L’EUCARESTIA, IL D.P.I. PIÙ IMPORTANTE, TORNI ALMENO A PASQUA.

27 Marzo 2020 Pubblicato da 37 Commenti --

 

Marco Tosatti

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, abbiamo ricevuto una lettera che ci ha commossi. Il tema è quello di cui stiamo parlando da giorni e giorni, e di cui continueremo a parlare perché le decisioni del governo supinamente accettate dalla Conferenza Episcopale, che come vi ricorderete scherzosamente definiamo UAAR (Ufficio Affari Anche Religiosi) dei partiti di sinistra (ogni collegamento con l’Unione Atei Agnostici Razionalisti è puramente casuale); bene queste decisioni non ci convincono, e pensiamo che si sarebbero potuto trovare soluzioni diverse. Dopo questa lettera pubblichiamo anche il commento di un sacerdote, che ci ha scritto sul blog, parole che vengono dal cuore, e che ci sembra opportuno mettere in evidenza. Buona lettura.

§§§

A tutti i sacerdoti

Mi chiamo Angela Musto, un tecnico di laboratorio attivo più che in mai in ospedale dato il momento così delicato ma la mia coscienza e la deontologia professionale non mi permette di stare a casa per paura di contrarre il virus, devo scendere in campo per il bene altrui.

Avevo qualche perplessità a scrivere questa lettera in quanto gli oltre quindicimila morti nel mondo per il coronavirus mi hanno raggelato il cuore ma domenica 22 marzo, nella S. Messa in onda su RaiUno dalla Cappella “ Gesù Buon Pastore” si è ripetuto più volte nell’omelia che “ Siamo luce impastata di fango” e che bisogna “ guardare alle nostre radici”.

Ho compreso che la difficilissima decisione di sospendere tutte le Messe con partecipazione di popolo nell’intero Paese è stata assunta per un senso di appartenenza alla famiglia umana e ho anche compreso l’incoraggiamento fattomi da diversi sacerdoti, da me supplicati per ricevere l’Eucarestia, mettendo in rilievo le molteplici presenze di Cristo, oltre che nell’Eucaristia: negli altri sacramenti, nella Parola, nei suoi ministri, nei fratelli con cui Egli si è identificato e persino nel dolore di non poter partecipare all’Eucaristia. Anzi che questo “digiuno eucaristico” poteva farci riflettere meglio sulla preziosità di questo dono.

Indubbiamente sono tutte presenze di Gesù ma non sono Gesù.

Comprendo che fa tanto effetto che da ogni parte ed in ogni momento e con ogni mezzo ci ripetono che “se stiamo a casa salviamo vite umane” e che un’eventuale imprudenza nell’osservare le misure sanitarie potrebbe danneggiare le persone. Ma mi chiedo se si pensa di più alla salute del corpo che a quella dell’anima in quanto credo che tra i beni della persona, il bene massimo è quello spirituale, legato al destino eterno dell’uomo. È importante tenere le distanze di sicurezza ma, non è ancora più importante dare ai fedeli il Pane del Cielo soprattutto in circostanze estreme come quelle che viviamo adesso?

Qualcuno mi ha anche detto che chiedendo il ripristino della Santa Messa era come tentare Dio obbligandoLo ad intervenire ma a me hanno insegnato che la Santa Messa, in tutte le occasioni, e ancor di più in questa situazione di pandemia, è il Cielo in Terra. Senza la presenza del Cielo fatto presente nei Sacramenti, l’uomo si perde d’animo in quanto non siamo fatti solo di carne, ma soprattutto di anima. Sono due essenze ben divise tra loro, e dipende dalla nostra volontà tenerle unite, se decidiamo di nutrirle tutte e due, però ognuno in modo diverso e, cioè il corpo che viene dalla terra di tutto ciò che produce la terra, ma l’anima che viene da Dio di tutto ciò che viene da Dio: “l’Eucarestia”, cibo che discende dal cielo, che porta in sè ogni dolcezza, la vera medicina di tutte le malattie.

Il valore dell’Eucaristia è un valore illimitato, in quanto permette all’uomo di rigenerare il corpo  ecco perché è indispensabile comunicarsi spesso non solo per noi ma anche per quelli che non ci sono più. Infatti mi hanno insegnato che ogni qualvolta si prende l’Eucaristia di ricordarsi dei defunti: quale consolazione potrebbe essere per quelli che hanno perso i loro cari in questa pandemia!

