RVC: Scalfari, il Papa, e la Scoperta dell’IO. Ma Non è Quello del Papa….

22 Novembre 2020 Pubblicato da 11 Commenti

 

Marco Tosatti

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, Romana Vulneratus Curia (RVC per amici e nemici) oggi si è divertito, e si diverte, e cerca di far sorridere anche noi, a dispetto dei tempi, della situazione nella Chiesa e chi più ne ha più ne metta. Buona lettura.

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Confidential

 

Caro Tosatti, papa Francesco ha davanti a sé un futuro luminoso se lo licenziano dal suo posto; potrebbe persino sostituire Mauro Corona (lo scrittore al vino rosso) nel programma della Berlinguer.

Perché lo dico? Perché Eugenio Scalfari ne ha fatto un marchio: “Papa Francesco”.

Ora il marchio Papa Francesco potrebbe etichettare occhiali, scarpe, fazzoletti da naso, ecc. Chissà se Scalfari ha pensato di brevettarlo.

Ma soprattutto, chissà se Scalfari e Bergoglio hanno già costituito una società insieme o preferiscono mantenere una società di fatto

Perché queste considerazioni?

Perché anche oggi (ohimè) Repubblica consacra l’editoriale domenicale alla penna di Scalfari che pur di riuscire a farsi leggere (essendo ormai impossibile che ci riesca se non cita e titola il pezzo con il “marchio” Papa Francesco) intitola così l’articolo: “Papa Francesco e la scoperta dell’Io”.

Ma di Papa Francesco fa solo una citazione spiegando che ieri mattina lo ha chiamato, commuovendolo, fino alle lacrime.

Ma dopo questa citazione, come è uso fare da un decennio, Scalfari ci delizia con le sue riflessioni o letture settimanali, che nessuno leggerebbe mai se non le camuffasse con la promessa di raccontarci qualcosa di shoccante, misterioso e originale sul pensiero del Pontefice.

Stavolta ci parla di Cartesio, di Socrate, di Edgar Allan Poe, di Petrarca, Dante, Tasso, Foscolo, Leopardi, Leibniz.

In realtà Scalfari voleva parlare solo di se stesso, come infatti dice nel titolo “Papa Francesco e la scoperta dell’IO”.

Confondendo i lettori che son portati a pensare che si tratti dell’IO di Papa Francesco, invece no. E’ l’IO di Scalfari.

Ci deve esser un accordo segreto ed inquietante fra i due, se il Papa gli telefona, Scalfari ci scrive un articolo, se oltre a: “come stai?” gli raccomanda di non uscire e mantenere distanze sociali, causa Covid, Scalfari ci scrive un testo di virologia.

Nell’ultima considerazione, con cui conclude il pezzo, scrive Scalfari: “Son rimasto alquanto stupito che uno dei miei romanzi non viene mai citato: l’ho chiamato Il Labirinto…”.

Accipicchia, notate come Papa Francesco è riuscito a contagiare con il suo irresistibile orgoglio di sé l’umile Scalfari?

Poi conclude davvero con una citazione (di Scalfari naturalmente): “Quando Eros è triste è impossibile consolarlo”. E dai Scalfari!, chieda consiglio in proposito (come consolare Eros) al suo nemico Berlusconi.

Non ci angosci con questo tormento che durerà tutto il lockdown fino a Natale.

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11 commenti

  • Diana ha detto:

    Ahi, la sempre più evidente assenza del correttore di bozze per il Fondatore. Saranno presi da sacro terrore alla sola sua evocazione a Repubblica. Ormai si perde i soggetti per strada, dall’inizio alla fine di un periodo. Stiamo quasi al flusso di coscienza.

  • Marco Matteucci ha detto:

    Intanto negli Stati Uniti le elezioni presidenziali rischiano di finire in barzelletta, perché i DEM scoperti con le dita nella marmellata, con la complicità interessata del soliti noti, stanno cercando di inquattare sotto il tappeto le porcherie fatte durante il voto …ma tra i cultor del politically correct nessuna voce di sdegno si leva!
    ¡BIENVENIDOS A LA ARGENTINA

  • stilumcuriale emerito ha detto:

    Veramente piacevole. Complimenti.
    Il Libro dei Salmi inizia con queste parole:
    Beato l’uomo che non segue il consiglio degli empi
    non indugia nella via dei peccatori
    non siede in compagnia degli stolti.
    E’ una grande ricetta per chi vuol vivere sereno: evitare gli empi, i peccatori e gli stolti. Per questo motivo non ho mai letto e non leggo la Repubblica.
    Saluti !

