Viganò: il Sopruso in San Pietro, e il Silenzio Pavido e Complice dei Prelati.

31 Marzo 2021 Pubblicato da 24 Commenti

Marco Tosatti

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, con piacere condividiamo con voi questo scritto ricevuto dall’arcivescovo Caro Maria Viganò in merito al divieto di celebrare messe individuali a San Pietro. Buona lettura.

 

 §§§

EXIVIT DE TEMPLO

A proposito della scandalosa proibizione delle Ss. Messe private

nella Basilica di San Pietro in Vaticano

Jesus autem abscondit se, et exivit de templo.

Gv 8, 59

Il 12 Marzo scorso, con una ordinanza senza firma, senza numero di protocollo e senza destinatario, la Prima Sezione della Segreteria di Stato ha vietato la celebrazione delle Messe private nella Basilica di San Pietro in Vaticano, a decorrere dalla Prima Domenica di Passione. Nei giorni successivi i Cardinali Raymond L. Burke, Gerhard L. Müller, Walter Brandmüller, Robert Sarah e Giuseppe Zen hanno espresso il proprio motivato sconcerto per questa decisione, che per la forma irrituale nella quale è stata redatta lascia intuire un ordine esplicito di Jorge Mario Bergoglio.

La dottrina cattolica ci insegna quale sia il valore della Santa Messa, quale la gloria resa alla Santissima Trinità, quale la potenza del Santo Sacrificio per i vivi e per i defunti. Sappiamo parimenti che il valore e l’efficacia della Santa Messa non dipendono dal numero dei fedeli che vi assistono né dalla dignità del celebrante, ma dalla reiterazione in forma incruenta dello stesso Sacrificio della Croce per opera del sacerdote celebrante, il quale agisce in persona Christi e a nome di tutta la Santa Chiesa: suscipiat Dominus sacrificium de manibus tuis, ad laudem et gloriam nominis sui; ad utilitatem quoque nostram totiusque Ecclesiae suae sanctae.

La scandalosa decisione di un anonimo funzionario della Segreteria di Stato, facilmente identificabile nell’innominabile mons. Edgar Peña Parra, rappresenta purtroppo una esplicitazione della prassi delle Diocesi di tutto il mondo: sono sessant’anni che le deviazioni dottrinali introdotte dal Vaticano II insinuano che la Messa senza popolo non abbia valore, o che ne abbia meno rispetto ad una concelebrazione o ad una Messa alla quale assistono i fedeli. Le norme liturgiche postconciliari vietano l’erezione di più altari nella stessa chiesa e prescrivono che durante la celebrazione di una Messa all’altare maggiore non si debbano celebrare altre Messe negli altari laterali. Lo stesso Missale Romanum montiniano prevede addirittura un rito specifico per la Missa sine populo, nel quale sono omessi i saluti – ad esempio il Dominus vobiscum o l’Orate, fratres – come se, oltre ai presenti, non assistessero al Sacrificio Eucaristico anche la Corte celeste e le anime purganti. Quando un sacerdote si presenta in qualsiasi sacristia dell’orbe chiedendo di poter celebrare la Messa – non dico nel rito tridentino, ma anche in quello riformato – si sente rispondere invariabilmente che può unirsi alla concelebrazione già prevista, e in ogni caso è guardato con sospetto se chiede di poter celebrare senza avere al seguito qualche fedele. Inutile obiettare che la Messa privata è un diritto di ogni sacerdote: la mens conciliare sa andare ben oltre la lettera della legge per applicare con tetragona coerenza lo spirito del Vaticano II manifestandone la vera natura.

D’altra parte, la Messa riformata è stata modificata per attenuare, tacere o negare esplicitamente quei dogmi cattolici che costituiscono un ostacolo al dialogo ecumenico: parlare dei quattro fini della Messa è considerato scandaloso, perché questa dottrina disturba quanti negano il valore latreutico, propiziatorio, di azione di grazie e impetratorio del Santo Sacrificio, definiti dal Concilio di Trento.

Per i Modernisti non vi è nulla di più detestabile della celebrazione contemporanea di più Messe, così come è intollerabile la celebrazione coram Sanctissimo cioè davanti al tabernacolo posto sopra l’altare. La Santa Messa, per costoro, è una cena, una festa conviviale, e non un sacrificio: per questo l’altare è sostituito da una tavola e il tabernacolo non è più presente sopra l’altare, spostato in «un luogo più consono per la preghiera e il raccoglimento»; per questo il celebrante è rivolto al popolo e non a Dio.

