IL CASO HASLER. SE IL PONTEFICE VOLESSE FARE GIUSTIZIA….

12 Maggio 2020 Pubblicato da --

 

Marco Tosatti

Carissimi Stilumcuriali, qualche giorno fa su Radio Roma Libera, il primo podcast cattolico italiano, ho postato una riflessione che potete trovare, se avete voglia di ascoltarla, a questo collegamento. In essa, come vedrete qui sotto, riprendo un caso che è rimasto sottotraccia fino quando il protagonista – e vittima – principale non ha deciso di uscire dal silenzio, sia pure con grande discrezione, postando un commento sul suo profilo Facebook, che è stato ripreso da Korazym.org. E successivamente, anche da Stilum Curiae. Ecco, credo che sarebbe ben tempo che la giustizia, quella vera e non un surrogato sommario, facesse il suo corso in Vaticano.

 

Se il Pontefice volesse! Potrebbe sanare una sua ingiustizia.

Nei giorni scorsi è emerso – finalmente – un caso che potrebbe stupire e scandalizzare chi non conosce quanta malvagità possa albergare in luoghi – tra virgolette – sacri. Tre anni fa è cominciato il calvario di un giovane funzionario del Vaticano, Capo della segreteria del Governatorato, Eugenio Hasler. Eugenio è figlio di un maggiore delle guardie svizzere in pensione, e ha lavorato per una decina di anni dietro le Mura. Ha collaborato con diversi segretari generali, gli ultimi dei quali erano mons. Viganò, mons. Sciacca e l’attuale segretario, mons. Vérgez. A giudizio di tutti coloro con cui abbiamo parlato, fra cui anche personalità di rilievo nel mondo vaticano, si tratta di una persona onesta e competente. Due elementi non di poco conto, in particolare al Governatorato, dove di soldi ne girano parecchi: è veramente la maggiore fonte di introiti per il piccolo Stato. Eugenio Hasler era prezioso, in questo via vai di segretari e presidenti, alcuni dei quali certo non brillavano per competenze specifiche. Era conscio di questo, e cercava di aiutare i suoi superiori a districarsi nella giungla amministrativa e finanziaria, in cui potevano ben crescere e prosperare piante velenose e corrotte.

Tre anni fa – il 27 marzo del 2017 – Eugenio Hasler era a metà strada fra i trenta e i quaranta – i frutti di quelle piante velenose maturarono. Eugenio aveva dato fastidio a qualcuno, che voleva coltivare senza fastidiosi controlli il ricco orticello del Governatorato, e questo qualcuno – un prelato, che ancora oggi fa il bello e il cattivo tempo là dentro – ha probabilmente messo in atto un piano per sbarazzarsene.

Eugenio ricevette – pare senza che i suoi diretti superiori ne fossero al corrente – una convocazione per un’udienza dal papa. Ci andò pieno di speranze; ma il tono fu molto diverso. Papa Bergoglio gli chiese se fosse vero che avesse un brutto carattere, gli disse due o tre altre banalità, negative, e alla fine dal momento che Eugenio ribatteva: – Cerco solo di aiutare i miei superiori nello svolgere il loro compito…- concluse: “Lei non si preoccupi dei suoi superiori, parlerò io con loro. Ma da domani non metta più piede nel suo ufficio”.

Alla richiesta di essere trasferito in un altro dicastero il Pontefice rispose: “No, no, sta bene così”.

In questi tre anni Eugenio Hasler ha taciuto. Ha chiesto che venisse aperta un’inchiesta su di lui, in modo che venissero concretizzate delle accuse, che venissero indicati i motivi di una decapitazione senza ragione. Niente. Dopo tre anni ha deciso di parlare, con un post sul suo diario di Facebook. Parla della campagna contro di lui, organizzata – lui sa da chi – delle lettere anonime scritte contro di lui. “Ora, – dice Eugenio Hasler – non è difficile comprendere la dinamica di chi e come possa aver fatto passare per veritiere cose assolutamente non vere o delle quali esistono prove inconfutabili del contrario (ovviamente mai prese in considerazione). A tre anni di distanza non si può dire che Hasler ha scelto la via del silenzio. Tuttavia, Hasler non è un mercenario e non parla per soldi. Hasler parla solo ed esclusivamente perché vuole la verità, ben conscio che è un termine sconosciuto ad alcuni. Hasler è stato preso per troppo tempo in giro, perché “tanto non parla”… I ricatti striscianti e meno striscianti sono stati moltissimi”.

