderna non sapeva più comprendere, avrebbe potuto tranquillamente evitare di ripetere pedissequamente quanto fecero Lutero ai tempi della Pseudoriforma e Cranmer dopo lo scisma anglicano: il solo aver fatto proprie le innovazioni con cui gli eretici rifiutavano alcuni punti del dogma cattolico è una inappellabile dimostrazione di subalternità dei Pastori al consenso di chi è fuori della Chiesa, in danno al gregge che il Signore ha loro affidato. Immaginate cosa avrebbe pensato uno dei Martiri del Calvinismo o della furia di Re Giacomo al vedere Papi, Cardinali e Vescovi usare un tavolo al posto dell’altare che costò loro la vita; e quale rispetto può nutrire un eretico nei confronti dell’odiata Babilonia romana, tutta presa a scimmiottare goffamente quel che i Riformati avevano fatto quattro secoli prima, forse in modo più decoroso. Non dimentichiamo che le eresie liturgiche di Lutero erano veicolate da corali di Bach, mentre le celebrazioni della chiesa conciliare sono accompagnate da composizioni di una bruttezza inaudita. Il cedimento liturgico ha rivelato un cedimento dottrinale, umiliando la Santa Chiesa per sola smania di compiacere la mentalità del mondo.

L’abbé Claude Barthe – Come spiegare il fallimento di Benedetto XVI, del Cardinale Sarah e di altri fautori di un progressivo «ritorno liturgico» tramite la celebrazione ad oriente, la reintroduzione delle preghiere dell’Offertorio, la distribuzione della comunione in bocca?

Mgr Carlo Maria Viganò – Se un funzionario vaticano desse ordine di decorare la Sala Nervi con stucchi ed affreschi, sostituendo l’orribile scultura della Resurrezione che vi campeggia con una prospettiva barocca, lo si considererebbe un eccentrico, soprattutto quando a pochi passi c’è la Basilica di San Pietro. La stessa cosa, a mio parere, vale per i tentativi di rendere presentabile la liturgia riformata con operazioni di maquillage oggettivamente inutili: a che serve celebrare il Novus Ordo verso oriente, cambiando l’Offertorio e dando la Comunione in bocca, quando c’è la Messa tridentina che lo prevede già e da sempre?

Questo «ritorno liturgico» parte dagli stessi erronei presupposti che animarono la riforma conciliare: modificare a proprio piacimento la liturgia, ora stravolgendo il venerando rito antico in senso moderno, ora imbellettando il rito riformato per farlo sembrare quello che non è e non vuole essere. Nel primo caso obbligheremmo una regina ad indossare gli zoccoli e un abito di cenci, nel secondo avremmo la popolana che porta il diadema regale su una capigliatura arruffata, o che siede in trono con un cappello di paglia.

Credo che dietro questi tentativi – apparentemente mossi da pie intenzioni – si celi un dato che nessuno di questi Prelati osa confessare: il fallimento del Concilio ed ancor più della sua liturgia. Tornare al rito antico archiviando definitivamente lo squallore del Novus Ordo richiederebbe una grande umiltà, perché chi oggi vorrebbe salvarlo dal naufragio, ieri era tra i più entusiastici fautori della riforma liturgica, e del Vaticano II con essa.

Mi chiedo: se Paolo VI non si è fatto problemi ad abolire temerariamente da un giorno all’altro la liturgia tridentina sostituendola con raffazzonamenti del Book of Common Prayer, e ha imposto questo nuovo rito nonostante le proteste di chierici e laici; per quale motivo dovremmo noi oggi usare più riguardo per ripristinare al posto d’onore il Rito Romano Antico, proibendo la celebrazione del Novus Ordo? Perché tanta delicatezza d’animo oggi, e tanta spietata furia iconoclasta ieri? E perché questa operazione di chirurgia estetica, se non per tenere insieme l’ultimo orpello conciliare dandogli l’aspetto di ciò che non voleva essere?

Il prossimo Papa dovrà ripristinare tutti i Libri liturgici precedenti alla riforma conciliare e bandire dalle chiese cattoliche la sua indecorosa parodia, alla cui realizzazione collaborarono modernisti notori ed eretici.

L’abbé Claude Barthe – Papa Francesco, in un’intervista concessa nel 2013 a dei periodici gesuiti, menzionava la riforma liturgica come un frutto esemplare del Concilio: «Il Vaticano II fu una rilettura del Vangelo alla luce della cultura contemporanea»). Eppure papa Bergoglio fa dei favori alla Fraternità San Pio X. Crede che il problema liturgico lo interessi?

Mgr Carlo Maria Viganò – Non credo che Bergoglio abbia alcun interesse per la liturgia tout court, e a fortiori per quella tridentina, che gli è aliena e invisa come qualsiasi cosa ricordi anche lontanamente alcunché di cattolico. Il suo è un approccio politico: tollera le comunità Ecclesia Dei perché tengono lontano dalle parrocchie i conservatori, ed allo stesso tempo egli mantiene il controllo su di esse, costringendole a limitare il proprio dissenso al solo piano liturgico, mentre si assicura la loro fedeltà all’ideologia conciliare.

