Viganò, Covid 19: Santa Sede Complice di una Congiura contro Dio e l’Uomo.

31 Gennaio 2021 Pubblicato da

 

Marco Tosatti

Carissimi Stilumcuriali, riceviamo dall’arcivescovo Carlo Maria Viganò questa lettera di risposta ai quesiti postigli da un sacerdote, e ai problemi connessi con la posizione della Chiesa sui vaccini e sul Covid 19, e la condividiamo con voi. Buona lettura.

§§§

Reverendo e Caro Sacerdote di Cristo,

ho ricevuto la Sua lettera, nella quale Ella mi sottopone alcune gravi questioni sulla crisi dell’autorità nella Chiesa, crisi che va acuendosi in questi ultimi anni ed in particolare durante “l’emergenza pandemica”, in occasione della quale la gloria di Dio e la salvezza delle anime sono state messe da parte a vantaggio di una presunta salute del corpo. Se intendo rendere pubblica questa mia articolata risposta alla Sua lettera, è perché essa risponde ai numerosissimi fedeli e sacerdoti che mi scrivono da ogni dove, esponendomi interrogativi e tormenti di coscienza su queste stesse gravi questioni.

Il problema di un’autorità pervertita – ossia che non agisca nei limiti che le sono propri o che si sia data autonomamente un fine opposto a quello che la legittima – viene affrontato dalle Sacre Scritture per ricordarci che omnis potestas a Deo (Rom 13, 1) e che qui resistit potestati, Dei ordinationi resistit (ibidem., 2). E se San Paolo ci intima di obbedire all’autorità civile, a maggior ragione noi siamo tenuti ad obbedire all’autorità ecclesiastica, in ragione del primato che le questioni spirituali hanno su quelle temporali.

Ella osserva che non sta a noi giudicare l’autorità, perché il Figlio dell’uomo tornerà a fare giustizia alla fine dei tempi. Ma se dovessimo aspettare il giorno del Giudizio per vedere puniti i malvagi, a quale scopo la divina Maestà avrebbe costituito sulla terra un’autorità temporale e una spirituale? Non è forse loro compito, come vicari di Cristo Re e Sommo Sacerdote, reggere e governare i loro sudditi su questa terra, amministrando la giustizia e punendo i malvagi? Che senso avrebbero le leggi, se non vi fosse chi le fa rispettare, sanzionando chi le viola? Se l’arbitrio di chi è costituito in autorità non fosse punito da chi ha sopra di essi autorità, come potrebbero i sudditi – civili ed ecclesiastici – sperare di ottenere giustizia in terra?

Temo che la Sua obiezione, secondo la quale gli Ecclesiastici che rivestono una potestà loro derivante dall’autorità dell’ufficio ricoperto possano essere giudicati solo alla fine dei tempi, conduca da un lato al fatalismo e alla rassegnazione nei sudditi, e dall’altro costituisca una sorta di incoraggiamento ad abusare del proprio potere nei Superiori.

L’obbedienza ad un’autorità pervertita non può essere considerata doverosa, né moralmente buona, solo perché al Suo ritorno il Figlio dell’uomo tornerà a fare giustizia alla fine dei tempi. La Scrittura ci sprona ad essere sì obbedienti, moderando la nostra obbedienza con la pazienza e lo spirito di penitenza, ma non ci esorta assolutamente ad obbedire a ordini intrinsecamente malvagi, per il solo fatto che chi ce li imparte è costituito in autorità. Quell’autorità, infatti, proprio nel momento in cui viene esercitata contro lo scopo per cui essa sussiste, si priva della legittimazione che la giustifica e, pur non decadendo in sé, nondimeno richiede da parte dei sudditi un’adesione che dovrà essere di volta in volta vagliata e giudicata.

Con la Rivoluzione, l’ordo christianus, che riconosceva l’Autorità costituita come proveniente da Dio, è stato rovesciato per far posto alle cosiddette democrazie in nome della laicità dello Stato e della sua separazione dalla Chiesa. Con il Concilio Vaticano II questa sovversione del principio di autorità si è insinuata nella Gerarchia stessa, facendo sì che quell’ordine voluto da Dio non solo fosse cancellato dalla società civile, ma addirittura venisse minato anche nella Chiesa. Ovviamente, quando l’opera di Dio viene manomessa e la Sua Autorità negata, il potere ne è irrimediabilmente compromesso e si creano i presupposti per la tirannide o per l’anarchia. Né la Chiesa fa eccezione, come possiamo dolorosamente constatare: il potere è spesso esercitato per punire i buoni e premiare i malvagi; le sanzioni canoniche servono quasi sempre per scomunicare chi rimane fedele al Vangelo; i Dicasteri e gli organi della Santa Sede assecondano l’errore e impediscono la propagazione della Verità. Lo stesso Bergoglio, che dovrebbe rappresentare in terra la più alta Autorità, usa del potere delle Sante Chiavi per assecondare l’agenda globalista e promuovere dottrine eterodosse, ben consapevole di quel Prima Sedes a nemine judicatur che gli permette di agire indisturbato.

Questa situazione è ovviamente anomala, perché nell’ordine stabilito da Dio a chi rappresenta l’autorità è dovuta obbedienza. Ma in questo mirabile kosmos Satana insinua il chaos, manomettendo l’elemento fragile e peccabile: l’uomo. Ella lo evidenzia bene nella Sua lettera, caro Sacerdote: «Ora, la cosa più diabolica che il nostro nemico è riuscito a compiere, è quella di usare proprio chi si presenta al mondo investito dell’autorità conferita da Gesù Cristo alla Sua Chiesa, per fare il male, e con questo: da un lato coinvolgere nel male alcuni dei buoni, dall’altro scandalizzare i buoni che se ne rendono conto», e contestualizza poi questa situazione nel caso attuale: «L’autorità di Gesù è stata usata abusivamente per giustificare e caldeggiare una terribile operazione, che viene presentata sotto il nome falso di vaccinazione».

Concordo con Lei circa le valutazioni di oggettiva immoralità del cosiddetto vaccino contro il Covid-19, in ragione dell’uso di materiale derivante da feti abortiti. Concordo parimenti sulla assoluta inadeguatezza – scientifica, oltreché filosofica e dottrinale – del documento promulgato dalla CDF, il cui Prefetto si limita ad eseguire supinamente più che discutibili ordini impartiti dall’alto: l’obbedienza dei reprobi è emblematica, in questi frangenti, perché sa ignorare con disinvoltura l’autorità di Dio e della Chiesa, in nome di un asservimento cortigiano all’autoritarismo del superiore immediato.

Vorrei nondimeno precisare che il documento della Santa Sede è particolarmente insidioso non solo per l’aver esso analizzato solo un aspetto remoto, per così dire, della composizione del farmaco (a prescindere dalla liceità morale di un azione che non perde di gravità col passare del tempo); ma per aver deliberatamente ignorato che per “rinfrescare” il materiale fetale originale occorre periodicamente aggiungervi nuovi feti, ricavati da aborti al terzo mese provocati ad hoc, e che i tessuti devono essere prelevati da creature ancora vive, a cuore palpitante. Data l’importanza della materia e la denuncia della comunità scientifica cattolica, l’omissione di un elemento integrante per la produzione del vaccino in un pronunciamento ufficiale conferma, nell’ipotesi più generosa, una scandalosa incompetenza e, in quella più realistica, la deliberata volontà di spacciare per moralmente accettabili dei vaccini prodotti con aborti provocati. Questa sorta di sacrificio umano, nella sua forma più abbietta e cruenta, viene quindi considerato trascurabile da un Dicastero della Santa Sede in nome della nuova religione sanitaria, della quale Bergoglio è strenuo sostenitore.

Mi trovo d’accordo con Lei sull’omissione delle valutazioni inerenti la manipolazione genetica indotta da alcuni vaccini che agiscono a livello cellulare, con scopi che le case farmaceutiche non osano confessare, ma che la comunità scientifica ha ampiamente denunciato e di cui non si conoscono ancora le conseguenze a lungo termine. Ma la CDF evita scrupolosamente di esprimersi anche sulla moralità della sperimentazione sull’uomo, ammessa dagli stessi produttori dei vaccini, i quali si riservano di fornire i dati su questa sperimentazione di massa solo tra qualche anno, quando sarà possibile comprendere se il farmaco è efficace e a prezzo di quali effetti secondari permanenti. Così come la CDF tace sulla moralità di speculare vergognosamente su un prodotto che viene presentato come unico presidio contro un virus influenzale che ancora non è stato isolato ma solo sequenziato. In assenza dell’isolamento virale, non è scientificamente possibile produrre l’antigene del vaccino, per cui l’intera operazione del Covid si mostra – chi non sia accecato da pregiudizio o da malafede – in tutta la sua criminale falsità e intrinseca immoralità. Una falsità confermata non solo dall’enfasi quasi religiosa con la quale è presentato il ruolo salvifico del cosiddetto vaccino, ma anche dall’ostinato rifiuto delle autorità sanitarie mondiali a riconoscere la validità, l’efficacia e il costo contenuto delle cure esistenti, dal plasma iperimmune all’idrossiclorochina e all’ivermectina, dall’assunzione di vitamina C e D per aumentare le difese immunitarie alla cura tempestiva dei primi sintomi. Non dimentichiamo che, se vi sono persone anziane o debilitate nella salute che sono morti con il Covid, ciò avviene perché l’OMS ha prescritto ai medici di base di non curare i sintomi, indicando per i soggetti con complicanze una cura ospedaliera assolutamente inadeguata e dannosa. Anche su questi aspetti la Santa Sede tace, complice evidente di una congiura contro Dio e contro l’uomo.

Torniamo ora all’autorità. Ella scrive: «Pertanto chi si trova di fronte a persone investite dall’Autorità di Gesù che agiscono evidentemente all’opposto del Suo mandato, si trova nella condizione di domandarsi se possa o meno obbedire alla loro Autorità, quando in situazioni terribili come questa, chi esercita l’autorità in nome di Gesù va palesemente contro i Suoi Mandati». La risposta ci viene dalla dottrina cattolica, che all’autorità dei Prelati e a quella suprema del Papa pone chiarissimi limiti di azione. In questo caso mi pare sia evidente che non è competenza della Santa Sede esprimere valutazioni che, per il modo in cui sono esposte e analizzate e per le palesi omissioni in cui incorrono, non possono rientrare minimamente nell’alveo determinato dal Magistero. Il problema, a ben vedere, è logico e filosofico, ancor prima che teologico o morale, perché i termini della quæstio sono incompleti ed erronei, e quindi erronea e incompleta ne sarà la risposta.

Ciò non toglie nulla alla gravità del comportamento della CDF, ma allo stesso tempo è proprio nell’uscire dai limiti propri all’autorità ecclesiastica che si conferma il principio generale della dottrina, e con esso anche l’infallibilità che il Signore garantisce al Suo Vicario quando egli intende insegnare una verità relativa alla Fede o alla Morale come Supremo Pastore della Chiesa. Se non vi è una verità da insegnare; se questa verità non ha a che vedere con la Fede e la Morale; se chi promulga questo insegnamento non intende farlo con l’Autorità Apostolica; se l’intenzione di trasmettere questa dottrina ai fedeli come verità da tenersi e credersi non è esplicita, l’assistenza del Paraclito non è garantita, e l’autorità che la promulga può essere – e in certi casi deve essere – ignorata. Ai fedeli è quindi possibile resistere all’esercizio illegittimo di un’autorità legittima, all’esercizio di un’autorità illegittima o all’esercizio illegittimo di un’autorità illegittima.

