BDV. Dal “Golpe” di San Gallo l’Estremo Attacco, alla Messa di Sempre.

13 Giugno 2021 Pubblicato da

Marco Tosatti

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, Benedetta De Vito è in Sardegna, ma anche dalle terre della sua infanzia segue quanto accade a Roma, e in particolare fra le Mura. E ci dà l’impressione che le cose viste da lontano appaiano più chiare. Ecco la sua riflessione sullo stato della Chiesa… Buona lettura.

§§§

Guardando diritto per diritto all’orizzonte, seduta sulla rena bianca che brucia, conto le isole mie nella corrente: elegante velata d’azzurro Tavolara nel suo picco di punta Cannone, l’isola rossa, color corallo, sembra un dragone cinese, pietrificato, mentre l’isola Cana, dove andavamo a caccia di patelle, è una balenottera grigia che respira nel risucchio delle maree.

Guardo e, nell’armonia delle mie isole nella corrente, un bel sorso di salso e torno al libro che ho pescato dalla libreria di mio padre che, quando veniva qui in Sardegna, non partiva mai senza la sua valigetta di volumi da leggere. Poi li lasciava qui in mezzo abbandono, non senza averne commentato il contenuto letto sull’ultima pagina. In questo, poche parole: “Ma quali secoli bui!”.

Il libro, infatti, è la storia d’Italia di Indro Montanelli, nel volume che racconta le scorrerie barbariche nella Penisola dopo la caduta dell’impero d’Occidente: goti, unni, ostrogoti, longobardi, franchi, in un gioco di morte e di vita.

E sono tanti i bagliori di luce, come il regno di Carlo Magno, che amava il pecorino, aveva per pet un elefante e per libro preferito “La città di Dio” di Sant’Agostino. A parte gli scontati commenti anti-clericali del giornalista toscano (o dei suoi collaboratori, commenti che ci fan solo sorridere tanto sono banali) e le trame di raggiri e sconfitte, qualcosa mi parla, mi chiama e non so che cosa è.

Torno alle mie isole, quiete all’orizzonte e poi di nuovo con gli occhi tra le righe. E d’un tratto capisco: c’è, in quasi tutte le storie di questo scorcio di decadenza, una costante e cioè che l’imperatore di turno, per resistere sul trono, doveva appoggiarsi a un generale. E non importa il nome,  poteva esser Stilicone o Ezio, non cambia il sugo del menu. Da sé solo, l’imperatore non poteva salvarsi e quindi si affidava alle armi di un militare. Embè, e allora? Allora, seguitemi, presa la scaletta a chiocciola, qui giù e andiamo avanti.

Mumble, mumble, penso e un occhio mio lucente vola di nuovo alle isole serene della mia infanzia che non cambian mai d’aspetto né di posizione. Di nuovo, io, col naso nelle pagine. E allora? Allora, anche i Pontefici, fin dall’inizio, essendo senza spada ed eserciti, dovevano chiedere aiuto ad altri che le spade le avevano e anche gli eserciti, per resistere sulla cattedra di San Pietro. Chiaro, carina mia, (sento già i commenti acidi e i sibili di chi la sa di certo più lunga di me), si sa, spesso, come si sa ancora una volta, chiamavano i francesi come nel caso di Carlo Magno.

Sì, certo, finché non arrivò un certo Ignazio di Loyola, soldato e poi santo che si inventò un ordine tutto suo, composto da soldati, l’esercito di Cristo e del Papato. Insomma i gesuiti, che più che con la spada combattevano con le tele di ragno del parlar ambiguo e con la lingua raffinata e a volte intinta di veleno. Un ordine tutto suo particolare che un Papa francescano arrivò a sopprimere.  Un ordine che, per volontà del fondatore, non doveva mai dare un Papa a Santa Roman Chiesa. Un ordine  che doveva, nel secolo scorso, portar subbuglio nella chiesa con le sue strane alchemiche filosofie, base poi di tanta sciagura. Dunque, nel tardo Cinquecento, ecco entrar in scena i gesuiti che sono a modo loro soldati e comandati da  un Generale, che è anche chiamato il Papa nero. Compito dei gesuiti è difendere il Papa, essere il suo braccio armato, l’Ezio e lo Stilicone di turno. Appunto…