Oggi pochi o nessuno crede al miracolo dell’Eucaristia, l’energia rigenerante della resurrezione, la possibilità che Dio dà all’umanità di unirsi a Lui, il dono più bello che Dio poteva lasciare all’uomo.

Reverendissima Eccellenza, non rendiamo vani i sacrifici di tanti martiri che hanno effuso il loro sangue per l’ Eucarestia e con loro ripeto: “Sine dominico non possumus”, senza riunirci la domenica per celebrare l’Eucarestia non possiamo vivere. Ci mancherebbero le forze per affrontare le difficoltà quotidiane ed eccezionali e non soccombere.

Infine dunque, Reverendissima Eccellenza, come lo Stato sta provvedendo a fornire gli ospedali di Dispositivi di Protezione Individuale, a me, che lavoro in uno di quelli, non lasciatemi senza il D.P.I. più importante: l’EUCARESTIA, il nostro “pane quotidiano”, per cui mi auguro che per la Santa Pasqua si possa far risorgere Gesù nelle chiese.

Nella certezza che accoglierete queste parole come una confessione dolorosa di un cuore ad un ad un altro cuore, Vi saluto umilmente

Angela Musto

§§§

Gentile dott. Tosatti, mi avete già ospitato più di una volta qui su questa rubrica. Vi mando ancora una volta un mio contributo, sperando nella vostra pazienza.

Visti i tanti commenti che si sono già stati, vorrei cercare di fare una riflessione spassionata, sulla necessità o meno di proibire le messe ed ogni altra celebrazione, a seguito dei problemi creati dal coronavirus.

La CEI e di conseguenza altre diocesi, come ad esempio la mia (sono in Svizzera), hanno stabilito, in osservanza alle regole emanate dai rispettivi governi, di proibire, appunto, ogni cosa.

Non ho potuto fare altro che adeguarmi a questa decisione, che ritengo comunque, assolutamente ingiusta e priva di sensibilità verso la nostra gente.

So bene, perché ho parlato con varie persone, che in molti sono convinti che sia giusto così: non si può correre il rischio di aggravare una situazione già di per sé molto critica.

Ma è proprio su questo che vorrei riflettere: siamo proprio certi che negare a tutti il conforto di una presenza religiosa sia la cosa più giusta e logica in questi momenti?

Certo per chi ragiona esclusivamente in termine di contagi e morti, sarà sicuramente giusto.

Proviamo però a pensare a quelle persone che sono state lasciate da sole a morire; quelle che non hanno avuto la gioia di vedere accanto a loro neanche un familiare in questi momenti di pericolo: pensiamo a quanti avrebbero voluto il conforto dell’Eucaristia o del Sacramento del Perdono, proprio per vivere questi momenti di paura con una serenità maggiore!

Certo, in tanti mi hanno detto: ci si può accontentare della comunione spirituale, ci si confesserà appena tutto sarà passato… Non è la stessa cosa!

Capisco bene che chi non crede, possa leggere con un sorriso (magari di disprezzo) queste mie parole, ma posso assicurare che, come prete, sono convinto che abbiamo offerto un ben misero esempio di (mancanza di ) fede. E proprio da parte di chi questa fede ce l’ha sulla bocca ogni giorno. Mi vengono in mente, con tremore, le parole di Gesù nel Vangelo di Marco, al cap. 7: questo popolo mi onora con le labbra, ma il suo cuore è lontano da me!

È proprio nei momenti di crisi che dovremmo aiutare la gente a riflettere e chiedere una unione più stretta e una presenza di fatto e non solo di intenti.

Capisco molto bene le misure di igiene da adottare, compreso il divieto di riunirsi in troppi e di tenere una distanza di sicurezza, ma rispettando tutte queste misure, perché non consentire alla gente di manifestare la propria fede visibilmente?

A questa stregua, potremmo sempre, non solo in questi giorni, dire che ci si può unire spiritualmente e che non è necessaria la presenza fisica. Sarebbe come dire ad una famiglia: ognuno nella sua camera, davanti alla propria televisione: non ci vediamo mai, abitiamo solo sotto lo stesso tetto, ma ci vogliamo tanto bene!