L’ordinanza della Segreteria di Stato, al di là dello sgarbo nei riguardi dei Canonici della Basilica e dell’ipocrita escamotage dell’assenza di firma e protocollo, rappresenta solo l’ultima conferma di un dato di fatto che evidentemente non vuole essere né ammesso né contrastato da quanti, pur con buone intenzioni, si ostinano a considerare i singoli atti senza volerli inquadrare nel contesto più vasto del cosiddetto postconcilio, alla luce del quale anche i più insignificanti cambiamenti acquistano una coerenza inquietante e dimostrano la valenza eversiva del Vaticano II. Il quale, è ben vero, ribadisce a parole il valore della Messa privata – come ricorda Sua Eminenza Burke nel suo recente intervento – ma di fatto l’ha resa appannaggio di qualche “nostalgico” destinato all’estinzione o di gruppi di fedeli eccentrici. La sufficienza con cui i liturgisti pontificano su questi temi è indicativa di un’insofferenza per tutto ciò che di Cattolico sopravvive nel martoriato corpo ecclesiale. Sempre in coerenza con questa impostazione, Bergoglio può impunemente negare a Maria Santissima il titolo di Mediatrice e Corredentrice, con il solo intento di compiacere i Luterani, secondo cui i “papisti” idolatrano una donna e negano che Gesù Cristo sia l’unico Mediatore.

Proibire oggi le Messe private a San Pietro legittima gli abusi delle altre Basiliche e chiese dell’orbe, dove questo divieto vigeva già da decenni pur senza esser mai stato formulato esplicitamente. Ed è ancor più significativo che questo abuso sia imposto con un atto apparentemente ufficiale, nel quale l’autorità della Segreteria di Stato dovrebbe mettere a tacere, per timore reverenziale, quanti vorrebbero rimanere Cattolici nonostante gli sforzi di senso contrario dell’attuale Gerarchia. Ma chi già prima di Benedetto XVI voleva celebrare la Santa Messa a San Pietro non aveva vita facile, ed era scacciato dal tempio, al pari di uno scomunicato vitandus, se solo osava celebrare il Novus Ordo in latino; non parliamo poi del rito tridentino.

Certo, per i neomodernisti si possono proibire le Messe private e si cercherà anche di abrogare il Motu proprio Summorum Pontificum perché – come ha di recente ammesso “Max Beans”, uno dei più zelanti cortigiani di Santa Marta – la liturgia tridentina presuppone una dottrina che è intrinsecamente opposta alla teologia conciliare. Ma se siamo giunti allo scandalo della proibizione delle Messe private in San Pietro, lo dobbiamo anche al modus operandi dei Novatori, i quali procedono per gradi applicando in campo liturgico, dottrinale e morale i principi della «finestra di Overton». Riconosciamolo: questi ammiccamenti indecorosi a eretici e scismatici rispondono ad una strategia rivolta alle sette acattoliche che trova il proprio completamento nella più ampia strategia rivolta alle religioni non cristiane e alle ideologie neopagane oggi imperanti. Solo così si comprende questa deliberata volontà di assecondare i nemici di Cristo, per piacere al mondo e al suo principe.

In quest’ottica vanno lette le proiezioni di animali sulla facciata della Basilica Vaticana; l’ingresso dell’idolo della pachamama portato a spalle da Vescovi e chierici; l’offerta dedicata alla Madre Terra posta sull’altare della Confessione durante una Messa presieduta da Bergoglio; la diserzione dell’altare papale da parte di colui che rifiuta il titolo di Vicario di Cristo; la soppressione delle celebrazioni con il pretesto della pandemia e la loro sostituzione con cerimonie che ricordano il culto della personalità dei regimi comunisti; la piazza completamente immersa nelle tenebre per allinearsi ai nuovi riti dell’ecologismo globalista. Questo moderno vitello d’oro attende il ritorno di un Mosé che scenda dal Sinai e restauri nella vera Fede i Cattolici dopo aver scacciato i nuovi idolatri, seguaci dell’Aronne di Santa Marta. E non si osi parlare di misericordia o di amore: niente è più distante dalla Carità dell’atteggiamento di chi, rappresentando l’autorità di Dio in terra, ne abusa per confermare nell’errore le anime che Cristo gli ha affidato con l’ordine di pascerle. Il pastore che lascia aperto l’ovile e incita le pecore a uscirne mandandole nelle fauci dei lupi rapaci è un mercenario e un alleato del Maligno, e ne dovrà render conto al Pastore Supremo.