Ecco, se il Pontefice, che parla spesso dei diritti di chi lavora, e di giustizia sul lavoro vuole ora può dare, in casa sua, una testimonianza concreta. Alle parole faccia seguire i fatti, e non tema di correggere una decisione ingiusta e sbagliata. Non parli solo di misericordia, (e di giustizia); la usi per sanare le ferite.  

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Questo articolo è stato scritto da Marco Tosatti

17 commenti

  • Avatar Rafael Brotero ha detto:

    Povero Santo Padre…

  • Avatar Andrea ha detto:

    La mia osservazione sarà forse semplice, ma è di colui che è basito di fronte alle contraddizioni emerse dalle letture degli articoli di questi giorni, mi spiego: dipendenti nei cui confronti potrebbe esser richiesto un rinvio a giudizio, ma agli stessi è riservata, a mio parere comunque, una certa tutela quando vengono disposti trasferimenti in altri dicasteri o ricollocazioni varie, estensione del periodo di sospensione, o comunque un certo impegno a trovare una soluzione (ho letto anche di possibili pensionamenti); e poi chi come il sig. Hasler allontanato in tronco, senza una ragione oggettiva, ma basata su accuse anonime oppure semplici cattiverie e pettegolezzi;
    si condanna il chiacchiericcio, ma è il chiacchiericcio alla base della decisione dell’allontanamento di Hasler, e quindi paradossalmente al chiacchiericcio viene data una certa valenza e non più condanna;
    si proclama di “considerare i lavoratori come se fossero figli”, e quindi di proteggere il lavoratore alla pari di un figlio, ma invece, nel caso di Hasler, non è garantito il diritto alla riservatezza ed alla privacy, anzi si consente la fuga di notizia, e non si ripara ai danni causati dall’infedele ricostruzione della vicenda; si afferma di “considerare i lavoratori come se fossero figli “ e quindi di ascoltare il lavoratore allo stesso modo di come si suole fare con il proprio figlio, e non riservare, invece, il silenzio che umilia come ho letto accaduto per Eugenio. Confermo, sono basito oltre che rammaricato e smarrito di fronte a questa Chiesa.

    • Avatar Eugenio Hasler ha detto:

      Caro Andrea,
      La Sua riflessione sarà pur semplice ma molto oggettiva.
      Non può immaginare il dolore a 35 anni. Perdere TUTTO (ma MAI la Fede) da un giorno all’altro. Finire sui giornali quando mi fu anche GARANTITA la riservatezza sulla questione… Poi i giornalisti mi telefonavano direttamente sul cellulare privato…. e il numero non potevano averlo ricevuto certo da me….

  • Avatar Maria Michela Petti ha detto:

    @ Padre Luis
    Caro Padre, sono certa comprenderà i motivi per cui sarò telegrafica.
    Desidero ringraziarLa pubblicamente per l’accorata partecipazione alla discussione sul “caso” e scusarmi per essere stata la notizia in oggetto causa di una spiacevole incomprensione
    fra stilumcuriali.
    Con l’ occasione rinnovo il mio/nostro “Grazie!” anche al dott. Tosatti.

  • Avatar Stefano ha detto:

    ” caso Hasler. Se il pontefice volesse fare giustizia”… Sì…aspetta e spera!…Sarebbe come sperare che un moscerino sia in grado di spostare una montagna…o che un talebano diventi il mahatma gandhi.. Da una persona che è la rappresentazione vivente dell’ ingiustizia e dell’ incoerenza elevate all’ ennesima potenza la vedo molto molto dura! Con questo ” papa” la situazione dei lavoratori vaticani è esattamente uguale a quella dei dipendenti della famigerata ” megaditta” di fantozziana memoria, dove quelli che avevano fortuna è facevano carriera erano unicamente coloro che si mettevano a 90° di fronte ai loro superiori..

