VIGANÒ: BERGOGLIO STA CERCANDO DI PROVOCARE UNO SCISMA.

22 Ottobre 2020 Pubblicato da

 

Marco Tosatti

Carissimi Stilumcuriali, le dichiarazioni del Pontefice regnante in materia di unioni omosessuali, che contraddicono la Scrittura, la tradizione bimillenaria della Chiesa e il Magistero, in particolare quello degli immediati predecessori di Bergoglio, hanno spinto l’arcivescovo Carlo Maria Viganò a rendere pubblica questa dichiarazione. Buona lettura. 

 

§§§ 

DICHIARAZIONE

di S.E. Mons. Carlo Maria Viganò

a proposito del docufilm «Francesco»

Roma, 21 Ottobre 2020 – Il sito Vatican News[1] ha dato la notizia che al Festival del Cinema di Roma sarà oggi proiettato un docufilm dal titolo «Francesco», realizzato dal regista Evgeny Afineevsky.

Questo documentario – secondo quanto riportato dalla Catholic News Agency[2] e dal sito America, the Jesuit review[3]– rende pubblici alcuni pronunciamenti di Jorge Mario Bergoglio in tema di omosessualità. Tra le altre dichiarazioni, sconcertano queste frasi:

«Gli omosessuali hanno il diritto di esser parte di una famiglia. Sono figli di Dio e hanno il diritto ad una famiglia. Nessuno dev’essere escluso o reso infelice a causa di questo»[4].

«Quello che dobbiamo fare è una legge per le unioni civili. In questo modo sono legalmente tutelati. Io sono a favore di questo»[5].

Non occorre essere teologi o moralisti per sapere che tali affermazioni sono totalmente eterodosse e costituiscono un gravissimo motivo di scandalo per i fedeli.

Attenzione, però: queste parole costituiscono l’ennesima provocazione con cui la parte ultra-progressista della Gerarchia cerca di suscitare ad arte uno scisma, come già ha tentato di fare con l’Esortazione Post-sinodale Amoris laetitia, la modifica della dottrina sulla pena capitale, il Sinodo pan-amazzonico e l’immonda Pachamama, la Dichiarazione di Abu Dhabi poi ribadita e aggravata dall’Enciclica Fratelli tutti.

Pare che Bergoglio cerchi sfrontatamente di “alzare la posta” in un crescendo di affermazioni eretiche, in modo da costringere la parte sana della Chiesa – episcopato, clero e fedeli – ad accusarlo di eresia, per poi dichiararla scismatica e “nemica del papa”.

Jorge Mario Bergoglio cerca di costringere alcuni Cardinali e Vescovi a separarsi dalla comunione con lui, ottenendo come risultato non la propria deposizione per eresia, ma l’estromissione dei Cattolici che vogliono restare fedeli al Magistero perenne della Chiesa. Questo tranello avrebbe – nelle presumibili intenzioni di Bergoglio e del suo “cerchio magico” – lo scopo di consolidare il proprio potere all’interno di una chiesa che sarebbe solo nominalmente “cattolica” ma in realtà eretica e scismatica.

Questo inganno si avvale dell’appoggio dell’élite globalista, dei media mainstream e della lobby LGBT, alla quale non sono estranei molti chierici, vescovi e cardinali. Non dimentichiamo poi che in molte nazioni sono in vigore leggi che puniscono come reato quanti, anche sulla base del proprio Credo, considerano riprovevole e peccaminosa la sodomia o che non approvano la legittimazione del “matrimonio” omosessuale. Un pronunciamento dei vescovi contro Bergoglio su una questione come quella dell’omosessualità potrebbe autorizzare l’autorità civile a perseguirli penalmente con l’approvazione del Vaticano.

Bergoglio avrebbe quindi dalla sua parte non solo la “deep church” rappresentata dai ribelli come padre James Martin, s.j. e gli esponenti del “synodal path” tedesco, ma anche il “deep state”. Non a caso, nel documentario vi è anche un endorsement per il candidato democratico alle prossime elezioni presidenziali americane, assieme ad una sconcertante condanna della politica dell’amministrazione Trump, accusato di separare le famiglie che cercano di entrare illegalmente negli Stati Uniti, mentre di fatto il Presidente sta fronteggiando la tratta di esseri umani e il traffico di minori.

Così, mentre ai vescovi conservatori americani è fatto divieto di intervenire nel dibattito politico a sostegno del Presidente Trump, il Vaticano può permettersi disinvolte ingerenze nelle elezioni a favore del suo avversario democratico, unendosi alla censura dei social e dei media circa le gravissime accuse sulla famiglia Biden.

Come Cattolici, siamo chiamati a schierarci per chi difende la vita, la famiglia naturale, la sovranità nazionale. Pensavamo di avere al nostro fianco il Vicario di Cristo. Prendiamo dolorosamente atto che, in questo scontro epocale, colui che dovrebbe condurre la Barca di Pietro ha scelto di schierarsi con il Nemico, per affondarla. Ripensando al coraggio dei Santi Pontefici nel difendere l’integrità della Fede e promuovere la salvezza delle anime, viene da osservare: «Quantum mutatus ab illis!».

 

+ Carlo Maria Viganò, Arcivescovo

 

[1] https://www.vaticannews.va/it/papa/news/2020-10/papa-francesco-film-documentario-festival-cinema-roma.html

[2] https://www.catholicnewsagency.com/news/pope-francis-calls-for-civil-union-law-for-same-sex-couples-in-shift-from-vatican-stance-12462

[3] https://www.americamagazine.org/faith/2020/10/21/pope-francis-gay-civil-union-documentary

[4] «Homosexuals have a right to be a part of the family. They’re children of God and have a right to a family. Nobody should be thrown out, or be made miserable because of it».

[5] «What we have to create is a civil union law. That way they are legally covered. I stood up for that».

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106 commenti

  • : ha detto:

    Questa risposta è a MILLI (23 Ottobre 2020 alle 09:28)

    «Ii ammetto di non averlo capito. Mi può spiegare perché come cattolico dovrei essere favorevole alla pena capitale? Non è vero che solo Dio può dare e togliere la vita? E come la mettiamo con gli innumerevoli errori giudiziari? Grazie»

    Questo è un tema spinosissimo che in genere viene liquidato non con la ragione ma col sentimento, anzi, col sentimentalismo. Buona cosa il sentimento (pessima il sentimentalismo), esso è un elemento fondamentale della natura umana, senza il quale l’uomo si ridurrebbe ad una macchina. Ma quando è il momento di procedere all’analisi di una questione primaria, di avvicinarsi ad un problema fondamentale dell’esistenza, a dover “codificare” atti e comportamenti sia in materia di leggi positive (transitorie per definizione) e ancor più, morali (perenni), allora bisogna mettere da parte i sentimenti e affidarsi all’uso dell’intelletto, altro elemento fondamentale dell’uomo, ancor più importante in questi casi perché è con l’intelletto che si giunge alla ragione delle cose.

    Se vogliamo procedere su questa strada, e se il dott. Tosatti mi consentirà di dilungarmi, data la complessità dell’argomento, bisogna incominciare col dire, in relazione all’ultima domanda, che gli errori giudiziari non dipendono dalle leggi ma dagli uomini; se vogliamo eliminare gli errori giudiziari dobbiamo eliminare l’intero codice penale, ed anche quello civile. Ma questo non ha niente a che fare riguardo alla liceità o meno di una determinata legge.

    Semmai è più pertinente la domanda precedente: «Non è vero che solo Dio può dare e togliere la vita?». Verissimo, come è vero che fin dai primi Libri della Bibbia Dio nel Decalogo ha posto il comandamento “Non uccidere”. Ma negli stessi Libri in cui è riportato il Decalogo leggiamo che “il legislatore” può, anzi deve, comminare la morte a chi contravviene a determinati precetti (cioè leggi). E siccome la Sacra Scrittura non può contraddirsi, tanto più negli stessi Libri, allora comprendiamo in che senso va considerato il quinto comandamento. Nel Levitico, per esempio prescrive di dare la morte a: «chiunque maltratta suo padre o sua madre» (20,9); «all’adultero e l’adùltera» (20,10); a chi «ha rapporti con un uomo come con una donna […] tutti e due dovranno essere messi a morte» (20,13); «Se uomo o donna […] eserciteranno la negromanzia o la divinazione» (20,27); ecc. I casi sono numerosi, e descritti anche nei Libri dell’Esodo, dei Numeri e del Deuteronomio. Norme molto dure in relazione ai tempi che, contrariamente all’illusione di Rousseau, erano caratterizzati da un livello morale molto basso, se si considera che i genitori immolavano i propri figli ai loro dèi infernali, tanto è vero che una delle cause della pena capitale era quando «Chiunque tra gli Israeliti o tra i forestieri che soggiornano in Israele darà qualcuno dei suoi figli a Moloch» (Lev 20,2). Per ottenere in una comunità una certo livello di pace sociale erano necessarie quelle severe sanzioni.
    L’Umanità da allora, ma soprattutto con l’avvento di Cristo, molto si è incivilita, questi rimedi radicali non sono più stati ritenuti necessari, anche perché evidentemente sono stati elaborati altri sistemi – come quello della detenzione del colpevole (sconosciuto anticamente) – atti a garantire il mantenimento dell’ordine pubblico all’interno di una comunità.

