BIANCHI, MELLONI, L’AUTOSTRADA BOLOGNA-BOSE. E IL PAPA(TO)….

2 Giugno 2020 Pubblicato da

 

Marco Tosatti

Carissimi amici e nemici di Stilum Curiae, qualcuno ha avuto compassione dei nostri interrogativi e dei nostri dubbi in relazione alla singolare vicenda del fondatore di Bose, Enzo Bianchi, e soprattutto della difesa – un po’ scomposta, come avete letto, a nostro giudizio – operata nei suoi confronti dalle pagine di Repubblica (e da dove, se no?) da Alberto Melloni, questa figura così onnipresente nelle vicende della sinistra italiana di Chiesa e di Governo. Così abbiamo ricevuto questa relazione moooolto documentata proveniente dall’altra parte del Tevere (per chiarirsi: Stilum Curiae abita, ancora, nella sponda laico-piemontese del fiume). E anche non poco divertente….buona lettura. 

§§§

 

L’autostrada Bologna-Bose, il soccorso rosso di Melloni e il papato (quasi) abolito.

Nota di don Egizio Salomone membro dell’Accademia dei Trapassati, dall’archivio dell’aldilà.

L’articolo di Alberto Melloni su Enzo Bianchi (Repubblica 27/05/20), come ha mostrato “Romana vulneratus curia”, è una sfida al principio di non contraddizione, e qualcuno a Repubblica se ne dev’essere accorto, perché l’ha confinato a pag. 28 della versione cartacea (letta da 3 o 4 affezionati). Ma la chicca è il tweet di Melloni del 27 maggio: «Su #EnzoBianchi si abbatte una sanzione enorme per “decreto singolare” ex art 48 CIC approvato dal papa in forma specifica; cioè una condanna senza appello e senza accuse. Cosa sia successo a Bose si capisce. Cosa sia successo a Roma si capisce». Insomma è un gomplotto segretissimo di menti raffinatissime che io ho capito. Chiaro no? Persino gli affezionati hanno replicato a Melloni di non aver capito nulla. Ma siamo sicuri che l’autore abbia capito qualcosa? A giudicare dall’articolo mica tanto. Insomma: non potendo dire che non ho capito nulla, scrivo che ho capito tutto, ma in modo che non si capisca nulla. Melloni è ordinario di storia del cristianesimo e 50 o 60 altre cose e deve per forza sapere o almeno inventarsi qualcosa. D’altra parte (oltre a essere un prodigio di stile letterario  http://magister.blogautore.espresso.repubblica.it/2017/09/22/magnum-principium-allopera-lincredibile-credo-del-professor-melloni/ ) ha appreso il severo metodo storico di Giuseppe Alberigo, che prima di essere chiamato da Dossetti a Bologna era direttore amministrativo di un ospedale.

