La Messa Tridentina Avversata: Minaccia Clericalismo e Culto della Personalità.

11 Giugno 2021 Pubblicato da 42 Commenti

 

Marco Tosatti

Carissimi Stilumcuriali, ci sembra interessante offrivi, nella nostra traduzione, questo bellissimo articolo del prof. Fratantuono, apparso su One Peter Five, e che ha come tema la messa di sempre, e i possibili motivi per cui viene avversata da molti. Buona lettura.

§§§

 

Era un sabato pomeriggio d’estate. Era luminoso e soleggiato. Era una messa di “veglia del sabato” per qualche domenica verde o altro. Avevo dodici anni.

Il celebrante era il vescovo diocesano, Theodore McCarrick. Stava facendo una visita parrocchiale.

I miei ricordi di quel sabato in chiesa erano vividi anche prima che “zio Ted” diventasse un paria ecclesiastico giustamente vilipeso. I miei ricordi di quella messa erano vividi perché fu una delle tante occasioni simili in cui arrivai ad apprezzare ciò che esattamente mi preoccupava spesso della celebrazione dei riti liturgici post-conciliari riformati, anche da bambino.

Era il culto della personalità. Era il fatto che le liturgie erano simili a dei talk show, con un ospite prominente e troppo amplificato. Ed era il suo show, dall’inizio alla fine. Per tutta l’enfasi sulla “piena, consapevole e attiva partecipazione” alla liturgia, era il suo show.

Theodore McCarrick era affascinante. Non ricordo nulla del contenuto della sua omelia, se non che era introdotta da battute che non ho trovato particolarmente divertenti.  È stata un’omelia irrilevante certamente, vivace e anodina.

Ma McCarrick è stato un ammaliatore. Chiacchierava con tutti in sacrestia prima della messa: i preti, i ministri laici, quelli di noi che servivano alla liturgia. Alcuni dei parroci pregavano prima della Messa, in privato o in cerchio con i ministri. McCarrick non mi sembrava, a dodici anni, particolarmente orante. Mi ricordava i politici che vedevo in televisione, o gli attori sul palco o sul set.

Il fascino di McCarrick era in piena mostra ogni volta che il Messale rivisto riportava la caratteristica rubrica di Bugnini sull’uso di “parole simili”. Il suo invito al rito penitenziale. La sua introduzione al Pater Noster. La Pax. La consegna era come quella di un attore determinato a convincere il suo pubblico di sincerità, empatia e immanenza. McCarrick era un maestro del contatto visivo liturgico. Laddove i messali dell’era tridentina potevano prescrivere di abbassare gli occhi qua e là, era raro che McCarrick togliesse mai gli occhi dall’assemblea. Sono arrivato a pensare, in quel pomeriggio d’estate, che la Preghiera Eucaristica II era così popolare non solo per la sua brevità, ma perché la maggior parte dei sacerdoti l’aveva memorizzata e poteva recitarla mentre fissava come se fosse nell’anima dei loro fedeli.

Fu solo anni dopo, all’università, che venni a conoscenza del fenomeno della cosiddetta Messa privata, recentemente vietata nella Basilica di San Pietro per fiat dei tirapiedi pontifici. Per un po’ di tempo ho servito la messa per alcuni gesuiti in pensione che “dicevano la messa” ogni mattina. Le messe erano in inglese o in latino. Essi

erano Novus Ordo o anche, a volte per alcuni sacerdoti, Tridentine. Indipendentemente dal messale usato, erano sempre ad orientem. I celebranti erano di tutto il mondo politico e teologico; alcuni erano ardenti liberali e altri erano conservatori altrettanto appassionati.

La liturgia li univa, e quei pochi di noi che avevano la fortuna di partecipare alle loro messe. Era di preghiera. Non era incentrata su di loro o su di noi, ma sull’augusto sacrificio. A loro non importava un chierichetto, anche se la Messa si svolgeva con o senza di esso. Non gli importava che ci fosse qualche studente, ma la Messa si celebrava sia che ce ne fossero due o nessuno. Tranne il mormorio silenzioso delle risposte, non cambiava nulla a seconda della grandezza o della mancanza di una congregazione.

Semplicemente accadeva.

