Danilo Castellano: la Legge Zan va contro Libero Pensiero e Verità.

26 Aprile 2021 Pubblicato da 5 Commenti

Marco Tosatti

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, un’amica del nostro blog ci ha inviato questa importante e interessante riflessione del prof. Danilo Castellano, un eminente giurista veneto, sul Disegno di Legge Zan, e sulle affermazioni fatte in proposito dal leader della Lega, Matteo Salvini, e dal governatore della Regione Veneto, Zaia, appare sul portale Informazione Cattolica. Buona lettura. 

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Il giurista ha fatto le pulci alle affermazioni di Matteo Salvini (Lega), contrario alla proposta di legge perché sarebbe “illiberale”, spiegando che sono due le cose che non vanno in queste affermazioni del leader della Lega. La prima è che “la legge (positiva) non ha per fondamento la volontà, ma la razionalità (intesa in senso classico)”.

Ricordando che la differenza tra razionalità classica e razionalità moderna è data dal fatto che la prima è “contemplativa”, la seconda “operativa” (la razionalità classica, infatti, “è coglimento dell’ordine naturale e conformità all’ordine naturale delle cose” mentre “la razionalità moderna è mero calcolo, ricerca della via più breve per arrivare a conseguire il risultato che ci si è prefissi di raggiungere”), il professor Castellano ha spiegato che è irrilevante per la legittimità di una legge positiva il consenso (il “consenso volontaristico” che ritiene inutile l’argomentazione. Non si tratta, quindi, né del “consenso dialettico”, vale a dire dato dopo ampia discussione e approfondita riflessione, né del “consenso” del “senso comune”, ovvero del “buon senso” naturale degli esseri umani).

 

Per il professor Castellano, infatti, “il consenso può essere dato anche a leggi inique: si pensi, per esempio, alle leggi razziali, all’aborto procurato e via dicendo. Tutte le leggi (positive) – giuste e ingiuste – sono approvate nei sistemi liberal-democratici dai Parlamenti. Quindi esse godono del consenso della maggioranza. A maggior ragione esse godono di questo consenso nel caso di approvazione per via referendaria. Il consenso (volontaristico) non ha il potere di cambiare la natura delle ‘cose’, di costituire la giustizia. Per esempio un creditore non può essere trasformato in debitore per norma, ope legis. Anche se ciò è avvenuto. Si pensi, a questo proposito, alla normativa vigente relativa al cosiddetto bail-in“.

 

Inoltre il noto giurista ha ricordato a Matteo Salvini che “la legge (positiva), essendo o dovendo essere un comando razionale privo di passione, deve prescrivere il bene e vietare il male. Perciò essa deve inevitabilmente pronunciarsi su ciò che è bene e su ciò che è male, sul giusto e sull’ingiusto. La sua ‘neutralità’ è impossibile”.

 

Il professor Castellano ricorda che ha ragione Salvini nell’affermare che la legge “non condivisa” va contro la dottrina giuridica liberale ma lo stesso Salvini “sembra non considerare che la teoria liberale della legge è, in ultima analisi, insostenibile, perché è necessariamente destinata a portare o all’anarchia o al totalitarismo. Tertium non datur. La teoria liberale della legge, infatti, vanifica (almeno virtualmente) il diritto, riconoscendo alla persona una sovranità sulla stessa legge, persino sulla Costituzione”.

 

All’opposto, spiega il professor Castellano, “la stessa teoria liberale della legge, al fine di evitare l’anarchia, è stata costretta a proporre la dottrina del repubblicanesimo (magistralmente teorizzato da Rousseau), il quale tutto fa dipendere dallo Stato, persino l’esistenza dell’individuo. Esso, pertanto, – cioè lo Stato – è signore non solo del diritto ma della stessa realtà”.

 

Il giurista ha attaccato anche le dichiarazioni di Luca Zaia (Presidente del Veneto) a proposito della Proposta di legge Zan.

 

Zaia, secondo quanto ha scritto il quotidiano La Verità lo scorso 9 aprile, ha dichiarato che “prima o poi passerà” ma questa affermazione fa dire al professor Castellano che “il cosiddetto ‘principio di effettività’ non” può essere “assunto a criterio di giudizio. Altrimenti si finirebbe per accogliere l’assurda teoria hegeliana secondo la quale ciò che è ‘reale’ (cioè effettivo) è ‘razionale’, facendo così della sociologia la scienza sovrana alla luce della quale operare le cosiddette ‘scelte’ politiche (che ‘scelte’ non sarebbero, essendo semplici ‘registrazioni’)”.

 

Il professor Castellano, commentando certe affermazioni di Zaia, ha aggiunto che va respinta “la rivendicazione di vedere riconosciuta la pratica dell’omosessualità come diritto soggettivo. Il che comporterebbe, a cascata, il riconoscimento di altri ‘diritti’: dal cosiddetto ‘matrimonio’ omosessuale alle adozioni”.