Non mi trovo pertanto d’accordo con Lei quando Ella afferma: «Se l’infedeltà tocca tale autorità, solo Dio può intervenire. Anche perché anche nei confronti di autorità di grado inferiore diventa poi difficile ricorrere sperando di avere giustizia». Il Signore può intervenire positivamente nel corso degli eventi, manifestando in modo prodigioso la Sua volontà o anche solo abbreviando i giorni dei malvagi. Ma l’infedeltà di chi è costituito in autorità, pur non essendo essa giudicabile dai sudditi, non per questo è meno colpevole, né può pretendere obbedienza a ordini illegittimi o immorali. Una cosa infatti è l’effetto che essa ha sui soggetti, un’altra il giudizio circa il suo modo di agire e un’altra ancora la punizione che essa può meritare. Così, se non sta ai sudditi mettere a morte il Papa per eresia (nonostante la pena di morte sia considerata da san Tommaso d’Aquino commisurata al crimine di chi corrompe la Fede), possiamo nondimeno riconoscere un Papa come eretico, e in quanto tale rifiutarci, caso per caso, di prestargli l’obbedienza cui altrimenti avrebbe diritto. Non lo giudichiamo, perché non abbiamo l’autorità di farlo; ma lo riconosciamo per quello che è, aspettando che la Provvidenza susciti chi possa pronunciarsi definitivamente e autorevolmente.

Ecco perché, quando Ella afferma che «non sono i sottoposti a quei malvagi che hanno l’autorità per ribellarsi e rovesciarli dal loro posto», occorre distinguere anzitutto che tipo di autorità sia in questione, e in secondo luogo quale sia l’ordine impartito e quale il danno che l’eventuale obbedienza comporterebbe. San Tommaso considera la resistenza al tiranno e il regicidio come moralmente leciti, in certi casi; così com’è lecita e doverosa la disobbedienza all’autorità dei Prelati che abusano del proprio potere contro il fine intrinseco del potere stesso.

Nella Sua lettera, Ella identifica nella ribellione all’autorità il marchio dell’ideologia comunista. Ma la Rivoluzione, di cui il Comunismo è un’espressione, intende rovesciare i sovrani non in quanto eventualmente corrotti o tirannici, ma in quanto gerarchicamente inseriti in un kosmos che è essenzialmente cattolico, e quindi antitetico al marxismo.

Se non fosse possibile opporsi ad un tiranno, avrebbero peccato i Cristeros, che si ribellarono con le armi al dittatore massone che in Messico perseguitava i suoi cittadini abusando della propria autorità. Avrebbero peccato i Vandeani, i Sanfedisti, gli Insorgenti: vittime di un potere rivoluzionario, pervertito e pervertitore, dinanzi al quale la ribellione non solo è lecita, ma anche doverosa. Furono vittime del potere anche i Cattolici che, nel corso della Storia, si trovarono a doversi ribellare ai loro Prelati, ad esempio i fedeli che in Inghilterra dovettero resistere ai loro Vescovi diventati eretici con lo scisma anglicano, o quanti in Germania si videro costretti a rifiutare obbedienza ai Presuli che avevano abbracciato l’eresia luterana. L’autorità di questi Pastori diventati lupi era infatti nulla, poiché orientata alla distruzione della Fede anziché alla sua difesa, contro il Papato anziché in comunione con esso. Giustamente Ella aggiunge: «Allora i poveri fedeli, di fronte ai loro pastori che si macchiano di tali crimini, e in modo così svergognato, rimangono sbigottiti. Come posso io seguire in nome di Gesù qualcuno che invece opera ciò che Gesù non vuole?»

Eppure poco oltre leggo queste Sue parole: «Chi nega la loro Autorità, in realtà nega la Autorità di chi li ha costituiti. E chi vuole negare la Autorità di chi li ha costituiti deve anche negare la loro autorità. Chi invece resta sottomesso alla autorità dei ministri costituiti in autorità da Gesù, pur non rendendosi complice dei loro errori, obbedisce alla Autorità di Gesù, che li ha costituiti». Questa proposizione è chiaramente erronea, poiché legando indissolubilmente l’autorità prima e originaria di Dio all’autorità derivata e vicaria della persona, ne inferisce una sorta di vincolo indefettibile, vincolo che invece viene meno proprio nel momento in cui colui che esercita l’autorità in nome di Dio di fatto la perverte, ne stravolge il fine sovvertendolo. Direi anzi che è proprio perché si deve avere in massimo onore l’autorità di Dio che essa non può essere disattesa con l’obbedire a chi è per sua natura sottoposto alla medesima divina autorità. Per questo San Pietro (At 5, 29) ci esorta ad obbedire a Dio piuttosto che agli uomini: l’autorità terrena, sia essa temporale o spirituale, è sempre sottoposta all’autorità di Dio. Non è possibile pensare che – per una ragione che pare quasi dettata da un burocrate – il Signore abbia voluto lasciare la Sua Chiesa in balìa di tiranni, quasi preferendo la loro legittimazione proceduralmente legale allo scopo per il quale Egli li ha posti a pascere il Suo gregge.

Certo, la soluzione della disobbedienza pare più facilmente applicabile ai Prelati che non al Papa, dal momento che quelli possono essere giudicati e deposti dal Papa, mentre questi non può esser deposto da alcuno in terra. Ma se è umanamente incredibile e doloroso dover riconoscere che un Papa possa essere malvagio, questo non consente di negare l’evidenza e non impone di consegnarsi passivamente all’abuso del potere che egli esercita in nome di Dio ma contro di Lui. E se nessuno vorrà assalire i Sacri Palazzi per scacciarne l’indegno ospite, si possono altresì esercitare forme legittime e proporzionate di vera e propria opposizione, ivi comprese le pressioni a che si dimetta e abbandoni l’ufficio. È proprio per difendere il Papato e la sacra Autorità che esso riceve dal Sommo ed Eterno Sacerdote che occorre allontanarne chi lo umilia, lo demolisce e ne abusa. Oserei dire, per completezza, che anche la rinunzia arbitraria all’esercizio dell’autorità sacra del Romano Pontefice rappresenta un gravissimo vulnus al Papato, e di questo dobbiamo considerare responsabile più Benedetto XVI che Bergoglio.

Ella accenna poi a ciò che il Prelato tirannico dovrebbe pensare della propria autorità: «un ministro di Dio […] dovrebbe anzitutto negare la propria autorità di apostolo, ovvero inviato di Gesù. Dovrebbe riconoscere di non voler seguire Gesù, e andarsene. In tal modo il problema sarebbe risolto». Ma Ella, caro Sacerdote, pretende che l’iniquo agisca come una persona onesta e timorata di Dio, mentre proprio perché malvagio costui abuserà senza alcuna coerenza e senza alcuno scrupolo di un potere che egli sa benissimo di avere dolosamente conquistato per demolirlo. Poiché è nell’essenza stessa della tirannide, in quanto perversione dell’autorità giusta e buona, non solo il suo esercitarsi in modo perverso, ma anche il voler gettare discredito e repulsione sull’autorità di cui essa è grottesca contraffazione. Gli orrori compiuti da Bergoglio in questi anni non solo rappresentano un indecoroso abuso dell’autorità papale, ma hanno come immediata conseguenza lo scandalo dei buoni nei suoi confronti, perché rende invisa e odiosa, con la parodia del Papato, anche il Papato in sé stesso, pregiudicando irrimediabilmente l’immagine e il prestigio di cui godeva sinora la Chiesa, pur già afflitta da decenni di ideologia modernista.

Ella scrive: «Pertanto, a nessuno è lecito obbedire a ordini ingiusti o malvagi, illegittimi, o fare qualunque male col pretesto dell’obbedienza. Ma nemmeno ad alcuno è permesso negare l’autorità del Papa perché costui la esercita in modo malvagio, andando fuori dalla Chiesa costituita da Gesù sulla roccia dell’Apostolo Pietro». Qui l’espressione «negare l’autorità» andrebbe distinta tra il negare che Bergoglio abbia un’autorità in quanto Papa e viceversa negare che Bergoglio, in questo specifico ordine che imparte al fedele, abbia il diritto di essere obbedito quando l’ordine è in conflitto con l’autorità del Papa. Nessuno obbedirebbe a Bergoglio se costui parlasse a titolo personale o fosse un impiegato del catasto, ma il fatto che da Papa insegni dottrine eterodosse o dia scandalo ai semplici con affermazioni provocatorie, rende di estrema gravità la sua colpa, perché chi lo ascolta crede di ascoltare la voce del Buon Pastore. La responsabilità morale di chi comanda è incommensurabilmente maggiore di quella che ha il suddito che deve decidere se obbedirgli o meno. Di questo il Signore chiederà conto inflessibilmente, per le conseguenze che il bene o il male compiuto dal superiore comporta sui sottoposti, anche in termini di buono o cattivo esempio.

A ben vedere è proprio per difendere la Comunione gerarchica con il Romano Pontefice che occorre disobbedirgli, denunciare i suoi errori e chiedergli di dimettersi. E pregare Iddio che lo chiami a Sé il prima possibile, se da questo può derivarne un bene per la Chiesa.

L’inganno, il colossale inganno del quale ho scritto in più occasioni, consiste nel costringere i buoni – chiamiamoli così per brevità – a rimanere imprigionati in norme e leggi che viceversa i cattivi usano in fraudem legis. È come se costoro avessero compreso la nostra debolezza: l’essere cioè noi, pur con tutti i nostri difetti, religiosamente e socialmente orientati al rispetto della legge, all’obbedienza all’autorità, all’onorare la parola data, all’agire con onore e lealtà. Con questa nostra debolezzavirtuosa, essi si garantiscono da noi obbedienza, sottomissione, al massimo rispettosa resistenza e prudente disobbedienza. Sanno che noi – poveri stolti, pensano – vediamo in loro l’autorità di Cristo e a questa facciamo in modo di obbedire anche se sappiamo che quell’azione, ancorché moralmente irrilevante, va in una direzione ben precisa… Così ci hanno imposto la Messa riformata; così ci hanno abituato a sentir cantare le sure del Corano dall’ambone delle nostre cattedrali, e a vederle trasformate in trattorie o dormitori; così ci vogliono presentare come normale l’ammissione delle donne al servizio dell’altare…. Ogni passo compiuto dall’Autorità, dal Concilio in poi, è stato possibile proprio perché obbedivamo ai Sacri Pastori, e pur sembrandoci certe loro decisioni devianti, non potevamo credere che stessero ingannandoci; e forse essi stessi, a loro volta, non si rendevano conto che gli ordini impartiti avessero uno scopo iniquo. Oggi, seguendo il fil rouge che unisce l’abolizione degli Ordini Minori all’invenzione delle accolite e delle diaconesse, comprendiamo che chi riformò la Settimana Santa sotto Pio XII aveva già sotto gli occhi il Novus Ordo e le sue atroci declinazioni odierne. L’abbraccio di Paolo VI con il Patriarca Atenagora suscitò in noi speranze di vera ecumène, perché non avevamo capito – come invece avevano denunciato alcuni – che quel gesto doveva preparare il pantheon di Assisi, l’osceno idolo della pachamama e, a breve, il sabba di Astana.

Nessuno di noi vuole comprendere che questa empasse si rompe semplicemente non assecondandola: dobbiamo rifiutare di confrontarci a duello con un avversario che detta le regole a cui solo noi dobbiamo sottostare, lasciando se stesso libero di infrangerle. Ignorarlo. La nostra obbedienza non ha nulla a che vedere né col servilismo pavido, né con l’insubordinazione; al contrario, essa ci consente di sospendere qualsiasi giudizio su chi sia o non sia Papa, continuando a comportarci come buoni Cattolici anche se il Papa ci deride, ci disprezza o ci scomunica. Perché il paradosso non risiede nella disobbedienza dei buoni all’autorità del Papa, ma nell’assurdità di dover disobbedire a una persona che è allo stesso tempo Papa ed eresiarca, Atanasio e Ario, luce de jure e tenebra de facto. Il paradosso è che per rimanere in Comunione con la Sede Apostolica dobbiamo separarci da colui che dovrebbe rappresentarla, e vederci burocraticamente scomunicati da chi è in stato oggettivo di scisma con se stesso. Il precetto evangelico di «Non giudicare» non deve intendersi nel senso di astenersi dalla formulazione di un giudizio morale, ma dalla condanna della persona, altrimenti saremmo incapaci di porre atti morali. Certo non sta al singolo separare il grano dalla zizzania, ma nessuno deve chiamare zizzania il grano, né grano la zizzania. E chi è insignito dell’Ordine Sacro, tanto più se nella pienezza del Sacerdozio, ha non solo il diritto, ma il dovere di additare i seminatori di zizzania, i lupi rapaci e i falsi profeti. Poiché anche in quel caso vi è, assieme alla partecipazione al Sacerdozio di Cristo, anche la partecipazione alla Sua regale Autorità.