Ma la domanda è: perché il loico Melloni sfodera il suo severo metodo storico per correre in difesa del laico perdente? Generalmente corre in soccorso del vincitore (se ha già vinto; quando punta su chi vincerà, sbaglia: firmava per Bersani segretario http://www.pierluigibersani.it/servizi/manifestointellettuali/appello.aspxhttps://www.reggionline.com/primarie-nel-centrosinistra-ecco-i-primi-bersaniani/ e vinse Renzi; poi per il referendum di Renzi – e Renzi lo perse; poi scelse Orlando; ora per essere sicuro rilancia i tweet del Quirinale o di p. Spadaro). Di Bianchi avrebbe pronosticato che sarebbe stato fatto arcivescovo di Milano. Melloni è segretario/direttore della Fondazione per le Scienze religiose “Giovanni XXIII” di Bologna, la cosiddetta “scuola di Bologna” (fscire.it). Non è cosa da poco: tra i donatori non manca nessun ente pubblico o semi-pubblico, nessuna banca, nessuna azienda partecipata dallo stato (compresa l’ex Finmeccanica). Milioni di euro all’anno in entrata (ma di questo diremo un’altra volta). Che c’entra Enzo Bianchi? Bianchi siede nel CDA, ove è l’unico membro a vita (!). Strano è solo che non sia “membro eterno”, come in Corea del Nord (ove Kim Il-sung, morto nel 1994, è tutt’ora presidente; lui pensava invece di essere priore eterno a Bose). E che CDA! Tra i membri non eterni siedono (oltre a Melloni) Valerio Onida, Franco Bassanini (ex cassa depositi e prestiti), Piero Giarda, Piergaetano Marchetti (ex presidenti Beniamino Andreatta, Romano Prodi, Onida). Luigi Zanda si dimise a causa di perfidie giornalistiche (https://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/che-gran-cuore-che-ha-luigi-zanda-tignoso-capogruppo-pd-palazzo-88245.htm). Ma Bianchi sta sopra. Infatti la FSCIRE dipende (anche) da una abbastanza misteriosa (si ignora quale attività svolga) Associazione per lo Sviluppo delle Scienze Religiose in Italia (ASSRI) che nomina 4 membri (non eterni) del CDA. Un po’ di storia, raccontata da loro: nel 1985, su consiglio di Andreatta «l’Associazione per lo sviluppo per le scienze religiose di cui era presidente Enzo Bianchi, diede vita alla Fondazione per le scienze religiose Giovanni XXIII». Insomma Bianchi preesisteva già negli anni ‘80, nominato non si sa da chi, a presiedere questa ASSRI e nominava nel CDA pezzi grossi di questo calibro (avrà anche nominato se stesso?). Sembra che abbia presieduto l’ASSRI sino al 2000; se poi da allora ne sia ancora membro non si sa. In ogni caso il CDA, membro a vita compreso, nomina il segretario/direttore (retribuito, mentre i membri del CDA non lo sono), che dal 2007 (alla morte di Alberigo) è Melloni. Un motivo sufficiente per Melloni per sfoderare tutte le sue abilità a difesa del povero fraticello di Bose contro il misterioso complotto ordito dai superiori incogniti?

Ad uno che vuole ristabilire la Chiesa povera e si (auto)-proclama monaco non mancano i legami col potere (quello vero). Ma Bianchi, sotto la barba e le rughe, e dietro al vocione, è un ragioniere laureato in economia, che notizia è? A me, don Egizio, migrato ove quasi tutto è noto anche senza togliere la polvere agli incartamenti, queste informazioni da portineria non interessano. Non è una banale questione di interessi materiali tra CDA e Fondazioni. A differenza del lettore di Melloni, il mio lettore ha da capire. Perché Bianchi è in questa posizione apicale da 35 anni (e se era all’apice nel 1985, non avrà iniziato nel 1984)? Cos’è la Fscire per Bianchi (oltre a un imbuto milionario)? I miei corrispondenti narrano di un record di velocità Reggio Emilia – Bose, battuto da Melloni, totalizzando oltre 1.000 euro di multa per assistere a una celebrazione a Bose. E che, quando l’umile priore (già “priore” suona male quanto a umiltà: i francescani chiamano i loro capi ministri, ossia servi; sarà un lapsus freudiano) si recava a Bologna, alloggiando per umiltà in un hotel 4 stelle (non 5!), Melloni fosse alla ricerca disperata di un ristorante adeguato al fine palato del Modesto; è infatti noto che sia un cuoco sopraffino (con tanto di riconoscimenti) e usi rimproverare i migliori chef. Quindi stella Michelin e conto adeguato pagato da Melloni (o dalla FSCIRE? La FSCIRE riceve fondi dal MIUR… e dall’ex Finmeccanica: Ma Finmeccanica non fabbricava armi? E loro non erano pacifisti?). Folklore, che servirà per scrivere i Fioretti di Sant’Enzo. In queste occasioni, secondo la legenda miraculorum, Melloni avrebbe mostrato una soggezione mai avuta dinanzi a nessuno. Come uno scolaretto, il professore loico avrebbe usato mostrargli i suoi progetti, che l’Umilissimo avrebbe usato regolarmente smontare. Questa venerazione è ereditaria: negli anni ’80 Melloni era un ambizioso giovine e vedeva cosa facevano i suoi maestri. In breve, Bianchi è da 35 o 40 anni il dominusspirituale, l’ispiratore, il guru della scuola bolognese; il che spiega sia l’articolo di Melloni, sia la sua sconnessione: degli storici che si ispirano a un guru, difficilmente avranno dimestichezza col metodo storico.