Nei riguardi della Fraternità San Pio X assistiamo ad un’operazione più sottile: Bergoglio mantiene relazioni di «buon vicinato», e pur riconoscendo ai suoi Superiori alcune prerogative dimostrando che li considera membra vive della Chiesa, dall’altra parte potrebbe voler barattare la loro completa regolarizzazione canonica con un’accettazione del «magistero conciliare». È evidente che si tratta di una trappola insidiosa: una volta siglato un accordo con la Santa Sede, l’indipendenza di cui la Fraternità gode in virtù della propria posizione di non completa regolarità verrebbe meno, e con essa anche l’indipendenza economica. Non dimentichiamo che la Fraternità dispone di beni e risorse che garantiscono il sostentamento e l’assistenza previdenziale per i propri membri: in un momento di gravissima crisi finanziaria del Vaticano, quei beni fanno certamente gola a molti, come abbiamo visto in altri casi, ad iniziare dai Francescani dell’Immacolata e dalla persecuzione di padre Mannelli.

L’abbé Claude Barthe – Ritiene che lo status protettore (dipendenza dalla Congregazione della Fede e non dalla Congregazione dei Religiosi) voluto da Joseph Ratzinger prima e dopo la sua ascesa al Pontificato per le società di vita apostolica che praticano la Messa tradizionale sia oggi in pericolo?

Mgr Carlo Maria Viganò – La posizione canonica delle comunità Ecclesia Dei è sempre stata a rischio: la loro sopravvivenza è connessa alla loro accettazione almeno implicita della dottrina conciliare e della riforma liturgica. Chi non si adegua, criticando il Vaticano II o rifiutandosi di celebrare o di assistere al rito riformato, si mette ipso facto nella condizione di essere espulso. Gli stessi Superiori di queste società di vita apostolica finiscono per essere i sorveglianti dei propri chierici, ai quali è vivamente consigliato di astenersi dalle critiche e di dare di tanto in tanto segni tangibili di allineamento, ad esempio prendendo parte alle funzioni nella cosiddetta «forma ordinaria». Paradossalmente, in ambito dottrinale ha più libertà di parola un parroco diocesano che non un membro di uno di questi istituti.

Andrebbe detto che, nella mentalità di chi oggi detiene il potere in Vaticano, le eccentricità liturgiche di alcune comunità, lungi dall’incoraggiare la riscoperta del rito tradizionale, ne danno un aspetto elitario e lo confinano al «piccolo mondo antico» in cui i fautori della chiesa bergogliana hanno tutto l’interesse di relegarlo. Rendere «normale» la celebrazione della Messa cattolica – secondo i dettami del Motu Proprio Summorum Pontificum – senza riserve liturgiche e spazi dedicati, darebbe l’impressione che sia davvero possibile ad un fedele qualsiasi assistere alla Messa senza altro titolo di appartenenza se non l’esser Cattolico; viceversa, questo kafkiano castello burocratico costringe tutti i conservatori in un recinto, obbligandoli a seguire le norme di confinamento e a non pretendere nulla di più di quello che la grazia sovrana si degna loro accordare, quasi sempre con la malcelata opposizione del Vescovo diocesano.

L’azione di Bergoglio è oggi palesemente scoperta: l’ultima Enciclica teorizza dottrine eterodosse ed un scandaloso asservimento all’ideologia dominante, profondamente anticattolica e antiumana. In quest’ottica, le questioni sulla sensibilità liturgica di questo o quell’istituto mi paiono francamente trascurabili: non perché la liturgia non sia importante, ma perché una volta che si è disposti a tacere sul fronte dottrinale, le complesse cerimonie del Pontificale finiscono per ridursi ad una manifestazione di estetismo che non rappresenta alcun pericolo concreto per il cerchio magico di Santa Marta.

L’abbé Claude Barthe – La proibizione delle Messe private in San Pietro, l’ispezione di tre giorni della Congregazione del Culto Divino da parte di Mons. Maniago, il fatto che la Costituzione sulla riforma della Curia Prædicate Evangelium porti, a quanto pare, ad un rinforzo dei poteri di controllo del Culto Divino fanno temere una nuova riaffermazione della riforma? O Ella pensa che Francesco non si occupa del problema liturgico?

