LAPORTA: L’ITALIA AL TEMPO DEL IV REICH. VOGLIA DI CENSURA…

23 Aprile 2020 Pubblicato da

 

Marco Tosatti

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, il generale Piero Laporta ci offre una riflessione sulla situazione attuale del Paese, legata al Covid 19, e soprattutto allo stato lamentevole dell’informazione, e del servizio assai scadente che viene reso all’opinione pubblica. Buona lettura!  

§§§

Dedicammo quattro puntate (prima, seconda, terza, quarta) ad aspetti del Covid-19, indipendenti dalle origini del virus, naturali o artificiali che siano. Ci siamo concentrati sulla guerra disinformativa, parallela al tentativo di utilizzare il virus per impossessarsi delle ricchezze italiane. Lo ripetiamo: non ci interessano affatto le origini del Covid-19. Osserviamo i dati di fatto sotto i nostri occhi.

Abbiamo un governo tanto incompetente quanto autoritario. Abbiamo un’opposizione degna del governo. La nazione italiana rischia d’esplodere mentre Stato e Regioni s’accapigliano e l’«informazione seria» distorce le notizie a favore del proprio padrone, senza curarsi dei cittadini, salvo arrogarsi il diritto d’essere essa stessa – l’«informazione seria» – a dare la patente d’attendibilità alle notizie su Internet.

Urge una guida politica e, se i laici permettono, anche religiosa. Non c’è né l’una né l’altra, anzi ambedue le rispettive classi dirigenti – politica e religiosa – appaiono superflue quando non dannose e pericolose. Ciò ha portato, come abbiamo sottolineato più volte, a uno sviluppo paradossale quanto illegale. La Costituzione è stata accantonata e le stesse vestali che s’ergevano a custodi della “Costituzione più bella del mondo” oggi sono alla ricerca di un novello “uomo della Provvidenza”, da scegliere tra le foglie d’una medesima piana velenosa, il globalismo, nonostante sia palesemente fallito per un incidente, neppure dei più catastrofici fra quanti hanno afflitto l’Umanità.

Il regime cinese, il più criminale della storia, in confronto al quale Urss e III Reich messi insieme erano due bocciofile, ci sta portando verso uno scontro nucleare, mentre i nostri cicisbei continuano a darci e dirci stupidaggini e falsità.

L’Italia è nella UE e la UE ha tentato di soffocarci. Questo non va dimenticato – mai – anzi occorre agire, incominciando a stilare l’elenco delle quinte colonne che operano contro l’interesse comune.

Il ricordo dell’atteggiamento passivo dei vertici UE e Nato non è cancellato dalle tardive scuse all’Italia della tedesca Ursula von der Leyen, presidente della Commissione UE. Le sue scuse non attenuano l’aggressività finanziaria di Germania e Olanda, il IV Reich odierno. La NATO, a sua volta, svegliatasi dopo l’intervento russo a favore dell’Italia, non ha tuttavia fatto quanto avrebbe potuto in altri tempi; oggi è oramai comatosa.

Norme speciali sono state imposte da Giuseppe Conte, contro la Costituzione. Lo affermano autorevoli giuristi, come Sabino Cassese, il quale non va a cena né con Matteo Salvini né con Giorgia Meloni. D’altronde nessuno dei due è in grado di argomentare credibilmente sulla Costituzione violata né di mobilitare, come si dovrebbe, l’Italia contro il colpo di Stato in corso.

Sabino Cassese boccia e bacchetta l’avvocato del popolo: «Da palazzo Chigi continuano ad arrivare norme incomprensibili, scritte male, contraddittorie, piene di rinvii ad altre norme». Che cos’altro aggiungere per svegliare Sergio Mattarella?

Alle norme anticostituzionali s’affianca la propaganda bellica, come durante qualunque conflitto. La differenza, rispetto al passato, la fa Internet, la cui diffusione orizzontale di notizie e dibattiti non consente d’affiggere manifesti col “taci, il nemico ascolta”, come usava Benito Mussolini. Per tale ragione cresce da tempo l’irritazione dell’«informazione seria». Umberto Eco insultò il popolo web, definito “webeti” da Enrico Mentana.

La fiducia degli italiani nell’«informazione seria» è tuttavia a zero. Si rende quindi necessaria una propaganda martellante a sostegno della «(dis)informazione seria». Siamo sicuri che i lettori/ascoltatori la bevano?

