Laporta: Draghi mi Piace, Scese dal Britannia prima della Svendita dell’Italia.

18 Febbraio 2021 Pubblicato da

 

Marco Tosatti

Carissimi Stilumcuriali, il generale Piero Laporta ci offri oggi un commento alla nomina di Mario Draghi a Presidente del Consiglio. Buona lettura, e buoni commenti…

§§§

Non ho l’onore di conoscere personalmente Mario Draghi. Il lettore sappia che la scelta di Sergio Mattarella questa volta mi convince.

Mi piace perché scese dal Britannia prima dei colloqui, diciamo così, bilaterali, con gli agenti del MI6. Il maggiore Vasilij Nikitič Mitrochin, nelle mani britanniche almeno da febbraio 1992, aveva vuotato il sacco e, sorpresa, i britannici avevano (e hanno tuttora) nomi e cognomi dei traditori collaborazionisti – in maggioranza italiani e tedeschi – al servizio dell’Unione Sovietica durante la Guerra Fredda. Ciascuno degli italiani, economicamente rilevanti di quella lista, fu convocato – uno per uno – negli elegantissimi salotti del panfilo reale. Era il 2 Giugno, festa della Repubblica italiana. Il senso dell’umorismo britannico non fu secondario nella scelta della data e neppure del macabro luogo, Ustica. Scioltasi l’allegra brigata di croceristi, la nostra industria di Stato era bell’e andata. I riottosi furono suicidati, spalancandosi invece orizzonti politici radiosi alle mezze cartucce, col DNA appena più evoluto di quello del de Majo in peggio.

Quel giorno Draghi, direttore generale del Tesoro, aveva 45 anni, troppo giovane per essere in prima fila, secondo gli equilibri del potere burocratico del tempo.

Per capirci, Carlo Azeglio Ciampi divenne direttore generale di Bankitalia a 58 anni, a luglio 1978, dopo la morte di Aldo Moro. Dopo tre anni divenne governatore di Bankitalia, strappando la poltrona all’adamantino Paolo Baffi, vittima d’una congiura politico giudiziaria, antesignana delle mani sporche d’alcuni magistrati del 1992 e delle palamarate correnti.

Se proprio vogliamo essere pignoli, la differenza fra il curriculum di Ciampi e quello di Draghi è la medesima intercorrente fra un lettore dei settimanali di Cairo e un brillante professore di economia. Che cosa portò avanti Ciampi? La camarilla e la retorica della Resistenza.

Che cosa spinge Draghi ai vertici? Studi seri e grande incessante fatica.

Il web è oggi inondato dagli insulti di Francesco Cossiga a Draghi. Il cosiddetto statista di Sassari è ben noto agli atti di questo ufficio da quando mi aizzò contro i cani dei servizi e non me ne spiegavo la ragione, mentre ero consulente della commissione Mitrokhin e cercavo proprio la lista di traditori. Non capivo tanto accanimento. Sono dopo tutto un integerrimo generale dell’esercito italiano. Perché un colonnello fesso e ladro, oggi ai piani alti dei servizi italiani, non aveva di meglio che dedicarmi le sue sconce attenzioni? Mi tesero più d’una trappola. Le schivai tutte. Mi stufai. Indagai io su Cossiga, sul quale non pochi sospetti nutrivo dal 1978. Ebbi più d’un provvidenziale incontro col generale Armando Sportelli, il capo del colonnello Stefano Giovannone. Il generale Sportelli fu il vero artefice del Lodo Moro, su ordine diretto dello Statista. Intervistai Sportelli. Quanto mi disse, nell’intervista e a latere, mi consentì di comprendere perché Cossiga si preoccupava della mia ricerca della lista di traditori e, allo stesso tempo, non si faceva scrupolo di gabellare un “Lodo Moro” farlocco, dando a intendere che lo Statista fosse stato ucciso dal Mossad per ritorsione contro la politica filopalestinese. Una balla fiancheggiata pure dai sionisti. Oggi quell’intervista è agli atti della Procura generale di Bologna, requirente della strage della stazione.

Ho abusato della pazienza del lettore con questi ricordi, per spiegare perché il ringhio del sassarese contro Draghi e contro Luca Palamara mi lasciò e mi lascia tiepido.

Dalla morte di Aldo Moro, fino agli anni ’90 c’ci fu una guerra fra bande, sulle quali primeggiarono i protagonisti della cosiddetta Resistenza, coi conseguenti compromessi, fra i quali la spartizione della tunica di Aldo Moro e del bottino industriale.

