MESSA CON FEDELI DAL 18 MAGGIO. OSTIA IN MANO, GUANTI MONOUSO.

7 Maggio 2020 Pubblicato da

Marco Tosatti

Carissimi Stilumcuriali, il Ministero degli Interni ha reso noto il protocollo preparato di concerto fra le Autorità civili e la Conferenza Episcopale Italiana per il ritorno alla celebrazione di messe con i fedeli a partire da lunedì 18 maggio. Qui sotto trovate il testo, con i consigli e le limitazioni approvate dal Comitato tecnico scientifico. Buona lettura. 

Questo il comunicato della CEI:

È stato firmato questa mattina, a Palazzo Chigi, il Protocollo che permetterà la ripresa delle celebrazioni con il popolo.

Il testo giunge a conclusione di un percorso che ha visto la collaborazione tra la Conferenza Episcopale Italiana, il Presidente del Consiglio, il Ministro dell’Interno – nello specifico delle articolazioni, il Prefetto del Dipartimento per le Libertà civili e l’Immigrazione, Michele di Bari, e il Capo di Gabinetto, Alessandro Goracci – e il Comitato Tecnico-Scientifico.

Nel rispetto della normativa sanitaria disposta per il contenimento e la gestione dell’emergenza epidemiologica da SARS-CoV-2, il Protocollo indica alcune misure da ottemperare con cura, concernenti l’accesso ai luoghi di culto in occasione di celebrazioni liturgiche; l’igienizzazione dei luoghi e degli oggetti; le attenzioni da osservare nelle celebrazioni liturgiche e nei sacramenti; la comunicazione da predisporre per i fedeli, nonché alcuni suggerimenti generali.

Nel predisporre il testo si è puntato a tenere unite le esigenze di tutela della salute pubblica con indicazioni accessibili e fruibili da ogni comunità ecclesiale.

Il Protocollo – firmato dal Presidente della CEI, Cardinale Gualtiero Bassetti, dal Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e dal Ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese – entrerà in vigore da lunedì 18 maggio 2020.

“Il Protocollo è frutto di una profonda collaborazione e sinergia fra il Governo, il Comitato Tecnico-Scientifico e la CEI, dove ciascuno ha fatto la sua parte con responsabilità”, ha evidenziato il Cardinale Bassetti, ribadendo l’impegno della Chiesa a contribuire al superamento della crisi in atto.

“Le misure di sicurezza previste nel testo – ha sottolineato il Presidente Conte – esprimono i contenuti e le modalità più idonee per assicurare che la ripresa delle celebrazioni liturgiche con il popolo avvenga nella maniera più sicura. Ringrazio la CEI per il sostegno morale e materiale che sta dando all’intera collettività nazionale in questo momento difficile per il Paese”.

“Fin dall’inizio abbiamo lavorato per giungere a questo Protocollo – ha concluso il Ministro Lamorgese -: il lavoro fatto insieme ha dato un ottimo risultato. Analogo impegno abbiamo assunto anche con le altre Confessioni religiose”.

 

DIPARTIMENTO PER LE LIBERTA’ CIVILI E L’IMMIGRAZIONE

Il sig. Cardinale Gualtiero Bassetti

Presidente della C.E.I.

 

OGGETTO: Applicazione delle misure di contenimento e gestione dell ‘emergenza epidemiologica da Covid-19 previste dal D.P.C,M. 26 aprile 2020 — Protocollo riguardante la graduale ripresa delle celebrazioni liturgiche con il popolo.

Per i profili di competenza, si trasmette l’unito protocollo, sottoscritto nella mattinata odierna dal Presidente del Consiglio dei Ministri, dal Presidente della Conferenza Episcopale Italiana e dal Ministro dell’Interno, concernente le necessarie misure di sicurezza cui ottemperare, nel rispetto della normativa e delle misure di contenimento dell’emergenza epidemiologica da COVID 19, per la ripresa delle celebrazioni liturgiche con il popolo.

(Michele di Bari)

Protocollo circa la ripresa delle celebrazioni con il popolo

Per la graduale ripresa delle celebrazioni liturgiche con il popolo, il presente Protocollo ha per oggetto le necessarie misure di Sicurezza, cui ottemperare con Cura, nel rispetto delta normativa sanitaria e delle misure di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da SARS-CoV-2,

 

  1. ACCESSO AI LUOGHI DI CULTO IN OCCASIONE Dl CELEBRAZIONI LITURGICHE

 

I.T. L’accesso individuale ai luoghi di culto si deve svolgere in modo da evitare ogni assembramento sia nell’edificio sia nei luoghi annessi, come per esempio le sacrestie e sagrato.

 

1.2. Nel rispetto della normativa sul distanziamento tra le persone, il legale rappresentante dell’ente individua la capienza massima dell’edificio di culto, tenendo conto della distanza minima di sicurezza, che deve essere pari ad almeno un metro laterale e frontale.

 

1.3. L’accesso alla chiesa, in questa fase di transizione, resta contingentato e regolato da volontari e/o collaboratori che – indossando adeguati dispositivi di protezione individuale, guanti monouso e un evidente segno di riconoscimento — favoriscono l’accesso e l’uscita e vigilano sul numero massimo di presenze consentite. Laddove la partecipazione attesa dei fedeli superi significativamente il numero massimo di presenze consentite, si consideri l’ipotesi di incrementare il numero delle celebrazioni liturgiche

 

1.4. Per favorire un accesso ordinato, durante il quale andrà rispettata la distanza di sicurezza pari almeno metro, si utilizzino, ove presenti, più ingressi, eventualmente distinguendo quelli riservati all’entrata da quelli riservati all’uscita. Durante l’entrata e l’uscita dei fedeli le porte rimangano aperte per favorire un flusso più sicuro ed evitare che porte e maniglie siano toccate.

 

1,5. Coloro che accedono ai luoghi di culto per le celebrazioni liturgiche sono tenuti a indossare mascherine.

 

1.6. Venga ricordato ai fedeli che non è consentito accedere al luogo della celebrazione in caso di Sintomi influenzali/ respiratori o in presenza di temperatura corporea pari o superiore ai 37,50 C

 

1.7. Venga altresì ricordato ai fedeli che non è consentito l’accesso al luogo della celebrazione a coloro che sono stati in contatto con persone positive a SARS-CoV-2 nei giorni precedenti.

