SAN RAFAEL, MONS. TAUSSIG COLPISCE ANCORA. IL PAPA CHE FA?

1 Agosto 2020 Pubblicato da 40 Commenti

 

Marco Tosatti

Carissimi Stilumcuriali, vi ricorderete  che qualche giorno fa abbiamo  pubblicato una lettera aperta di mons. Viganò a Edoardo Taussig, vescovo di San Rafael, che aveva chiuso il seminario per ragioni discutibili e discusse. Ora ci scrive uno dei nostri lettori abituali, per renderci edotti di un’altra azione certamente discutibile dello stesso presule. Leggiamo che cosa ci scrive Antonio Cafazzo:

Dr. Tosatti.

Ho un diavolo per capello e le scrivo un po’ per sfogarmi e un po’ per dare risalto MONDIALE (sperando che l’inquilino di Santa Marta faccia il suo dovere ogni tanto) a un altro FATTACCIO di quel vescovo Taussig che Wanderer chiama “riduttivamente” infame e che merita sicuramente le parole BRUCIANTI di Paco Pepe (la Cigueña de la torre).

Due giorni fa lei ha pubblicato la lettera di Mons. Viganò su questo Vescovo e la sua impunita azione di chiusura del seminario argentino.

Questo il NEO FATTACCIO:

Ieri, 31 luglio 2020, l’impunito ha inviato una “Ammonizione canonica” a tre sacerdoti della sua diocesi con questa motivazione:

“… hanno cominciato a dare la comunione nella mano, ma con l’aggiunta di una ‘innovazione’ pastorale che consisterebbe nell’offrire a ciascuno dei fedeli che va a ricevere la comunione un panno di lino bianco da mettere nella mano che riceve l’ostia, fare la comunione e poi lasciare quel panno in un cestino, eventualmente da lavare o bruciare (non so la sua destinazione), con lo scopo di ‘curare’ le particelle che potrebbero staccarsi dall’ostia ricevuta”.

– A parte l’ignoranza crassa e voluta dell’Istruzione Memoriale Domini (1969);

– A parte l’arroganza di un pastore orgoglioso e superbo (forse si sente nella manica sinistra del Pontefice argentino?);

– A parte il disprezzo delle “pecore” che si lamentano di lui;

– A parte che sta “uccidendo” le vocazioni;

– A parte la sua non-consapevolezza che sta mangiando e bevendo a sbafo perché senza quella sua “professione” clericale forse non troverebbe da fare altro lavoro nella pampa…

… la cosa che più mi imbestialisce è l’aver sanzionato tre ECCELLENTI parroci le cui celebrazioni ho seguito QUOTIDIANAMENTE in Youtube in questi tre mesi di demoniaca chiusura delle messe e delle chiese.

Checché ne dica l’attuale quasi totalità di appestati di misericordite, se fossi un Pietro redivivo e avessi vicino l’”infame” staccherei entrambe le orecchie al “chierico” (poi vediamo chi assolve il Giudice Tradito !!!).

—-

Per chi conosce lo spagnolo e vuole darsi certezza della infame lettera-sanzione del Servo di Dio…

https://caminante-wanderer.blogspot.com/

§§§

Questa la lettera. Sul sito in spagnolo abbiamo però visto che ha ricevuto una lettera da mons. Héctor Aguer, già arcivescovo di La Plata, mandato via al compiere del 75 anni in malo modo da papa Bergoglio, che non lo amava, e che voleva quel posto libero per il suo ghostwriter “Tucho” Ferandez, quello del libro “Sáname con tu boca. El arte de besar”. Guariscimi con la tua bocca. L’arte di baciare. E non commentiamo oltre. Ecco la lettera di Aguer:

Caro Eduardo:

Mi dispiace profondamente per quello che è successo a San Rafael, a causa di un errore molto grave da parte tua: il decreto sul modo di ricevere la comunione. Ti ho espresso la mia opinione le due volte che mi hai chiamato al telefono. Ho spiegato le ragioni nel mio articolo “La comunione in tempi di pandemia”, pubblicato su “InfoCatólica”.

Prego per te e per la diocesi. E, in modo molto speciale, per i sacerdoti e i seminaristi. Spero che queste vocazioni non vadano perse.

