VIGANÒ, PG. UN PRETE SCRIVE NELL’ORA DEL TRAMONTO.

21 Giugno 2020 Pubblicato da

 

 

Marco Tosatti

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, ci ha scritto un sacerdote, che la letto l’appello rivolto da Pezzo Grosso all’arcivescovo Carlo Maria Viganò, e a cui l’ex Nunzio negli Stati Uniti ha risposto in italiano, in inglese e in spagnolo. Buona lettura. 

§§§

Avendo anch’io letto la lettera che “Pezzo Grosso” ha scritto a Mons. Viganò, ho sentito il suo dolore, come quello di tanti nostri fratelli. Io pure provo un profondo dolore nella misura in cui vedo quanto sta succedendo nella Chiesa e nel mondo, ma nonostante dico: “io sono tranquillo e sereno come bimbo svezzato in braccio a sua Madre, come un bimbo svezzato è l’anima mia” (Salmo 130).

Conviene salire in alto per vedere meglio; l’aria è più pura e più luminosa. Conviene guardare le cose, le notizie, noi stessi, dalla prospettiva di Dio (è una grazia che Egli offre a chi la vuole) per comprendere la trama di ciò che stiamo vivendo e a che punto stiamo. Credo ricordare che, interrogata Suor Lucia circa il “Segreto” di Fatima, se poteva dire qualcosa, rispose che, se leggiamo i capitoli 12 e 13 dell’Apocalisse, abbiamo capito tutto.

Mi ha colpito la pressante domanda: che possiamo FARE?

Per molti pare che il primo comandamento sia “fare! fare! fare!”, e il secondo “in fretta, in fretta, in fretta!”.  Ma prima del fare c’è l’essere.

“Dobbiamo compiere le opere di Colui che mi ha mandato finché è giorno; poi viene la notte, quando nessuno può più OPERARE. Finché sono nel mondo, sono la Luce del mondo” (Gv 9,4)

“Ancora per poco tempo la luce è con voi. Camminate mentre avete la luce, perché non vi sorprendano le tenebre; chi cammina nelle tenebre non sa dove va. Mentre avete la luce credete nella Luce, per diventare figli della Luce” (Gv 12,35-36)

È forse arrivata “la notte”? Di sicuro siamo nell’ora del tramonto. I passeri cercano il loro nido, tutti gli esseri viventi si preparano nei rispettivi rifugi a trascorrere la notte. Quella notte, Gesù fu consegnato in mano ai suoi nemici e abbandonato e negato dagli amici. In quell’ecatombe, l’unico che si salvò dopo un primo momento di smarrimento fu il più piccolo, Giovanni, che corse al Cenacolo ad avvertire la Madre di Gesù di quanto stava accadendo. Lei sapeva tutto, lo viveva, ma Lei lo prese con Sé e lo mise in salvo, lo fortificò nella fede e nell’amore e così, quando ritornò la luce del giorno, poterono seguire da vicino Gesù fino al Calvario e oltre.

Questo è il segreto, è la risposta a “che possiamo fare?” Da ormai tanti anni la nostra pietosa Madre ce lo sta dicendo, con semplicità, con l’insistenza del suo amore, in tanti luoghi nel mondo. Dobbiamo rifugiarci come piccoli nel Cenacolo del suo Cuore Divino Immacolato. Sì, dobbiamo fare: ma DENTRO DI NOI, NELLA NOSTRA VITA!  Perché prima di “fare” dobbiamo “essere”.

Solo così ognuno avrà la luce necessaria per saper mettere a frutto, con efficacia, i propri “talenti” ricevuti, al momento giusto che Dio indicherà con i fatti.

Alla Bestia “fu permesso di far guerra contro i santi e di vincerli” (Apoc 13,7). Non sarà sufficiente essere “santi”, occorre che in noi sia interamente presente Gesù, Egli in noi, noi in Lui. Il nulla che siamo noi, insieme a Lui.  Cristo ed io, maggioranza assoluta!  Ma “se uno pensa di essere qualcosa mentre non è nulla, inganna se stesso” (Gal 6,3). Così, prima ancora di “essere” dobbiamo convincere noi stessi del nostro “non essere”. Come Gesù disse a Santa Caterina di Siena: “Io sono Colui che È, tu sei colei che non è”. Solo da qui parte la nostra risposta a “che dobbiamo fare?”