Il Britannia, il 2 Giugno 1992, doveva essere la conclusione di quella guerra, secondo il disegno di Stati Uniti e Gran Bretagna, mediante il favoreggiamento (e quindi il controllo, si illusero gli imbecilli) del notabilato ricattabile di PCI, DC e PSI, lasciando i rimanenti alle cure d’alcuni magistrati collaborazionisti. Per intenderci, Berlusconi, berciante contro tutta la magistratura, esordì quale corifeo di manette pulite, coi suoi dipendenti: Vittorio Feltri, Emilio Fede, Enrico Mentana.

Mario Draghi con tale mucchio di letame non ha nulla a che vedere. È nato nel 1947. A quindici anni è diventato capofamiglia con due fratelli minori, orfani d’entrambi i genitori. La tutela d’una zia fu provvidenziale ma il suo impegno personale non fu secondario. Non ha fatto il ’68, tanto meno l’opaco ’77 collaborazionista di Mosca, Londra e Tripoli, per ricordare solo i principali. Estraneo alle camarille politiche, dopo la laurea con lode, sotto le ali di Franco Modigliani e Federico Caffè, passato per il mitico Massachusetts Institute of Technology, ha scalato fino alla vetta il potere finanziario internazionale. È passato per Goldmann&Sachs? Certo, senza svendere nulla né tradire l’Italia. Il suo curriculum se n’è giovato. Di certo sa perché il potere d’acquisto del salario d’un operaio s’è dimezzato dal 1968 a oggi.

Non si diventa Mario Draghi senza massicce, continue iniezioni di realismo e, al tempo stesso, incessante, gelosa custodia dei propri valori e prudenza, prudenza e prudenza. Solo così – estraneo al circuito politico – diventi una macchina da guerra, abile a sfoggiare duttilità e rigidezza nei momenti appropriati, per entrare nei circuiti finanziari più esclusivi, dai quali i Ciampi, i Mattarella, gli Amato e ultimamente i Bergoglio ricevono tuttalpiù la lista della spesa e delle stanze da pulire.

Io non sono dunque fra quelli che sparano sul pianista. D’altronde altri pianisti non ve n’è all’orizzonte e le strimpellate di Roberto Gualtieri hanno rotto tanto la corda dell’economia quanto quella della coesione sociale; hanno rotto.

Mario Draghi è un massone! Ammonisce un carissimo amico. È più che probabile. D’altronde reputo Draghi realisticamente consapevole dell’imperituro impegno della massoneria a riparare gli errori del secolo precedente, preparando con altrettanta sagacia quelli da correggere nel secolo successivo.

Liberiamoci infine dei dagherrotipi. L’europeismo, prima di delirare a Ventotene, attecchì a Vienna, per mano d’un massone, citato tuttavia con qualche reticenza. Il piano Kalergy (approfondimenti a iosa nel web) prende il nome dal conte viennese Richard Nikolaus di Coudenhove-Kalergi, un nobilotto, sintesi della decadenza dell’ancien regime, dell’incomprensione della tecnologia e del dandysmo autoreferenziale. Il conte si barcamenò fra cocaina e sgangherate profezie europeiste, per ricollocare i popoli da un continente all’altro, con disinvoltura maggiore di quella usata per la passata di pomodoro sugli scaffali dei supermercati. Utile ricordare che Kalergy ebbe e ha tuttora il plauso dei sionisti e di George Soros. Morì con tutta probabilità suicida, come suicida morirà la UE se ne segue le tracce.

Kalergy serpeggia nel manifesto di Ventotene su cui gravò la benedizione di Winston Churchill, un genio farabutto, cui piaceva un’Europa unita sotto il tacco britannico e amava le repubbliche che distruggevano i regni cattolici e ortodossi. Londra fu una delle culle del terrorismo, da Portella della Ginestra in poi. Le metastasi in seguito si differenziarono e con quelle di Bonn (oggi Berlino) Parigi, Mosca e oltre. Un esempio fra tutti: Cesare Battisti, al quale, in cambio di qualche modesto beneficio, si dovrebbe chiedere quale fu il ruolo dei servizi francesi e che cosa chiesero in cambio per l’ospitalità a quattro stelle a lui, a Corrado Simioni, a Vanni Mulinaris e altri figuri.

Kalergy e Battisti somigliano a Draghi, mi fanno notare, sembrano fratelli. E quindi? Di certo Kalergy e Battisti sono due farabutti ma non sono lucertole insignificanti, come i rimanenti del governo Draghi, con poche eccezioni, incluse Giustizia ed Economia.

Non perdiamoci in scemenze. Non la sua foto, ma ricostruire l’Italia è il problema di Mario Draghi, riunire gli italiani, portandoli fuori dalla fanghiglia post Kossighiana (k come Kruscev) di cui dobbiamo liberarci. Questa scelta di Sergio Mattarella è quindi innovativa, lo si deve riconoscere. È l’ultima carta prima della catastrofe, propiziata da quanti insultavano Draghi mentre trescavano coi capitani di svariati panfili, non solo il Britannia.