Mi domando cosa sarebbe stato della fede se, durante la peste che nei secoli ha toccato tante volte i nostri paesi, ci si fosse chiusi ognuno in casa propria, a leccarsi le ferite impauriti!?

Proprio per questo vorrei onorare qui il comportamento di tanti che, sfidando la pericolosità del momento, si sono prodigati per il bene di altri, senza guardare esclusivamente a tenersi in disparte e proteggersi: qualcuno, e non sono pochi, si è dimostrato davvero eroico.

Purtroppo deve dire che molti di noi preti, senza voler generalizzare perché anche qui ci sono stati casi di chi si è prodigato, abbiamo fatto una figura ben meschina di fronte a questa situazione: certo abbiamo l’alibi che l’ordine è partito dall’alto, ma attenzione perché questa scusa l’hanno tentata anche in altri momenti storici, ma non ha retto al giudizio della storia.

A volte per scherzo, i miei amici dicono che “i preti lavorano un giorno alla settimana”: oggi mi sento con l’amaro in bocca, perché abbiamo dimostrato che neanche quel giorno alla settimana, siamo stati capaci di farlo: noi diciamo per senso civico, ma io penso “per paura”. E la paura non è una virtù.

Speriamo che Dio abbia pietà di noi.

§§§




 

STILUM CURIAE HA UN CANALE SU TELEGRAM

 @marcotosatti

E ANCHE SU VK.COM

stilumcuriae

SU FACEBOOK C’È LA PAGINA

stilumcuriae




SE PENSATE CHE

  STILUM CURIAE SIA UTILE

SE PENSATE CHE

SENZA STILUM CURIAE 

 L’INFORMAZIONE NON SAREBBE LA STESSA

 AIUTATE STILUM CURIAE!

ANDATE ALLA HOME PAGE

SOTTO LA BIOGRAFIA 

OPPURE CLICKATE QUI 




Questo blog è il seguito naturale di San Pietro e Dintorni, presente su “La Stampa” fino a quando non fu troppo molesto.  Per chi fosse interessato al lavoro già svolto, ecco il link a San Pietro e Dintorni.

Se volete ricevere i nuovi articoli del blog, scrivete la vostra mail nella finestra a fianco.

L’articolo vi ha interessato? Condividetelo, se volete, sui social network, usando gli strumenti qui sotto.

Se invece volete aiutare sacerdoti “scomodi” in difficoltà, qui trovate il sito della Società di San Martino di Tours e di San Pio di Pietrelcina


LIBRI DI MARCO TOSATTI

Se siete interessati a un libro, cliccate sul titolo….


Viganò e il Papa


FATIMA, IL SEGRETO NON SVELATO E IL FUTURO DELLA CHIESA

Fatima El segreto no desvelado

  SANTI INDEMONIATI: CASI STRAORDINARI DI POSSESSIONE

  PADRE PIO CONTRO SATANA. LA BATTAGLIA FINALE

  Padre Pío contra Satanás

La vera storia del Mussa Dagh

Mussa Dagh. Gli eroi traditi

Inchiesta sul demonio

Tag: , ,

Categoria:

Questo articolo è stato scritto da Marco Tosatti

37 commenti

  • Avatar FRANCESCOMARIA ha detto:

    Leggendo l’articolo e i commenti, mi sono posto una domanda:
    Come fa un cattolico ad andare a fare la Comunione con un Ostia consacrata durante una messa celebrata in comunione, o unione o chedendo di confermare nella Fede un eretico e come descritto anche,in un articolo su questo blog, per giunta ipso facto scomunicato? Forse dovremmo ringraziare Dio Padre, per il castigo coronavirus, che ci impedisce di, come dice San Giovanni nella seconda lettera versetti 7-11, di mischiarci con gli eretici.
    Vorrei poi fare osservare, im merito alla “preghiera” di ieri di Bergoglio 2 cose:
    1) Prima di chiedere una grazia bisognerebbe chiedere, prostandosi a terra, perdono per l’offese arrecartegli.
    2) La foto di ieri era il Crocisso e la statua della Madonna a lato elui al centro. qualcosa non quadra.
    Pace ebene a tutti. Sia lodate Gesù Cristo

