CORONAVIRUS. VIGANÒ: LA SUDDITANZA DELLA CHIESA ALLO STATO.

14 Marzo 2020 Pubblicato da

 

Marco Tosatti

Carissimi Stilumcuriali, l’arcivescovo Carlo Maria Viganò ci ha mandato questa sua riflessione sul coronavirus e i diversi pronunciamenti della Conferenza Episcopale Italiana, dei vescovi e del Vicario per la città di Roma. Buona lettura. 

§§§

Ciò a cui stiamo assistendo in queste ore è drammatico, in tutt’Italia, certamente, ma in modo tragicamente esemplare a Roma, cuore della Cattolicità. Uno scenario tanto più sconcertante quanto più in gioco non c’è solamente la salute pubblica ma la Salvezza delle anime, quella eterna, di cui da tempo ormai, come Pastori, abbiamo cessato di infiammare il desiderio dei nostri fedeli.

Li abbiamo così deprivati di quei doni soprannaturali che ci rendono capaci di far fronte alle prove di quaggiù, persino agli assalti della morte, con la forza della fede e con quel sussulto di inesauribile ed incrollabile speranza, che ci deriva dall’anelito verso il destino di gloria per il quale siamo stati creati.

I pronunciamenti della CEI, quelli ondivaghi del cardinale Vicario di Roma, come pure le immagini surreali e spettrali che ci provengono dal Vaticano, sono altrettante espressioni dell’oscuramento della fede, che ha colpito i vertici della Chiesa. I Ministri del Sole, come amava chiamarli Santa Caterina da Siena, ne hanno provocato l’eclisse, consegnando il gregge alla caligine di dense tenebre.

A proposito dei provvedimenti della CEI: quando quelli emanati dallo Stato erano ancora limitati nelle sole zone a rischio, a determinati esercizi e in precise fasce d’orario, la CEI aveva già provveduto a cancellare la totalità delle celebrazioni liturgiche pubbliche in tutte le chiese del territorio, contribuendo ad alimentare paure e panico e privando i fedeli del conforto irrinunciabile dei sacramenti. È difficile non pensare che una simile misura non sia stata suggerita al presidente della CEI da colui che, protetto dalle Mura leonine, sogna da ormai ben sette anni una chiesa in uscita, accidentata, ospedale da campo, che non esita ad abbracciare tutti e a sporcarsi.

Il Cardinal Bassetti, così solerte da sembrare più realista del re, sembra aver dimenticato una lezione importantissima: e cioè che la Chiesa per rendere servizio al Bene comune e allo Stato non deve affatto rinunciare ad essere se stessa, né venir meno alla sua missione di annunciare Cristo nostro unico Signore e Salvatore, deve guardarsi bene dall’oscurare le sue divine prerogative di Sapienza e di Verità e in alcun modo abdicare all’Autorità che le viene dal Sovrano dei re della terra, Nostro Signore Gesù Cristo.

Gli eventi ecclesiali di queste ore hanno reso palese, se ancora ce ne fosse stato bisogno, la tragica sudditanza della chiesa nei confronti di uno Stato che si adopera e si prodiga in tutti i modi per distruggere l’identità cristiana della nostra Italia, asservendola ad una agenda ideologica, immorale, nemica dell’uomo e della famiglia, mondialista, malthusiana, abortista, migrazionista, che vuole la distruzione della Chiesa, e non certo il bene del nostro Paese.

A porre rimedio all’assenza di una voce autorevole e di gesti rincuoranti da parte del Vicario di Cristo e dei pastori hanno provveduto il coraggio e la sapienza di alcuni ardenti sacerdoti e fedeli laici.

Aprite, anzi spalancate le porte a Cristo! Aprite, anzi spalancate le porte delle nostre chiese perché i fedeli vi possano entrare, pentirsi dei loro peccati, partecipare al Santo Sacrificio della Messa e attingere al tesoro di grazie che sgorgano dal Cuore trafitto di Cristo, nostro unico Redentore che può salvarci dal peccato e dalla morte.