Un consiglio non richiesto infine: si liberi, Draghi, dell’attuale dirigenza dei servizi segreti, tutta, dal vertice fino ad almeno il secondo livello; se arrivasse al terzo sarebbe meglio. Richiami piuttosto in servizio quelli che Massimo D’Alema fece fuggire. Meglio avere tanti nemici fuori che uno solo nella stessa casa. Nel Santo Rosario serale, in casa mia pregheremo non solo perché Nostro Signore restituisca dignità ai chierici iscarioti ma anche perché Mario Draghi e il suo coraggio siano ispirati, benedetti e assistiti da Dio.

www.pierolaporta.it

 

Gen. D.g..(ris) Piero Laporta

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70 commenti

  • silvio esposito ha detto:

    Se Draghi è massone è automaticamente scomunicato, anticattolico, anticristico ed eletto per distruggere quello che ancora rimane della gloriosa cattolica italia, terra di santi, di eroi (quasi sempre ferventi cattolici) e poeti (che inneggiano la Madonna e Gesù Cristo suo Figlio.

  • Iginio ha detto:

    Quanto al Paneuropeismo di Kalergi, indovinate un po’ chi ne fu importante esponente nel dopoguerra?
    Pensate un po’: un certo Otto d’Asburgo!
    Che facciamo? Tutto un complotto massonico?

    • Anonimo verace ha detto:

      La visione nata a Vienna, il manifesto di Vetotene si possono considerare anche solo come ipotesi che potevano, tranquillamente essere lasciate nel libro dei sogni.
      Chi dette realizzazione al progetto furono i capi di stato dei sei paesi fondatori che erano la Francia, l’Italia, la Repubblica federale di Germania, il Belgio, l’Olanda e il Lussemburgo.
      Non si trattava ancora dell’Unione Europea, ma era la CECA, se ricordo bene sigla che significava comunità europea del carbone e dell’acciaio.
      Ma questa comunità era ben lontana dalle utopie marxiste del manifesto di Ventotene, di cui la maggior parte di noi non aveva mai sentito parlare, prima che Renzi lo disseppellisse dall’oblio.

  • Iginio ha detto:

    Divertente: Laporta scrive cose che equivalgono a una bomba contro i luoghi comuni di questo blog.

    Venendo al merito della questione: caro Laporta, lei ha ragione a criticare Cossiga, ormai buonanima, che neanch’io reputo chissà che (basti pensare al comico equivoco per cui veniva applaudito a destra mentre di destra non era), però dovrebbe spiegare meglio a che si devono le sue critiche. Non basta dire: ce l’aveva con me.

    Inoltre sono perplesso nel leggere che Churchill volle la distruzione delle monarchie: forse intende dire che si alleò con Stalin, ma d’altra parte l’Inghilterra era con l’acqua alla gola. Certo, poi sbagliò a sostenere Tito tradendo la fiducia della monarchia iugoslava. Così come abbandonò il governo della Repubblica Polacca in esilio. In Grecia gli inglesi favorirono il ritorno della monarchia contro i comunisti. Per quanto riguarda Ungheria, Romania e Bulgaria, lì fecero tutto i sovietici, dapprima fingendo di allearsi con altri partiti, poi liquidando questi ultimi e le monarchie. Lo stesso giochetto che ebbe parziale realizzazione con Togliatti anche in Italia, dove però fu sventato dalla vittoria della DC nel 1948 (quando le truppe alleate, attenzione, NON erano in Italia, lasciata a fine 1947 a seguito del trattato di pace; vi tornarono solo nel 1949 con la NATO).

    Per inciso: Caporetto NON fu responsabilità di Cadorna. E Diaz era stimato, non sfruttato.

  • Andrea P. ha detto:

    “Mario Draghi è un massone! Ammonisce un carissimo amico. È più che probabile. D’altronde reputo Draghi realisticamente consapevole dell’imperituro impegno della massoneria a riparare gli errori del secolo precedente, preparando con altrettanta sagacia quelli da correggere nel secolo successivo.”
    (..)
    “Nel Santo Rosario serale, in casa mia pregheremo non solo perché Nostro Signore restituisca dignità ai chierici iscarioti ma anche perché Mario Draghi e il suo coraggio siano ispirati, benedetti e assistiti da Dio.”
    – Generale Piero Laporta –

    Liberi tutti di pensarla come si vuole.
    Ma da persona semplice e credente, non ho fiducia alcuna verso chi vuol servire due padroni (Draghi) e neppure per chi tradisce ammirazione e confida in uno notoriamente, storicamente, subdolamente anticristiano.