Il tempo corre al trotto, passano gli anni e i gesuiti paiono sempre al posto giusto quando si tratta di potere. Il Vaticano II rompe gli argini della Tradizione e, nella modernità che divora il latino e insieme la santa devozione, i gesuiti si trovano benissimo.

Arriviamo, in rapida corsa, ai tempi di Benedetto XVI, che, pur essendo stato un teologo del Vaticano II, amava la messa Tridentina e cercava di mettere insieme – cosa ardua se non impossibile – questo e quella per rimettere la Chiesa tutta, universale, cattolica, diciamo così nell’armonia delle isole sarde che vivono nella corrente pulita dell’Eterno.

Invano. Papa Benedetto,  al centro di un grande intrigo, con tanto di “mafia” (del San Gallo), blasfemie e paganesimi. Il Pontefice, credo – per averlo conosciuto in visione – ricattato, lascia il suo posto ed ecco giungere l’arrivano i nostri, nelle persone dei militari, cioè dei gesuiti, che compiono un vero e proprio golpe in Vaticano. In stile argentino, portegno. Infatti il loro capo, l’attuale Papa regnane, è sudamericano, argentino e abituatissimo ai colpi di mano dei militari.

Il dado è tratto. Benedetto prigioniero volontario in un convento (anche gli imperatori dei secoli bui – cosiddetti – spedivano i fratelli e gli aspiranti imperatori nei conventi a meditare), e in Vaticano regna un “colonnello” della modernità. A lui, a Bergoglio, carico di Orgoglio, non interessa la Santa Chiesa di sempre, cioè la Parola che salva, perché è  lì “manu militari” per trasformarla in qualcosa d’altro, una religione del “volemose bene tutti” (scordandoci che senza il Signore non possiamo nulla, nenche amare il nostro prossimo), che non ha a cuore i principi non negoziabili, che si pone supino dalla parte del mondo (è gran banditore dei vaccini costruiti su materiale fetale da aborto), che ride della devozione. Ricordate quando chiese a un chierichetto che teneva, in tenera, infantile devozione, le mani appaiate sotto in naso, se gli si erano incollate?

Ed eccoci qui oramai precipitati nel golpe della mafia del San Gallo, che prosegue spedita nella sua agenda per far poltiglia della Santa Chiesa Cattolica, trasformandola in una delle tante ong umanitarie, un fritto misto di religioni prese al chilo, chiamando la Santa Vergine “meticcia” e sminuendo il ruolo di Gesù che è e sempre sarà il Re dei Re. Al golpista vaticano (gesuita e sudamericano) dà manforte, a Palazzo Chigi, un altro allievo dei gesuiti, Mario Draghi, con il suo buon Figliuolo, alpino, per colonnello… Il passo di questi e di quelli adesso, dopo aver chiuso le chiese, sudato le mani nelle poltiglie disinfettanti che profanano il Corpo di Gesù, proibito le messe dei sacerdoti in visita a San Pietro, è attaccare la messa tridentina, alla quale si abbevera la devozione di tanti che ancora oggi, nonostante tutto, vogliono rimanere fedeli a Nostro Signore. E io con loro, ben ferma come le mie isole sarde, nonostante il gioco delle correnti…

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Ecco il collegamento per il libro in italiano.

And here is the link to the book in English. 


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11 commenti

  • Giuliano ha detto:

    Simpatico e coraggioso articolo che non esclude la nota affinità con i golpisti del don Imbroglio sudamericano. Bello l’excursus storico che prevede una conoscenza di nomi che le scuole attuali ignorano; nel filo avrei gradito un accenno ai Templari ma l’intento di arrivare ad inquadrare l’ordine del papa nero era difficile in così poche righe.