    Ora, su cosa dobbiamo fondarci per sapere se sono validi alcuni di quei drastici rimedi, cioè se è legittimo “in determinati casi” dare la morte al prossimo? E’ chiaro: sull’insegnamento perenne della Chiesa (da sottolineare perenne), condensato nella Dottrina, contenuta nel Catechismo della Chiesa Cattolica.

    Veniamo dunque al Catechismo della Chiesa Cattolica.
    Innanzi tutto bisogna osservare che l’articolo 2267 del C.C.C., quello che prevede in certi casi la pena capitale, non è l’unico che ammette, in determinate circostanze, la necessità di uccidere: ce ne sono altri due: quello (o meglio quelli) sulla legittima difesa individuale (2264 e 2265) e quello (quelli) sulla guerra di difesa (la c.d. “Guerra giusta”, artt. 2308/9/10). Questi tre casi, si può dire, procedono in parallelo e sono basati sullo stesso principio, tanto è vero che fanno parte dello stesso capitolo, proprio quello che spiega il Quinto Comandamento: «Non uccidere». Proprio in quel capitolo viene spiegato in che consista il diritto di difendersi da minacce esiziali: quello sulla legittima difesa a livello individuale; quello sulla Guerra giusta a livello di comunità che si difenda da minacce esterne, quello sulla pena di morte ancora a livello di comunità che debba essere difesa da minacce interne. Negando questo principio non viene escluso uno solo di essi ma tutti e tre. E in tutti e tre questi casi, se si leggono bene gli articoli che li riguarda, e si leggono anche gli articoli che li precedono o li seguono per capire meglio, la necessità di dover uccidere è prevista come extrema ratio quando altri metodi per evitarla non avessero avuto successo o siano irrealizzabili.

    In quanto all’oggetto dell’argomento, l’articolo sulla “pena di morte” (2267) è preceduto dal seguente:

    «2266 Corrisponde ad un’esigenza di tutela del bene comune lo sforzo dello Stato inteso a contenere il diffondersi di comportamenti lesivi dei diritti dell’uomo e delle regole fondamentali della convivenza civile. La legittima autorità pubblica ha il diritto ed il dovere di infliggere pene proporzionate alla gravità del delitto»; segue i l 2267:

    «2267 L’insegnamento tradizionale della Chiesa non esclude, supposto il pieno accertamento dell’identità e della responsabilità del colpevole, il ricorso alla pena di morte, quando questa fosse l’unica via praticabile per difendere efficacemente dall’aggressore ingiusto la vita di esseri umani.
    Se invece i mezzi incruenti sono sufficienti per difendere dall’aggressore e per proteggere la sicurezza delle persone, l’autorità si limiterà a questi mezzi, poiché essi sono meglio rispondenti alle condizioni concrete del bene comune e sono più conformi alla dignità della persona umana.
    Oggi, infatti, a seguito delle possibilità di cui lo Stato dispone per reprimere efficacemente il crimine rendendo inoffensivo colui che l’ha commesso, senza togliergli definitivamente la possibilità di redimersi, i casi di assoluta necessità di soppressione del reo “sono ormai molto rari, se non addirittura praticamente inesistenti” [Evangelium vitae, n. 56].»

    Nell’articolo vi è dunque un’affermazione di principio che si riferisce alla liceità della pena di morte “a determinate condizioni”; la descrizione delle condizioni che escludono il ricorso alla pena di morte; ed infine una valutazione sulle condizioni attuali della necessità di applicare la pena di morte. Ovviamente quello che “vincola” è il principio, che è perenne; la valutazione sulla situazione di oggi, a parte che per sua natura (cioè come valutazione) potrebbe non essere esatta, ma qualora lo sia lo è solo in senso contingente. E allora: se oggi non c’è più necessità per i motivi illustrati dall’articolo di ricorrere alla pena di morte (ricordarsi peraltro che il Catechismo non è solo per l’Italia ma per tutto il mondo), ad essa non si ricorra, e di questo siamo tutti contenti perché nessuno gode (o dovrebbe godere) della morte del prossimo, chiunque sia. Ma delle condizioni future nessuno può farsi garante, è comunque non è possibile eliminare un principio, nella fattispecie della legittima difesa sotto qualunque specie si presenti, anche qualora non si dovessero presentarsi casi per dovervi ricorrere. (da notare che la legittima difesa individuale e la pena di morte sono nello stesso paragrafo che ha per titolo «La legittima difesa»).

    Una breve osservazione sulla presunta modifica dell’art. 2267 operata da Papa Francesco. Secondo me non può essere valida perché non si basa su elementi che contraddicano o rendano non più valido il principio contenuto nella versione originale, ma solo su quella parte che ho definito “una valutazione sulle condizioni attuali della necessità di applicare la pena di morte”, che in verità potrebbe anche essere legittimamente posta in dubbio, se diamo un occhiata a ciò che succede quotidianamente in tutto il mondo, ma lasciamo andare… La motivazione su cui si basa la modifica all’articolo è la seguente:

    «Oggi è sempre più viva la consapevolezza che la dignità della persona non viene perduta neanche dopo aver commesso crimini gravissimi. Inoltre, si è diffusa una nuova comprensione del senso delle sanzioni penali da parte dello Stato. Infine, sono stati messi a punto sistemi di detenzione più efficaci, che garantiscono la doverosa difesa dei cittadini, ma, allo stesso tempo, non tolgono al reo in modo definitivo la possibilità di redimersi»; a cui segue « Pertanto la Chiesa [cioè Papa Francesco con questo intervento – N.d.R.] insegna, alla luce del Vangelo, che “la pena di morte è inammissibile perché attenta all’inviolabilità e dignità della persona”».

    Qui siamo all’assurdo: se l’articolo originale chiamando a testimone l’insegnamento della Tradizione espone il principio della liceità della pena di morte come rimedio estremo «per difendere efficacemente dall’aggressore ingiusto la vita di esseri umani», e poi come elemento moderatore, se così possiamo dire, espone le condizioni attuali che valuta tali da dichiarare «praticamente inesistenti» «i casi di assoluta necessità» di ricorrervi; nell’articolo modificato, al contrario, si parte dalla stessa valutazione espressa con parole un po’ diverse, ma sempre opinabile in quanto valutazione, per risalire, non si sa perché, ad un principio che nulla ha a che fare con una condizione transitoria dell’organizzazione umana.

    • DON ETTORE BARBIERI ha detto:

      Nella mentalità laicista/nichilista l’essere umano già nato e non malato è degno di ogni diritto e tutela, anche quando abbia commesso i delitti più efferati. È un “dio” intoccabile. L’innocente non nato o malato o disabile può essere ammazzato perché non è ancora, non è più o non potrà mai essere quel “dio”, che loro pensano sia l’essere umano. È la tracotanza moderna all’ennesima potenza: sono contro la pena di morte del colpevole ma favorevolissimi a quella dell’innocente: perfettamente coerenti nel loro ragionamento perverso.

