CALIARI: PANDEMIA E PANDEMONIO. MA ORMAI IL RE È NUDO.

11 Ottobre 2020 Pubblicato da 23 Commenti

 

Marco Tosatti

Carissimi Stilumcuriali, Gian Pietro Caliari ci regala questa sua riflessione sul pandemonio che stiamo attraversando. E ci dimostra come in realtà stiamo assistendo – da spettatori e vittime – a una nuova versione dello stesso gioco…ma anche questa volta il Re è nudo. Magari con la mascherina, ma nudo.

§§§

Dixerunt venite faciamus nobis civitatem et turrem cuius culmen pertingat ad caelum et celebremus nomen nostrum

di Gian Pietro Caliari

 

Il pandemonio babelico della conclamata pandemia ha svelato il vero political game degli ultimi trent’anni, o come direbbe il bambino della celebre favola di Hans Christian Andersen che sotto “I vestiti nuovi dell’Imperatore”, in realtà: “Il Re è nudo!”.

I mirabolanti destini del globalismo progressista, ultra indulgente nelle prassi finanziare, ferocemente intransigente nell’economia reale e ultra-libertario e libertino nell’etica personale e collettiva, all’apparire di una minaccia vera o presunta, virus o chimera, casuale o voluta – solo il seguito della cronaca ce lo dirà! – ha mostrato il suo ghigno liberticida e la sua malcelata aspirazione totalitaria.

Non ci troviamo, in realtà, di fronte a uno scenario inedito ma di una medesima partitura che dal 2007 si ripropone costante con variazioni sul tema.

All’inizio, era il tempo delle politiche di austerity, ovviamente scientificamente adottate per salvare l’economia e i popoli in pericolo. Al grido di “salviamo l’economia”, costi quel che costi, i popoli ne sono usciti con le ossa rotte e con l’economia al collasso!

Uno dei massimi esponenti di quel non lontano periodo, Christine Lagarde – allora Direttore Generale del Fondo Monetario Internazionale e principale attuatore delle politiche d’austerity, costi quel che costi – ha impunemente ammesso, tre giorni fa in una conferenza a Francoforte, che la teoria scientifica su cui si basava quella politica era totalmente errata!

Dall’austerity la variazione sul tema fu, poi brevemente, l’ambiente al grido di “salviamo il pianeta” e delle teorie, scientifiche ovviamente, che imponevano il passaggio a una green economy, anche in questo caso, costi quel che costi!

Il salvare il pianeta, insieme ai suoi scienziati e alla sua autoproclamata profetessa Greta Thunberg, ha però ben presto lasciato la partitura a una nuova variazione sul tema: “salviamo vite umane”, ancora scientificamente costi quel che costi!

Siamo così ai nostri giorni e ci tocca in sorte di leggere sull’autorevole giornale italiano del fautori del globalismo nostrano che: “Lobbligo di indossare la mascherina allaperto è un richiamo. Non importa se scientificamente ha senso oppure no. È un segnale di attenzione per noi stessi e per la comunità” (Alberto Villani membro e portavoce del Comitato Tecnico Scientifico presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri).

Come nel celebre episodio biblico della Torre di Babele, anche il globalismo neo-liberista voleva ergere una torre il cui culmine violasse la sacralità del cielo e ne celebrasse il suo nome e non quello di Dio (cfr. Genesi 11, 4). Appunto, come allora, non importa se scientificamente – e soprattutto eticamente – ha senso oppure no!

Le magnifiche sorti della globalizzazione che dovevano consacrare la riuscita unificazione di lingua, di costumi, di consumi e di modelli di vita imposti dal politicamente accettabile, per eterogenesi dei fini, ha svelato invece il vero “nemico del popolo”, come direbbe Henrik Ibsen.

Un nemico ben diverso da quello additato dal mainstream corrente che ancora si ostina, nonostante tutto, a  indicare la sovranità dei popoli e delle nazioni come il nemico giurato del nuovo “Sol dell’Avvenire”.

L’attuale variazione del liberismo globalista è l’agenda neo-umanista di un trans-umanesimo, anti-teologico e anti-etico, che ha trovato un nuovo virus – non inaspettato ma apertamente invocato da almeno tre anni – che alla bisogna ben si presta e si manipola, sempre sulla base di uno scientificamente corretto che “ha senso oppure no”, per uno scellerato uso politico in funzione di un auto-legittimato bio-potere totalitario.