  • Antonella ha detto:

    È proprio così cara Benedetta, quelli che sono allenati a certi sistemi di potere non battono ciglio nell’esecuzione di un compito per cui hanno ricevuto incarico, tanto meno provano indignazione quando le condizioni degenerano al punto da negare ogni valore morale che possa in qualche modo ristabilire la difesa di una vita, della sua dignità umana, della fede stessa per cui si è sottoscritto un testamento.
    Da insegnante posso dire di avere incontrato tanti alunni coinvolti in patti più grandi di loro perché risucchiati senza volerlo da mafie assunte a famiglie nel tempo…..
    Erano consapevoli della propria condanna e agivano di conseguenza secondo la più infame delle necessità: uno stato assente, dove il confine spesso è così opaco da diventare un solo grande totem. Si è scoperto in anni di lotte che esiste un lavoro sofisticato sul rischio, basterebbe portarlo avanti in modo serio e nel raccordo delle istituzioni che funzionano…. quando ci sono.
    Oggi si svenano a documentare l’impossibile per dimostrare percorsi formativi ben retribuiti, ma assenti di tutto quello che serve al recupero di un’esistenza destinata altrimenti a soccombere, una farfalla a cui sono state tolte le ali da quando è venuta fuori dal bozzolo.
    La finzione vince contro ogni realistica prova di sopravvivenza.
    Il disagio e l’abbandono segna i quartieri inquinati da mafie, mentre altre caste istituzionali giocano a mimarle, siglando lo stesso patto dei clan nei palazzi finanziari di logge settarie, evitando di mettere a rischio la propria pelle, vivono in cupole protettive come una botte di ferro e ordinano senza battere ciglio la morte, come dato statistico di un programma che la include per il perseguimento di fini superiori ritenuti oggi indispensabili se vogliamo correre con i 5G e lavorare sulla transizione ecologica, rendendo così efficiente il comando con un microchip, quello che solo pochi anni fa sarebbe stato vietato come crimine umano.
    Chi è abituato alle mattanze, ai voli della morte, … alle operazioni di sistema funzionali alla cosiddetta prassi, si è così bene adattato all’orrore da trovare semplice lo sdoppiamento, nel suo ruolo il trasformismo è un gioco. Addio sensi di colpa, rimorsi di coscienza, appelli morali, domande di fede, …. per queste reclute sono già cancellate da tempo, e sostituite da altre leggi, fedi, ideologie. Per tali ragioni eletti.
    Non conoscono l’uomo, la sua identità gli è ignota, brancolano nel buio che divorera’ presto o tardi anche loro, a noi resistere, se lo vogliamo, per una lotta apocalittica che ha in Cristo la roccia, nostro Davide per sempre.

  • Veronica Cireneo ha detto:

    Bella l’analisi dei commessi di inferiorità che si mascherano da superiorita’ grazie.

    Cercando la data, top secret, dell’incontro di Astana, non ho trovato nulla.
    Lei dice che sarà tra il 15 e il 16?

    Non saprei. Ma potrebbe già essersi svolto…
    Qualcuno parlava del 6 giugno

  • PATER LUIS EDUARDO RODRÍGUEZ RODRÍGUEZ ha detto:

    Ahh mi consenta darglie del “carissima” gentilissima Benedetta del Vito. Martedì scorso pure commentai suo racconto del suo giardino, come io da quello dei miei, trovai un serpente.