“«Sentinella, quanto resta della notte? Sentinella, quanto resta della notte?». La sentinella risponde: «Viene il mattino, poi anche la notte; se volete domandare, domandate; CONVERTITEVI, VENITE!»” (Isaia, 21,11-12)

 

«Nel Signore mi sono rifugiato, come potete dirmi: “Fuggi come un passero verso il monte”?

Ecco, gli empi tendono l’arco, aggiustano la freccia sulla corda per colpire nel buio i retti di cuore.

Quando sono scosse le fondamenta, il giusto CHE COSA PUÒ FARE?

Ma il Signore nel tempio santo, il Signore ha il trono nei cieli.

I suoi occhi sono aperti sul mondo, le sue pupille scrutano ogni uomo.

Il Signore scruta giusti ed empi, egli odia chi ama la violenza.

Farà piovere sugli empi brace, fuoco e zolfo, vento bruciante toccherà loro in sorte;

Giusto è il Signore, ama le cose giuste; gli uomini retti vedranno il suo volto.»  (Salmo 10)

Perrito Pastor

 

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28 commenti

  • Sara ha detto:

    Mi permetto di fare notare un particolare forse insignificante, il sacerdote che si è firmato “perrito pastor “,o ha copiato pedissequamente un’omelia del padre Pablo Martin Sanguiao del 20/06 u.s.,reperibile su Youtube,oppure si tratta dello stesso autore.Allora mi chiedo,nel primo caso,perché appropriarsi del pensiero altrui facendolo passare per proprio?l’onestà intellettuale è segno di rispetto ,soprattutto se si vuole conferire autorevolezza al proprio pensiero.Nel secondo caso,perche’Padre Sanguiao si fa riconoscere su un social e non su un’altro?Ha paura di qualcuno o credeva non lo scoprissero? A volte queste piccolezze sono l’indizio della credibilità di una persona e delle sue opinioni.

  • Roberto ha detto:

    Il sacerdote che si firma Perrito Pastor ha fatto un lungo discorso evanescente .

  • laura cadenasso ha detto:

    Imitare Cristo e lasciar fare a Lui…

    • stilumcuriale emerito ha detto:

      Imitare Cristo cosa vuol dire ?
      Mio padre non era falegname, mia madre quando mi ha partorito non era vergine, io non sono celibe, non faccio miracoli, non risuscito i morti….. in compenso Lui non recitava Rosari nè Litanie, pregava con i Salmi (persino sulla croce ne ha pregati due) . Vede, cara Sig.ra Cadenasso, ormai ci siamo abituati a ripetere certe frasi fatte, ma oltre alla fede ci vuole concretezza . Non se la prenda, la prego. Non voglio assolutamente litigare né con Lei né con altri. Ho solo espresso un mio pensiero.

      • laura cadenasso ha detto:

        Per me significa prenderlo come esempio. Quanto mai concreto

      • Giorgio Carcangiu ha detto:

        @ Al Sig. Stilum Curiale Emerito!
        E’ ormai da tempo che tanti pregano “San Rosario” o “San Salmo (lei accenna a due San Salmo) oppure altri santi sconosciuti. Io sono stato abituato fin da piccolo (ora ne ho soltanto 79!) a pregare “con il Santo Rosario”, ripeto “con”.
        Lei. che si presenta come una persona colta, potrebbe indicarmi qualcuno di questi “San Salmo” o “San Rosario”.
        Le parole avranno pure un significato e, soprattutto in materia di Fede, e vanno usate nel loro significato autentico. o mi sbaglio?