Gli ultimi trent’anni, in realtà, come è stato acutamente osservato, sono stati il tentativo di imporre un nuovo modello di governance mondiale: quello della post-democrazia. E non è certo un caso che questo modello sia stato osservato e teorizzato, mentre lo modellavano concretamente leader progressisti come Tony Blair, in Europa, Bill Clinton e Barack Obama negli Stati Uniti.

“In questo modello” – scrive il politologo britannico Colin Crounch – “mentre certamente ancora si celebrano le elezioni e i governi possono cambiare, il pubblico dibattito elettorale è strettamente controllato, da gruppi di professionisti dell’informazione; la massa dei cittadini gioca un ruolo passivo e persino apatico, rispondendo solo ai segnali che gli vengono inviati dallo spettacolo politico. Nel frattempo dietro le quinte, il gioco politico è – in realtà – diretto dal rapporto fra i governi e le élites, che in maniera sostanziale  rappresentano gli interessi economici. Così la politica viene de-politicizzata, i cittadini emarginati e i governi diventano meri partner dei poteri economici e dello spettacolo mediatico” (Post-democracy, 2004, p. 4).

 

In questo contesto, persino i tradizionali concetti di democrazia reale – la sovranità popolare – e di democrazia formale – i rappresentanti eletti dal popolo  – vengono meno. Si è così creata una separazione e un confronto insanabile fra il reale, vale a dire il popolo, e il formale, i rappresentanti, che – in realtà – non rappresentano altro che gli interessi finanziari ed economici di poteri esterni alla tradizionale dinamica democratica fra popolo e sovranità (cfr. Jacques Rancière, Demokratie und Postdemokratie, in: Rado Riha, Politik der Wahrheit, 1997).

Mutatis mutandis, ciò si è verificato – negli ultimi sette anni – anche all’interno della Chiesa dove i Pastori non sono più il riflesso del Popolo di Dio e del suo sensus fidei communis, ma i propugnatori di un’agenda politica, sociale e persino religiosa imposta da altri agenti estranei e, persino, palesemente ostili alla stessa Chiesa Cattolica.

Significativa di questo inedito ed ereticale sensus Ecclesiae nella gerarchia cattolica è la citazione scomposta e arbitraria, in Fratelli Tutti, delle Fonti Francescane che sono strumentalizzate per invitare i cattolici a “vivere unumile e fraterna sottomissione”, pure nei confronti di coloro che non condividono la fede cristiana. Non solo, dunque, nei confronti dell’Islam – che sottomissione appunto significa in lingua araba – ma anche da dhimmi, cioè da credenti giuridicamente, socialmente e moralmente inferiori rispetto all’ideologia dominante della post-democrazia globalista.

Negli ultimi anni, dalla crisi finanziaria del 2007, i promotori della post-democrazia – quasi esclusivamente i partiti cosiddetti democratico-progressisti alleati delle élites finanziarie – si sono ammantati, non solo in Italia, di una mitologica aura di superiorità antropologica, culturale e morale – che tanto da vicino ricorda quella di gramsciana memoria – in nome di un progressismo neo-liberista e globalista.

Da una parte, al grido di “restiamo umani” si scardina ogni precondizione antropologica e morale per favorire ogni tipo di vero o presunto emarginato, escluso, perseguitato o minoranza auto-dichiarata, per affermare principi etici e presunti diritti, che non hanno alcuna base razionale e logica. Dall’altra, ci si asservisce alle élites finanziare e dei mercati, da cui i cittadini devono imparare a come votare, a come e da chi essere governati, e ora persino a come vivere.

Nel pandemonio, assolutamente reale, dell’attuale pandemia, vera o presunta che sia, il potere post-democratico ha avuto gioco facile nell’evolvervi in bio-politica e nell’attuarsi come un bio-potere.

Già, alla fine degli anni Settanta, il politologo Michel Foucault definiva la bio-politica come la gestione, l’utilizzazione e il controllo del corpo umano in una società basata non più sul concetto politico di polis – vale a dire di ideali e norme condivise e accettate – ma su quello del controllo totale esercitato dai mercati e dalla finanza.