Non so se tali liturgie hanno ancora luogo man mano che i gesuiti invecchiano e passano, ma spero che sia così. Avevano un senso. Erano eminentemente cattoliche. Stavano facendo un bene immenso per il mondo nelle ombre tranquille delle mattine sommesse.

E non c’era nessun culto della personalità in mostra. Piuttosto, uomini di diverse inclinazioni erano sussunti in una liturgia insieme a chiunque potesse unirsi a loro.

La Messa post-conciliare è più suscettibile al culto della personalità proprio perché è più probabile che sia celebrata versus populum e in vernacolo, e perché è carica di un sistema di rubriche che permette improvvisazioni in vari punti dell’azione. È sovraccarica di così tante opzioni che il celebrante è spesso in ampia libertà di scegliere i testi che gli piacciono.

La Messa post-conciliare non deve necessariamente diventare l’equivalente del sabato pomeriggio di un talk show, ma non ci si deve sorprendere quando lo fa. Non sorprende nemmeno che ci sia opposizione alle Messe “private”, anche quelle che usano il messale paolino. Il programma di Bugnini – ampiamente documentato nella sua massiccia apologia sulla riforma della liturgia – è stato progettato per liberare i chierici dai vincoli delle rubriche, e per inaugurare l’era del presbitero popolare, il celebrante affascinante. Il celebrante affascinante che è, comunque, il responsabile di tutta la faccenda.

Al contrario, la cosiddetta Messa tridentina fa di tutto per sopprimere la personalità individuale del prete. Quell’esperienza infantile del sabato estivo dell’Ora dello zio Ted mi ha fatto pensare a come fossero le Messe tridentine di McCarrick nei primi anni del suo sacerdozio, in cui solo il sermone dava la possibilità alla sua personalità di essere esposta in modo pervasivo.

Questo saggio è stato composto nell’ennesimo giorno in cui si vocifera che le disposizioni del Summorum Pontificum possano essere annullate o riviste. La Messa tridentina è disprezzata da alcuni per molte ragioni. Per molti la sua celebrazione implica una mancanza di rispetto per l’autorità: se nessuno avesse disobbedito a Paolo VI, pensano, oggi non ci sarebbero queste messe. Per altri, la teologia implicita ed esplicita in ogni pagina del Messale è problematica. Alcuni hanno un’avversione appassionata per qualsiasi cosa che considerano lontanamente intellettuale o che rievochi qualsiasi cosa pensino possa essere la cultura d’élite. Per altri ancora, l’hodiernum tempus del Concilio Vaticano II è il giorno senza fine, e la stessa Messa che veniva celebrata quotidianamente durante il suddetto Concilio è in qualche modo l’incarnazione dell'”opposizione” allo “Spirito” (occupato e sovraccarico) dello stesso.

Ma la ragione principale dietro l’antipatia, sospetto, è che la Messa tridentina minaccia il culto della personalità. Toglie la mentalità da pubblico prigioniero della tipica liturgia del fine settimana, dove un preside presiede con amplificazione, battute, un flusso costante di parole pronunciate con l’intensità di un attore, e quell’immancabile contatto visivo. Toglie il clericalismo dei laici, dove al Padre è permesso finalmente di praticare la respirazione aerobica mentre una miriade di ministri si assicura che il pubblico prigioniero non sia mai senza parole da assorbire. Toglie la possibilità a un attore affascinante di praticare l’improvvisazione di riti sia penitenziali che pacifici.

È, in definitiva, una liturgia intollerante al narcisismo.

“Religione” viene dal latino religio, che significa legare, legare. Il messale tridentino frena i peggiori impulsi del clericalismo che si manifestano nel culto della personalità dell’affabile presbitero. Il messale tridentino è democratico: non ossessiona scrupolosamente ogni minima postura dei suoi fedeli riuniti. Il messale tridentino non richiede riunioni di comitato per decidere come esattamente creare una liturgia “significativa” per una data domenica o festa.

Ho imparato molto da una messa di McCarrick su ciò che può andare molto male nella liturgia post-conciliare. Ho imparato molto dalle messe dei gesuiti in pensione sulla natura stessa della liturgia, in effetti più di quanto abbia imparato leggendo studiosi di diverse inclinazioni teologiche e politiche.