 

Secondo il giurista, diversi benpensanti contemporanei, basano le loro opinioni, forse inconsapevolmente, sulla dottrina kantiana. “La dottrina liberale, che si ispira al pensatore di Königsberg, sostiene, infatti, che la tua libertà termina dove inizia la libertà degli altri. Perciò nessuna interferenza nel ‘privato’ è lecita. Il primo problema, però, – anche prescindendo da altre questioni – è la definizione di ‘privato’, la sua perimetrazione. Il secondo problema è rappresentato dalla richiesta di far assurgere a ‘pubblico’ ciò che sarebbe da considerarsi ‘privato’: la Proposta di legge Zan, infatti, postula il ‘riconoscimento’ (e ciò segna già il passaggio dal ‘privato’ al ‘pubblico’) del ‘diritto all’omosessualità’, rectius il riconoscimento del diritto alla sua pratica: non meramente a quella di fatto ma a quella pubblicamente riconosciuta. Il che porta al ‘superamento’ della dottrina kantiana o, meglio, al suo coerente sviluppo, il quale incorre in una radicale contraddizione e, perciò, segna la sua fine. Infine va preso atto di una terza, significativa, dichiarazione di Zaia: ‘le libertà – egli dice – devono essere garantite a tutti’. Non c’è dubbio. Di quali libertà, però, parliamo? Il contesto delle dichiarazioni del Governatore del Veneto consente di rilevare con certezza che le libertà, di cui parla Zaia, sono quelle ‘liberali’, la cui applicazione è rivendicata con maggiore coerenza e maggiore profondità dai ‘radicali’, dall’anima, cioè, più liberale del liberalismo. La libertà liberale è, propriamente parlando, la ‘libertà negativa’, quella libertà, cioè, che è regolata nel suo esercizio solamente dalla libertà e che, quindi, non ha criteri. L’unico criterio/non-criterio è la volontà/potere. Non si tratta del riconoscimento della ‘libertà di scelta’, ma della ‘libertà di autodeterminazione’ assoluta”.

 

Per il professor Castellano il Presidente del Veneto Zaia dovrebbe invocare “non il riconoscimento delle libertà per tutti (il riconoscimento è già limite e regola per l’esercizio della libertà e, quindi, è – almeno parziale – negazione della dottrina giuridica liberale) e la loro garanzia (che è già richiamo ad un ‘potere’ sovraindividuale), ma l’assenza totale della legge. Invece, egli, contraddicendosi, ha prospettato (in un’altra recente occasione) l’opportunità di ricorrere al TSO (Trattamento sanitario obbligatorio) in presenza della pandemia da coronavirus”.

 

Per il giurista Castellano “questa contraddizione del Governatore del Veneto è oggettivamente rilevante, perché è dimostrazione dell’impossibilità dell’assenza della legge (positiva) e della sua neutralità. Resterebbe, comunque, da considerare che anche in assenza della legge positiva, la legge non scompare, essendo ineliminabile quella naturale e quella divina”.

 

Dopo aver ricordato che in ogni epoca l’omosessualità è stata praticata, e che talvolta è stata esaltata altre volte punita, il professor Castellano ha ricordato che oggi l’Occidente, “figlio del protestantesimo e del liberalismo che è la sua secolarizzazione” rivendica il “diritto” al “libero esercizio della miseria morale dell’uomo e propone la sua debolezza come forza. Lo fa sulla base di un’illuministica (e astratta) eguaglianza agli stessi ‘diritti’ che diritti propriamente non sono, essendo essenzialmente pretese. Ciò che si ritiene favorisca l’eguaglianza dei ‘diritti’ è la ‘libertà negativa’ la quale è negazione della libertà. Il riferimento, perciò, a Salvini e a Zaia (che, nonostante le diverse apparenze, sono figli di questa cultura) non è motivato da ragioni personali: le loro posizioni, infatti, sono condivise trasversalmente. Il riferimento non è alla Lega in sé o a suoi uomini. Le questioni sollevate dalle dichiarazioni di Salvini e di Zaia e poste, ancor prima, dalla Proposta di legge Zan, investono un problema nodale e decisivo per la definizione di civiltà, in particolare per la definizione di civiltà giuridica. Il diritto, infatti, non è imposizione di norme tendenti alla realizzazione di un’astratta e vuota eguaglianza (non rinvenibile nell’esperienza), ma determinazione di ciò che è giusto”.

 

Concludendo la sua riflessione giuridica il professor Castellano ha ribadito che la proposta di legge Zan, istituendo il reato di omofobia, offende la libertà di pensiero (dogma del liberalismo) e la libertà del pensiero, che è diritto della verità. Secondo il giurista, inoltre, “pretende di imporre il nichilismo (teoretico, morale, giuridico) per norma e di annullare l’ordine morale per legge”.

