CORRISPONDENZA D’AMOROSI SENSI TRA DDL ZAN E AVVENIRE (LGBT?).

2 Luglio 2020 Pubblicato da

Marco Tosatti

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, ci sembra interessante continuare a parlare della legge liberticida sull’omotransfobia (qualunque cosa essa sia, che la legge stessa ben si guarda dal chiarire, per lasciare la repressione alla vaghezza interpretativa di giudici amici) che, come sapete, a nostro avviso rappresenta il maggiore attacco mai compiuto dal 1945 in poi alla libertà di pensiero, opinione ed espressione. Bene, quello che ci ha colpito – e non solo noi – è la posizione del quotidiano posseduto dalla CEi, Avvenire; che sembra in contrasto con la nota della Presidenza Cei, e con quello che papa Bergoglio ha detto a più riprese sull’ideologia Gender e le sue applicazioni pratiche: cioè quello che il DDL Zan vuole, e Avvenire, come una scheggia LGBT impazzita nel mondo cristiano, avalla. Vi offriamo tre elementi. Il primo è una lettera scritta da Luca Del Pozzo al Foglio; il secondo è un commento di Giuseppe Rusconi; il terzo è un brevissimo video da Cristiani Today, dove Laura Boldrini offre un’inverosimile giustificazione alla legge bavaglio. Buona lettura.

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Al direttore – Fece non poco scalpore quando il compianto card.Caffarra disse in un’intervista al Foglio che solo un cieco può non vedere la confusione che c’è oggi nella Chiesa. Scalpore e, manco a dirlo, sdegno, in alcuni casi rabbioso, dei soliti guardiani della rivoluzione. Ma come spesso gli capitava il cardinale aveva colto nel segno. L’ennesimo esempio arriva in questi giorni in cui, in ambito cattolico, in particolare sulle pagine del quotidiano della Cei, è in corso un fervente dibattito sul dl Zan contro l’omotransfobia. Dove non solo è capitato di leggere interventi, come dire, stravaganti, come quello di una insegnante di religione (quale?) che ha candidamente ammesso che lei ha “sempre pensato che di famiglie ne esistono di molti tipi e si tratta di famiglie vere anche se non sono basate sul matrimonio tra uomo e donna”, e che come insegnante di religione cerca di trasmettere ai suoi allievi l’essenza del cristianesimo ossia che Dio è amore e dove c’è amore c’è Dio (dal che ne deduce, se tanto mi dà tanto, che anche un uomo che vive con un gatto sono una famiglia, posto che possono volersi molto bene, giusto?); ma dove anche ci sono giornalisti che pensano, con buona pace della dura nota della Cei, che le iniziative previste dal dl in questione, come si leggeva ieri, “con una gestione equilibrata e senza estremismi potrebbero rivelarsi un’ottima occasione educativa”. Non solo. Ancor più interessante è quanto lo stesso giornalista scrive nella stessa pagina introducendo un’intervista ad una psicologa: “L’umanità è popolata solo di uomini che si percepiscono come uomini e da donne che si percepiscono come donne? Oppure ci sono varianti che il dato di realtà ci costringe a prendere in considerazione ? La risposta, che dal punto di vista biologico sembra scontata – ma non lo è affatto – diventa improba quando al dato anatomico si sommano aspetti biologici, psicologici e comportamentali. In questa dimensione di senso complessa si forma l’identità di ciascuno. E il binarismo perfetto, quello che la tradizione ci ha trasmesso, va in crisi. Ma rifiutare ciò che gli studi dell’ultimo mezzo secolo hanno ormai assodato e che l’evidenza clinica rende difficilmente oppugnabile, è davvero espressione di saggezza e di accoglienza delle sofferenze di cui è intrisa la vita di coloro che percepiscono una frattura tra il proprio sesso biologico e la percezione dell’identità personale ?”. Ora qui il punto è molto semplice: se simili affermazioni le avessimo lette su un qualsvoglia altro giornale, nulla quaestio. Voglio dire, puoi non essere d’accordo, ma ci sta che un quotidiano dichiaratamente laico e a favore delle battaglie lgbt, pubbichi questo e altri argomenti. Ma se lo stesso contenuto lo trovi spiattellato su un quotidiano cattolico, a firma di un giornalista di quel giornale, beh, Huston abbiamo un problema. E neanche piccolo. E’ lo stesso identico problema di cui parlava il card. Caffarra. Perchè se a fronte del biblico “maschio e femmina li creò”, su cui si regge tutta intera la visione cattolica della sessualità, dell’uomo e della donna, della famiglia, ecc., parli di uomini e donne che si “percepiscono” come tali; se dici che il dato biologico “non è affatto scontato”; se parli di studi assodati e di evidenze cliniche e di binarismo perfetto che va in crisi, allora forse c’è qualcosa che non torna. Per cui delle due l’una: o il giornale – ripeto, non un giornale qualsiasi ma l’organo ufficiale della Cei – è d’accordo, e allora converrà che ci spieghi come mai visto che si tratta di argomentazioni che cozzano in modo irriducibile con il magistero della chiesa cristallizzato nel catechismo; oppure non è d’accordo, nel qual caso sarebbe opportuna una ferma e decisa presa di distanza. Altrimenti si rischia solo di aggiungere confusione a confusione. E non va bene. 
Luca Del Pozzo