    • Marcolino ha detto:

      La chiesa non si può basare solo su una tradizione perenne (che dubito esista) a meno che l’estensore sopra sia ad esempio un pre-galileiano (e posso pure accettarlo, non sono un astronomo). Un papa, mi pare un certo Leone -posso cercare-fece un anatema sul vaccino del vaiolo. La.malattia per lui era voluta da Dio e innaturale debellarla.
      La chiesa deve comprendere sempre più il messaggio di Cristo, quello si perenne. La chiesa e’ casta meretrix. Santa nel suo Sposo. Non creiamo idoli farlucchi. Certo non si possono -a mio avviso- cancellare i comandamenti. Io non dico che i papi che sbaglisrono fossero tutti cattivi. Non spetta avme il giudizio ULTIMO. Abbiamo san Roberto Bellarmino dottore della chiesa che oggi sarebbe lanciato fuori dalla sapienza sul GEOentrismo. E non mi pare battuta felice dire che Bellarmino aveva ragione più di Galileo. Questo e’ si relativismo spinto. Infatti quel pensatore andava a insegnare con il “malleus maleficarum” sotto braccio (il libro penso fosse usato dagli inquisitori ma mai approvato ufficialmente). In positivo: chi avrebbe prima di Lourdes creduto all Immacolata concezione?. La chiesa si schiarisce le idee con il passare del tempo. L insegnamento perenne non l avevano nemmeno gli apostoli. Giacomo sulla fede diceva l’esatto contrario di Paolo. E tutti e due erano ispirato da Dio. IN quanto all antico testamento, dire che non si contraddice….mi pare forte. Il famoso “occhio per occhio, dente per dente” e’ pure sulla bibbia. Per certi sembra che il cattolicesimo sia nato gonnil concilio di Trento. Dimenticando che senza Lutero i vari papi rinascimentali non compravano palazzi a Londra ma posti in Paradiso! O indulgenze.
      Se poi vogliamo fare della chiesa una cosa politica di destra va bene. Allora i primi cristiani erano COMUNISTI. E vorrei chiedere tra un san Pietro e i padri del concilio chi era piu” cattolico?

      • Kosmo ha detto:

        Comincia a cercare meglio. Quel papa si limitò a non rendere obbligatorio il vaccino per il vaiolo in quanto esso era ancora nelle prime fasi, ne morivano più per il vaccino fatto che per il vaiolo.
        Il resto… stendiamo un velo pietoso.

      • : ha detto:

        «La chiesa non si può basare solo su una tradizione perenne (che dubito esista)»

        Se lo dice Lei… non dubito che sia così. E cos’è la Tradizione (e non “tradizione”) della Chiesa per un Cattolico!? Meno del “verbo” di Marcolino, non c’è dubbio!

  • Enrico Nippo ha detto:

    Omaggio a Mario.

    “Ogni mattina e ogni sera dovremmo continuamente pensare alla morte, sentendoci già morti da sempre; in tal modo, saremo liberi di muoverci in ogni situazione.”

    Yamamoto Tsunetomo, Hagakure (Nascosto tra le foglie). Cosiderato il codice segreto dei samurai.

    Non lo trovi di una profonda saggezza molto … cristiana?

    E dai, rilassati … 😊

    • MARIO ha detto:

      Enrico,
      … profonda saggezza cristiana di Yamamoto Tsunetomo?

      Sì, perché anche Adamo, molto prima di questo samurai, si è “nascosto tra (e CON) le foglie”
      al pensiero che, per tutta la vita, lui e i suoi discendenti
      avrebbero avuto il pensiero fisso della morte,
      per aver abusato della propria libertà.

      Che strana coincidenza…

      Ma mi viene anche il sospetto che questo samurai, più che un saggio,
      non sia nient’altro che uno scopiazzatore “biblico” (senza peraltro averci capito molto)
      e che, per cavarsela, abbia nascosto la furbata
      “tra le foglie” (di fico) di un fantomatico “codice segreto”.

      Pensaci… e medita… in silenzio.

  • Enrico Nippo ha detto:

    Una chicca per don Pietro Paolo a proposito della “messa” di “san” Paolo VI. “Messa” … fumosa …

    Cominciamo dalla definizione di Messa che si presenta al par. 7, vale a dire in apertura al secondo capitolo del Novus Ordo: «De structura Missæ».

    «Cena dominica sive Missa est sacra synaxis seu congregatio populi Dei in unum convenientis, sacerdote præside, ad memoriale Domini celebrandum(2). Quare de sanctæ ecclesiæ locali congregatione eminenter valet promissio Christi “Ubi sunt duo vel tres congregati in nomine meo, ibi sum in medio eorum” (Mt. 18, 20)».

    La definizione di Messa è dunque limitata a quella di «cena», il che è poi continuamente ripetuto (n. 8, 48, 55d, 56); tale «cena» è inoltre caratterizzata dalla assemblea, presieduta dal sacerdote, e dal compiersi il memoriale del Signore, ricordando quel che Egli fece il Giovedí Santo.

    Tutto ciò non implica: né la Presenza Reale, né la realtà del Sacrificio, né la sacramentalità del sacerdote consacrante, né il valore intrinseco del Sacrificio eucaristico indipendentemente dalla presenza dell’assemblea (3). Non implica, in una parola, nessuno dei valori dogmatici essenziali della Messa e che ne costituiscono pertanto la vera definizione. Qui l’omissione volontaria equivale al loro «superamento», quindi, almeno in pratica, alla loro negazione (4).

    Nella seconda parte dello stesso paragrafo si afferma – aggravando il già gravissimo equivoco – che vale «eminenter» per questa assemblea la promessa del Cristo: «Ubi sunt duo vel tres congregati in nomine meo, ibi sum in medio eorum» (Mt. 18, 20). Tale promessa, che riguarda soltanto la presenza spirituale del Cristo con la sua grazia, viene posta sullo stesso piano qualitativo, salvo la maggiore intensità, di quello sostanziale e fisico della presenza sacramentale eucaristica.

    Per trangugiare tutto il bibitone:
    http://www.unavox.it/doc14.htm

    • Don Pietro Paolo ha detto:

      Fumoso, Tendenzioso e scorretto è chi trae conclusioni come quelle che lei scrive e che certamente non erano nelle intenzioni di Paolo VI. Il papa in questione non ha mai negato la presenza reale, il memoriale del Sacrificio di Cristo, l’aspetto latreutico e impetratorio, pegno della festa eterna di Nozze della S. Messa. Se la chiama “S. Cena o S. Messa” non ha preso certamente questa definizione da Lutero, ma dalla Sacra Scrittura: “Beati gli invitati al banchetto (cena) delle nozze dell’Agnello!” (Ap. 29, 9). Forse che anche la Bibbia è luterana? Tutte le forme di presenza di Cristo sono evidenti nella S. Messa: nell’immagine della Croce, nell’altare, nel sacerdote, nell’assemblea (dove due o tre…), nella Parola di Dio e in modo sostanziale nell’Eucarestia

  • Giorgio Bucci ha detto:

    Dai dieci Comandamenti, il sesto: ” Non commettere atti impuri”

  • Francesco ha detto:

    Alla luce delle eresie e dell’apostasia Bergogliana possiamo dire che Donatisti e i Giansenisti avevano dalla loro molte ragioni, il lassismo immorale del vescovo di Roma ha radici antiche. Contro il Molinismo gesuitico si scaglia Pascal. Benedetto XIV condanna irrevocabilmente i riti pagani cinesi praticati dai loyoliti. Se vogliamo salvare le nostre anime dobbiamo adottare il grido di Lutero, Loos von Rom, ovviamente, non dalla Roma Eterna ma dalla Roma gaia e fetida.
    Il lassismo di Bergoglio è come l’ apeiron.

  • Lia ha detto:

    Guai a pensare solo lontanamente allo scisma. Dio non lo vuole. Se il diavolo occupa con l’inganno o con la forza la Santa Chiesa di Dio noi ce ne andiamo ? No, noi lottiamo per buttarlo fuori. Con uno scisma saremmo noi fuori dalla Chiesa. La Chiesa è Una Santa Cattolica Apostolica, è una sola e non possiamo dividerla. Noi apparteniamo all’Unica Chiesa. Loro sono ladri che vanno fatti tornare da dove sono venuti. Credetemi fratelli: la lotta si fa dura

    • Alberto 1 ha detto:

      Carissima Lia, trovo sensato quello che dice ma non possiamo prescindere da ciò che abbiamo sotto gli occhi: è lui stesso, Bergoglio, che ha decretato lo scisma all’interno della Chiesa Cattolica. Lui ha già creato un’altra chiesa, quella dei suoi seguaci, quella che riceve il consenso del mondo politico a lui vicino. Quel che dobbiamo fare è chiamare a raccolta quanti, clero compreso, non riconoscono più’ questo individuo come papa ed iniziare la nostra traversata del deserto muovendogli guerra senza quartiere. Ci batteremo dall’interno della nostra Chiesa, la vera Chiesa per additarlo come intruso, come antipapa e scismatico. Dobbiamo sapere chi è con noi e chi è contro di noi e, al contempo, non possiamo avere paura di denunciarlo al mondo cattolico. L’estraneo, l’usurpatore è lui e non possiamo nemmeno pensare di uscire noi dalla nostra Chiesa; dovrà essere lui ad andarsene in quanto indegno ed usurpatore.

  • Elton ha detto:

    “…in modo da costringere la parte sana della Chiesa – episcopato, clero e fedeli – ad accusarlo di eresia, per poi dichiararla scismatica e “nemica del papa”.

