LAPORTA: L’ORDINE MONDIALE È FINITO DI FRONTE AGLI SQUALI.

27 Agosto 2020 Pubblicato da

 

Marco Tosatti

Carissimi amici e nemici di Stilum Curiae, il generale Piero Laporta ci conduce ancora per mano nei meandri della Storia, quella passata e quella presente, per cercare di scorgere la direzione degli eventi . Un grande affresco, come di consueto, estremamente godibile. Buona lettura. 

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Agostino Nobile ha pubblicato un pezzo di estremo interesse. Suggerisco vivamente di approfondirlo prima di procedere in questa lettura. Egli ha unito punto a punto il criminale disegno egemonico sotto al quale tentano di travolgerci. I vari cartelli danno vita a una multiforme e incessante guerra, oggi più che mai economica, senza esclusione di colpi. Per noi, comuni mortali, gli eventi rimasero a lungo impalpabili; oggi sono infine palesi gli effetti, gli scopi, i responsabili. Agostino Nobile ne ha tracciato una sintesi magistrale. Non dobbiamo tuttavia presumere l’invincibilità degli squali impegnati contro l’umanità. Non è solo una questione di fede nella profezia “Non Praevalebunt”. Ciascuno degli squali, a dispetto del proprio delirio di onnipotenza, sopravviverà fin quando lo consentirà l’ostilità dei rimanenti; non appena uno squalo è ferito tutto il branco converge a sbranarlo. Quando rimarranno due contro uno si lacereranno gli un gli altri.

Non è solo una questione di fede nella profezia “Non Praevalebunt”. Ciascuno degli squali, a dispetto del proprio delirio di onnipotenza, sopravviverà fin quando lo consentirà l’ostilità dei rimanenti; non appena uno squalo è ferito tutto il branco converge a sbranarlo. Quando rimarranno due contro uno si lacereranno gli un gli altri.

Questo credo sia il primo focus importante nel disegno tracciato da Nobile.

Il Male Divora Se Stesso

Prima di ricollegarmi a quanto ha scritto Nobile, vorrei sottolineare l’importanza di armarsi di realismo e d’un pizzico di ragionato ottimismo. Vedo troppi nutrire timori eccessivi verso due sviluppi: il NWO (Nuovo Ordine Mondiale) e la scomparsa del contante.

Sono certamente possibili dei tentativi e potranno creare disastri.

Ambedue – NWO e zero contante – sono tuttavia destinati inesorabilmente a fallire.

Chiediamoci come sarebbero pagate le mazzette per le armi, per i ponti che crollano, per la droga, per la prostituzione, per gli organi espiantati, venduti e da trapiantare di contrabbando, per i bambini da torturare e berne il sangue adrenalinico; in una parola: la corruzione, come la si paga? Provate a immaginare Jeffrey Epstein pagare con carta di credito i magnaccia dei bambini. Oppure pensate a chi l’ha fatto uccidere mentre porge al sicario una MasterCard Gold. Suvvia, è ridicolo prima che impossibile.

Quanti inoltre temono il più volte annunciato Nuovo Ordine Mondiale, ricordino San Giovanni Paolo II: «Il male divora se stesso». Sarebbe infatti arduo immaginare concordia, armonia e pace, quando intorno al medesimo tavolo del NWO sedesse un criminale come George Soros, un vampiro filantropo come Bill Gates, un dittatore schiavista e stragista come Xi Jinping, pervertiti come i Clinton e gli Obama, rapaci sanguinari come i Bush. Il più inoffensivo della combriccola, Joe Biden, lo candidano alla Casa Bianca. Mutatis mutandis, è Giuseppa Conte a stelle e strisce, la marionetta Joe, il cui sguardo dice tutto. Se mai entrerà alla Casa Bianca dopo un paio di mesi, invocheranno il 25esimo emendamento e lo pensioneranno per incapacità di intendere e di volere.

Kamala Harris entrerà nello Studio Ovale e farà come il cicisbeo Obama: obbedirà a chi vuole mettere il mondo a ferro e fuoco, ai cartelli finanziari e petroliferi, per i quali finché c’è guerra c’è speranza, svendendo gli Stati Uniti e il Mondo alla dittatura di Pechino.

Obama ha fatto più morti lui in otto anni che Augusto Pinochet in venticinque e ha guadagnato un premio Nobel per la Pace, prima ancora di cominciare. Questa è la missione di Kamala Harris, la controfigura di Michelle Obama, ormai impresentabile perché l’Obamagate incombe.

Queste cricche sono la base del consenso di Bergoglio. Quest’ultimo dato di fatto esige una riflessione da tutta la Chiesa docente, da tutto il collegio cardinalizio. Questo, è importante sottolinearlo, è il secondo focus nel terribile e realistico disegno tracciato da Nobile.

Per nostra fortuna, tanto il primo focus – la mutua ostilità degli squali – quanto il secondo – la genuflessione della chiesa docente agli squali – a dispetto della loro reale e pesante importanza, sono solo due questioni meramente tattiche, se non altro perché di esito scontato. Vedremo qual è, a mio avviso, l’unica questione strategica. D’altronde sé è strategica, non può che essere “unica”. E, con l’aiuto di Dio, potrebbe risolversi in bene, pur partendo dalla tragica condizione corrente.