  • Avatar Milli ha detto:

    Qualcuno ha visto la preghiera di papa Francesco quest’oggi?
    Io per la verità ero indecisa (e questo la dice lunga su come siamo messi male noi poveri fedeli), poi ho deciso che valeva la pena per vedere il Santissimo Sacramento.
    Devo dire che l’omelia mi è piaciuta , parlava di Gesù e della Fede, e del nostro fidarci. Anche lui, Bergoglio, visibilmente acciaccato, fragile e tremebondo mi ha fatto tenerezza.
    Salvo che poi ha impartito la benedizione senza fare il segno della croce , non si è inginocchiato davanti al SSacramento (ma questo già lo sapevamo) e dopo l’estensione se n’è andato ancora una volta senza segno della croce.

  • Avatar Sconsolata ha detto:

    Mi sembra di capire che la signora Musto abbia inoltrato la lettera ad una “Eccellenza Reverendissima”. Accertate le mancate risposte, come da abitudine consolidata nelle alte sfere clericali, agli innumerevoli appelli e petizioni che sono stati inoltrati da ogni dove, per iniziativa autonoma e collettiva, su spinte dettate da varie urgenze, specie negli ultimi anni, non è difficile immaginare che anche questa lettera cadrà nel silenzio che – date le circostanze – si può appropriatamente definire tombale.
    Bene ha fatto, dott. Tosatti, a pubblicarla. Almeno, attraverso i nostri commenti, potrà arrivare alla signora e attraverso lei – che è un tecnico di laboratorio – a tutti gli operatori sanitari impegnati in prima linea nella lotta ad un virus nemico della vita in ogni sua espressione e nella partecipazione più immediata alle sofferenze dei contagiati, delle vittime e dei loro familiari – sofferenze aggravate dalla solitudine e dall’isolamento totale – il segno della nostra vicinanza e cristiana solidarietà al dramma che ci accomuna in questo interminabile venerdì di passione.
    La fortezza è uno dei sette doni dello Spirito Santo; è uno degli insegnamenti che abbiamo ricavato dalle lezioni di catechismo in preparazione alla cresima. È quel dono, che con il sostegno della fede, alimenta la forza del coraggio (che solo chi non ha non può darsi), della fermezza e della perseveranza negli intenti e nelle azioni. Con il coraggio, la parola “fortezza” richiama anche il suo contrario: la paura; la paura che si nasconde dietro alibi, a volte scovati nelle giustificazioni che avrebbero/hanno una motivazione di per sé comprensibile in determinate circostanze e per determinate urgenze.
    Così il Catechismo della Chiesa Cattolica: 1808 …La virtù della fortezza rende capaci di vincere la paura, perfino della morte, e di affrontare la prova e le persecuzioni. Dà il coraggio di giungere fino alla rinuncia e al sacrificio della propria vita per difendere una giusta causa. «Mia forza e mio canto è il Signore» (Sal 118,14). «Voi avrete tribolazione nel mondo, ma abbiate fiducia; io ho vinto il mondo» (Gv 16,33).
    È immotivata e ingiustificabile, pertanto, la mancanza di coerenza fra il dire e il fare, la tendenza a ricorrere ad un linguaggio che non risponde al comando: «il vostro parlare sia sì sì, no no», peggio ancora l’omertà e il rispetto umano.
    Questa sera su una piazza San Pietro priva di fedeli – immagine plastica di un surreale “extra omnes” – il papa guiderà l’adorazione eucaristica e impartirà la benedizione Urbi et orbi, in presenza del Crocifisso miracoloso che si era recato a pregare domenica 15 marzo presso la Chiesa di S. Marcello al Corso a Roma.
    Crocifisso che, senza catturare lo scatto di qualche fotoreporter, ha percorso il tragitto in incognito da una “città dolente” all’altra. La Sua presenza ci riproporrà il messaggio della salvezza che ci ha garantito con il Suo sacrificio e quell’invito a seguirLo prendendo ognuno la propria croce, carico particolarmente pesante in questo tempo di pandemia per tutti, sia pure in misura varia.
    Le Sue braccia inchiodate staranno lì a ricordare al mondo intero l’indelebile gesto di Pilato che se ne lavò le mani, consegnando Cristo alla condanna del popolo. Ma: quelle braccia allargate staranno a testimoniarci, anche e soprattutto, che su quella croce ha abbracciato tutto il peso dei nostri peccati e staranno a confermarci il perdono per i cuori pentiti come per quel malfattore che, crocifisso accanto a Lui, manifestò il proprio pentimento.