Così, come il corpo del singolo individuo, spodestato della sua qualifica di  essere umano e di cittadino, anche i processi biologici vitali (nascita, vita, sessualità, salute e malattia, morte) devono essere sottoposti a una direzione bio-politica e determinati da un bio-potere (cfr. Birth of Biopolitics: Lectures at the Collège de France, 1978-1979, 2008).

Ancora una volta – e non stupisce – Giorgio Agamben ha evidenziato come – per eterogenesi dei fini – il dominio dei mercati e della finanza nell’intreccio perverso fra bio-politica e bio-potere abbiano appieno realizzato il concetto marxiano di dominio reale (State of Exception, 2005).

In questo Stato di eccezione, o di emergenza sine termino non solo vengono annientate tutti i presupposti e le aggregazioni naturali e sociali che preesistono allo Stato ma lo stesso bio-potere si auto-leggitima e si rende svincolato da qualsiasi norma morale e persino legale, benché sancita da quel patto – il Diritto – che regge il rapporto fra popolazione, territorio e governo.

Come, ammonirebbe Sant’Agostino: “Togli il Diritto e, allora, che cosa distingue lo Stato da una grossa banda di briganti?” (De Civitate Dei IV, 4, 1).

Ricordando la figura di San Tommaso Moro a Westminster Hall, Benedetto XVI si chiedeva: “Quali sono le esigenze che i governi possono ragionevolmente imporre ai propri cittadini, e fin dove esse possono estendersi? A quale autorità ci si può appellare per risolvere i dilemmi morali? Queste questioni ci portano direttamente ai fondamenti etici del discorso civile”. E osservava: “Se i principi morali che sostengono il processo democratico non si fondano, a loro volta, su nientaltro di più solido che sul consenso sociale, allora la fragilità del processo si mostra in tutta la sua evidenza. Qui si trova la reale sfida per la democrazia” (Discorso, Westminster Hall – City of Westminster, 17 settembre 2010).

L’esiziale crisi che sta vivendo la democrazia italiana e, al contempo, lo stato agonico-vegetativo della Chiesa Cattolica in Italia non possono che essere superati nel prendere coraggiosamente atto che il governo della Repubblica come quello della Chiesa sono ostaggi di un distinto, ma certamente convergente, ricatto di una governance di matrice post-democratica e bio-cratica

I veri attori protagonisti di tale governance hanno, di certo, trovato vaste complicità e volenterosi correi anche all’interno dell’Italia e della Chiesa Cattolica, ma sono non solo estranei ma oltremodo ostili ad entrambi.

Un serio e severo pubblico dibattito, nell’agone politico anche e con più urgenza in questi frangenti, dovrebbe appunto articolarsi alle questioni risuonate nella Westminster Hall dieci anni fa.

Fin dove possono spingersi i governi nell’esercizio di un bio-potere, che viola le stesse fondamenta etiche del discorso civile? Quale autorità può illuminare i dilemmi morali che tale stato delle cose solleva? Può il mero consenso elettorale, vero o fittizio – come nel caso italiano – bastare al processo democratico senza che sia solidamente fondato su chiari e condivisi principi morali?

All’interno della Chiesa Cattolica italiana, poi, dopo aver rilevato la sua totale irrilevanza culturale e persino religiosa di fronte alle sfide etiche poste dalla post-democrazia e dal bio-potere, sarebbe opportuno ricordare ciò che, ampiamente citando il Concilio Vaticano II, Giovanni Paolo II scriveva nel 1995: “Quando viene meno il senso di Dio, anche il senso dell’uomo viene minacciato e inquinato, come lapidariamente afferma il Concilio Vaticano II: La creatura senza il Creatore svanisce… Anzi, l’oblio di Dio priva di luce la creatura stessa. L’uomo non riesce più a percepirsi come misteriosamente altro rispetto alle diverse creature terrene; egli si considera come uno dei tanti esseri viventi, come un organismo che, tutt’al più, ha raggiunto uno stadio molto elevato di perfezione. Chiuso nel ristretto orizzonte della sua fisicità, si riduce in qualche modo a una cosa e non coglie più il carattere trascendente del suo esistere come uomo. […] Essa diventa semplicemente una cosa, che egli rivendica come sua esclusiva proprietà, totalmente dominabile e manipolabile” (Evangelium Vitae 22).

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23 commenti

  • Enrico Nippo ha detto:

    E dopo che ci siamo SVEGLIATI che FACCIAMO?

