GLI STATI GENERALI: MEMORIA STORICA. FORSE ANCHE MEGLIO DI NO…

12 Giugno 2020 Pubblicato da

 

Marco Tosatti

L’avvocato mai votato e mai eletto catapultato Dio sa da quali forze oscure a Palazzo Chigi si è inventato la novità degli Stati Generali (ne avete trovato traccia, nella nostra Costituzione?) per fare non si sa bene che cosa. Forse – questa è la mia ipotesi – per mascherare l’evidente, clamorosa incapacità e inadeguatezza di quello che chiamiamo convenzionalmente “governo” a gestire il Paese. Volentieri pubblichiamo la lettera di un amministratore locale, Alfonso Indelicato, di Saronno, che ci ha mandato qualche ricordo storico sugli ultimi “Stati Generali”, quelli della Francia pre-ghigliottina…attenti a giocare con certi strumenti…

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Le prossime gesta del governo si dipaneranno all’insegna dei ricorsi storici: battezzando “Stati generali” la vasta e composita congerie di esperti incaricati di pianificare i prossimi passi dell’ economia nazionale, però, si evocano vicende tutt’altro che liete.

Ne saranno consci i politici che hanno rispolverato tale formula, o i loro ricordi di scuola sono talmente sbiaditi da non ricordare il paragrafo iniziale della Rivoluzione Francese sul libro di testo?

La convocazione dei rappresentanti dei tre Stati – anche allora centinaia e centinaia, provenienti da ogni luogo della Francia – diede luogo, nei vasti saloni di Versailles, a interminabili, verbose, inconcludenti concioni. Le settimane passavano, e nulla di concreto si quagliava sulla materia, che era poi l’eterna questione delle imposte – chi dovesse pagarle e in che misura – per tappare i buchi del disastrato bilancio nazionale.

Andò come tutti, o almeno molti, sanno: i rappresentanti del terzo stato, sessantottini ante litteram, “occuparono” una sala contigua autonominandosi Assemblea Nazionale.

Il re, che era un bonaccione, accettò il fatto compiuto.

Ne seguirono varie vicende, molte delle quali sanguinose, tanto che pochi mesi dopo lo stesso Luigi XVI fu ghigliottinato fra il giubilo dei sanculotti e delle tricoteuses.

Oggi nessuno, per fortuna, pensa di ghigliottinare Il capo del governo: al massimo si gradirebbe tornasse a fare il civilista nel Foro di Foggia, occupandosi di tamponamenti (non di tamponi) e liti condominiali.

Ma mutatis mutandis la situazione attuale ha diversi punti di contatto con quel tempo lontano. Per esempio il carattere meramente consultivo delle due assise. Per esempio il loro sovrapporsi a istituzioni ben più legittimate ad occuparsi della materia: il parlamento elettivo nell’ Italia moderna e il Conseil du Roi nella Francia della monarchia capetingia.

È vero che nella Versailles dell’ ’89 non era prevista l’epifania di una Von der Leyen in videoconferenza, di fronte alla quale genuflettersi come dinanzi a un’ icona sacra e mormorare preci laiche e politicamente corrette.

Ma a pensarci bene anche qui un’analogia si trova: non troppo diversamente i membri del Terzo Stato, di lì a poco, avrebbero bruciato l’incenso davanti alla statua della Dea Ragione.

E qui verifichiamo quanto avesse ragione quel noto ebreo tedesco il quale scrisse che la storia si ripete sempre due volte: prima come tragedia, poi come farsa.

Intanto filtra già qualcuna delle mirabolanti idee dei nostri cervelloni. Per esempio la tassa sui prelievi al bancomat, che pare sia stata partorita direttamente dalla mente di Colao, colui che nell’ infuriare del Covid 19 aveva proposto di chiudere in casa tutti gli italiani dai sessantacinque anni in su. Insomma si tratterebbe di pagare per spendere il proprio denaro.

Davvero geniale: un’idea così non sarebbe venuta neppure al Necker.

Alfonso Indelicato

Consigliere comunale eletto a Saronno

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13 commenti

  • Antonio Cafazzo ha detto:

    Anche Danton era avvocato. Fu primo presidente di un certo Comitato di Salute pubblica.
    Poi, però, “perse la testa”: ma solo perchè non aveva protettori OltreTevere.