  • Avatar wisteria ha detto:

    Ci viene chiesto di sostenere con la nostra preghiera la supplica che il Papa farà oggi pomeriggio.
    Nessun problema, visto che finalmente compie un gesto da pontefice romano, però mi domando se un eventuale insuccesso dell’iniziativa non darà adito a più forti dubbi. Quali dubbi ? Il mondo laico non crede ai miracoli, ma stima questo Papa, mentre noialtri crediamo ai miracoli,ma di lui non ci fidiamo.
    Ciò renderà debole la preghiera che si vorrebbe intensa e piena di fede.

  • Avatar Dafne ha detto:

    Oggi ho inviato l’articolo qui sopra ad un’amica e lei mi ha risposto con questo:

    “Lettera agli amici di fede in tempo di Covid 19.

    Ho saputo della richiesta di alcuni cattolici italiani affinché almeno il giorno di Pasqua si aprano le chiese e si celebri un’eucarestia comunitaria, mettendo a repentaglio la vita preziosa dei sacerdoti e dei propri familiari. A mio parere questo atteggiamento rivela una scarsa conoscenza teologica, un tratto superstizioso nell’assunzione dell’Eucarestia e un grande egoismo spirituale, non giustificati dalla natura del sacramento, che è innanzitutto sacramento di comunione con Cristo e la Chiesa. L’obbedienza ai dettami della Chiesa soddisfa a questo prerequisito, richiesto per avvicinarsi alla Eucarestia, ed è testimonianza di comunione per il mondo intero. Dobbiamo ricordare anche che la celebrazione eucaristica è memoriale dell’unico sacrificio di Cristo che si è compiuto con la sua morte e resurrezione; l’efficacia salvifica del sacramento è legata a questo primo accadimento: l’eucaristia che noi assumiamo sotto le specie del pane e del vino è, in virtù dello Spirito Santo, la stessa che Gesù ha donato ai suoi apostoli. Il fatto che questo memoriale si celebri ogni giorno nella Chiesa e che noi possiamo assistervi ancora oggi attraverso i mezzi di comunicazione di massa è una grazia incommensurabile per la quale lodare il Signore. Ci è tolto il segno fisico del sacramento ma, poiché ciò accade per obbedienza e non per cattiva volontà, non è tolta l”efficacia, che si ottiene con la Comunione spirituale; ad essa grandi santi hanno fatto ricorso, come Caterina da Siena, Alfonso Maria de’ Liguori, Margherita Maria Alacoque, Francesco di Sales, Josemaria Escrivà de Balaguer, in momenti nei quali erano materialmente o moralmente impossibilitati a ricevere la Comunione sacramentale. Perdonatemi se ho detto cose per voi ovvie, ma ricordarle non fa male. Questo è un momento in cui anche la nostra fede è messa alla prova e può trovare motivi per crescere e maturare nella conoscenza e nell’amore al.prossimo: lo Spirito di Cristo è sempre con noi, facciamoci coraggio!”

    Ho replicato che era proprio una questione di ignoranza teologica.

    • Avatar Carlo ha detto:

      Ignoranti in teologia siete voi due! Vi ricordo che il precetto generale della Chiesa Cattolica è ancora in vigore solo che i vescovi appoggiati dai sacerdoti hanno reso impossibile ai fedeli di partecipare alle messe di precetto.
      Le malattie e le morti sono dovute ai peccati dell’umanità secondo una sana teologia, per cui la chiusura delle chiese avrà un ulteriore effetto nefando perché sono un ulteriore grave peccato da parte dei vescovi e del clero.
      Secondo la sana teologia bisogna moltiplicare le preghiere in tempo di calamità non ridurle!

  • Avatar Federico Peratti ha detto:

    OGGI HO SCRITTO

    all’Arcivescovo Mario Delpini

    Metropolita di Milano

    Eccellenza,

    in questi giorni di ‘clausura’ forzata, di visite in parrocchia senza possibilità di partecipare al Sacrificio Eucaristico mi sono anche dedicato alle ri-lettura de ‘I promessi sposi’.

