Viganò. Considerazioni sulla paventata modifica del Motu Proprio Summorum Pontificum

9 Giugno 2021 Pubblicato da 41 Commenti

Marco Tosatti

Marco Tosatti

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, riceviamo e volentieri offriamo alla vostra attenzione e riflessione questo dell’arcivescovo Carlo Maria Viganò. Buona lettura.

 

§§§

Considerazioni

sulla paventata modifica del Motu Proprio

Summorum Pontificum

In occasione del Simposio di Filosofia dedicato alla memoria di Mons. Antonio Livi, che si è tenuto a Venezia lo scorso 30 Maggio (qui), ho cercato di individuare gli elementi che ricorrono costantemente, lungo la Storia, nell’opera di inganno del Maligno. In quella mia disamina (qui) mi ero focalizzato sulla frode pandemica, mostrando come le ragioni addotte per giustificare misure coercitive illegittime e non meno illegittime limitazioni delle libertà naturali, fossero in realtà delle prophasis, ossia delle motivazioni apparenti volte a celare un intento doloso e un disegno criminale. La pubblicazione delle mail di Anthony Fauci (qui) e l’impossibilità di censurare le sempre più numerose voci di dissenso rispetto alla narrazione mainstream hanno confermato la mia analisi e ci lasciano sperare in una sconfitta plateale dei fautori del Great Reset.

In quell’intervento mi ero soffermato, se ricordate, sul fatto che anche il Concilio Vaticano II  fu in un certo modo un Great Reset per il corpo ecclesiale, al pari di altri eventi storici pianificati e pensati per rivoluzionare il corpo sociale. Anche in quel caso, infatti, le scuse addotte per legittimare la riforma liturgica, l’ecumenismo e la parlamentarizzazione dell’autorità dei Sacri Pastori non erano fondate sulla buonafede, ma sull’inganno e sulla menzogna, in modo da farci credere che il bene certo a cui rinunciavamo – la Messa apostolica, l’unicità della Chiesa per la salvezza, l’immutabilità del Magistero e l’Autorità della Gerarchia – potesse essere giustificato da un bene superiore. La qual cosa, come sappiamo, non solo non è avvenuta (né poteva avvenire), ma si è anzi manifestata in tutta la sua dirompente valenza eversiva: le chiese sono vuote, i seminari deserti, i conventi abbandonati, l’autorità screditata e pervertita in tirannide a vantaggio dei cattivi Pastori o resa inefficace per i buoni. E sappiamo anche che lo scopo di questo reset, di questa devastante rivoluzione era sin dall’inizio iniquo e doloso, ancorché ammantato di nobili intenti per convincere fedeli e Clero all’obbedienza.

Nel 2007 Benedetto XVI riconobbe pieno diritto di cittadinanza alla veneranda liturgia tridentina, restituendole quella legittimità che con un abuso le era stata negata per cinquant’anni. Nel suo Motu Proprio Summorum Pontificum egli dichiarò:

Perciò è lecito celebrare il Sacrificio della Messa secondo l’edizione tipica del Messale Romano promulgato dal B. Giovanni XXIII nel 1962 e mai abrogato, come forma straordinaria della Liturgia della Chiesa. […] Per tale celebrazione secondo l’uno o l’altro Messale il sacerdote non ha bisogno di alcun permesso, né della Sede Apostolica, né del suo Ordinario (qui).

In realtà la lettera del Motu Proprio e dei documenti attuativi non fu mai applicata completamente e i cœtus fidelium che oggi celebrano nel rito apostolico continuano a rivolgersi al proprio Vescovo per averne il permesso, applicando in sostanza il dettato dell’Indulto del precedente Motu Proprio Ecclesia Dei di Giovanni Paolo II. Il giusto onore in cui dovrebbe esser tenuta la liturgia tradizionale fu moderato dalla sua equiparazione alla liturgia della riforma postconciliare, dall’esser definita quella forma straordinaria e questa forma ordinaria, come se la Sposa dell’Agnello potesse aver due voci – una pienamente cattolica e una equivocamente ecumenica – con le quali rivolgersi ora alla Maestà divina ora all’assemblea dei fedeli. Ma è altresì indubbio che la liberalizzazione della Messa tridentina abbia fatto tanto bene, alimentando la spiritualità di milioni di persone e avvicinando alla Fede molte anime che nella sterilità del rito riformato non trovavano alcuno sprone né alla conversione né tantomeno alla crescita interiore.

Lo scorso anno, con il tipico comportamento dei Novatori, la Santa Sede ha inviato alle Diocesi dell’Orbe un questionario nel quale si chiedevano informazioni sull’applicazione del Motu Proprio di Benedetto XVI (qui): la formulazione stessa delle domande tradiva, ancora una volta, un secondo fine; e le risposte che sono state inviate a Roma dovevano creare la base di apparente legittimità per condurre ad una limitazione del Motu Proprio, se non addirittura alla sua totale abrogazione. Certamente, se sul Soglio sedesse ancora l’autore del Summorum Pontificum, quel questionario avrebbe consentito al Pontefice di ricordare ai Vescovi che nessun sacerdote deve chiedere il permesso per celebrare la Messa in rito antico, né esser per questo rimosso dal ministero. Ma l’intenzione reale di chi ha voluto interpellare gli Ordinari non pare risiedere nella salus animarum, bensì nell’odio teologico verso un rito che esprime con chiarezza adamantina la Fede immutabile della Santa Chiesa, e che per questo è alieno all’ecclesiologia conciliare, alla sua liturgia e alla dottrina che essa presuppone e che veicola. Non vi è nulla di più opposto al cosiddetto magistero del Vaticano II della liturgia tridentina: ogni preghiera, ogni pericope – come direbbero i liturgisti – costituisce un affronto alle orecchie delicate dei Novatori, ogni cerimonia è un’offesa ai loro occhi.

Il solo tollerare che vi siano Cattolici che vogliano abbeverarsi alle sacre fonti di quel rito suona per essi come una sconfitta, sopportabile solo se essa è limitata a gruppuscoli di anziani nostalgici o di eccentrici esteti. Ma se la forma straordinaria – che è tale nel senso comune del termine – diventa la normalità per migliaia di famiglie, di giovani, di persone comuni e consapevoli della propria scelta, essa diventa una pietra di scandalo e va implacabilmente avversata, limitata, abolita; poiché non ci dev’essere alcun contraltare alla liturgia riformata, nessuna alternativa allo squallore dei riti conciliari, così come dinanzi alla narrazione mainstream del globalismo non vi può essere voce di dissenso o argomentata confutazione; o dinanzi agli effetti collaterali di un vaccino sperimentale non si possono adottare cure efficaci che ne dimostrerebbero l’inutilità.

Né possiamo stupircene: chi non viene da Dio, è insofferente a tutto ciò che ricorda anche remotamente un’epoca in cui la Chiesa Cattolica era governata da Pastori cattolici, e non da Pastori infedeli che abusano della propria autorità; un’epoca in cui la Fede era predicata nella sua integrità alle genti, e non adulterata per compiacere il mondo; un’epoca in cui chi aveva fame e sete di Verità era nutrito e dissetato da una liturgia terrena nella forma ma divina nella sostanza. E se tutto ciò che fino a ieri era santo e buono oggi è condannato e fatto oggetto di scherno; consentire che ancora oggi ne rimanga traccia è inammissibile e costituisce un intollerabile affronto. Perché la Messa tridentina tocca corde dell’anima che il rito montiniano non osa nemmeno sfiorare.

Ovviamente quanti manovrano dietro le quinte vaticane per eliminare la Messa cattolica sono coloro che nel Motu Proprio vedono compromessa l’opera di decenni, minacciato il possesso di tante anime che oggi tengono soggiogate, e indebolita la loro tirannide sul corpo ecclesiale. Gli stessi sacerdoti e vescovi che come me hanno riscoperto quel tesoro inestimabile di fede e spiritualità – o che per grazia di Dio non l’hanno mai abbandonato, nonostante la feroce persecuzione del postconcilio – non sono disposti a rinunciarvi, avendo trovato in esso l’anima del loro Sacerdozio e l’alimento della loro vita soprannaturale. Ed è inquietante, oltre che scandaloso, che dinanzi al bene che la Messa tridentina porta alla Chiesa vi sia chi vuole vietarla o limitarne la celebrazione, sulla base di ragioni pretestuose.