 

L’Umanità secondo Nicholas Murray Butler

La finanza sporca del IV Reich e la dittatura cinese, la più sanguinaria della storia, sono un problema mondiale. Il modello sociale di Pechino – fondato sullo schiavismo e sull’annichilimento della dignità umana – è quanto mai gradito al cosiddetto “liberismo”, la cui figura di riferimento è il criminale internazionale George Soros, pronto a passare dal nazismo al comunismo e da qui al liberismo pur di dare legittimazione socio politica ai crimini dei suoi caudatari.

Agli inizi degli anni ’90, Pechino inviò in Italia un manipolo di professori, ufficialmente per studiare l’Impero romano. In realtà una scrittrice italiana, da loro interpellata, ne trasse la fondata convinzione che stessero studiando come aveva fatto la Chiesa a sottomettere l’Impero.

Il favore per il neopaganesimo delle cerchie occidentali filocinesi – i nemici di Donald Trump e di Vladimir Putin – favorisce la necrosi della democrazia, ne fa una mummia, Mummydem, come l’abbiamo battezzata, cui piegare tutti, governati e governanti. Gli ordinamenti dell’Unione Europea sono un perfetto esempio di Mummydem.

La democrazia non serve alla Cina né quindi alle cricche filo cinesi. Essi sanno che devono eliminarla. Non sanno tuttavia come surrogarla credibilmente. Le pantomime sul Covid-19 e le offese di Conte alla Carta Costituzionale sono solo alcuni di tanti esempi, risoltisi oscillando fra il grottesco e il tragico.

Questo è il punto, il vero focus strategico, il buco nero nel quale il sistema va a collassare: non vogliono la democrazia, non sanno come fare.

Nicholas Murray Butler, per quarant’anni presidente della Columbia University e premio Nobel per la pace nel 1931, affermò: «Ci sono tre tipi di persone: pochi che producono gli eventi; un gruppo maggiore che controlla la loro esecuzione e la vasta maggioranza che non sa che cosa accada.»

In quegli anni il circolo produttore d’eventi si restringeva a Dipartimento di Stato, Rothschild, Rockefeller e i petrolieri, la casa reale britannica, il Vaticano e, sull’altro fronte, la neonata Unione Sovietica.

Quanto fu deciso ai tavoli del piano superiore, divenne operativo attraverso le massonerie e le conventicole del secondo livello. Occorre quindi ridimensionare le massonerie nel ruolo di esecutori, cioè del secondo livello indicato da Butler. Ovvia invece la sopravvalutazione da parte di quanti ne hanno tratto vantaggio oppure hanno subito persecuzioni dai grembiulini. Almeno dall’800, la massoneria, zelante nel colpire la Chiesa – i pontefici più venerabili e quindi più odiati: Pio IX, Pio X, Benedetto XV, Pio XI e soprattutto Pio XII – spianò la strada al comunismo, al quale va comunque ascritto il merito d’aver dato barlumi di coscienza alle masse, laddove i sacerdoti e i sedicenti democratici non hanno voluto, potuto e saputo onorare la propria missione.

Per intenderci, l’assassinio di Aldo Moro e l’attentato a san Giovanni Paolo II vedono in prima fila – fra esecutori e depistatori – massonerie, partiti radicali, comunisti e democristiani, ministeri nonché mafie, polizie e servizi segreti di varia osservanza.

L’ordine “deve morire” non originava tuttavia da questi livelli ancillari. Per fare un altro esempio, la penetrazione dei servizi francesi in quelli italiani, dopo la fine dell’Unione sovietica, avviene attraverso la Legion d’Onore oppure attraverso il Grande Oriente d’Italia, ma sono solo livelli esecutivi, non strategici. Due logge torinesi dettero benzina ai 40mila che marciarono a Torino, il 14 Ottobre 1980, dietro allo striscione “vogliamo la trattativa non la morte della Fiat”. Costoro erano ignari delle colossali magagne fiscali degli Agnelli nonché degli arricchimenti trasversali che l’affarone Togliattigrad aveva procurato, a spese dei contribuenti italiani e quindi dei 40mila manifestanti. I sindacati e le Brigate Rosse, nonché le aree di sovrapposizione fra le due entità, invece erano benissimo informati e pretendevano di partecipare al banchetto dei livelli strategici, non accontentandosi, in un certo qual modo a buon diritto, del livello esecutivo.

Il terzo stato, quanti Butler ha definito “la vasta maggioranza che non sa che cosa accada”, a quel tempo era davvero ignaro, incapace di vedere al di là del proprio naso patriottico o degli interessi in busta paga. Milioni di operai furono portati in piazza, in pieno boom economico, per favorire le cricche sindacali, come altrettanti furono buttati in guerra, poveri disgraziati inconsapevoli. L’evoluzione successiva è stata farne maggioranza silenziosa, come i 40mila di Torino. Oggi l’inganno è perpetrato attraverso i cicisbei, addestrati nelle scuole di comunicazione di massa, sostenuti da una rete massmediatica prezzolata e dalle consorterie internazionali filo cinesi.