Quello di cui non ci accorgiamo, tanto in ambito politico e sociale quanto in ambito ecclesiastico, è che la nostra accettazione iniziale di un presunto diritto del nostro avversario a compiere il male, basata su un erroneo concetto di libertà (morale, dottrinale, religiosa), ora si sta mutando in una forzata tolleranza del bene mentre il peccato e il vizio sono diventati la norma. Quello che ieri era ammesso come nostro gesto di indulgenza oggi pretende piena legittimità, e ci confina ai margini della società come minoranza in via di estinzione. A breve, coerentemente con l’ideologia anticristica che sovrintende a questo inesorabile mutamento di valori e principi, verrà proibita la virtù e condannato chi la pratica, in nome di un’intolleranza verso il Bene additato come divisivo, integralista, fanatico. La nostra tolleranza verso chi, oggi, si fa promotore delle istanze del Nuovo Ordine Mondiale e della sua assimilazione nel corpo ecclesiale condurrà infallibilmente all’instaurazione del regno dell’Anticristo, in cui i Cattolici fedeli saranno perseguitati come nemici pubblici, esattamente come in epoche cristiane erano considerati nemici pubblici gli eretici. Insomma, il nemico ha copiato, capovolgendolo e pervertendolo, il sistema di protezione della società realizzato dalla Chiesa nelle nazioni cattoliche.

Credo, caro reverendo, che le Sue osservazioni sulla crisi dell’autorità saranno presto da integrare, almeno a giudicare dalla velocità con cui Bergoglio e la sua corte assestano i loro colpi alla Chiesa. Da parte mia, prego che il Signore faccia venire alla luce la verità sinora nascosta, consentendoci di riconoscere il Vicario di Cristo in terra non tanto per la veste che indossa, quanto per le parole che escono dalla sua bocca e per l’esempio delle sue opere.

Riceva la mia Benedizione, mentre con fiducia mi affido alla Sua preghiera.

+ Carlo Maria, Arcivescovo

31 Gennaio 2021

Dominica in Septuagesima

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65 commenti

  • unaopinione ha detto:

    Post XI
    @Sircliges (Post 2 Febbraio 2021 alle 20,13)
    Parto con due esempi (stile Sircliges):
    cosa diresti se esistesse qualcuno (e per un “qualcuno” intendo un “Noi” , … diciamo che questo Noi opera piú in forza di accordi economici transnazionali stipulati secondo la convenienza del momento, con il fine di ciascun partecipante di arricchirsi il piú possibile, che in forza di accordi ideologici o spirituali) edifiasse un ospedale (diciamo che questo ospedale lavori solo per fare interventi cardiaci) e poi domani, facendo il giusto lavoro di lobby, riesca a far approvare una legge che ti costringa ad usare come paziente, secondo la tua infermitá, questo ospedale a pagamento (o quanto meno si fa pagare dallo Stato per la tua permanza in questo ospedale)?
    Ed anche: cosa diresti se esistesse qualcuno (Noi) che facesse passare una legge (ma anche con adeguati mezzi di persuasione nella stampa, facendo post a riguardo in siti a tema etico, morale, religioso, ecc., con il solito lavoro di lobby politico, facendo apparire ripetutamente in televisione “esperti” pagati profumatamente ma non facendo mai apparire persone magari anche piú competenti che hanno una opinione contraria, ecc) nella quale si “ordina” al medico di questo ospedale di espiantare il cuore ad una persona che mostra una “morte cerebrale”, anche quando la maggioranza dei medici operanti in questo ospedale é convinto che la persona che sta subendo l´espianto stia soffrendo (se non fosse per gli anestetici, sempre se li riceve) e quindi che sia cosciente e quindi sia viva; tanto che al fine di superare queste riluttanze, questo (ipotetico) qualcuno (Noi) faccia fare appunto una legge per costringere il medico operante a partecipare all´atto che potrebbe essere, secondo gli standard attuali, anche un assassinio e poi ti mettesse, a te sofferente di cuore ignaro della cosa, domani il suo cuore a disposizione (ricevendo dalla Sanitá non solo il rimborso degli investimenti fatti a tal fine in tutte le direzioni ma anche un lauto ed illecito guadagno)?
    Confrontando gli esempi:
    nel primo caso citato da Sircliges: é vero che i Romani utilizzavano gli schiavi per le loro opere pubbliche ma le opere pubbliche erano a beneficio di tutti, nessuno escluso: anche degli schiavi che molte volte diventavano liberti (del resto lo schiavo era tale in base all´allora vigente diritto di guerra riconosciuto da tutte le genti e il caso di Sircligés giudica le circostanze di allora secondo dei parametri attuali). Quindi (considerando questo secondo i parametri attuali): attraverso l´inflizione di un male (che non esigeva la perdita della vita dello schiavo, anche se poteva avvenire) , si ricavava un oggettivo aumento del benessere per tutta la collettivitá e questo a volte anche per secoli (anche lo schiavo, se gli era cosí permesso, poteva attraversare il ponte per andarsi a prendere del cibo dalla parte opposta del ponte).
    Invece, dal mio esempio attuale e poiché non é ancora oggettivamente chiaro se colui che é in stato di “morte cerebrale” sia giá irreversiblmente perso, potremmo avere a che fare con l´inflizione di una vera e propria crudeltá (espianto di organi a persone ancora e cosciente) al fine di beneficiare una parte ristrettissima della collettivitá (questo ha delle similiaritá con quello che alcuni temono che avvenga nel caso di feti abortiti oggi), dove dalla collettivitá dobbiamo sempre sottrarre le persone a cui sono stati estratti gli organi. Ora, se fosse come generalmente affermato dagli “esperti” nelle televisioni e gioranli, anche io troverei la cosa encomiabile …, ma chi mi assicura che il tutto (soprattutto dichiarando la “morte cerebrale” come “morte” scientificamente certificata) ammantato dal pietoso appello per un “salviamo altre vite”, non sia stato organizzato da chi ha soldi per fare ancora piú soldi? Cioé che per denaro e con la motivazione di salvare delle persone (a cui non si puó dare nessuna colpa in quanto realmente bisognose di un cuore), di fatto ne fanno uccidere delle altre? (naturalmente in modo che la cosa non appaia come tale). L´autore del post a cui rispondo? i giornali? la televisione? Certo …. chi spinge per questo modo di operare dice che é tutto (anche eticamente) lecito e uno ci puó credere o non credere: io mi riservo il diritto di non crederci. Non solo, ma ritornando all´argomento principale (cellule fetali nel vaccino), non é neanche escluso che chi faccia i vaccine non abbia utilizzato altri feti abortiti: gli sviluppatori del vaccino dicono che non lo hanno fatto e uno ci puó credere o non credere: io mi riservo anche qui il diritto di non crederci. (Lascio qui la problematica se un vaccino che non impedisce la malattia e la trasmissibilitá si possa ancora definire un “vaccino” e altri aspetti non chiari).
    Nel secondo caso fatto da Sircliges: sembra totalmente escluso che l´assassino abbia ucciso la persona per procurare il cuore ad un´altra persona (e qui siamo veramente davanti al caso di: “abbiamo un cuore che il caso ci ha regalato … a chi lo doniamo?” – questo sempre se non fosse vera l´affermazione che chi é morto anche da un minuto non possa piu´donare gli organi). Invece, nel mio esempio appena scritto, é ancora aperta la possibilitá che sia in realtá avvenuto l´assassinio di una o piú persone per dare un cuore ad altre persone.
    Ora qualcuno mi potrá chiedere: “Ma se allora ti capita ti trovare una scatoletta di carne umana proveniente dal Medioevo non hai nulla in contrario a mangiarla?” (visto che chi lo ha fatto non ha ucciso la persona in scatoletta giá con l´idea che “unaopinione” la mangiasse duemila anni dopo). La mia risposta é che non la mangio perché, piú che il contenuto, l´idea in sé stessa fa intrinsecamente schifo ad una persona di intelletto sano (detto in altre parole: i resti umani di per sé non sono ripugnanti – anzi, a volte sono santi – basti pensare alle reliquie dei santi – ma é ripugnante l´idea che una persona mangi la carne di un proprio simile). Se poi il professore di marketing Magnus Soderlund, le cui parole sono state prontamente diffuse nell´occasione da tutti i giornali del mondo che contano, pensa che questa sia l´idea giusta per combattere il cambiamento climatico per poi cosí salvare la specie umana, allora invito chiunque provi simpatia verso l´assunzione di tessuti umani attraverso i vaccini (visto che l´idea non gli provoca nessun accenno di mal di testa) a considerare giá da ora l´idea di unirsi ad un eventuale banchetto tematico da lui organizzato.
    Quindi gli ostacoli a farsi un vaccino con cellule umane, per me, sono due: che possa esistere (salvo avere prove concrete che la possano escludere – ma noi non le abbiamo, abbiamo al massimo delle dichiarazioni alle quali possiamo credere o non credere) un qualcuno ( un Noi, definito come all´inizio di questo post) che in una relazione temporale prossima abbia potuto organizzare un “business” illecito per fare del denaro (e questo visto la lontananza fra noi oggi e i “Romani” duemila anni fa o il killer e la sua vittima, non é sicuramente data, mentre fra chi sviluppa i vaccini e noi oggi questa possibilitá non é esclusa) e che la cosa non sia eticamente accettabile. Queste due condizioni (cioé ostacoli) per il vaccino che usa cellule umane o fetali sono attualmente date (e non é escluso, considerando anche altri aspetti, che escano fuori altri ostacoli).
    Il terzo esempio del post a cui rispondo non lo discuto neanche perché penso che dal punto di vista cristiano é una totale insolenza.