Eppure, se ci mettiamo nei panni dei Novatori, comprendiamo quanto ciò sia perfettamente coerente con la loro distorta visione della Chiesa, che non è società perfetta gerarchicamente istituita da Dio per la salvezza delle anime, ma società umana in cui un’autorità corrotta e asservita all’élite asseconda ed anzi orienta le esigenze di vaga spiritualità della massa, rinnegando lo scopo per cui Nostro Signore l’ha voluta; e in cui i buoni Pastori sono costretti all’inazione dalle pastoie burocratiche cui sono i soli a obbedire. Questa empasse, questo vicolo cieco giuridico, fa sì che l’abuso dell’autorità possa imporsi ai sudditi proprio in virtù del fatto che questi riconoscono in essa la voce di Cristo, anche dinanzi all’evidenza della malvagità intrinseca degli ordini impartiti, delle motivazioni che li determinano e degli stessi soggetti che la esercitano. D’altra parte, anche nell’ambito civile, durante la pandemia, molti hanno obbedito a norme assurde e dannose perché erano state loro imposte da medici, virologi e politici che dovrebbero avere a cuore la salute e il benessere dei cittadini; e molti non hanno voluto credere, nemmeno dinanzi all’evidenza del disegno criminale, che costoro potessero volere positivamente la morte o la malattia di milioni di persone. È quella che gli esperti di psicologia sociale chiamano dissonanza cognitiva, la quale induce i singoli a rifugiarsi in una confortevole nicchia di irrazionalità piuttosto che riconoscersi vittime di un colossale inganno e dover quindi reagire virilmente.

Non chiediamoci quindi per quale motivo, davanti al moltiplicarsi delle comunità legate all’antica liturgia, al fiorire di vocazioni quasi esclusivamente nell’ambito del Motu Proprio, all’incremento della frequenza ai Sacramenti e alla coerenza di vita cristiana di quanti lo seguono si voglia sciaguratamente conculcare un diritto inalienabile e ostacolare la Messa apostolica: la domanda è sbagliata e la risposta sarebbe fuorviante.

Chiediamoci piuttosto per quale motivo degli eretici notori e dei fornicatori senza morale dovrebbero tollerare che i loro errori e la loro condotta di vita deplorevole siano messi in discussione da una minoranza di fedeli e chierici senza tutele, quando hanno il potere di impedirlo. A quel punto comprendiamo bene che questa avversione non può non esplicitarsi proprio e soltanto nel porre fine al Motu Proprio, abusando di un’autorità usurpata e pervertita. Anche ai tempi della pseudoriforma protestante la tolleranza verso alcuni usi liturgici radicati nel popolo ebbe vita breve, perché quelle devozioni per la Vergine Maria, quegli inni in latino, quei suoni di campanello all’Elevazione – che Elevazione non era più – dovevano per forza di cose scomparire, essendo espressione di una Fede che i seguaci di Lutero avevano rinnegato. E sarebbe assurdo sperare che vi possa essere una pacifica convivenza tra Novus e Vetus Ordo, così come tra Messa cattolica e Cena luterana, vista l’incompatibilità ontologica che vi è tra loro. A ben vedere, la sconfitta del Vetusauspicata dai fautori del Novus è quantomeno coerente con i loro principi, esattamente come dovrebbe esserlo la sconfitta del Novus da parte del Vetus. Sbagliano quindi quanti credono possibile tenere insieme due forme opposte di culto cattolico, in nome di una pluralità di espressione liturgica che è figlia della mentalità conciliare né più né meno dell’ermeneutica della continuità.

Il modus operandi dei Novatori emerge ancora una volta in questa operazione contro il Motu Proprio: prima alcuni tra i più fanatici oppositori della liturgia tradizionale lanciano come provocazione l’abrogazione del Summorum Pontificum definendo la Messa antica come “divisiva”; poi la Congregazione per la Dottrina della Fede chiede agli Ordinari di rispondere ad un questionario (qui), le cui risposte sono praticamente preconfezionate (la carriera del Vescovo dipende dal modo in cui egli asseconderà ciò che riferirà alla Santa Sede, perché del contenuto del questionario verranno a conoscenza anche alla Congregazione dei Vescovi); quindi, con noncuranza, durante una riunione a porte chiuse con i membri dell’Episcopato italiano, Bergoglio si dice preoccupato dei seminaristi «che sembravano buoni, ma rigidi» (qui) e della diffusione della liturgia tradizionale, sempre ribadendo che la riforma liturgica conciliare è irreversibile; ancora, egli nomina Prefetto del Culto Divino un acerrimo nemico del Vetus Ordo, che costituisca un alleato nell’applicazione delle eventuali restrizioni; infine, apprendiamo che i Cardinali Parolin e Ouellet sono tra i primi a volere questo ridimensionamento del Motu Proprio (qui): questo ovviamente porta i Presuli “conservatori” ad accorrere in difesa dell’attuale regime di compresenza delle due forme ordinaria e straordinaria, dando a Francesco l’opportunità di mostrarsi come prudente moderatore delle due opposte correnti e portando “solamente” ad una limitazione del Summorum Pontificum anziché alla sua totale abrogazione. Il che – come sappiamo – era esattamente ciò che egli si prefiggeva sin dall’inizio dell’operazione.

 

Indipendentemente dall’esito finale, il deus ex machina di questa prevedibile pièce è e rimane Bergoglio, pronto tanto a prendersi il merito di un gesto di clemente indulgenza verso i conservatori, quanto anche a scaricare le responsabilità di una applicazione restrittiva sul nuovo Prefetto, mons. Arthur Roche e sui suoi gregari. Così, in caso di una protesta corale dei fedeli e di una reazione scomposta del Prefetto o di altri Prelati, ancora una volta si godrà lo scontro tra progressisti e tradizionalisti, avendo poi ottimi argomenti per affermare che la convivenza delle due forme del Rito Romano comporta divisioni nella Chiesa e che è quindi più prudente tornare alla pax montiniana, ossia alla proscrizione totale della Messa di sempre.

 

Esorto i miei Confratelli nell’Episcopato, i Sacerdoti e i laici, a difendere strenuamente il loro diritto alla liturgia cattolica, solennemente sancito dalla Bolla Quo primum di San Pio V; e a difendere con essa la Santa Chiesa e il Papato, l’una e l’altro esposti al discredito e al ludibrio da parte degli stessi Pastori. La questione del Motu Proprio non è minimamente negoziabile, perché in esso è ribadita la legittimità di un rito mai abrogato né abrogabile. Inoltre, al danno certo che queste ventilate novità porteranno alle anime e al vantaggio certo che ne deriverà al Demonio e ai suoi servi, si aggiunge lo sgarbo indecoroso a Benedetto XVI, tuttora vivente, da parte di Bergoglio. Il quale dovrebbe sapere che l’autorità che il Romano Pontefice esercita sulla Chiesa è vicaria, e che il potere che ha gli viene da Nostro Signore Gesù Cristo, unico Capo del Corpo Mistico: abusare dell’Autorità apostolica e del potere delle Sante Chiavi per uno scopo opposto a quello per cui sono state istituite dal Signore rappresenta un’inaudita offesa alla Maestà di Dio, un disonore per la Chiesa e una colpa della quale egli dovrà rispondere a Colui di cui egli è Vicario. E chi rifiuta il titolo di Vicario di Cristo, sappia che con esso viene meno anche la legittimazione della sua autorità.

 

Non è accettabile che l’autorità suprema della Chiesa si permetta di cancellare, in una inquietante operazione di cancel culture in chiave religiosa, l’eredità che ha ricevuto dai suoi Padri; né è ammissibile considerare fuori dalla Chiesa quanti non sono disposti ad accettare la privazione della Messa e dei Sacramenti celebrati nella forma che ha forgiato quasi duemila anni di Santi. La Chiesa non è un’azienda in cui l’ufficio marketing decide di cancellare dal catalogo vecchi prodotti e di proporne di nuovi, a seconda delle richieste della clientela. È già stato doloroso imporre con la forza ai sacerdoti e ai fedeli la rivoluzione liturgica, in nome dell’obbedienza al Concilio, strappando loro l’anima stessa della vita cristiana e sostituendola con un rito che il massone Bugnini ha scopiazzato dal Book of Common Prayer di Cranmer. Quell’abuso, sanato parzialmente da Benedetto XVI con il Motu Proprio, non può esser in alcun modo ripetuto ora, in presenza di elementi che sono tutti ampiamente a favore della liberalizzazione dell’antica liturgia. Semmai si fosse voluto davvero aiutare in questa crisi il popolo di Dio, si sarebbe dovuta abolire la liturgia riformata, che in cinquant’anni ha causato più danni di quanti non ne abbia fatti il Calvinismo.