+ cmv

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49 commenti

  • alfredo ha detto:

    Se così fosse ne sarei lieto; la sua presenza effettiva e reale non potrebbe che dimostrare la sua coerenza e la sua buona fede, della quale non mi permetto certo di dubitare; la sua riapparizione sarebbe un gesto di coraggio e di dedizione effettiva e “sul campo” verso il suo popolo.

  • alfredo ha detto:

    Una proposta: attendiamo monsignor Vigano’ nella Lombardia martoriata dal virus; come farebbe sicuramente il cardinale Zen ! Non tema per la sua incolumità personale; di questi tempi ci sono questioni più importanti e pressanti da affrontare. Cordialmente.

  • Lucy ha detto:

    Vorrei oltrepassare le questioni burocratico/sanitarie e giuridico/religiose per andare al cuore del problema e cioè le soluzioni pratiche che si sarebbero potute trovare per preservare fede e prudenza di fronte all’emergenza coronavirus.Queste soluzioni sono state trovate in Polonia semplicemente moltiplicando il numero delle messe con l’ovvia raccomandazione della distanza tra le persone. Perchè quello che è stato reso possibile dalla Conferenza episcopale polacca non è stato possibile qui , quantomeno in forma di proposta della CEI al governo ?. .La risposta è molto semplice : perchè in Polonia le ragioni della Fede sono superiori alle ragioni di sudditanza politica al governo.

    • Antonella ha detto:

      Si, la Polonia ha agito in modo esemplare, secondo Fede e Ragione, due aspetti che da noi sembrano da un pò di tempo a questa parte scarseggiare …..
      Soprattutto dopo Pachamama…..
      Mi auguro però Lucy che presto si possano seguire i polacchi in questo, perché negare Cristo ai fedeli è un altro schiaffo al suo volto, e un tempo senza di Lui per noi.
      Chiacchiere da sagrestia la comunione spirituale.

  • wisteria ha detto:

    Sono tra coloro che provano sconforto e pena nel vedere le Sante Messe sospese. Devo però dire che, tranne il giorno 13, ho sempre trovato la porta della parrocchia aperta e ho potuto fare le mie orazioni. Non ho mai incontrato nessuno. Pertanto mi consolo pensando che questa disposizione ( che a mio parere è di natura politica essendo la Chiesa italiana speculare all’attuale s-governo) alla fine tutela i veri sacerdoti e i veri cristiani, come Mons. Viganò e molti kettori di questo sito, che poi sarebbero gli unici disposti ad andare in chiesa sfidando il pericolo, forse è meglioche si conservino per il dopo.

  • alberto giovanardi ha detto:

    Nel silenzio complice e vile delle gerarchie bergoglione, che dono di Dio questa voce così piena di coraggio, Fede e sibcerità !

  • Antonella ha detto:

    Due Stati non più indipendenti perché sovrapponibili, al punto da non riconoscere più il confine che dovrebbe invece legittimare per la Chiesa procedure diverse soprattutto per quello che attiene alla Liturgia, pur nel rispetto delle regole che garantirebbero da ogni contagio.
    Il fatto è che siamo autorizzati ad andare nei supermercati, nelle farmacie, ….. garantendo la distanza con tanto di guanti e mascherine (per chi le ha), ma non ci è stato consentito di partecipare l’Eucarestia, la Messa infatti viene pubblicamente bandita al pari di tante altre cose e senza minimamente considerare il dono di “grazia” che ci viene sottratto.
    Perché alla fine questa è la vera scommessa di fede in un momento buio come il nostro, non si era mai vista nel mondo una Pandemia del genere e sarebbe ipocrita cercare di mitigare con parole rassicuranti in un paese che sta raggiungendo cifre sempre più esponenziali di contagi mentre si registrano statistiche altrettanto drammatiche a livello internazionale.
    Se una globalizzazione è stata raggiunta, la dobbiamo al virus!
    Sono diventati come i samurai di Fukushima i nostri medici, gli eroici ricercatori, instancabili nella lotta più estenuante che mai si sarebbero sognati di dover sostenere, proprio loro che i governi negli anni avevano falciato insieme agli ospedali con la scusa della contrazione, oggi dimostrano quanto siano indispensabili e prioritari nelle scelte di una politica a servizio dei cittadini!
    Stiamo toccando la nostra precarietà, il volo di Icaro dopo le sfide più assurde ora ci fa sentire l’urlo della caduta…
    Non è solo Coronavirus, ma un Esodo per noi e l’umanità intera : come Mosè alza il suo bastone ed il popolo attraversa le acque del Mar Rosso noi alziamo il suo “Santissimo Corpo” e imploriamo di aprirci la strada tra le acque agitate del nostro mondo.
    Grazie Monsignor Viganò per il suo coraggioso appello, continui a tenere alta la sua voce perché indichi la strada, restituendo volto alla nostra Chiesa!