    Non è in discussione competenza ed esperienza di Draghi, definito con metafora sportiva, fuoriclasse.
    Lo è, non v’è dubbio in questo.
    Il punto è, invece, per quale squadra, davvero, giochi il fuoriclasse. Per chi, per cosa.

    Ho trovato il suo discorso agghiacciante.
    Più agghiacciante ancora è che la lezione del caso del semi-golpe per portare al controllo esecutivo Mario Monti (cerimoniere G. Napolitano in quota PD) non ha insegnato nulla a troppi.
    Al punto di non vedere, oggi, il semi-commissariamento con M. Draghi all’esecutivo (cerimoniere S. Mattarella, anch’esso in quota/area PD).

    Il massacro socio-economico e stavolta politico (incremento rapido del processo di desovranizzazione), l’instaurazione del novello successone massonico ma anche del darwinismo socio-evonomico-finanziaro) e l’ordito gesuitico-bergogliano soddisfatto di pari passo con ila trama massonica, sta per iniziare.
    O meglio, è iniziato già prima di cominciare ma si tradurrà in concretezza in tempi rapidi.
    Perché è un professionista, un fuoriclasse.
    Per questo è stato messo dov’è: a finire un lurido lavoro.

  • Marino Danielis ha detto:

    comunque nell’articolo ci si dimentica dell’anno 2011 quando Draghi e Trichet firmarono la famosa lettera che portò alle dimissioni di Berlusconi e alla venuta di Monti per non parlare poi dei deriva, strumento ideato da Draghi,ti che tanti danni fece al nostro paese

  • Giuseppe ha detto:

    Ma non prendiamoci in giro! Tutto quello che ha fatto, intende fare, le persone di cui si e circondato sono diametralmente opposti ai reali interessi del popolo italiano. Inutile farne l’elenco. Del resto se tutti i Nemici Giurati della nostra tradizione cattolica e della nostra economia ( dalla Merkel a Macron in giù)hanno festeggiato come non mai la sua elezione è perchè sono sodali allo spolpamento definitivo del nostro paese che si appresta a fare. Perchè mai dovrebbero essere cosi contenti?il resto sono solo chiacchere

    • Zuzzurellone ha detto:

      Macron anticattolico ? Ma se ha studiato dai gesuiti e ha sposato la sua insegnante in quell’istituto !!

  • monica ms ha detto:

    fu vera gloria? ai posteri l ardua sentenza. Manzoni

  • Gian ha detto:

    Dopo aver letto con sommo interesse il suo articolo, caro generale – mi consenta la confidenza, che non intacca il rispetto e la considerazione che provo nei suoi confronti – mi ritengo molto sollevato e fiducioso. Considero le sue osservazioni la cosa più onesta e intelligente che mi sia capitato di leggere in questi giorni, nel mare d’inchiostro profuso dai mediocri professionisti dell’informazione. Colgo il suo grande rispetto per la verità e l’amore per la nostra Patria, cosa rara tra la vile classe dirigente che purtroppo ci è capitato di dover sopportare da molti anni a questa parte. Mi unirò alle sue preghiere, ed ora, dopo aver espresso il mio pensiero andrò a leggere tutti i commenti che precedono questo mio.
    Grazie di cuore, generale Laporta!

    • PIERO LAPORTA ha detto:

      Grazie di cuore, davvero, soprattutto per le preghiere… beh anche gli elogi fanno molto piacere, grazie 🙂

  • Milli ha detto:

    Ma allora chi salì sul Britannia? E se Draghi fu comunque invitato a salirci , era perché il suo nome era su quella lista?
    Kossiga sul Britannia c’è stato?
    E tra i personaggi illustri suicidati, qualcuno fu suicidato fisicamente ? Mi viene in mente Raul Gardini, non so se entrasse nella questione.
    Renzi praticamente ha costruito la crisi di governo e permesso l’ascesa di Draghi, penso che fosse tutto premeditato e non solo da lui, d’altra parte il nome di Draghi circolava da qualche anno, in bene o in male. Sbaglio?
    Mi scuso per le tante domande, ma lei fa parecchie allusioni e diverse mi sfuggono.

    • Anonimo verace ha detto:

      Di morti non ci fu solo Raul Gardìni. Mi viene in mente anche un’altro pezzo grosso arrestato e suicida con un sacchetto di plastica in testa. In carcere. Non riesco a ricordare il nome. Era dirigente di una delle aziende di stato.

      • Marino Danielis ha detto:

        il nome del banchiere era Cagliari

      • Milli ha detto:

        Penso che sia estremamente difficile riuscire a suicidarsi con un sacchetto in testa. A meno che qualcuno non te lo tenga ben stretto.