    Questo vuol dire che la parte sana della Chiesa è intrappolata.
    Il papa ha già dichiarato che un scisma non li fa paura. Dunque, parte sana, o fatte qualcosa e sarete scismatici o non fatte niente e sarete sciolti in questa chiesa liquida. Condannati a sparire intanto.

    Riguarda il papa, lui sta dicendo, che se Dio non lo permette, il papa lo vuole. Che razza di Dio è questo Dio che esclude ? (Faccendo questo sa bene che è pura retorica perché non è Dio che esclude ma questo è un altra storia)
    Ma lo sa il Papa che questo è vero anche per satana ? In tanto che figlio di Dio nessuno deve escludere satana (Nessuno dev’essere escluso o reso infelice a causa di questo). E il papa lo sa meglio di Dio.
    Parlando così delle relazioni gay, la questione delle copie divorziate che vogliono fare là comunione diventa quasi un diritto ! Intanto Dio non può più rifiutarci il paradiso à causa dei nostri peccati (a parte quello ecologico ovviamente). Non esistono più o erano buoni soltanto per un tempo. In ogni caso erano buoni fino a questo papa che ci ha liberati dal male.

    (Un altra considerazione : Con fratelli tutti non si parla di aborto, adesso non si è contro le unioni gay. Che ragione hanno i cattolici di non voler votare per il cattolico Biden ?)

    Una questione à l’apostolo Viganò : che dice Gesù sull’occhio destro ?

  • Monica ms ha detto:

    Lo schock é stato forte per noi fedeli. Non possiamo non ricambiare l’emozione. L’obolo destinato a opere di congregazioni fedeli al magistero. Poi riprenderemo a darlo dopo il minuto 58.

  • Antonella ha detto:

    Si sta rendendo evidente e sempre più chiaramente il fine di questo “papato” liquido come il globalismo che lo incorona con l’intento di annullare il cattolicesimo, facendolo mutare in una “Chimera” geneticamente contraffatta ……come il Covid.
    Una miscela esplosiva di protestantesimo aperta agli influssi delle varie forme di politeismo ancora radicato in certe culture, conciliante con l’islam e le dittature di estrazione neomarxista con le quali ci si accorda per sbilanciare il peso di avversari contrari alle proprie alleanze.
    Tappe storicamente fondanti un nuovo cristianesimo per i sostenitori del “divenire” globalmente inteso, un Frankestein da abbattere per coloro che difendono l’identità cristiana e che hanno ancora una fede da annunciare.
    Ormai è scontata la missione di questo papato per il gender e la nuova concezione di famiglia, di procreazione……
    Difesa ad oltranza dei migranti ma silenzio tombale sulle persecuzioni ai cristiani, soprattutto poi se cinesi….
    Protezione ai pedofili seriali rifugiati in vaticano e premiati con alti incarichi, un conto da ‘paperon de paperoni’ che non si era mai visto prima per un Papa. Si potrebbe continuare, eppure per molti rimane l’icona di un Papa che porta il nome di Francesco.
    Il dirottamento di fondi verso i paradisi fiscali panamazzonici la dice lunga sulla “guerra” che si sta consumando entro quelle mura, dove con le crepe preannunciano frane, quindi meglio operare uno Scisma, se non altro per trattenere quello che ancora rimane del potere da gestire …..
    Malgrado tutto possiamo tirare un respiro, perché non ha proprio nulla a che fare con la Chiesa, semplicemente è li come un fantoccio per combatterla, si è reso evidente in tutta la sua macchinazione ed ora non servono più i rattoppi per sedare i cattolici, come un treno corre e senza fermarsi .
    Noi invece abbiamo Pietro, l’originale non ce lo toglie nessuno.

  • Luigi ha detto:

    Speriamo non sia in uscita una nuova lettera dal titolo “SODOMITICO LAETITIA” (scusate il tentativo di scrivere in latino) …

  • PM ha detto:

    La pena capitale sarebbe dogma di fede? Menomale che è stata abolita in molti stati e voi la difendete ancora?

    • : ha detto:

      Per parlare così è evidente che Lei non conosce l’articolo originale del Catechismo della Chiesa cattolica che lo riguarda. O se lo conosce non l’ha compreso (o non lo vuole comprendere).

      • Milli ha detto:

        Ii ammetto di non averlo capito. Mi può spiegare perché come cattolico dovrei essere favorevole alla pena capitale? Non è vero che solo Dio può dare e togliere la vita? E come la mettiamo con gli innumerevoli errori giudiziari? Grazie.

  • Maria68 ha detto:

    Il compito del Papa è quello di far sì che le anime a lui affidate si salvino e vadano in Paradiso non perorare discutibili leggi civili, tra l’altro già approvate, e per le quali ci sono già i politici ad occuparsene. E’ strano, però, che questa intervista, fatta nel 2019 e tenuta nascosta per più di un anno, esploda come una bomba ad orologeria su tutti i media, proprio ieri, tra l’altro alla vigilia della festa di San Giovanni Paolo II assolutamente contrario alle unioni omosessuali. Non credo sia casuale.

  • Maria Grazia ha detto:

    Ce lo dice San Paolo perché. Perché Dio li ha abbandonati a passioni infami. “Perché hanno cambiato la verità di Dio in menzogna e hanno adorato e servito la creatura, al posto del creatore.” (Lettera ai romani 1,24-32).

    Ecco il punto. Ci hanno levato Dio. Hanno cambiato Dio con la menzogna. E ci fanno adorare un altro dio. Io non ci sto. Non voglio adorare un altro dio. E non voglio stare con chi lo fa. Se sto zitto, sono loro complice. E ne rispondo davanti a Dio. Ecco perché dobbiamo gridare. Ecco perché dobbiamo reclamare il vero Dio.

    Ci mettono fuori? Ma Dio vale di più. Vale di più della mia vita. E che ci sto a fare, se sto zitto? E che mi ci ha messo Dio a fare, se non faccio nulla?
    Ci perseguitano? E non ha detto Gesù: “Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno, e mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate perché grande è la vostra ricompensa nei cieli”. Ecco, ci fanno un favore. Ci fanno diventare beati.
    Se è questo il progetto di Dio, io ci sto.

  • Stefano Libertucci ha detto:

    Io, tuttavia, non capisco quale è l’argomento di questo articolo.
    La frase incriminata sarebbe la seguente: «Gli omosessuali hanno il diritto di esser parte di una famiglia. Sono figli di Dio e hanno il diritto ad una famiglia. Nessuno dev’essere escluso o reso infelice a causa di questo»[4].In questa frase si dicono alcune cose che però non possono non dipendere da “sono figli di Dio”.
    Ma se sono figli di Dio, e quindi oggetto dell’amore di Dio, e quindi oggetto di un progetto imperscrutabile che Dio ha su ognuno di loro come su ognuno di noi, e quindi anche loro alla fine dei tempi saranno posti alla Sua destra o alla Sua sinistra, io che sono un uomo e che non sono Dio, quale titolo ho per poter dire che anche loro non fanno parte degli operai della vigna ai quali il padrone corrisponde il salario che ritiene giusto (e in questo caso il padrone della vigna è Dio stesso). Quale è il mio titolo per poter dire che gli omosessuali non hanno diritto ad una famiglia, che sia di origine o costruita (non interessa, ora, se costruita sulla sabbia o sulla roccia). E su Papa Francesco: se sono cristiano e quindi credente nella Santissima Trinità, composta dal Padre, dal Figlio e dallo Spirito Santo, sapendo che quest’ultimo è soffio vitale, come posso pensare minimamente che questo Spirito Santo, questo soffio vitale, questo Ruah, non spiri anche, non necessariamente soprattutto, nel Santo Padre e che quindi guidi i suoi passi nell’amore di Dio. Come posso pensare che la Santissima Trinità non sia coinvolta nell’operato di questo Pontefice come degli altri, come di ogni persona.
    Non sarebbe più utile, suggerisco sommessamente, provare a capire attraverso l’ascolto della Parola di Dio e la Preghiera, qual è il disegno, il progetto che Dio sta amorevolmente realizzando per l’umanità intera e per ciascuno di noi attraverso l’operato di questo Pontefice?