La Messa tridentina è sopravvissuta a Bugnini e ai suoi uomini non così allegri, in gran parte grazie alla passione e all’impegno di un arcivescovo francese che conosceva l'”odore delle pecore” più di molti sostenitori della liturgia progressista di allora o di oggi. La Messa tridentina sopravviverà a coloro che oggi e domani vogliono vederla relegata nella pattumiera della storia. La Messa tridentina rimane il miglior antidoto contro la tendenza troppo comune a soccombere al culto della personalità, e questo, direi, è il motivo per cui per alcuni deve essere abolita una volta per tutte.

Il dottor Lee Fratantuono si è laureato in lettere classiche alla Holy Cross, al Boston College e alla Fordham. È autore di oltre una dozzina di libri e di una sessantina di articoli sulla letteratura greca e latina e sulla storia romana, compresi i commenti ai libri di Virgilio, Ovidio e Tacito, e le monografie su Lucrezio e Lucano.

§§§




Ecco il collegamento per il libro in italiano.

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42 commenti

  • Il Matto ha detto:

    Chiedo scusa … cerco di esprimermi il più educatamente possibile:

    posso dire che a me del Vangelo come è stato rivelato alla Valtorta non importa un fico secco?

    • Milli ha detto:

      Caro Matto, le posso dire con sincerità che non sa cosa si perde?
      Chi ha letto il libro (anzi , i libri , visto che sono 10 volumi) ha ottenuto un incremento di Fede e Amore nei confronti di Gesù e Maria in un modo in cui nessun filosofo-teologo potrebbe riuscire.
      Visto che mi è simpatico, la invito a leggere qualche capitolo, anche a scelta.
      Le consiglio questo sito:
      https://scrittivaltorta.altervista.org/per_volume.htm
      Qui può vedere tutti i capitoli e scegliere. In fondo c’è la casella “personaggi” , volendo può cliccare e approfondire solo un personaggio in particolare.

      Se ancora non è convinto, è uscito da poco il libro:

      “La Cattedrale di Maria Valtorta. Una guida all’Opera della grande mistica”
      È anche scaricabile su Amazon…
      Provi ad accantonare per un momento i filosofi depressi o

    • Milli ha detto:

      (Scusate ogni tanto clicco per sbaglio su Invia e interrompo il commento)
      Dicevo, accantoni i filosofi depressi (uno a caso, Cioran) e legga qualcosa che potrebbe (chissà) farle bene al cuore.
      Provare non costa nulla…
      Saluti

      • Il Matto ha detto:

        La ringrazio molto, carissima Milli. Anche per la simpatia che mi riserva. Ne sono onorato. Sa, non capita tutti i giorni, che un Matto susciti simpatia.

        Come Lei sa, io sono un divulgatore (fallito in pieno 🤠) del Raccoglimento Silenzioso, che, almeno per me, rappresenta la forma di preghiera più eterea. Quindi i 10 volumi (oddio, no!) mi gettano nello sgomento solo a parlarne. Milioni di parole …. brrrr!

        In ogni caso mi appunto il link che gentilmente mi ha indicato, cosicché in un momento di abbassamento della mia follia, cercherò di consultarlo.

        Dei “filosofi depressi” (che non mi deprimono affatto ed anzi mi esaltano) ne parleremo un’altra volta.

        Grazie ancora ed un saluto cordialissimo.

        • Milli ha detto:

          Grazie per le sue gentili parole, aggiungo solo che non c’è da spaventarsi per i tanti volumi, sono di facile e “visiva ” lettura, tranne nei punti in cui spiega alcuni concetti (es. Le Beatitudini).
          Saluti

    • Guglielmo da Baskerville ha detto:

      Se tale rivelazione fosse contraria ai Vangeli canonici la sua opinione sarebbe comprensibile. Dato che non risulta
      che sia contraria, ma semmai un ampliamento, la sua opinione è singolare, anche alla luce dell’epilogo di Giovanni “Gesù compi molti altri segni (…) il mondo intero non basterebbe a contenere i libri che si dovrebbero scrivere”.