    Mi permetto darglie del carissima, perche accade come quando ogni tanto qualcuno mi dice “ah padre, non sa quanto mi ha aiutato sua predica”…ed io li dico, che leggendo suoi luminosi articoli, sempre m’aiuta tanto…come lo scorso, o questo, dalla casa sarda, dei suoi, perche quello che li commentavo volta scorsa, facendo il giardino del mio padre, non trovando più giardinaio, mi sono mezzo a farlo io…l’ ultimo chiamato “Francisco” e non è un nome di fantasia, si mi presentò in parrocchia disperato perche non “aveva per sfamare i figli”, ed io qui, non ho nemmeno un metro di verde…tutto attorno sono case dei poveri, come in Brasile e voi capite, chiamano “favelas”. Dunque subito ho fatto fare lavori qui lper aiutarlo e dopo sapendo fa i giardini, l’ inviai a casa dei miei, e l’ abbiamo pagato il triplo del normale, dicendoli chiaramente era per aiutarlo. Quello molte volte durante tre anni…(e guardi qui non entra un dollaro nemmeno al mese!). Invece ultima volta dietro mie spalle ha chiesto di più alla mia anziana mamma vedova, di 90 anni. Lei mi telefonò dicendolo e subito io a lui chiarendoli. Dopo se ne andò insultando mia mamma chiamandola “oligarca”; disprezzo che ripeteva fino la diavolica morte il chávez, che avvelenò nell’ animo di tutti questi “poveri” questi vili sentimenti, come mai prima si comportavano così.

    Lei mi fa tanto bene, perche con suoi talenti ci fa trasportare nella sua casa sarda, ed io che qui non ho nemmemo un metro di verde, ci porta tutto il mare della Sardegna, e con esso l’ordine meraviglioso dei suoi racconti. Non si preoccupi per i tanti trolls che pure girano tra i commentatori qui a SC, come ben dice, si credono la sanno meglio di lei…ieri uno se l’ ha pressa con la pure brava Veronica Cireneo, dicendoli “allora non ha capito niente”….sono così che perfino nell’anonimato si credono la sanno meglio degl’ altri, pieni di risentimenti, ferite, COMPLESSI…lo sa bene che i complessi d’inferiorità vengono sempre coperti con complessi di superiorità. Non dicono la loro per partecipare, ma devono solo schifosamente prendere ogni occasione per sfogare loro complessi di superiorità.

    Fatta l’ analissi dalla sua casa sarda, oltre che è ineccepibile, al contempo ci dona tanta Speranza, con tutto il sole del sud, dei raggi della mente retta. Mi scusi mio povero italiano…pure mi hanno insultato parecchio qui per esso…ma non ho complesso d’ inferiorità per con quello poco che so dell’ amatissima vostra lingua, non communicarmi, ne complessi di superiorità, per correre a google translator e fare una traduzione migliore di questo che a Lei sprimo, e non ad altri, per far credere che sono un Dante venezueliano.

    Grazie carissima! Ed attenti all’impostore di questo COLPO DI STATO VATICANO, se andrà a Satana (anche se è ogni minuto da lui) , tra 15 e 16.6 (Coperta come “Astana”).

    ET EXPECTO TRIUMPHUM CORDIS IMMACULATI MARIÆ.
    DIO LA BENEDICE, BENEDETTA!

    • PATER LUIS EDUARDO RODRÍGUEZ RODRÍGUEZ ha detto:

      Mi scusi, volevo aggiungere:
      790° DIES NATALIS DI S. ANTONIO DA LISBONA-PADOVA
      104° SECONDA APPARIZIONE MADONNA DEL ROSARIO A FATIMA
      92° VISIONE DELLA SANTISSIMA TRINITÀ A SR. LUCIA DELL’ IMMACOLATO CUORE, DI FATIMA, A TUY.
      9° DIES NATALIS DI SANTA CHIARA CORBELLA PETRILLO.

      • PATER LUIS EDUARDO RODRÍGUEZ RODRÍGUEZ ha detto:

        Ogni volta che ci sono stato a Roma, negl´ultimi anni, sempre mi reco a pregare nella miniera…sepolcro di Maria Grazia, Davide Giovanni e Chiara Corbella Petrillo.

      • Milli ha detto:

        Grazie Padre Luis Eduardo , per la sua testimonianza, che ci fa conoscere un poco il suo paese e …anche le altre persone.