Una parola devo ancora spenderla per certe consorterie in cima alle ossessioni di taluni. Il Gruppo Bilderberg, la Trilateral oppure le logge trans nazionali e altre simili cricche non sfuggono alla regola di Butler: le riunioni plenarie e strombazzate di queste cerchie sono il paravento per riunioni ristrettissime del livello più alto, che non decide certo secondo i desiderata dei cicisbei, delle Lilli Gruber, degli Enrico Letta e neppure oramai del cardinale Pietro Parolin, ridotti a foglia di fico dei veri decisori.

La fine dell’Equilibrio

Piaccia o meno, il sistema descritto da Nicholas Butler assicurò un equilibrio, tenendo il mondo a galla fino all’altroieri. Qualcosa s’è rotto in pochi anni; tutto sfugge di mano, ai piani alti come nei sotterranei. Oggi è il momento dei cicisbei al potere, con grottesca, crudele, corrotta incompetenza da femminielli strafatti, senza distinzione politica. In Italia lo avvertiamo di più perché ci tocca. Non è certamente un caso o solo frutto d’una congiura massmediatica l’odioriversato su Donad Trump e su Vladimir Putin: essi sfuggono al cliché cicisbeo, invece perfettamente attagliato a Giuseppa Conte o a Hussein Barac

k Obama e ai loro codazzi. Codesti figuri affiorano ovunque perché il primo livello di Butler, il più alto, è in piena confusione, oscillando fra la necessità di tenere unito quanto rimane dei sistemi statali (da loro stessi smantellati) e l’obbedienza al loro padrone – esigente, potentissimo e spietato – Xi Jinping.

Nel 2015 Bergoglio sermoneggiò sulla furberia, gabellandola per virtù evangelica, incurante ch’essa qualifichi senza appello il mediocre cicisbeo. Alla prova dei fatti, affligge la sconcezza d’un Vaticano saturo d’efebi e cicisbei, dove sarebbe a suo agio un qualsiasi bibitaro al potere e, come questo, genuflesso alle peggiori consorterie. Il Vaticano non conobbe tanta irrilevanza neppure coi pontefici schiaffeggiati e imprigionati. Né si può presumere di risollevarne le sorti andando a cena con la mandria dei Bilderberg. Il Vaticano è irrilevante perché – com’è suggellato dal documento di Abu Dhabi – ha rinnegato se stesso, ha rinnegato d’essere il vento millenario della civiltà, dell’unica civiltà.

Un grande comandante di sommergibili, uno che non danzava, Salvatore Todaro, zittì l’ammiraglio Karl Doenitz mentre insolentiva la sollecitudine del comandante italiano a salvare i naufraghi delle navi da lui stesso affondate: «Ammiraglio, lei non può comprendere: io alle spalle ho il vento di duemila anni di civiltà». Già, 2mila anni di cattolicesimo. La sollecitudine del comandante Todaro oggi trascolora in commercio; comandanti genuflessi ai cicisbei negrieri, annusano, cani alla catena, i guadagni milionari dei parenti dei politici nelle Ong, nelle Caritas e nelle cooperative, latrando coi sindacati per le briciole. Claudio Graziano, fantozzianamente ossequiante a novanta gradi Jean Claude Juncker, è manifesto funebre della dignità nazionale, così come il porta abiti con pochette in affannosa ricerca del posto in prima fila alla conferenza di Berlino, a gennaio, fra i lazzi dei Reichsleiter e della valchiria cicciona.

«L’umanità è dunque libera: dopo dure lotte s’è conquistata il diritto universale al tormento» scrisse Karl Kraus nel 1910, centodieci anni fa, prima della Grande Guerra, senza poter vedere i giorni correnti, presagio di violenza senza limiti.

La Cina Padrona dei Suoi Vecchi Padroni

Perché le cricche filocinesi danno mostra d’amare omosessuali e pedofili? Solo perché tanti di costoro allignano nelle loro fila? È un buon motivo, ma solo collaterale, visto che vi investono montagne di denaro. Il cicisbeo Obama stanziò 500milioni di dollari “per promuovere politiche LGBT friendly in Africa”. Il denaro non si regala, neppure agli amici e agli affini senza uno scopo concreto. Quale? Amore di libertà? Non scherziamo, Cercheremo dove il denaro sta andando o almeno dove si vuole che vada.

Mentre cerchiamo le risposte, osserviamo il caos dilagante al primo come al secondo e al terzo livello di Butler, grazie all’ammissione nel WTO (World Trade Organisation) della Cina, l’11 Dicembre 2011, fortemente voluta dalle cricche filo cinesi ruotanti intorno ai Clinton, ai Bush e agli Obama.