  • MARIO ha detto:

    Non condivido quanto sostiene Mons. Viganò e il sacerdote del post precedente, secondo i quali nessuno e per nessun motivo può permettersi di sospendere momentaneamente la partecipazione dei cristiani alle celebrazioni eucaristiche.
    E questa circostanza diventa un ulteriore motivo di scontro all’interno della Chiesa, in un periodo di profonda “divisione”, che di certo non può far piacere al Padre Eterno.

    Allora azzardo un’ipotesi: che anche questa sofferenza spirituale – dovuta alla privazione momentanea della Messa, che invece è segno e sostanza dell’ “unità” della Chiesa – possa essere voluta da Dio per la nostra purificazione.

    Gesù ha detto: “Misericordia io voglio e non sacrificio.” (Mt 9, 13).
    Purtroppo invece l’amore (misericordia) scarseggia sempre di più tra fedeli e pastori
    e di conseguenza il Sacrificio (maiuscolo) si riduce a rito esteriore (sacrificio, minuscolo)
    e non essendo questo gradito a Dio, Lui stesso ha trovato il modo per negarcelo.

    E allora non resta che convertirci e obbedire al comandamento di Gesù:
    “Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri; come io vi ho amato, così amatevi anche voi gli uni gli altri.
    Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli, se avrete amore gli uni per gli altri.” (Gv 13, 34-35).

    • Pierluigi ha detto:

      Il problema è un altro.
      Qui i vescovi hanno, in molti casi, preceduto nei tempi e interpretato con maggior rigore i provvedimenti governativi.
      Per quanto riguarda le divisioni, purtroppo, sono state acute da questo pontificato ambiguo e contraddittorio. Basti, come caso esemplare, l’ultima vicenda vergognosa della chiusura delle chiese della diocesi di Roma.

    • Faramir ha detto:

      Gesù Cristo ha anche detto:” Il sabato è stato fatto per l’uomo e non l’uomo per il sabato”.
      Parole meravigliose, salvifiche e consonanti.

  • Nicola Buono ha detto:

    Il Sinodo del 2022 è il Sinodo profetizzato da Maria a Garabandal ? Da gloria tv. P.S. su Garabandal la Chiesa non ha espresso un giudizio definitivo.

    https://youtu.be/Bkzx1L8uzm4

    https://www.garabandal.it/it/documentazione/posizione-della-chiesa

  • Gene ha detto:

    Tutto perfettamente giusto Monsignor Viganò, prova ne sia che per esorcizzare il flagello, molti si siano affacciati nei balconi, nei terrazzi a cantare l’inno di Mameli, e altre del repertorio italiano, che tristezza, che delusione e che desolazione.
    Un popolo che si affida alle canzonette per sconfiggere il virus non si sarebbe visto assolutamente nei paesi atei o comunisti.
    Ma che desolazione nel vedere arretrare i nostri vescovi e cardinali ad abbandonarci alle canzoni dei nostri cantanti invece che chiedere l’ intercessione dei nostri santi e della Madonna. Neanche il Bergoglio dei migranti ha accennato a queste cose, se non nelle ultime ore. Si sta bene al caldo delle residenze vescovili e cardinalizie, ma il virus non fa distinzioni.Che desolazione……..