Mgr Carlo Maria Viganò – Il divieto di celebrare Messe private a San Pietro, nonostante la protesta corale di moltissimi fedeli ed alcuni Prelati contro un vero e proprio abuso da parte della Segreteria di Stato, si protrae in vigore come uno scandalo inaudito: esso costituisce un ballon d’essai col quale tastare il terreno e studiare le reazioni di Prelati, chierici e laici, i quali per il momento si limitano alla mera, compostissima deplorazione verbale, in taluni casi imbarazzante. Come ho già avuto modo di dichiarare*, ritengo che questa interdizione non sia altro che un tentativo di dare parvenza legale ad una prassi ormai consolidata e universale, con la quale si conferma anche l’errore dottrinale che vi sta alla base, ossia il primato della dimensione comunitaria dell’«Eucaristia» intesa come banchetto conviviale ai danni del Santo Sacrificio della Messa celebrato privatamente. Ma qui andiamo a toccare il Vaticano II, che nessuno dei Cardinali che si sono pronunciati sul divieto delle Messe a San Pietro osa mettere minimamente in discussione, anche se esso è chiaramente all’origine dell’illegittima proibizione della Segreteria di Stato.

Per quanto concerne i poteri di controllo della Congregazione per il Culto Divino, in sé potrebbero anche essere considerati in senso positivo, dal momento che la materia liturgica è di stretta competenza della Santa Sede. Ma peccheremmo di ingenuità e di sprovvedutezza se non tenessimo conto del fatto che, qualsiasi norma promulgata dai Novatori, verrà da essi utilizzata per ottenere scopi inconfessati, spesso opposti a quelli dichiarati.

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Ecco il collegamento per il libro in italiano.

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20 commenti

  • Enrico Nippo ha detto:

    La Chiesa si trova in un pantano senza precedenti.

    Il pantano delle parole!!!

    Il pantano ha una caratteristica: non impedisce il movimento ma lo rallenta in maniera esasperata.

    Ma se il pantano è quello delle parole il muoversi è completamente paralizzato.

    Una Chiesa paralitica e divisa in più fazioni ciascuna delle quali spara la sua verità: chissà che ne dice il Padre Eterno!

  • Don Pietro Paolo ha detto:

    – “per quale motivo dovremmo noi oggi usare più riguardo per ripristinare al posto d’onore il Rito Romano Antico, proibendo la celebrazione del Novus Ordo?: Mi sembra abbastanza logico

    – Perché tanta delicatezza d’animo oggi, e tanta spietata furia iconoclasta ieri?”. Ma chi è costui che scrive queste cose? Chi si crede di essere? Il nuovo papa la cui parola e riflessione è infallibile?

    – “Il prossimo Papa dovrà ripristinare tutti i Libri liturgici precedenti alla riforma conciliare e bandire dalle chiese cattoliche la sua indecorosa parodia, alla cui realizzazione collaborarono modernisti notori ed eretici”: …forse spera che lo faranno papa?

    – “Non dimentichiamo che la Fraternità dispone di beni e risorse che garantiscono il sostentamento e l’assistenza previdenziale per i propri membri: in un momento di gravissima crisi finanziaria del Vaticano, quei beni fanno certamente gola a molti,”: che riflessione meschina!

    – “Chi non si adegua, criticando il Vaticano II o rifiutandosi di celebrare o di assistere al rito riformato, si mette ipso facto nella condizione di essere espulso”: io direi: si è autoespulso, in quanto ritiene chiesa solamente il suo gruppo e rifiuta i provvedimenti della Grande Chiesa guidata dal successore di Pietro. Si possono criticare alcune parti del Vat. II perché possono essere malamente interpretabili, ma su questo ci ha pensate il Catechismo della Chiesa Cattolica.

    – “l’errore dottrinale che vi sta alla base, ossia il primato della dimensione comunitaria dell’«Eucaristia» intesa come banchetto conviviale ai danni del Santo Sacrificio della Messa “: ma dov’è l’errore dottrinale? Questo è autentico recupero della tradizione biblica. Se questo è protestantesimo, allora dobbiamo dire che il protestantesimo così inteso è veramente cattolico? Invece, È il recupero di un qualcosa che la teologia su cui si basava il V.O. non aveva messo in luce: Cena del Signore che è, oltre al memoriale del Sacrificio di Cristo, anche banchetto di comunione tra i fedeli : “Erano perseveranti nell’insegnamento degli apostoli e nella COMUNIONE, nello spezzare il pane e nelle preghiere” (At 2). Ancora meglio lo specifica S. Paolo in 1 Cor 11, 20: ” quando dunque vi radunate insieme, il vostro non è più un mangiare la CENA del Signore”. DIRE CHE IL N.O. NON ESPRIME ANCHE L’ASPETTO SACRIFICALE DI CRISTO È IGNORANZA SE NON PURA MENZOGNA.

    – Carissimo Mons., i suoi proclami potranno fare leva su coloro che già stanno fuori o quasi della Chiesa, gli altri restano all’interno LAVORANDO con umiltà e confidando nell’opera potente, nascosta e silenziosa di Dio. Sarà Lui a comandare gli angeli a mettere mano alla falce per dividere il buon grano dalla zizzania ormai cresciuta e spodestare gli eventuali nemici che camuffati si oppongono al suo Regno.