La civiltà occidentale – di impronta giudaico cristiana – ha rinnegato se stessa, accettando che una dittatura schiavista, stragista e ignobile quant’altre mai, fosse ammessa nel consesso civile. Il IV Reich e la sua finanza sporca si sono accodati entusiasticamente all’impresa. Tutto è così saltato. L’ordine mondiale che aveva consentito un equilibrio anche nei periodi più caldi della Guerra Fredda è finito. Al tavolo del WTO la Repubblica Popolare Cinese è ingombrante come in qualunque altro consesso. La Cina vuole essere padrona di quanti presumevano di padroneggiarla. L’elettorato statunitense – il terzo livello di Butler – ha capito perfettamente la posta in gioco. Le cricche filo cinesi vogliono consegnare le manifatture statunitensi ed europee agli schiavisti cinesi, distruggere i diritti dei lavoratori, vendere l’energia a prezzi incontrollati, far saltare gli ammortizzatori sociali, uccidere per fame, per malattia e per guerra quanta più “umanità inutile”, ovunque nel mondo. Ai cosiddetti democratici non rimane che ricorrere ai brogli col voto postale, in ossequio ai riti antidemocratici di Mummydem.

Che cosa fare, noi, subito? Sono i presbiteri e i vescovi, quanti ancora hanno il senso della propria vocazione a dover impugnare il Crocifisso, come l’adolescente santa Giovanna d’Arco, trascinando con sé il terzo stato – gli inconsapevoli di Butler, oramai ben consapevoli – verso una rivoluzione cristiana (verosimilmente né pacifica né indolore), estremamente necessaria, anzi inevitabile, proprio nel senso che intendeva Leon Trotsky: «La rivoluzione è impossibile finché non diventa inevitabile». Vedremo come fare nella prossima puntata e sarà l’ultima, dopo la quale finirò di approfittare della pazienza dei miei lettori. (11-continua)

www.pierolaporta.it

Piero Laporta

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40 commenti

  • Alberto Giovanardi ha detto:

    L’amico ANGELO ( ma cosa gli costa citare anche il cognome? Di chi ha paura ? Mica siamo in Russia !!! ) è male informato. Infatti per lui, a parte Navalny, esistono solo Litvinenko e la Politkovskaya, mentre, se ha un computer, un tablet o anche solo uno smartphone, è sufficiente che vada su Internet dove troverà una tabella dell’Associazione Mondiale dei Giornalisti recante, anno per anno, il numero degli oltre trecento di loroi “misteriosamente” uccisi da quando Putin è al potere (pura coincidenza ????? ). “A prescindere”, è di ieri una dichiarazione di Fabrizio Cicchitto che attribuisce gli omicidi al KGB ( di cui del resto Putin era in passato ufficiale superiore ).
    E questo per non citare tutti gli altri, che ometto per brevità tranne Nemtsov e lo scampato Skripal, aggiungendo che molti di loro, sfuggiti all’assassinio, si trovano in carcere con pretesti fantasiosi.

  • Antonella ha detto:

    Laporta delinea un quadro unico nel suo genere, dove i giochi di strategia e di alleanza fanno risaltare i personaggi politici nella loro duplice e transitoria funzione, fantocci manovrati ad arte per riscuotere consensi su precise narrazioni mediatiche, destinate però a fallire prima del tempo dietro regie ignote per chiunque tenti di farsi un’idea della realtà che ha di fronte.
    Un risiko che finisce nel solitario di pochi sopravvissuti e con i minuti contati secondo schemi di accordo esauriti in modalità che hanno già deciso l’eliminazione di alleati mutati in avversari nel rapido calcolo di attacco per gli interessi in gioco da difendere.
    Concordo, il Cristianesimo è rivoluzionario come insegnano i santi e mai come adesso servirebbe proprio una Giovanna d’Arco, infatti la sua rivoluzione chiede spesso dei temerari, butta all’aria i calcoli di potere perché rinnova l’uomo e la sua storia su ispirazione divina, facendo nuove tutte le cose.
    Agli “squali” la loro necessaria estinzione.

    • PIERO LAPORTA ha detto:

      Il male è sempre esistito, cagionando due effetti: far soffrire gli innocenti e autodistruggersi. Molti martiri sono stati sacrificati allorché si sono rifiutati di rinnegare la Fede. Quando la Chiesa è stata finalmente libera di professare il suo culto, non ha obbligato i peccatori a pentirsi. La libertà di peccare è rimasta in piedi per secoli. I nemici della Chiesa hanno lavorato incessantemente per sottometterla e finalmente oggi hanno ottenuto di poter imporre il peccato: aborto obbligatorio o quasi, no celebrazioni religiose di precetto, schiavismo, sfruttamento, lacerazione sociale.
      Gli artefici di tutto ciò saranno ingoiati dalla melma che creano, non di meno tocca soffrire come i martiri. E’ il prezo della libertà, dopo tutto.

      • Antonella ha detto:

        Condivido anche quest’ultimo pensiero, solo mi permetta di osservare che il martirio al prezzo della libertà non avrebbe alcun effetto se non fosse radicato sul Calvario, dove ogni Croce aspetta la sua Resurrezione.
        Ancora complimenti per il confronto dopo il sostanzioso articolo.

  • Gian ha detto:

    Sempre puntuale e lucidissimo generale. Grazie di tutto.

  • Lucy ha detto:

    Ho letto quest’ultimo documento del generale Laporta come sempre fonte di arricchimento culturale e per brevità di spazio cito solo questa frase :” Il Vaticano è irrilevante perchè – come suggellato dal documento di Abu Dhabi – ha rinnegato se stesso , ha rinnegato di essere il vento millenario della civiltà , dell’unica civiltà”.
    Il senso profondo di questa verità trova ulteriore conferma nella trasformazione , dopo Santa Sofia , della chiesa di San Salvatore di Chora a Istanbul , gioiello dell’arte bizantina , in moschea .Proteste indignate del Vaticano ? Non pervenute.