  • Paolo Giuseppe ha detto:

    Vado controcorrente? E va bene, ci vado.
    Non giudico Viganò verso il quale ho profonda stima, nè voglio in questa circostanza parlare della Chiesa in generale. Mi limito strettamente alla situazione specifica del coronavirus.
    Lo Stato ha deciso di vietare tutti gli assembramenti di persone e dunque anche la celebrazione delle Sante Messe, ma non ha ordinato la chiusura delle chiese. Per senso di pietà lasciamo perdere la vicenda di Roma di chiudi-apri le chiese.
    Veniamo a noi. Credo che sia semplice saggezza evitare la celebrazione delle S. Messe per dare il buon esempio rispettandole disposizioni dello Stato e, soprattutto, perchè Gesù NON si è buttato dal pinnacolo del tempio: non sono così sicuro che Nostro Signore gradisca un atteggiamento sconsiderato nei confronti di una grave epidemia.
    Rimane il diritto/dovere dei nostri sacerdoti di mettersi a disposizione in chiesa, per qualche ora del giorno, per la confessione, per l’Eucarestia e per la preghiera individuale, nel rispetto delle norme di legge.

    • Diego B. ha detto:

      Il problema è grave e richiede un’analisi approfondita. Io parlo per ciò che ho assistito nella diocesi di Vittorio Veneto:
      1) seguendo le indicazioni del patriarcato il vescovo ha imposto una serrata generale già da lunedì 24 febbraio considerando che la provincia di Treviso non mostrava alcuna criticità. Una reazione eccessiva che ci ha privati delle Sacre Ceneri e della I di Quaresima. Ciò ha generato un senso di abbandono diffuso e sono stato personale testimone di un prete che vedendo me e una signora soli in chiesa si è tenuto lontano trattandoci come appestati e non si è nemmeno preoccupato di imporci le ceneri che aveva lasciato in una ciotala per un self service quello si poco igienico.
      2) ad oggi Vittorio Veneto conta 8 casi e ritengo ragionevole che invece di dispensare i fedeli si sarebbero potuti dispensare i sacerdoti e far dire loro 10 messe al giorno, senza omelia, con posti assegnati e ben distanziati e prenotazione nominale. Si sarebbero potuti utilizzare anche i 6-7 canonici della cattedrale come “riservisti” piuttosto che continuare a farli concelebrare tra di loro giusto per fare il minimo sindacale.
      3) si sarebbero potute fare liturgie contro la pestilenza, litanie e santi rosari, anche a porte chiuse, e trasmetterle tramite la televisione locale.
      Fino a qua le osservazioni educate.
      4) io sono dovuto andare al lavoro, condividendo l’ufficio con due persone di cui una per lavoro è stata di recente in Emilia. Ho usato per 9 ore al giorno la mia personale mascherina con la paura di poter essere un asintomatico contagioso o di contagiare i miei cari se contagiato. Ognuno deve affrontare la propria morte da cristiano ma non ha diritto di disporre della vita degli altri soprattutto se dipendono da lui. E con vita intendo sia la salute che la mera sopravvivenza economica.
      5) questi preti hanno mancato il proprio dovere. Sono dei falliti e dei mangiapane a tradimento. Vivono grazie ai nostri soldi e a quelli dei nostri avi. Vigliaccamente si sono chiusi nelle loro canoniche e nei loro anfratti mentre la gente muore senza nemmeno un caxxo di funerale che si sarebbe potuto celebrare senza nessuno ma solo col morto ben sigillato nella bara.
      6) Onore ai medici, infermieri e oss che sono in prima linea e aiutano tutti. Vergogna a costoro che dovrebbero curare le anime e scappano dalla propria vocazione.
      Concludo dicendo che un sacerdote mi ha detto che dobbiamo obbedire. Io gli ho detto che questo giro non verso l’8 per mille e che vadano a lavorare.
      Essi sono sale che ha perso sapore.
      Essi sono coloro ai quali Cristo ricorderà che a loro era venuto quando aveva fame e non fu saziato.
      Essi sono coloro che salvano la propria vita per perderla eternamente.
      Essi sono le piastrelle che serviranno a decorare il fondo dell’Abisso.
      Che Iddio abbia pietà di loro.