 

  1. Si favorisca, per quanto possibile, l’accesso delle persone diversamente abili, prevedendo luoghi appositi per la loro partecipazione alle celebrazioni nel rispetto della normativa vigente.

 

1.9. Agli ingressi dei luoghi di culto siano resi disponibili liquidi igienizzanti.

 

2 – IGIENIZZAZIONE DEI LUOGHI E DEGLI OGGETTI

 

2,1. I luoghi di culto, ivi comprese le sagrestie, siano igienizzati regolarmente al termine di ogni celebrazione, mediante pulizia delle superfici con idonei detergenti ad azione antisettica. Si abbia, inoltre, cura di favorire il ricambio dell’aria.

 

2.2. Al termine di ogni celebrazione, i vasi sacri, le ampolline e altri oggetti utilizzati, cosi come gli stessi microfoni, vengano accuratamente disinfettati.

 

2,3. Si continui a mantenere vuote le acquasantiere della chiesa.

 

  1. ATTENZIONI DA OSSERVARE NELLE CELEBRAZIONI LITURGICHE

 

3.1. per favorire il rispetto delle norme di distanziamento è necessario ridurre al minimo la presenza di concelebranti e ministri, Che sono comunque tenuti al rispetto della distanza prevista anche in presbiterio.

 

3.2. Può essere prevista la presenza di un Organista, ma in questa fase si ometta il Coro.

 

3.3. Tra i riti preparatori alla Comunione si continui a omettere lo scambio del Segno della pace.

 

3.4. La distribuzione della Comunione avvenga dopo che il celebrante e l’eventuale ministro straordinario avranno curato l’igiene delle loro mani e indossato guanti monouso; gli stessi — indossando la mascherina, avendo massima attenzione a coprirsi naso e bocca e mantenendo un’adeguata distanza di sicurezza – abbiano cura di offrire l’ostia senza venire a contatto con le mani dei fedeli.

 

3.5. I fedeli assicurino il rispetto della distanza sanitaria.

 

3.6. Per ragioni igienico-sanitarie, non è opportuno che nei luoghi destinati ai fedeli siano presenti sussidi per i canti o di altro tipo

 

3.7. Le eventuali offerte non siano raccolte durante la celebrazione, ma attraverso appositi contenitori, che possono essere collocati agli ingressi o in altro luogo ritenuto idoneo.

 

3.8. Il richiamo al pieno rispetto delle disposizioni sopraindicate, relative al distanziamento e all’uso di idonei dispositivi di protezione personale si applica anche nelle celebrazioni diverse da quella eucaristica 0 inserite in essa: Battesimo, Matrimonio, Unzione degli infermi ed Esequie.

 

3.9. Il sacramento della Penitenza sia amministrato in luoghi ampi e areati, che consentano a loro volta il pieno rispetto delle misure di distanziamento e la riservatezza

ichiesta dal Sacramento stesso. Sacerdote e fedeli indossino sempre la mascherina.

 

Nelle unzioni previste nell’amministrazione dei sacramenti del Battesimo e dell’Unzione degli infermi, il ministro indossi. oltre alla mascherina, guanti monouso.

 

3.10. La celebrazione del sacramento della Confermazione è rinviata.

 

4 – ADEGUATA COMUNICAZIONE

 

4.1. Sarà cura di ogni Ordinario rendere noto i contenuti del presente Protocollo attraverso le modalità che assicurino la migliore diffusione.

 

4.2. All’ingresso di ogni chiesa sarà affisso un manifesto con le indicazioni essenziali, tra le quali non dovranno mancare:

 

– i! numero massimo di partecipanti consentito in relazione alla capienza dell’edificio;

 

– il divieto di ingresso per chi presenta sintomi influenzali/ respiratori, temperatura corporea uguale o superiore ai 37,50 C o è stato in contatto con persone positive a SARS-Covid-2 nei giorni precedenti;

– l’obbligo di rispettare sempre nell’accedere alla chiesa il mantenimento della distanza di sicurezza, l’osservanza di regole di igiene delle mani, l’uso di idonei dispositivi di protezione personale, a partire da una mascherina che copra naso e bocca.

 

  1. ALTRI SUGGERIMENTI

 

5.1. Ove il luogo di culto non è idoneo al rispetto delle indicazioni del presente Protocollo, l’Ordinario del luogo può valutare la possibilità di celebrazioni all’aperto, assicurandone la dignità e il rispetto della normativa sanitaria.

5.2. Si ricorda la dispensa dal precetto festivo per motivi di età e di salute.

5.3. Si favoriscano le trasmissioni delle celebrazioni in modalità streaming per la fruizione di chi non può partecipare alla celebrazione eucaristica.

Il Comitato Tecnico-Scientifico, nella seduta del 6 maggio 2020, ha esaminato e approvato il presente “Protocollo circa la ripresa delle celebrazioni con il popolo”, predisposto dalla Conferenza Episcopale Italiana.

Il presente Protocollo entrerà in vigore a far data dal giorno lunedì 18 maggio 2020.

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71 commenti

  • gianni ha detto:

    Ve lo dico da conoscitore diretto delle cose massoniche. La S. Messa così confezionata e soprattutto la distribuzione dell’Eucarestia in mano con guanti e mascherina, l’assenza dell’acqua santa, sono forme di un controrituale Massonico, simile alla profanazione dell’Ostia che si opera nei riti degli alti gradi del Rito Scozzese.

  • FRANCESCOMARIA ha detto:

    Mi raccomando, quando entrate in Chiesa, non dimenticate di calzare i copriscarpe rigorosamente monouso.