Dinanzi a questo ennesimo scandalo, possiamo constatare con sgomento il silenzio pavido e complice dei prelati: dove sono gli altri Cardinali, dov’è l’Arciprete emerito della Basilica, dov’è il cardinale Re, che come me ha celebrato per anni, quotidianamente, la sua Messa privata in San Pietro? Perché ora tacciono di fronte a tanto sopruso?

Come avviene anche in ambito civile in occasione della pandemia e della violazione dei diritti naturali da parte dell’autorità temporale, così anche in ambito ecclesiastico la dittatura ha bisogno di sudditi senza nerbo e senza ideali per imporsi. In altri tempi la Basilica vaticana sarebbe stata presa d’assedio dai sacerdoti, prime vittime di questa odiosa tirannide che ha l’improntitudine di spacciarsi per democratica e sinodale. Dio non voglia che l’inferno in terra che va instaurandosi in nome del globalismo non sia che la conseguenza dell’ignavia e della pavidità, anzi del tradimento di tanti, troppi chierici e laici.

La Chiesa, Corpo Mistico di Cristo, sta avvicinandosi alla sua Passione, per compiere nelle proprie membra i patimenti del suo Capo. Siano questi giorni che ci separano dalla Resurrezione del nostro Redentore uno sprone alla preghiera, alla penitenza e al sacrificio, affinché possiamo unirci alla Beata Passione di Nostro Signore in spirito di espiazione e di riparazione, secondo la dottrina della Comunione dei Santi che ci permette, nel vincolo della vera Carità, di fare del bene ai nostri nemici e invocare da Dio la conversione dei peccatori: anche di quelli che la Provvidenza ci ha inflitto come Superiori temporali ed ecclesiastici.

+ Carlo Maria Viganò, Arcivescovo

 

 

31 Marzo 2021

Feria Quarta Hebdomadae Sanctae

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24 commenti

  • Agostino ha detto:

    Che il divieto di celebrare messa negli altari della basilica di S.Pietro sia un sopruso non c’è alcun dubbio, e che tale divieto sia stato autorizzato dal falso papa argentino ugualmente non c’è alcun dubbio perché nessuno si assumerebbe una responsabilità del genere senza il permesso di Bergoglio. E allora? Da quanti giorni tutto ciò accade? Quanti si sono alzati in piedi per denunciare questo sopruso? Pochissimi, come sappiamo, tutti cardinali o vescovi trombati (dal misericordioso) che però nessuno si fila, né a Santa Marta né ovunque, entro il recinto delle mura leonine o fuori da esse, si eserciti il potere, quello assoluto Vaticano, contro il quale, qualsiasi lamentela o denuncia rimbalza come contro un muro di gomma poiché l’assolutismo di un potere dispotico non teme nulla. Mons. Carlo Maria Viganò questo lo sa benissimo perché quei luoghi e quei poteri li conosce molto bene. Naturalmente egli si scandalizza come Burke, Sarah e qualche altro, ma siamo sempre davanti a un vescovo anch’egli trombato. Certamente anche lui ha ragione di scandalizzarsi ma non lo ascolterà nessuno, come sempre. Spiace davvero dirlo e onestamente mi duole il cuore vedere Santa Madre Chiesa ridotta in queste condizioni a causa di un esercito di cardinali vescovi, presbiteri e religiosi che hanno tradito come tanti Giuda N.S Gesù Cristo e la sua Chiesa. Essi non sembrano appartenere più alla Chiesa Cattolica, anzi molti di loro (e sono sempre di più) non hanno niente a che vedere con essa. È solo il loro impiego, il loro lavoro ciò che conta. La loro carriera, la loro paga con l’8 per mille, i loro benefit derivanti da battesimi, cresime, comunioni, matrimoni e funerali, la canonica, il roseo futuro. Ormai sono come gli addetti alle agenzie, di wedding o delle pompe funebri. Hanno il loro copione da recitare, i loro abiti da indossare, le loro formule da pronunciare e molto spesso i loro spropositi da esternare per cui, una cappella, un altare o una chiesa vale l’altra. Non c’è più nulla di santo, né le chiese, sempre più oltraggiate da blasfemie anche grossolane, né le persone, e tutto pare ad uso e consumo di consuetudini (senza più fede) che continuano a praticarsi (ma sempre meno) nelle famiglie comprese quelle stravaganti che si sentono emancipate e “adulte” anche su questo piano, appunto, spirituale. Mons. Viganò può continuare a scrivere i suoi testi forbiti e colti ma a leggerli non saranno occhi interessati, appassionati e dediti all’amore di Dio che dovrebbero essere, per definizione, i suoi confratelli. Invece siamo noi che li leggiamo sempre con tanto interesse sperando che faccia quel passo atteso da otto anni e che gridi al mondo la verità così chiara ed evidente che Jorge Mario Bergoglio non è il Papa della Chiesa Cattolica perché non può esserlo per le ragioni che sappiamo, riconoscendo senza mezzi termini Benedetto XVI quale unico e vero Papa regnante di Santa Romana Chiesa. La falsa chiesa avrà anche le strutture materiali ma senza Cristo non andrà lontano. La sua sovrapposizione alla Vera Chiesa chiarisce lo scisma in atto che la rende estranea ad essa. Ma il piccolo gregge Cattolico, così esiguo ma così vivo esiste già e sarà il lievito che farà ritornare grande la Sposa del Signore che ritornerà ad essere Madre e Maestra. Ci sono già santi sacerdoti, ma c’è bisogno di vescovi coraggiosi come nella Chiesa dei primi secoli che hanno combattuto e vinto eresie che parevano invincibili. Ora è il tempo di combattere e vincere l’ultima eresia.