        • Anonimo verace ha detto:

          Ho controllato su Wikipedia. Gabriele Cagliari non era un banchiere ma era , da 4 anni il presidente dell’Eni. Al momento del cosiddetto suicidio era da 120 giorni in carcere a san Vittore. Fu trovato nel bagno della sua cella, la cui porta era chiusa dall’interno, con un sacchetto di plastica in testa, tenuto chiuso con un laccio da scarpe.
          Era un un’ingegnere esperto di progettazione e costruzione di raffinerie petrolifere in Italia e nel mondo.

  • claudio ha detto:

    il luogo non era Ustica ma Civitavecchia; il panfilo “Britannia” attraccò al largo di Civitavecchia.

  • : ha detto:

    Non intendo obiettare sul ritratto lusinghiero che il Generale Laporta ha tracciato di Draghi. Penso anch’io che sia una persona molto capace, anzi un gigante rispetto ai fenomeni da baraccone che ci hanno governato in questi ultimi anni (non ne parliamo nell’ultimo anno).

    Tuttavia quello che mi preoccupa, per non dire molto peggio, è la frase pronunciata da Draghi nel suo discorso, riportata anche da un altro utente (Angelo):

    ” Gli Stati nazionali rimangono il riferimento dei nostri cittadini, ma nelle aree definite dalla loro debolezza CEDONO SOVRANITA’ NAZIONALE per acquistare sovranità condivisa”

    E’ gravissima proprio per la serietà di colui che l’ha pronunciata: considerando che le «aree definite dalla loro debolezza» sono tutte (qualunque cosa intendesse per “area”, perché è tutta l’Italia che è “debole”) ciò significa che questo Governo cederà «TUTTA» la nostra “sovranità nazionale”, per quanto poca ne sia restata.

    Come già detto in altra parte, questa frase mi sembra l’accordo del “La” per l’imminente De Profundis da intonare per quella che fu un tempo, nel bene e nel male, la nostra Italia. Meglio: la nostra Patria.

    • stilumcuriale emerito ha detto:

      Per il momento anche se lo chiamano il piano, il discorso di Draghi non è un piano ma è soltanto una comunicazione di intenti, se non il libro dei sogni. Passato l’entusiasmo iniziale anche lui passerà dalla domenica delle palme al venerdì santo. Non mi auguro in lui.

      • PIERO LAPORTA ha detto:

        La sua strada è in salita, erta. Non può che dire quanto ha detto, sennò muore prima di nascere. In quanto al fare e alle strade da percorrere, io scommetto sulla montagna di autostima costruitasi da quando aveva 15. E’ una montagna ben più alta di quella da scalare. Quando ti sei forgiato così non c’è alcuno che possa dettarti l’agenda. Non so se sia credente. Se osservo il suo stile di vita sarei portato a crederlo. Se fosse credente…

  • IMMATURO IRRESPONSABILE ha detto:

    Sul tema della “sovranità nazionale” terrei ben distinto il piano finanziario dal resto. Ben prima dell’ euro la cosiddetta “sovranità monetaria” non aveva reale sostanza; i più anziani ricorderanno il “serpentone”, il vincolo cioè alle monete europee in tema di cambi reciproci, e comunque il gioco svalutazione/esportazione non poteva durare a lungo. Ben diverso, e preoccupante, è la tendenza a imporre ai singoli paesi una legislazione comune sui “diritti civili” (che non sono nè diritti nè civili), qui bisogna serrare i ranghi e agire con realismo. Io sono convinto che l’ anti-europeismo acritico (se non paranoico), che spesso affiora dalle fila tradizionaliste o conservatrici, sia alla fine controproducente.

    • Susanna ha detto:

      Le frontiere sembravano cancellate dal trattato di Schengen , ma in realtà esistono ancora nei pregiudizi conservati con cura nelle nostre menti. E non solo nelle menti di noi italiani nei confronti dei popoli delle altre nazioni, ma anche nelle menti dei popoli delle altre nazioni nei confronti di noi italiani.

      • Milli ha detto:

        La mancanza di confini è un concetto che ci vogliono imporre dall’alto. Eppure servono per difendere il territorio, impedire il passaggio di attività illegali o invasioni belliche.
        Lei tiene casa sua con la porta aperta anche di notte? Chiunque può entrare e uscire senza controllo?
        Eppure i miliardari hanno magioni difese da alte mura , sistemi elettronici e guardie del corpo.
        Non si tratta di impedire l’immigrazione, ma la civiltà e il buonsenso richiedono che avvenga nella legalità.