  • Nicola Buono ha detto:

    Nel frattempo lo sgoverno prima di passare agli Stati Generali ( che parolone per nascondere il nulla, la fuffa) ha partorito la geniale idea di aumentare ulteriormente il bonus per il monopattino…..Chissà queste menti geniali cos’altro partoriranno nelle loro menti durante gli Stati Generali…

    https://youtu.be/LSlOEOU85I4

  • Nicola Buono ha detto:

    Questi cascano sempre in piedi. Due esempi per capirci meglio z: Rutelli è Presidente dell’ANICA ( cinema) ed il mio vecchio ex Presidente quando ero in Telecom( Bernabè ) è passato al museo di arte moderna MART di Trento e Rovereto per poi passare alla Quadriennale di Roma. Capisci a me’…

    https://it.m.wikipedia.org/wiki/Associazione_nazionale_industrie_cinematografiche_audiovisive_e_multimediali

    https://arte.firstonline.info/bernabe-larte-e-una-storia-da-marziano-nata-per-caso/

    https://agcult.it/a/11437/2019-10-14/fondazione-la-quadriennale-insediato-il-nuovo-cda-franco-bernabe-nominato-presidente-onorario

  • Marco Matteucci ha detto:

    NOSTRA SIGNORA DI ANGUERA – REGINA DELLA PACE
    Messaggio N. 4.978 | Giovedì 11 Giugno 2020 – Festa del Corpus Domini

    “Cari figli, amate e difendete la verità. Il Mio Gesù è con voi e attende la vostra testimonianza sincera e coraggiosa. CercateLo sempre. Il Mio Gesù vi ha amato e vi ha insegnato ad amare; Ascese al Cielo, ma, come promesso, è rimasto nella Sua Chiesa. È nell’Eucaristia in Corpo, Sangue, Anima e Divinità. L’Eucaristia è il grande tesoro della Sua Chiesa. Difendete questa grande verità senza paura e non permettete ai nemici di condurvi lontano dal cammino della salvezza. State andando verso un futuro di grande confusione spirituale. I lupi travestiti da agnelli dimostreranno dalle loro azioni che sono davvero lupi. Fate attenzione. Mio Gesù è il vostro Buon Pastore. Egli non vi abbandonerà. Io vi amo e vengo dal Cielo per aiutarvi. ASCOLTATEMI! Non dovete permettere al diavolo di vincere”…

    Se vuoi leggere tutto:
    https://reginadelcielo.wordpress.com/2020/06/12/nostra-signora-di-anguera-regina-della-pace-84/

  • Gian ha detto:

    Giuseppi, il cicisbeo (copyright Piero La Porta) con la pochette, sta immolando il futuro economico di una Nazione alla sua vanitosa sete di notorietà. Questo pupillo di Silvestrini e Parolin non ha remore di sorta.
    La ghigliottina ci starebbe, dopo regolare processo, per lui e tutti i traditori della confraternita.

  • Enrico ha detto:

    La ghigliottina no, ma il confino sì, in un bel paesino isolato, salubre, in una pensioncina decorosa, con vitto e alloggio in cambio di servizi utili alla comunità: nettezza urbana, consegne a domicilio, assistenza a disabili etc. etc.

    Naturalmente non soltanto l’Avvocato ma anche i notabili penta stellati ed ex comunisti riciclati. E senza dimenticare i caporioni della “nuova evangelizzazione”.

    Se fosse possibile, senza questa ciurmaglia l’Italia e la Chiesa risorgerebbero in quattro e quattr’otto.

  • Maria Michela Petti ha detto:

    A guardare in filigrana si individuano facilmente ideatori e realizzatori del progetto che ha “insediato” l’ avvocato del popolo a Palazzo Chigi. Non proprio un’ oscura manovra e nemmeno sembra molto peregrina la riflessione di qualche retroscenista che, nelle sgangherata prosecuzione di un “mandato” ormai alle corde, ha letto il piano per una sua uscita di scena dignitosa che lo ripagherebbe del lavoro svolto.
    Secondo tale lettura del tirare ad arrivare all’autunno, quando tutti i nodi verrebbero al pettine, Conte sarebbe destinato a passare dal un palazzo all’altro: a quello della Corte Costituzionale, prendendo il posto di Giuliano Amato a sua volta destinato a succedere alla Cartabia, in scadenza di mandato appunto a settembre.

    • Speranza ha detto:

      Concordo con lei, signora. Il Nostro passerà sicuramente da un palazzo all’altro, tecnica ben consolidata quando si tratta di mettere da parte (ma non troppo) un inetto o uno che l’ha fatta grossa; un “promoveatur ut amoveatur”, insomma, procedimento tanto caro in ambito ecclesiastico dove difficilmente fra compagnucci di merende si sanzionano davvero magagne e malefatte.

    • Januensis ha detto:

      Se è questo che si dice a Roma…di certo voi ne sapete più di noi per quanto riguarda il Palazzo. Qui in periferia accadono cose strane : ì 5 stelle e i postcomunisti, dopo aver deciso di correre uniti alle elezioni regionali del Settembre prossimo venturo, non riescono a mettersi d’accordo sul nome di colui che dovrà sfidare Toti
      I 5 stelle avevano proposto Ferruccio Sansa, giornalista del Fatto quotidiano, figlio dell’ex sindaco Adriano Sansa, e, insieme al Padre, vicino di casa di Beppe Grillo. Ma i cosiddetti democratici lo respingono democraticamente.
      Alle scorse elezioni Toti ha vinto per caso
      Solo perché democratici e 5 stelle erano disgiunti… Insomma se non fosse caduto il ponte Morandi, Toti avrebbe poche speranze di essere rieletto …