    Al capitolo XXXII dove si narra della peste che afflisse Milano il suo illustre predecessore card. Federigo Borromeo (Arcivescovo di Milano dal 1595 al 1631) scriveva ai parrochi: ‘Siate disposti ad abbandonar questa vita mortale, piuttosto che questa famiglia, questa figliolanza nostra: andate con amore incontro alla peste, come a un premio, come a una vita, quando ci sia da guadagnare un’anima a Cristo’. Poi prosegue raccomandando le cautele del caso. Cosa ci insegna questo passo? Che la vita non è nostra ma di Dio e questo molti cattolici vorrebbero sentirsi dire dai sacerdoti nelle chiese non deserte ma, con le opportune cautele, aperte alle s.Messe.

    Grazie per una Sua riflessione, anche da parte dei sacerdoti che mi leggono in copia.

    Sia lodato Gesù Cristo.

    Federico Peratti

    • Avatar Milli ha detto:

      Anche a lei ricordo che , solo in Lombardia, sono morte 5.402 persone, e in generale sono caduti già 70 sacerdoti, di cui 23 solo nella città di Bergamo, facendo il loro servizio accanto agli ammalati.
      Veramente desidera vedere i parroci cadere? Attento a ciò che si desidera, dopo chi rimarrà?

  • Avatar giobrun ha detto:

    L’uso frequente dell’Eucaristia,
    i tanti Tabernacoli,le tante Messe,
    le tante processioni
    portano a non capire perchè
    il venerdì santo non si celebra la Messa.
    Questi giorni sono una sequela di venerdì santi:
    se si accolgono capiremo un pò meglio cos’è Eucaristia.

  • Avatar giulia anna anna meloni ha detto:

    Leggiamo L’ Annunciazione, Maria si è affidata totalmente a Dio e il Signore ha tutelato i suoi interessi. Anche da noi il Signore vuole un atto di fiducia totale…ma noi non ci fidiamo di Lui. La chiusura delle chiese… Un atto di sfiducia totale nei confronti del Padre. Questi i risultati, chi può vada davanti al Tabernacolo a pregare, il Signore vale più di una sigaretta. Se abbiamo avuto il dono della Fede noi mettiamoci il coraggio

    • Avatar zuzzurellone ha detto:

      Ma se nessuno può uscir di casa, chi frequenterà il consultorio ?

      • Avatar Nicola Buono ha detto:

        Loro ( lgbt) sono come le risorse boldriniane, quindi intoccabili. Perciò ci possono andare ….la legge non è uguale per tutti. E di certo le autorità competenti mica si faranno dare dei fassisti e rassisti.

  • Avatar Luisa S. ha detto:

    https://lanuovabq.it/it/costosi-e-impreparati-chi-vuole-da-noi-i-medici-cubani

    Come vede, se l’articolo risponde a verità e non penso ci siano motivi per dubitarne, il vizio ideologico di fondo non muore e ci rincorrerà anche nel dopo emergenza.
    Altra considerazione, ho letto il comunicato delle sardine, una cosa indegna, l’unico probleme per loro è Salvini.
    In ultimo ringrazio gli estensori delle due lettere, perchè cominciavo anch’io a pensare che i comunicati della Cei avessere qualche giustificazione. Grazie davvero

    • Avatar januensis ha detto:

      Personalmente ritengo veritiero quanto scritto dalla nuova bussola quotidiana.
      Ieri, ovvero in data 26/3 ho letto due articoli sulla rassegna stampa di informazionecorretta.com relativi all’arrivo dei medici russi. (se ricordo bene si trattava di articoli tratti dal Foglio e da Repubblica ed uno di questi era di Jacopo Jacoboni) In sintesi 15 voli Iliuscin fatti atterrare a Pratica di mare : esperti nella guerra batteriologica, sostanzialmente inutili alla bisogna. Con camion e attrezzature proprie. Cui prodest ?

      • Avatar Milli ha detto:

        Se mancano medici italiani vanno bene anche loro, persone addestrate a lavorare in condizioni difficili, magari ci portano anche un’attrezzatura decente.
        Ecco, l’importante è che poi se ne vadano.