    Per finire, ancora una volta mi presento:
    1. sono un prete cattolico e in quanto tale appartengo alla Chiesa, non a questo o a quell’altro Papa. per cui non tollero che qualcuno mi definisca bergogliano o di qualunque altro Pontefice.
    2. A me non da fastidio la Messa tridentina, ma mi ferisce che i “tridentini” sminuiscano e disprezzino la sacralità del N.O. voluto dalla Chiesa di Cristo. Credo che di questo renderanno conto a Dio
    3. In quanto prete, sono un tradizionalista ma non passatista o fissista. Non accetto e combatto tutte le posizioni moderniste (modernismo non come lo intende qualcuno che scrive in questo blog, ma come lo intendeva S. Pio X). Credo fermamente nello Spirito Santo che guida la Chiesa di Cristo e che, al di là degli attacchi interni ed esterni, delle malefatte dei suoi ministri, delle eresie serpeggianti, del fumo di satana intrufolato o di sue conquiste più o meno strategiche all’interno del Tempio Santo, prima o poi interverrà e con la sua potenza purificherà la Chiesa e la renderà più bella e più Santa di prima. La Vergine Maria, Madre di Dio e della Chiesa, è già all’opera e io sono con Lei e ai suoi comandi… Aspettando il trionfo del Suo Sacro e Immacolato Cuore.

    • Michele ha detto:

      Caro don Pietro Paolo, chi sta fuori dalla Chiesa di Cristo inneggia, senza entrarvi, alla chiesa di Francesco, gli interventi di mons Viganò fanno leva sui fedeli sconcertati da chi, dopo duemila anni, assiste al cattivo uso della propria libertà da parte del vescovo di Roma.
      Nessuno di noi è obbligato ad essere fedele a Cristo, Dio rispetta la nostra libertà, vescovo di Roma compreso.

      Amoris Laetitia che tramite note ambigue da il corpo di Cristo a chi è in peccato mortale e gli fa mangiare la sua condanna, idolatria abominevole della satanica pachamama intronizzata sull’altare di San Pietro, documento di Abu Dhabi sulla fratellanza, Dio che vorrebbe tante religioni rendendo inutile la sua Passione e morte redentrice, negazione della missionarieta voluta da Cristo a battezzare tutte le genti scambiata per proselitismo, encicliche ambientaliste che diviinizzano il creato e non menzionano il Creatore, Bonino e Pannella proposti come modelli, interventi ambigui su fine vita che hanno sbloccato una legge pro eutanasia che era arenata nel parlamento italiano, coppie omosessuali ricevute e legittimate altrettanto ambiguamente a non venir discriminate con i “loro figli ” senza dire una parola sull’utero in affitto col quale hanno comprato quei bambini, parole e provvedimenti irrispettosi della vocazione e del carisma delle monache di clausura perché pregano senza accogliere i migranti e i poveri, abusi di potere e calunnie verso padre Manelli e i francescani dell’Immacolata, parole irripetibili verso la Madre di Dio semplice discepola come piace ai protestanti… sono andato a braccio ma l’elenco è lunghissimo.

      È d’accordo con tutto questo? Rincorrere il mondo e I poteri forti è la missione data da Cristo alla Sua Chiesa?

      Mons Viganò non ha bisogno della mia difesa, non ha detto che i sacrifici eucaristici del N.O. non sono validi (sono nato e cresciuto dopo il Vat II e ricevo L’Eucarestia che credo validamente consacrata); ha fatto notare come gradualmente si è cercato di modificare la “lex orandi” per modificare la ” lex credendi” verso i desiderata degli irrilevanti protestanti e portare la Chiesa di Cristo ad occuparsi di poveri e ambiente senza dare il primato al Regno di Dio perché la Verità è divisiva e ai lorsignori coi i quali ha fatto un patto educativo globale per rieducare il mondo, la Chiesa Cattolica è sempre stata di intralcio.

    • Michele ha detto:

      Don Pietro Paolo,
      dimenticavo: l’azzeramento e lo stravolgimento ideologico del Pontificio Istituto per la famiglia voluto da San Giovanni Paolo II, la promozione e la copertura della lobby gay di Mc Carrick & Co, l’infelice e perrniciosa battuta “chi sono io per giudicare?” per legittimare la vita scandalosa di un vescovo omosessuale cui papa Francesco ha conferito un importante incarico nonostante fosse a conoscenza di un peccato che grida vendetta a Dio subito dopo l’omicidio per gravità, la derubricazione del più importante titolo di vicario di Cristo a titolo storico (la chiesa di Francesco si basa su di lui, mica su Cristo come è stato per 2.000 anni), l’ingaggio di esperti strapagati che dovrebbero mettere ordine nella trasparenza delle finanze vaticane mentre vengono lucenziati tanti dipendenti e amministrativi e dopo che un esperto ed onesto economista come Gotti Tedeschi è stato a dir poco calunniato e bistrattato.