Altre fonti bolognesi riferiscono (carte alla mano) che un certo barone avrebbe più volte richiesto a un (ex) rettore un posticino per qualcuno dei suoi, ma non sarebbe stato ascoltato (ah, i decennali livori tra progressisti! https://www.lanuovabq.it/it/laltro-prodi-demolisce-il-tempio-progressista ). Allorché un ecclesiastico avrebbe risolto. Ci hanno detto: crocevia vaticani. Vaticano-Bologna-Bose? Non ci esprimiamo. Certo il dott. rag. Bianchi non è potente solo a Bologna. In questi giorni a soccorrerlo si è unito dalla FSCIRE il teologo Giuseppe Ruggieri, già direttore della rivista di casa. L’intervista è sul “Fatto quotidiano” (!): https://www.ilfattoquotidiano.it/2020/05/30/enzo-bianchi-cacciato-da-bose-il-teologo-ruggieri-curia-ha-voluto-normalizzare-unesperienza-che-non-rientrava-nei-ranghi/5818445/Bianchi non potrebbe essere giudicato dal Vaticano – sostiene –perché Bose è «una comunità di laici che segue soprattutto la tradizione ortodossa» (veramente anche protestante e molte altre…). Insomma non si tratterebbe di cattolici (effettivamente l’umile Bianchi mica si può accontentare di una sola religione). La sparata suona melloniana: Melloni su Repubblica scriveva che il papa avrebbe dovuto sentire prima i patriarchi ortodossi. Ruggieri è persona perbene, teologo ultraprogressista dello Studio teologico di Catania, uno che ci crede. Suo allievo è l’arcivescovo di Palermo Corrado Lorefice http://magister.blogautore.espresso.repubblica.it/2015/10/30/a-bologna-e-palermo-due-nuovi-arcivescovi-della-stessa-scuola/ Lorefice ha conseguito il dottorato alla Fscire con una tesi su Dossetti. Da semplice parroco, papa Francesco nel 2015 l’ha fatto primate di Sicilia: con una doppia nomina a Bologna ha inviato come arcivescovo il santegidino Matteo Zuppi ed a Palermo il “bolognese” (di scuola) Lorefice. Nel 2015 le due menti della Fscire, Bianchi e Melloni, erano in auge presso Bergoglio, che affidava incarichi al priore e riceveva da Melloni, Onida e Ruggieri copia dei ‘Conciliorum Oecumenicorum Generaliumque Decreta’, superando le diffidenze di Benedetto XVI, espresse dall’allora numero due della Segreteria di Stato Becciu: «Non si vede la possibilità di un coinvolgimento di Sua Santità nelle menzionate iniziative (…)  permangono le riserve di carattere dottrinale»:  http://chiesa.espresso.repubblica.it/articolo/1350916.html. Chissà chi avrà proposto Lorefice al papa… Tra tanti maneggi però si combinano pasticci tra arcivescovi e ministri, con Lorefice infilato in una commissione voluta dal ministro della giustizia Orlando (allora “fiamma” di Melloni https://www.youtube.com/watch?v=I8sIOt5nL-A ), costretto a dichiarare di non saper niente della relazione finale melloniana che rischiava di sottoporre le omelie al controllo statale (https://www.ilgiornale.it/news/politica/governo-vuole-controllare-anche-omelie-1492415.html ).