    • Rolando ha detto:

      Sopportate ancora una volta se potete e se volete la mia intrusione tra voi. E son pronto a meditare ogni vostra posata risposta. L’uomo viene e  passa, proprio come dice Isaia e neanche ce ne accorgiamo, se non per farcene un’idea quasi sempre molto lontana dalla realtà.
      Ci può capitare di recitare la parte degli amici di Giobbe oppure quella dei soldati che stanno a vigilare se viene Elia a salvare Gesù ebreo dalla croce.
      Una mattina di ottobre del 2017, papa Francesco, dopo la messa, abbracciava mia zia suora missionaria di 97 anni con 71 di missione. Quest’anno il 21 luglio ne ha compiuti 100 ed è ancora sul posto: Eritrea, l’unica italiana non espulsa.
      “Ma cosa ti ha detto il papa?” E lei riferisce. “E poi?”. Sorriso e silenzio. Ma alcuni testimoni hanno udito bene e lei non ha mentito, ha replicato solo: “Non posso riferirlo, mi sembrerebbe di essere poco rispettosa verso il Papa” (Vedi anche TV 2000. Diario del Papa).
      Così le disse papa Francesco: “Dovresti fare tu il papa al posto mio”.
      Certamente non è solo una battuta spiritosa! Chissà cosa passava nel pensiero di Francesco! È andata laggiù neanche una decina d’anni dopo le orribili stragi di innocenti perpetrate a Debre Libanos ed Asmara dai nostri cattolici fascisti italiani, le cui armi venivano benedette dal clero. Il più grande massacro di vescovi, sacerdoti, diaconi, religiosi e fedeli cristiani, che la Storia documenti, lo hanno perpetrato altri cristiani battezzati, geograficamente ‘sacrestia’ del soglio di Pietro.
      Una volta a casa mia le ho accennato il racconto del Padre che ha tre figli ed un unico anello da lasciare in eredità e, a loro insaputa, ne fa due copie. Chi mai dei tre possederà l’originale?
      Mi disse: “Non ti so rispondere su queste cose. Io amo e soccorro indistintamente cristiani cattolici, protestanti, ortodossi, ebrei, mussulmani, anche buddisti, tutti, tutti guardandoli negli occhi con un sorriso e loro tendono le braccia”.
      Lei è sempre sorridente. Una volta, durante una breve vacanza qui da noi, gli è stato regalato un giubbino bianco di un certo valore. Alla sera non l’aveva più, l’aveva donato a chi ne aveva più bisogno.
      Naturalmente quella risposta mi ha tolto ogni dubbio in quale Dio credesse e quale Dio annunciasse, continuando ad essere una religiosa cattolica. Con le sue mani mi disse d’aver sepolto cadaveri di soldati morti ed abbandonati.
      Sono rimasto spiazzato, non perché mi ha detto che leggo troppi libri, ma perché ho capito che si può amare Dio anche senza credere in Dio.
      Leggo sì la prova d’esame come sta scritta in Matteo, ma non riesco a capacitarmi di quanto sia chiaro ciò che intendesse dire Gesù. In fondo quelli a dx ( nell’aldilà esisterà dx e sx, sopra e sotto? In realtà esistono forse nell’aldiqua?) certificano che non sapevano niente di Gesù-Dio negli umani che hanno soccorso, per la qual cosa quelli di sx avranno certamente pensato: eureka! il problema è risolto: anche noi non abbiamo visto Gesù-Dio negli umani che non abbiamo soccorso. Sicuramente ci scuserà. Mi sembra che qui Gesù insegni chiaramente che non occorre credere in Dio e/o Gesù-Dio per salvarsi, nè farlo per amor suo, ma pensare, fare, operare il soccorso all’uomo sofferente qui e adesso con tutte le possibilità umane concrete non con le dottrine. Specialmente quelle di pretesa rivelazione quando in queste dio massacra e comanda di farlo per difenderlo.
      Su un libro ho letto che “l’uomo nasce buono o cattivo per natura, ma occorre una religione per rendere cattivo anche quello buono”. Ma!
      La mia passione però non sta in questi pensieri, qui espressi, in cui sono stato indotto per “addomesticazione” di nascita topica e per ciò  che in seguito ho studiato sull’argomento, ma in ciò che mi rende più curioso di conoscere ed è la teoria della fisica quantistica. Proprio ciò che è difficile di credere di conoscere. Nietzsche scriveva che la nostra conoscenza è in relazione alla sopravvivenza della specie, non alla comprensione del Tutto. È strano no che questo papa lo abbia citato nella sua prima enciclica?!
      Parlando con lo scienziato Giorgio Vallortigara ed anche con Corrado Lambertini del CERN, le parole spirito, anima e per estensione anche mente (almeno che non si intenda il processo del mentare=formazione del pensiero. Gn 6,5 e 8,21 e Dt 31,21 in cui c’è il chiaro divieto di “formare-pensiero” di lui e di male. Ma come è possibile se per la Teologia proprio lui ci avrebbe “formati” così?!) non hanno valenza alcuna nella ricerca scientifica.
      Dio è musica (Platone) e lo sperimento nel mio tempio: il Teatro alla Scala.
      Cos’è mai l’uomo? Salmo 8,6: “Ma-hai-fatto-inferiore-lui di-poco agli-Elohim.
      Chi è l’uomo che sa chi sono gli Elohim? Solo l’Impostore, credo, che dice che è Dio.