C’è una battaglia in corso, nella quale la pubblica opinione la si vuole nel ruolo di vittima perdente. Per comprenderne i contorni è opportuno vedere questo video, suddiviso in tre parti per agevolarne la fruizione (PRIMA PARTE, SECONDA PARTE, TERZA PARTE). Massimo Mazzucco, l’autore, paventa una vasta manovra, della maggioranza e di Mediaset, per imporre una censura “telegenica”, il cui autoritarismo sia dissimulato dietro uno “stato di necessità”, a similitudine di quando salmodiavano “lo vuole l’Europa”, “lo vuole il mercato” e, in tempi più lontani, “Vota DC, Dio ti vede”. Oggi il grido di guerra è “No Fake News”. Eppure anche i bambini hanno compreso che quando usano l’inglese è per coprire fetori insopportabili.

L’operazione di condizionare la pubblica opinione è partita male con lo scontro tra La Stampa e (addirittura!) il ministero russo della Difesa. L’epica battaglia s’è conclusa nel silenzio dell’«informazione seria» e dell’ordine dei giornalisti. Silenzio davvero strano, di vestali altrimenti vocianti e sovente persecutorie in nome della sacra “libertà di stampa”.

Le vestali in realtà persero la verginità da tempi immemorabili, per vis grata puellae, violenza gradita, anzi prezzolata.

Dopo la fine della guerra, gran parte degli organi informativi finirono nelle mani dei servizi segreti dei paesi vincitori: USA, Gran Bretagna e Unione sovietica, alle quali si sono affiancate Francia, Germania e infine Russia. CIA e KGB, nelle vecchie e nelle nuove vesti, fanno da padroni.

Pochi oramai ricordano che a Roma, in via Dandolo 8, nel dopoguerra stamparono il quotidiano Daily American per la comunità statunitense romana. Landon K. Thorne, il proprietario, fondò la Daily American Printing Company, rilevando le tipografie di Stars&Stripes, giornale delle forze armate USA, collocata a bordo d’una portaerei.

Dopo il 1969, la tipografia fu gestita dal figlio di Thorne, David, il quale sarebbe diventato ambasciatore a Roma, durante il regno di Obama, mentre destabilizzarono la Libia, ai nostri danni nel 2011, con la complicità di Giorgio Napolitano e Silvio Berlusconi.

Per comprendere quale fosse il “giro”, occorre ricordare che Julia, sorella di David Thorne, è la prima moglie di John Kerry, avversario liberal del repubblicano George Bush jr. nella corsa alla Casa Bianca.

Il tipografo (poi ambasciatore) David Thorne era di larghe vedute, amava destra, sinistra e centro. Concesse infatti la tipografia per stampare tre giornali italiani, il pacciardiano Nuova Repubblica, Notizie Radicali e, incredibile a dirsi, Lotta Continua di Adriano Sofri, il cui piombo tipografico precedette quello dei suoi killer su Luigi Calabresi. Per comprendere quanto fosse singolare la convivenza dei tre giornali in casa Thorne, ricordiamo che i comunisti volevano Randolfo Pacciardi in galera per golpismo.

Sofri affermò che la tipografia di Lotta Continua non era a via Dandolo 8, ma un po’ più in là, in via Dandolo 10, dove però la saracinesca era sempre abbassata, a similitudine di quanto la Giustizia si sia abbassata per lui. Non di meno il giornale di Sofri accusò Nuova Repubblica di essere stampato dalla CIA. Come dubitarne?

Nel frattempo il KGB non pettinava le bambole. Antonio Selvatici pescò negli archivi di Praga i documenti che dipingevano un venerato maestro del giornalismo, Corrado Augias, tutt’ora in cattedra, quale “agente Donat” ai bei tempi della Guerra Fredda. Apriti cielo, tutta la Stampa, pardon “stampa” insorse e in quel caso nessuna lettera del ministero russo della Difesa li tacitò. L’Unione sovietica durante i meravigliosi anni di piombo tenne a battesimo e finanziò almeno tre giornali italiani, proteggendone i sicofanti se obbedienti. Nel dossier Mitrokhin sono elencati almeno quattro giornalisti al servizio del Kgb.

Oggi il ministero della Difesa russo prende a ceffoni e mette sull’attenti l’«informazione seria». Dopo tutto i servizi segreti comunisti si sentirono a casa loro in Italia per tanti anni. È quindi inutile stupirsi se i loro epigoni lo sono ancora.

Sarà paradossale ma questa forza dei russi è oggi in certa misura garanzia che il bavaglio, temuto da Mazzucco, potrebbe non funzionare, diventando persino controproducente. Si pensi a un sito col server a Mosca che spara a palle incatenate, senza possibilità d’oscurarlo, sulla «(dis)informazione seria»; a taluni verrà l’orticaria solo a pensarci.

