DEOTTO: L’INFANTICIDIO A SALERNO E LA NOSTRA SCHIZOFRENIA

3 Settembre 2020 Pubblicato da

 

Marco Tosatti

Carissimi Stilumcuriali, Paolo Deotto ci ha inviato una riflessione sull’infanticidio avvenuto a Roccapiemonte, in provincia di Salerno, per i quali sono indagati un uomo e una donna. Un dramma e un delitto che lo portano a riflettere sulla follia in cui viviamo immersi, e la schizofrenia di quanti parlano di dramma, semplicemente dimenticando che un dramma del genere, con l’aiuto dello Stato, avviene ogni pochi minuti in Italia. Buona lettura.

§§§

Leggo oggi sull’ANSA una di quelle notizie atroci, che non si vorrebbero mai leggere. A Roccapiemonte, un paese in provincia di Salerno, è stato trovato in un’aiuola il cadavere di un neonato. Gettato lì, come un rifiuto. Con una ferita alla testa. I Carabinieri hanno fermato una coppia, marito e moglie, rispettivamente di 47 e 42 anni. Il sindaco di quel paese ha parlato di “tragedia infinita”. E ha ragione: cosa c’è di più terribile della violenza su un neonato, addirittura della sua uccisione?

Leggo la terribile notizia e un pensiero mi viene spontaneo, un pensiero peraltro ricorrente da molto tempo. La società, la cosiddetta società “civile” è impazzita da tempo.

Pensate: quel terribile omicidio è stato commesso, probabilmente, perché il bambino non era “desiderato”. Ma comunque è chiaro che nessuna motivazione può giustificare un crimine così abietto. Adesso è da sperare che i colpevoli subiscano la giusta pena. Però… c’è un però.

Il sindaco parla di “tragedia infinita”, la gente è turbata e sdegnata. Però, se la madre di quella povera creatura (appena nata, aveva ancora attaccato il cordone ombelicale) avesse deciso qualche mese fa di sopprimerla, sarebbe tutto andato liscio e nella “legalità”. Si sa che anche nelle settimane di maggior difficoltà per gli ospedali, a causa dell’epidemia, il “servizio” dell’aborto era garantito. Già, perché ormai è convinzione comune che l’aborto sia un “diritto” della madre. E questo “diritto” si traduce nell’uccisione sistematica, silenziosa e gratuita di centinaia di bimbi ogni giorno.

La società cosiddetta “civile” è impazzita, e non da oggi. Se ammazzo un essere umano che si trova ancora nell’utero materno, non lo ammazzo: faccio una IVG, fredda sigla che sta per “interruzione volontaria della gravidanza”. Si parla solo di gravidanza, non si parla di quell’essere umano indifeso e innocente che verrà ammazzato. In criminologia questa si chiama “neutralizzazione del crimine”. Togliendo alla vittima la stessa qualifica di “essere umano”, il criminale perde la percezione del suo gesto abominevole.

Se però quell’essere umano è venuto alla luce e diventa terribilmente difficile negare la sua esistenza e la sua natura, allora scatta il crimine, lo sdegno, la punizione.

In una società che da tempo ha perso la moralità, avendo creduto di poter fare a meno del Padreterno, la “legge” diventa la nuova divinità di riferimento e poiché la legge prevede che l’aborto si possa fare, bisogna affrettarsi ad ammazzare il bambino entro i termini previsti dalla legge. Poi ci sono sistemi legislativi ancora più progressisti del nostro, che prevedono la possibilità di ammazzare legalmente il bambino fino al momento del parto. Ma del resto anche da noi il progressismo non poltrisce e di recente è stato facilitato al massimo il ricorso alla pillola abortiva.

A Roccapiemonte, provincia di Salerno, uno o più sciagurati hanno ammazzato un bimbo appena nato. Sdegno, dolore. In tutta Italia, in tutte le province, ogni giorno si ammazzano bambini. Senza titoli sui giornali, senza alcuno sdegno. È tutto “legale”.

La società che ha perso Dio perde il ben dell’intelletto, né questa è una novità. La storia ce ne ha dato molti esempi. Perdendo il senso morale – e la morale o è trascendente o non esiste – si perde anche la stessa logica.