  • Antonio Cafazzo ha detto:

    Dunque è o non è un TROLL?
    Lo segnalavo pochi giorni or sono.
    Ricerca esasperata di attenzione, provocazione per terapeutizzare un disagio personale…

    Oggi invece del salmo dolciastro che si reciterà nella messa luterana rivolgerò (segretamente) al Signore degli Eserciti questo frammento del Salmo 58:

    “…
    Spezzagli, o Dio, i denti nella bocca…”

  • Patrizia ha detto:

    Caro Monsignor Viganò, ho letto,come al solito con piacere e con molta attenzione le sue parole, purtroppo ritengo che difficilmente si avrà uno scisma per queste affermazioni di Bergoglio. E la ragione è che il processo di scristianizzazione a cui da decenni assistiamo è andato troppo avanti. Nn accadrà nulla! Un altro tassello verso la fine del cristianesimo. Un altro po’ di fango su ciò che di più prezioso noi abbiamo! Nessuno scandalo, nessuna indignazione! Purtroppo io nn riesco a vedere i prodromi di uno scisma .E Bergoglio lo sa . È abile a cogliere le istanze del mondo a farle sue ! Dà al mondo ciò che vuole, sono idee qs che sono penetrata nel comune sentire, ormai da decenni. Bergoglio avrebbe dovuto essere la voce del dissenso avrebbe dovuto difendere “usque sanguinis effusionem nostris”il Vangelo.La Buona novella, la certezza di un Dio che si è fatto uomo per liberarci dalle nostre fragilità, storture, per renderci quella dignità di Figli di Dioche tutti i giorni ci strappiamo di dosso. La veste nuziale che facciamo di tutto per sporcare. No caro Monsignor Viganò nn ci sarà una scisma,nn ci sarà alcuna levata di scudi,almeno fra i fedeli le chiese sono sempre più vuote ,in alcuni paesi bruciano o chiudono. E nn c’è una voce autorevole, fresca, forte dagli accenti santi che ci richiami, che ci ri porti verso la bellezza di Dio ,che ci dice e ci faccia riscoprire che noi siamo i Figli di Dio!

  • stilumcuriale emerito ha detto:

    Scisma o non scisma la leadership di Bergoglio rimane un problema sconvolgente, soprattutto alla luce del fatto (incontrovertibile) che in un gruppo sociale, più o meno grande, nessuno può darsi autonomamente più autorità di quanta gli altri siano disposti a dargliene. Se Gesù non avesse avuto seguaci oggi più nessuno ne parlerebbe, o no?

    • Anonimo verace ha detto:

      Molte sono le religioni comparse e scomparse nel corso dei secoli. Perché si è passati dal paganesimo al cristianesimo ? Perché c’è stata questa grande svolta ? Chi ha sostenuto questo passaggio ?

      • GB49IT ha detto:

        Credo che la risposta “scontata” sia: perché i pagani han trovato “qualcosa” di meglio dei loro dei.. ma se le piace leggere, oltre alla Sacra Scrittura, c’è un bel libro scritto per la prima volta nel 1947 e successivamente rieditato. Si tratta de “La conversione al Cristianesimo nei primi secoli” di Gustave Bardy. Credo sia ancora reperibile tra i titoli della Jaka Book. Una decina di euro e Buona lettura!

    • MARIO ha detto:

      E nessuno può darsi autonomamente una percentuale di rappresentanza superiore a quella reale. Altrimenti a cosa serve la democrazia?

  • Rev. Dott. Corrado Yuimakitsu Cameroni ha detto:

    Lo so, è dura da digerire la posizione del Papa sulle Unioni Civili per i “sacerdoti della rinuncia e del sacrificio”. Namu Amida Butsu Namu. Rev. Dott. Corrado Yuimakitsu Cameroni prete buddhista di Scuola giapponese. Jodo Shinshu. Novara. Italia.

    • Gaetano2 ha detto:

      Kat- tzu!
      Vabbe’, è da censura… lo ammetto

    • MARIO ha detto:

      ENRICO NIPPO,
      per l’occasione hai invitato anche i tuoi amici “sacerdoti…”?
      Adesso l’esercito ecumenico è al completo, con spade(!) e bastoni.
      Alla faccia del Vaticano II…

      • Enrico Nippo ha detto:

        Potrebbe darsi che Yukimatsu sia la controfaccia buddista dello Spadaro cattolico.

        I cazzari non stanno mica soltanto nel cattolicesimo.

        • MARIO ha detto:

          Enrico,
          non mi sembra che questo “sacerdote…” la pensi come Spadaro, anzi direi che la pensa proprio come te.
          E allora cosa fai, sconfessi anche i tuoi amici più intimi, quelli che tu chiami i tuoi “fratelli” nella fede (nipponica)?
          Sayonara.

          • Enrico Nippo ha detto:

            Mario,

            io ho parlato di cazzaraggine.

            E i cazzari sono cazzari a prescindere.

            La cazzaraggine è la virtù trascendente che unisce gli Yukimatsu e gli Spadaro.

  • Chiara De lorenzi ha detto:

    L’ unico che potrebbe dichiararlo eretico e scismatico è Benedetto XVI e se chiarisse il mistero delle sue repentine dimissioni, salterebbe fuori che Francesco non è mai stato neppure papa

    • dommi ha detto:

      Non sta al Sommo Pontefice Benedetto XVI spiegare quanto a noi comprendere e imitare il mistero delle sue dimissioni, unica cosa che il vangelo ci dice di fare in questi frangenti finali della storia: “Quando dunque vedrete l’abominazione della desolazione, della quale ha parlato il profeta Daniele, posta in luogo santo (chi legge faccia attenzione!), allora quelli che saranno nella Giudea fuggano ai monti; … perché allora vi sarà una grande tribolazione, quale non v’è stata dal principio del mondo fino ad ora, né mai più vi sarà” (Matteo 24:15,16,21). Essere prudenti come il serpente che lascia la pelle! Lasciar loro strutture e cariche, i lupanari ai lupi vestiti da agnello, altrimenti finisci inevitabilmente di dover dare obbedienza alla massoneria! I fondatori così han sempre fatto, se ne sono andati, come i missionari, e scuotere i calzari è l’unica garanzia di libertà: “c’è un prato in Valdocco…” e andando più a ritroso ne troviamo parecchi altri cristiani liberi: San Francesco a La Verna, i padri nel deserto, ecc… ecc…

  • Chiara De lorenzi ha detto:

    L’ unico che potrebbe dichiararlo eretico e scismatico e ‘ Benedetto XVI e se chiarisce la Verita’ sulle sue repentine dimissioni, viene fuori che Bergoglio non è mai stato neppure papa

  • Maria Michela Petti ha detto:

    Mi si perdoni l’unpolitically correct affermazione che sto per fare. E mi perdoni, prima di tutti, mons. Viganò che ancora una volta ci offre lo spunto per riflettere sulla crisi della Chiesa, a ragion veduta fotografata come «solo nominalmente “cattolica” ma in realtà eretica e scismatica», più che soltanto sulla questione impostasi prepotentemente all’ attenzione del mondo intero nelle ultime ore. Questione che negli ultimi sette anni è serpeggiata, nei termini fin troppo noti, senza essere né di proposito sottaciuta né affrontata con la reale intenzione di pervenire ad una conclusione inequivocabilmente in linea con il Magistero. E qui si torna al cuore del problema generale, all’ “inganno” che è il filo rosso di questo pontificato, anch’esso ripreso in esame e rilanciato da mons. Viganò.
    Ecco: della dichiarazione dell’arcivescovo modificherei il condizionale “sarebbe” nel tempo della realtà.
    Non perché tenda al pessimismo e alla presunzione; mi scuso se la mia opinione tranchant darà questa impressione.
    A me pare che Bergoglio abbia già consolidato “il proprio potere” all’interno della chiesa; fatti (e misfatti) di cui siamo venuti a conoscenza hanno dato prova evidente di come lo abbia esercitato in totale pienezza e continui a farlo, nonostante l’altro dato, altrettanto evidente, della spaccatura – più accentuata fra il vertice ecclesiale e il corpo dei fedeli – e della divisione più o meno percettibile nel clero.
    Sempre più accentuato sembra rivelarsi il ruolo “politico” che dimostra di non disdegnare.
    Una frase riportata in alcuni servizi giornalistici non allontana da me questa impressione. Avrebbe dichiarato e soltanto chi assisterà al film potrà constatare se sia vero: «mi sono battuto». Per cosa, risulta chiaro: per il riconoscimento delle garanzie legali alle unioni gay. Ma vorrei capire in quali sedi e in che modo si sia battuto per raggiungere l’obiettivo.
    Obiettivo che ad oggi si configura come: restare sulla scena mondiale, incrementando visibilità e “successo” e prendendo due piccioni con una fava. Nel senso che, per una fortuita e propizia coincidenza, si sia distratta l’attenzione dei media e dell’opinione pubblica da vicende che hanno terremotato lo Stato di cui è sovrano e accresciuto lo sconcerto nel popolo di Dio.
    Con la consegna, oggi, del Premio Kinéo al regista che ha realizzato il docu-film candidato all’Oscar si segna un altro momento di esaltazione, essendo stata inquadrata nella cornice dei Giardini Vaticani la cerimonia celebrativa.
    Sarà «vera gloria? Ai posteri l’ardua sentenza».