  • Avatar Maria Grazia ha detto:

    Posso capire profondamente l’angoscia dell’integerrimo Eugenio Hasler. La situazione che lui ha vissuto è simile a quella che si sperimenta, in molti casi, in pubblici settori dove la dilazione e la lotta all’ultimo sangue per la carriera diventano, a volte, l’ humus abituale della quotidianità.
    Purtroppo, in tali ambienti, la correttezza e la trasparenza non sono ritenuti, spesso, valori essenziali per la conduzione di un’attività delicata: a tale comportamento etico viene preferita la complicità nella corruzione e nella spartizione di
    indegni interessi personali.
    Ed è anche inutile sperare in un’autorità superiore che riporti l’ordine valutando con imparzialità la realtà dei fatti: anch’essa fa parte dello squallido gioco.

  • Avatar Alessandro ds ha detto:

    Ricordo male o Benedetto XVI concesse il perdono e la liberazione dalla prigione a quell’uomo che venne condannato per aver rubato documenti importanti e averli divulgati?
    Mi chiedo chi dei 2 sia veramente il misericordioso…

  • Avatar P. Luis Eduardo Rodrìguez Rodríguez ha detto:

    Eppure dopo commentare qui ho letto questa di Sandro Magister:

    http://magister.blogautore.espresso.repubblica.it/

  • Avatar Antonio Cafazzo ha detto:

    A proposito del “buongoverno” del e nel Governatorato e della “fedeltà” alla Verità e alla Giustizia del Pastore è il caso di aggiornare il Vangelo:
    “Non della sola Parola di Dio vive l’uomo ma degli Euro che vengono dai guardoni”.
    Oggi su: https://infovaticana.com/2020/05/12/vaticano-los-museos-si-las-iglesias-no/
    “La Santa Sede si prepara ad aprire il 18 maggio i suoi famosi musei, con spazi limitati e scanner termici. Dalla chiusura, il Vaticano ha smesso d’introitare mezzo milione di euro al giorno, la maggior parte delle sue entrate. Ciò che è difficile da capire è perché queste misure precauzionali non possono essere applicate al culto pubblico.
    Dal 18 di quest’anno i famosi Musei Vaticani, che prima della chiusura erano visitati in media da 27.000 persone al giorno, saranno aperti al pubblico. Ma l’apertura delle chiese per il culto pubblico non è così vicina, nemmeno nel centro della cristianità cattolica.
    Il Segretario Generale dell’Ufficio del Governatore, il Padre Legionario Fernando Vérgez Alzaga, ha annunciato in dichiarazioni alla stampa che sta completando l’installazione di scanner termici per rilevare la temperatura e chiarisce che l’accesso ai musei sarà possibile solo su prenotazione. “Questo ci permetterà di scaglionare i biglietti durante gli orari di apertura. I visitatori dovranno indossare una mascherina”, ha aggiunto.
    L’urgenza di questo provvedimento ha un senso evidente: sul Vaticano grava l’ombra della rovina. I suoi fantastici musei e, in generale, il denaro lasciato da milioni di visitatori è la sua principale fonte di reddito e le chiusure causate dalla pandemia stanno causando una catastrofe finanziaria. Secondo i documenti pubblicati dal quotidiano Il Messaggero, questa pandemia potrebbe triplicare un deficit che non molti anni fa non esisteva nemmeno, fino a 53 milioni di euro.
    Nessuno ha sottolineato in tutto questo, però, quanto sia stata provvidenziale questa crisi per raggiungere quella “Chiesa povera per i poveri” che Francesco sognava all’inizio del suo pontificato.” (Carlos Esteban, 12 maggio 2020)
    Commento.
    Pecunia non olet. L’incenso, le fonti battesimali, gli inginocchiatoi e gli altari per l’Eucarestia invece “puzzano” e contagiano.