La reverenza per Bianchi era ed è tale che Melloni faceva tenere parecchi convegni della FSCIRE a Bose, forse per avere una Parola dal Maestro (chissà chi pagava). Nel novembre 2014 era previsto a Bose il convegno “Storicizzare l’ecumenismo” (premessa a un’opera mai realizzata), legato all’agenda per il conclave del 2013 che modestamente avevano preparato a Bologna. Bianchi era appena stato nominato (22 luglio), consultore del pontificio consiglio per l’unità dei cristiani. Una pubblica dichiarazione del priore spiega cosa lui intendesse per ecumenismo (ancora: http://chiesa.espresso.repubblica.it/articolo/1350916.html) e forse spiega qualcosa della cacciata pontificia di Bianchi. Il quale parlava come se il papa fosse un suo sottoposto: «Credo (in base a cosa? N.d.r.) che papa Francesco voglia raggiungere l’unità dei cristiani anche riformando il papato. Un papato che non fa più paura, ha detto il patriarca ecumenico Bartolomeo al quale il papa è legato da amicizia. La riforma del papato significa un nuovo equilibrio tra sinodalità e primato. Questo aiuterebbe a creare un nuovo stile del primato papale e del governo dei vescovi». Traduzione per i non addetti: gli Ortodossi non accettano la riunificazione con i cattolici a causa del ruolo del papato; pertanto l’ecumenismo “visibile” va realizzato eliminando il ruolo del papato; papa Francesco sarà felicissimo di abolire l’attuale forma di papato per tornare alla pentarchia e al governo collegiale dei vescovi; non aspetta altro che auto-abolirsi. Parola di Enzo Bianchi. E di Melloni, che appunto si chiede stupito su Repubblica: Come ha osato il papa a cacciare Bianchi senza chiedere il permesso ai patriarchi ortodossi suoi pari? (nella loro testa il papato si è già auto-abolito; il – loro – problema è che ci credono!). E cos’altro significava denominare, da parte di Alberigo e Melloni, i concili ecumenici “concili ecumenici e generali” (di cui sopra): significava che i concili sono ecumenici se vi partecipano i 5 patriarcati, di cui quello di Roma è uno solo; quelli dopo il 1054 sono solo “generali” di un patriarcato (quelli senza i protestanti ancora meno http://magister.blogautore.espresso.repubblica.it/2007/07/23/una-parola-di-troppo-tra-il-vaticano-e-la-scuola-di-bologna/ ): Ratzinger se n’era accorto subito; a Bergoglio devono averlo spiegato ora (nel 2015 non l’aveva capito). Insomma, la faccenda è più semplice del gomblotto melloniano: Bianchi voleva abolire il papa(to), ma il papa(to) ha abolito lui.

Don Egizio

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35 commenti

  • Kojak ha detto:

    Grandissimo don Egizio!

    [Comunque si scrive “gombloddo”, non “gomplotto”.]

  • Iginio ha detto:

    Leggo solo ora: eccezionale!
    Come già scrissi altrove, il punto è che Melloni non è affatto un grande storico. Solo un grande arrampicatore pieno di rancore verso chi è più serio di lui e non la pensa come lui. Basta vederlo in tv: gli hanno appaltato i temi di storia del cattolicesimo e lui sta lì con lo sguardo fisso tipico del maniaco che sta per esplodere.
    Tra l’altro pare che Melloni, come già Alberigo, prenda i suoi discepoli alla scuola di Bologna e imponga loro di che ricerche devono occuparsi. Prende una che si era occupata di Risorgimento e la mette a occuparsi di monachesimo. Questo la dice lunga sulla serietà metodologica di questa gente. D’altra parte non è che altrove (vedi salesiani dell’UPS) agiscano molto diversamente.
    Il problema quindi non è: quanta gente importante sta nella Fondazione bolognese, bisogna rispettarla perché è una fucina di cultura. Il problema è: perché per essere qualcuno bisogna rendere omaggio alla Fondazione bolognese?
    Chiederei al simpatico autore dell’articolo se sa niente della pseudopietosa diceria circolante in ambienti tra Vaticano e Gregoriana sul Melloni che andrebbe capito perché gli era morta la moglie giovane. Tra parentesi, c’è anche la variante su Andrea Grillo che sarebbe furioso perché la moglie l’avrebbe lasciato.