    • sircliges ha detto:

      @unaopinione (mer 3 feb 2021 14:26)

      L’esempio dell’ospedale, con la sistematica predazione di organi, purtroppo non è neppure così ipotetico. In Cina già accade. Per come hai descritto il tuo esempio, è chiaro che si tratta di un male da evitare e da combattere.
      Osservo tuttavia che l’esempio non è calzante rispetto al caso di cui stiamo parlando.
      Infatti, nel tuo esempio c’è una catena di montaggio che richiede sempre e reiteratamente un nuovo omicidio; mentre nella linea cellulare HEK-293, a quanto ne sappiamo, no.

      https://www.sabinopaciolla.com/la-linea-cellulare-hek-293-e-il-dott-alex-van-der-eb/

      Compiuto (purtroppo) il singolo aborto, la coltura è stabile e le cellule sono replicate in laboratorio. Non ci sono nuovi aborti, sarebbe “controproducente” farne, perché significherebbe mischiare una linea cellulare stabile con altro materiale genetico di costosa estrazione e di esito incerto, con un risultato probabilmente peggiore dell’attuale. E io non credo che le case farmaceutiche abbiano molto a cuore la morale, ma credo che abbiano molto a cuore il proprio conto in banca. Ergo la possibilità di nuovi aborti per questa linea cellulare è davvero remota. Viganò dice che ci sono, ma non si capisce in base a quale fonte, né se stia facendo confusione con l’abominevole Planned Parenthood che però è una cosa diversa.
      Questo non legittima quell’aborto originario, che in quanto “male assoluto” (nel senso degli “intrinsece mala” noti alla morale cattolica) non doveva essere compiuto. Ma l’uso di queste cellule non equivale a cooperazione ad ulteriori aborti e questo è un elemento imprescindibile per la valutazione morale dello scenario.
      Tu scrivi per giustificare l’uso del ponte:

      « é vero che i Romani utilizzavano gli schiavi per le loro opere pubbliche ma le opere pubbliche erano a beneficio di tutti, nessuno escluso »

      E il tuo argomento mi dà ragione! Perchè anche qui l’uso del vaccino va a beneficio di tutti, nessuno escluso, contribuisce a debellare una pandemia che ha già contribuito a causare danni immensi. E questo è un altro elemento imprescindibile per la valutazione morale. Ma questo elemento si basa su due giudizi di fatto:
      – l’epidemia è davvero una grave epidemia causante morti a centinaia di migliaia nel mondo
      – il vaccino non è particolarmente pericoloso per la salute umana; quantomeno non più di un normale farmaco sempre suscettibile di controindicazioni ed eventi avversi, ma finché questi eventi avversi coinvolgono una percentuale minima di casi, meglio rischiare col vaccino che rischiare col covid

      Purtroppo qui casca l’asino, perché entrambi questi giudizi di fatto sono respinti dalla narrazione “minimizzante” (che considera il covid poco più che una brutta influenza, pompata dai mass media per ragioni politiche) (ed è per questo che io faccio le mie analisi sull’aumento totale della mortalità a prescindere dalle cause, perché da là non si scappa, +50.000 morti in due mesi e venti province non si spiegano se non con una vera epidemia) e “no vax” (che avversa proprio la vaccinazione in quanto tale). Ho già criticato questa narrazione e non mi dilungo “ad nauseam”.

      P.S. il terzo esempio è un argomento molto usato in etica per dimostrare il concetto morale per cui una concausa malvagia non rende intrinsecamente male tutto ciò che ne deriva. Nessuna insolenza, anzi ti invito a riflettere sul fatto che è altamente probabile che tutti noi abbiamo nel nostro più remoto albero genealogico (se uno potesse scavare fino a decine di migliaia di anni fa) almeno uno stupro o un adulterio o una fornicazione fuori dal matrimonio. Nulla di cui stupirsi purtroppo. Senza quello stupro o adulterio o fornicazione, la nostra irripetibile persona non sarebbe qui oggi.
      Allora ciò vuol dire che la nostra esistenza è male? NO, vuol dire che Dio può trarre il bene anche dal male, ma non perché il male abbia capacità causativa propria (come insegna Sant’Agostino, il male è deficit, assenza di bene), bensì perché è Dio ad avere la vera capacità causativa che può scrivere dritto su righe storte.
      Sono discorsi complessi, lo so, ma proprio per questo devono essere affrontati lucidamente, “sine ira ac studio”, ragionando e prendendo atto che non esistono soluzioni semplici.

      • unaopinione ha detto:

        Una sola domanda: ti sei mai chiesto perche´ l´influenza” si chiama “influenza”?

        • unaopinione ha detto:

          Ritiro la domanda sul significato di “influenza”.
          Penso che peró chiederó qualche chiarimento su altre affermazioni.

        • sircliges ha detto:

          No. Boh? Deriva dal verbo latino influo?

          https://www.dizionario-latino.com/dizionario-latino-italiano.php?parola=influo

          Rispondi tu per cortesia a questa domanda: ritieni che il covid sia veramente un’epidemia che ha provocato, direttamente e indirettamente, morti a centinaia di migliaia nel mondo?

          • unaopinione ha detto:

            Mi pare che hai giá discusso la questione dell´Hek283 (o quello che é) con “:” (alle 2.2.21 ore 20,41), e questo sebbene “:” abbia ribadito che una cellula fetale derivante da una cellula fetale di 50 anni fà rimane una cellula fetale, indipendentemente dalle colpe (é anche il mio parere). Ma nonostante l´evidenza di questo fatto, tu continui ancora a persistere con questo cavallo di battaglia (o di Troia?). Mi sembra che non ti riesca ad entrare nel cervello (o nel processore, se sei un Chabot?) che si tratta ancora di cellula umana.
            Tocco solo un punto della tua risposta (altri ce ne sono, ma li lascio lá, cosí come tu hai lasciato alcuni miei punti).
            I Romani i ponti li costruivano e poi (credo) li facessero collaudare (piú o meno come si fa oggi). E solo quando erano dichiarati sicuri facevano passare la collettivitá (credo che non avessero un collaudo del tipo: “Schiavo, vai tu per primo sul ponte e se questo non crolla, allora é sicuro”; no, lo schiavo era prezioso). Invece con la dichiarata pandemia (e bisogna pensare anche male di questi tempi: e se qualcuno ha fatto uscire il virus da un laboratorio per appunto far dichiarare la pandemia con tutto quel che ne é seguito e ne seguirá, come la mettiamo?), e per come mi pare stanno operando i nostri “carissimi leaders” mi sembra come se qualcuno dicesse: “Vai sul ponte e poi vediamo se resiste = prendi il nuovo vaccino e poi vediamo cosa succede”, cosí risparmando, tra l´altro sui costi di sperimentazione (quindi tu stai giá prendendoti la ragione, ma puó essere che attraverso un appronfondito esame della cosa, non sia questo il caso ). Il vaccino? Quale vaccino? Quanti ce ne sono di vaccini? E al pari di quello che si fa quando si apre un ponte al pubblico, dove si prendono in visione tutti i documenti, (dove risultano le fasi di costruzione, il collaudo e poi segue la firma dei responsabili, ecc.). per il vaccino?
            A te piace esortare le persone a dare prova delle proprie affermazioni. A me, questo gioco piace pure: ti esorto quindi a dare prova che il vaccino sia sicuro, cioé che siano messi a disposizione di tutti i medici (e molti di questi, sebbene hanno da sempre promosso i vaccini, hanno ora dubbi al riguardo), tutti i documenti che provino e convincano loro (e anche me, di riflesso) che il vaccino per la lotta contro la pandemia sia sicuro (a proposito: ma un vaccino che “funziona” ma non impedisce la trasmissibilitá del virus lo si puó chiamare ancora un vaccino?).
            Quindi, se il tuo vaccino é quello di Pfizer, contatta Pfizer e, poiché credo che la trasparenza verso il pubblico sia una delle loro principali missioni verso la collettivitá, sono sicuro che ti daranno tutto quanto quello che finora non hanno dato neppure a medici di primissimo piano che hanno espresso il desiderio di avere questi documenti. Scrivi con fiducia, dunque, rifatti vivo in marcotosatti.com e convinci ! Naturalmente sei libero di farlo, ma se non lo fai non mi offendo. Forse perché é Pfizer che non ti da quanto richiesto? Beh, a questo punto ho il sospetto che siamo davanti ad un ponte non sicuro e chi lo passa di propria volontá (o viene costretto a passarlo con la leggina di turno), lo fa da cavia. Ma lo hai saputo? Si dice che Pfizer ha messo nel contratto una clausola dove si fa esonerare da responsabilitá per danni provocati dal vaccino, tanto sono sicuri loro stessi che il vaccino sia sicuro!
            Per quanto riguarda il terzo esempio: ho scritto “dal punto di vista cristiano” e tu questo piccolo, ma fondamentale inciso, non lo hai proprio considerato. Un normale umano, volendo dare una risposta, avrebbe dato una reazione positiva o negativa alla parola “cristiano” ma tu no: é come se la parola “cristiano” non esistesse, nel tuo archivio mentale (o processore?) .
            Ma forse, come al solito, sbaglio …
            Saluti , e per piacere, fatti vivo solo quando hai i documenti; penso che tutto il resto, prendendo ad esempio le mirabili parole di papa Francesco , siano soltanto “parole, parole … parole …”.

          • sircliges ha detto:

            « Mi sembra che non ti riesca ad entrare nel cervello che si tratta ancora di cellula umana.»

            Che la cellula sia umana non è intrinsecamente un problema etico: umane sono anche le cellule ricevute in una donazione di sangue o un trapianto d’organo, anche le staminali “adulte” lodate dalla Chiesa cattolica perché non implicano morte di embrioni. Se tu ritieni che la provenienza di materiale da corpo altrui sia assolutamente sempre e comunque un problema etico, ti faccio notare che questo punto di vista è più vicino ai testimoni di geova che ai cattolici.
            Il problema etico in questo caso sorge dal fatto che quelle cellule derivano indirettamente dall’omicidio di un essere umano in stato embrionale. Questo è male, e sarebbe stato meglio che quell’aborto non fosse mai avvenuto. Avendo un vaccino senza la minima connessione, neppure remota, con materiale da aborto, sarebbe moralmente giusto preferire quest’ultimo. Il problema è che spesso tale alternativa non si dà.
            Allora usare di queste cellule può essere giustificato? Sì, se esiste uno stato di necessità (quale appunto un’epidemia) e se quest’uso non implica altri futuri aborti (cosa tecnicamente possibile proprio perché la linea HEK-293 deriva dal materiale abortivo indirettamente, non direttamente, perciò si riproduce senza bisogno di altro materiale da aborto).

            « con la dichiarata pandemia (e bisogna pensare anche male di questi tempi: e se qualcuno ha fatto uscire il virus da un laboratorio per appunto far dichiarare la pandemia con tutto quel che ne é seguito e ne seguirá, come la mettiamo?),»

            Ecco qua il problema di fondo: “dichiarata” pandemia… decine, forse un centinaio di migliaia di morti italiani, e stiamo ancora al “dichiarata”? sottinteso “chi sa se c’è realmente”? Ma che davvero stiamo ancora a questo livello?
            Chi ragiona in ottica negatoria (“il virus non esiste”) o minimizzante (“il virus esiste ma non fa gravi danni”) nega lo stato di necessità e dunque nega la giustificazione per l’uso di queste cellule. Il problema è che questa negazione si basa su un giudizio di fatto che è completamente incorretto, essendo contraddetto (i) dalle testimonianze di chi ci è passato (ii) dalle testimonianze di chi ha perso parenti ed amici (iii) dalle testimonianze dei medici (iv) dalle statistiche ufficiali (v) …
            Che il virus sia uscito da un laboratorio cinese, per errore o per calcolo geopolitico, è ben possibile. Lo ritengo pure probabile. Ma questo non contraddice la realtà fattuale della gravità della pandemia (anzi se il virus era in origine un progetto di una dittatura, a maggior ragione parliamo di una roba pericolosissima), ergo la necessità di proteggersi.

            «un normale umano, volendo dare una risposta, avrebbe dato una reazione positiva o negativa alla parola “cristiano” ma tu no»

            Dichiaro di essere un umano e non un computer (adesso devo fare il test di Turing?). Dichiaro di essere cristiano, cattolico, financo tomista.
            Ti esorto a non dare per scontato che ciò che tu consideri “la reazione standard di un normale umano” sia effettivamente l’ineluttabile standard di qualsiasi altro essere umano. Considera che altri umani possono decidere di formulare le proprie risposte in modo diverso da quello che piace a te.

          • unaopinione ha detto:

            Correzione: ho fatto intendere che Sircliges abbia affermato che i vaccini siano sicuri. Guardando (abbastanza) bene, pare che questa affermazione non l´abbia mai fatta.
            Ma la cosa sostanzialmente rimane: lo invito a provare che i vaccini contro la Sars-CoV-2/Covid19 non destano maggiori preoccupazioni di quanto lo destavano i normali vaccini precedenti.

