Mons. Ics: ma Quanti Motu Proprio ha Pubblicato il Papa Ieri?

1 Maggio 2021 Pubblicato da 16 Commenti

Marco Tosatti

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, i giornali sono pieni e in adorante ammirazione del nuovo Motu Proprio del Pontefice regnante. Mons. Ics ci ha inviato questa riflessione, a mezza strada fra il serio e lo scherzoso. Scegliete voi da quale parte fare pendere la bilancia…

§§§

(solo per scherzare un po’)

Caro Tosatti, non son sicuro di aver capito quanti motu proprio abbia scritto il Papa.

Del primo ci informa Vatican News e si riferisce alla trasparenza delle finanze in Vaticano – Quello che Il Foglio di Cerasa titola “Il Populismo finanziario di Francesco”, e si riferisce al fatto che i dirigenti vaticani devono avere la fedina penale pulita, non devono aver beni in paradisi fiscali, non devono investire in azioni non etiche, non devono accettare regali di valore superiore a 40 euro, ecc.

Il SIR invece parla di un altro motu proprio: LA SVOLTA DEL PAPA: i reati dei cardinali giudicati dai laici in Tribunale. Ora, i reati sono di vario genere, sono materiali, di condotta, di danno, di pericolo, omissivi, istantanei e permanenti, ecc.

La prima considerazione è che ora partiranno denunce anonime a tutt’andare e riempiremo i tribunali di processi contro cardinali.

Magari dopo dieci anni saranno anche assolti perché il fatto non sussiste o per mancanza di prove.

Ma poiché è necessaria l’autorizzazione del papa, possiamo facilmente immaginare per quali cardinali potrà venir concessa l’ autorizzazione a procedere e per quali reati denunciati…

La seconda considerazione è che con questo motu proprio il sacramento della confessione, per i cardinali (tanto per cominciare) è finito!

Magari qualcuno insinua che così non svuotiamo i confessionali, ma certo non è vero per tanti santi cardinali, quelli che vorremmo tutelare.

I nuovi confessori saranno i giudici dei tribunali che dovranno seguire un apposito corso di dottrina morale, teologia, apologetica, diritto canonico, ecc. per poter condannare o meno detti cardinali. Ma dove verranno incarcerati i colpevoli? bel problema..

Terza considerazione. Mentre nel codice civile e penale il reato di apostasia e eresia non esiste, in quello canonico è piuttosto grave.

Facciamo giudicare anche questo reato da un tribunale civile o penale?

Mica male come prospettiva. Con questo motu proprio si può togliere dai piedi i cardinali che non vuole che entrino nel prossimo Conclave, ridimensiona la confessione, fa decidere dai tribunali laici il peggior delitto commesso da un cardinale: l’eresia.

Ma in più, secondo lei caro Tosatti, per estensione democratico-egualitaria, questo motu proprio sarà riferibile anche ai “reati” commessi dal Vescovo di Roma?

Giusto per sapere…

Mons. Ics.

§§§




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16 commenti

  • Agostino ha detto:

    Quanto lavoro inutile! Si comportano e danno per scontato che il Bergoglismo sia definitivo e che la Chiesa sia questa per sempre, cioè secondo le loro intenzioni e le loro visioni. Vivono il loro momento come se la Chiesa fosse “roba” loro, dopo essere riusciti finalmente a metterci sopra le mani. Ma non hanno fatto i conti con i progetti di Dio, che rimetterà in fila le cose secondo le sue vie. Certo la situazione concreta è questa e nessuno lo mette in bubbio, ed il realismo porta a constatare che i fatti sono questi: che il Papa è Bergoglio e Benedetto XVI non lo è più, che ciò che fa Bergoglio è fatto bene perché finalmente I privilegi stanno cadendo uno dopo l’altro, che sta moralizzando la Chiesa rendendola più trasparente (si fa per dire), che finalmente la Chiesa si sta mettendo al passo coi tempi, consentendo la Santa Comunione agli adulteri ostinati e felicemente risposati civilmente, che i preti finalmente senza più talare puzzano di pecora (ma sarebbe più giusto dire di caprone) e tante altre cose di questo genere amministrative, dottrinali e pastorali. Insomma la Nuova Chiesa del Nuovo Papa venuto dalla fine del mondo che un tempo faceva il buttafuori nei locali più o meno malfamati di Buenos Aires e che ora sta pian piano buttando fuori (dalla Chiesa vera) tutto il Sacro possibile. Come dire il lupo (è proprio il caso di dirlo) perde il pelo ma non il vizio. Peccato che sia tutto nullo, invalido, fasullo e inutile. Il tempo è sempre stato galantuomo e niente, specialmente le imposture sono destinate a durare. Parola di N. S. Gesù Cristo.