  • Rafael Brotero ha detto:

    Ni, non è arrivata la notte.
    La Chiesa Cattolica – la vera, non la bergogliana, apostata, che verrà distrutta come Sodoma -, ha con sé ancora intatta la fede a lei consegnata da Dio. Ha con sé la Verità, ha con Sé Dio.
    Il mondo putrefatto è putrefatto proprio perché ha combattuto la Chiesa con tutta la violenza, la menzogna immaginabili. Ha le mani pulite la Santa Chiesa.
    Cosa manca? Perché il caos?
    Mancano i prelati.
    Mancano i pastori che difendano la Verità, che difendano la fede, che difendano il gregge contro il lupo bergogliano.
    Ecco il vero scandalo.

  • stilumcuriale emerito ha detto:

    Mi scusi, Reverendo, se sono impertinente, ma già leggere nella misura in cui mi fa venire l’orticaria (per via del ’68) ; inoltre non mi è chiaro quale sia la sua ricetta. Cioè, mettendo insieme due versetti del Vangelo di Giovanni, con uno dell’Apocalisse e uno di Isaia con 8 versetti di un Salmo, senza un minimo di ragionamento risulterebbe chiaro che cosa dobbiamo fare per salvare la Chiesa?
    Sperando non voglia disdegnare di abbassarsi al mio livello la pregherei di chiarirmi un po’ le idee. Grazie.

  • Alda ha detto:

    É così grave? 🤔🤔

  • alberto giovanardi ha detto:

    Tra gli ultimi convertiti alla neofede bergogliona spicca del tutto inopinatamente il giornalista e scrittore cattolico Camillo Langone, il quale ha firmato sul “Giornale” di Giovedì scorso un articolo grondante sciroppo e melassa definendo Bergoglio “Papa umano che ci capisce” solo perché nell’ultima udienza il Gesuita biancovestito ci ha fatto sapere che secondo lui “un po’ di rabbia fa bene” (e del resto lo ha già più volte dimostrato sfogandola su quei disgraziati dei suoi collaboratori diretti).
    Con tutta la possibile stima per Langone sono e rimango di parere opposto: infatti, a mio avviso, mentre i predecessori dei suddetto Bergoglio, con particolare riguardo al nostro amatissimo Papa Benedetto, costituivano esempi viventi di profonda conoscenza della teologia, l’attuale occupante del seggio papale, che da questo punto di vista è parecchio zoppicante, ha furbescamente sopperito a questa grave carenza costruendosi addosso l’immagine posticcia di “uno di noi”, come dimostrato non solo da questa ma da tante altre sue uscite più o meno banali e scontate. Non “uno di noi”, dunque, ma uno che ha trovato -e lo usa senza risparmio- il surrogato con cui mascherare la propria sovrana ignoranza in campo teologico ( per quanto riguarda quello dottrinale è invece meglio tacere pudicamente, vero Langone? ).

  • Adriana ha detto:

    Terrazze ??? Quella di Scola o/e di Sorrentino ?

    • Catholicus ha detto:

      Brava Adriana, ben detto. La sua ironia mi induce a proporre anche qui il commento che stamattina, a caldo, ho postato su Chiesa e Postconcilio, appena terminata la messa domenicale:
      Ogni volta che sento l’odierno passo del Vangelo di Matteo, 10.26, nella versione “taroccata”, come nella messa di oggi, mi vien da pensare che la manipolazione modernista del Vangelo sia stata affidata anche a immobiliaristi o palazzinari; come si fa altrimenti a modificare l’originario testo “e ciò che vi è stato detto in un orecchio, predicatelo dai tetti” nel testo modernista “e quello che ascoltate all’orecchio, voi annunciatelo dalle terrazze”? : nostalgie mussoliniane? degli appelli lanciati dal Duce al popolo italiano dal balcone di Piazza Venezia?
      Ricordo anche di aver letto un libro, diversi anni or sono, dal titolo “Il Vangelo in TV : predicatelo sui tetti” (Ed.ni Piemme, 1999), di Padre Raniero Cantalamessa, ed oggi mi meraviglio che un simile modernista abbia potuto/voluto rimanere aderente al dettato cattolico, preferendolo a quello modernista. Dopo tanti anni, di lui non leggerei più nemmeno l’orario ferroviario, se lo pubblicasse.