 

Non sappiamo se le paventate restrizioni che la Santa Sede intende apportare al Motu Proprio toccheranno i sacerdoti diocesani o se interesseranno anche gli Istituti, i cui membri celebrano esclusivamente il rito antico. Temo tuttavia, come peraltro ho avuto modo di dire già in passato, che sarà proprio su questi ultimi che si scatenerà l’azione demolitrice dei Novatori; i quali possono forse tollerare gli aspetti cerimoniali della liturgia tridentina, ma non accettano assolutamente l’adesione all’impianto dottrinale ed ecclesiologico che essa implica, e che contrasta nettamente con le deviazioni conciliari che essi vogliono imporre senza deroga. Ecco perché c’è da temere che verrà chiesta a questi Istituti una qualche forma di sottomissione alla liturgia conciliare, ad esempio rendendo obbligatoria la celebrazione almeno saltuaria del Novus Ordo, come devono fare già ora i sacerdoti diocesani. In questo modo, chi si avvale del Motu Proprio si vedrà costretto non solo ad una accettazione implicita della liturgia riformata, ma anche ad una pubblica accettazione del nuovo rito e della sua mens dottrinale. E chi celebrerà le due forme del rito si troverà ipso facto screditato anzitutto nella sua coerenza, facendo passare le sue scelte liturgiche come un fatto meramente estetico, direi quasi coreografico e privandolo di qualsiasi giudizio critico nei confronti della Messa montiniana e della mens che le dà forma: perché si troverà costretto a celebrarla, quella Messa. Un’operazione maliziosa e astuta, questa, in cui un’autorità che abusa del suo potere delegittima chi le si oppone, da un lato concedendo il rito antico, ma dall’altro facendo di esso una questione meramente estetica ed obbligando ad un insidioso biritualismo e ad una ancor più insidiosa adesione a due impostazioni dottrinali opposte e contrastanti. Ma come si può chiedere a un sacerdote di celebrare ora un rito venerabile e santo in cui egli ritrova perfetta coerenza tra dottrina, cerimonia e vita, e ora un rito falsato che ammicca agli eretici e tace vilmente quello che l’altro proclama con fierezza?

 

Preghiamo, dunque: preghiamo perché la Divina Maestà, cui rendiamo culto perfetto celebrando il venerando rito apostolico, si degni di illuminare i Sacri Pastori affinché desistano dal loro proposito, ed anzi incrementino la Messa tridentina per il bene della Santa Chiesa e per la gloria della Santissima Trinità. Invochiamo i Santi Patroni della Messa – San Gregorio Magno, San Pio V e San Pio X in primis – e tutti i Santi che nel corso dei secoli hanno celebrato il Santo Sacrificio nella forma che ci è stata tramandata perché la custodissimo fedelmente. Possa la loro intercessione presso il trono di Dio impetrarci la conservazione della Messa di sempre, grazie alla quale santificarci, rafforzarci nelle virtù e resistere agli attacchi del Maligno. E se mai i peccati degli uomini di Chiesa dovessero meritarci una punizione tanto severa come profetato da Daniele, prepariamoci a discendere nelle catacombe, offrendo questa prova per la conversione dei Pastori.

 

+ Carlo Maria Viganò, Arcivescovo

 

 

9 Giugno 2021

Feria IV infra Hebdomadam II

post Octavam Pentecostes

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41 commenti

  • Francesca ha detto:

    Caro Alessio, purtroppo la vera piaga e’ il fatto che tutti compreso mons.Vigano’ riconoscono come papa l’impostore bergoglio, che per me non e’ mai stato papa, l’unico Papa e’ solamente BenedettoXVI, il quale ha presentato una declaratio piena di errori piu’ di quaranta, cosa inammissibile per un latinista come lui, quindi un documento con tanti errori lo invalida a detta di tanti giuristi, quindi le sue dimissioni sono invalide e’ ancora lui il Papa.
    Per me il fatto che l’impostore bergoglio voglia ritoccare la messa antica, io la vedo come una prova di Dio, per mettere alla prova tutti questi sacerdoti compreso mons.Vigano’ per vedere se finalmente riconoscono BenedettoXVI come Papa, se non lo faranno falliranno miseramente.

  • unaopinione ha detto:

    Qualche frase di Giorgio Rapanelli mi lascia perplesso.
    Immaginiamoci che si faccia come propone lui: “ … la Chiesa comincia a rivelare le cose occulte …”. Ora fra le cose occulte in generale, oltre a quelle della Chiesa, ci sono anche quelle pronunciate da Steiner, da Blavatsky e altri della stessa sponda. Tutte cose presumibilmente vere, per caritá. Ma sarebbe un guazzabuio totale se si volesse pensare di trasmettere tutto questo sapere ai fedeli: dovrebbero andare a fare un corso serale in chiesa per cinque giorni alla settimana per almeno due ore per tutta la vita per “apprendere” queste conoscenze (alcuni imparano piú velocemente e altri meno, e soprattutto … lo faranno? Il fatto che pochi voglio sapere se quello che si stanno iniettando é in realtá un vaccino, ecc. mi dice che c´é proprio una tara spirituale collettiva). E che dire di alcuni avidi di sapere che, arrivata la notte, si possono sentire spinti a cercare conoscenze, anche queste vere ma pericolose, “rivelate” dalla parte opposta? Non c´é forse pericolo di perderli? E perché non semplificare le cose e rivelare semplicemente “i pericoli occulti”, cioé quelli che conducono alla perdizione dell´anima (di cui penso che Steiner e Bavatsky, ecc. siano ben zeppi). E ancora di piú, perché non risparmiare tempo e confusione e mettere in evidenza semplicemente e solo le cose che salvano?
    E queste ultime due cose é appunto quello che credo sia venuto (tra le altre) a fare Gesú sulla Terra. A rivelare la Veritá che per me comprende anche questa: che Egli é Dio (persona della SS. Trinitá) e che amandoLo e agendo in conformitá alle Sue parole e ai Suoi insegnamenti, la salvezza é a portata di mano di tutti: dello scienziato al contadino, dalla persona di maggiore intelligenza a quella di minore intelligenza, dalla persona di carnagione chiara a quella di carnagione scura, ecc (ma se non fosse venuto, avremmo mai saputo la Verita? quanti l´avrebbero scoperta? e quanti si sarebbero convinti di trovare la veritá che poi non lo era? e forse avremmo accettato la menzogna inculcataci nel frattempo dai nemici di Dio per veritá?).
    In base a questo, credo che in generale non ci sia bisogno di chiedersi quale significato occulto c´é dietro ad un segno o piú segni della Croce, non c´é bisogno di domandarsi se la messa abbia un significato ulteriore mai rivelato, non c´é bisogno di domandarsi perché é meglio pregare inginocchiati (anche se tutti lo capiscono), ecc.. L´importante é farlo e farlo con il cuore rivolto a Dio. Se poi una persona, oltre a farsi domande sulle cose occulte della Chiesa, sa discernere cosí tanto da essere sicura di non correre nessun rischio approfondendo il pensiero di Steiner e persone affini, credo che possa farlo tranquillamente, ma é a suo rischio.
    Credo in definitiva che Gesú é venuto per semplificare le cose. Mi immagino che una di queste potrebbe riassumersi cosí: “Affidatevi con fiducia a me e ai miei insegnamenti come dei bambini senza chiedervi il perché ed io vi ricompenseró con la vita eterna”.
    Una salvezza a migliori condizioni di questa credo che non possa esistere.

    • giorgio rapanelli ha detto:

      Ad alcuni basta sapere poco ed avere la Fede. Altri sanno molto ed hanno poca Fede. Altri ancora sanno tutto a memoria e non hanno Fede. Anzi, vanno contro la base della loro Fede, come se fossero demoni incarnati. La Fede vera, genuina come l’animo dei bambini, è una Grazia. Ma chi non ha un grammo di Fede, o l’ha perduta, diventando un nemico della Fede e del suo apparato, ha due strade per rinnegare se stesso e tornare, o scoprire, la Vera Fede. O viene illuminato per tre secondi sulla sua via di Damasco. Oppure, lo Spirito Santo lo immette su di una strada molto particolare, irta di domande e successive risposte.
      Di fronte a bambini congolesi che avevano la “malattia della fame” (non perché non mangiassero), scheletri col ventre gonfio e i capelli di platino, con la pelle squamosa, che, toccandola, faceva sangue (li chiamavano “mbuaki”, ossia “rosso”); di fronte ad un bambino che moriva di malaria cerebrale per mancanza di chinino, io dissi “che ci stai a fare, o Dio? Perché permetti queste ingiustizie? Perché questo bambino muore, mentre mia figlia vive ben nutrita, curata? Anche la mamma di questo bambino nero sta soffrendo per la sua morte di suo figlio, come la mamma di mia figlia soffrirebbe. Mia figlia, però, non sta morendo di malaria perché avrebbe il chinino da pochi soldi per salvarsi. E poi, Dio, che facevi quando milioni di tuoi figli venivano gasati e inceneriti nei campi di sterminio? E’ un mistero nascosto in te? Oppure nulla facevo perché eri un dio indifferente. O forse perché non esisti?…” Ciò nel 1966.
      Tornai in Italia convinto che il mio ruolo dovesse essere quello di combattere l’”oppio dei popoli”. Noi avremmo fatto giustizia per i diseredati della terra, contro gli oppressori. Quindi, dovevamo abbattere i pilastri della Fede: la famiglia e la storiella che un feto è pure un’anima…. Combattei per il divorzio e per l’aborto. Come evoluzione di civiltà. Oggi, una maggioranza schiacciante è su queste posizioni. Al punto che molto clero cerca da rendere attuale la Chiesa. E’ una grande vittoria di ciò che era l’”oppio dei popoli”: è diventata una religione “razionale”. Anzi “ragionevole”, come la vogliono le logge angloamericane, l’alta finanza, Bill Gates, Soros e compagnia bella… Magari, con un po’ di Apocalisse scompariranno dalla faccia della terra. Verranno smaterializzati, come se non fossero mai esistiti. Però, avranno il tempo di distruggere spiritualmente una buona parte dell’umanità, magari con l’ausilio di vaccini.
      Nel 1970 tornai in Africa, nel Sud Sudan. Mi battevo per l’indipendenza di quelle popolazioni massacrate. Fame, caldo, safari a piedi nelle savane e tanta, tanta sete. Di notte, tanto freddo, quando dormivi all’aperto sotto la pioggia che ti colpiva come spilli sul volto. Nella notte del 20 novembre 1970, il giorno della mio compleanno, spossato dal lungo cammino e ubriaco di “merissa”, una birra di mais molto forte, cercavo di dormire su di una amaca in una capanna del villaggio di Adodi. Il mio corpo, spossato, sembrava morto. Io, invece, ero sveglio, immerso un una estrema aridità spirituale. Ricordai che si pregava lo Spirito Santo. In cui ormai non credevo. Anzi, in cui mai avevo creduto… Rivolto al buio della capanna dissi: “Spirito Santo, se esisti, ricordati di me. Dammi una via, qualsiasi essa sia, per uscire da questo deserto che è in me…”. Più o meno così. Sarebbe stato bello se mi fosse apparsa una colomba fosforescente, o Gesù in persona. Invece, mi addormentai per risvegliarmi con la febbre a 39°. I guerriglieri non vollero che partissi con loro per una attacco al campo trincerato di Torit a 40 miglia da Adodi, dove c’erano istruttori sovietici, per filmare la battaglia. Fui trasportato quasi a braccia verso il confine Ugandese, perché dovevo essere qui a tentare di fare capire che esiste un Cristianesimo Exoterico e un Cristianesimo Esoterico.
      Lo Spirito Santo mi fece incontrare sia i Testimoni, sia Scientology. Io scelsi Scientology perché diceva che l’uomo è uno Spirito che ha una mente e un corpo. Durante un procedimento di Dianetics, la persona a cui lo stavo dando ripercorse il tentato aborto voluto dalla madre e non andato a buon fine. In cinque secondi divenni antiabortista. Poi lo Spirito Santo mi fece incontrare i Rosacroce, che mi aprirono la strada verso nuove conoscenze. Poi la Teosofia, dove, tra l’altro si comprende che i Sacramenti hanno basi scientifiche e “magiche”. Sì, magiche. Perché quando la formula eucaristica pronunciata da un sacerdote “iniziato”, ossia a cui sono stati dati quei “poteri”, deve essere solo quella perché è “la chiave” per “aprire” il contatto con il Secondo Aspetto del Logos, ossia il Cristo che torna sul Golgota incruento dell’altare (altro che cenetta, o simposio) “per molti”, e non “per tutti”, come viene detto oggi, ma che non è scritto nei Vangeli. Poiché non può venire per chi è da secoli contro di lui, poichè è con il Padrone del Mondo, e per gli stessi demoni incarnati (che esistono come dice la Bibbia fin da Genesi). In conclusione: ognuno ha la sua strada che deve uniformare alle Sacre Scritture. Ma deve chiedere allo Spirito l’aiuto necessario per essere “dentro” il sentiero tracciato dalle Sacre Scritture. Perché ci sono fedeli che conoscono a memoria tutto, ma che poi cambiano il significato delle Scritture, portando scandalo nel gregge. Quindi, non è vero che chi sa poi è un vero fedele del Cristo.
      Mi si chiede di rinnegare tutto ciò che mi ha portato di nuovo nella Chiesa cattolica. E perché? Ho avuto quelle conoscenze che mi hanno riportato a casa dall’indicazione dello Spirito Santo e non devo cercare oltre nuove rivelazioni. L’unica cosa che Gli chiedo è di farmi essere un buon soldato… Ogni notte, mentre dormo, io vado nel mondo dei più automaticamente, come ci andate tutti voi, senza saperlo dato che non è scritto, ma che il Corano te lo fa capire. Né ci devo più andare con qualche procedimento, perché alla fine tutte le novità vengono a noia. Salvo l’Eucaristia. Mi raccomando di non fare pratiche magiche. Neanche le innocenti “carte”. Poiché si mettono in moto, sempre, forze ed entità difficili da controllare.

  • Maria Grazia Di Clemente ha detto:

    Posso solo dire che passando alla Messa Tradizionale nel Sacro Rito dell’Eucarestiacon tutti i due Elenchi di santi, fi Papi, di Apostoli ecc con in mezzo lil momento Santo della TRANSUSTANZIAZIONE SI PERDE QUESTO APICE DISTRATTI DA PREGHIRE E ELENCHI DI NOMI……PREFERISCO DISTINTI I DUE TEMPI DELLA PAROLA PRONUNCIATA BENE E CON UNA BREVE OMELIA CHE TI AIUTA A MEDITARLA E LA PARTE EUCARISTICA CHE TI AIUTA A SPROFONDARE DENTRO IL SANTO MISTERO CHE UNISCE LA TUA ANIMA ALLA LINFA VITALE DEL CORPO E SANGUE DIGESU’ CHE SI UNISCE SPONSALMENTE A DIO, senza fretta, ma con quella disposizione di avere il tempo di assorbire il momento più SACRO DELLA SANTA MESSA: IL SACRIFICIO DI CRISTO SULLA CROCE PER LA NOSTRA SALVEZZA E L’UMIONE D’AMORE E DI VITA TRA IL MIO CORPO DI PECCATO UMANO E MORTALE E L’APICE DELLA DIVINITA’ SANTA E IMMORTALE E DARE IL TEMPO PER ASSAPORARLA., PER ADORARE, PER PROSTARSI, PER INVOCARE FRASI DI RINGRAZIAMENTO, DI CANTI DI LODI, DI BENEDIZIONI, DI PERDONO, DI INTERCESSIONE, DI INVOCAZIONE, DI COMUNIONE……INVECE TUTTO FINISCE IN UN BALENO E SPESSO IN UN CHIACCHIERICCIO!!!! E dare momenti alla Comunita’ Partocchiale di fare Comunione commentando la Lectio Divina della Sacra sulla Sacra Scrittura ad esempio delle Letture della Domenica…”dove due o più…”per dare la possibilita’ di conoscersi e amarsi spezzando il pane dell’agape fraterno per sapere sviluppare insieme l’accoglienza di chi vuole unirsi alla Comunita’ e ampliare e offrire i talenti che Dio dona e metterli a servizio di tutti!! Oggi nelle Chiese viviamo la Liturgia, ma non la Comunione fraterna che diventa evangelizazione e scambio di essere a servizio gli uni per gli altri!!!!
    ” ..da questo vi riconosceranno che siete mie discepoli, dall’ amore che avrete gli uni per gli altri” Amen!

  • Il Matto ha detto:

    Ora sì che la situazione è chiara … 🥺

    Ci sarebbe un papa finto che si affaccia a san Pietro e che però molti ritengono vero. E ci sarebbe un papa vero che si è dimesso … non dimettendosi 😂 e che però parecchi non considerano più papa.

    Niente male per una chiesa UNA oltre che santa, cattolica e apostolica.

    Una situazione tragicomica in cui ognuno se la canta e se la suona, confermandosi così che la verità non esiste: dico la verità cui TUTTI aderiscono.

    DIA-lettica … DIA-bolica …

    Meglio mollare tutto, immergersi nel Grande Silenzio e “guardare alle cose di lassù”. Dato che quaggiù c’è il caos in cui non ci si può raccapezzare.

  • Gabriela Danieli ha detto:

    Carissimo Alessio.
    Lei aspetta con ansia che il vero
    Pontefice Papa Benedetto scriva o parli perché si metta fine a questo ABOMINIO portato avanti dalla falsa chiesa massonica di Bergoglio.

    Ma le rammento che il papa Benedetto ha già ribatito ufficialmente il 27 febbraio 2013 di essere LUI l’UNICO PAPA DETENTORE DEL MUNUS PETRINO, MAI REVOCATO.
    Così come ha già cercato di salvare la messa VETUS ORDO DECRETANDONE il diritto alla CELEBRAZIONE senza il permesso del vescovo.

    Ora spetta ai vescovi come Viganò o Shneider o Comastri o Branmuller, e ai sacerdoti del MSM, il compito di “RICONOSCERE” con coraggio la sua DIVINA AUTORITÀ DELL’UNICO LEGITTIMO PAPA BENEDETTO e difenderla da questo ennesimo attacco diabolico.
    Perché SINCERAMENTE penso che Signore non sopporta più né le messe sacrileghe dei modernisti seguaci di Bergoglio, né quelle dei tradizionalisti celebrate in comunione con il vicario dell’anticristo, anziché col Vicario di CRISTO.

  • acido prussico ha detto:

    @ Don P.P. (Pietro Paolo)
    – perché commenta sempre irritato?
    – dov’è l’amabilità, l’umiltà, la mansuetudine di un pastore che vorrebbe noi si sia “ecumenici”, conciliaristi, ubbidienti?
    – Econe la irrita e il sinodo tedesco la lascia indifferente?
    – È ancora nella cattiva digestione dello scisma tedesco?