  • Don Pietro Paolo ha detto:

    Mi piacerebbe sapere quale Messa ha celebrato Mons. Viganò per molto tempo nella basilica di S. Pietro, quella Tridentina o , sicuramente, quella del Novus Ordo? Poverino!
    Credo che un cattolico, se vuole essere e rimanere tale e mantenersi fedele all’ortodossia del dogma, deve proclamare che c’è un solo ed unico Redentore e Mediatore tra Dio e gli uomini: Gesù Cristo. Gesù, a differenza di altri mediatori, compresi gli angeli, è mediatore infallibile ed è Redentore perché è Uomo e Dio. L’unica Strada che porta a Dio: “nessuno va al Padre se non per mezzo mio”. I titoli di mediatrice e corredentrice si possono anche applicare a Maria Ss. ma non in senso assoluto. Maria, pur non avendo bisogno di redenzione in quanto per singolare privilegio concepita senza peccato, è stata anch’Ella redenta da Cristo. Dire questo non toglie nulla alla santità e al ruolo singolare che Maria ha nell’opera della redenzione e dire questo non significa essere protestanti. La salvezza per tutti gli uomini, compresa la Madonna, ci viene solo da Gesù Cristo, lui è il Salvatore. Se Maria può essere definita Corredentrice lo è in quanto membro del Corpo di Cristo, certamente il membro più ragguardevole, eminentemente più perfetto di ogni altro santo: completo nella mia carne ciò che manca ai patimenti di Cristo. È mediatrice di Grazie in quanto il Cristo fa passare le sue grazie attraverso di lei anche quando le elargisce ai protestanti. Ma tra Dio e l’uomo, l’unico mediatore è suo Figlio, Gesù. Da parte mia, ho scelto di andare a Gesù con e attraverso Maria, che è la strada più sicura e più bella. Maria non è una dea, dare a Lei quello che appartiene ed è proprio della divinità di suo Figlio, le reca offesa. Santa Maria, Madre di Dio. PREGA, per noi peccatori

  • VLASIOS3 ha detto:

    OSSERVAZIONE ALLA RISPOSTA DI GRILLO A SARAH & ALTRI : “in una lingua non più in uso” – Affiora con chiarezza dal subconscio dell’autore e della scuola a cui si è affidato, l ‘odium alla lingua identificatrice del rito romano, detto latino, come tale riconosciuto universalmente, e il risentimento verso la Summorum Pontificum, che autoritativamente aveva voluto riagganciare alla tradizione una riforma liturgica sempre più manipolata. L’autore è acriticamente allineato al nuovo paradigma di Chiesa, che crede di aver scoperto la pastoralità, mettendo allo sbaraglio il dogma, la morale, il diritto e soprattutto la liturgia, reinventata ad uso e consumo, come sopra, senza un minimo di approfondimento delle radici e della fede della Chiesa, che nel corso dei secoli, si giudica inquinata e quindi tutta sbagliata. I risultati di questo modo ateo di pensare è lo scollamento tra fede, pratica comunitaria e individuale, che ha portato all’abbandono della Chiesa cattolica di milioni di fedeli, e allo svuotamento della spiritualità sacerdotale, con conseguente abbandono del ministero. Gli ufficiali di curia vengono descritti come robot in questa sfuriata saccente ed esaltata dal paradigma nuovo della crociata antioccidentale, anticlericale e marxista massonica, – tanto per rispondere con pari veemenza agli insulti gratuiti di dottori improvvisati, che sanno tutto e giudicano tutto, non dall’albero della croce, ma dal loro represso fallimento spirituale e umano. In termini psicanalitici si chiama frustrazione.

  • Slave of JMJ ha detto:

    Oregon Judicial Fitness Complaint

    “Praise be to Jesus Mary st. Joseph and st. Teresa Our Only Hope. Judge Thomas Ryan clearly needs a conversion of his heart to the Ten Commandments to become baptized and to demand baptism immediately from Archbishop Sample and to apologize to the entire state of Oregon for slandering Miss Stafford for so many years and believing all the lies of heifetz halle Consulting Group of his domestic partner Karmel who he may be in a gay relationship with and to the Catholic church. It’s not miss Stafford’s fault that he has left the faith. He knows that Jesus is Lord he just does not want to follow the ten commandments and it’s spilling out into his personal life it’s spilling out into his work life and his alcoholism and all these things. He seriously needs a change of heart. http://Www.holylove.org

    Miss Stafford is still expecting or hoping that he changes his ways and files a fair settlement because he knows that she’s a fit mother and he knows that he stole from her because he had a temper tantrum at the judgement.

    Judge Thomas Ryan will be judged by God and he will have absolutely no control about it he will have no belongings no money to save him no friends it will only be him and God and is this the way he wants to live?”

  • Ruit hora ha detto:

    Una breve considerazione sulla inaccettabile e scandalosa emarginazione di Maria Santissima e sulla sua riduzione a “discepola” che si è “meticciata ” (sic!). San Luigi Grignion de Montfort nel suo Trattato della vera devozione a Maria (par.40) scrive: “…il non avere stima e amore per la Vergine Santa è un segno infallibile di incredulità, mentre al contrario è una prova sicura di autenticità nella fede l’essere veramente e interamente a lei consacrati e devoti….”. La gente semplice come me è stanca, demoralizzata, confusa. Tutti sono graditi e accetti in questa neochiesa, tranne coloro che la amano veramente e che si sforzano di uniformarsi a Cristo Gesù.

    • VLASIOS3 ha detto:

      CITTÀ DEL VATICANO. Per la terza volta dall’inizio del pontificato il Papa ha escluso con nettezza la possibilità di proclamare la natura «corredentrice» della Madonna. Maria è «la madre alla quale Gesù ha affidato tutti noi, ma come madre, non come dea, non come corredentrice: come madre», ha detto Francesco nel corso dell’udienza generale alla vigilia della solennità dell’Annunciazione. Gesù «è l’unico redentore, non ci sono corredentori con Cristo, lui è l’unico, è il mediatore per eccellenza».
      OSSERVAZIONE
      Moltissimi cattolici sono rimasti sconcertati per tali affermazioni, espresse “con sicumera, sfrontatezza e pervicacia”. Altri esprimono dolore e indignazione davanti all’esposizione “offensiva per la comune fede verso la Madre di Dio”, in un argomento difficile e ancora controverso della fede cattolica. Si mette sotto accusa ormai la sua ermeneutica di cambio del paradigma ecclesiale, la sua buona fede sul significato e le implicanze di una chiesa cattolica “ecologista, immigrazionista e luterana”, fino a definirlo “temerario, sempre più squilibrato, e quasi schizofrenico, in pensiero parola e azione”.
      E senza dubbio, furono necessari diciotto secoli per proclamare la fede sicura della Chiesa nella immacolata concezione di Maria SS. Ce ne vollero diciannove per venerarla universalmente come assunta in cielo, in anima e corpo. Furono necessari 120 anni per cancellare l’empio movimento iconoclasta, iniziato nel 726. L’Ortodossia, nella prima domenica di quaresima, grida ancora: “memoria eterna” a quanti l’hanno difesa, e: “anathema” ai traditori. Sembra fortemente probabile che, al mutar del vento, riappaia lo spettro del processo cadaverico di papa Formoso, per tutta la Chiesa “conciliare”.
      Ma forse, questo discorso può essere una occasione positiva, o addirittura un dovere, per richiamare alla mente di quanti temono di sminuire l’opera redentrice del nostro amato Salvatore, se gli accostano la presenza materna, collaboratrice del Figlio, iuxta modum suum, quanto scrive, mutatis mutandis (tra parentesi), San Giovanni Damasceno, contro gli iconoclasti, nel Contra imaginum callumniatores (I,16): “Io non venero (non associo) la materia (la donna Maria), ma il creatore (redentore) della materia (della mamma sua Maria), che si è fatto materia (nato da donna), per me, e si è degnato abitare nella materia, e operare la mia salvezza attraverso la materia (il seno purissimo di Maria). Io non cesserò perciò di venerare la materia attraverso la quale mi è giunta la salvezza. Ma non la venero assolutamente come Dio! Come potrebbe essere Dio ciò che ha ricevuto l’esistenza a partire dal non essere? Ma io venero e rispetto anche tutto il resto della materia, che mi ha procurato la salvezza, in quanto piena di energie e di grazie sante. Non è forse materia il legno della croce tre volte beata? E l’inchiostro e il libro santissimo dei Vangeli non sono materia? L’altare salvifico che ci dispensa il pane di vita non è materia? E, prima di ogni altra cosa, non sono materia la carne e il sangue del mio Signore? O devi sopprimere il carattere sacro di tutto questo, o devi concedere alla tradizione della Chiesa la venerazione delle immagini di Dio e quella degli amici di Dio che sono santificati dal nome che portano, e che per questa ragione sono abitati dalla grazia dello Spirito Santo. Non offendere dunque la materia (la donna Maria, madre e socia di fatto del Redentore, Theotokos): essa non è spregevole, perché niente di ciò che Dio ha fatto è spregevole”.

      Benedetto XVI: “… a causa dell’Incarnazione, la materia appare come divinizzata, è vista come abitazione di Dio. Si tratta di una nuova visione del mondo e delle realtà materiali. Dio si è fatto carne e la carne è diventata realmente abitazione di Dio, la cui gloria rifulge nel volto umano di Cristo. E’ tuttavia una forma di culto che appartiene semplicemente alla fede cristiana, alla fede in quel Dio che si è fatto carne e si è reso visibile. L’insegnamento di san Giovanni Damasceno si inserisce così nella tradizione della Chiesa universale, la cui dottrina sacramentale prevede che elementi materiali presi dalla natura possano diventare tramite di grazia in virtù dell’invocazione (epiclesis) dello Spirito Santo, accompagnata dalla confessione della vera fede.”

      • PATER LUIS EDUARDO RODRÍGUEZ RODRÍGUEZ ha detto:

        IMMACULATA CONCEPTIONE
        VIRGINITATE PERPETUA
        MATER DEI
        ASSUMPTIONE
        CORREDENTRIX

        ET EXPECTO TRIUMPHUM CORDIS IMMACULATI MARIÆ.

      • : ha detto:

        «la madre alla quale Gesù ha affidato tutti noi, ma come madre, non come dea, non come corredentrice: come madre»

        Ma io dico!… Se uno è ignorante, senza bisogno che faccia profondi studi teologici, abbia almeno l’umiltà di cercare il significato della parola in un comune, laicissimo dizionario della Lingua Italiana (se poi in lingua argentina – o spagnolo – il significato è diverso, non so…).

        Per esempio consultando un qualunque dizionario online, leggo:

        «Corredentrice – Attributo della Madonna, che, come madre di Gesù Cristo, ha cooperato alla redenzione del genere umano» (https://www.grandidizionari.it/Dizionario_Italiano/parola/C/corredentrice.aspx?query=corredentrice)

        Quindi cosa c’entra la «dea»? E’ nato, Gesù, dal seno di Maria? Ha cooperato Maria in tal modo alla redenzione del genere umano? E allora!