    • : ha detto:

      Se ci tolgono la sovranità nazionale in materia economica (più che finanziaria) ce la tolgono completamente. Sembra prosaico, ma non lo è. Non è con i ricatti economico-finanziari che ci obbligano (o meglio: obbligano i governi costituiti da elementi non votati da noi ma scelti da loro) a produrre «una legislazione comune sui “diritti civili”», che, come giustamente dice Lei, «non sono nè diritti nè civili»?

  • Antonio ha detto:

    Per quanto geniale e competente possa essere Mario Draghi, non credo ci si possa aspettare troppo dalla sua azione: se così fosse, se un supertecnico al governo facesse davvero la differenza, avremmo dappertutto governi di tecnici, mentre com’è noto sono una peculiarità tutta italiana. Certo, anche fare della passabile ordinaria amministrazione avrebbe da noi del miracoloso, e c’è da augurarsi che almeno quella, con una maggioranza del 90% in parlamento, Draghi riesca a farla. Sempre sperando che non ci sia la fregatura dietro l’angolo.

  • Zuzzurellone ha detto:

    Ultime notizie. Afferma una riccioluta onorevole, alla Camera, che il PD sembra aver scoperto una nuova variante del covid che colpisca durante le elezioni politiche, ma non durante quelle amministrative. Quindi, prego, attenzione…

  • FABIO TORREMBINI ha detto:

    la chiusa è interessante…Esiste un partito cinese, insomma, molta, molta gente pagata, le inchieste degli ultimi giorni lo dimostrano, non c’è bisogno di fare nomi… Quanto alla vecchia storia del Mossad dietro le Br…, mah, mi pare che anche cani e porci sappiano che Franceschini era un uomo dei servizi cecoslovacchi…(cioè sovietici alla fine), quando rapirono Moro Giorgio Amendola volò immediatamente a Praga, per capire che stesse succedendo…

    • PIERO LAPORTA ha detto:

      Solo cinese? Magari… Una volta i traditori erano solo d’un colore. Oggidì c’è un’orgia di conventicole.

  • Maura ha detto:

    Perché noo?? Forse perché noi adoriamo la Ss Trinità e i massoni ( agli alti gradi ) Lucifero ? Non mi sembra una differenza da poco.

  • Luca Antonio ha detto:

    Draghi e’ un gigante rispetto a Conte e questo va bene, ma e’ stato messo li’ proprio per ridare slancio ad un progetto scritto fuori dall’Italia e la riconferma dei due dicasteri cari a Gates e Soros , sanita’e interni, lo dimostra.
    E’ uomo delle banche e deve rendere conto alle banche.

  • stilumcuriale emerito ha detto:

    La laurea a pieni voti, i master conseguiti contano al primo impiego ma a 73 anni uno deve mettere sul piatto della bilancia i risultati ottenuti, non in termini di carriera personale, ma in termini concreti di progetti portati a buon fine. Io non sono in grado di fare un simile bilancio a proposito di Draghi, ma vorrei che qualcuno lo facesse per me.
    Dove, quando, e in che misura l’azione di Draghi si può considerare un successo ?
    Al contrario quali azioni si sono concluse con un insuccesso?
    E in entrambi i casi, perchè?

    • PIERO LAPORTA ha detto:

      Draghi non è un impresario. E’ un grand commis, di quelli che un tempo facilitavano le decisioni della politica perché conoscevano nel profondo i tecnicismi.
      Se dovessi fare un paragone col passato, penso a Paolo Baffi o a Donato Menichella, Questi, ai loro tempi non avrebbero mai accettato palazzo Chigi. Oggi è indispensabile un Draghi politico perché i politici sono scopertamente grotteschi nella loro ignoranza e anche a causa della loro miopia e dell’interesse privato in atti d’ufficio. Insomma il caos. Chi altri utilizziamo? Berl? Zingaretti? D’Alema? Meloni? Renzi? Bergoglio? Posso continuare a elencare fino a domani o dopodomani… 🙂

      • stilumcuriale emerito ha detto:

        Il Piave mormorava calmo e placido al passaggio
        dei primi fanti il 24 maggio……
        Generale lei quanti generali conosce che non sarebbero in grado di vincere non dico una battaglia ma nemmeno una scazzottata di quartiere ?
        Non sono i titoli che contano. Non solo, ma le guerre non si vincono o si perdono solo per l’eroismo o la vigliaccheria dei fanti ma anche per la capacità o l’incapacità dei generali.
        La disfatta di Caporetto lo insegna. Cadorna era un onoratissimo generale di stato maggiore ma quella disfatta fu il suo capolavoro. Tant’è che fu sostituito con Graziani. O no?

        • : ha detto:

          Con Diaz (Certamente un lapsus)

          • stilumcuriale emerito ha detto:

            Esatto! Purtroppo me ne sono accorto quando ormai avevo cliccato su “invia messaggio”. Grazie per la correzione.