    Un consiglio fraterno: si prepari al NOVISSIMO RITO. Oggi il card. Marx è stato assolto e benedetto dal Regnante e quindi a breve anche il tanto amato e – me lo lasci dire – poco fruttifero N.O. sarà un’anticaglia.
    Temo per la sua pace.
    Se lei – “conservatore” del Novus Ordo – non si aggiornerà – finirà che:
    – gli ultra-tradizionalisti la criticheranno come prima e più di prima.
    – le sacerdotesse -sue nuove colleghe- la dileggeranno e la vescovessa sua superiore/a la trasferirà in un parrocchia sperduta perché lei è un ostinato “tradizionalista” del N.O.
    Botte da sinistra. Botte da destra.
    Si affretti e intanto si rilassi un po’ (anche noi viganòniani siamo cristiani e non siamo “perdutamente e impenitenti” cattivi. Ci ami come un buon pastore ama tutte le sue pecore).

  • Montamat ha detto:

    En France, un politologue athée vient de créer l’expression d’ ‘ex-christianisation’ pour décrire le rôle de Vatican II. C’est très exactement ce que nous dit Mgr Vigano : faire sortir le catholicisme de l’Eglise !
    Bergo se démène pour ça !!!

  • cattolico ha detto:

    Messale di mio padre aggiornato al decreto del 26 luglio 1960 e stampato da edizioni Paoline nel 1961. testo latino italiano letture 2 una Vangelo l’altra Atti o Lettere. Consacrazione:Accipite, et manducate ex hoc omnes:HOC EST ENIM CORPUS MEUM…..Accipite ,et bibite ex eo omnes:HIC EST ENIM CALIX SANGUINIS MEI,NOVI ED AETERNI TESTAMENTI:MISTERIUM FIDEI:QUI PRO VOBIS ET PRO MULTIS EFFUNDETUR IN REMISSIONEM PECCATORUM.HAEC quotiesqùmque facéritis,in mei memoriam faciétis

  • daouda ha detto:

    a) dichiarare che il Vaticano secondo sia stato un grande reset ignorando i grandi reset nel passato della Chiesa cattolica è perlomeno bizzarro. A questo punto, inerendo alla funzione della gerarchia, dovremmo considerare tutta la scolastica con Tommaso in testa anch’essi agenti del maligno per aver considerato l’episcopato la pienezza della giurisdizione senza ritenerlo sacramento.

    b) le riorme liturgiche di Pio X e Pio XII sono state ugualmente nefande sul piano liturgico, apripista delle successive. Si valuterà allora che queesti papi siano stati complici e già cospiratori essi stessi?

    c) lo svuotamento dei templi cristiani, le scarse vocazioni, l’autorità screditata e pervertita in tirannide sono cose che hanno più a che fare con l’implemento tecnocratico che con il concilio vaticano II

    d) Benedetto XVI ha ribadito la leiceità e legittimità di un rito già di per sè riformato e snaturato ossia quello secondo il messale del 1962 che non è affatto la santa messa di sempre, come a dire, Benedetto XVI ha sugellato la fine della santa messa tridentina od apostolica, ergo considerare tale quel messale e relative rubriche è menzogna di cui Viganò si fa portavoce

    e) l’innografia ottocentesta , con le sue ridondanze ed i suoi sentimentalismi, già tradiva un affronto alla tradizione apostolica senza dover addossare la croce agli infiltrati novatori, a meno che non si considerino tali anche i supposti e streni tradizionalisti di una volta

    f) del periodo post-tridentino rispetto al medioevale si potrebbe arguire altrettanto riguardo l’integrità della Fede

    g) è singolare che Viganò non faccia un solo accenno all’altro aspetto della liturgia che è l’ufficio. Che dire allora di chi segue rubriche e messale ante-55. il breviario ante 1911? Debbono essere degli eroi?

    h) gli abusi d’autorità evidentemente sono esistiti solo dopo il concilio vaticano II, grazie Viganò

    i) è interessante la contrapposizione fra vetus et novus…viene da chiedersi come sia possibile che ad esempio i domenicani abbiano un loro rito, così come ulteriomente vari luoghi d’occidente e d’oriente, considerando che la retorica utilizzata è solo per destrutturare la santa messa di Paolo VI a cena luterana coiscché a rigore entrambe le fazioni dicono all’altra che si pongono in modo divisivo.

    l) triste è la sorte di chi ha dovuto aspettare gli atti di Giovanni Paolo II e di Benedetto XVI per difendere la santa messa antica ( che guardacaso non difende seguendo uan riforma del 1962 ) cosicché oggi si piange su possibili privazioni come se da Paolo VI all’indultismo di Giovanni Paolo II non fosse esistita la stessa situazione che si paventa con orrore, come se fino a Benedetto XVI ugualmente non ci fosse stata la medesima cosa.Bah.

    POSTILLA:

    Partecipare ad un simposio con l’esoterista edomita Dughin e palesare in generale che ne si condivide l’impianto di critica anti-globalista vuol dire essersi ridotti ad opposizione controllata dimentichi che la massima di Lenin fu e rimane quella di infiltrarsi e spacciarsi per reazionari ( in questo caso tradizionalisti ) per colpirli e dirigerli dall’interno.

    • Il Matto ha detto:

      Dugin … Il Sole di Mezzanotte … molto, molto interessante!!!

    • Montamat ha detto:

      Voilà qui est intéressant, vous arrivez au ‘l’ en sautant deux lettres. Le l vous manquait, cher Daouda !

      J’ai l’impression que vous avez beaucoup de science, M.
      et peu de solutions. L’histoire de l’Eglise ne semble qu’une longue crise, n’est-ce pas ?

      • daouda ha detto:

        NOn ho capito l’allusione alle lettere ad ogni modo la soluzone c’è e rimane il Cristo , il solo vittorioso di ieri e di domani, che ha già compiuto la nostra salvezza e condannato con la sua venuta il male.

        Rimanere dunque ancorati alla mistica, ai decreti ed ai canoni, alla tradizione, alla liturgia ed alla scrittura della e nella santa Rivelazione di DIO è quanto è in nostro potere fare comunque, senza dietrologismi artati e soprattutto abusi interpretativi ideologici, estetici e prettamente politici ossia in definitiva, del tutto mondani.
        Si comprenderà allora che certa pseudo dottrina sociale e relative discipline sociali in seco alla Chiesa hanno ben più contribuito allo sfacielo che a bloccare chissà che, cosa che difatti è sotto gli occhi di tutti.

    • Luca ha detto:

      Sono queste domande (e molte altre) che rendono credibile l’Ortodossia. Per loro, ciò che sta accadendo nella Chiesa Cattolica non è che una conseguenza dei frutti seminati in un millennio di innovazioni. Nessun vescovo, dicono, può essere infallibile. E quando diventi dogmatico perfino nelle cose di poco conto, poi gli strappi nella tradizione si fanno lampanti. Il Vaticano secondo è difficile da ricucire al tessuto della tradizione, bisogna fare salti mortali.
      Gli Ortodossi arrivano perfino alla conclusione che è stata la filosofia medievale a instradare l’Occidente nella direzione dell’ateismo.
      D’altro canto, Bergoglio di anno in anno rende difficile rimanere convinti che Dio sia dalla nostra parte, mentre è più facile vedere Dio dalla parte dei Greci sotto il giogo Turco per 500 anni, o i Russi sotto il comunismo. La continuità con il popolo di Israele, che soffre e rischia continuamente la distruzione ma sempre ritorna a Dio.
      Io credo che capiremo presto se la Chiesa Cattolica sia quella voluta da Dio oppure no.

  • Il Matto ha detto:

    Conflitto … conflitto … conflitto … 🐍

    Che destino!!!

  • Adriana 1 ha detto:

    Quindi i seguaci di Mons. Léfebvre apparterrebbero ad un’altra confessione religiosa (odiosa).
    Ma, nella Dichiarazione di Abu Dhabi, “el Papa” ha dichiarato che la diversità delle religioni è voluta da Dio.
    Quindi: ogni religione vale l’altra e lo Spirito Santo non può contravvenire alla volontà del Padre proteggendo una unica confessione a scapito delle altre, addirittura promuovendo qualcuno a Vescovo o a Papa.
    A meno che i Lefebvriani non siano tra quei cattivacci che usano fare la volontà di Dio ammazzando tutti coloro che non la pensano come loro. Finora non mi risulta che l’abbiano fatto…e ,comunque, bisogna mantenersi sempre ” misericordiosi”.
    L’ha detto ” el Papa”.