      Tutto questo, e molto altro ancora, le sembra coerente col mandato di Cristo alla Sua Chiesa o piuttosto con la brama di potere di pochi che vogliono dominare il mondo avendo la Chiesa al loro servizio? Quante anime si salvano se voi pastori fate finta di non vedere questi crimini contro Dio e contro l’uomo?
      Se seguite acriticamente le ambiguità di papa Francesco più che salvare anime le accompagnate -come vuole lui-, ma all’inferno.
      Volete ancora piacere a Dio e mettere il suo Regno al primo posto nel vostro ministero?

  • Gianfranco ha detto:

    Splendida intervista. Lucidissima, come al solito.
    Che il Signore ci conservi a lungo quest’uomo!

  • Slave of JMJ ha detto:

    Open letter to the non-respondent Portland Archdiocese. May God truly bless your day!
    Miss Anna Stafford’s adulteress mother is a liar.
    Her mother is the church pianist (??) At St. Elizabeth Ann Seton Catholic Church in Aloha OR and is stealing Annas son Asher Heifetz and given him to freemason Jews in Oregon who channel spirits. “No Im not!” She publicly lies. What a crook!

    Praise be to Jesus Mary see Joseph and Saint Teresa, our only hope. Praise be to the Divine child in his angels and in his Saints. Blessed Be to the Most Holy Sacrament of the altar. Amen. Praise the Lord. Saint Philomena and Saint Anthony pray for us.

    Miss Stafford is truly speaking to the few and the archdiocese is in hiding over this issue, because they do not want to speak out against their own Freemason diocese that is pro abortion Pro gay Pro communism feminism and is hoarding money in massive amounts under the guise that they cannot help one orphan Miss Anna Stafford with her son and cannot lend a single penny of aid and it’s all because of what? I don’t know probably just “protocol,” selfishness, and greed.

    The Knights of Columbus have truly become flights of Columbus. The diocese has been outed for what they really are: a massive fraudulent corporation with priests that just want to make a lot of money and have an easy way of life. Property has eradicated Christ from their hearts; they care not to be poor like Christ; they just want to get rich. And money is the root of all evil and as we can see it’s hardened their hearts and father Meeuwsen’s crooked cold heart to the extent that he cares not about Asher or his relationship with his mother actually he really could care less. He does not care that Anna’s mother is a adulteress actually he welcomes it and has fake married them most likely to Miss Stafford’s former Middle School married sterilized Catholic church choir director which is an extreme social problem. It’s sad that the archdiocese cannot distinguish truth from lies and that’s because they are not in a state of sanctifying Grace. In order to be in a state of sanctifying Grace you actually have to confess your sins lead a good life follow the morality of the church the precepts of the church, the faith of the church and stand up for it in order to be in sanctifying Grace. And obviously most of the priests in this diocese are not in a state of Grace. To the few I’m speaking to the choir but to the rest they just want to close their ears because they just don’t want to hear it and it’s all about Revolution and modernism and the throwing the Ten Commandments in the garbage can. Listen People family law is wrong. Divorce is wrong and stealing is wrong and the judges they’re not Catholic. So I don’t see why you would agree to follow a pro gay pro murder anti Catholic government when you can see the fruit of this evil government right before your very eyes; you have gays everywhere, you’ve got abortions, I mean the list goes on and on I don’t have to reiterate it. The sad part is you lied and let a liar into your camp and that liar is Anna’s mother and she just continually lies and slanders ANNA all day and night saying that she disappeared when actually the other person divorced her; THEY ARE THE LIARS; the other party FILED and left! That’s what filing for divorce is all about, and who are they leaving they are leaving God they’re leaving their marital vows and they’re becoming irresponsible human beings which is exactly what happened: alcoholics, drugs cable tv hot tubs vacations womanizing stealing kidnapping. Anna’s mother has said that she disappeared and this is really sad lie, and a sick lie because the mother does not welcome Anna’s silent prayers to God, she does not support her daughter’s life of God, she does not support her her daughters spiritual development or her right to representation or to a vocation of any sort; and she lacks any regard for her daughters God given soul; it’s all about covering it up, in murdering her daughter anyway she can, legally, emotionally, spiritually through the destruction of the FAMILY, and you can murder someone legally by making it extremely hard for them to survive. And that is what the Portland ArchDIOCESE, especially father Meeuwsen, is doing to Anna Stafford and for what Valid reason? He’s making it very hard for Miss Stafford because he is supposed to be advising his entire Parish against these wrongs, so I guess he’s all evils by being silent by partnering with the adulteress, by literally covering his ears and actually doing sinful things himself like drinking partying excessively having excessive wealth excessive food and all these deep rooted sins in his heart; so you cannot follow him. He will not help miss Anna Stafford and never will. This diocese even though they don’t even have orphanages anymore has become greedy selfish and cold to Charity. they have all agreed behind closed doors not to help one single person with the correction of this great wrong going on and this great wrong is affecting all of society. We cannot say that it is not. Asher Betsy Carrie John Steven Ed Mariann Michael Mary etc etc… must be saved! Asher must know his mother and he must learn the rosary; Miss Anna Stafford’s mother is lying saying she’s teaching Asher the rosary. she is not doing that and I seriously doubt she could even recite the Creed. Why because of demon possession. Do you truly think God is truly present in her many sacrilegious communions? Do you not know He has the mighty power to withdraw himself from the host if given out wrongly? And this should be seriously checked out because it’s very strong in this church in this sector of the world and it’s going on internationally.