  • EquesFidus ha detto:

    Pur non essendo un prete, desidero dire come la penso sullo sciagurato patto di vassallaggio tra CEI e governo liberal-comunista, con quest’ultimo nei panni del signore feudale ovviamente.
    Posto il fatto che, anzitutto, ritengo che queste cose andrebbero discusse col proprio direttore spirituale o con il proprio parroco, mi sento di dire che, qualora venisse imposto a tutti la Comunione sulla mano e con il guanto (che è difficilmente purificabile), anziché alternative di buonsenso (quale la “purificazione” della mano con soluzione alcoolica prima della Messa e della distribuzione della Sacra Ostia e prima della purificazione dei vasi sacri), io direi molto semplicemente di limitarsi alla Comunione spirituale pur di non commettere sacrilegio. Si consideri, per usare le parole di Nostro Signore a Santa Caterina da Siena, che le nostre Comunioni sacramentali vengono custodite da Dio in una coppa d’oro, ma quelle spirituali (ovviamente in stato di grazia) vengono ppste comunque in una coppa d’argento. Posto questo, personalmente, qualora dovessi trovarmi nella situazione velenosa di dover scegliere tra Comunione sacramentale irrispettosa (se non sacrilega) e Comunione spirituale, sceglierò senz’altro quest’ultima. Comunque sia, desidero rammentare che, anche in stato di grazia, la Comunione sacramentale non è un diritto e siamo obbligati a farla, previa Confessione, solo a Pasqua (cosa che quest’anno ci è stata esplicitamente proibita, in violazione di un precetto della Chiesa).
    Detto questo, reputo questo genere di accordo molto gravi ed inquietanti: gravi perché sottomettono la disciplina sacramentale alla volontà di uno Stato liberal-agnostico (anche se sarebbe lo stesso grave pure se fosse pienamente grave, dato che non spetta alle autorità civili ma ecclesiastiche questo compito, nel rispetto della volontà divina espressa nel Magistero, nella Scrittura e nella Tradizione, ovviamente), inquietanti perché non vi sono garanzie che questo governicchio, o similari, non provino ad imporre in futuro simili, o peggiori, restrizioni all’accesso ai sacramenti, in diretta e palese violazione della Costituzione italiana e del Concordato. Ad ogni modo, nessuno deve pensare che questa concessione (illegale ed illegittima) da parte dello Stato liberal-agnostico sia una vittoria del mondo cattolico: al contrario, rappresenta un trionfo della miscredenza.
    Purtroppo, siamo sempre lì: il liberale “libera Chiesa in libero Stato” non rappresenta affatto ciò, dato che anzitutto lo Stato non deve essere “libero”, cioè ateo o agnostico, ma comunque sottomesso alla legge divina, che rappresenta in sé il sommo bene a cui tutte le forme di governo devono tendere. Poi, perché questa fantomatica “libera” Chiesa in realtà è sottomessa allo Stato, con metodi coercitivi (vedi l’8×1000) o meno, come ha dimostrato proprio la recente epidemia.
    Come sempre, il buonsenso ed il sensus Fidei sono andati a farsi benedire in favore di un accordo sciagurato che, per quanto non imponga esplicitamente la Comunione sulla mano (grazie a Dio!), resta il fatto che rappresenta l’ennesima prostrazione all’autorità secolare da parte della Cei. Credo, a questo punto, che, al netto di preti coraggiosi, i singoli vescovi devono, conformemente al loro mandato, rifiutarsi di piegarsi a questi diktat e denunciare con forza gli abusi. Infatti, non la Cei che comanda nelle singole diocesi, ma i singoli vescovi in quanto successori degli apostoli. Purtroppo, la sottomissione impaurita vista nelle scorse settimane da parte di pressoché tutto l’episcopato italiano rende molto improbabile questo improvviso scatto di coraggio.

    • EquesFidus ha detto:

      Infine, una chiosa: la storia di porre dei veli di lino sulla mano è illecita esattamente quanto prendere la Santa Comunione direttamente sulla nuda mano; questo perché anche anticamente non era tale la sua funzione (la quale serviva invece in luogo del piattino della Comunione, il quale semplicemente non esisteva) , poi perché tale oggetto dovrebbe essere quantomeno benedetto e purificato, al termine di ogni funzione, non dai fedeli ma da un chierico almeno suddiacono (come è richiesto per il purificatoio), infine perché è comunque contrario alle disposizioni del sacro Concilio di Trento, che prescrivono la Santa Comunione esclusivamente in ginocchio e sulla lingua. Io credo che queste invenzioni liturgiche “fai-da-te”, pur riferite ad una presunta tradizione (in realtà mai esistita), siano invero alla pari di molte altre negli ultimi sessant’anni, come l’adozione della protestantica Comunione in piedi e sulla mano o la riesumazione di pratiche (giustamente) morte e sepolte come la preghiera dei fedeli. Lo ripeto, se uno deve mettere in atto simili mezzucci (assolutamente proibiti, in quanto non esplicitati in alcun messale), è meglio che faccia solo la Comunione spirituale a mio avviso.

    • leonardo ha detto:

      Una mia previsione che prevedo molto tragica E che svelerà sempre più l’ispirazione diabolica in tutto questo, sarà vedere il Papa celebrare la messa con i guanti e per tale motivo osannato da tutti quelli che sono lontani da Gesù

  • leonardo ha detto:

    I momenti bui oramai sono così evidenti ed alle porte che possiamo fare mille discorsi per parlare sempre delle stesse cose. Gesù è stato ancora una volta venduto. Ricordiamoci che San Pietro ha rinnegato Gesu non quando era tutto tranquillo, ma quando tutti erano contro Gesù. Questo è un momento difficile dove la vera fede nel fedele sara posta duramente alla prova. Scegliere Dio e scegliere gli uomini . Speriamo e chiediamo a Dio di scegliere Lui. Un sacerdote mi ha detto che lui non si metterà i guanti e assumerà per se il diritto di fare obiezione di coscienza. Preghiamo per i sacerdoti ed i religiosi, la Chiesa ed i Papi, oggi come non mai c’è ne un gran bisogno. Che Dio ci benedica

  • Patha ha detto:

    Premesso che la tristezza stringe il cuore nel leggere queste notizie, volevo condividere la mia esperienza e chiedere un supporto.
    In questi due mesi ho avuto la grazia di avere qui vicino casa una parrocchia dove il Parroco (la maiuscola è doverosa) non ha mai allontanato quei fedeli (pochissimi) che si trovavano in chiesa all’ora dell’unica messa celebrata, cercando comunque di rispettare tutti gli “accorgimenti” (leggasi costrizioni) suggeriti dal governo (la minuscola è doverosa) e dalla CEI. Lo stesso Parroco, mai lontano da una parrocchia con le porte spalancate, ha continuato sempre e comunque a confessare e a somministrare la Comunione al di fuori della Messa a chiunque lo chiedesse, anche a me.
    La soluzione che ho adottato l’avevo letta a febbraio in rete: usare un panno di lino sopra le mani, un corporale, sul quale adagiare l’Eucaristia, e mangiarla direttamente da lì; in seguito ripiegare attentamente il panno e metterlo in acqua a casa per 24 ore. Infine, buttare l’acqua usata su terreno naturale, ad esempio un prato. Se non ricordo male, è un procedimento simile a quello che si effettua con l’acqua usata dal Sacerdote durante la Messa, per purificare le mani e le suppellettili sacre.
    Qualcuno, forse anche il Dott. Tosatti, potrebbe confermarmi se questa soluzione sia lecita oppure no?
    Ringrazio in anticipo per il chiarimento.
    Lo dico anche a me stesso: non sconfortiamoci, perché non un atomo nell’Universo si muove, se Lui non lo permette; l’esistenza stessa è impossibile, se Lui non la vuole; la Chiesa non sarà abbattuta, se Lui non la abbandona..
    Lui le promesse le mantiene.

  • giulia anna anna meloni ha detto:

    vi supplico, non profaniamo il CORPO DI CRISTO,non macchiamoci di questa colpa orribile,quando ci presenteremo al Salvatore non potremmo giustificare cosi grave colpa dicendo “me lo ha detto lui”.Noi dobbiamo scegliere, alla luce della VERITA’ ASSOLUTA DEL VANGELO.Confidiamo in Gesù Misericordioso e affidiamoci alla Regina della pace e Madre di Misericordia.Lasciamo la Giustizia a Dio.Noi non possiamo fare da soli,chiamiamo continuamente il Signore con la preghiera,Egli è la Carita’,risponderà al nostro grido di aiuto.Leggete e rileggete Mt.14,24 con quale prontezza Gesù soccorre Pietro che lo invoca,invochiamolo anche noi,dobbiamo aver fede ,non chiudiamo il nostro cuore al Signore.

  • Gaetano2 ha detto:

    Dato il clima propizio alle “variazioni”, propongo l’abolizione delle omelie.
    Se proprio si vuole, quelle si possono dare via internet e così verranno ascoltate solo se ne varrà la pena.

  • GIUSEPPE SCHIEPPATI ha detto:

    E quante storie! Se la Chiesa é “ospedale da campo” le procedure di sterilizzazione e di antisepsi sono doverose!

  • Silmaril ha detto:

    …Chiesi al sacerdote se si potesse trovare un altro modo per evitare anche il problema delle briciole. Mi disse che cadevo nel ‘rubricismo’ e che se anche ci fossero delle briciole… ‘ siamo noi che ci facciamo pane’!
    Ecco come posso confessare un peccato che per questi sacerdoti non lo é? Difatti qui tutti i sacerdoti davano l’ostia sia in bocca che sulla mano senza problemi, per loro è normale darla sulla mano!
    Non voglio offendere il Signore né andare all’inferno, ma non vorrei restare senza Eucarestia se ce ne danno la possibilità. Qualcuno può rispondermi? Grazie

    • Monica MS ha detto:

      ricordo ancora quando ero preadolescente il sacerdote milanese che a Messa ci spiegava il nuovo modo di comunicarsi perché “ora si fa’ così” con tanto di spiegazione gestuale. Tutti i giovani e quasi tutti gli adulti si adeguarono subito senza nessun dubbio. Ora si fa’ così. Ricordo mia madre che senza dire mai parola a riguardo si accostava e riceveva l Ostia nella bocca. Pensai che i sacerdoti lo permettevano con le persone più grandi per una abitudine radicata e per un tempo transitorio. Morì qualche tempo dopo. Solo da adulta lessi il documento della Congregazione della dottrina della fede che diceva che sempre si poteva comunicarsi per bocca. Nessuno mi disse mai esplicitamente che potevamo scegliere. Fu l esempio silenzioso di mia madre che mi tornò alla mente da grande e mi spinse a capire meglio. Di fronte a sacerdoti che non conoscono il catechismo (Il pane diventa Cristo in corpo sangue anima e dività; non siamo noi che diventiamo pane) o cambia parrocchia e si nutre di omelie fortificanti per lo spirito o resta lì con il fardello e la missione di testimoniare ogni volta la Verità a questi sacerdoti. Ho incontrato anche recentemente sacerdoti che in confessionale sminuiscono certi peccati giustificandoli in ogni modo umano. Poco importa. Io li dico. Non parlo all uomo sacerdote ma a Dio per mezzo del sacerdote. Fa’ male sentire certe cose e sempre che ci si trovi tentati proprio durante la confessione. Preghi per dirle tutte le sue colpe, legga la visione che ebbe S. Bosco a proposito della confessione dei suoi ragazzi. Le tentazioni non arrivano solo prima della confessione ma talvolta anche durante.

  • Mikhael ha detto:

    Però al di là delle interpretazioni del testo si potrebbe evitare la doppia profanazione utilizzando una pinza con le punte dorate o un altro strumento utile alla causa. Così il sacerdote e i fedeli non toccherebbero mai il SS. Sacramento e i guanti entrerebbero a contatto solo con la pisside.
    Ci sarà qualche sacerdote che almeno nel Vetus Ordo non si piegherà a questa barbaria spregevole contro Nostro Signore Gesù Cristo?

  • Silmaril ha detto:

    E’ la prima volta che posto un commento, anche se leggo con interesse questo sito del gentile Tosatti, un’oasi nel mainstream. La notizia mi ha turbata sia di per sé, sia perché ho visto un video di Mary youtube dove un religioso(?) commentando le disposizioni, esortava i fedeli ad astenersi dalla comunione per nn commettere sacrilegio nel riceverla sulla mano. Ma davvero se nn avessimo altra scelta dovremmo astenerci o andare all’inferno se accettiamo? Vorrei un parere autorevole di qualche religioso come Padre Louis o Mons ICS.
    Inoltre mi è già capitato prima della chiusura, nell’ultima messa a marzo obbligarono a ricevere sulla mano, la feci e piansi tornando al posto, chiedendo perdono a Gesù. Poi parlai con il sacerdote chiedendo di fare

    • Antonio ha detto:

      Anche io mi associo a questa richiesta di un chiarimento su questo argomento.