  • Iginio ha detto:

    Caro Laporta, non s’arrabbi come va di moda fare qui, ma mi sembra – glielo dico amichevolmente – che lei metta troppa carne al fuoco mischiando pecore e capre.
    Sulle origini della marcia dei Quarantamila legga quello che racconta Riccardo Ruggeri. I più erano comuni cittadini stufi delle piazzate rosse.
    Le Brigate Rosse credevano che la Fiat volesse investire in Russia per sabotare il paradiso sovietico, al che un dirigente Fiat commentò: ma se proprio in Russia abbiamo le condizioni ideali, niente scioperi, niente sindacati…
    Alla massoneria si attribuiscono più meriti o colpe di quelli che effettivamente ha, a partire dall’Unità d’Italia, che NON FU opera dei massoni. Semmai non capisco perché i massoni di fine Ottocento e inizio Novecento strillassero contro ogni presunta ingerenza vaticana, mentre oggi, che il Vaticano si ingerisce di brutto, stanno tutti zitti i vari anticlericali da salotto e da cattedra universitaria. Prendiamocela con loro, uno per uno. Io l’ho fatto dicendo in faccia a loro quello che pensavo dei loro ideali, anche se ovviamente la cosa non mi ha giovato nel fare carriera.

    Ma soprattutto lei sembra trascurare una cosa. Bergoglio e soci hanno successo non perché siano lacché degli sporchi capitalisti, bensì perché si presentano come difensori del mitico Popolo oppresso: qualche comunista non italiano dice apertamente che ormai Bergoglio è l’unico a farlo. E’ questo tipo di retorica – a cui Bergoglio crede davvero, non facciamolo più furbo di quanto non sia veramente – a garantire la popolarità oggi. Uguaglianza, Libertà, Cooperazione. Queste sono le parole d’ordine. Lasciamo stare che sia retorica al servizio dei Cattivoni ricconi: è retorica ma piace a tutti. Questo è dunque il problema che va affrontato.
    Ecco perché più volte ho scritto che non saranno snobismi pseudotradizionalisti e pseudoelitari a salvare la situazione.

    • Agostino Nobile ha detto:

      Gentile Iginio, mi dispiace intromettermi, ma il suo commento, per niente convincente, mi spinge a farlo. Non so dove ha letto che “l’Unità d’Italia NON FU opera dei massoni”. Su questo devastante fatto storico ho scritto più volte, basandomi su storici di diversa tendenza politica e su documenti scritti dagli stessi massoni, ma nessuno ha mai affermato quello che lei scrive. Le consiglio di leggere le ricerche storiche della professoressa Angela Pellicciari, che attualmente insegna Storia della Chiesa nei seminari Redemptoris Mater. In particolare I papi e la massoneria, e Risorgimento da riscrivere, libri documentati che non lasciano dubbi sulla volontà massonica di annichilire la Chiesa. Sul fattaccio ne parlano papi, storici e non pochi documenti carbonari/massonici. In relazione a Bergoglio, il mio articolo menzionato dall’amico Laporta, mi sembra chiaro: attraverso la loro politica, Bergoglio, Soros, & C, mirano ad annichilire la dottrina cattolica. Ho elencato fatti e prove che, onestamente, mi sembrano diffici da confutare.

      • Iginio ha detto:

        Allora. Per l’ennesima volta ripeto – ma sono davvero stanco di ripetere le stesse cose:
        1. la massoneria non era così potente come volle far credere e come fu tra fine Ottocento e inizio Novecento; dire che è stata lei a unire l’Italia significa farle un favore immeritato;
        2. a spiegare che il Risorgimento fosse voluto anche da cattolici (un nome tra tanti: Alessandro Manzoni; un altro: Antonio Rosmini) sono stati fior di studiosi e di cattolici di tutte le tendenze: da Alessandro Luzio a Vito Giuseppe Galati a Cesare M. De Vecchi a Giuseppe Capograssi a Giorgio Rumi a questo libro appena uscito:
        https://www.edizioniares.it/it/prodotti/attualitaestoria/addio-mia-bella-addio
        a quest’altro personaggio:
        https://it.wikipedia.org/wiki/Atanasio_Canata
        (ho citato solo alcuni);
        3. Messori prima e Pellicciari poi non hanno fatto altro che recuperare la pubblicistica “reazionaria” di quel tempo spacciandola per l’unica genuinamente cattolica;
        4. Quando Narciso Pelosini scriveva Maestro Domenico per denunciare i tristi mutamenti della Toscana postunitaria, lo dedicava (con ammirazione) a Guerrazzi, ossia uno dei capi del movimento democratico repubblicano anticlericale toscano; quindi le cose sono più complesse di come sembrino oggi a noi;
        5. il vero nemico era il liberalismo anticlericale laicista, che però non necessariamente si identifica con la massoneria: Benedetto Croce detestava la massoneria e non era nemmeno laicista;
        6. l’unità d’Italia è un valore, come che sia stata raggiunta; non è che altrove gli Stati nazionali si siano uniti meglio o più pacificamente;
        7. lo storico cattolico di destra Francesco Leoni spiegò come il cattolicesimo italiano postunitario non si identificasse col legittimismo; in altre parole, risolvere la Questione Romana non significava far tornare Asburgo e Borboni;
        8. la Questione Romana fu definitivamente risolta coi Patti Lateranensi del 1929;
        9. già nei decenni precedenti i cattolici italiani chiarivano che volevano essere considerati patrioti come tutti i cittadini e vi furono cattolici deputati e, con Meda, ministri dopo Caporetto;
        10. la Storia la si ricostruisce con le Fonti, non con la pubblicistica posteriore che enfatizza ciò che all’autore interessa e tace ciò che non gli interessa, come fanno i vari De Mattei, Pellicciari eccetera.