E così l’uomo impazzito crede di poter cambiare le cose che il Padreterno ha stabilito da sempre. Nascono le “famiglie arcobaleno” e simili baggianate. Nasce il diritto ad ammazzare, purché nei termini di legge (e non scordiamoci che oltre all’aborto esiste anche l’eutanasia) e ad ammazzarsi. E guarda caso tutte le innovazioni del “progressismo” hanno come esito la morte.

Uno o più sciagurati a Roccapiemonte, provincia di Salerno, hanno commesso un orribile crimine. E che c’è di strano? Sono anche loro figli della società della morte. Solo, un po’ più avanti degli altri…

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34 commenti

  • Adriana ha detto:

    Purtroppo trovo estremamente riduttivo prendersela unicamente con questo piccolo Giuseppe II ,
    ( alias Borghese Pasciuto ), sull’ argomento “aborto” senza prendersela con la neo-chiesa che approva i vaccini contenenti parte di feti abortiti .
    Su youtube trovate esposta -in tutta la sua brutalità , disumanità e ferocia – la ” filantropia ” dell’esimio patron dei moderni vaccini : il dott. Plotkin .
    Vi consiglio di cercarlo e di attuare un confronto con quanto la neo-chiesa ammette come lecitissimo e utile .

  • Luca Antonio ha detto:

    BORGHESE PASCIUTO,
    il Nostro gent.mo ospite Dott. Tosatti le ha gia’ risposto per le rime – “non dica scemenze lei. In nessun punto della 194 si parla di diritto. Non inventi le cose, e legga le leggi di cui parla. E ancora non mi ha spiegato perché prima della nascita si può e dopo no.”-
    ma vorrei mettere maggiormente in luce che solo un aspetto “qualitativo” puo’ fare da discrimine morale nel caso in oggetto.
    E nel nosrro caso di qualitativamente diverso tra un bimbo di 3 mesi, che sta per nascere o e’ appena nato non vi e’ nulla.
    Mi creda, se proprio vuole assemblare un qualche discorso che abbia una parvenza logica deve sposare la tesi del dott. Peter Singer, australiano, che fonda il diritto a non essere soppressi nel primo punto di qualitativamente , per lui ovviamente ma almeno e’ un criterio, diverso tra un mero meccanismo biologico-sopprimibile- e un essere pienamente umano , questo punto sarebbe rappresentato dall’ autocoscienza
    Solo nel momento in cui un essere umano ha coscienza di se’ e quindi una sua autonomia decisionale diviene intoccabile, sino a quel momento e’ sopprimibile, per cui bambini piccoli e handicappati possono essere comodamente uccisi.
    Quanto al suo , borgese pasciuto, riferirsi alla legge statale come criterio da seguire pedissequamente, Le ricordo le parole del compianto cardinale Caffarra : …siamo arrivati ad un tale punto di oscuramento della ragione da ritenere che si possa stabilire per legge la Verita’ delle cose.”
    Lei afferma inoltre, e finisco, che la sua speranza e’ riposta in poche cose materiali, tra cui un buon libro, ma qui vorrei, da milanista , farLe un preghiera: dia i soldi per i libri al Milan per contribuire ad ingaggiare un buon allenatore, i libri non le servono o, perlomeno, nessun libro e’ un buon libro per colui che non possiede le basilari coordinate logiche per incasellare correttamente cio’ che legge.

    • Bastian contrario ha detto:

      A Luca Antonio. Io immagino il nostro borghese pasciuto come un alunno di un liceo post sessantottino, in cui la propaganda di sinistra avesse fatto sentire alta e forte la sua voce. Pensa che in questo turbine o meglio tempesta ideologica un allievo avrebbe potuto acquisire le competenze necessarie per riuscire a comprendere il corso della storia ? Con tutto quel che ne segue? Già allora esisteva la caccia al fascista, caccia al fascista che ha inquinato tutta la successiva politica italiana. Già allora c’era il collega di filosofia che , utilizzando gli strumenti didattici consentiti, indòttrinava gli allievi con la programmazione di tutti i film che mettessero in cattiva luce la storia della chiesa.
      Dichiararsi atei è essere conformi a questa visione della vita dove il divino e il soprannaturale non hanno minimamente posto.

