GOTTI TEDESCHI, LEWIS E UNA PARABOLA SUL CORONAVIRUS…

3 Maggio 2020 Pubblicato da --

Marco Tosatti

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, il professor Ettore Gotti Tedeschi ci ha regalato una perla – non sua, ma custodita nel suo portagioie –  di Clive Staple Lewis, il grande scrittore anglicano britannico. Buona lettura, davvero. Non per dire.

Attenzione: Era una perla davvero non sua, come ci ha chiarito, ma neanche del grandissimo C.S. Lewis. È un pregiato “falso d’autore”, cioè qualcosa che Lewis avrebbe potuto scrivere, ma che non ha scritto. E a Gotti Tedeschi questa perla (coltivata, ahimè, non autentica) è stata regalata da un amico scrittore…Ma è molto godibile, egualmente, e purtroppo è davvero una parabola di quello che stiamo vivendo…

§§§

Caro Tosatti, lei mi permetterebbe uno Stilum Curiae, senza nessun commento, peraltro non necessario. C.S.Lewis ( scrittore irlandese 1898-1963 ) noto per le Cronache di Narnia e la sua amicizia con Tolkien, scrisse Lettere di Berlicche, nel quale immaginò la corrispondenza tra un diavolaccio anziano e furbacchione e suo nipotino apprendista diavoletto custode. Lo spirito del libro sta nel tentativo di recuperare il senso del peccato, piuttosto banalizzato proprio da parte di chi doveva invece spiegare come lottare per vincerlo. Ma il riferimento a ciò che sta accadendo oggi con il coronavirus è realmente “unico”.

Suo Ettore Gotti Tedeschi

***

Estratto da “Le Lettere di Berlicche” di C.S. Lewis, pubblicato nel 1942.

 

E come hai fatto a portare così tante anime all’inferno all’epoca?

Per la paura.

Oh, sì. Strategia eccellente; vecchia e sempre attuale. Ma di cosa avevano paura? Paura di essere torturati? Paura della guerra? Paura della fame?

No. Paura di ammalarsi.

Ma allora nessun altro si ammalava all’epoca?

Sì, si ammalavano.

Nessun altro moriva?

Sì, morivano.

Ma non c’era cura per la malattia?

C’era.

Allora non capisco.

– Come nessun altro credeva o insegnava sulla vita eterna e sulla morte eterna, pensavano di avere solo quella vita, e si sono aggrappati a lei con tutte le loro forze, anche se gli costava il loro affetto (non si abbracciavano né salutavano, non avevano alcun contatto umano per giorni e giorni!); i loro soldi (hanno perso il lavoro, speso tutti i loro risparmi, e si credevano ancora fortunati essendo impediti di guadagnarsi il pane! La loro intelligenza (un giorno, la stampa diceva una cosa e il giorno dopo si contraddiceva, eppure credevano a tutto!), la loro libertà (non uscivano di casa, non camminavano, non visitavano i loro parenti… Era un grande campo di concentramento per prigionieri volontari! Ahahahahah!). Hanno accettato tutto, tutto, purché potessero prolungare le loro vite miserabili un altro giorno. Non avevano più la minima idea che Lui, e solo Lui, è colui che dà la vita e la finisce. E ‘ stato così! Facile come non era mai stato”.

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Questo articolo è stato scritto da Marco Tosatti

18 commenti

  • Avatar PIERO LAPORTA ha detto:

    È peggio che vero, è verosimile

  • Avatar Maria ha detto:

    Anni fa mi capitò fra le mani “Le lettere di Berlicche” e mi affascinò perché era come la Sacra Sindone: ciò che prospettava in chiave negativa, diabolica, faceva intuire il disegno meraviglioso del positivo, del divino.

    Così ho iniziato ad avvicinarmi a concetti che la mia (alquanto scarsa) conoscenza della dottrina (erano i tempi del post-concilio), aveva tralasciato quasi completamente.

    So benissimo che Lewis è un anglicano, ma nei sui scritti ci sono più verità cattoliche (ed esposte con quanto garbo!) che in libri e libri di pseudo cattolici che si spacciano per teologi.

    Credo che questi sarebbero i tempi giusti per riprenderlo in mano e per riflettere su di noi, sugli altri, sulla realtà divina che proprio tanti uomini di Chiesa dimenticano.