E che dire delle vestali della Costituzione e del diritto che non si strapparono le vesti quando si seppe che Antonio Di Pietro preannunciò l’inchiesta Mani Pulite al console degli USA a Milano? A essere esatti solo la cosiddetta destra reagì. Perché non interessava la cosiddetta sinistra? Abbiamo un giornalismo oscillante con disinvoltura fra Mosca e Washington, senza escludere Berlino e Parigi, più recentemente anche Pechino e i palazzi della finanza, fra una leccata e l’altra alle terga grinzose dell’ebreo collaborazionista dei nazisti, Georgy Soros, trattato con più riguardi di quanti ne hanno usati a S. S. Pio XII di venerata memoria, da eminenti ebrei e sedicenti cattolici.

D’altronde se siamo al 43esimo posto al mondo per la libertà di stampa, prima del Botswana, un motivo deve pur esserci. La malattia della nostra libertà di stampa è più grave del Covid-19. Oggi, a distanza di oltre due secoli, la nostra libertà è infinitamente più limitata rispetto a quanto pretese e ottenne Thomas Jefferson, col Primo Emendamento alla Costituzione degli Stati Uniti: «Il Congresso non promulgherà leggi per il riconoscimento ufficiale di una religione, o che ne proibiscano la libera professione; o che limitino la libertà di parola, o di stampa; o il diritto delle persone di riunirsi pacificamente in assemblea e di fare petizioni al governo per la riparazione dei torti». Jefferson scrisse da Parigi per indirizzare il Congresso, il 13 Ottobre 1785: «Un governo dispotico deve sempre mantenere una sorta di esercito permanente di giornalisti e scrittori che, senza alcun riguardo per la verità o quella che dovrebbe essere la verità, mettano sui giornali quello che potrebbe servire ai suoi ministri. Questo è sufficiente a ingannare la massa dei cittadini che non hanno così più i mezzi per distinguere il falso dal vero, nei vari articoli di un giornale».

Va bene, i lettori di SC obietteranno che Jefferson fu massone e sostenne la Rivoluzione Francese. In queste ore possiamo tuttavia comprendere quanto Jefferson avesse ragione e quanto inutile sia, anzi dannoso, professare una religione riconosciuta dallo Stato, se i suoi pastori – cattolici, ebrei e mussulmani – arretrano, quando non sono complici d’un cicisbeo della provincia di Foggia.

Nessuno può dire che cosa in futuro inventeranno per ingannare il popolo. Noi abbiamo esaminato che cosa stanno facendo e vedremo quanto hanno fatto in un passato più o meno recente, risalendo fino a S.S. Pio XII di venerata memoria, sperando di ispirare qualche emulo, chissà. (5- continua)

Piero Laporta

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48 commenti

  • miserere mei ha detto:

    Generale, mi ha dato (24 aprile, 10:55 pm) uno spunto prezioso!

    Nascosto è parente stretto di Segreto, ma conducono una vita assai diversa.
    Nascosto è il padre di Vero, che per secondo nome ha Umile.
    Segreto è il padre di Falso, che per secondo nome ha Truffaldino.
    Nascosto ha educato Vero all’intimità e alla riservatezza delicata di chi non ha nulla di cui vergognarsi, ma non cerca la gloria del mondo.
    Anche questo potrebbe sembrare un “segreto”, ma non per chi è di casa e gode quell’intimità e vi si educa. Falso ha invece educato Segreto a una condizione vincolante, la sua riservatezza è un obbligo, perché certe cose è meglio per noi che non si sappiano… Mentre Vero è un padre Vero, Falso agisce al suo contrario, generando insicurezza e inganno in quello che dice e in quello che non dice. Un giorno Truffaldino ha sfidato Umile, nel gioco del Mistero, sapete è quel gioco in cui certi fenomeni che non appaiono facilmente spiegabili, come un enigma. Truffaldino ha sempre pensato che il Mistero fosse un gioco in cui si imbroglia… Umile invece ha pensato … alla sua mamma! Truffaldino continua a giocare, nel mondo, con il suo stile. Ma anche Umile, secondo lo stile della sua mamma. Negli schemi del figlio di Falso, abbondano la luce e l’informazione, per coprire di fiocchi colorati, musichette dolci e abbagli stupefacenti la vera natura del Segreto. Invece il figlio di Vero ha imparato dalla mamma che la chiave del Mistero è il nascondimento e lì, dal poco che trapela, c’è Tutto. E che cosa è il Tutto? Se si gioca con Truffaldino, sembrerebbe il mondo, da possedere nel modo più comodo, facendo come ci pare, come piace al padre Falso. Invece, se si gioca al modo in cui ci allena Umile, il Tutto è davvero tale, quello di un padre Vero.

    • PIERO LAPORTA ha detto:

      Grazie. E’ una ottima riflessione. Le rispondo con un po’ di ritardo perché l’ho voluta rileggere più volte.
      Mi pare necessario dedicarle un articolo. Non mi chieda però di fare presto. Grazie, davvero, grazie.