    • don Egizio ha detto:

      Caro Iginio,
      sapesse quello che so io sulla scuola di Bologna… Io so, ma non si può dire tutto, e non serve. Soprattutto non mi abbasso, ho ben altro da fare (le storielle le lascio a quella che una volta era un’università, la Gregoriana, ahimè).
      Mi limito a suggerirLe di non prenderla sul serio.
      Vedi, o popolo bue, a te tocca esser bue. Ad altri tocca l’autorità, ad altri toccano i milioni. I milioni sono pochi, se fossero divisi tra tanti, sarebbero spiccioli. Il bue è bue, la pecora pecora e il lupo lupo. Vuoi tu cambiare il mondo? Alcuni cadono, altri cadono in piedi.
      Non è per merito, è per eredità o cooptazione. Se tu, o bue, non sei stato cooptato, è perché non sei adatto. A volte il requisito è esser furbi, altre volte (le più) esser cretini. SEMPRE è rinunciare solennemente alla libertà. E una volta cooptato, il potere è un padrone esigente, sei suo schiavo, diventi squalo, e carattere dello squalo non è uccidere, ma è dover nuotare sempre, altrimenti cade sul fondo. I potenti talora sono schiavi di un potente, sempre sono schiavi del potere. Il potere è un male necessario, non invano il principe porta la spada (S. Paolo), ma non serve avere altre qualità se non quelle atte a mantenere il potere. La competenza non ne fa parte. Per essere riveriti come storici non serve esserlo. Ma che pensavi?
      O popolo bue, stai pio bove. Se io ti dico troppo, tu ti arrabbi e stai male per nulla: non puoi colpire un potente, perché il sistema lo protegge per proteggere se stesso.
      Le bombe degli anarchici piacevano al potere. L’unica cosa che fa mal male ai potenti è essere irrisi, sgonfiati, senza le penne di pavone sono ridicoli. Pensi ai soggetti nominati spiumati.
      don Egizio

    • don Egizio ha detto:

      E alberigo chi?
      quello che di mestiere era direttore amministrativo di un ospedale e poi Dossetti l’ha chiamato a Bologna. I suoi parenti volevano internarlo in manicomio.
      Ripeto: Alberigo chi? Melloni chi?

  • DON ETTORE BARBIERI ha detto:

    Caro don Egizio, l’articolo è molto simpatico e ben fatto. Però, anche se Bianchi e qualcun altro se ne va, la Comunità resta e se le idee sono quelle del fondatore i problemi rimangono gli stessi.
    Se il motivo pet cui Bianchi viene colpito riguara solo il suo pensiero verso il papato ed eventualmente qualche pranzo di lusso, nonché connessioni politico-economiche, non si va al cuore del male, ma anzi si ha l’impressione che venga punito per aver toccato la suscettibilità del papa e del suo entourage. Mi sbaglio?

    • don Egizio ha detto:

      Non è stato allontanato per motivi ideologici, per incoerenza, per eresia, per lussi e simili.
      A Bose hanno litigato furiosamente tra pseudo-monaci: Lei non si può nemmeno immaginare con che ferocia litighino gli intellettuali di sinistra. Non lo può neanche capire.
      Poi lui stava più in Vaticano che a Bose. Il papa è suscettibile di carattere, altri pure. Avrà fatto il galletto come al solito ma col gallo sbagliato (il papa?) e hanno deciso di prendere sul serio i casini che succedevano a Bose. Tutta roba personale.
      In Vaticano dell’ecclesiologia di Bianchi ad alcuni non glie ne frega nulla, altri manco la capiscono. Ma quale complotto (Melloni ha la paranoia dei complotti perché non capisce un acca). Se pesti i piedi a Bergoglio (non come papa, come persona) mica è Ratzinger, fine professore, quello fa come si usa nella pampa, ti stampa l’impronta del suo stivale sul retro della tonaca (se la porti).