  • marzio ha detto:

    Si. Bergoglio si comporta come un politico che deve staccare dal proprio partito (la Chiesa) le estreme per potersi accreditare quale idoneo a ricoprire posizioni di potere in un’attualità che non accetta il politicamente scorretto (e cosa c’è di più politicamente scorretto della dottrina della Chiesa cattolica che lui dovrebbe affermare?). E per uno che non si sente appagato della sua missione di pontefice ma che evidentemente mira a qualcos’altro (padre spirituale del mondo globalizzato dei Dem Us, di Bill Gates e Soros?), questo è un passo indispensabile. Manovre del genere sono accadute ripetutamente nella storia italiana degli ultimi decenni e lui sa bene come funziona, grazie a quella parte infinitesimale di genoma italiano che ancora scorre nelle sue vene (Woytila e Ratzinger ne avevano molto di più). Con uno scisma, si verificherebbe il paradosso per il quale i Cattolici sarebbero spinti fuori dalle Sacre Mura, mentre lui e i suoi ci si radicherebbero, proponendosi al mondo che conta per quello che non sono più. E lui sa che questo deve accadere finchè c’è lui, prima che in un guizzo di ortodossia il prossimo Conclave non metta sul Soglio un cattolico. Quindi, spinge

  • Gian ha detto:

    Nei giorni scorsi si poteva leggere che a causa della “pandemia” bergoglio non parteciperà alla Santa Messa di Natale…
    Meglio così! Meno celebrazioni alle quali partecipa o presiede tanto di guadagnato per il gregge essendo la sua presenza deleteria e le sue parole fuorvianti, anzi farebbe bene a sparire visto che nessuno sembra in grado di cacciarlo, come sarebbe giusto.
    Il Papa, in quanto Vicario di Cristo in terra, successore di Pietro e massima autorità religiosa dovrebbe essere il faro che guida, non l’impostore che conosciamo ormai fin troppo bene.
    Un cattolico praticante non può accettare di partecipare alla Santa Messa in comunione con un eretico bestemmiatore come bergoglio.

  • -AG-TA- ha detto:

    Mons. Viganò la preghiamo di rispondere alla questione centrale su autorità, papa e antipapa (principio) e poi su chi sia Bergoglio realmente (applicazione fattuale storica).
    Può un apostata essere Papa? Può un induista, un pagano, un buddista, un satanista essere Papa?
    Come può un individuo che è fuori dalla Chiesa (in quanto professa un’altra religione) esserne il capo?
    La fede cattolica non è essenziale per essere Papa?
    Come può essere Papa un individuo che rigetta il ruolo di Papa (cioè non vuole essere Papa ma solo usare aspetti esteriori come strumenti e vuole distruggere la Chiesa e condurre a un’altra religione)?
    Il papato non è un travestimento o una semplice carica giuridica umana che può essere ricoperta da chiunque e non è compatibile con un agire opposto allo scopo per cui è stato istituito. C’è enorme differenza tra un papa poco capace, superficiale, vigliacco, cioè un papa indegno, e un impostore (antipapa), con un’altra religione e altri scopi.
    La imploro risponda, affronti la questione chiaramente.

    Solo una volta chiariti questi punti chiave si potranno fare altre considerazioni. Senza questo chiarimento si rischia di cadere in contraddizioni e di mettere al primo posto la dimensione sociologica, politica, mediatica e si rischia di utilizzare false concezioni di scisma e chiesa, e quindi di fallire completamente nella strategia da utilizzare.

    La imploro, Mons.Viganò, risponda subito.

  • Roberto Ceccarelli ha detto:

    Caro Dott. Tosatti, perché banna sistematicamente i miei commenti. Mi ha inserito nella lista dei proscritti? Eppure il mio pensiero politico e religioso mi sembra in accordo al suo. Non che non possa vivere senza la sua approvazione ma questo, e me ne duole, getta un’ombra sulla stima che avevo verso di Lei. Beh, se sono nella lista, verrò automaticamente bannato anche questa volta, e magari anche senza che lei lo sappia.

  • Michel Berthoud ha detto:

    Riassumendo
    Bergoglio non approva il matrimonio in Chiesa (e ci mancherebbe) ma è favorevole alle unioni civili. Quindi in lui vivono due realtà: una cristiana (forse) e una profana che non vanno certo d’accordo l’una con l’altra. Passerà alla storia come il papa dell’ambiguità, il papa del “chi sono io?”. Il papa del “si … ma, no … però”. D’altronde è gesuita. Sarà bipolarismo? Da qualche parte abbiamo letto: “Il vostro si sia si, il vostro no sia no, il di più viene dal maligno”. Con Bergoglio ormai si è ampiamente superata la linea rossa. La parola di questo santone non vale nulla, fa lo stesso ascoltare un Ulema o un Guru, ne più ne meno. Forza, coraggio Cardinali, abbiate l’onestà intellettuale di ammettere che Bergoglio si pone sempre più fuori dalla Santa Chiesa Cattolica Apostolica Romana. Questa è un’altra cosa rispetto al Cristianesimo. Uscite allo scoperto e deponete subito questo eretico personaggio dal Soglio Pontificio. «Papa a nemine est iudicandus, nisi deprehendatur a fide devius». L’autorità suprema della Chiesa appartiene si al papa, ma se questi cade nell’eresia o nello scisma, può allora essere deposto da un concilio, il quale, convocato di necessità da chi abbia sufficiente autorità, deve prendere atto ufficialmente che il papa ha perso la sua autorità per il delitto di cui si è macchiato. I canonisti medievali davano al termine eretico una larga ed elastica accezione, così da comprendere anche il mancato raggiungimento dell’unità della Chiesa, (Graziano – Decretum Magistri Gratiani, 1140 – 1142). Ripeto, il biglietto d’aereo per Buenos Aires lo offro io molto volentieri, anche in prima classe, ma di solo andata.

  • amos ha detto:

    Viganò è un debole. Chiacchere e distintivo. Preceda il papa e minacci lo scisma con la creazione di nuovi vescovi come ha fatto Lefebvre.

    • Enrico Nippo ha detto:

      Amos, lei è un saggio.

      • amos ha detto:

        Non capiscco se il tuo commento sia ironico, ad ogni modo Bergoglio si comporta così perchè sa che l’opposizione è debole. Bisognava fermarlo subito dopo Amoris Laetizia quando alcuni cardinali avevano sollevato dei dubbi. Invece dei dubbi bisognava usare le minacce. A estremi mali, estremi rimedi. Ormai i buoi sono scappati. E se questa intervista è stata fatta durante il periodo di chiusura è proprio una vigliaccata.

        • Enrico Nippo ha detto:

          Nessuna ironia! Dico su serio! Con poche parole ha espresso l’essenziale.

          E poi, se ti metti a tirare in ballo Lefebvre, con me trovi un portone spalancato.

          Forse ti è sfuggito un mio commento in cui scrivevo “uno cento mille diecimila centomila Lefebvre! “😉

  • Luke ha detto:

    Mi viene da piangere pensando a San Giovanni Paolo II, alla statura morale di chi abbiamo perso e all’omuncolo che ne ha ereditato il ruolo.
    Oggi ricorre proprio il giorno di SGPII/Wojtyla:
    “La Chiesa non può tacere la verità, perchè verrebbe meno alla fedeltà verso Dio Creatore e non aiuterebbe a discernere ciò che è bene da ciò che è male”.
    “Rendere equivalenti al matrimonio, legalizzandole, altre forme di relazione tra le persone è una decisione grave che non può non portare pregiudizio all’istituzione matrimoniale e alla famiglia.
    Certi comportamenti rientrano nelle legittime libertà delle persone, ma la famiglia basata sul matrimonio non può essere messa sullo stesso piano delle semplici associazioni o unioni e queste non possono beneficiare di quei diritti particolari, legati esclusivamente alla protezione dell’impegno coniugale e della famiglia fondata sul matrimonio come comunità di vita e d’amore stabile. Frutto di un dono totale e fedele dei coniugi e aperta alla vita”

  • Elisa ha detto:

    ho fatto una scoperta bestiale, sapevate dell’esistenza di un movimento chiamato chrislam? Robe da matti. Dai gente guardiamo il lato positivo, San Michele sta affilando la spada. Gesù sta indossando l’armatura e Maria è pronta a pestare le teste dei nemici. Quindi guardiamo in alto che sta arrivando il grande ritorno.