  • ALESSANDRO GENTILI ha detto:

    Caro Piero,
    leggo sempre con grande interesse le Tue analisi, originali e mai prive di un certo fascino anche misteriioso. Il nostro è un paese strano, figlio di un orribile dopoguerra che ci aveva visti vergognosamente a fianco dell’alleato germanico prima e a fianco di un riluttante alleato che era arrivato in Italia non per liberarla ma, giustamente per romperci le ossa, una dopo l’altra. Ma noi con un triplice salto mortale, come da antiche tradizioni, abbiamo cercato di reinventarci come alleati degli alleati, che provavano profondo schifo ad averci vicino, non si fidavano e ce lo dicevano in faccia. Poi hanno incominciato a pensare che potevamo dare una mano e ci hanno accettato e anche impiegato a loro vantaggio, lasciando molte questioni sporche alla resistenza. Certo, se americani, inglesi e polacchi ci hanno accettato, i comandanti francesi un po’ meno e le truppe coloniali ce lo hanno dimostrato. A conti fatti ci hanno trattato pure troppo bene…Insomma mentre la Germania venne trattata da sconfitta pagandone un grosso conto, ma poi ritornando ad essere quel grande popolo che era e che è, noi da nemico sconfitto, debellato abbiamo voluto contrabbandarci per vincitori e gli alleati, gli mamericani per la precisione, non ci hanno occupato per qualche tempo, come per la Germania, ci hanno occupato militarmente, e non solo, in modo totale. E anche se ogni tanto abbiamo pensato di poter fare di testa nostra lo zio Sam ci ha fatto sempre abbassare la testa e ci ha spesso dato severe bacchettate. Con la scusa della NATO siamo diventati, con la Turchia, la testa di ponte USA in Europa e Asia. Aerei, testate nucleari, portaerei. Siamo non circondati, siamo prigionieri! La stampa, l’informazione? Beh, servile quanto basta nei confronti di chi comanda , dei nostri governicchi, ma soprattutto del vero padrone, lo zio Sam di cui sopra. Un padrone benevolo che ha permesso anche ai rossi di far finta di avere una loro voce. Era cosi già prima della 2^ guerra mondiale, per via dei tanti italiani immigrati negli Stati Uniti e per le grandi quantità di grano che arrivavano spesso a risollevare la nostra fame atavica. Altro tallone di Achille, la Germania. La abbiamo riempita di nostri immigrati, da lei importiamo materie prime, da lei esportiamo, le sue banche comprano generosamente il nostro debito pubblico. E noi vorremmo fare lo stato indipendente? Indipendente di che? E chi dovrebbe guidarla questa autonomia, non abbiano nessuno in grado di governarci, come avviene dalla fine dell’Impero romano, anch’esso governato spesso da imperatori stranieri. Ringraziamo Iddio che ci guida no gli USA, la UE e perché no, la Germania. Se c’è un paese dove l’informazione è un vuoto a perdere, bene è quella italiana.

    • PIERO LAPORTA ha detto:

      Caro Sandro, è stato dato un calcio ai valori cristiani presumendo che scienza e laicismo potessero introdurre un nuovo ordine, di fatto un paganesimo appena dissimulato. Alla resa dei conti non pochi di noi sono più benestanti di prima, sebbene la povertà sia più dilagante che nel dopoguerra. Pretendiamo però che nessuno venga a chiedere di condividere il nostro benessere da altrove. Ciò accade non perché l’Italia è più bella della Francia, giusto per fare un esempio, bensì perché siamo diventati il ventre molle dell’Europa. Perché dunque gli altri non dovrebbero approfittarne?
      Il mio sforzo per l’oggettività mi porta sempre a guardare in casa mia, prima che in quelle altrui.
      Chi ha tradito la democrazia e la Costituzione più di altri siamo noi generali, ubbidendo a ordini contro la legge. Chi ha bombardato Belgrado; chi ha combattuto gli afghani; chi ha sparato sui somali e gli iraqeni; nessuno che abbia preteso la dichiarazione dello stato di guerra, previsto dalla Costituzione. Anzi si sono riempiti il petto di decorazioni al Valor Militare. Come dunque stupirsi per chi manda i suoi uomini a cialtroneggiare durante una Santa Messa? E quale eroico sprezzo del pericolo ha suggerito di non fare altrettanto nelle moschee, traboccanti in questi giorni? E’ del tutto ovvio che con questi generali felloni sia stato necessario introdurre i sindacati nelle forze (dis)armate. In cos’altro differiscono da una banda di guardie giurate, se non per un po’ di tecnologia?
      Come vedi, ben prima della stampa e dei politici, dobbiamo guardare nel nostro orticello maleodorante.

