#RESTIAMO LIBERI: 60 ASSOCIAZIONI IN PIAZZA CONTRO IL DDL ZAN.

18 Ottobre 2020 Pubblicato da 11 Commenti

 

Marco Tosatti

Carissimi Stilumcuriali, ieri a Roma nel rispetto delle norme anti Covid, come potrete vedere dalle fotografie, quindi con un numero contingentato di partecipanti, ben distanziati l’uno dall’altro (mica era una Festa dell’Unità, dove, come si sa, il virus non circola e la gente può stare gomito a gomito…) si è svolta la manifestazione nazionale contro il DDL liberticida, inutile e dannoso Zan sull’omotransfobia. Ecco un comunicato di #restiamoliberi. Buona lettura. 

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#restiamoliberi – A Roma in migliaia per chiedere il ritiro del liberticida ddl Zan sull’omotransfobia

Migliaia di persone hanno animato l’iniziativa #restiamoliberi per esprimere il dissenso contro il ddl Zan sull’omotransfobia, promossa dalle Associazioni per la libertà di pensiero. Nonostante le restrizioni imposte per la pandemia e nel rispetto di tutte le misure di sicurezza anti-Covid 19, in Piazza del Popolo a Roma erano presenti numerosi esponenti di eterogenei settori della società: giornalisti, intellettuali liberali, professori universitari, parlamentari, esponenti di oltre 52 associazioni e soprattutto famiglie che intendono difendere il diritto inalienabile al primato educativo sui lori figli e il diritto alla libera espressione del pensiero.

Durante la manifestazione gli organizzatori hanno ribadito la condanna ad ogni forma di discriminazione e violenza basata sull’orientamento sessuale ma allo stesso tempo hanno ricordato che non esiste alcun vuoto normativo: il nostro ordinamento dispone di tutti gli strumenti giuridici necessari per perseguire e condannare chi si è reso colpevole di questi atti, come dimostrano numerose e severissime sentenze già passate in giudicato.

Questa legge, oltre a creare un soggetto privilegiato iper-tutelato e a menzionare un’identità di genere sganciata dal sesso biologico e avversata dal mondo femminista, stanzia 4 mln di euro per affidare ai movimenti LGBT un’azione di prevenzione che significherà insegnamento gender nelle scuole. Tutto ciò in un momento di crisi economica senza precedenti, che vede famiglie e imprese in grande difficoltà.

Senza contare il risvolto intimidatorio: pene dai 18 mesi a 6 anni di galera a chi semplicemente si impegna per promuovere il diritto naturale di ogni bambino ad avere un padre e una madre o a chi definisce come un abominio contro il genere umano la barbara pratica dell’utero in affitto. A ciò si aggiunge, come nei campi di rieducazione delle peggiori dittature, l’attività non retribuita presso le associazioni del mondo LGBT.

“La piazza di oggi non è il punto di arrivo ma il punto di partenza perché non abbiamo intenzione di fare un solo passo indietro di fronte a questo progetto di legge illiberale e liberticida, questa piazza è anche un appello a tutti parlamentari di ogni partito che riconoscono la bontà della nostra posizione che non è per nulla ideologica né confessionale, affinché rappresentino il popolo della libertà democratiche nella aule della Camera e del Senato”, così il leader del Family Massimo Gandolfini

“Oggi lanciamo anche un forte appello al mondo lgbt nei confronti del quale ribadiamo il nostro rispetto, restando assolutamente convinti che ogni forma di violenza o discriminazione è da perseguire utilizzando le norme penali già in vigore nel nostro Paese, senza creare reati di opinione, degni di una dittatura del pensiero unico e dannosi per tutti, rispetto ai temi fondamentali per l’antropologia umana quali la filiazione, la maternità e l’identità di genere”, prosegue Gandolfini

Infine ci rivolgiamo al governo, affinché lasci cadere questo disegno di legge, ponendo ogni attenzione ai temi della sofferenza sociale ed economica delle famiglie italiane, anche un solo euro disponibile va destinato a sostegno delle politiche familiari e non certo a favore di progetti di legge inutili e dannosi”, conclude il leader del Family Day.

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11 commenti

  • Enrico Nippo ha detto:

    Ma … che ne sarà delle manifestazioni tipo “restiamo liberi” quando il ddl Zan sarà stato approvato?

    Saranno proibite “a norma di legge”?

    Il solo “menzionare un’identità di genere sganciata dal sesso biologico” è già considerata una discriminazione, figuriamoci dopo l’approvazione del ddl Zan.

  • stilumcuriale emerito ha detto:

    La Sapienza grida per le strade
    nelle piazze fa udire la voce
    (Proverbi 1,20)

  • Stefano ha detto:

    Il ddl Zan è come la corazzata kotjomkjn del celebre film di Fantozzi… Una cag…. pazzesca!!!!!!!

  • Maria Michela Petti ha detto:

    Al momento: un rinvio dell’ esame del ddl , a “causa di forza maggiore”, ha scontentato chi è convinto di portare a casa il risultato in tempi brevi.

  • Armand ha detto:

    Sui telegiornali sembrava una iniziativa leghista con quanlche persona… è una vergogna. Sto postando ovunque l’articolo…

  • Enrico Nippo ha detto:

    “La piazza di oggi non è il punto di arrivo ma il punto di partenza perché non abbiamo intenzione di fare un solo passo indietro …”

    Forse è bene essere ben coscienti che la “piazza” è l’unico giochino che la democrazia permette ai dissenzienti. Meglio ancora se rigorosamente ordinata, rispettosa dei decreti governativi e addobbata con palloncini colorati. Una piazza che protesta pacificamente, insomma democraticamente.

    La “piazza” è un cerchio che parte e finisce in se stesso. Il “punto di partenza” e il “punto di arrivo” coincidono e non hanno nessuno sbocco. Potremmo dire il solito cane che si morde la coda.

    Nelle capocce dei parlamentari i giochi sono già fatti, ed è improbabile che fra loro ci sia chi si sveglia per “riconoscere la bontà della nostra posizione” soltanto perché una “piazza” ha manifestato ordinatamente per proporglielo.

    E’ la maggioranza democratica che deciderà sul ddl Zan, e tutti i cittadini democratici, anche quelli della minoranza, dovranno esserne contenti perché, ancora una volta il sistema democratico ha tenuto.

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