      Noto comunque che lei riferendosi a quanto lasciatoci dalla
      Valtorta ha scritto “Vangelo” e non “vangelo”…

      • Il Matto ha detto:

        Forse non ce n’è bisogno, ma mi viene da precisare che il mio disinteresse non è per disprezzo ma per saturazione di pensieri e parole, ciò che mia accade ormai da molti anni e che mi spinge fortissimamente verso il Silenzio, che per quanto mi riguarda, è il Maestro.

        La saturazione è dovuta al fatto che (parlo sempre per me) pensieri e parole non spiegano affatto quello che intendono spiegare: possono essere senz’altro utili, ma come orientamento, come approccio, come “trampolino di lancio”, ma poi occorre lasciarli andare , cioè svuotarsi. Con metafora zen: pulire lo specchio perché possa riflettere la Luce, che non è né pensiero né parola.

        Un saluto a Lei.

        • Boanerghes ha detto:

          D’altronde, anche chi medita i libri sacri, poi seguita nel silenzio e raccoglimento. Meditazione e raccoglimento. Ogni cosa ha il suo spazio ed il suo tempo.

  • : ha detto:

    «uno schematismo piuttosto rigido nella predicazione della dottrina cristiana».

    No. Semmai lo “schematismo rigido” (per usare l’espressione evidentemente diffamatoria; ma sarebbe più corretto dire la “struttura ben connessa nelle sue parti”) era nell’esposizione della Dottrina, non nella “predicazione”, o per meglio dire nel commento e nell’insegnamento, nel quale l’esposizione della Dottrina era solo la base – ma imprescindibile – della formazione cattolica.

    Perchè la formazione cattolica non può prescindere dall’acquisizione di nozioni che non debbano essere dimenticate od omesse per non parlare di fischi anziché di fiaschi, come purtroppo molto spesso capita oggigiorno anche in ambiente ecclesiale. Ed effettivamente, non mezzo secolo fa, ma ben di più, la Dottrina era esposta, per esempio col Catechismo di San Pio X: metodo infallibile per lasciare memoria delle conoscenze essenziali per chi intenda dirsi Cattolico. Poi uno poteva restare un Cattolico fervente, o tiepido, o anche divenire ateo, ma la conoscenza della Dottrina non veniva meno.

    Ed oggi?

  • Giuseppe ha detto:

    Qualcuno sa dove si celebra la messa tridentina qui in Puglia,provincia di Taranto?
    Grazie a chi potra’ rispondermi.

  • alessio ha detto:

    Oggiù ,non so voi ,
    ma io sono stanco di essere
    offeso tutti i giorni dal pontefice
    argentino col pretesto della rigidità ; complimenti anche
    per il colpo di teatro tra lui e il
    card. marx , tutto questo per
    dire al tedesco: bravo , continua
    così ; per loro due è scritto
    nella Bibbia : gli stranieri sono
    bugiardi e alzando la destra
    giurano il falso .
    Siccome il pontefice è partito
    in pompa magna contro i
    sacerdoti torturatori , superman ,
    rigidi , spiritualisti mi aspetto a
    breve un documento contro
    l’ Antico Rito , come anticipato
    su questo blog ; voglio ricordare
    ai signori cardinali che il silenzio
    è una virtù dei monaci e non
    loro .

    • Zuzz ha detto:

      Su gloria tv c’è una deliziosa vignetta in proposito. Si potrebbe riportare qui o si dovrebbero pagare i diritti di autore ?

      • Bastian contrario ha detto:

        Temo che Bergoglio sia rimasto a 50 anni fa. Quando effettivamente c’era uno schematismo piuttosto rigido nella predicazione della dottrina cristiana. Ma qualcuno dovrebbe comunicargli che tutto il lavoro di demolizione è già stato fatto. Ora bisogna ricostruire.

      • Marco Tosatti ha detto:

        Metta il link.

  • daouda ha detto:

    E’ sempre ilare sentire o leggere che si celebri ad orientem quando il 90% delle volte non è ed ancor peggio sentire o leggere le giustificazioni simboliste…la nostra religione è roba storica sempre non solo quando torna comodo.