        A margine: non abbiamo bisogno di farci spiegare la storia d’Italia da bizzarri sudamericani alla Plinio, che accusano nientemeno che il Rinascimento – proviamo a cancellare i frutti del Rinascimento dall’Italia e vediamo che resta di tante città e paesi e del Vaticano stesso – e si limitano ad applicare all’Italia lo schema riguardante la Francia.
        Per non parlare delle beghe inttrapliniane: De Mattei litiga con Alleanza Cattolica; De Antonellis litiga con De Mattei; Viglione idem; Bernabei e il Centro Culturale Lepanto sfiduciano De Mattei che fonda la Fondazione Lepanto…
        La Pellicciari poi è neocatecumenale e quindi i pliniani la snobbano…
        Insomma, basta.
        Studiare le fonti, tutte le fonti, non solo alcune che ci piacciono di più. Così si scrive la storia. Non con le tesi da dimostrare.

        Se poi vi piacciono i romanzi storici ma seriamente fondati (ossia su fonti autentiche), leggete questo:
        http://www.edizionisolfanelli.it/quantodegnaseidamore.htm

        Passo e chiudo.

    • PIERO LAPORTA ha detto:

      Quanto le ha sottolineato l’ottimo Agostino Nobile, dovrebbe bastare. Circa i suoi dubbi su Togliattigrad la prego cortesemente di leggere
      https://www.pierolaporta.it/borghesucci-italiani-emanano-cadaverina/

      • PIERO LAPORTA ha detto:

        Dimenticavo: non mi arrabbio se mi si contrasta, anzi sono grato, davvero.

        • Iginio ha detto:

          Guardi che io la leggo e non sono contro di lei,
          Però noto con rammarico che non ha risposto alle mie obiezioni circa la retorica bergogliana.
          Dire che B. è solo un lacché degli sporchi capitalisti è troppo semplice e comodo. La faccenda è più complessa. La retorica bergogliana è populismo peronista con echi comunisteggianti, non è capitalismo postmoderno.

  • miserere mei ha detto:

    Stimato generale, anche in relazione alla cronaca e all’articolo di Agostino Nobile le chiedo cortesemente un suo parere su quanto segue.

    Il dragone cinese è un animale che nella mitologia cinese è un miscuglio di vari animali.

    Sarà un caso (non lo è) nel libro dell’Apocalisse (cap. 13) la bestia è così descritta: simile a una pantera, con le zampe come quelle di un orso e la bocca come quella di un leone.
    Il drago diede alla bestia la sua forza, il suo trono e la sua potestà grande

    In Apocalisse (cap. 12) questa connubio inquietante di simboli minacciosi si scontra con il segno grandioso che appare nel cielo: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e sul suo capo una corona di dodici stelle. Contro di lei un enorme drago rosso. Scoppiò quindi una guerra nel cielo: Michele e i suoi angeli combattevano contro il drago. Sconfitto, l’avversario è precipitato sulla terra, avventandosi contro la donna che aveva partorito il figlio maschio… e a far guerra contro il resto della sua discendenza, contro quelli che osservano i comandamenti di Dio e sono in possesso della testimonianza di Gesù.

    Sarà un caso, ma il drago è serpentiforme…

    Es essendo un miscuglio è una chimera, proprio come oggi si definiscono i virus creati in laboratorio.

    Sarà un caso, ma il drago cinese attuale è ciò che resta della “Russia che espande i suoi errori”, come detto dalla donna vestita di sole a Fatima, nel 1917, “casualmente” anno della rivoluzione bolscevica.

    Sarà un caso, ma quanto sta accadendo con il mondo ex-cristiano, la chiesa e la Cina è molto simile a questa visione giovannea che compie quasi duemila anni, che cita una bestia che oggi identifica la Cina. Alcuni sinologi hanno ritrovato la particolarità di questo drago di utilizzare per organo uditivo le corna!

    E -nel mondo che conta (gli schei)- si profila pure Draghi (Mario) come salvatore della patria…

    • PIERO LAPORTA ha detto:

      Grazie. Le coincidenze da lei additate colpiscono, però non mi pare opportuno vincolare ad esse le nostre valutazioni.