  • Luca Antonio ha detto:

    Il quadro dipinto e’sempre piu’ completo .
    Grazie generale, spero che le prossime pennellate aprano anche una porta in fondo a “quest’opera al nero” di alchimisti sulfurei in cui ci troviamo immersi.

    • PIERO LAPORTA ha detto:

      Grazie. Prometto che chiuderò con la Speranza, la quale, come la Fede e la Carità, come lei ben sa, sono virtù irrinunciabili.
      NON PRAEVALEBUNT

  • senza pudore. ha detto:

    E’ curioso vedere le case di coloro che intervengono via skipe alle trasmissioni televisive. Poco fa , a coffe break, su la 7 è intervenuta una ricercatrice, di cui non ricordo il nome , alla cui spalle spiccava un manifesto raffigurante il volto di Lenin. Anzi la regia, ha ingrandito l’inquadratura per farcelo vedere meglio. E pensare che dopo la caduta del muro di Berlino, qualcuno aveva anche proposto di demolire il mausoleo a lui dedicato sulla piazza rossa.

    • PIERO LAPORTA ha detto:

      La ringrazio. Lei mi offre il destro e io proprio non so rinunciare alla provocazione.
      Fra Giuseppa e Lenin, scelgo quest’ultimo: intelligente, diabolicamente intelligente, di gran lunga più in buona fede dell’altra. 🙂 Non me ne voglia.

  • FRANJO ha detto:

    Grazie caro Generale, ottimo metodo guardare all’oggi senza dimenticare il passato, ma anzi interrogandolo per poter leggere la realtà al di là delle cortine fumogene abbondantemente diffuse dagli ineffabili media mainstream , che paragonerei alle fumerie d’oppio come quella che conclude il capolavoro di Sergio Leone.
    De Niro-Noodle, ormai finito e braccato, pur tuttavia sorride …..
    Un piccolo dettaglio: l’elegante “agente Donat” era anche il genero di un ufficiale ampiamente citato dall’archivista Mitrokhin. Il generale Pasti, Nino Pasti.

    • PIERO LAPORTA ha detto:

      Grazie. Il Pasri meriterebbe un’indagine peculiare. Già, ora che ci penso chissà perché non fu mai fatta?

      • anonimo verace ha detto:

        Mi sono fatto l’idea che certe carriere, come quella eccezionale di Corrado Augias, siano state in qualche modo condizionate dalle scelte di gioventù. Augias si è, in un certo qual senso autonominato “papa” della nuova religione che un gruppo di persone (il ragionier bianchi, Vito mancuso, ecc.) cercano di seminare nel terreno lasciato incolto dalla attuale gerarchia.
        Ma quello che mi ha scioccato fu il romanzo dedicato da Augias alle ultime 18 ore di Gesù. Una serie di assurde, illeggibili, fantasie.

  • alberto ha detto:

    Caro Generale, ho seguito i suoi scritti con grandissima attenzione. La voce di un professionista competente e preparato.
    Purtroppo l’Italia, con i suoi vertici, è popolata da tanti, troppi traditori: gente che sta lucrando sulla svendita dei nostri settori industriali piu’ avanzati e non solo. Sono cose che lei certamente conosce ma che, purtroppo, passano sulla testa del cittadino medio pur essendo di una gravità inaudita.
    Riempie comunque il cuore sentire che esiste anche chi possiede al grado piu’ elevato una cultura su materie strategiche e vitali per la nostra Italia: leggerla è stato un po’ come tornare alle cose serie.

    • PIERO LAPORTA ha detto:

      Grazie di cuore, davvero

      • anonimo verace ha detto:

        La svendita alla cina di asset pregiati delle nostre industrie è stata perseguita con precisione dal governo Renzi. Non dobbiamo dimenticare che per qualcuno far politica non significa essere un “civil servant”, ma fare affari. Questa categoria di persone è ben rappresentata dal piazzista di Scandicci. In questi giorni di clausura sto cercando di buttare via i vecchi giornali : un panorama dello scorso autunno dedicava un articolo alle donazioni fatte da questo e da quello alla fondazione del piazzista di Scandicci : cifre importanti . Dai diecimila euri del figlio di Susanna Agnelli ai 100.000 di Daniele ferrero , amministratore delegato della venchi. E queste donazioni si sono manifestate dopo l’arrivo del nuovo governo PD- Movimento 5 stelle.

        • internauta ha detto:

          Ho letto nei giorni scorsi , in internet, che il famoso laboratorio di Wuhan fu, i fatto, un regalo della Francia alla Cina. ma una volta costruito il laboratorio, diceva la notizia, gli scienziati francesi furono accompagnati alla porta dai cinesi , che così presero il controllo delle nuove tecnologie appena importate dalla Francia. Non vorrei che accadesse così anche per eventuali nostre industrie che potessero finire sotto il controllo cinese. Esistono legami diplomatici tra cina e iran e tra iran e vaticano. Gli scambi ecumenici tra gli aytollah do Ohm , la città santa iraniana e i diplomatici vaticani durano ormai da decenni.