      Da anni oramai non faccio piu’ la Santa Comunione in bocca. Ma in questa situazione di carestia, e’ meglio non fare la Comunione, privandomi del Pane di Vita e rischiando la morte spirituale, o, con umilta’ e sofferenza, seguire le indicazioni dei nostri Vescovi, per quanto non condivisibili?

      Fare la S.Comunione in mano e’ comunque lecito, anche se assai sconveniente. Rifiutarsi a priori di fare la Comunione, perche’ l’unica modalita’ permessa e’ questa, potrebbe diventare un atto di superbia. Questo e’ solo un mio scrupolo, chiedo cortesemente un parere autorevole.

      • valentina ha detto:

        La Congregazione per il Culto Divino e Disciplina dei Sacramenti (CCDDS), scrive a chiare lettere che: “Mai si obbligherà i fedeli ad adottare la pratica della comunione sulla mano, lasciando ad ogni persona la libertà di ricevere la comunione o sulla mano o sulla bocca” (CCDDS Aprile 1985), per poi andare avanti sulla stessa linea negli anni a seguire (CCDDS Aprile 1999, CCDDS Aprile 2004, CCDDS Luglio 2009, tra le altre). Credo sia legittimo pensare (data la bimillenaria storia della Chiesa Cattolica), che in queste affermazioni siano state contemplate eventuali problematiche igienico-sanitarie, visto che le pesti non sono una novità del 2020.
        All’inizio di questa farsa ho chiesto consiglio e pregato per avere una risposta. Chiaramente nessuno può dirci cosa dobbiamo fare, ma mi sono state esposte alcune buone argomentazioni sulle quali ho meditato e pregato.
        Un esempio che mi e stato portato è quello di Sant’Ermenegildo che, lungi dall’essere (ancora?), la mia/nostra situazione, dà la dimensione del coraggio che bisognerà iniziare ad avere per non arrivare all’appiattimento del Sacro, se non alla persecuzione: il Santo si è rifiutato di ricevere la comunione da un vescovo ariano. Risultato? Decapitato per ordine di suo stesso padre.
        E poi: “…e non è perché ricevere la Comunione nella mano che profano il Corpo del Signore – ben già lo profano io quando ricevo la Comunione, miserabile peccatore che sono! – non tanto perché lo ricevo in mano, ma per consumarLo nella mia miseria. Fa male a coloro che ricevono la Comunione ‘Afferrare’ il Signore; non favorisce la devozione di ‘riceverlo’.”
        Certo è, che se la questione dovesse andare avanti per molto, sarebbe penoso non poter fare la Comunione, ma questo resta sempre nel discernimento del singolo.
        Quindi il punto è che non si può obbligare il fedele a fare la Comunione in mano (che nasce come eccezione), ma ogni uno in coscienza (anche il sacerdote), decide come pensa sia corretto Comunicarsi.
        Il mio consiglio è quello di chiedere alla Madonna di liberarci da questo schifo. Personalmente non farò la Comunione in mano e devo ancora capire se il fatto che il prete usi i guanti non sia un altrettanto modo indegno di fare la Comunione (pur ricevendola nella bocca). Se tutto questo prosegue, aspetterò in preghiere finché rinsaviranno.

      • Monica MS ha detto:

        il protocollo non vietaesplicitamente di ricevere la Comunione in bocca. Il punto sono i guanti in lattice e chi li ha usati può immaginare come sia facile che particole di Ostia vi restino attaccate. Oltre al modo indecoroso di toccare il Signore .
        La Comunione non é un diritto. É un dono che va accolto degnamente sia come predisposizione d anima, sia come culto a Dio. Chi si astiene animato da questi motivi fa’ atto di umiltà non di superbia. Lavarsi le mani e disinfettarle spesso é oggettivamente più che sufficiente . É quello che hanno fatto qui all estero dove vivo. Il guanto monouso di lattice é una offesa a Dio non necessaria a preservare la salute. Accettare questa modalità non logica né proporzionale é una offesa alla ragione umana. Anche un peccatore che non può ricevere il SS é invitato a partecipare alla Messa. Non si comunicherà perché é ancora in stato di peccato ma non per questo non deve andare a Messa . Non vado a Messa per il solo fine di comunicarmi. Altrimenti non potrebbero andarci i peccatori in stato oggettivo di peccato e non ancora convertiti sull aspetto di peccato grave. Partecipo al S. Sacrificio che é fonte di grazie. Se le condizioni personali e regole di culto permettono di ricevere degnamente il SS posso accostarmi fisicamente altrimenti per devozione, per evitare sacrilegi, lo farò spiritualmente. Nella storia della Chiesa troverà esempi di come questa logica ha animato le anime sante che ci sono di esempio. E le anime sante sono umili.

  • Monica MS ha detto:

    Io mi rifiuto di comunicarmi in questo modo. Parteciperei alla Messa quotidiana alla riapertura al popolo ma chiedendo al Signore la forza di continuare a riceverlo spiritualmente fino al ritorno ad una normale possibilità devozionale come Dio merita. Sarei sollevata quantomeno dal fatto di partecipare al s. Sacrificio e non di assistervi a distanza. E offrirei questa sofferenza devozionale in attesa di tempi migliori.
    Infatti questa non é la verità. Così come i vari paesi applicano diversamente il deconfinamento sulla base ognuno di comitati scientifici così ci saranno vari modi di ritorno alla Messa col popolo. Questa non é l unica via. Non é l unica via. E se questo impongono in un luogo e in un tempo si deve agire dimostrando fede.

  • Dafne ha detto:

    Qualche buon sacerdote, per favore, ci dica come fare!
    Persone che conosco, per paura del virus e delle profanazioni nel prendere l’Eucarestia sui guanti, stanno pensando a soluzioni che rischiano di creare profanazioni ancora più grandi ( cucchiaini, fazzoletti, vaschette con purificazione sacrileghe “fai da te”). Si espongono in buona fede a rischi maggiori di quelli che vogliono evitare perché nessuno li guida! La maggior parte dei sacerdoti della mia zona vede questi come problemi assurdi e superstizioni. Dobbiamo rinunciare ancora all’Eucarestia?
    Qualcuno ci dica come fare, vi prego.

