L’Abate Faria il DDL Zan e l’incredibile, ineffabile, Ambiguità della CEI.

29 Aprile 2021 Pubblicato da 14 Commenti

 

Marco Tosatti

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, l’Abate Faria ha saputo che il ddl liberticida Zan è stato calendarizzato al Senato. Questo è il suo commento. Buona lettura.

§§§

Caro Tosatti,

ho saputo non senza apprensione mista a tristezza della notizia che il famigerato DL Zan è stato incardinato in commissione giustizia del Senato per essere discusso e, a questo punto a meno di un miracolo, definitivamente approvato.

A parziale consolazione, il fatto che il relatore sarà lo stesso presidente della Commissione, che essendo della Lega si spera che almeno venderà cara la pelle.

Ma tant’è. Vorrei invece soffermarmi un attimo sulla nota diffusa dalla Cei a valle della notizia. Oltre alla consueta tempestività d’azione cui da tempo ci hanno abituato i nostri pastori sempre più odoranti di pecora e sempre meno di Cristo, e trascurando il non banale dettaglio che anzichè bocciare l’iniziativa senza se e senza ma sembra quasi che se migliorato alla Cei il Dl Zan non dispiaccia poi tanto, ciò che mi ha lasciato alquanto perplesso della per altro timidissima nota è laddove giusto all’inizio la Presidenza ha voluto ribadire “il sostegno a ogni sforzo teso al riconoscimento dell’originalità di ogni essere umano e del primato della sua coscienza”.

L’affermazione è in effetti piuttosto ambigua, prestandosi a letture anche tra di loro antitetiche (ciò che, sia detto per inciso, non stupisce più di tanto essendo ambiguità e confusione i tratti dominanti dell’attuale corso ecclesiale, a partire dalle più alte sfere).

Se infatti la sottolineatura della “originalità” e del “primato della coscienza” è riferita al fatto che nessuno può essere costretto a pensare secondo i canoni di un pensiero dominante che vuole imporre una e una soltanto visione della realtà; se cioè l’obiettivo è rimarcare l’unicità di ogni essere umano e la non disponibilità ad essere annullato in un tutto indistinto dove non c’è più differenza tra maschile e femminile, ecc., allora il ragionamento ha un suo perché.

Ma se all’opposto in quella affermazione – soprattutto il riferimento al “primato della coscienza” –  vi fosse una seppur larvata apertura alle istanze care alla galassia Lgbt e ai fautori dell’ideologia gender di cui è impregnato il Dl Zan, beh allora in questo caso le cose cambierebbero. E neanche poco. Perchè “primato della coscienza” vorrebbe dire che lo decido io ciò che sono o non sono, o meglio ciò che  – in coscienza – mi sento o non mi sento di essere a prescindere dal dato biologico. Che è esattamente dove vogliono andare a parare Zan&Co.

E per come prosegue la nota – “Tuttavia, una legge che intende combattere la discriminazione non può e non deve perseguire l’obiettivo con l’intolleranza, mettendo in questione la realtà della differenza tra uomo e donna” – con quel chiaro riferimento alla discriminazione che si vuole combattere, è lecito pensare che sia buona la seconda lettura.

Proprio per questo sarebbe oltremodo auspicabile un chiarimento da parte della Cei, risparmiandoci magari improbabili e inopportuni esercizi di funambolismo all’insegna di un dialogo che, su questa come su altre questioni, semplicemente non può e non deve esserci.

Ma, ahimè, sono altresì persuaso che nessun chiarimento arriverà mai. E anche qui, caro Tosatti, tutto torna.

Abate Faria

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14 commenti

  • FRANJO ha detto:

    A me è risultata inquietante quest’altra parte del comunicato: “È necessario che un testo così importante cresca con il dialogo e non sia uno strumento che fornisca ambiguità interpretative.”

  • Lucy ha detto:

    @ Raffaella.
    Hai scritto bene ” il comunicato della CEI è una rovinosa caduta verso il basso ” , aggiungo io nella guerra contro la verità antropologica e la libertà dell’uomo educativa compresa .Il ddl Zan ha piantatlo un’altra bandiera vittoriosa nelle tappe di questa guerra .Parafrasando il tagliente giudizio di Churchill sul patto di Monaco del 38 si può ben dire che la CEI sul ddl Zan poteva scegliere tra il disonore e la guerra.HA SCELTO IL DISONORE E AVRÀ LA GUERRA ma purtoppo si può essere certi che neppure la combatterà.

    • Sherden ha detto:

      Bellissimo paragone.
      Semmai inizieranno a combattere sarà perché gli verranno meno, in primis, i quattrini e, in secundis, la considerazione dei salotti radical-chic. Ovvero quando, “a babbo morto”, verranno trattati da inutili pezzenti quali sono. Chi ha svenduto il suo Tesoro per avere un posticino alla tavola dei padroni, prima finisce a fare il cameriere e poi l’accattone.

  • Giovanni ha detto:

    Ieri ho trovato un prete in talare, che mi ha raccontato delle discriminazioni e delle angherie subite a causa della sua fedeltà alla dottrina di due millenni di Cattolicesimo. La legge Zan lo aiuterà?