      • DON ETTORE BARBIERI ha detto:

        La ringrazio per la sua risposta. In un commento ad un precedente articolo, avevo supposto quello che lei mi dice ora, ossia che all’origine del caso vi siano state liti fra “monaci”. Gli ambienti religiosi un po’ li conosco (di sinistra e non) e posso immaginare quali covi di vipere possano diventare: più che altro volevo sottolineare ai molti che esultano per l’allontanamento di Bianchi che c’è poco di cui essere contenti: lui va via, ma gli altri restano, più o meno sulla stessa linea.

  • Dal giornalone ha detto:

    Se qualcuno di noi poveracci può permettersi di
    Buttare 1,80 euri per acquistare il Fatto quotidiano, su detto quotidiano oggi c’è il lamento di Bianchi : lasciatemi trascorrere l’ultima notte a Bose…

    • Di blog in blog ha detto:

      Sul blog CHIESA E POSTCONCILIO vi sono oggi un paio di articoli interessanti sull’argomento in discussione. Speriamo che siano aderenti alla realtà e non pura utopia. Buona giornata a tutti.

  • anonimo lituano ha detto:

    E’ tutto alla luce del sole, e grazie infinite a chi come Magister riesce a selezionare l’essenziale con tanta acribia.
    Sono fatti che fanno bene alla fede della Chiesa Una Sanctam. Il ritrovamento dell’unità visibile dei cristiani non accadrà per le vie ereticali e borghesi del Bianchi o dei Melloni.
    Occorre pure riconoscerlo: ci voleva un papa gesuita che li portasse nel cuore… per stanarli.

  • FABIO TORREMBINI ha detto:

    Grazie, pezzo fantastico, con tutti i riferimenti del caso…!

  • Paola ha detto:

    Io però non ho capito.voglio dire non ho capito ma chi glielo ha fatto fare al ragionier Bianchi di mettere per iscritto una pensata del genere.andava tutto così bene…. a meno che di diventare cardinale come prospettiva non gli interessasse più, già che c’era meglio diventare papa, tanto a questo punto, non vedo perché no.

    • don Egizio ha detto:

      Cara Paola,
      lui l’ha messo nero su bianco da sempre (e non è stato rimosso per questo). Ma cosa vuole che importi a Bianchi di un cardinalato, la sua missione è riunificare le Chiese, abolendo di fatto papato che di per sé, esistendo, lo impedisce (e di conseguenza il cardinalato), ripristinare la pentarchia. La chiesa cattolica romana per lui non esiste, è un patriarcato che si è imbizzarrito, e così per la scuola di Bologna (poi se dall’ecumenismo cristiano voglia passare all’ecumenismo universale..). quanto alla teologia, anche la pentarchia ante 1000 aveva deviato dalla chiesa primitiva, con Costantino. Insomma smonterebbe tutto il post 313 e resterebbe lui guru della pentarchia. E Melloni gli farebbe il chierichetto. Col popolo bue invece fa il profeta in tv. Peccato che tutto questo sia solo nella sua testa e in quella dei bolognesi, che di fatto sia un egocentrico ambizioso (e potente nel temporale: tolta barba, rughe e agganci resta un qualsiasi piccoletto autodidatta; ci vada a Bose, è bello, un resort a 5 stelle lusso). E peccato (per lui, fortuna per tutti gli altri) che il papa gli abbia dato un calcio nel sedere. Ossia, come nel film, se un sedicente monaco incontra un gesuita peronista, il sedicente monaco è un sedicente morto. Io, da dove sono, ne ho visti passare di questi. Ma erano almeno pseudoprofeti, questo… lasciamo stare. Meritava solo il calcio nel sedere che il gesuita sudamericano (non per motivi teologici) gli ha rifilato quando ha esagerato a fare il bulletto. Benedetto XVI era un professore gentile, discuteva di teologia, rispettava pure gli avversari.. Bergoglio quando sente parlare di teologia ha l’orticaria, e se qualcuno lo guarda di traverso lo randella, come si usa nella pampa. In curia lo sanno. Fare il galletto con Bergoglio è una pessima idea.
      Di Melloni basta dire che ha reverenza e soggezione da costui, ed è detto tutto. Vede, in un mondo di ignoranti, se uno sale in cattedra come questi due, e pontifica in tv, uno dicendo banalità con voce che neanche il roveto ardente, l’altro biascicando cose incomprensibili (perché non c’è niente da capire), la gente pensa, anvedi che sapienti!
      Per far pulizia ci vuole Bergoglio, non Ratzinger. I vari rivoluzionari russi li ha fatti fuori un rozzo psicopatico come Stalin.
      Bergoglio non è riuscito nemmeno a prendere il dottorato, quando l’hanno spedito in Germania: un uomo così ci voleva per Bianchi. Da dove guardo io, tutta questa faccenda è un modesto spettacolino comico, ove la parte più divertente è il commento dell’orfanello Melloni. Solo che loro non lo capiscono, e noi sì.
      Ora torno in biblioteca, perché l’archivista rag. Latalpa mi ha portato delle altre carte molto interessanti.
      don Egizio