    Non sarebbe più onesto e corretto scrivere : coram DEO?
    E non ci sarebbe da denunciare i mecenati del passato clericali e non che hanno osato costruire templi impropria mente a sfoggio di sè?

    Per il resto le omelie sono presenti anche nella santa messa latina pseudo antica ( messale del 62 ) , dove di solito , a seconda di chi capita, fra pietismo devozionale e fanatismo poltico, se ne possono sentire di tutti i colori , in nome di DIO sia chiaro, mai di se stessi.
    Convengo che capita anche in una santa messa antica tridentina ( pre 55 , quella che celebrano felici pochi od i vostri spauracchi sedevacantisi ), ma insomma mi sembra una futile accusa quella del personalismo giacché basterebbe seguire bene le rubriche, indipendentemente se oscene o no.

  • PATER LUIS EDUARDO RODRÍGUEZ RODRÍGUEZ ha detto:

    E come grande aspettativa al massimo pensavano fossero in 5.000. Dieci anni fa, come oggi SOLENNITÀ DEL SACRO CUORE DI GESÙ, invece siamo andati in 15.000 SACERDOTI con BENEDETTO XVI in Piazza San Pietro nella chiusura dell’ ANNO SACERDOTALE. Ma chi si lo ricorda…nemmeno si lo ricordò due anni e mezzo dopo, Benedetto XVI quando ci tradì per paura ai lupi feroci tipo macarrone immondo mccarrick, che erano e sono minoranza, ma con potere luciferino, ed anche come stà adesso ranchiuso, avrebbe fermato ancora quanto scattenato da questo COLPO DI STATO VATICANO, e con il gran bene del Summorum Pontificum, continuarebbe crescere tra quei 15.000 Sacerdoti modernisti che allora siamo andati 10 anni fa da lui.

    Grazie Dtt. Lee.

    ET EXPECTO TRIUMPHUM CORDIS IMMACULATI MARIÆ.

    Tra 40 minuti scendo in chiesa per celebrare con un bel gruppo, la SOLENNITÀ DEL SACRO CUORE, NEL RITO DI SEMPRE ED UNICO, GREGORIANO, TRIDENTINO, DI SAN PIO V. (Sì, alle 5.00 mattino qui in Venezuela).
    Da molti anni i 4 tomi dei breviari che ci regalarono nel mio Seminario a Roma, nella prima pagina scritto “Annibale Bugnini” li ho brucciati. E non è una parodia; li ho messo nel fuoco.

    • Veronica Cireneo ha detto:

      Li ha messi nel fuoco?
      Ha fatto bene! 👋👋👋

      La menzogna è il fuoco eterno, infatti, vanno a braccetto.

      Poi c’è il Fuoco del Sacro Cuore di Gesù, fornace ardente d’Amore, ma questa è un’altra storia… ❤️

      • PATER LUIS EDUARDO RODRÍGUEZ RODRÍGUEZ ha detto:

        💣💥fuoco vero, Vero. Non è metafora.

        E mi corrego: 11 anni fa, non 10, l’11.6.10 in Piaźa San Pietro.

      • Boanerghes ha detto:

        Sig. Veronica Cireneo nonché Zelote, il Signore non avrebbe bruciato nulla. Fin sulla croce ha invocato il perdono del Padre perché ” non sapevano quello che facevano”.
        Se vogliamo essere più duri di nostro Signore, non abbiamo capito proprio nulla.
        Brutta cosa disprezzare la S. Messa, qualunque essa sia, è pur sempre disprezzare il sacrificio di Cristo, indirettamente.
        San Francesco cercava i sacerdoti ” poverelli”, a loro ricorreva e cercava di recuperarli, quei sacerdoti concubini.
        È pur vero che i frati detrattori e non cattolici li mandava dal pugile di Firenze.
        Il trionfo del Cuore Immacolato di Maria non avviene e non si invoca col bruciare libri.
        E non si tiri fuori il sacro Cuore di Gesù, quasi a porre un sigillo di giustizia in simili atti.

        • Veronica Cireneo ha detto:

          Calma e stia allegro

          • Boanerghes ha detto:

            A leggere certi commenti non sono certo allegro.
            Visto che possiede l’Evangelo come mi è stato rivelato, rilegga e mediti molto i passi che si riferiscono alla Madre di Dio, così da imparare ed imitare l’umiltà di Maria santissima.