+ Héctor Aguer

Arcivescovo emerito di La Plata

***

Commenta the Wanderer: “Tutto questo dimostra che si tratta di un uomo completamente pazzo. Se la Santa Sede è stata così rapida nell’intervenire in altri casi, non è comprensibile perché non intervenga in San Raffaele e rimuova dall’incarico una persona che non è in grado di governare la diocesi”.

E, in effetti, ci sembra che un intervento rapido e deciso della Congregazione per i Vescovi, su iniziativa del Pontefice, sarebbe augurabile. E necessario. 

§§§




 

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40 commenti

  • Diego ha detto:

    È ridicolo che una cattocomunista con un concetto malsano di obbedienza e con enormi lacune teologiche ed ecclesiologiche si permetta di criticare dei cattolici!
    Ci prova così tanto gusto a trollare ed a dileggiare la fede altrui?
    Perché non se ne va a scrivere sui siti dei modernisti suoi simili?

  • Maria Michela Petti ha detto:

    Il papa che fa? Un breve cenno, anche perché il mese di luglio – in teoria – è riservato al “riposo”.
    Fra un cambio di segretario personale, qualche nomina vescovile (ma non per sostituire molti ultrasettantacinquenni…) e l’accettazione della rinuncia di mons. Pinto, già nunzio in Cile (a che punto è la soluzione dello scandalo abusi, da quelle parti???), ha dedicato quasi un’ora ad un colloquio con un amico di vecchia data con il quale per più di un anno ha avuto – solo – un intenso scambio epistolare: Eugenio Scalfari, il quale informa oggi sull’argomento di conversazione che sta molto a cuore a Bergoglio: la questione ambientale, cui il fondatore di “Repubblica” promette di collaborare da par suo.
    «Giovedì ci siamo di nuovo incontrati a Santa Marta in Vaticano – comunica – Non potevamo farne a meno e quindi ci siamo di nuovo abbracciati fisicamente e mentalmente». Beh! certo: in questo clima di incertezza sul distanziamento – no, poi di nuovo sì, ma sui treni sì, sugli aerei no, ad esempio – non starò a cavillare su un abbraccio “fisico” fra amici, per di più di tale rilevanza…
    Il virgolettato di tutta la conversazione attribuito al papa risulta quanto mai impegnativo: «Ricordiamo
    – mi ha detto il Papa – quei luoghi del paese colmi di biodiversità che sono l’Amazzonia e il bacino
    fluviale del Congo con le grandi falde acquifere. L’importanza di luoghi come questi per l’insieme
    del Pianeta e per il futuro dell’umanità sono di grande importanza. In realtà stanno cambiando
    anche gli oceani e i fiumi. I tecnici se ne occupano ma la politica è presa da altri problemi. Compete
    alla Chiesa gran parte di questo lavoro. Tutte le comunità cristiane hanno un ruolo importante da
    compiere in questa educazione».
    Ecco: gran parte di questo lavoro compete alla Chiesa, perché “la politica è presa da altri problemi”.
    Se non ci fosse il papa a ricordacelo, non ce ne accorgeremmo! Ed ecco che non è mancato oggi nel dopo Angelus il richiamo al «l’impegno convergente di tutti i responsabili politici ed economici, si rilanci il lavoro: senza lavoro le famiglie e la società non possono andare avanti», dopo aver espresso vicinanza al «popolo del Nicaragua che soffre per l’attentato alla Cattedrale di Managua, dove è stata molto danneggiata – quasi distrutta – l’immagine tanto venerata di Cristo, che ha accompagnato e sostenuto durante i secoli la vita del popolo fedele».
    Intanto: non si contano più le chiese che bruciano e le profanazioni a luoghi e oggetti di culto, passate sotto silenzio. L’ultima: sempre in Nicaragua, a Nindiri, dove – solo qualche giorno fa – dalla chiesa della Madonna del Perpetuo Soccorso ladri hanno portato via ciborio e ostensorio, lasciando sul pavimento le ostie consacrate.

  • carlone ha detto:

    Enrico Enrico…
    Chiaro che il riferimento di S, Paolo era a quelle ” bisbetiche” di Corinto.
    Chiaro che Eva cade in quanto ” bisbetica” che è una prerogativa femminile e non in quanto donna.
    Tutte queste donne non possono parlarle o insegnarle qualcosa ?