        • PATER LUIS EDUARDO RODRÍGUEZ RODRÍGUEZ ha detto:

          APPUNTO, NON C’ENTRA LA DEA MA L´IDEA FISSA DI UN PERTURBATO MENTALE CHE NON MERITA NESSUN RISPETTO, DATO CHE ACCETTÓ FARE GIOCO A TUTTA QUEST´IMPOSTURA DIABOLICA. NEL TERZO SEGRETO DI FATIMA, CHE MAGARI NEMMENO HA LETTO COMPLETO IL SEGRETARIO DI QUESTO COLPO DI STATO VATICANO, LA PROPRIA IMMACOLATA, VERGINE, MADRE DI DIO E NOSTRA, ASSUNTA E CORREDENTRICE, LO DESCRIVE: SEMBRA IL PAPA, HA DEGL´OCCHI DIABOLICI, CREDONO CE LA FARANNO A COSTRUIRE FINALMENTE LA CHIESA DI SATANA. MA NO.

      • Elton ha detto:

        «Maria è «la madre alla quale Gesù ha affidato tutti noi, ma come madre, non come dea, non come corredentrice: come madre», ha detto Francesco nel corso dell’udienza generale alla vigilia della solennità dell’Annunciazione. »

        Ciò vuol dire, secondo Papa Francesco, che gli ortodossi hanno ragione riguardo il Papa.

  • renato brandolese ha detto:

    Il divieto della celebrazione delle Messe nella basilica vaticana è una delle metastasi che affliggono il ” crepuscolo ” della chiesa cattolica che , come sostiene Benedetto XVI è destinata a diventare marginale nella teologia del mondo moderno. Diventerà solamente un flatus vocis soluto nelle nebbie della confusione mentale. Le chiese si sono svuotate da tempo, All’ angelus papale le telecamere inquadrano zoomando altrimenti in campo largo la piazza apparirebbe sostanzialmente deserta. Tutta colpa dell’ apostata argentino ? certamente no anche se costui sta funzionando a modo di enzima che accelera le lentissime reazioni chimiche. Viene da lontano e questa è una lunga storia che parte da NIetzsche e la sua filosofia della ” morte di Dio ” per cui se non esiste più una terzietà che pone un’ etica dei valori , un comportamento cui a questa attende , allora tutto ha valore come a dire che non esistono valori scavandosi così il dramma del nihilismo. Tutto ciò non ricade su bergoglio come sua colpa ma ciò che traumatizza è che bergoglio non sia minimamente il Katecon che rallente la comparsa dell’ anticristo. Un papa non deve essere correo della modernità pantoclastica ma Uno alla barra del vascello ignora e combatte ogni sirena incantatrice di un modernismo che cerca di omologare le coscienze di ognunoin una uniformità di pensiero. Dio è morto in occidente che , come sostiene Heidegger , ha tradito l Essere a vantaggio della tecne , della tecnica che pone sul piedistallo un ” ometto ” che opera come fosse dio e credendo proprio di esserlo. L’ ontologia anche in ambito di religione ha ceduto il passo all’ Esserci nel mondo a celebrazione dell’ uomo per cui non è difficile sostenere che ” tutto è grazia ” anche se non è proprio così caro curato o di citta o di campagna.

  • Lc 11,23 ha detto:

    Monsignore reverendissimo qui è però facile. semplicemente non ci credono più. credono ad altro. sono mandati dall’altro. lei disquisisce loro distruggono, cinghiali grufolanti nell’orto. (per altro da ri consacrare). qual’è la novità? quale lo scandalo? coloro che hanno occhi e orecchie badino le vicinanze dei tempi più sacri dell’anno in questi tempi costoro danno il meglio. si veda sempre, ad esempio, attorno all’8 di dicembre (tre gg in più tre gg in meno). dico sempre. qualche mons X potrebbe certo fare una lista (volendo).

  • Acido Prussico ha detto:

    Chi sono i discepoli di Cristo?
    Dal Vangelo di San Matteo che si proclama in questi giorni:

    “Uno di voi mi tradirà».

    “Restate qui e vegliate… poi tornò dai discepoli e li trovò che dormivano.”

    “… tornato di nuovo trovò i suoi che dormivano”.

    “Allora tutti i discepoli, abbandonatolo, fuggirono.”