  • Serena ha detto:

    Ormai l’apostasia delle alte gerarchie ecclesiastiche è del tutto evidente. Con la firma di questo documento la CEI ha esplicitamente accettato che in ogni messa venga compiuto il più orribile dei sacrilegi, chiarendo così che il Corpo di Cristo si può considerare semplicemente un pezzetto di pane qualsiasi che, stante il pericolo epidemico, va fornito con le precauzioni igieniche del caso.
    Per tutto il resto lascia fare da apripista alla chiesa tedesca, le cui decisioni verranno poi senza dubbio ratificate nei tempi e modi opportuni da Roma. E come si sa, Roma locuta, causa finita. Ma la vera parola FINE la dirà Nostro Signore.
    http://magister.blogautore.espresso.repubblica.it/2020/05/06/sesso-donne-potere-le-tre-sfide-che-la-germania-lancia-alla-chiesa/

    • stefano raimondo ha detto:

      È la (vera) fase 2: trasformare i divieti in disciplina.

    • Gaetano2 ha detto:

      “Ormai l’apostasia delle alte gerarchie ecclesiastiche è del tutto evidente…”
      Ma da una gerarchia che ha accettato (volentieri?) la profanazione di luoghi sacri e atti di culto satanici, che aspettarsi?

  • Grog ha detto:

    Io mi presenterò a Messa senza guanti e mascherina.
    Voglio vedere se non mi faranno entrare.
    Questa casta episcopale é proprio una congrega di donabbondi, dovrebbero semplicemente vergognarsi…se soltanto avessero coscienza di cosa é la vergogna!
    L’unica cosa positiva è l’abolizione del segno della pace, speriamo da temporanea diventi definitiva.

    • carlone ha detto:

      Invito tutti ad andare in Chiesa con un bel bastone , e di usarlo sul primo che arriva con L intenzione di farla sospendere

    • Raffaella ha detto:

      No, non la faranno entrare Signor Grog. Già mi immagino le beghine responsabili del servizio d’ordine, strafedeli alla linea bergogliana, che butteranno fuori le persone in eccesso, gongolanti per aver obbedito al capo.

    • stefano raimondo ha detto:

      In effetti l’abolizione del segno della pace sarebbe una buona cosa (ma ci credo poco: di questi tempi siamo tempestati dalla melassa, e la Chiesa di Roma non nega certo il suo contributo d’ipocrisia). Speriamo almeno in una sua desuetudine tacita e graduale.

    • Serena ha detto:

      @ Grog 7 Maggio 2020 alle 7:28 pm

      Non la faranno entrare…. c’è il presidio dei “volontari”davanti alla chiesa!
      E in ogni caso lei si sentirebbe di accettare la comunione da un sacerdote che tocca il Corpo di Cristo con i guanti di lattice che poi getterà in patumiera? Io no sicuro perchè mi renderei complice del sacrilegio perpetrato.

  • COSIMO DE MATTEIS ha detto:

    Il Signore, bontà infinita, mi sta dando grande CONSOLAZIONE: leggere TUTTI i commenti di voi fratelli in Cristo è un autentico balsamo per il cuore ferito a sangue da questa cei matrigna ed apostata. Vi ringrazio, fratelli e sorelle: tutti e ciascuno. Vorrei nominarvi uno ad uno, ringraziarvi personalmente! E’ assai confortante leggere il vostro pensiero impregnato di fede e Timor di Dio.
    Grazie, grazie, grazie.
    Ho fede che il Signore non permetterà il sacrilegio di massa: Egli, l’Onnipotente, agirà con potenza e decisione prima del 18 Maggio.

  • Nicola Buono ha detto:

    O.T. molto fuori tema ma molto interessante e poi non ce la faccio più a non dirlo a voi. Esiste già un servizio che monitora ( sul web) la contestazione per le conseguenze sociali ed economiche per la ( cattiva) gestione del covid 19 , e quindi forse anche noi siamo monitorati. Probabilmente lo sapevamo o immaginavamo già, ma fa comunque molta impressione leggere un articolo delle forze dello stato che lo certifica ufficialmente. Io ho scoperto questo articolo per caso sul web. Dell’articolo sono importanti SOLO LE ULTIME 5 RIGHE. Ditemi voi.

    https://www.poliziadistato.it/articolo/155ea1533f4b0b9646398041

    • Marco Tosatti ha detto:

      Per questo le voci libere sono necessarie.

      • Nicola Buono ha detto:

        Esatto! E, secondo me, Stilum Curiae dà doppiamente fastidio: alla nuova Chiesa 2.0 ed al regime finto demokratico allo sgoverno del Paese .

    • COSIMO DE MATTEIS ha detto:

      Santo Cielo!

      Hai fatto benissimo caro Nicola!

      E comprendo, condividendola, OGNI TUA SINGOLA PAROLA.

      Coraggio!

  • Nicola Buono ha detto:

    Concordo pienamente con il post di Giulia Meloni. C’è da qualche parte in rete un video che ho visto tanto tempo fa in cui si dimostrava in MODO EVIDENTE come particelle della Santa Ostia finissero attaccate sulla mano in caso di Comunione sulla mano. Io mi sento già male nel pensare che piccoli frammenti di Santa Ostia rimangano attaccati ai miei guanti. P.S. sarebbe interessante sapere come le varie Conferenze Episcopali nel mondo risolveranno il problema visto che non tutte sono ” allineate” ( tipo quelle africane o dell’Europa dell’Est)

    • Gaetano2 ha detto:

      Intanto posso dire che in Polonia, almeno , in posti con cui sono in contatto, le messe ci sono state sempre, e tante, anche 20 al giorno, in una chiesa in cui l’accesso era limitato a 5 persone alla volta. Così si è permesso a chi voleva di assistervi. Ora so che l’accesso è stato autorizzato a un numero maggiore di persone.

  • Carmelo ha detto:

    Occorrera’ riscrivere le rubriche dei Riti di Comunione: igienizzzazione delle mani, vestimento dei guanti (e per dare un’aria piu’ sacrale, chiamiamoli pure chiroteche), sul modo di comunicare il fedele, purificazione del guanto dopo le Comunioni, norme per lo smaltimento (sacrario, con guanti preferibilmente di materiale biodegradabile).