  • Stazione Alpha ha detto:

    “Orbene, se anche noi stessi o un angelo dal cielo vi predicasse un vangelo diverso da quello che vi abbiamo predicato, sia anàtema!” (Gal 1,8)

  • amos ha detto:

    Perchè Viganò non comincia a pensare a convocare un concilio di vescovi che la pensano come lui?

    • Alessandro2 ha detto:

      Perché provocherebbe uno scisma, facendo il gioco di Bergoglio. Che invece bisogna buttare fuori a pedate nel c.lo – lui ed i suoi sodali – purificandone la Chiesa DA DENTRO.

      • Alberto 1 ha detto:

        Vi sono due ordini di problemi.
        Il primo è che, come dicevo più’ sotto, lo scisma è già in atto: questa chiesa ha già preso un’altra strada e non si vede da nessuna parte come possa ritornare sui suoi passi. La gente di questa nuova chiesa non ha più’ Fede. Da difendere hanno solo il loro nuovo (riconosciuto) status sociale, i loro beni ed i loro privilegi, che si accresceranno vista la loro vicinanza ai padroni di questo mondo. Padroni cui offrono quella copertura che è mancata loro sino ad ora da parte di una qualsivoglia chiesa di una qualsivoglia religione.

        Il secondo problema consiste nel fatto che non si vede proprio chi, dal di dentro, possa rovesciare il potere di Bergoglio e dei bergogliani, essendosi ormai creata una infernale rete di connivenze e interessi con il potere del paese che circonda il vaticano. Vaticano che non è più’ la sede del Trono di Pietro.

        E’ il momento di contarci, noi e loro, e di qui cominciare la nostra lunga attraversata del deserto. Il Signore è con noi e non dobbiamo avere paura, che è proprio ciò su cui conta il nostro nemico; la nostra paura.

  • Crisbiagio ha detto:

    Non abbiamo paura.e’come ai fuochi d’artificio:al maledetto,al suo delfino Saruman il bianco e ai suoi accoliti sono rimasti gli ultimi colpi.quelli piu’grossi e a ripetizione.il gran finale.ora si che se approvano la legge zan siamo chiamati al martirio.

  • Alessandra Ambesi ha detto:

    Paolo Vi disse:” il fumo di Satana è entrato nel Tempio”. Ci vorrebbe nel Tempio un potente esorcista

    • Lc 11,23 ha detto:

      anche su paolo VI che per il fumo ha acceso il fuoco.
      inoltre, per dire, stia attenta a dove mette le maiuscole.

      • Enrico Nippo ha detto:

        Ma come! Un santo che accende il fuoco per il fumo di Satana?😎

        • Don Pietro Paolo ha detto:

          Difatti, caro Enrico,
          Non è stato San Paolo VI ad accendere il fuoco di satana il cui fumo nel 1975 era penetrato nella Chiesa. Il fuoco lo accese Lefebvre, un fuoco che purtroppo non si è spento e che oggi attraverso i rampolli del vescovo scismatico tenta di aggredire, incendiare ed incenerire la Chiesa di Cristo fondata su Pietro. Voi già la Chiesa ce l’avete, tenetevela cara e lasciate che la Barca di Pietro navighi tranquillamente. Da qualunque parte arrivino gli attacchi su Essa, compresi i vostri, non preverranno.

          • Michel Berthoud ha detto:

            Don Pietro Paolo, non vorrei essere maleducato ma vorrei fargli notare che lei soffre di paranoia e di manie di persecuzione verso Monseigneur Lefebvre, la Fraternité sacerdotale Saint-Pie X e i fedeli cattolici tradizionalisti. Riesce a colpevolizzarci anche in questa circostanza, incredibile! Tuttavia, secondo lei la Barca di Pietro sta navigando tranquillamente con Bergoglio al timone. Siamo in molti ad aver perso l’orizzonte specialmente con questo “Santo Padre”. Lei ci sa indicare qual’è l’itinerario e la meta perseguita da questo Santo ed illuminato Pontefice?

          • Lc 11,23 ha detto:

            ma si vergogni! “navighi tranquillamente” .si vergogni.
            vo gli assalitori del tempio, voi gli apostati, voi gli ingannati e gli ingannatori.

          • Don Pietro Paolo ha detto:

            La 11, 23,
            Se c’è qualcuno che deve vergognarsi, lo deve fare lei che si permette di scrivere stupidità su Paolo VI.. le sue sono un tentativo di rinfocolare ciò che il vostro fondatore ha acceso provocando fumo, e che fumo.
            Mio caro Michel B., capisco che si sente chiamato in causa, ma sia sincero: lei è qualche altro può dire quello che vuole e io dovrei subire passivamente quello che ritengo ingiusto e che voi sciorinate continuamente ? può chiamare paranoico uno che ama la Chiesa e la difende da lupi che si vestono da agnelli? La Navicella di Pietro ha sempre navigato in un mare infidio e per fortuna l’ha sempre guidato lo Spirito del Signore. Una cosa so di certo: tanti sono gli ostacoli che la Chiesa deve superare, non di meno quelli dei suoi pastori. Ma è altrettanto evidente che uno di questi ostacoli SIETE PROPRIO VOI, LEFREBVRIANI.

          • Enrico Nippo ha detto:

            L’agnello Pietro Paolo che vuol tener testa al lupo lefebvriano: partita persa in partenza.

          • DON ETTORE BARBIERI ha detto:

            Mi scusi, don Pietropaolo. Io non sono lefebvriano. Però, queste sue parole e quelle successive mi fanno un po’ sorridere. Mons. Lefebvre a suo tempo ha fatto del chiasso. Però, equiparare il problema che può aver costituito lui in seno alla Chiesa con il disastro commesso da interi episcopati (francese, svizzero, olandese, tedesco austriaco…) o gran parte di essi negli anni “,ruggenti” della contestazione ecclesiale equivale a paragonare un petardo, magari anche potente, con una bomba atomica. E mentre Paolo VI consigliato dall’ineffabile Villot e dalla relativa massoneria vaticana di allora se la prendeva tanto con Lefebvre, gli altri, in nome del Concilio, distruggevano tutto.

  • giosuè ha detto:

    Avvenire e Spadaro si affrettano a spiegare che Francesco ha dette bene. Quando fra poco Beroglio dirà che Cristo non è Dio ,Spadaro si affretterà a confermare che non ha intaccato la dottrina. Spadaro, Spadaro…
    parafrasando il Papa : ” Antonio , è Dio che ti ha atto Spadaro, e comunque ti ama..”

    https://www.avvenire.it/attualita/pagine/il-papa-unioni-civili-per-le-persone-gay

    • Don Pietro Paolo ha detto:

      Enrico Nippo,
      Sarò pecorella, ma non smarrita, e non ho paura dei lupi. Vivo accanto al Divino Pastore, Gesù il Leone di Giuda, e lo seguo ovunque va. Sono al sicuro.
      Don Barbieri, lei dice di non essere un lefrebvriano, ma cosa direbbe al lefebvriano, o lefebvriana che sia, il cui nome è tutto un programma (Lc 11,23), e addita Paolo VI come il piromane che ha appiccato il fuoco produttore del fumo di satana?

  • Raffaella ha detto:

    A questo punto, dopo l’ennesima ma gravissima uscita del sedicente Vicario di Cristo, risulta difficile se non impossibile partecipare alla Santa Messa e pregare “per il nostro Papa Francesco “.
    Non si può essere in comunione con un eretico !!

    • Roberto Ceccarelli ha detto:

      A Raffaella
      Sono perfettamente d’accordo. Personalmente, in attesa di trovare un celebrante fedele al vero Magistero di Cristo, in quel momento penso e pronuncio dentro me stesso il nome del vero Papa Benedetto XVI con cui mi sento in comunione, Nel contempo mi faccio violenza nel pregare anche per quello che si sta rivelando essere l’anticristo perché me lo comanda Gesù e per evitare di perdere la serenità. Peraltro prego anche perché il Signore voglia toglierlo di di mezzo quanto prima.
      Cristo regni!

    • Roberto Ceccarelli ha detto:

      A Raffaella
      Personalmente, in attesa di trovare un celebrante “tradizionalista”, partecipo alla S. Messa pensando di essere in Comunione con il vero Papa Benedetto XVI e non con bergoglio che si sta rivelando essere l’Anticristo.
      Per quest’ultimo tento pure di pregare, perché Gesù ha comandato di pregare anche per i nemici e per non perdere la serenità; ma prego anche affinché il Signore voglia toglierlo di mezzo.
      Cristo regni!