  • Don Pietro Paolo ha detto:

    Il summorum Pontificum è stato promulgato per i cattolici uniti a Roma e non per i lefebvriani. Non capisco il perché di tanta indignazione da parte di quest’ultimi e di Mons. Viganò per la paventata abrogazione o modifica del motu proprio. Sì, perché formalmente Viganò si ritiene cattolico, e tale vuole apparire, e quindi in comunione con Roma, ma di fatto è più vicino ad Econe di quanto si pensi. Lui non è solo in contrasto col papa regnante, ma con tutti i papi da Giovanni XXIII in poi. Con quale coraggio può lamentarsi della decadenza di autorità del Romano pontefice quando lui è uno dei tanti che dice peste e corna dei papi ? Attacca il Concilio come se fosse la causa di tutti i mali e fautore di eresie. Ma non sa che, al di là di chi lo ha preparato, è lo Spirito Santo a guidare la Chiesa e Lui non permette che il male possa regnare su di essa? Le sue affermazioni sul Concilio scardinano completamente la dottrina cattolica: non è più lo Spirito che ispira il Papa e i vescovi riuniti, ma il maligno e i suoi satelliti sono stati capaci di ingannare il Papa e 2500 vescovi riuniti per la Chiesa. Ma poi mi dica, caro Mons.: dove li trova tutte queste eresie? lo ha mai letto il Catechismo della Chiesa Cattolica dove confluisce e spiega la dottrina del Vat.II? Parla di Messa cattolica o apostolica riferendosi al rito tridentino (sec XVI), ma lei come maestro non dovrebbe sapere che è la Chiesa ad essere cattolica ed apostolica e la sua opera e il suo culto in qualunque rito viene celebrato è cattolico ed apostolico?. Se solo la Messa tridentina è cattolica ed apostolica, come sostiene lei, significa che la Messa celebrata in altri riti non sia valida in quanto non avviene la transustanziazione. Il catechismo ci insegna che i frutti di santificazione scaturiscono non dal rito, ma dalla grazia del sacramento e dalle disposizioni interiori delle persone. Pensi che anche i vetero-cattolici celebrano la Messa tridentina eppure hanno il sacerdozio e l’episcopato al femminile: se questi sono i frutti….allora. Devo dire con franchezza che Dalle cose che lei scrive, mi pare che il vero Novatore sia proprio lei. Credo che considerazioni o propagande come le sue facciano da base per una ridimensione del S. P. Gli appelli suoi non possono essere accolti dagli altri prelati sia perché la maggior parte sono ancora cattolici sia perché con le tesi lefbvriane non hanno niente a che spartire.

    • wisteria ha detto:

      Difesa d’ufficio del N. O.
      Lei che è così ligio alla gerarchia, non dovrebbe essere così irrispettoso verso Mons. Viganò, che è un suo superiore.
      Nel merito, obietto che il Summorum fu indirizzato a quei fedeli che senza di esso si sarebbero accostati ai lefevbriani.
      Se il V.O venisde abrogato, per forza saremmo tutti lefevbriani.
      Così quelli come lei sarebbero contenti di averci messo fuori.
      Lei non è un novatore, ma un intollerante.

      • Don Pietro Paolo ha detto:

        Wisteria,
        Le faccio notare che Mons. Vigano’ non è un mio superiore. Miei superiori sono il papa e il mio vescovo. Poi, avrebbe la cortesia di indicarmi in che cosa sono stato irrispettoso nel confronti del suddetto vescovo? Credo che se si parla di “irrispettoso”, questo aggettivo si addice di più a colui che lei crede di difendere che a me. Difatti, critica e accusa i suoi diretti superiori, i papi, che hanno avuto fiducia in lui e lo hanno chiamato a rappresentarli in tanti paesi del mondo; insinua sospetti gravissimi sui pontefici , addirittura canonizzati, che se fossero veri, sarebbero indizi non solo di peccato, ma di collaborazionismo col maligno ( vedi l’intenzione di cambiare la dottrina col Vat. II e di collaborare per protestantizzare la Chiesa… nega la validità di un Concilio della Chiesa – considerando stupidi tutti i vescovi che vi parteciparono i quali insieme al Pontefice lo ratificarono e promulgarono- e lo fa diventare il ricettacolo di tutti i mali e delle eresie che serpeggiano oggi all’interno dell’ovile di Cristo. Ma ci crede o non ci crede allo Spirito Santo che guida, sostiene e difende la Chiesa dalle potenze del male e dall’errore? E io da figlio e ministro della Chiesa dovrei stare zitto davanti a uno che travia le coscienze e non considera la Messa che io celebro ogni giorno come Cattolica e apostolica? Se io non celebro la Messa Cattolica, quale Messa io celebro? Giudichi lei! Mi dispiace se lei o altri dovesse trasmigrare in altri ovili, ma per persone che attaccano oggi giorno la Chiesa nel papa e nei suoi ordinamenti sarebbe più onesto che lo facessero. Almeno si saprebbe con chi si ha a che fare. Veda, qui non si vuole difendere qualche parola, gesto o scritto del magistero della Chiesa odierna che, col rispetto dovuto, uno può anche non condividere o criticare, ma l’attaco che è diretto alla Chiesa in quanto tale e alla sua struttura. La Chiesa ha bisogno sì di essere purificata, ma non si purifica come sta facendo Mons. Vigano’

    • Davide Scarano ha detto:

      Cristo nel Vangelo afferma: “dai loro frutti gli riconoscerete”. Si può negare che, a decorrere dagli anni settanta vi sia stata la più profonda e veloce secolarizzazione che la Storia ricordi? Si può negare che ad oggi, il valore pubblico e sociale della Famiglia sia quasi scomparso? Si può negare la crisi profonda dell’istituto familiare, della natalità e delle vocazioni religiose? Si può affermare che in tutto ciò non c’entri la liturgia, cioè il modo con cui i credenti ricordano il sacrificio di Cristo?

    • Ansel ha detto:

      Per don Pietro Paolo
      … meno male che lei non è il mio parroco…

      • Don Pietro Paolo ha detto:

        Meno male che non ho parrocchiani come lei

        • Giorgio ha detto:

          A don P.P.
          Queste ultime parole, ossia, “Meno male che non ho parrocchiani come lei!” mi lasciano “basito” come si dice in linguaggio schic. Credo siano parole poco consone a un sacerdote. Anche io, solo per questa frase, dico: meno male che Lei non è il parroco della mia parrocchia!
          Le altre sue parole, in stile bergogliano, non sono altro che confusionarie, anche se è stato superato da DOUDA, che a giudicare dal nome non cristiano penso possa essere un mussulmano infiltrato!

          • Don Pietro Paolo ha detto:

            X Giorgio
            Faccio miei le parole di S. Paolo 2 Cor 4 e sig:
            : ” Perciò, investiti di questo ministero per la misericordia che ci è stata usata, non ci perdiamo d’animo; al contrario, rifiutando le dissimulazioni vergognose, senza comportarci con astuzia né falsificando la parola di Dio, ma annunziando apertamente la verità, ci presentiamo davanti a ogni coscienza, al cospetto di Dio.

            E se il nostro vangelo rimane velato, lo è per coloro che si perdono, ai quali il dio di questo mondo ha accecato la mente incredula, perché non vedano lo splendore del glorioso vangelo di Cristo che è immagine di Dio. Noi infatti non predichiamo noi stessi, ma Cristo Gesù Signore; quanto a noi, siamo i vostri servitori per amore di Gesù. E Dio che disse: Rifulga la luce dalle tenebre, rifulse nei nostri cuori, per far risplendere la conoscenza della gloria divina che rifulge sul volto di Cristo.

    • Luciano Motz ha detto:

      Lei, gentile don Pietro Paolo, sembra ignori le condizioni in cui versa la Chiesa Docente o, per dirla meglio, la gerarchia, con gli scandali che affiorano in misura sempre maggiore. Ora, “La Sapienza non entra in un’anima che opera il male né abita in un corpo schiavo del peccato. Il santo spirito… è cacciato al sopraggiungere dell’ingiustizia” (Sap 1, 4-5). Come concilia questa Parola di Dio con la sua affermazione che “E’ lo Spirito Santo a guidare la Chiesa e Lui non permette che il male possa regnare su di essa? “.
      Il conclave che ha eletto il car. Bergoglio a Sommo Pontefice e stato un’assemblea di non aventi diritto a parteciparvi, non tutti i Cardinali, grazie a Dio, ma buona parte di coloro che hanno votato Bergoglio, in quanto scomunicati latae sentaentiae; pertanto la votazione che ha eletto il card. Bergoglio è nulla, ex costituzione apostolica Universi Dominici Gregis. E questo in linea di diritto. Gli uomini potranno anche ignorare il fatto e far finta di niente, tanto menzogna più o menzogna meno non cambia niente, ma Dio è Verità e non si può prenderlo in giro.
      Sicuramente lo Spirito Santo guida il Papa e i Cardinali, ma appunto il Papa e i Cardinali, non quelli che non lo sono mai stati o non lo sono più. Purtroppo, in questo momento è il male che assedia la Chiesa, nei suoi pastori. Lo aveva spiegato come e perché la Vergine Maria a don Stefano già cinquant’anni fa.
      “Ma il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?” (Lc, 18, 8) è la provocazione di Gesù, ma prima aveva assicurato “E Dio non renderà giustizia ai suoi eletti, che gridano a lui giorno e notte, e si mostrerà lento verso di loro? Io vi dico che renderà loro giustizia con prontezza.” (Lc 18, 7-8). Gesù aveva prima narrato la parabola del giudice iniquo. Anche i fedeli, per avere da Dio una gerarchia santa devono tutti sollecitarLo. Purtroppo, la stragrande maggioranza di loro sono fuorviati dalla narrazione mainstream. Ma tutti i nodi vengono al pettine.