    Caterina da Siena , Teresa di Lisieux, Teresa d’Avila , Ildegarda di Bingen ,tutte Dottori della Chiesa
    In attesa del riconoscimento
    Gertrude di Helfta
    Veronica Giuliani
    Brigida di Svezia
    Margherita Maria Alacoque
    Giuliana di Norwich
    Maria Faustina Kowalska
    Laura di Santa Caterina da Siena
    Concepción Cabrera de Armida

    • Enrico ha detto:

      Beh, non è che le bisbetiche fossero solo quelle di Corinto e che poi si siano estinte.

      Forse che oggi non ci sono bisbetiche a plotoni?

      A proposito: Ildegarda di Bingen, è la mia Donna preferita.

    • Enrico ha detto:

      Grande Ildegarda!

      “Quando nel maschio si fa sentire l’impulso sessuale (libido), qualcosa comincia come a turbinare dentro di lui come un mulino, poiché i suoi fianchi sono come la fucina in cui il midollo invia il fuoco affinché venga trasmesso ai genitali del maschio facendolo bruciare … Ma nella donna il piacere (delectatio) è paragonabile al sole, che con dolcezza, lievemente e con continuità imbeve la terra del suo calore, affinché produca i frutti, perché se la bruciasse in continuazione nuocerebbe ai frutti più che favorirne la nascita. Così nella donna il piacere con dolcezza, lievemente ma con continuità produce calore, affinché essa possa concepire e partorire, perché se bruciasse sempre per il piacere non sarebbe adatta a concepire e generare. Perciò, quando il piacere si manifesta nella donna, è più sottile che nell’uomo…”

      dal Liber causae et curae

    • Boanerghes ha detto:

      Il riferimento di Paolo è anche universale.
      Il suo elenco delle donne sante rivela appunto la grandezza della vocazione della donna in Maria, nuova Eva.
      Tutte umili, piene di carità, amanti del loro sposo Cristo Signore, pronte a dare la loro vita per la Chiesa, per la santità del sacerdozio, etc.
      Vero e santo aiuto all’uomo

  • Lucy ha detto:

    Come documenta molto bene Donna Papa Benedetto ha dato le giustificazioni più belle per chi vuole ricevere la comunione in bocca. Ma al di là della questione sul modo di ricevere la Santa Eucarestia , quello che è ormai chiaro che tale modalita è stata presa a San Rafael come pretesto , un espediente diabolico per eliminare un seminario ” scomodo ” .Come dire ” finalmente abbiamo un appiglio per uccidere questo seminario cattolico i cui seminaristi diventati preti ci creeranno molti problemi “.
    Quello che George Weigel scrisse a proposito della sostanziale distruzione del Pontificio Istituto Giovanni Paolo II come “opera di uomini testardi e spietati , Vandali che saccheggiano di nuovo Roma …” può essere benissimo applicato a tutte le opere di devastazione dal 2013 in poi, a danno di strutture , movimenti Fraternità come quella dei Santi Apostoli di Bruxelles , anch’essa fiorente di vocazioni , singole persone ( teologi , professori il cui elenco è sterminato.
    I Vandali sono dappertutto , non solo a Roma ma ovunque ci sia ancora traccia della Chiesa Cattolica Apostolica Romana.

  • Iginio ha detto:

    Lo scorso giugno in Calabria ho visto una signora che riceveva la Comunione in ginocchio e con un fazzoletto sulle mani. Dopo la messa mi sono avvicinato e presentato, le ho fatto i complimenti e le ho chiesto se aveva seguito il dibattito su questo tema in internet. Lei candidamente mi ha detto di non sapere nulla di quello che si diceva in internet e di avere agito così perché il cuore le dettava così.
    Questo è un esempio di purezza di cuore che difficilmente si trova ai piani alti del clero di oggi. Non è frequente nemmeno tra i sedicenti tradizionalisti, a dire il vero. Ma è grave che non lo sia tra chi nella Chiesa deve dare l’esempio ai fedeli.