    • Avatar P. Luis Eduardo Rodrìguez Rodríguez ha detto:

      Anche chávez, dopo i Colpi di Stati che per lui furono uccisi centinai dei soldati che nussuno ricorda, e che lui doveva fare il carcere per 16 anni e solo fecce 3 perche l’ indultò il seguente presidente che era suo padrino del Battesimo.. dunque quello già dagl’ anni ’70 pianificavano prendere il potere con la forza ed istaurare il marxismo. Lei che è un italiano ma che abita in Spagna, conosce bene il potere del Banco de Santander…che fu tra i principali sponsor della campagna elettorale di chávez nel 1998, già famoso solo per i COLPI DI STATO sanguignosi. Dunque presso il potere pure disse e veramente fecce “voglio portare il Venezuela nel mare della felicità cubano”…solo che per loro tutto significa il contrario: felicità sua era ed è perversione, odio, rancore, distruzione; povertà in berORGOGLIO è marxismo-luteranismo pachaimmondo.

  • Avatar P. Luis Eduardo Rodrìguez Rodríguez ha detto:

    (Il precedente commento mi scappò senza finirlo) Vi propongo qui questa pure intervista, breve, al nostro Marco, a soli 6 giorni del centenario di nascita di Karol Wojtyla, e proprio perche di papa si parla.
    Credo che questa d’ Eugenio Hasler serve per fare più luce nelle tenebre del dittatore con COLPO DI STATO VATICANO, che per credere che avrà giustizia.
    Dal momento che fu chiamato direttamente d’ andare dall’ impostore, all’ insaputa dei suoi diretti superiori…se conoscesti di più come aggiva il canaglia indemoniato chávez, pieno del rancore ed odio, poi pure conosciuto prima per tentati COLPI DI STATO, nel nostro in Venezuela, non vi stupirebbe di tanto le demenze con cui l’ argentino despota agisce. Anche chávez trovava piacere mandando via a coloro che innadiritura li erano primo “amici”, ma bastava la minima cosa che li dispiacessi e via con insulti.

    Da te caro Marco sapiamo come t’ aiutò la testimonianza del grande Giovanni Paolo II, specialmente nei vostri viaggi in giro per il mondo, allora tu vaticanista. Come lo guardavi pregare nei voli aeri, ecc. E la tua converzione anche grazie a Lui. Erano i tempi dove stavano negl’ armadi tutte queste vipere traditori che adesso impunemente agiscono. E che dire perfino domani 13 il 39 anniversario del tentativo, uno tra tanti, d’ ucciderLo. Invece quale diferenzza.

    Bene dici in queste risposte che Lui ci ha aiutato a non avere paura per mostrare e vivere nostra Fede. Ed è parte del perchè io non mi stanco di ripetere qui ed ovunque che questo invece è un continuo COLPO DI STATO VATICANO. E dunque ne il minimo rispeto per quell’ impostore impazzito che lui nella sua demenza sa che non è papa e che lo è travestito perche lo misse li il demonio, altrimenti mai…nemneno sacerdote. E per questo agisce sapendo non è leggittimo e dunque lo mantengono i tipi che lo missero li e quale marionetta crede a quello che li raccontò le balle su Eugenio.

    Ma a fatti consommati, dove era e cosa ha fatto il superiore di Eugenio dopo?…il card. Müller chi in carica quello li ha fatto lo stesso con 3 sacerdoti della congregazione della Fede cacciatti, almeno li difesse pubblicamente e certo lui dopo pure cacciato…ma dove stà l’ affeminato superiore di Hasler che ha taciuto tutto il tempo…certo è un legionario di Cristo già abituato vedere di cosa sono capaci i loro “superiori” e “fondatori”…

    https://www.lafedequotidiana.it/marco-tosatti-svidercoschi-non-ha-prove-per-dimostrare-che-benedetto-xvi-non-sia-lautore-del-suo-libro/

    • Avatar stilumcuriale emerito ha detto:

      Mi scusi P. LUIS EDUARDO RODRÌGUEZ RODRÍGUEZ. Invece di questo italiano stentato e maccheronico non potrebbe usare lo spagnolo? Forse si capirebbe meglio.