    —-
    Dunque a dar retta a Matteo (e come ora avverte il “profeta” Viganò): un traditore, molto dormiglioni, tutti codardi.

  • Donna ha detto:

    “…Dio non voglia che l’inferno in terra che va instaurandosi in nome del globalismo non sia che la conseguenza dell’ignavia e della pavidità, anzi del tradimento di tanti, troppi chierici e laici…”

    Purtroppo penso sia esattamente così; penso che soprattutto l’apostasia della Chiesa sia la causa maggiore di tutto questo inferno, perché significa essersi messi al servizio dell ‘anticristo , di colui cioè che vuole la distruzione dell’Uomo. Non solo ignavia e pavidita ma adorazione dell’uomo che si fa dio, che vuole essere come Dio, in pratica il peccato di satana.
    È l’ora delle tenebre, l’ora di Giuda, l’ora di coloro che pensano di dominare il mondo senza dover rendere conto a nessuno…Sarà un brutto, brutto risveglio!

  • PATER LUIS EDUARDO RODRÍGUEZ RODRÍGUEZ ha detto:

    Amatissimo Mgr. CARLO MARIA, come avrá letto in tutti suoi interventi pubblicati qui a Stilum Curiae, in questo XXI-XXI, miei commenti per farli arrivare ogni volta, mio sincero ringraziamento, nonché la potente preghiera con ogni Santo Sacrificio OFFERTA ANCHE PER LEI. E certamente non aspetto contraccambio, ma voglio aggiungere, che non sa quanto significa che sia proprio oggi 31.03 che pubblica questo in relazione a come ben abbiamo certezza, l´strumento perverso dell’esecuzione bergogliana con divieto nullo, come sono loro,  nullo papa, nulli tutti in quel COLPO DI STATO VATICANO, col divieto dei Santi Sacrifici in San Pietro privati, c’è quel venezuelano che deve assecondare tutto, altrimenti…ma se resta lì il parolin, é perche é parte del giocchino diabolico. Oggi arrivo al 20° anniversario d´ una delle piú grande grazie nella mia vita Sacerdotale, a cui ho voluto beneficiare parolin, raccontandogli in Nunziatura qui Caracas, per la precisione un 17 ottobre 2010, dopo insieme siamo andati nel ristorante italiano, ed abbiamo preso una pizza, lui una napolitana ed io una 4 stagioni… (TEMPUS FUGIT !) caso mai arriva a lui questo mio commento, sappia, che pure dará conto a Dio di tutto quello. Li ho ricordato che allora quel giorno era anniversario natalizio di Albino Luciani, Giovanni Paolo I, e disse che “non lo volevano a Venezia”…né a Roma pure…GRAZIE AMATISSIMO MGR. CARLO MARIA!ET EXPECTO TRIUMPHUM IMMACULATI CORDIS MARIAE.

  • Enrico Nippo ha detto:

    Mi sembra che la Passione e la Morte siano le condizioni ineludibili per la Resurrezione.

    Mi sembra che ciò che si celebra nella dimensione liturgica simboleggi, o, se si vuole, rappresenti, ciò che ha da accadere nella dimensione umana.

    Mi sembra che per risorgere, come ci mostra Gesù, occorra prima morire, ciò valendo per ogni singola persona, posto che ognuno renderà conto di sé.

    Non starei pertanto a scandalizzarmi troppo se la Chiesa sta morendo nella sua componente umana che, per quanto osservato, DEVE morire.

    Forse, serpeggia una più o meno inconscia pretesa che la vita sulla terra sia limitata alla Liturgia e alle Scritture, e tutto ciò che accade in contrato con esse sul piano umano-terrestre sia esecrabile tout-court poiché non se ne vede la provvidenzialità.

    Mi sembra che si tratti di un errore madornale.

  • Franco ha detto:

    Come fedele vorrrei manifestare tutto il mio sdegno invitando anche altri a fare altrettanto.. Certo la mia voce conterà poco di fonte al dictat del sinedrio ma perlomeno mi sentirei la coscienza più tranquilla. Non avendo dimestichezza con i format di comunicazione del vaticano sarebbe possibile avere delle mail di riferimento?
    Una pecorella del gregge in cerca del “bonus pastor.”

  • Dany dany ha detto:

    Venti minuti di applausi per Monsignor Viganò!!! 👏👏👏 Che il Signore l accompagni sempre e la benedica 🙏

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