  • Alessandro2 ha detto:

    Intanto, il nuovo DPCM appena uscito autorizza le forze di pubblica sicurezza all’irruzione in casa privata SENZA ALCUN MANDATO. Siamo alla follia comunista, alla dittaura, alla fine della “Costituzione più bella del mondo” ad opera dei dementi che l’hanno sempre glorificata.

    RIBELLIAMOCI.

  • Arthur ha detto:

    In quanto al clima…c e appena stata l alluvione tra Piemonte, Francia e Liguria. Ha spazzato via, forse per sempre, un viadotto 700ntesco! Mai crollato. Vorrei sapere la temperatura dell acqua marina sulla costa. Penso sia a 25 gradi, sparando in basso.
    Contro i fatti non valgono gli argomenti.

    https://www.quotidiano.net/cronaca/il-covid-come-la-spagnola-durer%C3%A0-due-anni-1.5593609

  • Arthur (errata corrige.) ha detto:

    L influenza spagnola fece 500.000.000 di contagiati e 50.000.000 dimorti. Stranamente prese di più i bambini, forse perché gli adulti erano più immunizzati dallo stesso ceppo tardottocentesco. Venne nascosta, negata (non inizio’ in Spagna, ma la Spagna non era in guerra!). 100 anni dopo, punto a capo lettera maiuscola. Dimenticata.
    Trump SEMBRA sopravvissuto, si mettesse male forse muore perché anziano e sovrappeso. Ebbene, pure gli anziani sovrappeso, sono VITA.

    • stilumcuriale emerito ha detto:

      Stavo per correggerla io perchè i morti sono stati 50 milioni, non cinquantamila . Io sono nato 10 anni dopo ma ricordo che quando ero bambino (4-5 anni) la gente ne parlava ancora con orrore ed erano passati 14-15 anni. Come se oggi ancora si parlasse di una influenza del 2005.

  • Arthur ha detto:

    L influenza spagnola fece 500.000.000 di contagiati e 50.000 morti. Stranamente prese di più i bambini, forse perché gli adulti erano più immunizzati dallo stesso ceppo tardottocentesco. Venne nascosta, negata (non inizio’ in Spagna, ma la Spagna non era in guerra!). 100 anni dopo, punto a capo lettera maiuscola. Dimenticata.
    Trump SEMBRA sopravvissuto, si mettesse male forse muore perché anziano e sovrappeso. Ebbene, pure gli anziani sovrappeso, sono VITA.

  • Maria Grazia ha detto:

    Stupendo articolo, scritto da una persona stupenda.
    Ma possibile che tutti i burattinai e burattini, non si rendono conto che, nell’eternità staranno male, per tutto il male che hanno fatto? E staranno male, per sempre?

    Ma che pensano questi burattinai e burattini, che Dio che ha creato gli occhi, non li vede? Che Dio che ha creato gli orecchi, non li sente? Che Dio ti ha creato la coscienza, sia incosciente? Dio non è stupido. Buono sì, ma stupido no! E la misericordia non è omologazione ed esclusione di ogni capacità di giudizio.

    Possibile che questi burattinai e burattini, non si rendono conto che fare del male, è diventare complici del Male? Essere sudditi del Male! Essere schiavi del Male? Già da ora? E che solo Dio li può salvare? Fanno ancora in tempo. Non basta chiedere scusa. Devono cambiare.

    Ecco pandemonio. Unisce la parola pandemia, con demonio. Dice tutto.

    • Loris ha detto:

      Maria grazia DIO TI BENEDICA
      HAI DETTO GIUSTO.
      POI CHI FARA IL VACINO MORIRA PIU DI PRIMA
      NON L AVETE CAPITO CHE CI VOGLIONO MALATI PER GUADAGNARE CON LE CASE FARMACEUTICHE?
      IL MICROCHIP E IL MARCHI DI SATANA
      ATTENZIONE SVEGLIATEVI ADESSO

    • Loris ha detto:

      Hai ragione DIO TI BENEDICA
      BASTA DOBBIAMO SVEGLIARCI TUTTI

  • silvio Esposito ha detto:

    Se anche la cosiddetta tv e stampa cattolica (un moscerino di fronte all’elefantiaco possesso dei media in mano a massoneria e sinistra) diventano strumento di confusione e sostegno alla stampa massonica e comunista cosa ci si può più aspettare di più? Un vescovo affermava in questi giorni: “Siamo pronti a chiudere le chiese”!!! Vittima della menzogna e della dittatura che regna nel governo, appoggiata da eminenti (!?!) ecclesiastici per poterci governare a piacimento distruggendo vita ed economia, assetati di cristianofobia e odio verso la democrazia, i nuovi zar alla Putin e Xi pjng cinese.