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Ecco, al commento di Luca Del Pozzo vorremmo aggiungere quello che scrive Giuseppe Rusconi sul suo Rossoporpora.

 

CORRISPONDENZA D’AMOROSI SENSI TRA ZAN E AVVENIRE

Osserva poi Zan:

Si tratta di una innovazione importante: la Giornata, infatti, viene celebrata dal 2004 ed è stata ufficialmente riconosciuta e proclamata dal Parlamento europeo con la Risoluzione del 26 aprile 2007 sull’omofobia in Europa. Da allora, essa viene celebrata anche in Italia. (…) Già oggi, in occasione della Giornata, si svolgono iniziative – anche  presso le amministrazioni pubbliche e nelle scuole – manifestazioni civili e anche religiose (nel 2018, ad esempio, si sono svolte veglie di preghiera nelle diocesi di Palermo, Parma, Sanremo, Lucca, Alessandria, Reggio Emilia, Roma, Trieste, Bologna, Siracusa, Firenze, Torino, Cagliari, Napoli, Genova, Milano, Cremona: cfr. https://www.avvenire.it/chiesa/pagine/oltre-omofobia-veglie-e-preghiere-guidate-dai-vescovi). L’articolo 5 della proposta di legge, dunque, prende atto di una realtà e di prassi già ampiamente diffuse nel paese (NdR: allora legalizziamo anche spaccio e consumo di droga o le irregolarità nella gestione dei migranti in diverse parti d’Italia, ad esempio nella galassia sedicente cattolica della Caritas di Bergamo?), le riconosce a livello legislativo e ne promuove – con efficacia generale – la prosecuzione” (…)”.

Non può non colpire la citazione elogiativa delle veglie di preghiera tenute in diverse diocesi italiane, con tanto di richiamo al quotidiano della Cei. Evidentemente Zan ha ricambiato il favore che Avvenire – facendo strame della nota diramata il 10 giugno dalla presidenza della Cei – gli ha fatto il 12 giugno pubblicandogli a tutta pagina un’intervista ‘rassicurante’ sul rischio che la legge colpisca la libertà di opinione.

Avvenire di oggi, mercoledì primo luglio? Affida al Turiferario Guastalamessa, al secolo Luciano Moia il compito di presentare il testo unificato. In prima pagina ecco il titolo “Omotransfobia, restano i dubbi sui reati d’opinione”. Che si può tradurre così: “Sì, la legge ci deve essere… magari si potrebbe migliorare in alcuni punti”.

Dentro, a tutta pagina 9, il titolone: “Omofobia, c’è il testo di partenza”. Nel lungo cappello introduttivo Moia osserva a proposito della ‘Giornata’ e delle altre strategie preventive: Tutte iniziative ad alto tasso di rischio ideologico che sarebbe però sbagliato bollare subito come propaganda lgbt a senso unico. Con una gestione equilibrata e senza estremismi potrebbero rivelarsi anche ottime occasioni educative. La disponibilità a mettersi in gioco anche, ma non solo, da parte dell’associazionismo familiare sarà la discriminante decisiva”. Moia c’è o ci fa? E’ un ingenuo irrecuperabile oppure un sepolcro arcobaleno? Ai lettori la non ardua risposta, preso atto delle righe deliranti sopra riportate.