    • Grog ha detto:

      Anche io sto cominciando a pormi in quest’ottica.

  • Gianfranco ha detto:

    Il Monsignore dice, con la consueta tagliente chiarezza, delle cose semplicemente ovvie. Ma oggi le ovvietà, cioè il semplice ed elementare buon senso, sono considerate il più odioso nemico dal mainstream.
    Viva Viganò! Preghiamo per lui e la sua battaglia.

  • Enrico Nippo ha detto:

    Uno, cento, mille, diecimila, centomila Lefebvre … Lefebvre… Lefebvre!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

    • Don Pietro Paolo ha detto:

      Caro Enrico Nippo,
      Il suo limite, che a volte corrisponde a quello di Mons. Vigano’, è il pensare che il deposito della fede sia difeso solo dai voi lefebvrianie e dai cosiddetti tradizionalisti. No! Ci sono tantissimi Cattolici, nutriti dal Concilio Vat. II e fortificati dalla S. Messa del Novus Ordo, che vivono la stessa genuina fede dei Padri, si arroccano alla Chiesa e alla sua Tradizione e lottano contro il “modernismo” che sta cercando di demolire dall’interno e snaturare la Casa di Dio. Pensate di essere voi i soli salvatori? Non farete molta strada. Quando viene dichiarata una guerra non ci si butta stoltamente subito nella mischia: si guarda, si studia la strategia, si fanno le opportune alleanze e quando si ritiene che il momento è propizio, si interviene con oculatezza. Adesso è il momento di pregare. ” Quando Mardocheo seppe quanto era stato fatto, si stracciò le vesti, si coprì di sacco e di cenere e uscì in mezzo alla città, mandando alte e amare grida; …. In ogni provincia, dovunque giungevano l’ordine del re e il suo editto, ci fu gran desolazione fra i Giudei: digiuno, pianto, lutto e a molti servirono di letto il sacco e la cenere” ( Ester, 4, 1-3)

      • Enrico Nippo ha detto:

        Caro don P.P.,

        i limiti sono insiti nella natura umana. Mi permetto di sospettare che anche lei ne abbia. Tutti ne abbiamo.

        Solamente che vista ormai la situazione disperata in cui ci troviamo, è davvero giunta l’ora di buttarsi nella mischia. Basta mezze misure, basta “misericordia”, basta dialogo! Ma di quale “oculatezza” va parlando? Ancora si deve stare qui di “strategie e opportune alleanze”?

        BASTA con le CHIACCHIERE, magari condite abbondantemente di Sacre Scritture spiluccate qua e là per alimentare il “dialogo” e a seconda di come fa comodo, BASTA!!!

      • Sherden ha detto:

        Toh, tutto questo pistolotto e neanche una parolina sulle dichiarazioni del pampero? Ma guarda…
        E non ci fa neanche una lectio magistralis sulla continuità dottrinale con i papi precedenti? Si sforzi, per cortesia.

      • Marcolino ha detto:

        Don,

        Mi pare che Bergoglio sia Borderline. Si muove sul precipizio dell eresia.
        In quanto a Nippo, io penso che se fossimo negli ultimi tempi dovremmo essere solo contenti.
        Non pensi che i primi cristiani attendessero la Parusia?

  • Slave of J.M.J. ha detto:

    Praise be to Jesus Mary and St. Joseph! Archbishop Viganó is working overtime and this has gone way too far, Rome. The seat of Peter has been compromised. Woe to Bethsaida! Woe to Chorazin. When Christ returns will He find Faith on Earth?

  • Bastian contrario ha detto:

    Ancora una mossa strategica in vista delle elezioni americane. Poi, una volta che le urne avranno dato il loro responso, qualcuno se ne uscirà con l’affermazione che abbiamo capito male, e che si voleva dire tutt’altro .

  • Alda ha detto:

    Signori vescovi, è ora di alzarsi e gridare
    NON LE È CONSENTITO!!!

    • Gianfranco ha detto:

      Sì.
      Ma così facendo, secondo quanto afferma il lucido Viganò, asseconderemmo il diabolico proposito di Bergoglio e della sua banda.

      • Alberto 1 ha detto:

        Mi pare che lo scisma sia già nei fatti; o continuiamo a ritenere Bergoglio nostro papa ?

      • Alberto 1 ha detto:

        Pare proprio che lo scisma sia già nei fatti; o continuiamo a ritenere Bergoglio vero papa ? A volte occorre anche dotarsi di sano realismo e guardare alle cose per quel che sono.

  • Alessandro2 ha detto:

    Giovedì 22 ottobre 2020
    San Giovanni Paolo II

    “Un accenno ritengo di dover fare alle ben note manifestazioni del Gay Pride che a Roma si sono svolte nei giorni scorsi. A nome della Chiesa di Roma non posso non esprimere amarezza per l’affronto recato al grande Giubileo dell’anno 2000 e per l’offesa recata ai valori cristiani di una città che è tanto cra al cuore di tutti i cattolici del mondo”.

    Papa San Giovanni Paolo II, 9 luglio 2000

  • IM ha detto:

    Esce allo scoperto anche su questo, e non di faccia ma di culo. Dopo la comunione alle coppie illegittime si legittima la comunione tra i gay con figli comprati al mercato. Si legittima il peccato e si usa la Bibbia come carta straccia.

    • Francesco D’Agostino ha detto:

      Perché come Cattolici dovremmo stare dalla parte di chi difende la “sovranità nazionale “ (ideologia ottocentesca)?

      • Alberto I ha detto:

        Per una questione molto terra terra: ci conviene.
        A meno che lei pensi che rimanere nella UE faccia bene alla nostra economia, nel qual caso, a parte gli effetti che già cominciano a farsi sentire … eccome …, se ne potrebbe certamente discutere, anche se non mi pare sia nella “mission” di queso blog.
        Non è per ragioni ideologiche, tampoco “ottocentesche, ma per ragioni molto pratiche. Poi, se lei pensa che dovremmo tutti correre verso un futuro globalista (alla Bergoglio …) beh, mi scusi, ma sarebbe proprio lei che, cosi’ facendo, se ne starebbe a guardare a questo mondo con lenti ideologiche

      • Alberto 1 ha detto:

        Per una questione molto terra terra: ci conviene.
        A meno che lei pensi che rimanere nella UE faccia bene alla nostra economia, nel qual caso, a parte gli effetti che già cominciano a farsi sentire … eccome …, se ne potrebbe certamente discutere, anche se non mi pare sia nella “mission” di queso blog.
        Non è per ragioni ideologiche, tampoco “ottocentesche”, ma per ragioni molto pratiche. Poi, se lei pensa che dovremmo tutti correre verso un futuro globalista (alla Bergoglio …) beh, mi scusi, ma sarebbe proprio lei che, cosi’ facendo, se ne starebbe li’ a guardare a questo mondo con lenti ideologiche

      • Enrico Nippo ha detto:

        Direi di più: sovranità ROMANA.

      • Alessandro2 ha detto:

        Non parla solo di sovranità, e non ne parla in senso ottocentesco. Non più di quanto Bergoglio sia invece novecentesco nel suo imperterrito comunismo.

      • marzio ha detto:

        perchè nonostante sia un’idea ottocetesca non ne esiste una più moderna e migliore. Caduti gli Imperi, sono rimaste le nazioni, ed all’interno di queste le famiglie. Solo l’esistenza dei confini, delle mura di casa conferisce nobiltà e senso al concetto di osptalità, per dirne una e circoscrive l’ambito nel quale si esercitano le responsabilità di ogni appartenente alla famiglia e alla Nazione nei confronti degli altri. L’abbattimento del concetto di sovranità porterà ovviamente alla caduta del concetto di libertà delle famiglie e alla scomparsa delle stesse. Essere sovrani significa infatti essere prima di tutto responsabili di una terra, di una casa, del benessere di un gruppo di persone. Abolendolo, il tutto si dissiperebbe in un brodino insapore nel quale non ci sono più doveri ma solo diritti: quello di insediarmi a casa degli altri, quello di percepire uno stipendio senza lavorare, quello di defecare per strada senza conseguenze, quello di eleggere incolti e malfattori a rappresentare la comunità, semplicemente perchè delle “mia parte”, quello di mettere sullo stesso livello il mio e l’altrui Dio.

    • Bastabasta basta ha detto:

      se posso dirlo , mai come oggi si dovrebbe cambiare VATIC-ANO con vatic…lo