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5 commenti

  • Adriana 1 ha detto:

    Scusate, ma mi pare ci sia una personalità più qualificata della vostra a discutere la questione:
    ” Sono contrario alla legge Zan, vietare il dissenso è liberticida.Il martellamento ideologico non ha effetti positivi sulla società ed è privo di valenza sul comportamento delle persone….tutti siamo d’accordo che non c’è bisogno di picchiare un gay, che chi odia le minoranze è un essere abietto, ma non bisogna farne un dogma. Non serve una legge a stabilirlo, la cultura non è un atto normativo…Inserire l’identità di genere nei programmi scolastici è una violenza perfino superiore alla violenza dell’utero in affitto”.
    Firmato:
    Maurizio Coruzzi, ( in Arte : “Platinette” ) .

  • Non Metuens Verbum ha detto:

    Il professor Castellano , grande filosofo tomista discepolo del grandissimo Cornelio Fabro (ho avuto l’onore di incontrare e conoscere ambedue) fa toccare con mano l’inanità di affidarsi alla classe dei politici professionisti (ben poco professionali) per conseguire quello che dovrebbe essere lo scopo della Politica, cioè il conseguimento del Bene Comune, laddove Comune non significa di poco conto e da godersi in pecoreccia compagnia, ma significa Bene conforme alla Ragione Umana, regolatrice della Natura in ossequio all’ordine donatole dal suo Creatore.

  • giorgio rapanelli ha detto:

    Io capisco poco di giurisprudenza, ma so come agiscono i nemici della religione cattolica e della sua civiltà giudaico-cristiana, imposta da Carlo Magno nel suo Sacro Romano Impero. Che è stata la nostra civiltà, malgrado le divisioni e le eresie, come quella di Martin Lutero.
    E’ stato sempre l’obiettivo della Sinistra instaurare un Ordine Nuovo, soprattutto se dietro c’è la spinta delle logge angloamericane e dell’alta finanza, che foraggiarono la Rivoluzione Francese, Lenin e tutte le rivoluzioni comuniste nel mondo.
    Divorzio, aborto, spinello libero, modica quantità di droga pesante ad uso personale, e così via, fino alla legge Zan: sono tutti sistemi fatti passare per diritti individuali e razionali, ma tutti tendenti a distruggere l’individuo, la cristianità e la chiesa cattolica. Sono a buon punto: da una parte chierici felloni e seguaci di Satana; dall’altra i fedeli che abbandonano la Chiesa cattolica che non comunica più ad una popolazione che ha Internet, e lì trova un risposta ai suoi quesiti e tecniche per ottenere risultati.
    Noi ancora andiamo avanti con il Cristo che si è incarnato ed è morto per lavare i nostri peccati e per darci un strada verso il Padre. Per cui devi credere in ciò… E’ vero…Abbiamo perso chi vuole toccare con mano come San Tommaso e non crede più ai discorsi teologici. Difficili… Mentre la realtà è più semplice. Quando assumo l’Eucaristia, assumo il Corpo e il Sangue del Cristo che si sacrifica ancora in modo incruento sul Golgota. Se per alcuni è une questione di Fede, per me è solo “conoscenza”. So come avviene e perché. Non ho bisogno di Fede. Quella la lascio per andare oltre l’Abisso, verso la Trinità.
    I fedeli vanno gesti, movimenti, ripetono formule senza sapere perché. Solo per fede: Finché, stufi, vanno da altri, vanno a famiglie cattoliche intere a Scientology, perché è una religione “funzionale”. Perché nessuno ha detto loro che la Chiesa cattolica ha tecnologie ancora più funzionali, dove Scientology non può giungere. Mi sono stati cancellati filmati con cui rivelavo quale era la parte occulta di alcune liturgie.
    Adesso metto una robetta: cosa avviene con il Segno della Croce?
    https://www.youtube.com/watch?v=NgNEnqczHsE.
    E’ “funzionale”. Tutto è funzionale nella chiesa cattolica. Ossia, promuove una Causa per ottenere un Effetto positivo. Ad un livello irraggiungibile per i santoni umani, che non sono Figli di Dio per volontà del Padre.
    Quanto ai lacchè del Potere mondiale: preghiamo per loro, perché si convertano, prima di finire nell’Ottava Sfera, quella che noi chiamiamo inferno, di cui nulla sappiamo, salvo il fuoco, che è acqua fresca per la regressione degli spiriti che lì sono condannati.

  • stilumcuriale emerito ha detto:

    Discorsi accademici per accademici, poco adatti per un pubblico di gente comune o comunque non usa al linguaggio proprio dei giuristi. Ergo: no comment.

  • Enrico Nippo ha detto:

    “La tua libertà termina dove inizia la libertà degli altri”.

    Ma … se non si sa cos’è la libertà?

    Cos’è la libertà?

    Una parola terrificante come amore e pace.

    Ci sono tante libertà, tanti amori, tante paci.

    Pensiamo alla bufala risorgimentale: “libera chiesa in/e libero stato”: che vuol dire?

    Libertà: parola … in libertà.

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