      • paolo deotto ha detto:

        Solo una parola sul concetto di “Legge”. Vorrei ricordare, per restare alla storia recente, che nel 1935, con quel complesso di leggi chiamato “Editto di Monaco”, si diede legittimità giuridica alle persecuzioni contro gli ebrei. Quanto ai Paesi schiacciati dal comunismo, erano sempre provvedimenti di legge che dotavano le polizie segrete di poteri pressoché illimitati. E potremmo vedere infiniti altri esempi nella Storia (ad esempio, la schiavitù, fino alla fine del 1865, era pienamente legittima in diversi Stati degli USA). Insomma, nel rispetto formale delle procedure si può dichiarare “legittima” qualsiasi porcheria. Questo accade perchè lo Stato, in una visione laicista, diventa un Ente Supremo che non è sottoposto alla morale, ma addirittura la crea. Con i risultati mostruosi di cui la Storia umana è piena…

  • Michel Berthoud ha detto:

    Dott. Deotto, Lei è un grande. Il suo articolo e da incorniciare. Grazie, Dio la benedica.

  • Valentina ha detto:

    Null’altro che “Decrescita Consapevole”. E io pago…

  • Ruit hora ha detto:

    Stupendo articolo del Dott. Deotto. Chi sono oggi gli ultimi, i più poveri dei poveri, i senza voce, gli indifesi, gli emarginati, gli “scarti”? I BAMBINI. È verso di loro che la Chiesa in primis e poi gli uomini di buona volontà dovrebbero rivolgere tutte le attenzioni possibili per accoglierli, amarli, proteggerli e assicurare loro il diritto fondamentale e insopprimibile di ogni creatura: quello di nascere. Ma un mondo che ha espulso Dio è un mondo senza speranza, letteralmente disperato, proteso verso il baratro del nulla, senza futuro. E allora, con questa totale, diabolica assenza di speranza perché continuare a nascere e ad andare avanti?

  • Maria Michela Petti ha detto:

    Desta sconcerto, in egual misura, l’indifferenza e il silenzio che coprono con la gravità del gesto la perdita di valori, che condanna la società in cui viviamo ad un futuro senza speranza nella vita. Per non dire dell’ incoscienza collettiva che pesa sull’eventuale ignoranza dei singoli, anche relativamente ad alcune alternative (poche, ma previste nell’ordinamento giuridico) a questa decisione estrema.

  • Non Metuens Verbum ha detto:

    Sono molti, e nelle più alte sfere, a teorizzare e a praticare apertamente la liceità e la “civiltà” di quanto avvenuto a Roccapiemonte.

  • Franco ha detto:

    Non ho parole per descrivere la nausea che mi assale per queste notizie.
    Non ho parole al pensiero che l’uomo abbia stabilito il confine tra omicidio a seguito dell’avvenuta nascita del feto e quello che invece, poco prima, viene considerato legale e garantito dallo Stato con la soppressione del nascituro tramite la pratica dell’aborto.
    Ma quello che mi da di voltastomaco è il fatto che convinti cattolici (???!!!) progressisti sostengano che la legge esistente sia accettabile perchè costituisce il minor male addormentando così la loro coscienza tollerando che perversi legislatori possano avere il campo libero per proporre ed approvare leggi di morte.

    • Tiziana ha detto:

      Avvenire lo ha dichiarato di recente. Si puo, anzi si deve, approvare la legge 194 e restare cattolici. Perche la legge semplicemente regolamenta un dato di fatto. Base sulla quale si potrebbe regolamentare di tutto, dalla,pedofilia al cannibalismo.
      Chi perde Dio perde la logica. Era,piu logico Sofocle…

  • Sommessamente ha detto:

    Entrambi i genitori avevano più di 40 anni. Non sappiamo molto di loro. Non sappiamo se avessero i mezzi per allevare il piccolo. Ma sappiamo con certezza che a loro mancava la speranza nel futuro, e la speranza non si può possedere se a monte non c’è la fede in un essere creatore che tutto vede e a tutto provvede. Anche gli eremiti, nel loro isolamento, sapevano di non essere soli e che il Signore avrebbe provveduto alla loro sopravvivenza.

    • Borghese pasciuto ha detto:

      Io non credo in nessun dio e non per questo mi manca la speranza. Ciò detto, paragonare l’omicidio di Salerno all’aborto è degno di un blog di disumani fondamentalisti.

      • Sherden ha detto:

        Operbaccobaccone…
        E ci dica, illuminato, COS’E’ SECONDO LEI L’ABORTO? Orsù, ce lo spieghi nella maniera più scientifica possibile, giacché è la sua religione assoluta. Siamo in trepidante attesa.