  • Avatar emma ha detto:

    Angela , lei ha scritto :
    -Indubbiamente sono tutte presenze di Gesù ma non sono Gesù.-

    Che Dio la benedica Angela, che Dio ascolti le sue preghiere .

  • Avatar Dafne ha detto:

    Stamattina mentre pregavo ho immaginato che il mio parroco scendesse in strada da solo, con i paramenti e il Santissimo nell’ostensorio ,gridando ad ogni tratto: “Sia lodato e ringraziato ogni momento il Santissimo e Divinissimo Sacramento!”. La gente avrebbe aperto le finestre e si sarebbe affacciata, qualcuno forse gli avrebbe risposto con una preghiera, una supplica, una domanda o addirittura con un canto.
    Non sono una persona troppo sentimentale ma, al pensiero, mi sono commossa e ho pianto. La realtà è invece che sotto casa girano solo persone con il cane o con la borsa della spesa oppure le pattuglie che intimano ai cittadini di restare a casa.

    • Avatar emma ha detto:

      brava Dafne , grazie . continui a sognare e scriverci.

    • Avatar Iginio ha detto:

      Infatti l’altro ieri il tg regionale del Lazio, mostrando la situazione di Nerola dove si è manifestato un focolaio di infezione, a un certo punto ha fatto vedere un sacerdote con i paramenti indosso che portava il Santissimo per le strade. Bello e commovente. Purtroppo non ho trovato conferme in internet. Ma ci vorrebbero tanti altri sacerdoti così.

  • Avatar IM ha detto:

    errata corrige: volevo dire “non era un comunista”

  • Avatar IM ha detto:

    Unica voce che si deve alzare nella Chiesa deve essere quella divulgata nel mondo tutti i giorni da Santa Marta nel deserto ecclesiastico che ci viene imposto.
    Martedì 24/3/2020: Ricorreva una festa dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme. A Gerusalemme, presso la porta delle Pecore, vi è una piscina, chiamata in ebraico Betzatà, con cinque portici, sotto i quali giaceva un grande numero di infermi, ciechi, zoppi e paralitici. Si trovava lì un uomo che da trentotto anni era malato. Gesù, vedendolo giacere e sapendo che da molto tempo era così, gli disse: «Vuoi guarire?». Gli rispose il malato: «Signore, non ho nessuno che mi immerga nella piscina quando l’acqua si agita. Mentre infatti sto per andarvi, un altro scende prima di me». (chiaramente chi ha un uso delle gambe più pronto di costui viene agevolato. Non c’è accidia come commentato da Bergoglio perché lui dichiara di averci sempre provato ma gli altri lo hanno sempre preceduto e tutti lo hanno escluso senza muoversi a pietà per ben 38 anni. Tant’è vero che il solo Gesù può venire in suo soccorso). Gesù gli disse: «Àlzati, prendi la tua barella e cammina». E all’istante quell’uomo guarì: prese la sua barella e cominciò a camminare.
    Quel giorno però era un sabato. Dissero dunque i Giudei all’uomo che era stato guarito: «È sabato e non ti è lecito portare la tua barella». Ma egli rispose loro: «Colui che mi ha guarito mi ha detto: “Prendi la tua barella e cammina”». Gli domandarono allora: «Chi è l’uomo che ti ha detto: “Prendi e cammina”?». Ma colui che era stato guarito non sapeva chi fosse; Gesù infatti si era allontanato perché vi era folla in quel luogo.
    Poco dopo Gesù lo trovò nel tempio (per ringraziare Dio e non di corsa a casa) e gli disse: «Ecco: sei guarito! Non peccare più, perché non ti accada qualcosa di peggio». Quell’uomo se ne andò e riferì ai Giudei che era stato Gesù a guarirlo. Per questo i Giudei perseguitavano Gesù, perché faceva tali cose di sabato. (Questo è un atto di fede: a rischio di subire una punizione pesante per aver infranto la Legge egli aveva riconosciuto i carismi di Gesù davanti ai suoi nemici). Chi lo denuncia di accidia, forse voleva solo acciderlo come diciamo in dialetto dalle mie parti, per strumentalizzare la Parola di Dio, per far dire a Dio quello che l’omileta vuole dire. Tanta avversione verso quest’uomo forse perché stava sempre lì e non era un migrante, o perché non potendo raggiungere l’acqua ed emanando cattivo odore non era un buon esempio ecologico, o forse perché era un comunista? Se qualcuno mi trova un commento omiletico in questi 2020 anni simile a questo gli vado a lavare i piedi ogni volta che me lo chiede.
    Galati 1,6 Mi meraviglio che così in fretta da colui che vi ha chiamati con la grazia di Cristo passiate ad un altro vangelo. 7 In realtà, però, non ce n’è un altro; solo che vi sono alcuni che vi turbano e vogliono sovvertire il vangelo di Cristo. 8 Orbene, se anche noi stessi o un angelo dal cielo vi predicasse un vangelo diverso da quello che vi abbiamo predicato, sia anàtema! 9 L’abbiamo già detto e ora lo ripeto: se qualcuno vi predica un vangelo diverso da quello che avete ricevuto, sia anàtema! 10 Infatti, è forse il favore degli uomini che intendo guadagnarmi, o non piuttosto quello di Dio? Oppure cerco di piacere agli uomini? Se ancora io piacessi agli uomini, non sarei più servitore di Cristo!
    Credenti, apriamo gli occhi!