Ma il Moia ci ha regalato nella chiusa del cappello un’altra chicca di commento alla relazione introduttiva. Leggere per credere: “Infine una nota curiosa. Nella relazione introduttiva, ricordando l’impegno profuso da tante realtà associative in occasione della giornata contro l’omofobia – che come detto si vorrebbe trasformare in ricorrenza nazionale – sono state ricordate anche le veglie di preghiera organizzate ormai da anni in molte decine di diocesi da Nord a Sud”. Che gioia e che piacere, che graditissima sorpresa per il Moia la citazione elogiativa di Zan… E si ripropone il dilemma: è un ingenuo irrecuperabile oppure un sepolcro arcobaleno? In ambedue i casi è certo un fiore all’occhiello per l’organo della conferenza episcopale cattofluida della chiesa patriottica sino-italica. E il direttore turiferario gli dovrebbe aumentare la paga. Sempre naturalmente che nell’8 per mille ci siano ancora soldi a sufficienza per la bisogna.  Altrimenti se li faccia dare da qualche amico… della galassia immigrazionista nell’ambito della Caritas bergamasca… o della galassia immigrazionista che sponsorizza la Festa annuale dell’Avvenire… o addirittura li mendichi da chi dalla nuova legge avrà quattro milioni di euro per elaborare le proprie strategie lgbt…

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Ed ecco il link a CristianiToday con il video di Laura Boldrini.

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12 commenti

  • Camera o Senato ? ha detto:

    Al parlamento (camera o Senato, non ricordo) è stata messa in calendario per il mese di Luglio solo la discussione della legge elettorale e della legge zan. Come se fossero le leggi più urgenti per mandare avanti lo stato.

  • nipass39 ha detto:

    Avvenire continua ad osannare un ddl osteggiato dalla CEI.
    I casi sono due: o Avvenire e CEI stanno eseguendo il gioco delle parti o Avvenire ha la copertura di Qualcuno che sta più in alto del Presidente della CEI.
    Non si spiega, infatti, come mai il PROPRIETARIO del famigerato foglio (la CEI) consenta al SUO Giornale di sbugiardarlo platealmente senza cacciare a pedate il suo equivoco direttore.

  • Luigi ha detto:

    “Sepolcro Arcobaleno” è il termine perfetto… Non ci resta che un bel coming out. Ormai si è capito il motivo di un certo continuo interesse giornalistico verso i temi lgbtqetcetc.

  • Antonio ha detto:

    …il quotidiano posseduto dalla Cei…Si, il quotidiano è veramente “posseduto”, ma non dalla Cei, da qualcun altro che “possiede” anche la Cei

    • Catholicus ha detto:

      Ottimo commento, Antonio, lei ha centrato il problema. Ma qui i posseduti sono tanti, intere legioni, di politicanti da strapazzo e falsi ecclesiastici, gli uni e gli altri passati al servizio del Nemico di Dio e dell’umanità intera; mal glie ne incoglierà, però, si accorgeranno di cosa comporta il mettersi contro l’Onnipotente, quando saranno dinanzi a Cristo Giudice.

  • IMMATURO IRRESPONSABILE ha detto:

    È in atto una guerra intra-modernista, il partito di Spadaro (vincente), contro quello di Bassetti (ricordate la richiesta di un sinodo italiano?) Il quotifiano, pur essendo espressione della CEI, ora appare schierato sul fronte opposto. Nulla di troppo scandaloso, in sè; qualche gioco di potere, qualche gelosia ec. Lo squallore viene da motivi di contesa come quest’ ultima questione. Personalmente trovo insopportabile l’ accettazione dell’ opinione antiscientifica che la condizione omo- affettiva sia “genetica” e non reversibile; molti adolescenti perdono la possibilità di ritrovare una propria identità sessuale. Solo il parlarne sarà considerato un reato.
    Tuttavia, al di là di queste tristezze para-clericali, ripeto un pensiero che mi porto dietro da tempo; se, magari solo come prassi, anche in ambito cattolico, si accetta che il rapporto sessuale abbia un fine (perfezione) separato da quello procreativo, allora sarà difficile convincere qualcuno che quel fine (“scambio affettivo” ? come lo distinguiamo dallo scambio reciproco di semplice “piacere”?) deve per forza raggiungersi con una femminuccia, se si è maschietti, e viceversa?