      • Giovanna ha detto:

        CONDIVIDO PIENAMENTE……. IL PESCE PUZZA DALLA TESTA…….. BERGOGLIO NON È IL MIO PAPA…….. BERGOGLIO NON È IL MIO PAPA…….. BERGOGLIO NON È IL MIO PAPA…….

    • Pierluigi ha detto:

      No, la sua ricostruzione non è esatta.
      I vescovi delle diocesi al di fuori della Lombardia e, in generale, delle ex zone rosse, avevano già deciso di sospendere la partecipazione del popolo alla santa Messa prima dell’estensione dei decreti governativi più severi a tutto il territorio dello Stato.
      Inoltre è da notare come i vescovi, in tema di celebrazione della comunicazione eucaristica individuale al di fuori della santa Messa siano andati in ordine sparso. Ad esempio, so con sicurezza che le diocesi di Catania e di Torino, data l’eccezionalità della situazione, hanno avuto la sensibilità di dare disposizioni esplicite ai propri sacerdoti di comunicare individualmente i fedeli che ne fanno richiesta. Addirittura, nel caso di Torino, si esortano i sacerdoti a ricordare ai fedeli che liturgicamente e canonicamente esiste tale possibilità.
      In altre diocesi meno sensibili, invece, tale possibilità non è stata ricordata, per cui ci sono sacerdoti che si rifiutano addirittura di adempiere a tale richiesta dei fedeli.
      Ora, io non capisco due cose. Anzitutto perché per certe situazioni mantenere la distanza di 1 metro e mezzo / due metri tra le persone è tollerabile (ad esempio nei supermercati) mentre in chiesa, durante la santa Messa ciò non sia permesso, come se il virus si potesse propagare solo in chiesa durante le celebrazioni. Poi non capisco perché, pur essendo così farisaicamente legalisti da superare in rigore lo Stato, alcune diocesi permettono esplicitamente la comunione individuale ed altre no, come se ormai non fossimo, come invece in realtà siamo, in una medesima situazione giuridica in tutta Italia, avendo superato il concetto di zone rosse, arancioni e bianche.
      La sintesi giusta è che i vescovi non possono farsi dettare la pastorale dai governi. Il problema resta quello: la generale scarsità di fede dei nostri pastori, a cominciare dall’Eucaristia.

  • GIORGIO VIGNI ha detto:

    Ci hanno messo 2 millenni, ma ci sono, quasi, dico quasi, riusciti.
    Ipermarket del Cristo e Madonna: commessi detti preti e suore, apertura dalle…..alle…..ostie, anche di cereali vari e confezioni famiglia, corsia B, II scaffale,, confessioni, settore igiene, vicino agli ammorbidenti, ostensori, vedi casalinghi, incensi, settore cosmesi e profumi, libri di preghiera, settore stampa rosa e gossip…….c’è da sbizzarrirsi. Occhio però, si deve passare alla cassa, in tutti i sensi.

    G.V.

  • TITTOTAT ha detto:

    Va’, popolo mio, entra nelle tue stanze
    e chiudi la porta dietro di te.
    Nasconditi per un momento
    finché non sia passato lo sdegno.
    Isaia 26,20

  • leviedelsignoresonoinfinite ha detto:

    È azzardato dire: “Viganò Papa subito”?

    • Lucidator ha detto:

      È strano, leggendo lo scritto di Viganò ho fatto lo stesso pensiero.
      Magari se non subito, il che potrebbe essere un po’ difficile, subito dopo la dipartita del biancovestito argentino.

  • Iginio ha detto:

    Dimenticavo: il Francesco vero (cioè il santo) baciava il lebbroso vedendovi Cristo. Il Francesco impostore ciarla di Chiesa in uscita e poi si barrica dentro il Vaticano, chiudendo persino la Basilica di San Pietro e dando così l’esempio a chi ha fatto chiudere le chiese di tutta Roma. Altro che “il papa contro le misure drastiche”. Vergogna, vergogna, vergogna su questa banda di ciarlatani e impostori.

    • Gian ha detto:

      Il Francesco Impostore non piega il ginocchio per dare l’esempio quando dovrebbe, lo fa davanti alle telecamere e addirittura si prostra a baciare le scarpe dei politici.