  • Don Pietro Paolo ha detto:

    Che ben venga il “salvare l’economia”, se ha come fine una più equa giustizia sociale e il bene comune; che ben venga una “green economy” se questa salvaguarda il pianeta senza pretendere di cambiare l’umanità, gli stili di vita delle persone e favorisca una società più equa; che ben venga anche una fratellanza universale se questa sosterrà, cercherà e coltiverà la giustizia, la pace, il benessere di tutti, e tutte quelle virtù che secondo la legge naturale sono iscritte nel cuore dell’uomo dal Creatore. Iniziative lodevoli, per chi le perora con buone intenzioni e, se non utopistiche, insufficienti non in se stesse ma per l’uomo che, purtroppo, come dice S. Paolo, è abitato dal peccato ( cfr Rm 7, 18-25). Il mondo e, cosa ancor più grave, anche molti cristiani compresi i pastori, non ha capito e non vuole capire che l’antidoto a tutti i mali è Gesù Cristo, purtroppo bandito e combattuto violentemente dal mondo moderno. L’uomo ha si una natura buona, ma non è più pura come quando è uscita dalle mani del Creatore: è stata corrotta dal peccato. L’unico che può perdonare il peccato e risanare la natura è Gesù Cristo. Non a caso lo chiamiamo il Salvatore. Se viviamo con Lui e di Lui, le nostre azioni guidati dallo Suo Spirito Ricreatore potranno salvare la società, l’ambiente e ogni cosa. Se molti pastori della Chiesa prediligono fermare la loro attenzione sull’aspetto sociale caritativo dando, almeno lo spero e lo credo, che diano per scontato che è dalla fede che scaturiscono le opere, nulla vieta a tutti noi di annunciare il Vangelo integrale il cui centro è Gesù di Nazaret, il Figlio di Dio fatto uomo, l’unico Salvatore del mondo. Ritorna, Gesù, alla tua Chiesa: liberaci e usaci come tuoi strumenti di salvezza

    • Luca Antonio ha detto:

      Perfetto don Pietro Paolo, mi scusi per il sarcasmo di qualche giorno fa.
      Ci troviamo, io e Lei, – e non e’ una questione di opinione ma fondata sulla Verita’ Eterna Cristo Gesu’- perfettamente d’accordo sul Fondatore della nostra Chiesa, molto meno sul conduttore odierno di quella che dovrebbe essere la Nostra chiesa,
      I miei piu’ cordiali saluti.

  • Enrico Nippo ha detto:

    https://www.lalucedimaria.it/coronavirus-rivelazione-suor-dulce-dio-lo-sconfiggera/

    Pur non essendo un entusiasta delle profezie, la prorpongo.

  • Rafael Brotero ha detto:

    Clap clap clap. Bravissimo.
    Sulla falsificazione delle Fonti Francescane, sono la conseguenza inevitabile dell’illegittimità della chiesa bergogliana. Come la falsa chiesa dell’antipapa non è ovviamente la Chiesa Cattolica, i suoi rapporti con la storia della Chiesa solo possono basarsi sulla menzogna. Se Paolo dice che è Pietro, necessariamente racconterà la vita di Pietro come una sorta di vita di Paolo. Cioè il rapporto viscerale del bergoglismo con la menzogna ha radici ontologiche.

  • Giovanni ha detto:

    Ogni emergenza è utilizzata per dimenticare Dio. È drammatico che la gerarchia cattolica vi si presti.

