IL GENOCIDIO ARMENO, OGGI. 105 ANNI DI NEGAZIONISMO TURCO

24 Aprile 2020 Pubblicato da

 

Marco Tosatti

Il 24 aprile di centocinque anni fa, a Istanbul, cominciava il genocidio degli armeni, ad opera del governo turco; il primo genocidio del secolo dei genocidi, quello che ha ispirato ai nazisti il “know how” che avrebbero applicato, mutatis mutandis, nei confronti degli ebrei. Non a caso il capo dell’intelligence tedesca in Turchia durante il genocidio definiva gli armeni gli ebrei di quella zona geografica; ed egli stesso rimase ucciso, mentre era a braccetto, realmente a braccetto, con Adolf Hitler durante il fallito putsch di Monaco.

 

Una grande differenza separa questi due crimini mostruosi. Mentre la Germania postbellica ha riconosciuto le responsabilità del regime nei confronti dello sterminio, i governi turchi, a partire da quello di Kemal Ataturk, hanno messo in opera una determinata implacabile azione di negazionismo, che dura fino ad oggi, a dispetto delle evidenze storiche – anche di storici turchi, che per il loro coraggio sono costretti a vivere in Occidente – che a oltre un secolo di distanza non fanno che aumentare.

Si capisce allora perché sia necessario, a oltre un secolo di distanza da quello che gli armeni definiscono il Metz Yeghern, il Grande Male, che ha portato alla morte in maniera atroce un milione e mezzo di uomini, donne e bambini, continuare a fare memoria; perché un governo che nega un crimine è un governo pericoloso, pronto – come peraltro vediamo anche oggi – a compierne altri.

E la consapevolezza di tutto ciò guadagna nuovi consensi. Il Consiglio esecutivo dell’ebraismo australiano (ECAJ), che è il rappresentante di punta degli affari pubblici della comunità ebraico-australiana, ha chiesto il riconoscimento federale dei genocidi armeni, assiri e greci in vista del 105° anniversario del crimine contro l’umanità, ha riferito il Comitato nazionale armeno d’Australia (ANC-AU).

“Il Consiglio esecutivo dell’ebraismo australiano, l’organo nazionale eletto di punta che rappresenta la comunità ebraica australiana, si unisce ai nostri colleghi del Comitato nazionale armeno d’Australia nell’invitare tutte le nazioni e tutti i governi a riconoscere la realtà del genocidio avvenuto tra il 1915 e il 1923, quando più di un milione di armeni, greci e assiri, quasi tutti civili, persero la vita per mano del califfato ottomano, e molti altri furono espulsi dalle loro case”, si legge nella dichiarazione firmata dal Co-CEO dell’organizzazione, Peter Wertheim.

“Alla luce di tutte le prove, non si può seriamente suggerire che queste azioni, mirate a civili su così vasta scala, e condotte con sistematica brutalità, siano state un mero caso di guerra. L’ECAJ ha da tempo accettato il verdetto schiacciante degli studiosi di storia secondo cui le uccisioni e le espulsioni sono state effettuate con intento genocidario”.

La dichiarazione conclude: “L’opportunità politica non deve mai accecarci di fronte alla verità storica. Un crimine non cessa di essere un crimine semplicemente perché viene negato, non importa quanto spesso la negazione venga ripetuta. Il flagello del genocidio può essere superato solo quando i leader politici si uniscono per identificarlo e condannarlo”.

Dal 1923, la Turchia ha negato di aver commesso quello che è stato definito il genocidio armeno. (Così come ha negato la stessa responsabilità verso Assiri e Greci). Ha fatto pressione sui suoi alleati affinché si astenessero dal dichiarare ufficialmente gli eventi un “genocidio”, che le Nazioni Unite definiscono come atti commessi con “l’intento di distruggere, in tutto o in parte, un gruppo nazionale, etnico, razziale o religioso”.

Ma in un voto che rappresenta una pietra miliare, alla fine del 2019, sia la Camera che il Senato degli Stati Uniti hanno sfidato quella pressione e il peso di oltre 40 anni di precedenti. Hanno approvato una legge che dichiarava che l’uccisione di 1,5 milioni e mezzo di armeni da parte dei turchi ottomani era, in realtà, un genocidio.