          • PIERO LAPORTA ha detto:

            Grazie. La diplomazia – chiamiamola così – vaticana ha avuto una svolta ben oltre Ohm. La Casa di Nazareth, casa della tolleranza, dov’è stato allevato Giuseppa, ha ben poco o nulla in comune con quella di Loreto.
            Se l’accordo con la Cina è segreto, la ragione è inconfessabile. Segreto è padre di Falso.

  • Leo ha detto:

    Fuori tema? Vorrei solo ricordare i soldati americani che morirono in Italia nel 43 44 45, Non vennero per depredare questa nazione e grazie a loro, e al lavoro dei ns padri e nonni, che fu possibile una rinascita, anche se non morale, almeno economica. Con altri occupanti, non saremmo stati così fortunati, e con i nuovi amici che ci stanno imponendo noteremo la differenza credo,

  • Nicola Buono ha detto:

    ” cos’altro aggiungere per svegliare Mattarella….? ” Mi scusi parla sul serio o no ? Perfino io che non sono uno molto perspicace in politica, mi sono accorto da una vita che “il garante della costituzione, l’uomo saggio, moderato, super partes , il salvatore della patria e costituzione..ecc ecc ” come ribattezzato dai media di regime , è di parte ed è schierato a sinistra senza se e senza ma e fa il gioco di chi lo ha eletto cioè la sinistra. Ve lo ricordate MORENO , l’arbitro di Corea – Italia ai Mondiali , le porcate che fece contro l’Italia? Come era possibile vincere in quelle condizioni? In seguito , come si sospettava , si scoprirono gli ” altarini” di MORENO. Adesso è uguale. Inoltre come si possono fare manifestazioni di piazza se c’è la pandemia ? Cos’altro può fare l’opposizione in queste condizioni ? Certo criticare e’ facile…

    • DON ETTORE BARBIERI ha detto:

      Caro Nicola,
      abbiamo mai avuto presidenti super partes? Forse Einaudi.. Ma gli altri?
      Diciamo che da Scalfaro in avanti siamo in caduta libera.

      • Nicola Buono ha detto:

        Questo è vero ma comunque resta il fatto che l’arbitro ” super partes ” è ANCORA UNA VOLTA PRO UNA SOLA FAZIONE E CONTRO L’ALTRA. Questo per dire tutte le difficoltà della destra nel fare la battaglia. Dico destra e non centrodestra perché come si è visto il centro per l’ennesima volta rischia ancora una volta di appoggiare la sinistra ( per il mes) per proprio tornaconto personale. É quindi per la Destra è ancora più difficile il tutto.

    • PIERO LAPORTA ha detto:

      Distinguiamo le due questioni.
      Gli altarini del figlio di don Bernardo Mattarella sono una cosa. Altra cosa è la palese incapacità dell’opposizione di mobilitare la piazza contro un prepotere palesemente trabordante i confini costituzionali.
      Belle parole, bei discorsi, ma questi non cambiano di un’acca i rapporti di forza reali fra dominanti e dominati.
      Mi scuso per la brutalità, ma la realtà è questa.
      Grazie.

      • Francesco ha detto:

        Il dato è che la presunta opposizione non esiste, il Salvini ruspante ha governato con Di Maio e Conte, quando andò via dal Governo, senza un perché, disse: non parlerò mai male di Conte e Di Maio. Mentre vagava da una parte all altra dell Italia gli altri ordivano complotti e intessevano alleanze. salvini ha scambiato il virtuale col reale: lui, ministro degli interni, che doveva spiare tutto e tutti manipolare e non essere manipolato contava meno del portiere. Partito da Fourché è finito con Verdini.

      • Nicola Buono ha detto:

        Mi scusi generale. Quando parlavo di ” altarini ” dell’arbitro MORENO intendevo dire che era stato corrotto. Non mi riferivo ad altri ” altarini ” e non so a quali altri ” altarini” si riferisce. Riguardo alla supposta incapacità della destra di attirare gente dico che a) siamo in tempo di pandemia e non si può uscire di casa per manifestare b) vedo purtroppo in molta gente di destra la pretesa di avere una destra perfetta al 100% senza difetti o colpe e se trovano qualcosa che non va non la votano la destra, e questo all’opposto dei kompagni che votano sinistra anche se puzza e gli fa schifo. c) lei generale riesce a vincere una qualsiasi partita di qualunque sport se l’arbitro ” fa il tifo ” ( eufemismo) per l’avversario e le ” rema contro ” ? d) come se tutto ciò non bastasse la stragrande maggioranza dei mezzi di informazione( pubblici e privati)è schierato a sinistra ed influenza clamorosamente gli italiani (disinformazione) e) amaris in fundo la Chiesa Cattolica una volta contro i partiti di sinistra ed atei , adesso è passata dalla parte del nemico e pubblicamente dà indicazioni pro SINISTRA ed indicazioni contro gli sporchi brutti, cattivi sovranisti additandoli al disprezzo generale. In queste condizioni la battaglia è impari e non è certo colpa della destra che ” non sa attirare” Cordiali saluti e grazie per il sui intervento.