        • Milli ha detto:

          Sig. Boanerghes, li legga anche lei.

          • Boanerghes ha detto:

            l’Evangelo come mi è stato rivelato l’ho letto 4 o 5 volte, e continuo a leggerlo.
            I passi che si riferiscono in particolare alla Madre di Dio, li prediligo, come pure i commenti che Maria santissima detta alla Valtorta.
            Viene descritta la situazione della donna prima del peccato originale, la situazione dopo il peccato, e la straordinaria vita di Maria corredentrice, unica donna ad aver assaporato e vissuto quello che sarebbe stato di ogni donna senza il peccato di origine. Situazione veramente invidiabile.
            Lei si legga quello che dice Maria alle donne si oggi, nel primo volume.

          • Milli ha detto:

            Maria Valtorta l’ho letta anche io, lei ricorda l’esempio di Maria SS e i rimproveri alle donne di oggi, ma questo vale anche per gli uomini.
            Gesù dice:”Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello e non ti accorgi della trave che è nel tuo? …” Visto che vuole insegnare agli altri l’umiltà, la impari pure lei.

          • Boanerghes ha detto:

            Io non intendo insegnare l’umiltà a nessuno, sig. ra Milli, è Maria che la insegna. Come donna, è formidabile esempio di donna mite ed umile, per tutti. Ed è Lei che insegna alla donna di oggi ad essere pienamente se stessa.
            Tutte le più grandi sante sono state un esempio di questa umiltà ed un grande aiuto ai sacerdoti e vescovi. Penso a S. Ildegarda, S. Caterina da Siena S. Brigida, S. Veronica Giuliani, S. Elisabetta d’Ungheria, e tante altre.

        • Milli ha detto:

          Se Padre Luis Eduardo ha bruciato i messali NO non l’ha fatto in spregio alla Santa Messa o al S. Sacrificio, mi pare che lo capirebbe anche un bambino, visto che celebra tutti i giorni in latino.
          Ciò che non riconosce è l’intenzione umana di coloro che l’hanno cambiata e di certo sapevano quel che facevano.
          Si può essere d’accordo o no.

  • Nicola Buono ha detto:

    Certo poi ricevere la Santa Comunione in ginocchio e per giunta sulla lingua deve essere intollerabile per i modernisti…ma Gesù come ha rivelato a Padre Fredy Fuentes Herrera durante una Santa Messa a Bogota vuole essere ricevuto degnamente…non solo in Grazia di Dio ma anche nell’atto stesso che indica la Maestà di Chi stiamo ricevendo. Ecco il video di quanto accaduto a Bogota. Sono iniziate le indagini canoniche.

    http://blog.messainlatino.it/2021/04/sacerdote-in-colombia-da-questo-momento.html

    • Pierre Mary de Montamat ha detto:

      Un évêque italien a dit que c’est un abus de recevoir le Corps du Christ dans la bouche (bon, bien sûr, il n’a pas parlé de Corps du Christ !!!) car a-t-il expliqué, le Christ a dit ‘prenez !’

  • Nicola Buono ha detto:

    Io aggiungerei anche che nella Messa Tridentina il Tabernacolo con il Santissimo sta al Centro e non lateralmente ( nella navata destra o sinistra rispetto all’altare..) come nelle chiese moderne….e sono tante dove avviene questo orrore.

    • Giorgio ha detto:

      Nella parrocchia che frequento io, non molto tempo fa è stato annunciato che, finalmente, il Tabernacolo che finora é stato collocato davanti all’altare, a sinistra di chi guarda, mentre al lato opposto è stato collocato il Leggio, sarebbe stato sistemato nel posto giusto! Questa è stata la soluzione adottata una ventina di anni fa – seguendo le direttive ufficiali in materia – quando è stata ristrutturata la Chiesa ed è stato eretto l’altare secondo il cosiddetto novus ordo! Ma i salesiani, che gestiscono la parrocchia, hanno sottratto la presenza del Tabernacolo dall’attenzione di tutti e, finalmente, chiedendo ossessivamente il contributo pecuniario ai fedeli, hanno trovato la soluzione spostandolo in un angolo laterale (qui non esistono le cappelle laterali!) dove tenevano le statue!
      In questo modo è stato “messo all’angolo” o, se preferite, “tolto di mezzo” il Padrone di casa! E in più, in questo angolo non vi è stato messo un inginocchiatoio ma delle sedie per potersi sedere a contemplare lo spettacolo (visivamente sembra l’angolo di un museo dove si espone un quadro!).
      La chiesa è stata trasformata in una sala dove si da spettacolo della “mensa del signore”!
      Entrando in chiesa – hanno spiegato – non si fa più la genuflessione (a chi?) ma solo un inchino (a chi?).
      E il tutto è stato presentato come il raggiungimento di un traguardo!
      Che orrore.

      • Luciano Motz ha detto:

        Una decina d’anni fa, sono entrato nella modernissima, e allora appena aperta al rito, chiesa della Parrocchia di Santa Caterina da Siena, a Trieste. Mi colpì l’arredo, molto curato e addirittura lussuoso, cercai il tabernacolo per genuflettermi, ma non lo vidi. Poi scopersi che era relegato in una cappellina a fianco dell’altare. Entrai nella saletta del tabernacolo e cercai invano un inginocchiatoio: non ce n’era neppure uno, tutti i sedili ne erano privi!
        Lo stesso giorno inviai una lettera sconsolata al Vescovo di allora, ma non ebbi risposta.
        Signor Boanerghes, non le sembra sia questo il peggior modo di disprezzare il sacrificio di Cristo?

        • Iginio ha detto:

          il “vescovo di allora” di Trieste non rispondeva nemmeno a chi gli mandava in dono un libro. Per combinazione, in quel libro erano descritti gli aspetti più problematici dell’antropologia contemporanea. Ma il “vescovo di allora” non poteva perdere tempo con queste quisquilie, poiché era molto aperto e democratico, sicché aveva dato in mano il settimanale diocesano ai soliti “cattolici adulti” e si preoccupava di non contraddire il Pd che da quelle parti faceva il bello e il cattivo tempo.
          Poi è arrivato a Trieste mons. Crepaldi. Risultato: i cattolicoidi locali lo hanno snobbato – favoriti in ciò da qualche ingenuità del Crepaldi medesimo, come l’introduzione di uno stemma asburgico e l’affidamento a personaggi pliniani delle attività culturali – e adesso godono del sotterraneo appoggio di Bergoglio, che ha invitato al famigerato sinodo della famiglia un parroco triestino senza nemmeno interpellare il suo vescovo,
          Trieste è uno dei regali in stile polpetta avvelenata della cosiddetta – non da me – “cattolicissima Austria” dei “cattolicissimi” Asburgo. La prima città italiana che della religione se ne fregava già a fine Ottocento, e dove bestemmiare è normale. Se non fosse stato per il triste arrivo dei profughi istriani e di persone da altre parti d’Italia, i signori triestini con la Chiesa avevano chiuso da un pezzo.

      • Iginio ha detto:

        Non credo ai miei occhi! Qualcuno che critica i salesiani! Non sono il solo a farlo! Erano mesi che aspettavo che qualcun altro lo facesse. Alla buon’ora!

  • Enrico Nippo ha detto:

    Bersaglio centrato,

    Il novus ordo è impregnato (irrimediabilmente) della giacobina “libertà, uguaglianza, fraternità”, panzana rivoluzionaria che scimmiotta (quindi ha padre il diavolo)
    le istanze cristiane che si collocano su di un piano ben superiore.

    ABOLIRE IL NOVUS ORDO è l’unico rimedio allo sfacelo cattocomunista e gender che sta dilagando.

    • Veronica Cireneo ha detto:

      Ma vedrai che si saranno sbagliati!
      Sicuramente è il novus ordo che vogliono abolire.

      Ci sarà stato un errore di battitura.

      Anche il t9 del v@ticano,non è che funziona sempre bene, vero? 😄

    • Milli ha detto:

      Se va avanti così, potrebbero abolire sia Novus Ordo che il Vetus Ordo.
      Lo scorso anno, complice il Coviddi , hanno fatto le prove generali. 😕

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