La Censura Politica dei Padroni dei Social. Basta Privilegi, Sono Editori.

12 Gennaio 2021 Pubblicato da 11 Commenti

 

Marco Tosatti

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, il prof, Francesco Agnoli ha pubblicato su L’Occidentale un articolo molto chiaro e completo sulla questione che stiamo vivendo in questi giorni, e cioè la censura che alcuni social media stanno esercitando nei confronti di chi non è allineato al paradigma progressista e globalità  En passant posso notare che da due o tre giorni decine di followers di Stilum Curiae su Twitter sono scomparsi. E lo stesso accade per altre voci non politicamente corrette. Buona lettura. 

 

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In questi giorni negli Usa, un Paese che ha il mito della libertà di espressione, i due colossi social, Facebook-Instagram e Twitter, hanno censurato il presidente uscente Donald Trump. Non è la prima volta che succede.

In campagna elettorale il New York Post, uno dei più grandi giornali americani, aveva pubblicato alcune notizie molto gravi nei riguardi di Hunter Biden, figlio di Joe: facebook e twitter reagirono censurando lo scoop, facendo intendere si trattasse di una fake news.

Così non era: abbiamo saputo infatti, dopo le elezioni, che la notizia era vera.

Così infatti il quotidiano Repubblica il 9 dicembre: “Hunter Biden, figlio del presidente eletto Joe Biden, è sotto indagine per presunte irregolarità o reati di natura fiscale. Biden Junior è già stato al centro di controversie e scandali, in particolare per gli affari realizzati in Ucraina e in Cina, sfruttando il ruolo del padre quando questo era il vice di Barack Obama”.

Cosa sarebbe successo se la notizia sul figlio di Biden fosse circolata prima delle elezioni presidenziali? Biden avrebbe vinto ugualmente?

Non possiamo saperlo, anche se qualcosa si può immaginare.

Ma che imprenditori privati possano censurare grandi giornali come il New York Post e il presidente americano votato quasi dalla metà degli americani, ha sollevato molti dubbi. Anche personalità di sinistra, come Massimo Cacciari, Roberto Saviano, Stefano Fassina ed altri (per restare in Italia), si sono chiesti se ciò non sia pericoloso per la libertà di opinione. La rete si è riempita di domande: perché il dittatore cinese non viene censurato, e il presidente americano sì?

Perché i social pubblicano di tutto, ma poi scendono in campo, politicamente, prima e dopo un’elezione?

Il problema giuridico è semplice. Le piattaforme social godono di un grande privilegio: non sono considerate editori come gli altri, e questo le mette al riparo da processi per diffamazione, calunnia…

Per intenderci: se il Corriere della Sera pubblica qualcosa di errato e diffamatorio contro qualcuno, questi ha il diritto di portare editore ed autore dell’articolo in tribunale. Con Facebook e Twitter no! Ma se questi colossi poi decidono cosa pubblicare e cosa no, allora diventano editori come gli altri: perché solo loro godono di impunità? Perché costoro sono legittimati a fare “politica”, senza però nessun controllo né sul loro modo di privilegiare la diffusione di certi temi rispetto ad altri né sull’uso che fanno dei dati che raccolgono sui singoli cittadini? Ancora: è opportuno un regime di quasi monopolio, quale che sia il comportamento dei monopolisti?

Anche Davide Casaleggio ha espresso la sua perplessità: “Fino ad oggi Facebook, come molti altri social network, si è qualificata come piattaforma software indipendente, ma oggi forse dovrebbero qualificarsi come società editoriale prendendosi quindi la responsabilità di tutto quello che viene reso pubblico e specificando in ogni occasione perché un post è tollerato e un altro no. Se Putin o Xi Jinping dovessero fare dichiarazioni contro gli interessi statunitensi o quelli del social media, sarà Zuckerberg a decidere se è il caso di censurarli?”.

La questione era dibattuta ben prima della vicenda Trump – sia per motivi fiscali (https://www.ilfattoquotidiano.it/2020/10/14/le-tasse-pagate-in-italia-dai-giganti-web-amazon-11-milioni-di-euro-google-57-milioni-facebook-23-mln-netflix-6-mila-euro/5965917/), sia perché perché tra i giganti della Silicon Valley c’è chi, per entrare nel mercato cinese, si è piegato ad assecondare e facilitare la censura di Pechino a danni dei suoi cittadini, dimostrando così più attenzione ai guadagni che al resto – ma gli ultimi fatti hanno scatenato l’ira di milioni di persone, non solo negli Usa, che si sono sentite sorvegliate, controllate, manovrate, da due giganti dagli immensi profitti e senza regole.

Un giornalista italiano che vive in Florida, con un grande seguito tra gli italiani interessati alle vicende politiche e tecnologiche Usa, Roberto Mazzoni, ha invitato i suoi fans a lasciare facebook per telegram ed altri social (vedi: https://mazzoninews.com/), mentre Elon Musk ha scritto in un post di lasciare Whatsapp, di proprietà di Facebook, per Signal (https://rumble.com/vcm2f1-9-1-2021-perch-abbandonare-whatsapp-e-passare-a-signal-mn-75a-ripubblicato.html).