  • Rafael Brotero ha detto:

    È forse ignoranza mia, ma quello di ricevere l’ostia su un fazzoletto mi sembra pessimo e merita la proibizione.

    • Boanerghes ha detto:

      L’intenzione della signora è il rispetto per il Sacramento. Immagino che il fazzoletto sia pulito.
      Rimane il problema dei frammenti

  • Antonio Cafazzo ha detto:

    @ Gius…Yplacabile.
    1) Quando si hanno insistiti criteri di “obbedienza o bastone” che ricordano modi di squadrismo è improprio e emblematico affibbiare ad altri epiteti di “anarco-fascismo”. In psicoanalisi questo spostamento all’esterno di chiama “transfert delle proprie pulsioni, proiezione del proprio Sé”.
    2) Il Cardinale McCarrich per farsi “ubbidire” usava il baculo (bastone) pastorale o bacetti perugina e tiramisù?

    • Giusy ha detto:

      Molto interessante che il sig. Cafazzo, per questo intelligentissimo messaggio, utilizzi termini che avevo scritto in un messaggio che il prode Tosatti aveva evitato di pubblicare. Comunque sì: il Vescovo è chiamato a usare anche il bastone (Benedetto XVI). Siccome qui c’è stata violazione del vincolo di obbedienza, oggetto di giuramento, ha fatto bene a usarlo.
      Aggiungo anche che qualsiasi individuo pensante e un po’ informato è in grado di comprendere che la scelta di chiudere un seminario è conseguenza di una situazione incancrenita da tempo e non certo per una situazione episodica. Ma d’altra parte occorre tenere presente che c’è gente retribuita per pubblicare ingenuità.

    • Enrico ha detto:

      La Giusy ha fatto finta di non aver letto il passo di san Paolo sulle donne, però continua a sparare amenità pensando che il bastone riguardi soltanto gli altri e non anche essa stessa.

      Da cattocomunista anarco-femminista qual’è preferisce farsi la legge per conto proprio, usando, manco a dirlo, della “creatività” che purtroppo è andata al potere nella Chiesa e nello Stato.

      Cara Giusy, ritiene davvero di non meritare anche Lei un fracco di bastonate?

  • Don Pietro Paolo ha detto:

    Sicuramente L’apostolo Pietro, dopo aver ascoltato l’ammonimento del Divino Maestro, “chi di spada ferisce, di spada perisce” (cf Mt. 26,52), avrebbe seguito i tanti esempi del Misericordioso che a chi lo schiaffeggiava non rispose inveendo ma con dolcezza disarmante fece una domanda priva di violenza. Purtroppo a volte le nostre parole trafiggono più che la spada e fanno male. Abbiamo tutti da seguire il modello per ecccellenza, Gesù Cristo, e plasmare la nostra vita sulla sua Parola. Ora, la Parola di Dio ci dice di rispettare sempre i consacrati del Signore, anche quando le loro opere sono condannabili: “Non toccate i miei consecrati” (Sl 105,15). Esempi di “unti del Signore” indegni nella Sacra Scrittura ce ne sono tanti, ma sono stati rispettati per il loro ministero. Per tutti voglio ricordare: il rispetto di Davide per Saul (cf 1 Sam 24,7); l’atteggiamento dell’arcangelo Michele che non usò parole offensive addirittura verso il diavolo (cf Gd 1,8-9) e infine, riporto le parole di S. Caterina da Siena al papà Urbano VI: “(bisogna) tagliare il vizio… santissimo Padre, siano levati dalla santità vostra il disordinato vivere e scellerati modi e costumi loro….E perciò, se io parlo quello che pare che sia troppo e suoni presunzione…mi scusi davanti a Dio e alla santità vostra”. È giusto indignarsi davanti a ciò che si ritiene non buono, “ma se vi mordete a vicenda, guardate almeno di non distruggervi del tutto ” (Gal 5,15) . La Casa comune sta bruciando: mettiamo tutto il nostro impegno a spegnere le fiamme anziché alimentarle. Apprezzo la foga con la quale alcuni esprimono il loro zelo verso la Chiesa del Signore, ma ricordiamoci che il suo solo Salvatore è Gesù e, con la potenza del suo Santo, che nonostante tutto non l’ha mai abbandonato, la renderà più bella e più Santa di prima. Questo segnerà il trionfo del Cuore Immacolato di Maria. Amen

    • Don Pietro Paolo ha detto:

      leggi: con la potenza del suo Santo Spirito

    • : ha detto:

      «Esempi di “unti del Signore” indegni nella Sacra Scrittura ce ne sono tanti, ma sono stati rispettati per il loro ministero»

      Caro don Pietro,

      ho viva simpatia per Lei, che mostra un santo zelo per la Chiesa e per la sua (di Lei don Pietro) missione; uno zelo però – come dire – un po’ disincantato.