  • Donna ha detto:

    Una domanda grrr: “Ma anche Bergoglio , in qualità di vescovo di Roma, potrà essere giudicato da dei laici? !”… chissà perché viene alla mente Pilato…Erode…Sinedrio …scribi e farisei

    • MARIO ha detto:

      Cara Donna,
      ma lei dove vive, sulla luna? Questa norma purtroppo è in vigore già da 8 anni e il tribunale dei laici (soprattutto scribi e farisei) è sempre in attività ed emette sentenze a raffica, quasi tutti i giorni.
      Speriamo che Bergoglio prenda i dovuti provvedi, magari con un apposito motu proprio…

  • Antonio Cafazzo ha detto:

    Scusi, Francesco. Mi sembra che Lei abbia un atteggiamento pilatesco.
    Tempo fa disse “… chi sono io per giudicare…”.
    Ora fa un Motu e passa la palla “giudicante” ai “giudici civili”.
    Non le pare che se ne lavi un po’ spesso le mani?
    Capisco che il suo lemma distintivo è la “Misericordia” ma non sa che fra le funzioni di un REGNANTE c’è anche quella “giudicante”?.
    Sta, forse, abdicando?
    Comunque penso che si trovi un po’ a mal partito con queste “umane” faccende per cui ha una certa inquietudine.
    Per questo, per rincuorarla un po’, le invio un video con allegre libellule danzanti (non sono quelle che giorni fa ha ricevuto in udienza e che ha consolato dicendo loro: “Avete perso tutto ma non Dio né la fraternità”. Non sono loro ma sono proprio graziosissime).

    • MARIO ha detto:

      Cafazzo, ti stai convertendo? Perché vedo che cominci ad apprezzare anche le cose belle e gioiose…
      Sono le letture dell’antico Re Davide che ti hanno ispirato?

      • Adriana 1 ha detto:

        Mario,
        c’è da supporre che Antonio Cafazzo non si aspettasse una replica di”Holiday on ice” da quelle parti.

  • Ottotrapen ha detto:

    Quando il Signore avrà manifestato che la votazione che ha eletto Sommo Pontefice il card. Bergoglio è nulla e quando avrà ristabilito la sua Chiesa con l’elezione di un vero Papa, il nuovo Pontefice avrà tanto da usare la ramazza per spazzare tutte le porcherie che si sono accumulate in questi anni.

  • Carlo ha detto:

    Solo per chiarezza. Ai cardinali e teologi bergogliani: quando il papa firma un Motu Proprio, non necessariamente sta acquistando una motocicletta.

  • Maria Michela Petti ha detto:

    Presumo che non sia costata molta fatica al papa regnante, dalla scrittura facile e copiosa quale si è rivelato, la stesura dei due ultimi Motu proprio, pubblicati nel giro di 24 ore. Quel che mi ha destato un immediato sospetto – e l’ho rilevato in un precedente commento relativamente alla pubblicazione del primo recante “disposizioni sulla trasparenza nella gestione della finanza pubblica” – è la correlazione temporale con la valutazione delle norme varate in materia negli ultimi tempi in Vaticano e oggetto del Rapporto in esame per l’eventuale approvazione (e divulgazione non prima della metà di giugno) presso i competenti organismi internazionali preposti allo scopo per contrastare la corruzione e i crimini finanziari.
    Con piacere ho notato che anche alcuni giornalisti, al contrario dei soliti irriducibili noti, hanno colto il lampante tempismo nella pubblicazione delle due Lettere Apostoliche; la seconda riguardante le modifiche al sistema giudiziario. Se poi a ciò si aggiunge quell’intenzione della preghiera mensile in favore “dei responsabili della finanza” che tanti interrogativi ha fatto porre alla nostra attenzione da parte di OM, qualche giorno fa (a tal proposito avevo azzardato: “captatio benevolentiae”, per il motivo prima esposto), allora: se proprio non si vuol credere ai tre indizi che fanno una prova, almeno mi si conceda che forse – anzi: spesso, come diceva qualcuno – ci si azzecca, senza tormentarsi troppo sul se si faccia peccato a pensar male…
    Mons. Ics gradirebbe sapere se sia riferibile anche al Vescovo di Roma il Motu proprio sulle «ulteriori modifiche dell’ordinamento giudiziario dello Stato della Città del Vaticano». Ebbene: tutti i titoli finora attribuiti al Romano Pontefice, nella pagina della nuova edizione dell’Annuario Pontificio dedicata a Bergoglio – che continua ad essere definito vescovo di Roma – sono sistemati sotto la sua biografia. «Separati da essa con una breve linea di demarcazione – fa notare un giornalista che elenca tutte le “curiosità” del Libro, pubblicato da poco, a cura come sempre della Segreteria di Stato Vaticano – tutti con lo stesso carattere più piccolo, e soprattutto introdotti con il titoletto: “Titoli storici”».
    https://www.acistampa.com/story/il-nuovo-annuario-pontificio-curiosita-nomine-assenze-16926

  • Acido Prussico ha detto:

    Anche questo video … per scherzare un po’ (ricordando – però – i famosi DUBIA senza risposta), per rinfrancarci un po’ per un “triste” 1° maggio senza le manifestazioni della “classe lavoratrice” e i “serissimi” motu proprio del Regnante.

  • Paolo, da Padova ha detto:

    Eh no: “prima sedes a nemine iudicatur”.

  • monica ms ha detto:

    saranno contente le procure italiane, così vuote di cause autoctone. Del resto si sà che una causa in Italia si risolve in massimo 12 mesi. C é quindi spazio per prendere quelle di competenza vaticana e anche di san Marino.

  • roth ha detto:

    sarà stato anche scherzoso Mons.ICS ma ha chiarito perfettamente la situazione paradossale della chiesa bergogliana oggi . grazie

  • tommado ha detto:

    Una piccola riflessione.
    Questo motu proprio regolerà solo casi sorti successivamente alla sua entrata in vigore.
    E quelli, invece, già realizzatisi.
    Chi ha avuto, ha avuto, ha avuto,
    chi ha dato, ha dato, ha dato,
    scurdámmoce ‘o ppassato.

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