      • Catholicus ha detto:

        Chiedo scusa a lei e all’amico Tosatti: mi ero dimenticato di aver postato anche qui il commenti citato. Ha, gli effetti dell’età…

        • carlone ha detto:

          Fosse solo l ‘età…ha mai sentito parlare di ” altura” ?
          Ecco ,si dice anche terrazza.

  • Marco Matteucci ha detto:

    NOSTRA SIGNORA DI ANGUERA – REGINA DELLA PACE
    Messaggio N. 4.982 | Sabato 20 Giugno 2020

    “Cari figli, aprite i vostri cuori e accettate l’Amore di Mio Figlio Gesù. Siate uomini e donne di fede e ovunque testimoniate che voi site Adepti del Signore. State vivendo in tempo peggiore del di quello del Diluvio ed è giunto il momento per il vostro ritorno. Non rimandate a domani quello che potete fare oggi. Dio ha fretta. Fate del vostro meglio e divulgate i Miei Appelli nel mondo. Solo attraverso la verità l’umanità sarà guarita spiritualmente. Verranno giorni in cui la verità sarà presente soltanto in pochi luoghi. Molti scelti per difendere la verità indietreggeranno e abbracceranno ciò che è falso. Io sono la vostra Madre Addolorata e soffro per quello che viene per voi. PREGATE. PREGATE. PREGATE!…”

    Se vuoi leggere tutto:
    https://reginadelcielo.wordpress.com/2020/06/20/nostra-signora-di-anguera-regina-della-pace-88/

  • Alessandro ds ha detto:

    Ecco, fra le opinioni più disparate ci mancava questa.
    Io dico una cosa sola , è proprio colpa dei consacrati che predicano sciocchezze piene di “Poesia”, che la chiesa è finita in mano ai nemici di Dio.
    E la soluzione per i consacrati quale è? Tirare innocui sassi contro i carri armati di ferro, mentre scriviamo poesie….
    Io non ce la faccio più a sentire sta gente, che ha anche la psunzione di voler predicare agli altri cosa fare, quando non sanno nemmeno cosa faranno loro domani….mah

  • Catholicus ha detto:

    Ogni volta che sento l’odierno passo del Vangelo di Matteo, 10.26, nella versione “taroccata”, come nella messa di oggi, mi vien da pensare che la manipolazione modernista del Vangelo sia stata affidata anche a immobiliaristi o palazzinari; come si fa altrimenti a modificare l’originario testo “e ciò che vi è stato detto in un orecchio, predicatelo dai tetti” nel testo modernista “e quello che ascoltate all’orecchio, voi annunciatelo dalle terrazze”? : nostalgie mussoliniane? degli appelli lanciati dal Duce al popolo italiano dal balcone di Piazza Venezia?
    Ricordo anche di aver letto un libro, diversi anni or sono, dal titolo “Il Vangelo in TV : predicatelo sui tetti” (Ed.ni Piemme, 1999), di Padre Raniero Cantalamessa, ed oggi mi meraviglio che un simile modernista abbia potuto/voluto rimanere aderente al dettato cattolico, preferendolo a quello modernista. Dopo tanti anni, di lui non leggerei più nemmeno l’orario ferroviario, se lo pubblicasse.

    • GMR ha detto:

      Forse , caro Catholicus , stavolta potremmo esser indugenti. In Palestina , come in altri paesi molto caldi ( la stessa Andalusia) , i tetti ( con le tegole ) son sostituiti da terrazzi . tetto e terrazzo sono equivalenti ,

    • Enrico ha detto:

      Catholicus,

      dai Suoi interventi mi sembrava di aver capito che Lei appartenesse alla esecrabile schiera dei “tradizionalisti”, Però vedi che frequenta il novus ordo che è il riverbero della sovversione novatrice e protestantica, oltre che squallida a proposito delle “terrazze” e amentà del genere.

      Mi sbaglio?

      Un saluto.

    • Ελληνικα ha detto:

      Infatti, perché l’originale greco riporta δωματων (domaton) che significa, tra le altre, terrazze.
      La Vulgata riporta “tecta” ma l’originale è in greco, quindi la versione odierna è quella più vicina all’originale