      Non mi sembra che in questo blog sia mai stata mostrata mancanza di rispetto per il ministero del Sacerdote (ripeto: “per il ministero”); ma semmai è stata denotata mancanza di rispetto da parte di molti Sacerdoti (che comunque sono sicuro non essere maggioranza, trattandosi dei più esibizionisti) per il proprio ministero, e per questo criticati, anche se alle volte un po’ troppo in eccesso.

      O come definisce Lei il rispetto che un Sacerdote ha quando durante la Messa non recita e non fa recitare il “Credo”, perché – si vanta – «al “Credo” io non ci credo». O quei tanti Sacerdoti che mesi fa nelle Omelie affermavano che Sodoma “è stata salvata”, in “obbedienza” (come vede ci sono delle “obbedienze” perverse) a disposizioni venute dall’alto; o per salire di gerarchia, che “non si sa cosa disse Gesù perché a quei tempi non c’erano i registratori”; o più su ancora che la Madonna non è nata priva del peccato originale, o che le anime dei cattivi non vanno all’Inferno ma si dissolvono come una nuvoletta; e finiamola qui per carità cristiana?

      Chi è che non rispetta il Ministero: chi li critica per questi motivi, o loro stessi?
      Creando, peraltro, danni enormi per i tanti Sacerdoti che rispettano e conducono con vero zelo il loro ministero, i quali vengono confusi nella massa con quei cattivi pastori esibizionisti e amanti della scena quando non, almeno all’apparenza, atei.

    • Mikhael ha detto:

      Lei è prete davvero? Mah ammesso che lo sia cortesemente non tiri fuori amenità su NSGC e San Michele Arcangelo.
      Nel primo caso quando veniva ingiustamente percosso, Gesù Cristo chiese spiegazioni. “Dimostrami dov’è il male in quel che dico ma se dico il bene perché mi percuoti?”
      L’Arcangelo Michele lasciò la condanna definitiva del Diavolo a Dio ma nel frattempo lo sconfisse, incatenò e gli impedì di nuocere. La battaglia c’è ed è doverosa. Io posso porgere la mia di guancia, non quella degli altri caro don Pietro Paolo che della Misericordia sembra tracciare quell’uso irresponsabile condannato da Sant’Alfonso Maria de Liguori.

  • Adriana ha detto:

    A prescindere da Peppina che è un singolare ircocervo tra una bas-bleu e una tricoteuse ( copyright modello femminile sfilate Gucci ),
    non mi meraviglia la pervicace tontoneria di questo vescovo. Ricordo che nei primi anni di pontificato il Sedicente rimproverò un gruppo di volonterosi seminaristi perchè il loro alto numero non poteva significare altro che nel loro paese esistevano molti , disdicevoli problemi.
    Ultima notiziola : a Bergamo ( sic! ) Scalabrini ,direttore dell’Ufficio per il Dialogo invita presbiteri e popolo a offrire la migliore ospitalità ai fratelli islamici per la festa dello ” sgozzamento “.Scrive , tra l’altro :” Si ricorda che detta festa rammenta il mancato sacrificio di Ismaele ( sic ! ) da parte di Abramo “.
    Forse non ha ben presente che gli animali vengono sgozzati vivi e poi appesi e lasciati morire goccia a goccia . Ma si sa, se c’è una religione ” nervosa” e
    ” tagliente ” è quella islamica ,perciò è prudente lisciarla dalla parte del pelo . A S. Marta come a Bergamo è in auge la “diplomazia “.
    https://www.voxnews.info/2020/08/01/chiesa-di-bergoglio-invita-i-cristiani-a-partecipare-alla-festa-islamica-dello-sgozzamento/

  • Corrado Bassanese ha detto:

    “E, in effetti, ci sembra che un intervento rapido e deciso della Congregazione per i Vescovi, su iniziativa del Pontefice, sarebbe augurabile. E necessario. ”
    Quale Pontefice, quello a Roma? Ma va???..🤣🤣🤣…

  • Giusy ha detto:

    Vedo che il coraggioso Marco Tosatti non pubblica i miei messaggi in replica alle sue sciocchezze. Ho sopravvalutato un cappone da brodo!