          • sircliges ha detto:

            Infatti non l’ho mai affermato, semplicemente perché la “sicurezza” del vaccino per me è solo una speranza da verificare empiricamente, non una certezza a priori.
            Il mio metodo gnoseologico è questo: non essere ideologici, non affezionarsi alle proprie teorie, osservare tutta la realtà e non solo una selezione di comodo, non guardare soltanto i fatti che corroborano le proprie idee, non eludere i fatti che confutano le proprie idee. Ieri erano i marxisti, oggi sono i liberal LGBT, quelli che dicono “se la realtà non conferma i miei pensieri allora peggio per la realtà”. Pensiero gnostico. Invece il punto di vista cristiano, se ti piace questa espressione, è proprio l’opposto: la realtà è oggettiva e sono le mie idee che devono adeguarsi ad essa. Veritas est adaequatio rei et intellectus. “Questa è una mela” e chi non è d’accordo può andar via.

            E dunque? Dunque io il vaccino lo farò quando potrò, sapendo che non è la panacea di tutti i mali, mettendo anche nel conto la possibilità di effetti collaterali avversi (nessun farmaco è sicuro al 100%), ma è sicuramente un rischio molto più basso del rischio covid.
            Da quanto tempo è iniziata la campagna di vaccinazione nel mondo, un mese, due mesi? Quante persone sono state vaccinate finora, 50, 100 milioni? Israele è partito a razzo e dice di aver già constatato un sensibile decremento dei contagi e dei morti. Vediamo se è vero. Diamoci una deadline: tre mesi, sei mesi, un anno? Se dopo questa deadline gli eventi gravi avversi (con correlazione riscontrabile) sono sotto lo 0,1%, che facciamo? posso ragionevolmente aspettarmi che chi adesso esprime la sicurezza assoluta “il vaccino è pericolosissimo!!” ammetterà di essersi sbagliato?

            Intanto però non posso non notare una contraddizione profonda da parte di tante persone (segui il canale telegram di Cesare Sacchetti?) che prima, quando c’erano gli ospedali strapieni di malati, dicevano “è tutto falso il covid non uccide”, e invece adesso, su poniamo 100.000 vaccinati di cui 99.998 a posto, va a cercare col lanternino quegli sfortunati 2 che hanno avuto una reazione avversa e urla al veleno e alla strage come se quei 2 fossero tutti i 10.000.
            Ecco l’atteggiamento ideologico: uno “vuole” che la sua idea sia vera, perciò guarda solo quei pezzi di realtà che la corroborano e chiude gli occhi di fronte al resto.

          • unaopinione ha detto:

            Devo dire che il tuo coraggio mi riempie di immensa ammirazione.
            Non posso altro che augurarti di fare un buon viaggio, una volta che ti sei fatto il vaccino (quale che sia).
            Passo e chiudo.

  • Margherita Ruffino ha detto:

    Eccellenza Rev.ma, una sola domanda le porgo: come può Papa Francesco dire che è scomunicato ( ho sentito io) chi critica il Concilio Vat.II e non scomunicare chi va a fare la Comunione e vota partiti che promuovono l’aborto, l’eutanasia, l’adozione del figlio del partner nelle coppie gay….?Chi vota comunista sa bene che queste sono le loro campagne politiche per attirare voti!!!! Grazie per l’attenzione
    Margherita Ruffino- Popolo della Famiglia
    Canale-Cn
    Che importa se l’ho già scritto?? A mons. Viganò non l’ho scritto

  • Margherita Ruffino ha detto:

    Eccellenza Rev.ma, una sola domanda le porgo: come può Papa Francesco dire che è scomunicato ( ho sentito io) chi critica il Concilio Vat.II e non scomunicare chi va a fare la Comunione e vota partiti che promuovono l’aborto, l’eutanasia, l’adozione del figlio del partner nelle coppie gay….?Chi vota comunista sa bene che queste sono le loro campagne politiche per attirare voti!!!! Grazie per l’attenzione
    Margherita Ruffino- Popolo della Famiglia
    Canale-Cn

  • Gianfranco ha detto:

    Scusandomi del ritardo, osservo:
    1 – In effetti, sarebbe bene che il monsignore si astenesse dall’asserire “verità” in campo medico senza citarne accuratamente le fonti: in questo modo presta il fianco a facili critiche!
    2 – Per il resto, condivido appieno! E per quanto riguarda il “dogma” del “non giudicare” basti ricordare il “Guardatevi dai falsi profeti… dai loro frutti li riconoscerete” (Mt 7, 15-16) che implica ovviamente la necessità di esercitare un sereno GIUDIZIO.

  • Stefano ha detto:

    Non tutti i vaccini sembrano uguali. Qui una possibile guida per distinguere vaccini etici e non etici:
    https://www.provitaefamiglia.it/blog/vaccini-per-il-covid-19-etici-e-non

  • claudio ha detto:

    Caro Monsignore, Bergoglio è Papa?

  • unaopinione ha detto:

    A me, un vaccino che ha cellule fetali,di un feto umano morto, anche se sono state estratte 30, 40 o 50 anni fá, mi fa comunque immensamente schifo, perché ritengo che chi se lo fa iniettare non partecipa forse all´aborto, ma certamente ad un atto di cannibalismo.
    Ma a proposito come mai usano proprio cellule umane fetali per i vaccini? Quali vantaggi hanno rispetto ad altre soluzioni possibili?
    Qualcuno esperto mi puó chiarire la cosa?

    • sircliges ha detto:

      @unaopinione

      I vaccini di cui stiamo parlando non contengono direttamente cellule fetali. C’è molta confusione su questo punto. Sono state usate cellule derivanti da altre cellule derivanti da … una linea cellulare stabile che ha origine, purtroppo, da un aborto. Ora le cellule si riproducono autonomamente in laboratorio.

      Suggerisco lettura del comunicato della FSSPX, oggettivamente ben scritto

      https://www.radiospada.org/2020/12/fsspx-vaccini-nuovo/

      • : ha detto:

        «I vaccini di cui stiamo parlando non contengono direttamente cellule fetali. C’è molta confusione su questo punto. Sono state usate cellule derivanti da altre cellule derivanti da … una linea cellulare stabile che ha origine, purtroppo, da un aborto»

        Evviva la contraddizione!!

        • sircliges ha detto:

          Non è una contraddizione perché la linea cellulare è stabile e non necessita di ulteriori aborti (Viganò dice il contrario ma non capisco su quali fonti).

          È spiegato bene nel link che le ho segnalato. Consiglio di leggere

          • : ha detto:

            Ah! non è una contraddizione dire che Lei “deriva” da suo padre però non “deriva” dal suo trisnonno? E’ proprio vero che ormai le cose bisogna vederle alla rovescia!

          • sircliges ha detto:

            Vedo che il concetto non è stato inteso. Provo a spiegare meglio.

            In questo caso non sono stati utilizzati tessuti fetali. Sono state usate cellule riprodotte in coltura. All’origine della linea di cellule c’è stato un singolo atto di aborto, deplorevole e moralmente sbagliato; ora in quella linea le cellule sono riprodotte per mitosi, senza necessità di ulteriori aborti.

            In questo caso (e ciò è determinante per il giudizio morale) l’appropriazione degli effetti di un male passato NON implica cooperazione ad un male futuro (perché non ci saranno ulteriori aborti), ma solo remota cooperazione materiale ad un male passato (che in quanto passato non è più evitabile). La Chiesa insegna (es. Sant’Alfoso Maria de Liguori) che la cooperazione materiale remota, a certe condizioni, *può* essere lecita – in base ad un giudizio prudenziale sullo stato di necessità di chi la esegue.
            Certamente sarebbe meglio evitare del tutto ogni minima forma di cooperazione, dunque, se avessimo a disposizione un vaccino completamente etico, sarebbe da preferire quello; purtroppo non è detto che tale alternativa sia concretamente disponibile (e comunque non soddisferebbe i no-vax, per i quali il vaccino è un male in sé).

            Esiste una posizione morale molto rigida la quale afferma che non sia MAI lecito trarre giovamento dagli effetti di un male passato, perché questo implicherebbe rendersene complici.
            Questo è un criterio morale molto encomiabile teoricamente, molto inapplicabile praticamente. Perché il mondo in cui viviamo è un giardino in cui “grano e zizzania” crescono assieme e sono aggrovigliati in nodi talora inestricabili. Ogni cosa che esiste in questo mondo segnato dal peccato originale è un anello facente parte di una catena di concause buone e cattive: se ogni cosa che è conseguenza di un male fosse “ipso facto” male, allora tutto sarebbe malvagio e vi sarebbe solo zizzania senza grano.
            – Cosa faresti se ti trovassi a dover passare, nel corso di un viaggio, su un ponte che duemila anni fa gli antichi romani hanno edificato usando gli schiavi? Ti rifiuteresti dicendo “la schiavitù è male, questo ponte non esisterebbe senza la schiavitù, dunque non devo usarlo”, diresti questo?
            – Cosa diresti se tu avessi bisogno di un trapianto cardiaco e l’unico cuore a disposizione fosse quello di una vittima di omicidio? “Rifiuto questo cuore perché altrimenti coopero all’assassinio”, diresti questo?
            – Cosa diresti a una persona che è stata concepita da uno stupro? Che la sua esistenza è intrinsecamente male, perché senza quello stupro la persona non sarebbe stata generata?
            Questi sono solo alcuni degli esempi di paradossi a cui si arriva se si adotta il criterio morale del rifiuto assoluto di ogni conseguenza remota da causa non buona. Si dovrebbe allora rifiutare tutto il mondo, perché tutto il mondo è corrotto dal peccato originale.

          • : ha detto:

            «In questo caso non sono stati utilizzati tessuti fetali. Sono state usate cellule riprodotte in coltura. All’origine della linea di cellule c’è stato un singolo atto di aborto»

            Lei può mettere giù un altro chilometro di testo. Se queste poche parole sono valide, all’origine, come scrive lei stesso, «c’è stato un singolo atto di aborto». Il resto è sofisma.

          • sircliges ha detto:

            Le suggerisco di leggere il documento della FSSPX. Che mi pare difficile accusare di modernismo.

  • Enrico Nippo ha detto:

    Questa tornata del blog mi conferma che siamo nella confusione totale.

    La iper moltiplicazione appiccicosa e contraddittoria delle informazioni scientifiche circa questo benedetto o maledetto covid, ormai da un anno a questa parte, testimonia che non c’è niente di certo e quindi non sappiamo niente di niente.

    Essendo uno dei tantissimi sprovveduti in materia scientifica non so che pesci pigliare. Ho la capoccia piena di pareri “scientifici” contraddittori infarciti di numeri e percentuali che chissà come sono state tirate fuori. magari … “scientificamente”!

    Chi la dice cotta e chi la dice cruda.

    Veramente non ne posso più e ho deciso di fregarmene altamente dell’argomento, che tanto da questo casotto non se ne viene fuori.

    Mai come di questi tempi mi sono sentito, come si dice, nelle mani di Dio.

    E poi, ho ben altro di cui occuparmi che di questo bailamme indecoroso che ci avvolge tutti per contaminare la nostra coscienza.

  • sircliges ha detto:

    Scusi dottor Tosatti, ma il vescovo Viganò in base a quale competenza medica fa le seguenti affermazioni?

    1) «Concordo con Lei circa le valutazioni di oggettiva immoralità del cosiddetto vaccino contro il Covid-19, in ragione dell’uso di materiale derivante da feti abortiti … per “rinfrescare” il materiale fetale originale occorre periodicamente aggiungervi nuovi feti, ricavati da aborti al terzo mese provocati ad hoc, e che i tessuti devono essere prelevati da creature ancora vive, a cuore palpitante»

    2) «Mi trovo d’accordo con Lei sull’omissione delle valutazioni inerenti la manipolazione genetica indotta da alcuni vaccini che agiscono a livello cellulare, con scopi che le case farmaceutiche non osano confessare, ma che la comunità scientifica ha ampiamente denunciato e di cui non si conoscono ancora le conseguenze a lungo termine.»