  • giorgio rapanelli ha detto:

    Ricordo, da adolescente, la messa in latino, lunga e incomprensibile. Poi, col Concilio, il latino fu sostituito dall’Italiano, più comprensibile, ma ripetuto bla, bla, bla. Infatti, oltre alla ignoranza, manca al cattolico di oggi la completa comprensione di ciò che si dice e soprattutto di cosa avviene durante la liturgia. D’altra parte c’è una tale confusione mentale nello stesso clero, che, di iniziativa, poi adatta la liturgia e i suoi passi visibili a motivazioni e invenzioni personali. Ad esempio, il Sacro Crisma che nel battesimo dovrebbe essere applicato sul chakra alla sommità del cranio, onde chiudere quel varco aperto dall’acqua battesimale, mentre oggi viene messo sulla fronte del neonato, ossia sul chakra della chiaroveggenza che non è stato aperto. Al massimo posso dire che all’ignoranza del sacerdote supplisce il Corpo Mistico del Cristo, ossia la Chiesa (Supplet Ecclesia). I fedeli fanno gesti di cui non conoscono la parte occulta. Ad esempio, non sanno che il segno di Croce “pulisce”… Quindi, quando al Vangelo i fedeli si fanno i tre segni di Croce sulla fronte, sulle labbra e sul cuore, altro non fanno che “pulire” e “aprire” un po’ di più i tre chakra della fronte (chakra della chiaroveggenza), della gola (chakra della saggezza) e del cuore (chakra del Cristo, o dell’Amore, il più importante da “aprire”). O la Chiesa comincia a rivelare le cose occulte, ormai segreti di pulcinella, che gli uomini abituati alla scienza possono comprendere, oppure la Chiesa perderà sempre di più l’interesse dei fedeli e delle masse laiche. Ho visto ormai troppa gente andare con la Chiesa di Scientology, perché “funzionale”, ossia che funziona nel dare le risposte richieste, soprattutto a livello mentale, da parte di chi scopre di essere un “thetan”, ossia un essere spirituale immortale, fin dall’inizio dei tempi (e forse anche prima, dato che un Thetan è “il creatore delle cose”) e con i Testimoni di Geova, perché viene eliminato il terrore dell’inferno, poiché tu sei solo un “corpo”, che risorgerà fisicamente in un mondo paradisiaco, se sarai stato un fedele servitore della Bibbia.
    “Basta Bugie” critica l’utilizzo dell’Antroposofia di Rudolf Steiner definendola anticristiana. Se fornisce un aiuto a comprendere meglio le manifestazione della vita e la stessa religione cattolica perché non conoscere l’Antroposofia? Perché non conoscere la Magia se questa ti fa comprendere meglio la Magia cristiana? E la Teosofia con la sua scienza dei Sacramenti, che ti fa capire come i Sacramenti siano atti scientifici legati all’esoterismo? Devi avere fede – ti dicono. Puoi avere fede in un Dio che – ti dicono – si è incarnato per morire non per “tutti”, ma per i “suoi”, e solo per “molti”? Serve ancora questo Cristo, se non hai la fede in una Eucaristia che ha perduto il “mistero” del contatto tra un sacerdote e il Cristo, delegando il popolo dei fedeli ad avere un ruolo sacerdotale insieme al sacerdote? Perché avere fiducia in un Dio che rimane oltre le nubi, indifferente a ciò che accade ai singoli e a masse enormi di umanità? Quando, conoscendo la legge del karma, delle varie vite precedenti e la funzione della Luce Astrale tu puoi capire ciò che ci accade, senza la minima colpa di Dio? Poiché sei solo tu la causa del tuo male… Allora devi rivedere non la “reincarnazione”, poiché tu Pinco Pallino non ti reincarnerai con tutta la tua personalità, ma ritornerai eventualmente in questa valle di lacrime per riscuotere e pagare il tuo karma. Quindi, perché la Chiesa non rimette in discussione il crimine di Giustiniano che fece cancellare dalla Sacre Scritture ogni riferimento alle tante vite che viviamo prima di uscire definitivamente dal ciclo delle rinascite?
    Ma andando brevemente al tema sollevato dall’articolo, a mio parere l’Eucaristia è vera se si rispetta la formula liturgica da parte di un sacerdote “iniziato”. Però avendo assistito a diverse Messe secondo la riforma straordinaria del Rito Romano in lingua latina, ho notato uno “spessore” in potenza che unisce la Divinità e il Sacerdote, diverso dalla messa tradizionale,. E’ come (ma è solo una probabile influenza mentale) se il Cristo “chiamato” e il sacerdote operante fossero in uno stesso “tubo”, Che invece esiste, ma che non si nota, in tutto quel parlottio della Messa tradizionale. Fu interessante cosa avvenne in una chiesa immersa nella campagna di Civitanova Alta, durante la celebrazione di una Messa in latino. Ad un certo punto la navata della chiesa fu invasa da angeli e da elfi, attratti dalla Celebrazione. Mentre, invece, gli elementali, ossia gli spiriti di Natura provenienti dai campi e dalle selve, si erano “accatastati” sia all’entrata della chiesa, che attraverso i muri, curiosi, e timorosi, per ciò che stava accadendo in quella chiesa, in cui raramente si officiava. Certo che angeli ed elfi evoluti partecipano a tutte le Messe e alle cerimonie nelle chiese consacrate, soprattutto se antiche, dove sono presenti sacerdoti defunti e fedeli defunti, ancora attratti dalle cose del mondo.
    Io sono per la difesa delle messa in latino, soprattutto se ciò serve per attrarre verso il Mistero i fedeli, e pure perché non bisogna abbandonare la Tradizione. Clero eretico a parte, è là fuori che il Nemico commette crimini, sui quali si abbatterà la collera divina, stando alla rivelazione del giornalista Maurizio Blondet, secondo cui qualcosa di apocalittico starà per avvenire a breve. Anche io ho questa sensazione, questa “visione”. Mentre la sottoscrivono alcuni teosofi chiaroveggenti. Ormai siamo al limite della sopportazione e qualcosa dovrà avvenire per mettere fuori combattimento i Padroni del Mondo, che ormai da troppo tempo stanno sfidando la sopportazione divina.

    • Don Pietro Paolo ha detto:

      Carissimo Rapanelli,
      Mi permetto di dirle che Finché lei non taglierà definitivamente col suo mondo di prima non sarà mai di Gesù Cristo e della sua Chiesa: ” o con me o contro di me” (Mt 12,30), “Nessun servo può servire a due padroni: o odierà l’uno e amerà l’altro oppure si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro.” (Lc 16,13), “Non lasciatevi legare al giogo estraneo degli infedeli. Quale rapporto infatti ci può essere tra la giustizia e l’iniquità, o quale unione tra la luce e le tenebre? Quale intesa tra Cristo e Beliar, o quale collaborazione tra un fedele e un infedele?” ( 2 Cor 6,14-15). La Chiesa cristiana non ha bisogno della teosofia pagana e diabolica ed ha sempre combattuto fin dal suo nascere quello che lei sembra oggi riproporre. Non bisogna lasciarsi ingannare da certe somiglianze o da insegnamenti fantastici che suscitano attrazione, curiosità e stupore. A volte anche satana dice “verità”, pur restando sempre il padre della menzogna, e se fa previsioni sul futuro quasi azzeccate, spesso preparate da lui, le fa solo per ingannare: bisogna che noi cristiani non “ignoriamo le sue macchinazioni”” (2 Cor. 2:11). Anche quando diceva che Gesù era Figlio di Dio diceva la verità, ma Gesù non accettava le sue “verità” e testimonianza e lo zittiva. Anche noi dobbiamo fare lo stesso: abbiamo la Bibbia, la testimonianza dei Padri di tanti Santi e lo Spirito di Cristo che ha parlato attraverso i profeti e i mistici, parla ancora agli unti del Signore. Inoltre, non mi risulta che la Bibbia parli di elfi o di altre creature fantastiche e mitologiche. la Chiesa condanna completamente l’idea di reincarnazione perché completamente assente nella Bibbia e completamente contraria a uno dei misteri più importanti della nostra fede: l’Incarnazione del Verbo. Gesù ha redento l’uomo, e l’uomo completo e unitario è corpo, anima e spirito. La resurrezione della carne, articolo della nostra professione di fede, e tutta la Rivelazione cristiana non parla e neanche minimamente accenna che il nostro spirito viva tante esistenze in tanti corpi, ma dice espressamente che a risuscitare è l’unico e il solo corpo che l’uomo possiede, che per il cristiano è tempio dello Spirito Santo. Citare tutti i passi sarebbe troppo lungo. Comunque, Legga bene tutta la Bibbia. Per quanto riguarda i chacra ed altro materiale di altre religioni e filosofie, questi sono completamente assenti nella nostra fede. Non esiste una dottrina “nascosta” della Chiesa e tanto meno una “magia” nell’azione di culto. La Chiesa opera invocando lo Spirito Santo, che è Dio Onnipotente, e il suo rituale necessario perché l’uomo ha bisogno di segni, come culto offerto in Spirito e Verità, lo trae dalla Sacra Scrittura. Nel caso del battesimo, sappia che il sacramento è reso tale dalla forma (la parola ” Io ti battezzo …) e dalla materia (l’acqua). Le unzioni e tutto il resto sono riti esplicativi che, se per tante evenienze non possono essere fatte, non rendono invalido il sacramento. Nel caso dell’unzione crismale sul capo del battezzato, è da chiarire che questa significa la partecipazione del battezzato all’ufficio sacerdotale, profetico e regale di Cristo, Rito che nella forma ha come punto di riferimento la Bibbia (cfr consacrazione dei re, profeti e sacerdoti) e non certamente desunto da qualche dottrina magica nascosta che la Chiesa opera.