    May God truly bless your day!

  • giorgio rapanelli ha detto:

    https://www.youtube.com/watch?v=XGceuxZl7Wk
    Mi piace fare rivedere questo breve filmato. Quando ascoltai per la prima volta il Professore Bernardino del Boca dire che la Chiesa cattolica, come era stata per duemila anni, avrebbe dovuto cambiare i connotati per essere compresa dal mondo moderno, portato soprattutto verso la scienza, piuttosto che verso la filosofia. Comunque, all’epoca non ero rientrato nella Chiesa e le parole del teosofo Bernardino del Boca non mi colpirono più di tanto. Negli anni ’60 cantavamo “o Gesù, se un giorno tu ritorni, vieni a nascere nell’officina”… Non ero ancora comunista, ma quella canzone insegnataci da un giovane sacerdote mi piaceva. Abbandonai la Chiesa quando, dopo un viaggio in Congo nel 1966, per un film documentario su lebbrosi e bambini denutriti, non sapendo che esiste una “legge del karma”, mi dissi che se avvenivano certe ingiustizie nel mondo significava che Dio non esisteva. Non venitemi a raccontare la storiella del peccato di Eva e di Adamo nel paradiso terrestre, per giustificare la situazione in cui il pianeta è… Ci si può credere per fede, non per scienza e ragione. D’altra parte Vecchio e Nuovo Testamento non devono dare spiegazioni scientifiche, ma solo indicazioni spirituali, che permettono alla mente, collegata alla terra, di elevarsi verso il Cielo. Quindi, in passato, chi andava contro le Sacre Scritture finiva in galera e spesso al rogo. Lo rischiò Galileo, mentre altri ci andarono imperterriti, insieme a delle povere donne che facevano pratiche magiche per aiutare la gente, definite indemoniate.
    Sono rientrato nella Chiesa cattolica non perché so a memorie tutte le Sacre Scritture. O perché ho trovato un Padre spirituale convincente. Oppure perché ebbi un incidente sulla via di Damasco. Ci ritornai perché chiesi allo Spirito Santo, nel 1970, mentre ero con i guerriglieri sud sudanesi, durante una notte arida e tenebrosa della mia anima, di farmi incamminare su di una via, qualsiasi fosse, per tirarmi fuori da quella vuota situazione e di farmi camminare verso la “luce”. Da buon comunista Io non credevo nello Spirto Santo. Che però ricordavo da bambino (ecco l’importanza del Catechismo fin dalla più tenera età). A differenza di altri atei, che in mezzora diventavano credenti, io ci misi anni: invece dei Testimoni, che non credono nell’essere umano spirituale, io scelsi Scientology, che mi fece sapere che ero uno “spirito”, dotato di mente. Poi un Maestro Venerabile mi diede dei materiali Rosacroce, che mi fecero salire di consapevolezza spirituale. Ricordo che un 33° Grado della Massoneria mi chiese cosa ne pensassi dei materiali Rosacroce del 18° Grado. Mi disse pure che una Papa (defunto) era stato “iniziato” al 18° Grado quando era Nunzio Apostolico in Bulgaria. Prima di fare i Gradi occorreva essere stati Apprendisti, poi Operai, e infine Maestri. Quindi, questo Papa era un Massone. Ossia, una cosa che contrastava con l’essere cattolico. Invece, fu fatto santo… Io ebbi quei materiali Rosacroce, che neanche il Maestro Venerabile aveva letto. E non ero massone. Mi chiesero delicatamente di entrare nella Massoneria. Commosso, risposi che li avrei potuti più difendere pubblicamente dagli attacchi, qualora lo fossi diventato.
    La parte finale della mia Conoscenza avvenne con la Teosofia, studiando quelle parti che avrebbero riguardato la Scienza dei Sacramenti. Scienza che ti dimostra la parte occulta, o occultata, che è dietro i Sacramenti. Contemporaneamente ho sperimentato alcune “manifestazioni” che avvengono grazie ai Poteri che vengono dati sia ai sacerdoti “iniziati”, maggiormente ai Vescovi, ai paramenti sacri, all’edificio della Chiesa cattolica, quando in passato veniva caricata di “forze” positive mediante il Sacro Crisma. Oggi, questi chierici dalla mente “aperta” dicono la Messa negli stadi, nelle palestre, nelle discoteche, negando ai fedeli certi aiuti che solo le chiese consacrate danno. Perché l’Eucaristia funziona sempre, la Parola pure, ma anche certe linee di forza esistenti nei sacri edifici, oltre alle sacre influenze angeliche esistenti nelle chiese, sono utili al fedele. Come le Sostanze Sacramentali, sponsorizzate da Padre Amorth.