  • Enrico ha detto:

    ” L’articolo 5 della proposta di legge, dunque, prende atto di una realtà e di prassi già ampiamente diffuse nel paese”.

    Riecco, puntuale, il disgraziato punto 231 di Evangelium Gaudium: “la realtà è superiore all’idea”.

    Quindi ” le riconosce a livello legislativo e ne promuove – con efficacia generale – la prosecuzione” (…)”.

  • Stefano ha detto:

    Avvenire non è affatto una “scheggia impazzita” in un mondo cattolico sano. Anzi, ne è lo specchio. Se avvenire si comporta e si esprime in questo modo, è perché ha dei precisi ordini dall’alto. Punto. A nulla vale il timido belato (uno di numero peraltro) di bassetti o di qualche altro sparuto “ecclesiastico”,assimilabile ad una flebile quanto ridicola scoreggia. La realtà è che questa sutuazione assurda è voluta, difesa e sostenuta da colui che risponde al nome di giorgio mario bergoglio. È lui la causa di tutto. È lui che vuole tutto ciò. È lui che ha fatto emergere questo oceano di dissenso che era presente sicuramente anche prima con i pontificati precedenti, ma che comunque non era di simili proporzioni e in ogni caso veniva tenuto a bada dalla chiarezza dottrinale che sull’argomento avevano i suddetti pontefici. E che grazie a loro non riusciva ad emergere o quanto meno ad avere la meglio. Con bergoglio invece le sorti si sono ribaltate. Perché bergoglio, è ora di dirlo senza girarci intorno , è uno di loro. Sono troppi gli indizi che lo dimostrano : frasi ambigue, interpretabili in più modi (e non mi si dica x favore che è il suo stile! qualcuno ricorda interventi analogamente ambigui su immigrazione o ecologismo??)… quando non dei veri e propri assist! E ancora : Nomina di vescovi, promozione di sacerdoti e laici solo ed esclusivamente attingendo al serbatoio gay frendly. Atteggiamento estremamente positivo e cortese nei loro confronti (uno su tutti, si ricordi l’udienza concessa con tutti gli onori a p. Martin l’autunno scorso). Silenzio totale nei confronti di chi nella chiesa si dichiara favore all’omosessualità. ( e anche qui non mi si dica please che lui non si immischia!!!.. La reprimenda, non più tardi di due mesi fa verso mons. D’Ercole colpevole di aver (sommessamente peraltro) criticato le limitazioni liturgiche anti covid decise dal governo e’ lì a dimostrarlo. Come si devono interpretare simili segni???. La verità è che bergoglio oltre ad essere probabilmente omosessuale (represso o attivo non è dato sapere) è anche un uomo profondamente corrotto, la cui candidatura in conclave è stata sostenuta da corrotti riusciti non si sa come nell’opera di convincimento a votarlo, che una volta eletto si è scientemente circondato di altrettanti corrotti da lui messi nei posti chiave e che continueranno a essere messi lì. Questo è quanto. La situazione migliorerà?.. Non credo proprio. Anzi, con l’avanzare dell’età e il deterioramento delle condizioni psico fisiche dell’interessato, possiamo solo attendetci un costante peggioramento. L’unica speranza è che il Signore abbia finalmente pietà della sua chiesa ed intervenga. Da parte nostra.. Non resta che pregare.

  • Raffaella ha detto:

    Fate un giro negli oratori, parrocchie, gruppi scout, consigli pastorali vari etc.. etc..e chiedete cosa ne pensano; vi daranno quasi tutti la risposta dell’insegnante di religione citata nell’articolo.

  • SuperQueer ha detto:

    Ah Ah,Ah! MA L’AVVENIRE NON E’ QUEL GIORNALE CHE NEL 2009 LICENZIO’ IL DIRETTORE DINO BOFFO PER SUPPOSTA OMOSESSUALITA’ e supposte molestie ?? E non è stato Tarquinio a beneficiare di questa cacciata ??