    • : ha detto:

      Ma lei cos’è: una masochista? Non si rende conto che si rivela – e si condanna – con le sue stesse parole? Forse qui Tosatti pecca di scarsa carità nel pubblicare le sue farneticazioni.

  • Enrico ha detto:

    Cara Giusy, l’ha detto Lei: “obbedienza o fuori dai piedi”. E allora impari.

    “La donna impari in silenzio, con tutta sottomissione. Non concedo a nessuna donna di insegnare, né di dettare legge all’uomo; piuttosto se ne stia in atteggiamento tranquillo. Perché prima è stato formato Adamo e poi Eva; e non fu Adamo ad essere ingannato, ma fu la donna che, ingannata, si rese colpevole di trasgressione. Essa potrà essere salvata partorendo figli, a condizione di perseverare nella fede, nella carità e nella santificazione, con modestia.”
    San Paolo Lettere a Timoteo

    Quindi, obbedisca: assuma un atteggiamento tranquillo e perseveri nella modestia. Altrimenti si tolga dai piedi.

    Di donne cattocomuniste e femministe ce ne sono pure troppe.

    • Boanerghes ha detto:

      Enrico, che dire, il suo intervento è chiaro, preciso, biblico, che spero il destinatario lo faccia suo. Ma ne dubito, purtroppo.
      Eppure la vocazione della donna, a immagine della nuova Eva, Maria Madre di Dio, è straordinaria in sé ed invidiabile, e dispiace vedere questi atteggiamenti.

    • Enrico ha detto:

      E’ certo, viste anche le cariche si responsabilità che “le donne” conquistano in seno alla Chiesa, che questo insegnamento di san Paolo (fascio -anarchico secondo Giusy), sia stato gettato nel dimenticatoio dato che non è al passo coi tempi.

      Ma, vede, Boarneghes, altro sono “le donne” e altro è la donna.

      La donna, un universo meraviglioso, ancora non del tutto esplorato ed anzi inesplorabile, misterioso, affascinante.

      “Le donne”? Mah … facciano un po’ loro …

  • Martina ha detto:

    Le conferenze episcopali sono diventate ormai una sorta di mostro ingombrante che, appena si muove, distrugge quello che ha intorno. Andrebbero abolite o perlomeno ridimensionate nei loro poteri. Ci vorrebbero però altri vescovi ed altri papi…

  • Giusy ha detto:

    Che dire? Il Vescovo ha imposto il rispetto delle regole della Conferenza Episcopale nazionale e ha giustamente detto che l’innovazione non autorizzata sottintende un giudizio negativo sulle disposizioni (i Vescovi imporrebbero un metodo non rispettoso). Questo si legge nella lettera.
    Benedetto XVI diceva che talora il Vescovo deve usare il bastone. Questo Vescovo ha giustamente usato il bastone.
    Che la cosa faccia arrabbiare Cafazzo o il sovversivo Wanderer o il fascio-anarchico Tosatti è solo la prova del nove che il Vescovo è nel giusto. Obbedienza o fuori dai piedi.

    • Marco Tosatti ha detto:

      Giuseppina, del fascio-anarchico lo dà a sua sorella, se ne ha una. Poi è evidente che il vescovo è ignorante, come Cafazzo ha giustamente messo in rilievo. Moderi i suoi furori e ragioni.

      • Giusy ha detto:

        Non ho sorelle. Se vuole può suggerirmi qualcun altro…. ecc.ecc. omissis…

      • stilumcuriale emerito ha detto:

        Marco si consoli: il fascio-anarchico è una figura politica mai esistita . Quindi è impossibile che lei lo sia o lo sia stato-

        • Y ha detto:

          Fascio-anarchico è un’espressione con cui si indicano i personaggi di estrema destra che, non potendo togliere la libertà agli altri, la rivendicano per sé adottando atteggiamenti anarcoidi e sovversivi. Caratteristica tipica del fecciume neofascista politicamente perdente, robaccia ben diversa dal ben più virile fascismo storico.