    3) «Così come la Cdf tace sulla moralità di speculare vergognosamente su un prodotto che viene presentato come unico presidio contro un virus influenzale che ancora non è stato isolato ma solo sequenziato. In assenza dell’isolamento virale, non è scientificamente possibile produrre l’antigene del vaccino»

    4) «l’ostinato rifiuto delle autorità sanitarie mondiali a riconoscere la validità, l’efficacia e il costo contenuto delle cure esistenti, dal plasma iperimmune all’idrossiclorochina e all’ivermectina, dall’assunzione di vitamina C e D per aumentare le difese immunitarie alla cura tempestiva dei primi sintomi. Non dimentichiamo che, se vi sono persone anziane o debilitate nella salute che sono morti con il Covid, ciò avviene perché l’Oms ha prescritto ai medici di base di non curare i sintomi, indicando per i soggetti con complicanze una cura ospedaliera assolutamente inadeguata e dannosa»

    Sinceramente sono abbastanza perplesso, perché questo contraddice quello che ho letto altrove, e siccome un vescovo in materia scientifica non ha autorità propria, vorrei sapere da dove Viganò trae le sue informazioni.

    La nozione della necessità di reiterati aborti per il materiale da laboratorio mi giunge del tutto nuova. Io ho letto le linee cellulari usate per la sperimentazione dei vaccini hanno origine (purtroppo) da un aborto, ma successivamente le cellule sono stabilmente coltivate in laboratorio, perciò non ci sono nuovi aborti. Su questo si è pronunciata non solo la CDF ma anche la FSSPX (sfido chiunque a tacciarla di modernismo) la quale insegna che, essendo il peccato di aborto compiuto e terminato e la cooperazione materiale sufficientemente remota, insegna che l’uso del vaccino può essere lecito (anche se sarebbe certo meglio preferire ove possibile un vaccino completamente privo di relazione con materiale abortivo)
    https://www.radiospada.org/2020/12/fsspx-vaccini-nuovo/
    «colui che è in una situazione di cooperazione materiale sufficientemente remota nell’uso del vaccino contro il Covid-19, la cui produzione avesse approfittato di una delle linee cellulari summenzionate, non partecipa al peccato di aborto commesso 35, 48 o 54 anni fa».
    In base a cosa Mons. Viganò afferma che per queste linee cellulari sono necessari ulteriori e reiterati aborti? Può indicare le fonti di queste informazioni?

    La nozione che il virus non sia mai stato isolato sembra in totale contraddizione con quanto affermato dai laboratori di tutto il mondo. In Italia l’Istituto Nazionale Malattie Infettive Spallanzani aveva comunicato il 2 febbraio 2020 di aver isolato il virus
    https://www.inmi.it/isolato-presso-laboratorio-virologia-inmi-nuovo-coronavirus.html
    Se un anno dopo Mons. Viganò afferma che il virus non è mai stato isolato, o sbaglia lui, o sbaglia lo Spallanzani. A chi devo credere?

    Non mi dilungo e non entro nel merito delle affermazioni sulla “manipolazione genetica indotta dai vaccini”, sulla questione delle cure alternative, sull’eziologia di decine di migliaia di morti in Italia addebitabili ai medici di base che avrebbero consapevolmente lasciato crepare la gente. Mi sembrano tutte affermazioni molto forti, che ripeto, andrebbero provate con fonti attendibili.

    Se Mons. Viganò non è in grado di provare quello che afferma in campo medico, allora per favore, chi gli vuol bene gli metta il freno a mano e gli faccia capire che su questa linea non fa che perdere credibilità. E questo mi spiace molto.

  • Ottotrapen ha detto:

    Grande, mons. Viganò. E poiché mons. Viganò contesta il Vaticano II, secondo Bergoglio, sarebbe fuori dalla Chiesa. Ma, come diceva Totò, che mi faccia (Bergoglio) un piacere!

  • Sandro Brigo ha detto:

    Eccellenza, lei è sempre impeccabile ed esauriente nell’esposizione dei temi, misurato e insieme tagliente nelle analisi e nelle deduzioni. Tuttavia mi domando sempre, dopo averla ascoltata, perché ancora non succede che lei affronti con la lucidità, la competenza e il coraggio che la contraddistinguono la magna questio, ovvero se Bergoglio sia stato legittimamente eletto e quindi se sia o non sia il vero papa. La soluzione di questo problema farebbe un gran bene alla Chiesa ma soprattutto alle anime di una schiera immensa di cristiani. Ma soprattutto restituirebbe onore a nostro Signore. Canonisti come fra Buniolo e altri hanno condotto studi seri e ben documentati che dimostrano l’invalidità della elezione di un papa che ha ampiamente dimostrato di seguire e imporre nella Chiesa di Cristo dottrine eretiche provenienti dalla massoneria e non dal vangelo. So che è una fatica disuma e pericolosa. Bergoglio ha già dimostrato di essere un uomo spietato e vendicativo.

  • angelo di marzo ha detto:

    Vedo che avete pubblicato un’anteprima del mio commento segnato con le ore 21:37 (ma sono le 20:37), mentre il commento precedente, che era quello giusto, non lavete pubblicato neanche in anteprima, scrivendo che era un duplicato.
    Siccome non mi risulta i aver mai scritto prima di ora a s.E. Viganò, Vi sottopongo nuovamente il primo commento, grazie:
    Eccolo!
    La saluto, monsignor Viganò, sono un medico universitario, e pneumologo.
    Ho seguito con simpatia i suoi messaggi degli ultimi due anni, ma il mio favorevole atteggiamento è cambiato in un ‘c’è qualcosa che non va’ quando Lei ha affermato che la mortalità per il covid 19 è pari a quella per l’influenza, quando si sa che la prima è dalle 5 alle 10 volte superiore alla letalità della seconda: lo dicono i dati ufficiali (es. ISTAT o simili, nei vari stati), lo sanno tutti i medici con una media esperienza, ma se ne rende conto anche la gente comune, che spesso parla della morte di qualche parente o conoscente, mentre queste narrazioni ‘mortali’ avvenivano molto raramente ai tempi dell’influenza.
    Ma come si può pensare che nei dodici mesi del 2018, ad esempio, siano deceduti solo per influenza vicino a 100.000 soggetti in Italia e vicino a 500.000 negli USA? Ma se fosse successo ce ne saremmo accorti!!
    D’altronde dire che quelle persone siano morte per altre malattie è fuorviante, perché un malato di enfisema o di cardiopatia congestizia sarebbe morto – faccio per dire – 10 o 15 anni più tardi se la polmonite grave bilaterale da Covid non avesse peggiorato criticamente le sue condizioni di salute.
    Cordialmente, Angelo Di Marzo
    P.S. La prego di comunicarmi la fonte a cui Lei ha attinto in relazione al dato della letalità per Covid 19 dall’inizio della pandemia, magari per stabilire un utile confronto. Grazie, Eccellenza

    • Marco Tosatti ha detto:

      Non mi era mai arrivato questo commento. La prego però di considerare che i dati di morti attribuite al Covid sia in Italia che altrove sono tutt’altro che affidabili. E i dati globali portano a mortalità in percentuale che danno motivo di riflettere.

      • stilumcuriale emerito ha detto:

        Non è vero che i numeri parlano da soli. In politica e, in parte , anche in economia, dicono quello che vogliamo far loro dire. Stasera nelle striscia di TGCOM24 ho letto che i morti per Covid nel 2020 ammonterebbero a 2.220.000 . Se al mondo siamo circa 7.834.000.000 persone, per morire tutti di covid ci vorrebbero 3528 anni; mentre anche senza covid saremo morti tutti entro 100 anni.

      • angelo di marzp ha detto:

        Salve dr. Tosatti, grazie della risposta.
        Credevo che mi rispondesse mons. Viganò, ma va bene che lo faccia lei.
        Lei parla di dati statistici, e vedo difficile falsificarli di sana pianta, tanto da passare da un rapporto 1 a 1 (morti per influenza/morti per Covid) a un rapporto 1 a 5 o 10 . E’ certo che se togliamo i soggetti anziani già ammalati che si aggravano col Covid, il numero dei morti per Covid puro diminuisce, ma, come ho già scritto, questa operazione è illegittima, perché il Covid è stato determinante nell’anticipare di 10-15 anni la morte di quei soggetti.
        E poi, Lei pensa davvero che tutta questa mobilitazione sanitaria, sociale e così via, sia una messa in scena senza fondamento reale: i morti per Covid del 2020 sono nello stesso numero dei morti per influenza del 2018 e degli altri anni, e tutti i lockdown, le bare in fila, i parenti che non possono salutare i propri agomizzanti, ecc. siano stati creati e continuino ad essere prodotti da un gruppo di governanti:.
        Questo sarebbe molto peggio del nazismo, perché Hitler lo faceva su qualche milioncino di ebrei e questi nostri politici, e poi molti politici di tutto il mondo lo farebbero sull’intera popolazione. Lei crede che ciò sia possibile che avvenga?
        In secondo luogo io ho chiesto qual è la fonte da cui l’arcivescovo Viganò ha tratto quella sua affermazione (la pari letalità di influenza e Covid 19, che esprime una certezza), mentre Lei ha espresso un dubbio sull’attendibilità di alcune percentuali.
        Grazie della sua disponibilità, Marco Tosatti!
        Cordialmente
        Angelo Di Marzo

        • Marco Tosatti ha detto:

          Le risponderà se lo desidera mons. Viganò. La mia era tutt’altro che una risposta; era solo un accenno a problemi di affidabilità messi in evidenza in molti Paesi e da fonti diverse. Quanto all’Italia troppe segnalazioni da troppi luoghi diversi fanno sospettare, e più che sospettare un uso molto allegro nell’attribuzione del Covid. Sulla gestione è meglio non parlare. Ancora adesso si raccomanda la Tachipirina…

        • giovanni ha detto:

          Sig. Di Marzio , al di la’ delle cifre che i media, a reti unificate, sciorinano da un anno a questa parte non ha notato che vi e’ una tale quantita’ di notizie, molto spesso in contraddizione fra di loro ,che in definitiva concorrono a creare il caos. In genere quando si verificano queste cose , le strade sono essenzialmente due . La prima e’ che non conoscono il virus e quindi procedono a tentoni non sapendo cosa fare. La seconda e’ creare una specie di overdose di informazioni di modo che le persone non capiscano nulla e si ritrovino come in mezzo al mare in tempesta terrorizzate. Il solo analizzare queste dinamiche desta molte perplessita’. Badi che nel corso della storia i governanti per epidemie molto ma molto piu’ pericolose hanno cercato sempre di minimizzare onde evitare il panico. Ora no, ci si soffia sopra. Il bello e’ che gli stessi che vogliono salvarci la pelle a tutti i costi con misure draconiane e vaccini di varia natura non si curano nella maniera piu’ assoluta degli aborti, delle persone senza lavoro, di coloro che dimorano per strada, di quelli a cui hanno chiuso l’attivita etc…. buttando soldi nelle maniere piu’ inverosimili che nulla hanno a che vedere con il presunto tenere a cuore il benessere delle persone.
          Mi fermo qui’, ma potrei continuare e fossi in Lei un pensierino su quanto sopra lo farei. E’ sotto gli occhi di tutti.

      • sircliges ha detto:

        Il problema del calcolare la mortalità percentuale con i dati globali è che si rischia di fare una media del “pollo di Trilussa”, come nella poesia in cui lo statistico afferma che in media due uomini hanno mangiato un pollo a testa. Peccato che in realtà il primo ha mangiato due polli e il secondo ha fatto la fame.