        • Valentina ha detto:

          Mi chiedo anche, in trepidante attesa, il perché della sua speranza. Noi speriamo nell’Eternità assieme a Dio. Ma se sei ateo, mi sfugge in che cosa speri…

          • Borghese pasciuto ha detto:

            Spero nella salute, in un buon lavoro, una buona scuola per mio figlio (pubblica, ovviamente), una casa a cui tornare la sera, un buon piatto di pasta, un bel libro, qualche soldo giusto per stare sereni e fare qualche bel viaggetto ogni tanto, il rispetto degli altri, un’altra Champions League per il Milan. Questo per me e per i miei cari è più che sufficiente. Parlando di massimi sistemi: pacifica convivenza, mescolanza, frontiere aperte, non solo quelle fisiche, giustizia sociale, definitiva liberazione da ogni confessione religiosa e credenza (madonne che parlano, case che volano…), ma qui siamo all’utopia, lo so; soprattutto, per ogni integralista come lei, è puro orrore.

          • Marco Tosatti ha detto:

            Borghese, lei vuole dire che è umano sopprimere un essere umano in grembo alla madre e può essere disumano farlo dopo la nascita?

          • Valentina ha detto:

            Bon, le auguro di avere tutte quelle belle cose che fanno certamente comodo. Ma le auguro ancora di più di “alzare il naso” e capire che quello che lei desidera è nulla in confronto a quanto noi integralisti, fondamentalisti e isitissimi di tutto, aspiriamo.
            Le auguro inoltre di capire che la vita concepita non è degna solo se è desiderata (veda suo figlio e tutto il bene che desidera per lui), ma è sempre degna fin dal momento del concepimento: frutto di sollazzo imprudente, di ricerca, di violenza o anche handicappata. Tuttavia deve prima “alzare il naso”, altrimenti non capisce e resta nel suo piccolo recinto con l’orizzonti di piccoli desideri.
            Comunque ritengo importante che lei risponda alle domande di SHERDEN e TOSATTI.

          • Borghese pasciuto ha detto:

            Voglio dire che un embrione e un bimbo non sono la stessa “cosa”. E, soprattutto, che l’aborto è un diritto in uno stato di diritto, è un fenomeno sociale che esiste da sempre e sempre esisterà e, quindi, deve essere rigorosamente regolato per la salute delle donne. Questo deve fare uno stato di diritto.

          • Marco Tosatti ha detto:

            Lei dice cose scientificamente ridicole. Col concepimenti inizia un processo continuo, regolare e progressivo, di cui la nascita è unas tappa. L’aborto in Italia in base alla 194 NON è un diritto e mi sbalordisce che un avvocato non lo sappia.

          • Borghese pasciuto ha detto:

            E che cos’è? Un’oscura pratica tollerata? Non dica sciocchezze, per cortesia. A determinate condizioni, secondo la legge 194, la donna ha il diritto di interrompere la gravidanza. Punto.
            Certamente non è l’unico diritto riconosciuto dalla 194, e nemmeno quello primario, il che ne fa un ottima legge, almeno sulla carta.

          • Marco Tosatti ha detto:

            Non dica scemenze lei. In nessun punto della 194 si parla di diritto. Non inventi le cose, e legga le leggi di cui parla. E ancora non mi ha spiegato perché prima della nascita si può e dopo no.

          • Enrico Nippo ha detto:

            La donna non ha il “diritto” di interrompere un bel niente.
            Forse che la scintilla della nuova vita UMANA che si accende nel suo grembo dipende dalla sua volontà?
            La scintilla della vita scocca per conto suo, indipendentemente dalla volontà della donna.
            Quindi la donna non può usare della sua volontà per interrompere u n processo che inizia senza la sua volontà.

          • Sherden ha detto:

            BORGHESE PASCIUTO
            4 Settembre 2020 alle 17:39
            “Spero nella salute, in un buon lavoro, una buona scuola per mio figlio (pubblica, ovviamente), una casa a cui tornare la sera, un buon piatto di pasta, un bel libro, qualche soldo…”

            E un buon caffè, rigorosamente alla Milosz, non ce lo vogliamo mettere?