      • miserere mei ha detto:

        Concordo che le sapienti valutazioni da lei proposte non siano da vincolare a considerazioni per così dire troppo “metafisiche”, tuttavia è innegabile che la storia (anche nel senso di cultura e tradizioni dei popoli) rimanga maestra e anche capace di spiegare. Per esempio tra il 13 e il 14 marzo 2013, in meno di 24 ore, ha fornito Bergoglio e Xi Jinping alle rispettive cariche che sotto i piedi di molti poveri credenti sono come il tritolo.

  • Alberto Giovanardi ha detto:

    Complimenti al generale Laporta (quelli a Nobile sono sottintesi) da parte di un semplice maggiore che lasciò il servizio molti decenni or sono sbatacchiando la medesima.
    Su di una sola cosa non posso concordare: gli elogi a Putin. Le sembra normale che da quando il suddetto è al potere decine e decine di oppositori siano stati eliminati (col veleno come Litvinenko o la pistola come la Politkovskaya ?). E non pensa che questa sia la principale motivazione della durata -vent’anni !- della sua permanenza ai vertici? Mentre plaudo alla ferma volontà della Merkel, Presidente in turno del Consiglio della CE, di fare luce sulla vicenda strappando la vittima ai medici russi e affidandola ai tedeschi, che hanno diagnosticato un avvelenamento da anticolinesterasici ovvero nervini (proprio in Accademia mi venne spiegato cos’erano), resto in attesa di quanto il mandante omicida Putin sarà in grado di rispondere: ne va del suo residuo prestigio ma soprattutto del potere mondiale, che con gli errori di Trump e la nullità di Biden (“Deus avertat” una sua vittoria alle Presidenziali USA) sarà consegnato al “dittatore schiavista e stragista” -bellissima e calzante definizione di Agostino Nobile- Xi Jinping, la cui ambizione è inferiore solo al suo cinismo.

  • giulia anna anna meloni ha detto:

    chiediamoci perchè un film di valore come CRISTIADA non sia arrivato nei nostri cinema.Una censura tutta italiana e della chiesa occupata. Ho acquistato il film direttamente dalla produzione per poterlo vedere e far vedere .Cristiada stimola e rinforza la consapevolezza che bisogna combattere per ciò in cui si crede,in questo caso la Fede,con la forza se necessario e con il Crocifisso in mano.Sappiamo benissimo che ciò che ci attende” non sarà ne pacifico ne indolore”… a noi la scelta: o soccombere sotto i colpi di satana che ha occupato anche Roma o lottare per la difesa della Fede nell’UNICO ,PERFETTO,IMMUTABILE VANGELO DI NOSTRO SIGNORE GESU’ CRISTO. Se decidiamo di lottare vuol dire che abbiamo la SPERANZA E LA CERTEZZA DELLA FEDE.Se abbiamo la Speranza non abbiamo paura ma la certezza che il SALVATORE SARA’ “CON NOI SEMPRE ,FINO ALLA FINE DEI TEMPI”. Andiamo avanti con coraggio.

    • PIERO LAPORTA ha detto:

      Bisognerebbe chiedere di CRISTIADA alla casa di distribuzione di Mediaset, fra le principali responsabili del decadimento culturale degli ultimi 40 anni.

  • Enrico Nippo ha detto:

    Mi capita per caso fra le mani il Giornale di ieri 26 agosto (io non compro giornali e con i soldi ci faccio colazione al bar). Nella sezione ALBUM trovo una recensione all’epistolario del poeta russo Osip Mandel’stam, arrestato dia bolscevichi e morto in prigione.

    Mi hanno colpito questi attualissimi versi riguardanti il profilo politico di Stalin, applicabilissimi al nostro attuale “governo” (le virgolette sono d’obbligo):

    “Forgia un decreto dopo l’altro come ferri di cavallo:/ a chi lo dà nell’inguine, o fra gli occhi, sulla fronte o nel muso.// Ogni morte è una fragola per la sua bocca”.

    L’ultimo verso mi fa pensare ai suicidi che continuano a susseguirsi per disperazione a causa della perdita di lavoro, e di cui i nostri “notabili” se ne fottono.

  • pg ha detto:

    il NOM , quello progettato da Kissinger inizio anni ’70 , era insostenibile perchè andava contro ogni legge naturale . Gli squali o cattivi gestore del NOM son stati conseguenza del piano orgoglioso fatto da ometti. Esattamente quello che sta accadendo ora per affrontare questa crisi conseguente aggravata da Covid. L’unico vero elemento di sorpresa in questi ultimi otto anni è stato la presa di potere nella Santa Sede da parte di forze sataniche . Come intuito da Leone XIII e da altri veggenti-profeti.

    • PIERO LAPORTA ha detto:

      Guardi, non scomoderei gl’inferi. La storia è fatta anche dagli imbecilli, occorre tenerne realisticamente conto.
      Lei mi dirà Deus dementat quos perdere vult, ma è un altro discorso.

  • Marcolino ha detto:

    Chiediamoci come sarebbero pagate le mazzette per le armi, per i ponti che crollano, per la droga, per la prostituzione, per gli organi espiantati, venduti e da trapiantare di contrabbando, per i bambini da torturare e berne il sangue adrenalinico; in una parola: la corruzione, come la si paga? Provate a

    Quindi? Meglio il disordine mondiale?