        La letalità del covid si capisce guardando i morti totali (cioè per tutte le cause, visto che non ci fidiamo delle analisi eziologiche sulla causa di morte), non in tutto il mondo e neppure in tutta Italia (perché così si mettono assieme posti in cui il contagio è esploso e posti in cui non è arrivato o è stato stroncato sul nascere), bensì nelle province in cui l’epidemia è arrivata e ha dilagato. In quei luoghi ci sono stati il doppio, il triplo dei morti rispetto alla mortalità normale degli anni precedenti. Si vedano le tavole di mortalità dell’Istat. Se poi non ci fidiamo neanche di queste, allora in base a cosa un essere umano può formarsi un giudizio sul mondo oltre i suoi sensi?

        • Marco Tosatti ha detto:

          Cioè lei dice che dobbiamo basarci su un numero ristretto di città dove ha colpito in maniera particolare – per ragioni che sarebbe doveroso, e utile indagare – quando nel resto delle province questo non è accaduto? Ma che pandemia è, allora?

          • sircliges ha detto:

            È una pandemia (cioè un’epidemia che si è diffusa in almeno due continenti) che si diffonde per modalità di contagio come il respiro e il contatto, con i virus che viaggiano nell’aria trasportati dalla saliva e dal respiro. Questo vuol dire che ci sono tutta una serie di variabili ambientali che possono limitare il contagio, variabili che possono essere già presenti in un luogo oppure spinte apposta (come il lockdown che sta al covid come la mastectomia sta al cancro al seno: uccide il contagio, ma con pesantissimi costi economici e umani).

            Per esempio, nella narrazione tesa a minimizzare la gravità del covid si porta molto l’esempio della Svezia che ha avuto relativamente pochi casi e senza prendere misure brutali come l’Italia. Il problema è però poi si omette di considerare che la Svezia non è l’Italia, ha una densità abitativa molto bassa, e soprattutto lì più del 50% delle “famiglie” è composto da persone che vivono da sole, si tratta del dato più alto in Europa (l’Italia nel 2016 stava poco sopra il 30%). Questo deriva dal fatto che lì i ragazzi lasciano prestissimo il nido (molto bene), dal fatto che c’è molta solitudine (molto male), e da altri fattori ancora.
            https://www.bbc.com/…/20190821-why-so-many-young-swedes…
            In questo scenario, è molto bassa una variabile del contagio che in altri paesi è invece abbastanza significativa, ovvero il contagio intra-familiare (esco, mi contagio, torno a casa, infetto genitori figli coinquilini etc).
            Questo vuol dire che è meglio una società in cui si vive da soli? Ovviamente no. Giusto giusto durante una pandemia contagiosa, uno di quegli eventi che capitano una volta ogni secolo, può trarne vantaggio. Per tutto il resto del tempo, è una bruttissima società in cui vivere.

            Bisognerebbe vedere anche altri fattori, per esempio la diffusione di condomini oppure di abitazioni singole (un altro fattore è lo scenario del tizio in un condominio che prende l’ascensore e infetta tutti gli altri condomini che usano anche loro l’ascensore), la diffusione di mezzi di trasporto privati oppure di mezzi pubblici (questi ultimi ove affollati sono un brodo di coltura di virus)… poi il clima, le variabili genetiche (perché non è politicamente corretto dirlo, ma certi ceppi razziali o gruppi sanguigni potrebbero essere più esposti di altri)…

            Insomma lo scenario è complesso, ci tante variabili diverse da considerare. E ovviamente il virus può anche variare localmente.

            Ma dubitare della gravità del virus perché nel posto X ha fatto pochi morti e nel posto Y ne ha fatti tantissimi è un errore. Se in X ha fatto pochi morti, non è il virus che è intrinsecamente debole (altrimenti pochi morti li faceva ovunque), è che in X hanno resistito meglio oppure sono stati semplicemente più fortunati.

          • Marco Tosatti ha detto:

            Più fortunati!? Ma che criterio scientifico è la fortuna? E secondo studi recenti pare che in realtà sia un virus batterico, e che le modalità di diffusione che abbiamo creduto fossero quelle in realtà sono diverse. Legga su Scenari economici la dott.ssa Bolgan.

    • LA VERITÀ VI FARÀ LIBERI ha detto:

      Oltre all’estrema inaffidabilità dei dati, sappiamo per certo che vengono considerati morte covid anche persone decedute di altro dopo mesi che avevano contratto il virus, e tralasciando inoltre l’estrema inaffidabilità dei tamponi, inaffidabilità che è con ogni probabilità il motivo per cui l’influenza stagionale è scomparsa (non dimentichiamo che anche coca cola, capre, batterie per macchina e banane risultano positive), la dottoressa Silvana de Mari, giusto due giorni fa, ha tuonato contro politici e medici dicendo che le persone muoiono non a causa del vitus, ma perché non vengono curate, auspicando per essi una nuova Norimberga per crimini contro l’umanità.

    • : ha detto:

      Non intendo contestare i dati che Lei riporta né questa mia è a difesa di Mons. Viganò, a proposito del quale posso solo desumere che quello che ha scritto non è il risultato di una chiacchierata con la “donna delle pulizie”.

      Alcune sue osservazioni però non mi sembra che abbiano la stessa dimostrazione di oggettività che Lei pretende da Viganò:

      «ma se ne rende conto anche la gente comune, che spesso parla della morte di qualche parente o conoscente, mentre queste narrazioni ‘mortali’ avvenivano molto raramente ai tempi dell’influenza».

      E’ possibile che Lei sia così ingenuo? Quando mai gli anni scorsi le TV (di ogni emittente) facevano quotidianamente il resoconto di morti per l’influenza stagionale, dei “contagiati” e di altri particolari sull’influenza stagionale che oggi occupano quotidianamente forse più del 50% (credo molto di più) non solo dei TG, ma di ogni trasmissione televisiva, anche con le continue immagini (formidabili mezzi di condizionamento) della gente munita di mascherina? E lo stesso accade nei quotidiani in cui il tema “coronavirus” occupa numerose pagine riguardanti tutti i relativi risvolti con tanto di numeri (che contrariamente a quanto ritiene Lei e come dice Stilumcur. Em. sono sì manipolabili pur nella loro intrinseca oggettività), piantine colorate, ecc. ecc.? Quando mai venivano enfatizzate, gli anni scorsi, dai mezzi d’informazione, quotidianamente ed ossessivamente «queste narrazioni ‘mortali’» come le definisce Lei, che noi apprendiamo dai suddetti “informatori” (o deformatori)?

      E come la mettiamo che dati sulla mortalità di altri generi d’influenza (che come gli altri anni nella stagione autunno-invernale certamente ci sono e ci sono stati) non se ne trovano? Forse quest’anno gli altri ceppi d’influenza (o come si chiamano) si son messi d’accordo col Covid-19, per far agire solo lui? Non è invece che fanno mucchio tutti insieme e vengono tutti messi nel calderone del Covid-19?

      E come mai da parte dei propagatori del terrore fra la gente non si sono mai levati confronti “argomentati” (tranne le aride cifre emanate dall’ISTAT, che se non commentate obiettivamente non significano nulla), non solo con le morti, ma anche con la diffusione dei contagi nei periodi di diffusione delle influenze stagionali degli anni scorsi? Certo, fare confronti con la diffusione dei contagi degli anni scorsi non è possibile: mica facevano i tamponi alla grande, con relativi numeri terrorizzanti da esibire quotidianamente, come si fa oggi; e chi ci dice quindi che i “contagiati” fossero più di quanti non lo siano oggi? Ed essi andavano tranquillamente nelle scuole, negli uffici, nei bar e negli stadi, magari starnutendo e tossendo e con qualche decimo di febbre, e abbracciandosi e baciandosi ad ogni incontro. Niente mascherine, niente reclusione, niente migliaia di lavoratori sul lastrico, niente precipizio dell’economia nazionale; niente – con la scusa dell’emergenza – attività parlamentari tranne quella di far approvare la legge De Zan.

      Nessuno qui nega che il Covid sia una disgrazia aggiuntiva ai malanni stagionali, e sicuramente il confronto con gli altri anni darà dei numeri superiori, ma perché non farne un’analisi ragionata, cosa che solo coloro che dagl’imbecilli vengono chiamati “negazionisti” si azzardano di fare, mentre i propagatori del terrorismo si guardano bene da farlo; non solo, ma imbrogliano pure sui numeri?

      Lei stesso, mancando come già ho detto di obiettività dice:
      «D’altronde dire che quelle persone siano morte per altre malattie è fuorviante, perché un malato di enfisema o di cardiopatia congestizia sarebbe morto – faccio per dire – 10 o 15 anni più tardi se la polmonite grave bilaterale da Covid non avesse peggiorato criticamente le sue condizioni di salute».

      Le sembra obiettivo questo? Come fa a dire che quelli che vengono ufficialmente dichiarati morti per Covid19, e che invece muoiono per quelle patologie dalle quali erano già affetti – e Lei implicitamente lo ammette – muoiono (dico tutti – caso per caso) perché hanno contratto il virus? Già questo è impossibile; ma anche ammesso che sia possibile, se l’esito della morte è dovuta a quella patologia è disonesto attribuirla alla “complicanza” e non alla patologia. Non solo, ma Lei è certamente a conoscenza che gli Ospedali hanno avuto l’ordine di dichiarare “morti per Covid19” coloro che l’avevano contratto, erano guariti e poi, a distanza anche di mesi, sono morti per altre cause.

      Non parlo, mentre Lei dovrebbe farlo, ché è cosa più importante di quello che ha detto Viganò, della terribile confusione per non dire peggio su ciò che sta accadendo con i cosiddetti “vaccini”, che forse tali neanche sono, e che a quanto sembra finora più che proteggere dal virus lo hanno diffuso ancor più, con relative morti aggiuntive. Ma naturalmente i mezzi di (dis)informazione non ne parlano.

      E allora direi che prima di chiedere le fonti da cui Mons. Viganò ha tratto le sue affermazioni, di chiedere una lista enorme di chiarimenti a chi gestisce in modo sommamente incapace – e se non si tratta d’incapacità è materia da Codice penale – questa tragedia che sembra volere essere portata avanti più a lungo possibile (ho detto sembra “volere”).

  • Angelo Di Marzo ha detto:

    La saluto, monsignor Viganò, sono un medico universitario, e pneumologo.
    Ho seguito con simpatia i suoi messaggi degli ultimi due anni, ma il mio favorevole atteggiamento è cambiato in un ‘c’è qualcosa che non va’ quando Lei ha affermato che la mortalità per il covid 19 è pari a quella per l’influenza, quando si sa che la prima è dalle 5 alle 10 volte superiore alla letalità della seconda: lo dicono i dati ufficiali (es. ISTAT o simili, nei vari stati), lo sanno tutti i medici con una media esperienza, ma se ne rende conto anche la gente comune, che spesso parla della morte di qualche parente o conoscente, mentre queste narrazioni ‘mortali’ avvenivano molto raramente ai tempi dell’influenza.
    Ma come si può pensare che nei dodici mesi del 2018, ad esempio, siano deceduti solo per influenza vicino a 100.000 soggetti in Italia e vicino a 500.000 negli USA? Ma se fosse successo ce ne saremmo accorti!!
    D’altronde dire che quelle persone siano morte per altre malattie è fuorviante, perché un malato di enfisema o di cardiopatia congestizia sarebbe morto – faccio per dire – 10 o 15 anni più tardi se la polmonite grave bilaterale da Covid non avesse peggiorato criticamente le sue condizioni di salute.
    Cordialmente, Angelo Di Marzo
    P.S. La prego di comunicarmi la fonte a cui Lei ha attinto il dato della letalità per Covid 19, dall’inizio della pandemia, in modo da fare un utile confronto con i dati di cui dispongo. Grazie, Eccellenza

  • Adriana 1 ha detto:

    Amo la prosa tagliente di Mons. Viganò, le sue pagine capaci di catturare e coinvolgere la mente e lo spirito del lettore attento, laico o religioso che sia.
    Apprezzo la sua attenzione agli aspetti terribili della realtà medica, volutamente tenuti in ombra sia dalle autorità civili, sia da quelle ecclesiastiche.
    Stimo la sua capacità di raccontare se stesso mentre racconta i grandi eventi in cui si è ritrovato, nonchè il suo giovanile coraggio nel riconoscere, in prospettiva, perfino i propri lontani abbagli.
    Lo ringrazio per come, all’occorrenza, sa usare, con pronta sollecitudine, quella chiave d’argento che è propria del sacerdote , proprio ” quella che nodo disgroppa” ( Dante ,Divina Commedia,Purgatorio,IX,v.126).