        • PIERO LAPORTA ha detto:

          Una volta chiesi a un collega: a quanti dei generali che conosci affideresti i tuoi figli in guerra? La risposta è secretata, ma è più alta di zero 🙂
          A Caporetto iniziò l’ascesa di Badoglio. Misero Diaz perché napoletano e non credevano ce l’avrebbe fatta.

    • stilumcuriale emerito ha detto:

      PS : mi accontenterei anche di due semplici elenchi:
      -successi
      -insuccessi
      sempre però escludendo la carriera e le onorificenze personali.
      Grazie in anticipo a chi mi risponderà.

  • cattolico ha detto:

    che la perfida albione del rito scozzese antico accettato e gli skull and bones del connetticut abbiano avuto un ruolo decisivo nella grande rapina delle privatizzazione è ormai un fatto storico.che alcuni noti esponenti dell’esercito, da essi sostenuti,avevano programmato di fare in italia ciò che accadde in grecia col golpe dei militari è storia.è pure storia che il golpe falli per merito della dc.che il mossad sostenesse le br lo scrisse franceschini ,uno dei fondatori assieme a curcio e la cagol.la firma degli assassini è a sinistra ed a destra della renault rossa.penso che l’espressione (cosidetta resistenza) sia immorale ed offensiva. la resistenza vide impegnati anche molti cattolici in operazioni militari come in val d’ossola dove nacque la prima repubblica italiana e dove caddero in un’imbosacata i fratelli di dio, due giovani militari dell’esercito e medaglie d’oro della resistenza.

  • Enrico Nippo ha detto:

    Risultato del primo tempo 😊:

    Deotto-La Porta 1 – 1

    Al 25′ Deotto: “Con Draghi siamo sistemati
    Al 38′ La Porta: “Draghi mi piace”.

    • PIERO LAPORTA ha detto:

      Nostro Signore scrive dritto su righe sorte. Il finale di partita è nelle nostre preghiere.

    • MARIO ha detto:

      Ma il punto è questo: Deotto sembra un UFO testé giunto sulla terra dalla lontana galassia dei Meloni, in compagnia di qualcun altro proveniente dalla galassia dei Crisantemi.
      Stando sempre in tema ecologico…

      • Enrico Nippo ha detto:

        C’è chi giunge dalle spaziose galassie e chi non si è mai mosso dal proprio inerte e minuscolo satellite vagante lungo la sua asfittica orbita.

    • Enrico Nippo ha detto:

      Risultato finale 😊:

      Deotto-La Porta 2-2

      Al 90′: Deotto prega.
      Al 90′ La Porta prega.

      Ma allora si deve concludere che le righe storte sono puri esercizi dialettici che non conducono a nulla, ed anzi, essendo storti, conducono fuori strada?

      Lo chiedo col massimo della serietà! 😦

      • PIERO LAPORTA ha detto:

        Abbiamo smarrito il senso della presenza di Dio nelle vicende umane. Egli ce lo farà ritrovare. Dipende da noi quale metodo sceglierà. “In trincea non esistono atei” recita un proverbio americano. La trincea è multiforme, aggiungerei

      • PIERO LAPORTA ha detto:

        No. Rivendico con forza di aver detto “prega” sin dal primo secondo.

      • Milli ha detto:

        Sicuramente sulle righe storte bisogna procedere come su un tornante, guidando piano e a vista, sperando di arrivare a destinazione!

  • Matteo motta ha detto:

    Bavo generale ! considerazioni di buon senso pragmatiche . I critici complottisti , anche se supposti studiosi di storia, che vanno a interpretare i vari Gioele Magaldi , senza aver la competenza per poterlo fare , più che storie stanno inerpretando leggende . E creano una atmosfera surreale . Persino la NBQ dovrebbe fare attenzione a quello che scrivono taluni suoi contributori di rango. Di positivo c’è che la nomina di Draghi ha dimstrato di quanta immaginazione è dotato il mondo cattolico in Italia,

    • PIERO LAPORTA ha detto:

      Il complottismo è una brutta bestia, il manicheismo è peggiore ma nulla è più tossico dell’attitudine all’odio assorbita attraverso l’accattocomunismo.

    • PIERO LAPORTA ha detto:

      Mario Draghi non è un cicisbeo.