  • Iginio ha detto:

    Non è che la Chiesa oggi sia sottomessa allo Stato. E’ che in Italia abbiamo un governo di deficienti che si credono i primi della classe e che cercano il sostegno del Vaticano (oltre beninteso a quello imprescindibile dell’Unione Europea) per restare sulla poltrona. Il capintesta di questa “corrente” è l’Arbitro del Quirinale, che si vanta e si gloria dei suoi rapporti cordiali col despota macellaio cinese, a cui oggi ci viene addirittura ingiunto di dire grazie perché – grazie al virus che lui ha esportato – ci vende qualche aggeggio sanitario (dopo che noi gli abbiamo mandato gratis le mascherine di cui oggi avremmo bisogno) e ci manda qualche mediconzolo il quale si degna di dire che i nostri medici sono stati bravi. E nessuno che osi mostrare sdegno verso questo mercimonio!
    Ah, già: la Cina ci compra il nostro debito pubblico… Che bello, moriremo tutti cinesi. Grazie Arbitro del Quirinale, grazie Ospite della Città del Vaticano.

    • Blitz ha detto:

      Sa Iginio, un mio parente che faceva parte della vigilanza del Vaticano, quella comandata da Giani, mi raccontava che appena MarioMonti fu nominato Premier a fine 2011 , cominiciarono i suoi pellegrinaggi in Vaticano, quasi ogni settimana chiedeva di vedere il Pontefice. Direi che lo ha incontrato ben 8 volte in pochissimi mesi . Tanto che una indiscrezione era che lo stesso Papa aveva cercato di scoraggiarlo , mettendo termine a queste visite Perchè però questa ansia di incontrarlo ? Mi viene spiegato che questo si scoprì più tardi .il grande prof. MarioMonti voleva convincere Benedetto , a nome della Merkel , ad aprire ai luterani per realizzare l’unione europea. Sto signore ,non solo ha fatto saltare l’economia italiana facendo approvare il fiscal compact ,ma stava persino cercando di farci diventare luterani. Benedetto disse no. Qualche mese dopo rinuncia , viene sostituito da uno che invece dice subito si , addirittura mette la statua di Lutero in Vat.

      • Bianca ha detto:

        Tutti, negli anni di questo pontificato, hanno potuto vedere le visite di Frau Merkel in Vaticano. C’è stata anche una visita privata alla Comunità di Sant’Egidio. Invece di utilizzare il presidente del consiglio pro tempore, avrà pensato bene di provvedere in proprio.
        Non dobbiamo dimenticare che Frau Merkel è figlia di un pastore (luterano ?)

      • Iginio ha detto:

        Non so se il motivo fosse quello, però ricordo che anche i tg mostravano Monti in continuazione in Vaticano. E ricordo anche – ahimé – un paio di articoli di tale Antonio Socci, il quale incitava a votare Monti alle elezioni europee in quanto esponente del “popolarismo cattolico” che andava appunto a fare visita spesso al Papa. Lo ricordo a beneficio di coloro i quali ritengono il suddetto Socci una sorta di oracolo.

  • Iginio ha detto:

    Dalle sublimi menti della Cei ci giunge questo graditissimo manifesto che esprime i sentimenti di tutti noi devoti osannanti:
    https://it-it.facebook.com/conferenzaepiscopaleitaliana/photos/a.125651718967747/136083597924559/?type=3&theater

  • Pierluigi ha detto:

    Grazie Eccellenza.
    La sua riflessione mi conferma che, purtroppo, stiamo vivendo in questi giorni una sorta di 8 settembre 1943 di gran parte della gerarchia cattolica italiana. Allora, mi raccontò mio padre, gli alti comandi del regio esercito fuggirono per primi insieme al re e alla sua famiglia, lasciando gli ufficiali inferiori e la truppa senza ordini.
    Oggi accade lo stesso. La voce di gran parte dei vescovi (guidati in questo da quello di Roma) si è prima appiattita e adeguata alla mentalità corrente nel modernismo e poi, al momento del maggiore bisogno spirituale, all'”ospedale da campo” si è sostituita la “Chiesa in uscita” nel senso peggiore del “Si salvi chi può”.
    Ma Dio non si dimenticherà del Suo popolo né dei pastori pusillanimi.