            Poveraccio, sei pure costretto a parlare di embrione (sperando che non si veda niente) perché il feto (quello che in larga parte abortiscono e somiglia tanto tanto ai bambini appena nati) ti fa paura (a te come alla Raggi e a tutti gli altri tuoi compagnucci di merenda). E infatti non riesci a spiegare cosa li distingua al punto tale da ritenere i nati tutelabili e quelli non nati spazzatura. Siamo ancora in attesa di una risposta, sperando che nel frattempo faccia pace con la logica.

          • Sherden ha detto:

            BORGHESE PASCIUTO
            4 Settembre 2020 alle 18:18
            Voglio dire che un embrione e un bimbo non sono la stessa “cosa”. E, soprattutto, che l’aborto è un diritto in uno stato di diritto, è un fenomeno sociale che esiste da sempre e sempre esisterà e, quindi, deve essere rigorosamente regolato per la salute delle donne.

            Toh, questa m’era sfuggita. Quindi tutti i “fenomeni sociali” che esistono da sempre e sempre esisteranno” (pedofilia, incesto, prostituzione, ecc. ecc.) vanno “rigorosamente regolati”?
            Naturalmente, anche qui, non dici che cosa distingue embrione e bimbo. Aspettiamo (non tanto) fiduciosi. Orsù, si faccia coraggio, che ho sottomano un pezzo di un articolo di Nature (forse la più prestigiosa rivista scientifica mondiale sul tema), che ci facciamo due risate.
            Nel frattempo vedo che una battuta comica l’hai già fatta: che oggi gli aborti servano a tutelare LA SALUTE della donna. Peccato che la barzelletta sia vecchiotta (e non fa ridere).

      • Valentina ha detto:

        Perché?

        • wisteria ha detto:

          Disumani fondamentalisti ci mancava. Si aggiunge a sciacalli, eretici e scsmatici, nonché nobili decaduti.
          Sono tutti complimenti!

        • Tiziana ha detto:

          Basta che un.fenomeno esusta percje sia giusto?
          Sa quanti ne esistono….li legalizzuamo tutti?
          Volere che un b i mbo nasca significa essere disumani?? Eh gia ho un padre che la pensa piu o meno cosi. Dovrei esserci abituta…e invece non mi ci abituo.

      • stefano raimondo ha detto:

        “fondamentalisti”

        Adulatore!

      • mamalifed ha detto:

        consideri se vi sono differenze con la “civilissima” pratica dell’aborto a nascita parziale in voga nei c.d. “paesi civili” e poi magari ci illustri anche quelle con le pratiche già ampiamente consentite nel nostro paese

      • Marco ha detto:

        Caro “borghese pasciuto”
        Vorrei che mi spiegassi la ratio morale o meglio scientifica ,visto che quella morale deve avere come ragione ultima un fondamento trascendentale ,perché subito dopo la nascita è un infaticidio un reato per lo meno ancora per adesso,mentre un aborto fino al peripartum a termine 38_42 settimana di gestazione e’ un diritto lecito stabilito dallo stato. Quando sappiamo che un feto che nasce all’ 24 e passa settimana di gestazione gode di tutte le cure e gli studi della scienza neonatologia e perineonatlogica dando alla madre un bimbo sano è normale salvo qualche eccezione. Addirittura se qualcosa non va bene si è oggetto di denuncia penale per medici e personale. Quindi perché due pesi e due misure per lo stesso soggetto in uno si può eliminare x diritto senza tanto domandarsi nell’ altro caso oggetto di reati e denunce se qualcosa va storto.. Qual è il legame logico Razionale con la erre maiuscola tra le due situazione a parte a il fine puramente utilitaristico e di convenienza. le sembra sufficiente x giustificare un diritto. E d’altronde nei tempi antichi e non solo (una volta era il padre ) si aveva il diritto di infanticidio e di vita e di morte .Le sembra che questo sia il cosiddetto progresso della umanità a basso costo visto i mezzi di distruzione di massa spesso asettici che abbiamo?
        Insomma tolto Dio ,la legge naturale ,tutto ci è possibile e poi mangiamo e beviamo senza farci tante domande .auguri alla nuova umanità e al nuovo ordine mondiale..
        Caro signor Borghese la sua mi sembra una provocazione crassa e noi come allocchi gli stiamo dietro e lei se la ride sogghignando .sbaglio. ?!!!
        Saluti e buon divertimento. Fin che il mar non fu sopra a noi rinchiuso. Marco