    • Luca ha detto:

      Detto con rispetto, miscugli new age come questo a parer mio foraggiano e peggiorano la confusione mentale che imperversa oggi, di certo non risolvono niente. Questi tipi di sincretismo portano a credere a tutto e il contrario di tutto, ma quel che è peggio finiscono solitamente con il ridimensionare la figura di Gesù.
      Dobbiamo tornare piuttosto alla dottrina del Logos: tutto ciò che si può dire partecipi del Logos contiene elementi di valore che si possono utilizzare per ricondurre la gente a Cristo, il quale, con il suo sacrificio, ha riconciliato ogni forza del Cosmo a sé stesso. Sono d’accordo che se non raccontiamo la storia per ciò che davvero è, continueremo a perdere fedeli… Per esempio, il fatto che gli Dei pagani siano ben reali e non “falsi” etc.

  • Adriana 1 ha detto:

    L’ottimo Mons. Viganò cita a ragion veduta l’Arc. Cranmer
    e la lenta ma pervicace opera sua per demolire la S.Messa e sostituirla con “altro”.
    Si tratta della medesima operazione da decenni in atto nella neochiesa.
    Stavolta, però, a incentivare l’operazione non è stato un unico Enrico VIII, ex “defensor fidei”, fautore di una totale autonomia nei confronti della Chiesa, della Spagna e, anche, della Francia,
    bensì una banda intera di potenti ricchissimi animati dall’ intento finale di distruggere nell’ Occidente l’idea stessa di religione, con la complicità ( più o meno avveduta ) dei Gerarchi Cattolici e dei loro dipendenti.

  • Ottotrapen ha detto:

    Sul web gira un video in cui si vede un cerchietto bianco sopra la testa di Bergoglio nel corso della Messa di Pentecoste. A sentire gli sprovveduti lecchini, si tratta di un’aureola; per i realisti, di una nube di incenso, poiché Bergoglio stava incensando; nessuno però si è posto la domanda più logica: e se si trattasse della manifestazione del fumo di Satana, da lungo tempo penetrato nella Chiesa e lamentato da Papa San Paolo VI?

  • Iginio ha detto:

    Scendiamo a un livello più terra terra ma che è quello in cui vivono i più.
    In Umbria un parroco e un viceparroco hanno mollato il sacerdozio perché innamorati di due donne.
    Come ha reagito la gente della parrocchia, secondo voi?

    La risposta “E meno male che sono andati con due donne” non vale anche se ormai viene in mente.
    La risposta che attendo è un’altra.

  • Lc 11,23 ha detto:

    grazie Eminentissimo!
    invocare i Santi è doveroso tuttavia dopo b. tocca ben specificare perchè tra le schiere si dice ci siano pure g23 e p6…
    … e allora, ecco… come dire… non vorrei che anche là ci sia un casotto come qua.

  • Veronica Cireneo ha detto:

    Rientro tra i fedeli del vetus ordo perché sono contemporaneamente :”anziana nostalgica ed eccentrica esteta”.

    Questa chiesa sta attirando la maledizione di Dio.

    Non sapevo che un sacerdote potesse celebrare il Vetus senza chiedere il permessi al Vescovo.
    Allora perché chiedono il permesso?

    Nel novus non solo la fede non cresce, ma si ritrae, sparisce.
    Non mi dilungo sui motivi che sono noti a questo pubblico.

    Nel futuro?
    PREPARIAMO I RIFUGI.

    La riduzione del Vetus è solo un passo verso L’ABOLIZIONE DEL SANTO SACRIFICIO, come predetto.

    Grazie Monsignor Viganò.

    Solo una cosa: bOrgoglio ha la firma, ma NON È PAPA.
    Come disse il compianto Monsignor Livi.
    Peraltro in quanto iscritto come membro onorario del Rotary Club dal 1999, papa proprio non potrebbe essere.

    Dio ha permesso questa farsa della mafia dj San gallo?
    Sì.

    Ma non corrisponde alla Sua Volontà ed è in procinto di dimostrarcelo

    LAUDETUR NUNC ET SEMPER JESUS CRISTHUS

    • : ha detto:

      «Non sapevo che un sacerdote potesse celebrare il Vetus senza chiedere il permessi al Vescovo.
      Allora perché chiedono il permesso?»

      «Nelle Messe celebrate senza il popolo, ogni sacerdote cattolico di rito latino, sia secolare sia religioso, può usare o il Messale Romano edito dal beato Papa Giovanni XXIII nel 1962, oppure il Messale Romano promulgato dal Papa Paolo VI nel 1970, e ciò in qualsiasi giorno, eccettuato il Triduo Sacro. Per tale celebrazione secondo l’uno o l’altro Messale il sacerdote non ha bisogno di alcun permesso, né della Sede Apostolica, né del suo Ordinario» (Summorum Pontificum, Art. 2).

      «Nelle parrocchie, in cui esiste stabilmente un gruppo di fedeli aderenti alla precedente tradizione liturgica, il parroco accolga volentieri le loro richieste per la celebrazione della Santa Messa secondo il rito del Messale Romano edito nel 1962» (Summorum Pontificum, Art. 5. § 1).

  • alessio ha detto:

    Prepariamoci a versare lacrime di
    sangue perché dubito che ci
    saranno oltre a mons. Viganò
    pastori che guidino il popolo ,
    visto che stanno tutti zitti in
    attesa della pensione ;
    il buffone biancovestito ,
    rabbioso come sempre sbava
    di rabbia nel tentativo osceno
    di toglierci la Messa Antica
    di San Pio V , e quelli che
    hanno fatto carriera grazie
    a lui sono i nostri peggiori
    nemici e provocatori sempre
    in favore di telecamera
    come il loro capo .
    Aspetto con ansia che il vero
    Pontefice ,Papa Benedetto ,
    debolissimo ,ma con la
    forza di Dio , scriva o parli
    perché si metta fine a questo
    peccato che grida al Cielo .

  • Nicola Buono ha detto:

    Chi ha vissuto le gustato a Messa Tridentina, alla Messa Novus Ordo non ci va più, è questo che dà più fastidio a lorsignori. E di giovani se ne vedono tanti al Vetus Ordo.

  • PATER LUIS EDUARDO RODRÍGUEZ RODRÍGUEZ ha detto:

    Ma Dio ha altri progetti.
    ET EXPECTO TRIUMPHUM CORDIS IMMACULATI MARIÆ.

    126° ANNIVERSARIO OFFERTA VITTIMA ALL’ AMORE MISERICORDIOSO DI SANTA TERESA DEL BAMBINO GESÙ E DEL SANTO VOLTO.
    OTTAVA DI CORPUS CHRISTI.
    100 COMPLEANNO SR. ALBERTA (ALBERTINA), FIGLIA DELLA CARITÀ, SIENA.

  • Busiride ha detto:

    Cinquant’anni fa i fedeli avevano molta soggezione dei loro pastori, generazioni di papi e vescovi santi avevano ingenerato l’idea che tutto quello che i pastori disponevano fosse buono e santo e avesse come unico fine la salvezza delle anime. Con questa concezione ingoiarono amaramente il rospo della riforma liturgica senza fiatare. In questi ultimi 50 anni molte cose sono cambiate, il concetto stesso di autorità è stato scosso alla radice fuori dalla Chiesa ma anche al suo interno, i pastori non sono più capaci di farsi ubbidire, nella Chiesa ognuno fa quel che vuole. Quindi confido che i fedeli legati alla tradizione questa volta non vorranno continuare a essere gli unici allocchi che obbediscono sempre e comunque. Stavolta reagiranno come sarà giusto reagire.

    • Nicola Buono ha detto:

      Per Busiride @ ” e reagiranno come sarà giusto reagire ” Esatto . Infatti da alcuni siti cattolici internet emerge che si stanno già preparando a reazioni clamorose e suppongo non una tantum ma ad una lunga guerra.

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