    • stilumcuriale emerito ha detto:

      Vero! Te lo posso confermare perchè io c’ero. Non si capiva più niente. Nel giro di poche ore i tedeschi da alleati divennero nemici,mentre inglesi e americani da nemici divennero alleati, ma con tutto ciò continuarono a bombardare le nostre città. Al Nord fu ricostituito il regime fascista con la RSI mentre in montagna si organizzavano le brigate partigiane. Un caos!!!!! Più o meno come oggi.

  • TITTOTAT ha detto:

    Chi ha fatto prevalere la fede, è stato fedele a Dio, a Cristo e alla sua Chiesa è sostenuto in Spirito e Verità, tutti gli altri vanno in cerca delle pietre crollate, aprite gli occhi perché siamo ancora agli inizi.

  • Daniela Maria ha detto:

    Dal profondo del cuore: GRAZIE ECCELLENZA!!!!

  • deutero.amedeo ha detto:

    Forza e coraggio. Il Signore è sempre con noi .

    [10] Il Signore sarà un riparo per l’oppresso,
    in tempo di angoscia un rifugio sicuro.

    [11] Confidino in te quanti conoscono il tuo nome,
    perché non abbandoni chi ti cerca, Signore.

    (Salmi 10,10-11)

  • deutero.amedeo ha detto:

    Caro Mons. Viganò,
    io credo che ormai la chiesa di bergoglio sia al “De profundis” : si iniquitates observaris Domine, Domine quis substinebit? Speràvit ànima mea in Dòmino. Apud Dominum Misericordia et copiosa apud eum redèmptio.
    Ecco: apud Dominum misericordia.
    Io non posso parlare in nome di Dio, ma credo che Dio avrà misericordia per tutti i suoi figli che, a causa della prudenza dei preti, moriranno senza confessione e assoluzione dei peccati, senza unzione degli infermi, senza il Viatico.
    La misericordia di Dio è più grande della superbia degli uomini.
    E per finire:
    [5] Mi circondavano i flutti della morte,
    mi atterrivano torrenti esiziali.

    [6] Mi avviluppavano le funi degli inferi;
    mi stavano davanti i lacci della morte.

    [7] Nell’angoscia ho invocato il Signore,
    ho gridato al mio Dio,
    Egli ha ascoltato dal suo tempio la mia voce;
    il mio grido è giunto ai suoi orecchi.
    (2 Samuele 22, 5-7)
    Speriamo!

    • Gil ha detto:

      Sig. Amedeo, la mia diocesi (Milano) le confessioni le consente, così come lascia aperte le chiese e per i funerali ha disposto che vengano celebrati a fine emergenza.
      Qual è la sua diocesi, che avrebbe vietato le confessioni?

      • deutero.amedeo ha detto:

        GIL = Gioventù Italiana del Littorio. 🙂
        Ma tu dove vivi? sulla luna?

        • Corrado Bassanese ha detto:

          Già, per recarsi in chiesa (aperta?) o dal sacerdote, che cosa scrive lei sull’autocertificazione?
          Sembra che più di una persona abbia preso la multa per aver voluto andare in chiesa presidiata dalle forze dell’ordine. Io non so se sia fake news, ma è quello che si sente in giro.

        • Gil ha detto:

          Gil sono le prime tre lettere del mio nome. Sulla luna ci andrei volentieri, se potessi, perché mi isoleremo da un certo degrado umano e da tanta maleducazione. Io lavoro a Milano e abito nell’hinterland a 20 minuti dalla città. Sia a Milano che nella mia cittadina le chiese sono aperte (non le più piccole) e personalmente mi sono confessato stamattina. Se va sul sito della diocesi trova le regole attualmente valide,. Comprese quelle sulle confessioni.
          Eccone un sunto:

          In particolare si sottolinea la sospensione delle celebrazioni esequiali (funerali), con l’invito a compiere la benedizione del sepolcro e i riti di sepoltura rispettando le distanze di sicurezza, la S. Messa esequiale potrà essere celebrata al termine dell’emergenza.
          Norme anche per la celebrazione del sacramento della Confessione che deve avvenire in luogo ampio, evitando l’uso del confessionale, e rispettando la distanza di almeno un metro.
          Le altre norme relative alla sospensione delle S. Messe con il popolo, la chiusura degli oratori, la sospensione degli incontri ed il mantenimento dell’apertura delle chiese, così come comunicato lo scorso 6 marzo, sono confermate.