      • Lady Ypsilon ha detto:

        Ma, veramente, cercare di ricostruire la chiesa come era ai tempi di Costantino imperatore e della di lui madre, non sarebbe poi una cattiva idea. Il fatto importante è che, si, la Chiesa era una e una sola ma non era eretica, a differenza della pseudo chiesa proposta dal Bianchi e dai suoi seguaci. Seguaci che però non lo hanno seguito nel modo da lui desiderato ed hanno invocato l’ispezione.

        • Iginio ha detto:

          Peccato che ai tempi di Costantino le eresie pullulassero, a partire da quella ariana…

      • Iginio ha detto:

        Il galletto con Bergoglio no: non servirebbe perché il primo a fare il galletto è lui. Ma una bella litigata con lui la farei. Però non è un pensiero cristiano, dato che finirei con l’umiliarlo per quanto è superficiale, mediocre e ignorante come uomo. Rispettiamolo cristianamente e poi lasciamolo andare per conto suo. Prendiamo quel poco di buono che ogni tanto tira fuori (pregare la Madonna, le tre parole da dire in famiglia, no pettegolezzi – probabilmente quest’ultima cosa la dice a sé stesso)

  • don Egizio ha detto:

    Cari,
    Melloni, dotato di spirito profetico, profetizzava Bianchi arcivescovo di Milano; voi cardinale.
    Ma il cardinalato fu istituito quasi contemporaneamente allo scisma nell’XI secolo da quello che per Bianchi è il patriarca occidentale, uno dei 5. Lui è priore universale ecumenico, caratteristica che perderebbe divenendo cardinale. Quindi suppongo che rifiuterebbe (non per umiltà, viceversa). Per Lui andrebbe istituita la carica (ma nessuno è sopra di Lui, quindi solo Lui potrebbe istituirla) di Sommo, Perpetuo ed Eterno Abate Spirituale Fotoforo, Fosforoforo e Forforoforo Ecumenico orientale, occidentale e settentrionale, Venerabile Iniziatore del Monachesimo-Democratico-Sinodale-Ecumenico.

    • Gian Piero ha detto:

      Senza contare che se fosse fatto cardinale si troverebbe come compagni alla pari brutti ceffi del calibro di Pell, Burke, Sarah, Muller ..No che non vuole esserlo: il carisma ne sarebbe appannato .