    Voglio smettere. Ma prima desidero esprimere la mia opinione sulla Liturgia, fattami amare dal nostro don Bux. La Liturgia deve essere data come è scritta. Eliminare la Messa in latino è un crimine che verrà pagato. Un chiaroveggente vedrebbe cose particolari durante una messa in latino, carica del Mistero che si forma nell’intimità dell’Iniziato con il Cristo. Però l’identica cosa avviene durante la messa ordinaria a cui tutti conosciamo. Ai sacerdoti “iniziati” viene data la “chiave” del Regno dei Cieli per la Successione Apostolica, che funziona pure in un sottoscala. Pure se si coinvolgono a parole i “fratelli” che si hanno davanti. Per il Sacrificio che deve avvenire i “fratelli” non servono a nulla, neanche fossero tutti dei San Francesco: non hanno i poteri… Però, per la loro evoluzione spirituale, è meglio che ci siano.
    Il giornalista Maurizio Blondet ha svelato ciò che avverrà quando i capri verranno spediti dove dovranno finire. Non credo che la cosa sia imminente, stando ai tempi dell’Apocalisse. Ma meglio non escludere nulla. Magari l’Anticristo è già operante nell’ombra. Per cui, come è scritto, “uno sarà preso e l’altro lasciato”. E dei “presi”, ossia i capri, non rimarrà neanche il ricordo. Come se non fossero mai esistiti. Dovranno ricominciare da capo tutta l’evoluzione attraverso i vari “regni”.
    La domanda che sorge spontanea è: perché masse di cattolici abbandonano la Chiesa? Perché la Chiesa, pur modernizzandosi, oppure per aver abbandonato la messa in latino (banalizzo), non rappresenta più una risposta ai quesiti spirituali che l’uomo d’oggi si pone? Perché molti si rivolgono alla magia spicciola, o a quella di tipo satanico, quando la più alta Magia cerimoniale ce l’ha la Chiesa cattolica (e ortodossa)? Se rimaniamo nel Cristianesimo “essoterico”, quindi quello destinato ai “profani”, e non andiamo nel Cristianesimo “esoterico”, destinato agli “iniziati”, noi perderemo sempre più gente… Ormai la gente vuole “capire”, non “credere” e basta. E se non glielo dici, se ne va. Verso religioni più “funzionali”, come Scientology, che funziona e te lo dimostra. Fino ad un certo punto. Mentre con il Cristo puoi andare oltre.
    Quando il santo vescovo Tarcisio Carboni di Macerata disse a noi – me e mia moglie – divorziati e risposati, di diventare come “fratello e sorella”, pur sotto lo stesso tetto, come condizione di poter fare la Comunione, mia moglie il giorno dopo la fece, perché lei ha una fede “essoterica” e basta. Mentre invece, io non credente, lavorai almeno trenta anni per capire cosa fosse la Comunione nella sua meravigliosa realtà scientifica. Almeno per ciò che lo Spirito Santo mi aveva permesso di capire. Il Credo Apostolico è un credo “essoterico”, basato sulla fede. Quello di Nicea è un capolavoro di scienza “esoterica”, che solo un intervento superiore ha reso così reale nella sua breve esposizione, quando occorrono molte pagine per svelarne almeno i contorni. Il problema mio è essere un buon soldato fino al mio ultimo giorno terreno. Chiedo allo Spirito di aiutarmi a combattere e a non tradire il Cristo e la Donna vestita di Sole che schiaccia con il suo piede la Luna con gli Spirti lunari, insieme al loro Capo satanico. Che noi si sia “essoterici”, o “esoterici”, poco importa. Ciò che conta è solo “dove” essere schierati nell’ultima battaglia.