      • Avatar P. Luis Eduardo Rodrìguez Rodríguez ha detto:

        Ho offerto in latino 9 Santi Sacrifici per il suo defunto cognato e nemmeno ha ringraziato. Il caro Marco Tosatti ha pubblicato 3 articoli miei…li può trovare nell’ archivio qui di SC con mio nome…se è un italiano così disastroso non so perchè l’ avrebbe pubblicati.
        Se lei con 90 anni ha questo caratterino…figuariamoci come era con 50…io ne ho 58 e guardi sono un somaro e non credo riuscirne migliorare mio amato italiano…anzi una delle raggioni per cui mi piace partecipare qui è appunto per mantenerlo vivo comunicandomi e dando la faccia…non come lei che ancora con 90 anni si nasconde con un nickname ed almeno per questo non lo dovrebbe usare.
        Lo stesso già stò pensando offrire una novena insieme per varie intenssioni per il 3 di luglio prossimo, per il dono della sua vita appunto ricordo che avrà quel giorno 90,9 della nascita + mesi dalla gestazione, o l’ anniversario della creazione di questa parrocchia, ecc.
        Insomma la ringrazio, ma no, continuerò scrivere nel mio regolare o mediocre ma amato italiano. Daltronde lei non sa lo spagnolo.
        Dio la benedica.

      • Avatar P. Luis Eduardo Rodrìguez Rodríguez ha detto:

        stentato
        /sten·tà·to/
        aggettivo
        1.
        Ottenuto a stento, con sforzo e con difficoltà.
        “una promozione s.”
        2.
        Privo di scioltezza, faticoso, lento.
        “camminare con passo s.”

        maccheronico
        /mac·che·rò·ni·co/
        aggettivo
        Lingua artificiale, costituita da un lessico tratto dal linguaggio popolare e dialettale italiano strutturato morfologicamente e sintatticamente sulla lingua latina, adottata in molti componimenti poetici a carattere satirico o burlesco, soprattutto nei secc. XV e XVI.

        • Avatar P. Luis Eduardo Rodrìguez Rodríguez ha detto:

          Eppure voglio dirvi già passata la mezza notte per voi: è triste che lei non commenti invece su questa vicenda del doloroso caso di Eugenio Hasler e perda tempo con me. Qui appunto sono 12 commenti e miei sono quasi tutti…invece ieri si scattenarono con 127 commenti sull’ articolo della notizia del sacerdote che li vino nella sporca mente paragonare i guanti di latex con altra immonda robba che non centra se non con chi usa quelle imnondezze e relazionò con sua “indegnazione” di rifiutarsi prendere il Corpo del Nostro Signore come se li prendessi…paragone suo, il pene. E per questo invece sì hanno commentato in tanti, magari con ottimo italiano…ma veda perfino per cosa l’ utilizza l’ altro sacerdote, ma non per intervenire in questo articolo.

  • Avatar P. Luis Eduardo Rodrìguez Rodríguez ha detto:

    Vi propongo qui questa pure intervista, breve, al nostro Marco, a soli 6 giorni del centenario di nascita di Karol Wojtyla, e proprio perche di papa si parla.
    Credo che questa d’ Eugenio Hasler serve per fare più luce nelle tenebre del dittatore con COLPO DI STATO VATICANO, che per credere che avrà giustizia.
    Dal momento che fu chiamato direttamente d’ andare dall’ impostore, all’ insaputa dei suoi diretti superiori…se conoscesti di più come aggiva il canaglia indemoniato chávez, pieno del rancore ed odio, poi pure conosciuto prima per tentati COLPI DI STATO, an nostro in Venezuela, non vi stupirebbe di tanto le demenze con cui l’ argentino despota agisce. Anche chávez trovava piacere mandando via a coloro che innadiritura li erano primo “amici”, ma bastava la minima cosa che li dispiacessi e via con insulti.

    Da te caro Marco sapiamo come t’ aiutò la testimonianza del grande Giovanni Paolo II, soecialmente

    https://www.lafedequotidiana.it/marco-tosatti-svidercoschi-non-ha-prove-per-dimostrare-che-benedetto-xvi-non-sia-lautore-del-suo-libro/