        • zuzzurellone ha detto:

          Non c’è solo la lettera pastorale a Casarini. Di recente avevo visto rivalutato anche quel sacerdote che manifestava con i gruppi estremisti : don Vitaliano della Sala. Ovvero quelli che nel lontano 2000 erano considerati criminali, oggi vengono additati alla pubblica opinione come eroi.

  • DON ETTORE BARBIERI ha detto:

    Caro generale,
    purtroppo sono molti quelli che si fidano del mainstream e ne seguono pedissequamente e istericamente le opinioni e le indicazioni..

    • PIERO LAPORTA ha detto:

      “Contro gli idioti neanche gli dei possono nulla” disse Friedrich Schiller, dopo tutto solo un poeta.
      Ben di più si potrebbe se la ex Chiesa Docente non facesse cantare il gallo da mane a sera; senza dimenticare tuttavia i sacerdoti, i quali dovrebbero ricordarsi di essere tali, come accadde in Polonia ai tempi di Solidarnosc, nonostante S.Em. Rev.ma Jozef Glemp.

      • DON ETTORE BARBIERI ha detto:

        Sulla gerarchia le do ragione. Su noi preti non si illuda che abbiamo molta influenza, a prescindere dai nostri comportamenti e insegnamenti.
        Una buona parte delle persone prende il mainstream come fosse il Vangelo. E non penso, come lei giustamente sottolinea, ci sia molto da fare o da dire, per i pesci piccoli come noi preti. In Polonia la gente era contro il regime, in Italia coloro che “credono” nei media sono felici della dittatura. Anzi, vorrebbero che fosse mantenuta o rafforzata. Sono troppo pessimista?

  • miserere mei ha detto:

    D’accordo: l’origine del virus non è l’argomento di questo ragionamento, ma ragionando della battaglia in corso e del potere del condizionamento la premessa è d’obbligo.
    Se è la natura che si vendica dell’uomo cattivo, il virus non è il prodotto dell’uomo cattivo…
    E poi l’uomo cattivo non esiste proprio: siamo tutti buoni, anche se a volte un po’ rigidi, con degli strani gusti per i muri e scettici sui ponti, anche se i secondi a volte crollano e i primi favoriscono un giusto distanziamento sociale, così sponsorizzato quando la natura di vendica.
    Con tali insegnamenti dalla cattedra religiosa, vuoi stupirti che lo scranno politico non si periti di riunirci in Dandolovia? Quarantatreesimi davanti al Botswana? La beciuania ha già messo la freccia e saremo al posto numero 44 e senza trippa per i gatti.

    • PIERO LAPORTA ha detto:

      Mi perdoni, ma non ho capito.

      • miserere mei ha detto:

        Mi perdoni lei se sono stato eccessivamente allusivo.

        Detto altrimenti, commentavo così.

        Ritengo che il virus non sia genuinamente naturale.

        L’autorità religiosa non ci aiuta a ragionare e quella politica ci sta, per così dire, consegnando alla mercé d’altri.

        Se il Botswana non è più dietro a noi in classifica è perché noi peggioriamo. I gatti erano solo per dire del numero, in presenza di una contingenza che promette meno trippa nei piatti.

        Attendo con curiosità gli sviluppi del suo ragionamento, sin qui seguito con ammirazione e crescente interesse.

        • PIERO LAPORTA ha detto:

          Grazie per il chiarimento. Spero di riuscire a spiegare bene quanto la situazione attuale sia simile a quella che precedette la dissoluzione dell’Urss. Non è detto tuttavia che finisca così felicemente.

  • Francesco ha detto:

    Onore a don Lino Viola che ha dato uno schiaffo morale al blasfemo Bergoglio e ai suoi manutengoli

  • Iginio ha detto:

    E rispunta fuori anche il neocardinale lussemburghese filoUE e amico delle Ong immigrazioniste:
    https://www.lanuovabq.it/it/se-i-vescovi-idolatrano-lue-e-dimenticano-cristo

    • PIERO LAPORTA ha detto:

      Mi perdoni, esecriamo pure quel porporato, ma che cosa c’entra con l’argomento di cui parliamo?