  • MARIO ha detto:

    Chi disprezza il N.O. disprezza anche i Papi del Concilio e post-conciliari, di cui tre canonizzati. Di conseguenza disprezza anche la Grazia e l’Assistenza concessa in forma straordinaria da Gesù Cristo stesso ai successori di Pietro.
    Purtroppo si tratta di un peccato contro lo Spirito Santo, che è il peccato di chi, pur conoscendo la verità, la rinnega per un qualsiasi proprio interesse personale.

    • MARIO ha detto:

      Completo la frase:…per un qualsiasi proprio interesse o capriccio personale.

      • wisteria ha detto:

        Non sa fare di meglio che attribuire meschini interessi personali a chi non certo disprezza, ma giustamente critica e giudica? Il suo bersaglio è solo Mons. Viganò o chi interviene sul blog? Tanto per regolarmi e poter riscuotere i miei trenta o più denari.
        Quanto alla sua obiezione di merito, il rispetto dovuto ai Pspi conciliari e postconciliari la risposta è che ben più numerosi, onorevoli e rispettabili sono quelli che li hanno preceduti nei secoli. Io rispetto loro. Lei faccia come preferisce.

      • Giorgio ha detto:

        @Mario.
        Lei dice: “… per un qualsiasi proprio interesse o capriccio personale”
        Lei dice questo forse perché questo dimostra il suo modus di intendere e volere nella vita quotidiana?
        Io – 80 anni – sono sempre stato alla ricerca e al servizio della Verità e sono sicurissimo di non averlo fatto per “interesse” e tanto meno per “capriccio personale”!
        Lasciando queste cose alla sua considerazione, Le chiedo di spiegarmi perché la chiesa bergogliana si è affrettata a “santificare” i papi consoni al suo “modus operandi” ignorando le grande prudenza della Chiesa Cattolica, quella vera, che prima di esprimersi sulla santità di un suo fedele indaga per anni (con un avvocato pro e un’avvocato contro) sulla vita condotta da quel dato fedele e non Le basta finché non ci sono dei miracoli, che sono come il timbro dato dal Padre Eterno su quella vita che si intende proporre a modello!
        Nel caso di questi papi “fatti santi per decreto umano” tutto questo è stato ignorato! Domanda: “Erano tanto santi al di là di ogni evidenza. oppure era necessario non indagare troppo?”. A Lei la risposta da esperto.

        • MARIO ha detto:

          Sig. Giorgio,
          se lei non sa nemmeno che i miracoli ci sono stati, per poter canonizzare GXXIII, PVI e GPII (basta una ricerca di due minuti su Internet), immagino sul resto…
          Con tutto il rispetto per i suoi 80 anni, non penso che l’ortodossia di una posizione sia misurabile con l’età.
          NB! Il mio ragionamento si riferiva a chi “disprezza” il N.O., non a chi lo pratica o frequenta, lasciando in pace gli altri. Ma purtroppo questo spesso non succede, a discapito dell’unità.
          Buona serata.

  • stilumcuriale emerito ha detto:

    Effettivamente, da semplice testimone ( al tempo del Concilio ero già più che trentenne) devo riconoscere che nei confronti dei semplici fedeli i cambiamenti sono stati gestiti molto bene. La gradualità dei cambiamenti susseguitisi nel corso di alcuni anni ha fatto sì che i fedeli siano stati abilmente coinvolti senza quasi rendersi conto di ciò che stava accadendo. Personalmente non ricordo che da parte dei fedeli ci siano state reazioni negative o critiche ai cambiamenti . Anzi : la messa in italiano, la messa vespertina, l’abolizione del digiuno dalla mezzanotte, la comunione sulla mano furono tutte cose salutate come delle belle “novità”. Se la memoria non mi tradisce, mi pare che i seguaci di Lefebvre a quel tempo, almeno in Italia, fossero veramente pochi. Il diluvio è venuto dopo, molto dopo.

  • Enrico Nippo ha detto:

    “Il prossimo Papa dovrà ripristinare tutti i Libri liturgici precedenti alla riforma conciliare e bandire dalle chiese cattoliche la sua indecorosa parodia, alla cui realizzazione collaborarono modernisti notori ed eretici”.

    Dovrà essere allora un papa guerriero, con attributi più che di acciaio e votato alla morte.

    Un papa samurai 👿

  • alessio ha detto:

    Bellissima intervista a mons Viganò .
    Per quanto riguarda gli anglicani mi
    piacerebbe che si parlasse del re
    Carlo I d’ Inghilterra fautore della
    via media , via di mezzo tra il protestantesimo
    e il cattolicesimo ,per poter
    rientrare nella Chiesa cattolica ,
    e per questo fatto giustiziare da
    Oliver Cromwell .
    Questa via media fu usata dal
    grande Newman per diventare
    cattolico .
    Poi il duca di Wellington che
    dopo avere liberato l’Europa
    da napoleone ,con Robert Peel
    fece la legge per la riabilitazione
    dei cattolici; senza tale legge
    i cattolici non avrebbero potuto
    esprimere la propria fede .
    Mi piacerebbe che uno storico
    inglese approfondisse questo
    argomento perché questo è
    tutto quello che conosco sul
    tema .

  • ZEUSI ha detto:

    “A che serve celebrare il Novus Ordo verso oriente, cambiando l’Offertorio e dando la Comunione in bocca, quando c’è la Messa tridentina che lo prevede già e da sempre?”

    È un interrogativo che ci siamo posti in molti. Così come in molti ci siamo domandati che cosa abbia impedito a papa Benedetto XVI di officiare coram populo la (o anche solo una) Messa secondo il Vetus Ordo, atto che avrebbe accresciuto di molto il peso del suo motu proprio sulla liturgia. Mysterium iniquitatis.

    • Enrico Nippo ha detto:

      Mysterium ratzingeratis.

    • : ha detto:

      La Messa Vetus Ordo non può essere “coram populo”. E’ rigorosamente “coram Deo”

      • ZEUSI ha detto:

        La S. Messa è sempre “coram Deo”, questo è pacifico. Con “coram populo” si intendeva qui nient’altro che “pubblicamente” (non sappiamo, infatti, se in privato Benedetto XVI non abbia mai celebrato in Vetus Ordo).