      • Alda ha detto:

        La banni Tosatti… Fuori dai piedi e dal blog..

    • Michel Berthoud ha detto:

      Giusy, non si vergogna ? Sono allibito per il suo commento.
      Perchè legge questo blog ?

    • Creazionista ha detto:

      C’è la terza opzione, quella di Elia

    • Boanerghes ha detto:

      Giusy
      È proprio il caso di dire che è meglio per la sua salute spirituale andare a fare la calzetta

    • Donna ha detto:

      @Giusy

      Dato che cita papa Benedetto XVI, ricordo cosa disse e scrisse a proposito dell’accostarsi alla Santa Eucaristia:

      Nel libro intervista “Luce del mondo” :
      “Facendo sì che la comunione si riceva in ginocchio e la si amministri in bocca, ho voluto dare un segno di profondo rispetto e mettere un punto esclamativo circa la Presenza reale… Deve essere chiaro questo: È qualcosa di particolare! Qui c’è Lui, è di fronte a Lui che cadiamo in ginocchio”.

      In una omelia del Giovedì Santo

      “… Dobbiamo rivolgere la nostra attenzione su ciò che gli evangelisti ci riferiscono riguardo all’atteggiamento di Gesù durante la sua preghiera. Matteo e Marco ci dicono che egli ‘cadde faccia a terra’ (Mt 26, 39; cfr. Mc 14, 35), assunse quindi l’atteggiamento di totale sottomissione, quale è stato conservato nella liturgia romana del Venerdì Santo. Luca, invece, ci dice che Gesù pregava in ginocchio. Negli Atti degli Apostoli, egli parla della preghiera in ginocchio da parte dei santi: Stefano durante la sua lapidazione, Pietro nel contesto della risurrezione di un morto, Paolo sulla via verso il martirio. Così Luca ha tracciato una piccola storia della preghiera in ginocchio nella Chiesa nascente. I cristiani, con il loro inginocchiarsi, entrano nella preghiera di Gesù sul Monte degli Ulivi. Nella minaccia da parte del potere del male, essi, in quanto inginocchiati, sono dritti di fronte al mondo, ma, in quanto figli, sono in ginocchio davanti al Padre. Davanti alla gloria di Dio, noi cristiani ci inginocchiamo e riconosciamo la sua divinità, ma esprimiamo in questo gesto anche la nostra fiducia che egli vinca”.

      Vede signora Giusy, se è vero che l’obbedienza è una grande virtù soprattutto in materia “religiosa/di fede” tuttavia il Signore ci invita anche a discernere tra un ordine volto al bene e uno volto al male , cioè quello che non contempla Dio, ma il principe di questo mondo.
      Questo vescovo chiudendo un seminario (fonte di vocazioni) e riprendendo sacerdoti che (loro si) hanno compreso cosa significhi trovarsi di fronte a Dio Eucaristia, non ha servito Cristo,ma il suo nemico.

      • silvano ha detto:

        Scusi tanto, Benedetto XVI non ha affatto escluso che la comunione possa essere distribuita in modo diverso. Infatti non ha emanato norme che impedissero la ricezione in piedi e sulla mano. Il suo era un discorso di convenienza, perché riteneva che col metodo tradizionale si attestasse meglio la presenza reale. Lo ritengo pure io, ma non mi permetto di negare che altre modalità possano comunque assicurare il dovuto rispetto al Corpo del Signore o determinino di necessità una diminuita consapevolezza della presenza reale.

        Quando lei dice che un metodo è giusto e l’altro è sbagliato, commette un errore: entrambi i metodi sono accettati e utilizzati dalla Chiesa e presumere che la Chiesa possa adottare ed autorizzare un comportamento liturgico sbagliato è preoccupante, specialmente se pensa che nei primi secoli la comunione si riceveva proprio sulla mano.

        Impari a distinguere tra più conveniente/meno conveniente e giusto/sbagliato.

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