Quest’anno in molti Paesi la commemorazione del genocidio armeno non potrà svolgersi secondo le modalità consuete, a causa delle misure di contenimento della pandemia di Covid 19, e molte cerimonie avranno un palcoscenico virtuale. Ma avverranno: ed è bene che ciò accada, fino a quando un’assunzione di responsabilità da parte di un governo turco non compia un grande gesto di pacificazione, verso gli armeni di oggi, e la memoria delle vittime.

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17 commenti

  • Lucidator ha detto:

    Ho letto i bellissimi libri di Marco Tosatti sul genocidio armeno: non mancate assolutamente di farlo!
    Ma per capire profondamente cosa fu il Grande Male e come fu possibile resistergli, leggete anche I QUARANTA GIORNI DEL MUSSA DAGH di Franz Werfel: è un capolavoro di epica, forse l’unico del Novecento (ma non solo), e il suo autore il nostro vero Omero.

  • lori ha detto:

    chissà se oggi trasmetteranno in televisione il film LA MASSERIA DELLE ALLODOLE. Terribile, da vedere, ma più realistico del libro dell’illustre Antonia Arslan da cui è tratto.
    Se lo dovessero trasmettere, e non l’avete ancora visto, per favore guardatelo. E’ importante.

    • Nicola Buono ha detto:

      Domandona: ma lo hanno mai trasmesso in tv, visto che siamo un popolo di calabraghe che ha paura di urtare sempre il prossimo?(in questo caso dicasi Turchia).

  • Michele ha detto:

    Dottor Tosatti, legga qua:
    ta: 22 novembre 2019 alle 0.56
    Oggetto: Non è un’ UCRONIA : Quando New York fece parte (per un giorno) dell’Impero Ottomano
    Il 20 aprile 2016 l’ambasciata turca ha organizzato un mega-evento a New York con ballerini, scritte nel cielo e bandiere gigantesche per celebrare il proprio orgoglio nazionale e negare il genocidio armeno.
    Il “Daily Mail” ha riportato una ricca galleria fotografica dell’iniziativa: si notano giovani ballerini ingaggiati dalla fantomatica organizzazione non governativa “Turkish Institute for Progress” che danzano entusiasti indossando magliette rosse con l’effige della mezzaluna e della stella:
    portando in processione bandiere giganti della Turchia,
    mentre atleti professionisti si esibiscono sulla skyline di Manhattan con i cosiddetti pogo sticks (“saltarelli”) in una “coreografia per la pace”.
    Se già tutto ciò può sembrare imbarazzante, ancora più lo è il tenore delle scritte che i newyorchesi hanno potuto osservare nel cielo per mezza giornata: 101 years of Geno-lie (“101 anni di bugia-cidio”), Gr8 ally = Turkey (“Grande alleato = Turchia”), BFF = Russia + Armenia (“Amici per sempre = Russia e Armenia”) e il link al sito negazionista FactCheckArmenia.com. Sono comparse anche scritte in turco come il motto kemalista Ne mutlu Türküm diyene (“Felice è chi può dirsi turco”).
    La sortita turca ha coinvolto anche diversi quartieri a maggioranza armena, come la celebre Little Armenia di Hollywood, dove in una notte sono comparsi centinaia di manifesti con gli stessi slogan e il link a Fact Check Armenia.
    Ad ogni modo, se la ditta a cui sono state commissionate le scritte in cielo, la GEICO ha preferito scusarsi pubblicamente pochi giorni dopo, non si è invece registrata alcuna reazione dal punto di vista politico o diplomatico da parte delle alte sfere americane.

  • IM ha detto:

    Mamma li turchi!! Gia’ da allora esistevano le fake news? I poteri forti, Bergoglio compreso, ne parleranno oggi attraverso gli organi d’informazione “veritieri” a loro esclusivo possesso?