  • giovanni ha detto:

    Concordo su ambiguita’ e che non ci sara’ nessun chiarimento. D’altra parte non ci voleva molto per citare ad esempio il Levitico ed essere perentori. Quando approveranno il ddl zan, avremo modo di provare la nostra fede nel crogiuolo delle prevedibili conseguenze .
    Forse finire in mezzo ad un branco di lupi affamati concederebbe piu’ chances.

  • CARMELO ha detto:

    A proposito del primato della coscienza:
    “Il lupo di cattiva coscienza come opera così pensa”.
    “Per molti la coscienza inizia lì dove finisce il vantaggio.”

  • Maria Michela Petti ha detto:

    Chiedo scusa per l’invio errato al Post relativo alla riflessione di Mons. Ics del seguente commento.(Grazie!)

    Colgo nel linguaggio adottato da tempo dalla CEI l’esternazione di “quel modo che ditta dentro” – “modo” non certamente rispondente ai canoni del “dolce stil novo” dantesco – bensì la trasmissione di informazioni che sono espressione e rappresentazione delle intenzioni di chi le diffonde e insieme un catalizzatore di tendenze e processi in atto. La cosa ormai non mi sorprende più.
    Tanto per restare all’attualità: inizia nel pomeriggio di oggi la sessione del sinodo dei luterani che in modalità virtuale svilupperà tematiche come da programma al link di seguito e che non si discostano da quelle ricorrenti nella quotidiana divulgazione di cui siamo destinatari.
    Senza vantare capacità divinatorie che non mi riconosco, le conclusioni cui perverrà tale gruppo di lavoro sospetto possano essere propedeutiche alla lettura dell’Instrumentum laboris in preparazione alla CEI e che dovrebbe essere trasmesso nei prossimi mesi a tutte le realtà ecclesiali italiane per entrare nel vivo del percorso sinodale (al momento ancora vago) nel nostro Paese, sollecitato da anni dal papa e annunciato dal card. Bassetti al termine del Consiglio permanente (del 21-24 marzo scorso) con l’orizzonte tracciato al giubileo del 2025.
    Nel comunicato finale relativo a tale riunione si legge tra l’altro che l’evento si propone – e che pertanto deve essere inteso – «più che [per] un contenuto… come uno stile capace di trasformare il volto della Chiesa che è in Italia», come occasione di riflessione sul “mutamento in corso” per valorizzare le ”peculiarità pastorali” di ogni realtà locale, mirando alla «conversione missionaria della pastorale e delle comunità».
    https://www.nev.it/nev/2021/04/28/inizia-il-sinodo-luterano-continuita-cambiamento-futuro/

  • VITMARR ha detto:

    Il concetto di “primato della coscienza” nei compoertamenti privati non è un principio che può entrare nelle leggi positive che appunto regolano questi comportamenti . A dire il vero Il “primato della coscienza ” di cui ha parlato Francesco non ha nemmeno riscontro nelle grandi religioni attuali . Infatti , se si fa riferimento alla teoria luterana della giustificazione, si continua a dimenticare che per Lutero la giustificazione dei comportamenti è sottoposta alla Grazia che è appunto la grande assente oggi in Vaticano.

    • stilumcuriale emerito ha detto:

      Lei parla giustamente di comportamenti, ma questi di come funziona tutta la faccenda dei comportamenti umani non sanno niente (scientificamente parlando) . HANNO IDEE STRAMPALATE NON SOLO DAL PUNTO DI VISTA SCIENTIFICO MA ANCHE DA QUELLO TEOLOGICO MORALE.
      Nb: il tutto maiuscolo è venuto in modo casuale ma lo lascio, perchè va benissimo.

  • Adriana 1 ha detto:

    Come usare la frase del Card. Newman pro domo “loro”( e dei loro amici ).

  • Raffaella ha detto:

    Nel leggere il comunicato della Cei mi ha colto una tristezza infinita; la strada intrapresa mi sembra chiara ed è una rovinosa caduta verso il baratro del riconoscimento dell’ideologia gender a cui seguirà il riconoscimento delle unioni contro natura e conseguente loro benedizione anche nel nostro Paese.
    Spero di sbagliarmi ma temo di no!

  • Eleazar ha detto:

    Ottimo il ragionamento dell’abate Faria.
    A noi non resta che pregare affinché il miracolo invocato all’inizio abbia luogo.

  • Ambra ha detto:

    Ambiguità e confusione .
    Le cosiddette ambiguità e confusione odierne vengono da lontano.
    Non le aveva anticipate Orwell in 1984 ?
    Non stiamo parlando della neo lingua che ha invaso i nostri media e che, con l’abolizione del catechismo di Pio X è stata ufficialmente insediata nella chiesa ?

  • Boh ? ha detto:

    Originalità di ogni essere umano ? Sì certo: a uno dei servi vennero affidati 5 talenti, ad un secondo 2 e ad un terzo solo 1. Quindi, a seconda dei talenti ricevuti e da far fruttare ciascuno di noi possiede delle caratteristiche peculiari.
    Primato della sua coscienza ? O non viene prima la legge del Signore ?

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