  • Iginio ha detto:

    Dimenticavo. In Via Dandolo 10 c’è la famosa mensa di Sant’Egidio. I santegidini se ne vantano perché dicevano che erano riusciti a tenerla aperta malgrado l’opposizione degli abitanti circostanti, che temevano una svalutazione degli immobili (il quartiere era carino). Una volta ci andai, Taluni frequentanti, diciamo così. passavano due volte a prendere lo stesso piatto, contando sul fatto che i volontari non li riconoscessero. Non è carità cristiana: è presa per i fondelli.

    Altrove non va meglio. In Piazza dei Siculi c’è un giardinetto dove attualmente bivaccano immigrati che si avvicinano a chi passa e chiedono soldi, alla faccia di distanziamento sociale, virus, degrado e via dicendo. Ma la Roma bergogliana è così.

    • PIERO LAPORTA ha detto:

      Ma davvero?!? Sant’Egidio connessa ai liberal statunitensi?
      Non ci posso credere! 🙂

  • Iginio ha detto:

    Quando facevo il tirocinio universitario per insegnare storia al liceo, una partecipante se ne uscì dicendo che il fascismo metteva gli oppositori politici in manicomio. In realtà lo faceva l’Unione sovietica di Breznev, di cui però non si parlò nel tirocinio. Così come non si parlò dei partigiani uccisi da altri partigiani di colore rosso. Non c’è da stupirsi se oggi circolano tante sciocchezze su fascismo e Resistenza, compresa l’equiparazione della lotta contro il virus alla guerra civile. Pensate se, quando il regime fascista lottava contro la malaria o la tubercolosi o la poliomielite, avesse detto che erano malattie antifasciste.

    • PIERO LAPORTA ha detto:

      Gli storici – osservava Paul Valery – manipolano il passato come i cartomanti il futuro, con la differenza che il vaticinio di quest’ultimi è verificabile.

      • per iginio ha detto:

        Entrambi. Entrambi mettevano gli oppositori in manicomio. E’ arcinota la storia di una donna che fu l’amante di Mussolini, prima che diventasse il duce. Qualcuno le dedicò un libro o un film. Non ricordo bene. ma era una storia vera. Romanzata, ma vera. E c’era anche un figlio, di cui non so dire quale sia stata la fine.
        A proposito di figli, il figlio di Togliatti e della sua legittima moglie , Rita Montagnana, dopo la morte della madre , su iniziativa di un parente acquisito, ( ma appartenente alla nomenclatura comunista) fu messo in una clinica psichiatrica, dalle parti di Modena, dove visse fino a più di 80 anni. A questa strana vicenda Massimo Cirri ha dedicato un libro, edito da feltrinelli.

  • Gian ha detto:

    Caro Generale, mi permetto questa confidenza che nulla toglie al grande rispetto e all’ammirazione che provo verso la Sua persona, avendoLa seguita da anni anche nel Suo blog, per ringraziarLa ancora una volta.
    In questi tempi di tenebra e di scoramento per le ragioni che Lei magistralmente descrive nella prima parte del presente articolo, una realtà che nostro malgrado più o meno consciamente dobbiamo subire, e se non fosse per la certezza che “non prevarranno” a prevalere sarebbe la disperazione, i Suoi pregiati scritti sono un tangibile aiuto a resistere, la conferma che non siamo allucinati e che le cose stanno proprio così, nonostante i “media” tutti ci raccontino un’altra storia distorta.
    Dio glie ne renda merito. Sono preziose anche le informazioni della seconda parte, per poter avere un quadro più completo del sistema che ci avvolge come una piovra.

  • creazionista ha detto:

    Il servilismo è la principale caratteristica degli italiani, sviluppata in secoli di dominazioni straniere. E in un Paese di servi le uniche vere lotte riguardano chi dovrà essere il futuro padrone. L’Italia è morta e stramorta, dobbiamo solo scoprire se gl’itaglioni moriranno di crante cermania, Islam, Cina, Russia, bombe atomiche. Io spero nelle ultime, credo sarebbero il male minore e la speranza maggiore per chi potrà ricominciare.

  • Antonio Cafazzo ha detto:

    A questo fosco quadro sulla “(dis)informazione seria” laica aggiungerei quella LOFFIA, INSULSA, MOSCIA e FLOSCIA della cosidetta “stampa” religiosa (Avvenire, Famiglia Cristiana, etc, etc..) che ha contribuito a DISTRUGGERE la Fede.

    Perchè come ben dice Lei:

    “Non c’è né l’una né l’altra, anzi ambedue le rispettive classi dirigenti – politica e religiosa – appaiono superflue quando non dannose e pericolose.”.

    e

    “C’è una battaglia in corso, nella quale la pubblica opinione la si vuole nel ruolo di vittima perdente.”