  • antonio cafazzo ha detto:

    Oggi 22 novembre 2020. Omelia di Papa Francesco ai giovani per la GMG di Lisbona:

    “Noi, infatti, diventiamo quello che scegliamo, nel bene e nel male. Se scegliamo di rubare diventiamo ladri, se scegliamo di pensare a noi stessi diventiamo egoisti, se scegliamo di odiare diventiamo arrabbiati, se scegliamo di passare ore davanti al cellulare diventiamo dipendenti”.

    Non ha detto nulla dell”Eros “triste inconsolabile” dei giovani perché Scalfari lo aveva già spiegato su Repubblica e non voleva essere ridondante.

    Però, Santità, poteva pur dare qualche esempio concreto di volontà=esito.
    Per esempio poteva riferire – perché Scalfari sicuramente glielo ha “rivelato” in una delle interviste che ha con lui – che Scalfari quando era piccino VOLEVA diventare giornalista e per questo da grande “fondò” Repubblica.
    Poteva dire anche che lui – J.M.B. – quando era niño AVEVA SCELTO di diventare Papa e cosí E’ STATO. (Ma forse questo non lo ha detto perché egli – come si sa – è “francescano”).

    • stilumcuriale emerito ha detto:

      Un Papa che si rispetti non dovrebbe mai dire simili cose, soprattutto ai giovani. Noi siamo responsabili delle nostre personali scelte, ma con questo non siamo totalmente artefici del nostro destino. Lasciamolo dire ai soci dell’UAAR, ma noi cristiani dobbiamo essere sempre consapevoli che Dio può disporre di noi e della nostra vita come e quando vuole, stravolgere i nostri progetti, rovesciare i potenti dai troni, innalzare gli umili, rimandare i ricchi a mani vuote….

      • Rolando ha detto:

        Eppure a me piace. Anche se sono molto guardingo perché so che non è furbo l’uomo che si dichiara o ritiene tale, ma colui che conosce il furbo.
        Papa Francesco ha dichiarato all’amico Scalfari che l’inferno non esiste. E allora dove vanno le anime dannate, gli replicò Eugenio. E lui: si annientano. Ciò è scritto in un libro di Scalfari.
        Annientarsi? Siamo comunque ancora nella poesia della Teologia. Non vedo tradimenti dogmatici. Del resto lo stesso San Giovanni Paolo II dichiarò che non è un luogo e non c’è fuoco.
        Gli scienziati non conoscono annientamenti, ma cambiamenti e buchi neri.
        Dichiaro di non conoscere la strategia del potere teologico-politico di Francesco, ma è un Grande nello sforzo per il Dio unico… Una cosa è certa o salva l’uomo o salva dio se dio non è il Tutto reale.

  • rummo ha detto:

    intende invitarlo a chiedere a Berlusconi come dosare il cialis ?

  • Maria Michela Petti ha detto:

    Persi nel “labirinto” come potremmo ritrovare, non solo la connessione con la realtà “vera”, ma anche quella Internet per poter scrivere e commentare [previa lettura(???)] il testo di Scalfari omologo nel titolo? Imprimendo dapprima nella nostra mente, poi a favore di eventuali nostri lettori, qualche sua citazione, fra le tante di cui assicura incommensurabile validità…
    Specchio, specchio delle mie brame, chi è il più bello del reame?

  • Adriana 1 ha detto:

    Moravia scrisse un memorabile libro su Io e Lui .Qui si tratta solo di individuare chi sia l’Io e chi Lui .

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