    Quanto a Lewis è vero che non divenne cattolico… io comunque nutro per lui un sentimento di riconoscenza per avermi aiutato a restarlo… una cattolica, intendo.

    So che Dio è giusto e che terrà conto che se arriverò a salvare la mia anima e a fare quel che posso per chi mi sta vicino, parte del merito va a un anglicano più cattolico di tanti teologi odierni.

  • Avatar alfredo abbondi ha detto:

    Carissimo,
    purtroppo è una reinterpretazione. Probabilmente è ripresa da una rubrica di Tempi (Berlicche). Però è attualissima!
    A chi criticasse – dopo aver fatto doverosa e lieta ammenda – andrà ricordato 1Ts 5,21: Vagliate ogni cosa e trattenete ciò che è buono

  • Avatar CLAUDIO GAZZOLI ha detto:

    sì è vero, non c’è questo brano… però ci sono delle chicche….
    “Nostro scopo, dunque, è incoraggiare quei comportamenti, quei modi e quegli atteggiamenti che le democrazie per loro natura favoriscono ed apprezzano, perché saranno proprio queste cose a distruggere, se incontrollate, la democrazia.”

  • Avatar Enrico ha detto:

    «Il diavolo anziano delle Lettere di Berlicche, di C. S. Lewis, […] scrive a suo nipote dandogli consigli su come corrompere l’essere umano che gli è stato affidato. Il consiglio è: “Fallo sempre pensare al passato e al futuro. Non lasciarlo mai vivere nel presente. Il passato e il futuro sono nel tempo. Il presente è atemporale ed eterno”».

    Gregory Bateson, Dove gli Angeli esitano

    Forse restare nel presente è l’unico rimedio davvero.

  • Avatar fausto greco ha detto:

    Attenzione Tosatti: sembra che il brano riportato non sia affatto di Lewis, ma sia opera (legittima, se si dice il vero autore…) di un tale (che pare credere alle scie chimiche e non credere allo sbarco sulla luna): vedasi :
    https://www.ingannati.it/2020/05/01/lettere-di-berlicche-profetico/

  • Avatar Giorgio Bergamaschi ha detto:

    Trovo molto interessante questo blog, per cui vorrei ricevere gli aggiornamenti sulle tematoche contenute.
    Grazie, e buon lavoro

  • Avatar riccardo ha detto:

    Un appunto: mi risulta che C.S. Lewis non si sia mai convertito al Cattolicesimo… anche se immagino lo farebbe ora, considerato la situazione della Chiesa anglicana

    • Marco Tosatti Marco Tosatti ha detto:

      Ma certo! Un lapsus mio, grazie, ho subito corretto…

    • Avatar Gaetano2 ha detto:

      “… anche se immagino lo farebbe ora”
      Forse non ne avrebbe bisogno, oggigiorno non si vedono grandi differenze con gli anglicani, e nemmeno con qualcuna delle variegate sette di ogni genere.
      C’è perfino il GURU…

  • Avatar miserere mei ha detto:

    Lo zietto la sa lunga e sa sempre che cosa suggerire al nipotino alle prese con la salus del suo paziente.
    Il prestigioso ateneo , presso il quale lo zio ha acquisito la sua sapienza, è la “Nostro Padre ab Inferis”.
    Il paziente, che goda del sapere di questi laureati con dottorato e master, che spaziano dalla medicina all’economia, all’ingegneristica costruzione di ponti e all’informatica virtualizzazione e dematerializzazione di qualunque realtà, possono stare davvero tranquilli.

    Per perdere tutto è necessario aver paura di perdere quello che non ci diamo da noi e non ci appartiene: allora, per trattenere quello, siamo disposti a rinunciare a ciò che è nostro. E quanti luci e suoni e immagini e sovrimpressioni e dichiarazioni esperte…

    A proposito: com’è che ha detto il Nemico? Falsario e omicida fin dal principio… Ma non c’era il registratore.

  • Avatar Flaviano Casagrande Moretti ha detto:

    È una libera interpretazione. Nelle lettere di Berlicche non risulta esserci questo brano.

  • Avatar Marcella ha detto:

    Direi “PROFETICO” E non ci sarebbe da aggiungere altro.

    • Avatar Bastian contrario ha detto:

      Se Flaviano afferma che questa di Gotti Tedeschi è una libera interpretazione, perché non dovrei credergli ? Attenta ai facili entusiasmi, Marcella…