    • Sherden ha detto:

      Non credo: pare che abbia concordato con (il Sol dell’)Avvenire una serie di puntate sulla Raccolta Differenziata (con annesso elenco di penitenze per chi non la fa), legata a una riflessione parafilosofica sulla Madre Terra e su quanto sia “vendicativa” (Greta pare in disaccordo su questo punto, lei la ritiene “difensiva” nei confronti di quei vermi puzzolenti di esseri umani), e di come questo ne giustifichi la visione umanizzata e, en passant, la prostrazione adorante (il che acchiappa le simpatie eno-eco-illogiche di Repubblica e affini, mica male…).

  • Pier Luigi Tossani ha detto:

    segnalo a tutti la breve storia del genocidio armeno, dal meritorio Sito Santi e Beati:

    http://www.santiebeati.it/dettaglio/96594

    oggi ricorre la festa liturgica dei martiri armeni.

    e poi naturalmente i libri del Dott. Tosatti sul Mussa Dagh

  • Pier Luigi Tossani ha detto:

    Sì, caro Marco,

    e aggiungo che la questione resta complessa… perché, poi, la Germania del dopoguerra ha riconosciuto l’olocausto, ma ha anche fatto immigrare i turchi, perché lavorassero nelle loro fabbriche, e poi abbiamo finito con Erdogan che ha detto ai turchi d’Europa di fare cinque figli a testa, e l’Europa sarà loro.

    La Merkel ha fato entrare un milione di immigrati della nuova orda dei barbari, e l’epilogo è quello che si legge su Gatestone

    https://it.gatestoneinstitute.org/12214/germania-crisi-stupro

    Così stavolta il genocidio ce lo stiamo auto-facendo noi europei, facendoci sostituire, con la fattiva collaborazione della UE a guida massonica, di Conte, del PD e dei 5S.

    E mo’ Erdogan ci invade metodicamente con l’arma di migrazione di massa:

    https://www.lanuovabq.it/it/migranti-lue-sostiene-la-grecia-il-governo-conte-no

    C’è, in effetti, un’alternativa:

    http://www.lacrocequotidiano.it/articolo/2017/09/05/politica/ogni-vuoto-viene-riempito

    ma bisogna vedere se interessa.

    In ogni caso, sia per il riconoscimento del genocidio armeno, sia per la Shoah, il problema a monte è che noi occidentali non riconosciamo il genocidio dell’aborto. Se non si parte da lì, poi tutto il resto, anche se è giusto che si faccia, ha grossi limiti.

    Alla fine, il discrimine resta sempre l’immagine che Cristo ci dà di noi stessi. Possiamo accettare, solo liberamente, di rispecchiarci nel volto di Cristo, e allora capiremo anche il resto. Oppure….

    • P. Luis Eduardo Rodrìguez Rodríguez ha detto:

      Il Cavallo di Troia ovvero come fu mezzo l’ annuncio del Colpo di Stato Vaticano nella Festa di Lourdes (quindi Patti Lateranensi) 11.2.13 in Piazza S. Pietro ed accettato il regalino …“ A caval donato, non si guarda in bocca …” detto che dopo cambiò a cavallo accettato, il 13.3.13. Ovvero di come Ulisse dentro il cavallo con altri…kasper, martini, silvestrini, dannels, lehmann, josè policarpo -patriarca di Lisbona…si ritiene Ulisse fondatore di Lisbona…-, murphy-o’connor….insomma riuscirono la rottura delle mure leonine per far entrare berORGOGLIO ICEberg a Santa Marta e quindi incoronare il sogno della massoneria ed in atto la pretessa nuova chiesa…

      Ma nella Chiesa Vera, Cattolica, Apostolica, Romana, celebriamo oggi San Fedele da Sigmaringen, santo francescano cappuccino martire in SVIZZERA, per gl’ eretici luterani.

      https://youtu.be/OxgLDQyG89Q

      https://youtu.be/drqKc-6RkbY

    • P. Luis Eduardo Rodrìguez Rodríguez ha detto:

      Eppure siamo chiamati “cristiani” perche l’Armenia, infatti, è stato il primo regno cristiano. Pure genocidio quello di coloro che uccidono l’anime avvelenate di false, diavoliche, non teologia…per cui berORGOGLIO & co. pure genocidi.