    Battute a parte, siamo veramente a un punto infimo, e non so cosa si possa fare per fermare questo abominio

  • Diana ha detto:

    Ma come diamine si fa a mettere i sacerdoti in questa situazione? I fedeli possono anche non accostarsi, con dolore, ma un celebrante da oggi deve secondo loro usare i guanti di gomma o rischiare la delazione di qualsiasi imbecille che va a Messa per abitudine?

  • Monica ha detto:

    Concordo con tutti i commenti: una vera tristezza!!!
    Meno male che su trova qualche santo Sacerdote che se ne frega…..

  • Antonio Cafazzo ha detto:

    Vangelo di oggi 7 maggio 2020:

    ” Non parlo di tutti voi; io conosco quelli che ho scelto; ma deve compiersi la Scrittura: Colui che mangia il mio pane ha alzato contro di me il suo calcagno.” (Gv. 13, 16-20)

  • Mikhael ha detto:

    Penso che questo odierno sia il punto più basso toccato da quella che un tempo fu la Chiesa cattolica.
    Andranno bene i guanti per frutta e verdura?

  • wisteria ha detto:

    Due osservazioni: con queste misure le S. Messe si sarebbeto potute anche celebrare senza interruzioni; la comunione sulla mano fa sì che il fedele possa portarsi alla bocca anche il virus. Infatti si presume che questi sia uscito di casa con i guanti indossati e abbia potuto toccare la porta di casa, l’ascensore, il portone condominiale, la macchina o il bus, chiavi varie…Si sa che con i guanti non si deve assolutamente toccare il viso, gli occhi o la bocca. Senz’altro più sicura la comunione in bocca, che noi preferiamo per altri motivi. Semmai il sacerdote potrebbe deporla sulla lingua con una pinzetta da dentista?

  • Boanerghes ha detto:

    C’è anche da dire che al momento i guanti in lattice sono molto difficili da trovare, sia in supermercato che in farmacia

  • giulia anna anna meloni ha detto:

    la bestia rossa del comunismo insieme alla bestia nera della massoneria hanno sferrato attacco all’Eucaristia.I guanti mono uso ,dopo aver toccato il Corpo Divino e magari con qualche particella di Esso attaccata alla gomma del guanto ,andrà alla spazzatura .Quale miglior sfregio e profanazione.I sacerdoti si renderanno complici di questo deicidio? I fedeli saranno felici come una pasqua di questa soluzione o i cuori si son talmente raffreddati che non faranno caso a queste sottigliezze??Attenta Roma,la tua distruzione è profetizzata dalla Madonna a La Salette,1847,riferita proprio a questo secolo.Ritorna a Dio …il tempo di Grazia sta per scadere.

  • antonio sepe ha detto:

    Ma il sig. Cardinale Gualtiero Bassetti perchè non ha chiesto al presidente del consiglio Conte di anticipare al 17 maggio l’entrata in vigore del protocollo in modo da permettere ai fedeli cattolici di porre fine, una settimana prima, all’ingiusta privazione della partecipazione alle celebrazioni liturgiche festive con il popolo?
    In fondo, a parer mio, un solo giorno di anticipo sulla data del 18 maggio non avrebbe causato alcun signiicativo peggioramento della situazione sanitaria legata al Covid-19 ma avrebbe dato un grande sollievo morale ai fedeli da tanto tempo privati del loro Cibo spirituale.

  • Enrico ha detto:

    3.4 il celebrante e l’eventuale ministro straordinario […] abbiano cura di offrire l’ostia senza venire a contatto con le mani dei fedeli.

    Quindi l’ostia deve esser lasciata cadere nelle mani del fedele? Mamma mia! Già la comunione in mano è uno squallore, figuriamoci con l’accortezza consigliata dal “protocollo”. Mamma mia!

    E poi questo riguarda il novus ordo, perché la CEI se ne fotte del Vetus Ordo (e tutto sommato è una fortuna). Forse qui il sacerdote deve stare attento a che l’Ostia cada in bocca del fedele per evitare il contatto con la lingua? Mamma mia!

    Siamo alla frutta!!!!!!!!!!!!!!

  • COSIMO DE MATTEIS ha detto:

    Mentre digito questo breve commento sono felice.
    E sapete perchè?
    Perchè i commenti FINORA GIUNTI contengono parole che vengono da cuori ricchi di vera fede nel Signore.
    Ed allora mi illudo di essere in una Italia ancora cristiana che GIUSTAMENTE SI INDIGNA per i propri Pastori INDEGNI e mercenari.

    Ma la GIOIA vera deriva da Cristo che è Risorto, dall’Amore di Dio da cui neppure la massoneria potrà separarci e che presto verrà il trionfo del Cuore Immacolato della Vergine Maria che SMASCHERERÀ tutti questi GIUDA

  • Luigi ha detto:

    Triste epilogo di una chiesa sottomessa.
    Notare la data: 18 maggio lunedì e non 17 maggio domenica. Così il regime ha il tempo di controllare se i fedeli eseguono bene le direttive, sennò si chiude di nuovo tutto. Benvenuti in Cina..

  • Maria Michela Petti ha detto:

    Cosa fatta capo ha. Oltre la discutibile, discussa, ed ampiamente criticata, delega rimessa alle autorità civili su cui non vale la pena tornare, mi resta una curiosità che certamente non sarà soddisfatta.
    Cosa ha impedito di firmare un siffatto protocollo – frutto di una surreale gestazione, per arrivare al parto di un procedimento cui si è inteso conferire un carattere di eccezionalità – a far data dal 4 maggio scorso, almeno, e sottolineo: almeno?
    Forse che si siano volute guadagnare, di comune accordo fra le parti, due settimane comprese due domeniche, quindi di una terza settimana incorporata? Sul modello: prendi tre e paghi due…
    E ci sarebbe pure da applaudire la CEI che non ha raccolto l’appello di alcuni teologi a mantenere la linea della prudenza?
    https://www.finesettimana.org/pmwiki/uploads/RaSt202005/200506redazionefarodiroma.pdf

    • valentina ha detto:

      Ma a titolo di che cosa questi hanno scritto? Se per loro esiste un problema igienico incompatibile con la ripresa delle Sante Messe, bastava chiedere per loro l’esonero del precetto domenicale. Tanto ormai qui tutti fanno un po’ come meglio credono, ma che lasciano a noi miseri fedeli, la possibilità di tornare vivere i Sacramenti…come Dio comanda.
      Allo stesso modo, rilancio e dico:
      -Si potrebbe scrivere noi un’appello perché queste “bestemmie” a Dio finiscano?
      -Qualcuno conosce qualche Novena da dire in questi casi?