  • Maria Michela Petti ha detto:

    A sociologi e studiosi qualificati l’analisi degli effetti della globalizzazione sotto tutti i punti di vista, con lo sguardo attento a interferenze e influenze – più o meno palesi – fra gli attori in campo. Per quanto riguarda la gerarchia ecclesiale, in evidente perdita di autorevolezza e credibilità, mi sembra che da tempo si siano manifestati, e colpevolmente ignorati, segnali di allarme che ne hanno svelato oscene nudità.
    Troppo spesso si è fatto ricorso ad “abiti” nuovi, alla moda o conformi alle mode correnti, per rivestire “l’uomo vecchio”, riluttante ad esaminare scrupolosamente e supportare adeguatamente le proprie carenze e debolezze. Capitano a proposito le letture della Liturgia odierna a ricordarci di restare “rivestiti di Cristo” (cfr. Gal 3,027 e Cl 3,10).
    E perché la Chiesa possa mantenere saldo il timone della Barca, al momento sballottata nel “pandemonio” (per favore: si lasci fuori il demonio che con questa parola fa rima), sarebbe opportuno meditare sulla lucida osservazione di Benedetto XVI affidata ai giornalisti durante il volo verso Fatima l’11 maggio 2010.
    «…le sofferenze della Chiesa vengono proprio dall’interno della Chiesa, dal peccato che esiste nella Chiesa. Anche questo si è sempre saputo, ma oggi lo vediamo in modo realmente terrificante: che la più grande persecuzione della Chiesa non viene dai nemici fuori, ma nasce dal peccato nella Chiesa e che la Chiesa quindi ha profondo bisogno di ri-imparare la penitenza, di accettare la purificazione, di imparare da una parte il perdono, ma anche la necessità della giustizia. Il perdono non sostituisce la giustizia. Con una parola, dobbiamo ri-imparare proprio questo essenziale: la conversione, la preghiera, la penitenza e le virtù teologali. Così rispondiamo, siamo realisti nell’attenderci che sempre il male attacca, attacca dall’interno e dall’esterno, ma che sempre anche le forze del bene sono presenti e che, alla fine, il Signore è più forte del male, e la Madonna per noi è la garanzia visibile, materna della bontà di Dio, che è sempre l’ultima parola nella storia».

  • Luca Antonio ha detto:

    La manipolazione del consenso c’e’ sempre stata ma adesso siamo in una nuova fase e, ad esempio, suscitano sgomento le parole del presidente della corte costituzionale Morelli che ha chiesto ai giornalisti di aiutare loro, i giudici, ad avere il giusto senso della coscienza morale della societa’ per aiutarli a stilare le sentenze.
    C’e’ da mettersi le mani nei capelli. nel comprendere in che mani siamo.
    Questo tizio rimette ai giornalisti – cioe’ alle piu’ grandi prostitute della terra- il compito di indicare loro la strada da seguire per interpretare quel sentire comune che diverra’, in pratica, base del diritto.
    Come se le press-titute , del video e della carta spampata, avessero il compito la giusta moralita’ per interpretare correttamente il mondo,
    mentre invece sono gli strumenti che, a pagamento, interpretano, anzi inventano,
    il mondo come lo vogliono i padroni, che sono pochi e con interessi del tutto opposti a quelli della gente comune.
    I processi si faranno direttamente in tv e sui giornali, giornali che tra l’altro non legge piu’ nessuno, il giudice prendera’ al mattino le prime pagine dei tg e dei giornali ed emettera’ la sentenza, Tizio – che ha fatto solo il suo dovere, ergastolo , Caio 20 anni – che ha fatto anche lui il suo dovere ma poi ha chiesto scusa; 7 anni, Sempronio – magari pluriomicida ma appartenente alle categorie “oppresse” – assolto.
    Il Potere fara’ quindi anche da magistrato, utilizzando la stampa serva come creatrice di emozioni collettive con valenza di legge.
    Carino, no ?.

  • Enrico Nippo ha detto:

    Al bar mi capita fra le mani il neo quotidiano filospinato … ehm … filogovernativo-grillesco-piddino-piccino. In prima pagina un titolo terroristico:

    “Ore di attesa per niente – Troppi tamponi, poca assistenza . Così il sistema sta collassando – Salgono ancora i contagi, 5.724 in un giorno. Il tracciamento non basta più: region e governi incentivano la diagnosi, ma non riescono a gestire i positivi. Così si va verso nuove chiusure”.

    Poco ma sicuro che dalla psiche collettiva quel 5.724, comunicato terroristicamente, viene recepito come 5.724 minacce di morte, la qual cosa, data la bassa mortalità del virus, è totalmente falsa.

    Eppure tutti i media finiscono per avallare.

    Chi o cosa potrà spezzare questo malefico incantesimo?

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