  • Ermanno ha detto:

    Le parole di Draghi al senato sono inequivocabilmente devastanti
    1) Euro irreversibile e cessione di sovranità
    2) Distruzione creativa con il sacrificio pianificato di intere filiere di attività economiche
    3) Il dopo pandemia mantenuta a suon di terrorismo sanitario non vedrà un ritorno alla normalità ma si cercherà attraverso un più capillare controllo digitale di togliere spazi di autonomia alle libertà fondamentali dei cittadini
    4) La digitaizzazione affiancata alla transizione ecologica e alla mobilità sostenibile saranno gli strumenti di controllo e le ragioni della definitiva fine della spina dorsale economica del nostro paese rappresentata dalle piccole e medie aziende.
    5) Nei giorni scorsi è giunta la lettera che i #Commissari​ Valdis #Dombrovskis​ e Paolo #Gentiloni​ hanno inviato in risposta a una precedente lettera del Ministro dell’#Economia​ uscente Roberto Gualtieri in cui si parla del #pattostabilità​. In questa lettera – ha spiegato ai nostri microfoni il Prof. Valerio #Malvezzi​ – si dice chiaramente che bisogna fare la lotta all’#evasione​ fiscale, far scendere il #debito​-#Pil​ a partire dal 2022 e tornare al rapporto debito-Pil del 135%. In poche parole: aumentare le tasse e tagliare le spese. Draghi agirà da #banchiere​ o da Premier? Farà gli interessi degli italiani?

  • PG ha detto:

    Molto di quello che dice il generale Laporta è vero. Ne sono anche io testimone. Mario Draghi è quello che è , ma farà il bene dell’Italia in Europa , perchè sa come farlo , e vuole farlo. Ne sono convinto . Quanto alle privatizzazioni e alla storiella del Brittannia conosco bene i fatti. Il disatro delle privatizzazioni non è affatto attribuibile a Draghi , bensì a RomanoProdi. allora Presidente dell’IRI:

  • Paolo Giuseppe ha detto:

    Opinioni, che rispetto, ma solo opinioni.

  • Alessandro Boselli ha detto:

    Scusi, generale, ma il fallimento di Mps con Draghi a Banca Italia?
    E la lettera del 2011 a Berlusconi insieme a Trichet?
    Alessandro Boselli

    • PIERO LAPORTA ha detto:

      Se Draghi non avesse sottoscritto quella lettera con Trichet, presidente uscente, Draghi sarebbe rimasto presidente in pectore. Non mi parve poi da buttar via da presidente BCE, dal punto di vista italiano.
      Il problema era Berl, la sua fragilità e ricattabilità.
      In quanto a MPS, le responsabilità di Draghi mi paiono molto circoscritte.
      Draghi non è un cicisbeo. Non è Berl, non è Giuseppa.
      Abbiamo altro?

  • Maura ha detto:

    Humanum Genus . Forse con la lettura di questa Enciclica l’Illustre Articolista avrebbe le idee più chiare su cosa dice la Dottrina Cattolica in tema di Massoneria …

  • Virro ha detto:

    GRAZIE GENERALE
    Non si stanchi dei suoi racconti 🤝

  • Angelo ha detto:

    Mi piacerebbe leggere un commento del Generale Laporta su questo passo del discorso del Prof. Draghi.

    ” Gli Stati nazionali rimangono il riferimento dei nostri cittadini, ma nelle aree definite dalla loro debolezza CEDONO SOVRANITA’ NAZIONALE per acquistare sovranità condivisa”.
    Grazie.

  • Armand ha detto:

    Caro generale,
    le faccio notare due periodi.

    Il primo:
    “Mario Draghi è un massone! Ammonisce un carissimo amico. È più che probabile. D’altronde reputo Draghi realisticamente consapevole dell’imperituro impegno della massoneria a riparare gli errori del secolo precedente, preparando con altrettanta sagacia quelli da correggere nel secolo successivo.”

    Il secondo:
    “Nel Santo Rosario serale, in casa mia pregheremo non solo perché Nostro Signore restituisca dignità ai chierici iscarioti ma anche perché Mario Draghi e il suo coraggio siano ispirati, benedetti e assistiti da Dio.”

    Non si può chiedere a Dio di favorire i piani della massoneria.

    Grazie!

    • Bastian contrario ha detto:

      Perché no ? Se possono portare benessere e serenità all’Italia, perché no ?

    • PIERO LAPORTA ha detto:

      Prego e benedico Nostro Signore per tre scopi:
      – ridare coraggio al clero iscariota
      – convertire
      – aiutare il prossimo in difficoltà
      – ringraziarLo
      Non chiedo altro. Egli sa quanto occorre; nessuno di noi lo sa, io per primo

      • Sergio ha detto:

        A Suor Elena Aiello Gesù rivelò che aveva mandato Mussolini (che si dichiarava ateo) altrimenti l’Italia avrebbe fatto una fine peggiore della Russia. In effetti fu definito dal Papa “uomo della Provvidenza”. A Dio non manca di potersi servire di chiunque, anche dei massoni, per i Suoi fini. In questo mondo preifernale che ci circonda il male minore si può considerare un bene. Mi unisco alle preghiere del generale