    • Avatar Lucius ha detto:

      Ma sono proprio scemi i giudei nel capire la LEGGE, perché sembra che fosse lecito a qualcuno anche di sabato aiutare fisicamente un uomo infermo a”immergerlo” nella piscina per avere la guarigione( Signore non c’è nessuno che lo possa fare), ma non fosse lecito a Dio fare un miracolo senza servirsi dell’acqua della piscina.. Se poi il loro problema era di proibire a quell’uomo di portare la sua barella a casa in quel giorno,avrebbero dovuto dirgli solo di non andare in giro con una barella di sabato.Punto!

  • Avatar Donna ha detto:

    Per i tanti ammalati che muoiono da soli in ospedale,a causa del Covid, mi chiedo se ci sono sacerdoti coraggiosi (coraggio dato dalla fede), che vanno al loro capezzale almeno per impartire un ultima preghiera,dare un piccolo conforto. Ovviamente (dati purtroppo gli elevati numeri) non sarà possibile per tutti,ma spero che non tutti i sacerdoti siano “rintanati” nelle loro parrocchie.
    Ed infine credo che per la S.Eucaristia,almeno a Pasqua, forse si potrebbe trovare una soluzione…chi lo sa, siamo nelle mani del Signore,anche se purtroppo la maggior parte non se ne rende conto e non crede.

  • Avatar Antonella ha detto:

    Due bellissime lettere che ci fanno riscoprire la bellezza dell’ appartenenza a Cristo, il vero volto della Chiesa.
    Ad Angela, tecnico di laboratorio, faccio l’augurio di ricevere con l’Eucarestia la salute fisica e spirituale nel dono della Pasqua che redime integralmente, ignorando quelle oscure interpretazioni che giustamente rivendica da credente, e per le quali si vanno sacrificando versetti importanti della Genesi, considerandoci come piace solo ai teologi della da sempre estinta teologia della liberazione tardo-marxista, “impastati di fango”, e invece tu apri la vera visione di fede che ci svela “tempio” unico di anima e corpo.
    Concordo con il sacerdote e condivido ogni sua parola, bisogna che il coraggio della fede avanzi, perché con il rispetto delle regole si riconosca a Dio il suo Trono, lasciandoci vivere la Pasqua da cattolici con il Cristo Risorto.
    Diversamente sarebbe da protestanti.
    ADD.

  • Avatar Claudio ha detto:

    FUORI TEMA
    Gentile ( e adattissimo ai temi spirituali) Dottor Tosatti,
    non mi sembrano adatte le donnine che appaiono come
    interpunzioni ( pubblicitarie?) suo suo/nostro blog!
    Passi per il richiamo ai cartoni animati…. ma per lo “stile”
    del messaggio, degli argomenti ,del
    periodo critico, non sembrano adatti.
    Per il resto La ammiro, mi identifico molto
    con le Sue considerazioni, condivido molti argomenti del blog
    che mi istruiscono e mi confortano.
    Non è necessario di pubblicare la mia osservazione.
    Un cordiale saluto.

Lascia un commento