      • Zuzzerellone ha detto:

        Credo di aver già sentito nominare l’accademia dei Trapassati, in quel di Roma…

  • stilumcuriale emerito ha detto:

    Per me personalmente è come se la comunità di Bose non fosse mai esistita e credo sia stato così per oltre il 90% dei cattolici praticanti. Però conosco persone che di Enzo Bianchi avevano fatto una specie di mito e adesso, venendo a conoscenza di questi fatti, capiscono anche perchè chi lo seguiva diceva certe strane scose, come ad esempio :
    – chissà quando (a quanti anni di età) Gesù prese coscienza della sua missione di Figlio di Dio –
    oppure:
    – il prossimo papa sarà certamente un sudamericano-
    – di preti ce ne sono già fin troppi –
    – un Papa che non è più autosufficiente in niente (Giovanni Paolo II ) dovrebbe dimettersi –

    Allora facevo spallucce… e via. Ora comincio a capire tutto.

    • stilumcuriale emerito ha detto:

      E/C : capisco non “capiscono” anche….

    • Iginio ha detto:

      In realtà, se lei avesse avuto a che fare con preti e suore del Nord, già negli anni Novanta avevano la fissazione di andare a Bose. E’ una cosa venuta fuori non so come: probabilmente qualche vescovo deve averla segnalata e deve aver giovato anche l’aura di similtrasgressione o di audace esperimento che Bose si porta appresso.

  • Rafael Brotero ha detto:

    Business as usual. Satanisti sono satanisti e vogliono distruggere la fede. Nihil novi sub sole.
    I veri criminali sono i cosiddetti conservatori che col loro silenzio, il loro servilismo, le loro suppliche filiali, la loro denegazione

    • Rafael Brotero ha detto:

      (suite)
      della realtà legittimano Satana come capo della Chiesa di Cristo. Ecco i criminali.

  • G Flavius ha detto:

    Magistrale, Don Egizio!

    Grazie!

  • Adriana ha detto:

    Pare la guerra delle due Rose ( dove a ciascun nobile che falliva nella sua ascesa al trono veniva tagliata la testa ).
    Invece è la guerra delle due Bose ( dove a ciascun ignobile che fallisce nella sua discesa verso la distruzione del trono ,viene segata la “carega “,o cattedra -divitiarum- ) .

  • Enrico ha detto:

    Articolo illuminante e spietatamente circostanziato. A me ha fatto venire il mal di testa.

    Una descrizione perfetta di INTRALLAZZO perpetrato minuziosamente e senza scrupoli.

  • Monica ha detto:

    Illuminante articolo!
    Viene da chiedersi: ma allora l’abate, priore, papas, pope Bianchi , oltre agli amici , aveva in Vaticano anche dei nemici così temerari da sobbarcarsi l’onere di andare dal Papa a spiegargli che lo volevano licenziare? Con il rischio che se non capiva , si infuriasse e licenziasse loro! Ma chi sono questi eroi?

    • Forse forse ha detto:

      Forse non in Vaticano, ma, probabilmente dentro l’ordine a cui appartiene il pontefice, ovvero dentro l’ordine gesuita… ma si tratta solo di un’ipotesi.

  • Raffaella ha detto:

    È certo che sia laureato?

  • Sherden ha detto:

    Ehi, quante storie: nihil sub sole novi, il puro ha trovato un più puro che lo ha epurato. E’ almeno dai tempi di Robespierre che accade.

  • Gaetano2 ha detto:

    Bianchi, Melloni… pure Lorefice!
    Ma non è che il Bianchi finisce come don Minutella?
    No. No. Io punto al colpo di scena. Fra ‘na settimana lo fanno cardinale. E avrò la soddisfazione di dire: “ve l’avevo detto io”… (tra l’altro si conserverebbe la media del livello qualità con i vari coccoplm o come si scrive)

    • wisteria ha detto:

      Si diceva “promoveatur ut amoveatur”, ma il detto vale anche invertito: “amoveatur ut promoveatur”.
      Il danno non è abolito, ma solo spostato dice serve.