In generale, in questi giorni, in tutto il mondo molti stanno abbandonando Facebook, Instagram, youtube ecc. per Telegram, Parler, MeWe, Rumble… Tanto che questi mezzi, meno conosciuti, sono andati in sovraccarico.

E’ una “battaglia per la libertà”, dicono i critici di Mark Elliot Zuckerberg e Jack Dorsey.

Vedremo cosa succederà: può darsi che un maggior pluralismo nei social media possa giovare a tutti, ed evitare che singoli cittadini che possono “controllare” a loro piacimento una marea di notizie, possano influenzare troppo politica ed economia.

E’ un’altra faccia, se vogliamo, delle critiche ad Amazon, il negozio mondiale di Jeff Bezos, che, per il suo strapotere, fa paura a molti.

 

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11 commenti

  • mario ha detto:

    Concordo anch’io sono passato a telegram e signal ed entro fine mese cancello whatsapp

  • G.z ha detto:

    Io non sono liberale e penso che la libertà di espressione non sia un valore assoluto. L’americano Trump merita la censura e il problema, casomai, è che la meriterebbero molti altri che però sono liberi di inquinare anche più di lui.

    • Francesco ha detto:

      Io invece credo che Trump sia un eroe, ha fatto più lui per la vita, le famiglie, i disoccupati, i giovani afroamericani, etc. di tutti gli altri presidenti del secondo dopoguerra.
      Dopo i fatti di Washington i sondaggi lo danno in crescita, all’apice della popolarità.
      Ha tutto il diritto di parlare liberamente.

    • Luca Antonio ha detto:

      Discorso spinoso, irto di contraddizioni.
      Ci dovrebbe essere un’ autorita’ super partes chiamata a rendere le cose eque.
      Ma poi …..”quis custodiet ipsos custodes?”.

  • Marco Matteucci ha detto:

    I SERVER DI AMAZON SUI QUALI SI APPOGGIAVA PARLER GLI HANNO CHIUSO ARBITRARIAMENTE IL SERVIZIO ADDUCENDO LE MADESIME ACCUSE DI FACEBOOK E TWITTER.
    LA DIREZIONE DI PARLER HA FATTO CAUSAA AMAZON PER IL DANNO SUBITO DA QUESTA INTERRUZIONE ARBITRARIA DEL SERVIZIO E FA SAPERE CHE IL CANALE TORNERÀ ATTIVO IN UN PAIO DI SETTIMANE.
    COMUNQUE SIA STIAMO ASSISTENDO A UNA ODIOSA IMPOSIZIONE DI CENSURA, IMPROPONIBILE IN UNO STATO DI DIRITTO MA TOLLERABILE SOLO IN UN REGIME DITTATORIALE DA REPUBBLICA DELLE BANANE.
    Non sono abituato a scrivere in maiuscolo e chiedo scusa a tutti gli amici del blog a cominciare da suo Direttore editoriale, ma questo è il momento di urlare in faccia a questi criminali che la libertà di espressione è un diritto costituzionalmente sancito e non fa distinzione in base alla posizione politica o sociale di colui che lo esercita.
    Per cui stiano attenti coloro che parlano di democrazia e poi si comportano come fece a suo tempo l’imbianchino tedesco, perché sempre la storia ha dimostrato che la verità dei fatti alla fine sempre si impone.
    L’imbianchino difatti morì suicida dentro il suo bunker e sorte medesima hanno avuto anche tutti gli altri tiranni che nella parabola della storia umana si sono susseguiti da Caino in poi.
    VIVA CRISTO RE!

    • Vito ha detto:

      Bravissimo,
      ma dobbiamo reagire e rimanere uniti.
      Dobbiamo anche noi abbandonare questi tiranni di Facebook, Youtube, Twitter, WhattsApp, etc. e trasferisci su altre piattaforme.
      Io, ad esempio, seguo Silvana De Mari su Rumble, dopo che il suo canale Youtube era stato bloccato ripetutamente.

      • Marco Matteucci ha detto:

        Quello che dici è sacrosanto, infatti io già mi sono cancellato da WhatsApp e uso Signal che sostanzialmente offre gli stessi servizi senza dover sottostare alle regole assurde di Zucca & C.
        Tuttavia consiglio di continuare per qualche tempo a usare i loro social però cambiando la foto del nostro profilo con quella del Presidente Trump e riportando i suoi interventi in modo da restituirgli la dignità di parola e far capire a questi 2 oligarchi cialtroni che lucrano con l’odio della gente che noi siamo e restiamo con lui perché nonostante tutto il fango che gli stanno schizzando addosso, noi lo riteniamo un grande uomo della provvidenza e condividiamo in pieno la sua politica, i suoi ideali e il suo coraggio nel difendere verità, fede, vita e famiglia.

  • giulia anna anna meloni ha detto:

    Riferimento: Ap 12, 1-18. ..chissà se il dragone rosso ha a che fare con il mostro comunista cinese che tenta di soverchiare il mondo attuale…

  • Maria Michela Petti ha detto:

    Requisito necessario e indispensabile per riconoscere e rispettare il diritto alle libertà altrui è la libertà personale da ogni vincolo di denaro e dalla brama di potere.

  • laura cadenasso ha detto:

    Una bella lettura….annessa e connessa la Speranza ! GRAZIE

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