    Bei tempi quando si poteva abbattere di dv9 su Ustica e oggi si può riapporre il segreto di stato (perché la verità fa troppo male, ora una delle vittime ricorre al TAR). O quando saltava la stazione a Bologna. O quando Licio Gelli poteva versare cash a movimenti neofascisti in Svizzera?

    Caro generale,

    Il mito dell’eta’ dell’oro e’ un mito. Non e’ mai esistito.

    La fede non e’ protologica ma escatologica.

    Lei non può non sapere , non può non avere dubbi sul passato. Sul blog di Nino Aconte, ex gladiatore, ha fatto un commento sul dr Contrada, ex numero 2 della polizia. Giorni fa fece il suo nome pure la giudice scampata all’addaura.

    Io non so come era prima della guerra. Ma il dopoguerra e’ stato un disastro. E non c’erano solo “i rusdi” a fare danni, ma pure il “patto atlantico”.

    A sto punto spero pure io che Bergoglio sia l’anticristo e Cristo torni PRESTO. REALMENTE. COMPIUTAMENTE. NELLA PARUSIA. Non nei trionfi dei cuori immacolati come emendativda e da e da e da e da….son 2000 anni che tutto e’ come prima (2 pt) caro generale.

    Quindi ha senso parlare ancora?

    L’unica cosa che solleva e’ la fede. La fede che permane, PEE GRAZIA DI DIO, nel buio.

    Se ci fosse luce, sarebbe bellissimo (Aldo Moro, lettere dalla prigione del popolo)

  • Enrico Nippo ha detto:

    Giovanni Paolo II: «Il male divora se stesso».

    E’ soltanto una frase ad affetto. Finora e per ora il male continua a divorare l’altro da sé ed è talmente impegnato in questo che a divorare se stesso non ci pensa proprio.

    Da domani … “domani” … che non esiste se non
    nell’immaginazione, si vedrà. Forse.

    • Davide.S ha detto:

      Io credo che il male non vincerà, perchè quanto succede oggi è stato già scritto nel libro dell’Apocalisse, in cui è ben illustrato chi vincerà e perchè sempre più persone si stanno accorgendo degli inganni che si stanno consumando. Certo, forse vi saranno bagni di sangue e tragedie, però se leggiamo queste pagine è perchè siamo animati dalla Fede e quindi vogliamo e sappiamo che “non prevalebunt”.

    • PIERO LAPORTA ha detto:

      Se lei misura il tempo col cronometro, temo possa disperarsi. Provi a rammentare che cosa è stato fra il 1979 e il 1989, due secoli. Coraggio. 🙂

      • Enrico Nippo ha detto:

        La sua risposta si riferisce a quanto ho scritto io?

        • PIERO LAPORTA ha detto:

          Sì 🙂

          • Enrico Nippo ha detto:

            Bene. Da cosa lei abbia dedotto che io misuri il tempo col cronometro mi sfugge. Anzi mi sembra di avere affermato proprio il contrario: ho scritto che “domani” è una pura immaginazione, ed ora aggiungo che è proprio il cronometro che ce lo fa immaginare. Si guardano le lancette dell’orologio che si muovono e crediamo che esse indichino il tempo che “passa”, mentre esso SCORREe proprio ADESSO.

            Di fatto c’è solo OGGI. Ed è incronometrabile. Ed essendoci solo l’OGGI, cioè l’unico “tempo” reale, non c’è che da viverlo al meglio dei propri doveri morali e spirituali. Di conseguenza, non c’è spazio per la disperazione che è legata inevitabilmente al tempo; ci si dispera o comunque si soffre perché si ATTENDE qualcosa che è di là da venire. Ma intanto si perde l’OGGI. Ossia, non si vive l’OGGI che è reale ma in funzione del “futuro” che è immaginario, e questo ha le sue conseguenze non proprio positive.

            Lo dico col massimo rispetto per le profezie: a mio parere, in giro c’è troppo profetismo, troppa proiezione nel futuro, troppa immaginazione, troppa ATTESA. E si sa che più l’atteso si fa attendere e più la sofferenza dell’attendere aumenta.

            Il coraggio,dunque, non è quello richiesto dall’attesa bensì quello che occorre per vivere OGGI. Nulla è “accaduto” e nulla “accadrà” al di fuori dell’OGGI.

            Non le sembra? 🙂

    • Creazionista ha detto:

      Totalmente d’accordo, come dire che il diavolo si autodistruggerà, invece è stata necessaria la venuta di Gesù e la promessa che la Madonna lo schiaccerà.
      Il nemico in guerra non si suicida per effetto auto-collaterale.
      E in ogni caso prima della sconfitta ci sarà solo da soffrire, immensamente, già è così per molti, ma presto questa ci sembrerà una piacevole vacanza e invocheremo le bombe di Putin come una liberazione

      • PIERO LAPORTA ha detto:

        Non so se le sue previsioni siano corrette, ma il futuro è nelle mani di Dio come noi altri, d’altronde.

    • stefano raimondo ha detto:

      Commento realista. Condivisibile.

    • stefano raimondo ha detto:

      “domani”

      L’unico futuro che apprezzo è il futuro non deittico.