    • MARIO ha detto:

      Chi si somiglia si piglia.
      Pur nel tormento di una possibile riserva sul vero autore.
      Le auguro…

      • Enrico Nippo ha detto:

        Mario,

        sono convinto che nel rivolgerti (in questo caso )ad Adriana, tu nutra verso di lei il più profondo amore, dato che essendo noi esseri umani “Fratelli tutti”, essa è una tua sorella. Ed anzi, siccome certamente aborri la cultura dello scarto, saresti pronto a dare misericordiosamente la tua vita per lei.

        Mi confermi?

        • Adriana 1 ha detto:

          Santo cielo , si era rivolto a me? E quella frase smozzicata era dovuta all’emozione dell’eccessivo amore che lo sopraffaceva? Oh, caro Mario, sono felice che tu riconosca di somigliarmi e di pigliarmi come sorella per l’amore comune verso Gesù, da bravo cattolico, apostolico, romano.

        • MARIO ha detto:

          Caro Enrico,
          purtroppo, a forza di leggere gli scritti di Mons. Viganò (o chi per lui), pian pianino rischio di diventare anch’io eccessivamente misericordioso…
          Buona giornata.

  • graeme taylor ha detto:

    God bless Archbishop Vigano.

    Imagine, it is the year 50 and St Andrew is being asked by his flock about killing babies in the womb and St Andrew says there is too much talk about that, there are other things to talk about.
    The followers press him, what about the Roman way of leaving the just born out on the rocks to die in the heat of the sun and the cold of the night and Andrew says there is enough talk of this we should welcome all sorts of diversity of family, there are all kinds of family. You must leave behind your traditional way of thinking and be more welcoming of the Roman ways.
    They pressed St Andrew more about obedience to the state tyranny on offering a pinch of incense to Ceasar and St Andrew says what is the problem are you just not in suicidal denail. I myself will offer a pinch of incense to Ceasar.

    God forbid (as St Andrew said none of these things) but alas Pope Francis is our wolf in sheeps clothing and our bishops follow him. Sacred Heart of Jesus have mercy on us. Grant this tyranical Pope a Pauline Conversion soon before he dies.

  • alessio ha detto:

    Ieri abbiamo udito di nuovo gli strali
    di bergoglio che racconta che il
    cvii sarebbe magistero della Chiesa,
    e ha inveito contro quelli che
    ripetono la Bibbia a pappagallo ,
    come Mons. Viganò e me .
    La sua oscena rabbia non mi fa
    paura , prego tutti i giorni che
    Papa Benedetto gli sopravviva
    anche per zittire tutti i
    ruffiani che lo circondano e
    sputano veleno contro chi
    vuole vivere della Messa Antica ,
    perché nella nuova non trova
    frutti , come nel fico del Vangelo .

  • Antonio ha detto:

    Mantenere le distanze da questa gerarchia sta però diventando sempre più facile nella misura in cui le sue parole e le sue azioni sono sempre meno cariche di contenuto cristiano, anche distorto. Di oggi il lieto annuncio di una “giornata mondiale dei nonni”, che va benissimo per carità, anche se mi pare che ne esista già una da molti anni: ai prossimi Angelus avremo magari la giornata degli zii, dei cognati e dei cugini. Anche l’esortazione a vaccinarsi mi pare più che altro un adeguamento pavloviano agli slogan correnti. Se è eresia, lo è di tipo nuovo: il “parlardaltrismo”.

    • Maria Michela Petti ha detto:

      @ Antonio
      Osservazione pertinente e perspicace all’annuncio odierno dell’indizione di una “nuova” giornata celebrativa a favore di un’altra categoria di soggetti, in attuazione della “cultura della cura” e per lasciare un’impronta indelebile sul calendario … liturgico?… E: sempre in vena di correzioni su quello civile?

  • giulia anna anna meloni ha detto:

    grazie Monsignor.Vigano’,di questi preziosi chiarimenti e conferme di Fede, guida per tutti per i sacerdoti, dai più umili ai più supponenti e luce per noi laici con pochi pastori fedeli al Vangelo. Anche noi, laici, non teniamo queste preziose letture solo per noi ma divulghiamo soprattutto fra i più smarriti per non lasciarli in balia dei lupi ,è un’opera di Misericordia spirituale.
    E ‘vero ,il Signore Gesu’ ci vuole miti…ma forti di una Fede come spada a due tagli. Sempre debitori a dr.Tosatti per l’apostolato che fa al servizio della verità.

  • Maria Michela Petti ha detto:

    Eccellenza, in coscienza ed estrema sincerità, senza voler peccare di sfiducia nei confronti di nostro Signore e del potere della preghiera, non riesco a nutrire la speranza che si arrivi in qualche modo a sovvertire l’ordine attuale delle cose. Per quel che mi riguarda: sarà già molto (e per questo prego) se, quando il Figlio dell’Uomo ritornerà, troverà in me almeno integro il dono della fede che mi ha fatto.
    Con l’augurio di ogni Bene per il coraggio della testimonianza, dall’alto della Sua fedeltà al ministero cui ha corrisposto e dell’esperienza maturata in prossimità, certamente potrà aiutarci – se non ad accettare; cosa umanamente impossibile – a non perderci dietro ad un disegno che ci si vuol convincere sia imperscrutabile volontà di Dio volta a salvezza dell’universo mondo…

  • LA VERITÀ VI FARÀ LIBERI ha detto:

    MAGNIFICO, CHE GIOIA NEL SENTIRE UN VESCOVO CATTOLICO URLARE LA VERITÀ DAI TETTI, SENZA CURARSI NÉ DEL PARERE DEL MONDO NÉ TANTOMENO DEL GIUDIZIO DI CAIFA E DEL SINEDRIO.

  • Marco Matteucci ha detto:

    IL DIAVOLO NON È PIÙ POTENTE DI DIO
    “Figli miei, Io, vostra Madre del Cielo, vengo per concedervi la Mia Benedizione e le Mie Grazie materne. Io vi amo, figli miei, e questo Mio amore ve lo dono affinché possiate essere forti nella fede. Non lasciatevi abbattere da questi tempi difficili…”

    Se vuoi leggere tutto:
    https://reginadelcielo.com/2021/01/31/il-diavolo-non-e-piu-potente-di-dio/

  • Gian ha detto:

    Mi pare un chiaro invito a chi di dovere ad assumersi, finalmente, le proprie responsabilità. Non c’è più tempo da perdere. Chi esercita il potere globale ha pianificato le vaccinazioni di massa, dopo un anno di massiccio bombardamento mediatico che ha inoculato nelle masse il terrore e convinto tutti che il vaccino sia la sola salvezza.
    Saremo tutti giudicati in base ai talenti avuti in custodia.

    Grazie anche al caro Padre Luis Eduardo per averci ricordato ciò che troppo spesso si tende a dimenticare o nascondere.

  • Antonio ha detto:

    … rinunzia arbitraria del Romano Pontefice…
    S.E. sa quello che sta dicendo? Lo sa bene? No, perché se non è proprio sicuro delle sue parole… tutta la sua magnifica costruzione non sta in piedi. Il Signore lo benedica in sieme a noi che lo ascoltiamo

    • stilumcuriale emerito ha detto:

      Attenzione: S.E. sta per Sua Eccellenza non per Stilumcuriale Emerito. Non si sa mai che qualcuno fraintenda.

  • Pater Luis Eduardo Rodrìguez Rodríguez ha detto:

    Messaggio del 13 ottobre 1973 (terzo e ultimo) della SIGNORA DI TUTTI I POPOLI D’ AKITA:

    “Mia cara figlia, ascolta bene ciò che ho da dirti. Ne informerai il tuo superiore”.

    Dopo un attimo di silenzio la Madonna continua dicendo:

    “Come ti ho detto, se gli uomini non si pentiranno e non miglioreranno se stessi, il Padre infliggerà un terribile castigo su tutta l’umanità. Sarà un castigo più grande del Diluvio, tale come non se ne è mai visto prima. Il fuoco cadrà dal cielo e spazzerà via una grande parte dell’umanità, i buoni come i cattivi, senza risparmiare né preti né fedeli. I sopravvissuti si troveranno così afflitti che invidieranno i morti. Le sole armi che vi resteranno sono il Rosario e il Segno lasciato da Mio Figlio. Recitate ogni giorno le preghiere del Rosario. Con il Rosario pregate per il Papa, i vescovi e i preti.

    L’opera del diavolo si insinuerà anche nella Chiesa in una maniera tale che si vedranno cardinali opporsi ad altri cardinali, vescovi contro vescovi. I sacerdoti che mi venerano saranno disprezzati e ostacolati dai loro confratelli…chiese ed altari saccheggiati; la Chiesa sarà piena di coloro che accettano compromessi e il Demonio spingerà molti sacerdoti e anime consacrate a lasciare il servizio del Signore. Il demonio sarà implacabile specialmente contro le anime consacrate a Dio. Il pensiero della perdita di tante anime è la causa della mia tristezza. Se i peccati aumenteranno in numero e gravità, non ci sarà perdono per loro.

    Con coraggio, parla al tuo superiore. Egli saprà come incoraggiare ognuna di voi a pregare e a realizzare il vostro compito di riparazione. E’ il vescovo Ito, che dirige la vostra comunità”.

    E dopo aver sorriso aggiunge:

    “Hai ancora qualcosa da chiedere? Oggi sarà l’ultima volta che io ti parlerò in viva voce. Da questo momento in poi obbedirai a colui che ti è stato inviato e al tuo superiore.

    Prega molto le preghiere del Rosario. Solo io posso ancora salvarvi dalle calamità che si approssimano. Coloro che avranno fiducia in me saranno salvati”.

    P. Luis Eduardo Rodríguez Rodríguez, Sacerdote Cattolico, parroco nella “periferia” di Caracas, Venezuela, 31.1.21

    https://www.marcotosatti.com/2019/10/14/un-sacerdote-da-caracas-ricordate-akita-la-fatima-doriente/ 

    • angelo di marzo ha detto:

      Sono un medico, e ho inviato proprio alle 20:30 un commento, un po’ lunghetto, all’articolo di Monsignor Carlo Viganò.
      Mi è comparso l’avviso che avevi già mandato lo stesso commento, ma deve esserci un disguido, perché io non ho mandato alcun commento sull’argomento trattato nei minuti or ora trascorsi.
      Nel caso che abbia perso la memoria recente, il che dubito fortemente, vi prego di far pervenire ugualmente all’autore (Viganò) il mio scritto.
      Grazie,, dott. Di Marzo

    • Milli ha detto:

      Ben trovato, caro padre Luis Eduardo, purtroppo non mi sembra che dal ’73 ad oggi la salute spirituale del mondo sia migliorata, anzi sembra precipitare in maniera sempre più veloce.

      • Pater Luis Eduardo Rodrìguez Rodríguez ha detto:

        Che piacere carissima Milli! Dire “non migliorata” è poco. Le diagnosi del colossale guida spirituale, di portata mondiale, il carissimo Mgr. Carlo María Viganò illustrano appunto la vera realtà al di là delle statistiche…per cui è vicino il TRIONFO DEL CUORE IMMACOLATO, che passerà prima per quanto annunciava allora nel 1973 ad Akita…e non solo. Dio vi Benedice.