          Può dirmi ora in quale diocesi abita lei, che impedirebbe le confessioni? Grazie infinite. Suo Gilberto

          • deutero.amedeo ha detto:

            Non sto parlando di confessioni in sacrestia con l’uso del megafono per mantenere le distanze. Sto palando di assistenza ai malati in ospedale e a domicilio. Da me, benché novantenne, invalido al 90’% ad alto rischio di morte improvvisa NON VIENE PIÙ NESUNO. Ha capito?

      • Francesco Franco ha detto:

        @ GIL
        ” per i funerali ha disposto che vengano celebrati a fine emergenza.”
        Nel frattempo il morto lo si può mettere nelle celle frigorifere, passata la festa, gabbato lo santo, dice un vecchio adagio

    • ulisse ha detto:

      Caro Deutero Amedeo se non sbaglio bergamasco ed anche piuttosto maturo, sono convinto anche io che Bergoglio sia alla frutta. Penso pure che lo abbia capito anche lui infatti ha una faccia nera da funerale e non quella ridente messa dalla CEI in Facebook per fargli gli auguri.
      Se è così adesso cercherà di fare il tenero, vedi che già ha detto cose più sensate così ci saranno quelli che dicono “ma ha detto…”. Però rimane il fatto che non ha mai risposto ai cardinali dubbiosi ma ha dedicato una intera ora al presidente Lula comunista che proteggeva l’assassino delle Brigate Rosse condannato in Italia ed ora anche reo confesso Cesare Battisti, 5 volte il Morales che è guarda caso ora si trova accolto in…. ARGENTINA, ecc..

  • Pier Luigi Tossani ha detto:

    Amen!

    ripropongo qualche parola già scritta:

    Il fatto nudo e crudo è che sono rimaste aperte le attività “importanti”: supermercati, profumerie, negozi di elettronica e telefonia. Tutto il superfluo, molte chiese comprese, resta chiuso. Tutte le Messe, sul territorio nazionale, sono comunque sospese, se non vado errato. E’ un dato di fatto: non son più i tempi, non dico del “sine dominico non possumus” o di San Carlo Borromeo o del cugino Federigo, ma nemmeno quelli del venerabile Angelo Ramazzotti, vescovo di Pavia durante l’epidemia di colera del 1854. 
    Ma, se così è, una volta che sarà finita l’epidemia, riapriranno i teatri e le discoteche, ma non sarà facile trovare un buon motivo per riaprire le Chiese. Questo è il messaggio che passa. 

  • Sconsolata ha detto:

    Grazie! Eccellenza.
    Già nei miei commenti ai Suoi precedenti interventi su SC Le ho manifestato riconoscenza e stima.
    A pieno titolo Le indirizzo il ringraziamento che ho inviato a don Francesco, autore della Lettera aperta pubblicata dal dott. Tosatti questa mattina , che precede la Sua.
    Il Signore Vi ripaghi degnamente per il vostro coraggio e l’amore fraterno di cui date testimonianza.

  • Francesco ha detto:

    Grazie Monsignore !

    Grazie Monsignore, Dio la benedica!

    Clemente Bondi s. j.
    a futura memoria:

    E dalla riva intanto delle Sirene
    Sta godendo il canto
    Disonor del tuo regno,
    Dunque in calma vivrà l’ignobil flotta
    Mentre dispersa e rotta d’ogni tesoro grave
    A sacro e ingiusto sdegno
    Vittima perirà l’augusta nave

    • Pier Luigi Tossani ha detto:

      “Vittima perirà l’augusta nave” è sbagliato. Non è forse stato detto “non praevalebunt”?…