    • Grog ha detto:

      Farodiroma é un sito catto-massonico. Anzi, massonico e basta.
      Ne tiri da solo le conseguenze…

    • Corrado Bassanese ha detto:

      “…, il teologo Andrea Grillo, ” ???????????
      MAH! come si definisce un nostro “co-bloghista”

  • valentina ha detto:

    Paolo Gulisano, epidemiologo. Come andare a messa in sicurezza: https://lanuovabq.it/it/distanziamento-e-igienizzazione-cosi-si-puo-aprire-alle-messe
    Visto che ogni uno dice la sua, tanto vale dare a retta a chi dice cose sensate e non offensive della Regalità di Dio.

  • Eppe ha detto:

    3.4. La distribuzione della Comunione avvenga dopo che il celebrante e l’eventuale ministro straordinario avranno curato l’igiene delle loro mani e indossato guanti monouso; gli stessi — indossando la mascherina, avendo massima attenzione a coprirsi naso e bocca e mantenendo un’adeguata distanza di sicurezza – abbiano cura di offrire l’ostia senza venire a contatto con le mani dei fedeli.

    Non mi pare che sia esplicitamente prescritto che la Particola Consacrata debba essere offerta sulla mano del fedele, viene soltanto richiamata l’attenzione a non toccarne le mani.

    Speriamo che qualche buon sacerdote ne tenga conto.

    • Francesco ha detto:

      HA ASSOLUTAMENTE RAGIONE. Da nessuna parte sta scritto che non si può ricevere la comunione direttamente sulla bocca. Bisogna smetterla di dire che è prescritto di fare la comunione sulla mano perché così tutti diranno e lo sentiranno come obbligatorio. Un abbaglio collettivo!

    • Corrado Bassanese ha detto:

      Chiedo scusa, ho fatto il medesimo commento senza avere ancora visto il vostro post

  • valentina ha detto:

    Mi sento male al solo pensiero che i preti “artiglino” il Corpo di Cristo con i guanti, così come ordinato dal comitato tecnico-scientifico. Roba da matti! E mi chiedo se sia ancora valido scegliere come fare la Comunione come dichiara la Congregazione per il Culto Divino e Disciplina dei Sacramenti, o se il comitato tecnico scientifico sia stato ultimamente (e a nostra insaputa) investito dal’Alto di poteri e funzioni di comando all’interno della Chiesa Cattolica!
    Ma qualcuno di questi ecclesiastici (la qual maggior parte ha già un piede nella fossa), capisce che tra poco di queste oscenità dovrà rendere conto al Vero Giudice? Ma non hanno paura dell’Inferno? Giuda!!!

  • Pier Luigi Tossani ha detto:

    Ridicolo. Nemmeno nell’Unione Sovietica c’erano questi burosauri.
    D’altronde, fra la burocrazia di Conte e quella della CEI, è chiaro che si reggono la parte l’una con l’altra:

    https://www.corrispondenzaromana.it/il-silenzio-dei-vescovi-in-tempo-di-pandemia/

  • Armand ha detto:

    E’ interessante che con la frase “– abbiano cura di offrire l’ostia senza venire a contatto con le mani dei fedeli.”, si dà per scontato che la comunione sulla lingua sia scomparsa dalla “liturgia”.

    Inoltre rabbrividisco al fatto che il sacerdote, con i guanti intrisi del Signore, se li leverà e li butterà come un rifiuto ospedaliero. Somiglia molto più ad un obitorio che ad una chiesa….

    • Raffaella ha detto:

      È andata bene, potevano dire che l’Ostia va lanciata e presa al volo…
      Dalla Cei c’è ormai da aspettarsi di tutto!!

  • Defensor Ianuae ha detto:

    Sinceramente mi sfugge perché dare l’Eucarestia sulle mani sia meno contagioso che darla in bocca. Fino ad oggi ci hanno detto che le mani sono la fonte primaria di contagio e che per questo vanno lavate spesso e bene. Ora se l’Eucarestia viene data sulle mani, viene data nel luogo deputato alla trasmissione del virus. Se invece fosse data in bocca, l’unica attenzione sarebbe quella del celebrante per evitare di toccare la bocca del ricevente, quindi apparentemente più sicura.
    Dove sbaglio?

  • Vito ha detto:

    Mi sento in Cina.
    Il Ministero dell’Interno mi dice come devo ricevere la Comunione.
    Il Ministero dell’Interno da la dispensa agli anziani.
    Il Ministero dell’Interno rinvia il sacramento della Confermazione.
    Io provo un senso di profonda tristezza.
    Ma ci rendiamo conto di come ci hanno ridotto questi pastori venduti?

  • Federico ha detto:

    Mah…..Silvana De Mari ha giustamente fatto notare che è più igienico comunicare in bocca con ostie più grandi…..

    • carlone ha detto:

      Non credo , avendo l obbligo di indossare la mascherina se la dovrebbe sfilare probabiente bagnata , difronte al prete che probabilmente non ha un braccio superiore alla lunghezza di MT 1.

    • Corrado Bassanese ha detto:

      “3.4. La distribuzione della Comunione avvenga dopo che il celebrante e l’eventuale ministro straordinario avranno curato l’igiene delle loro mani e indossato guanti monouso; gli stessi — indossando la mascherina, avendo massima attenzione a coprirsi naso e bocca e mantenendo un’adeguata distanza di sicurezza – abbiano cura di offrire l’ostia senza venire a contatto con le mani dei fedeli.”

      Scusate, forse sono disattento, ma mi è sfuggita l’indicazione dell’obbligo della comunione nella mano. Mi sapete indicare il numero del punto nel protocollo dove tale obbligo viene specificato?
      A me sembra che si parli solamente di guanti e mascherina del ministrante…o no?