NOBILE E LA LEGGENDA DELL’OCCIDENTE DEBITORE ALL’ISLAM…

27 Febbraio 2020 Pubblicato da

 

Marco Tosatti

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, Agostino Nobile continua nella sua battaglia contro il luogocomunismo imperante nella cultura, sui giornali e adesso – ahimè – anche sul web. Uno dei luoghi comuni più diffusi, in funzione anti-occidentale a soprattutto anti-cristiana, è quello che vuole che per un certo periodo a un Occidente barbaro e incolto si opponesse un islam luminoso di cultura. Se anche fosse vero, sarebbe durata ben poco, quella primavera, subito soffocata dai professionisti del Corano. Ma in realtà, non è vero, come ci spiega Nobile. Buona lettura.

 

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Occidente, debitore della cultura islamica?

Ai testi scolastici, media e pseudo storici da alcuni anni si è aggiunta Wikipedia. Per caso mi è capitato sotto gli occhi una breve descrizione sull’influenza straordinaria che avrebbe avuto l’islam sulla cultura europea: “Il contributo islamico all’Europa medievale interessò settori diversi come l’arte, l’architettura, la medicina, l’agricoltura, la musica, il linguaggio e la tecnologia. Dall’XI al XII secolo  l’Europa assorbì le conoscenze della cultura islamica. Di particolare importanza per l’Europa furono le traduzioni attuate dagli Arabi e dai Persiani di antichi testi classici greci, tra cui le opere del filosofo Aristotele”.

L’ex presidente degli Stati Uniti Barack Obama, in un discorso del 2009 all’Università Al-Azhar del Cairo, affermò: “Ho studiato Storia e ho imparato quanto la civiltà sia debitrice nei confronti dell’Islam”.

Quello che qui sintetizzerò in poche righe l’ho già scritto in maniera più diffusa in altre occasioni. Ma dato che la menzogna è dura a morire, chiedo venia se sono costretto a riparlarne.

Innanzitutto è necessario ricordare che arabi battezzati esistono dai tempi apostolici: “Ebrei e proseliti, Cretesi e Arabi e li udiamo annunziare nelle nostre lingue le grandi opere di Dio” (At. 2,11). Dunque, arabo non è sempre sinonimo di musulmano.

Samir Khalil Samir, islamista, teologo egiziano e studioso delle lingue semitiche, per far conoscere il notevole contributo apportato dagli arabi cristiani alla cultura araba ha fondato la Collana del Gruppo di Ricerca Arabo-Cristiana (www.grac.it). In un articolo, Samir scrive: “diverse tribù arabe si convertono al cristianesimo, inventano la scrittura” [che deriva dalla variante nabatea e dalla  scrittura aramaica, ndr] e danno all’Arabia i suoi primi regni, ben prima della comparsa dell’islam.”  Essi sono stati “i continuatori della ricerca dei Greci e gli artefici della grande rinascita araba del X secolo.” Dato che la giovane lingua araba era ancora limitata, i traduttori cristiani ricorsero a termini greci e siriaci che hanno arricchito il lessico tecnico arabo. Hunayn Ibn Ishâq (808-873), il più preparato dei traduttori, lavorando sulle opere di Galeno si rese conto che la lingua araba è uno strumento insufficiente per l’opera a cui si accingeva a tradurre. Il secolo seguente, continua Samir, “il vescovo Elia di Nisibi rispondendo a quanti celebravano l’arabo come lingua perfetta per il fatto che essa possiederebbe cinquecento parole per designare il leone o il cammello, Elia opporrà loro la povertà dell’arabo in fatto di termini di medicina e farmacopea.”  Ma gli arabi cristiani non si sono occupati solo di traduzioni, hanno prodotto considerevoli opere autonome.

I numeri considerati arabi in realtà sono indiani, l’architettura come le scienze erano sviluppate e gestite dai cristiani ed ebrei sia nei paesi islamizzati che nei territori europei occupati. Grazie a storici come Régine Pernoud, una delle più importanti studiose del Medioevo, Conservatore al Museo della Storia di Francia e poi degli Archivi Nazionali francesi, sappiamo che in Spagna l’arco moresco era presente un secolo prima dell’invasione islamica. L’Alhambra di Granada è stata realizzata da architetti cristiani e ebrei.

A proposito di Spagna, dove i musulmani avrebbero raggiunto il più alto livello socio-culturale, Francesco Gabrieli, uno dei più autorevoli orientalisti italiani, che tra le altre lingue conosceva l’arabo antico e moderno, nel suo “Gli arabi” pubblicato per la prima volta nel 1957, scrive: “Notevolissimo fu il contributo della Spagna alla letteratura araba classica, sia nelle lettere in senso stretto sia nelle scienze religiose e profane, la storia, la filologia, la filosofia.”

La stampa fu introdotta in Oriente grazie alle comunità cristiane. Tra il XVII e il XVIII secolo il vescovo maronita Germânos Farhât forma una squadra di letterati cristiani che rinnova in profondità la lingua araba.

Autorevoli medievisti ci informano che l’architettura definita dagli pseudo storici anticristiani Romanica non è, come dicono, una rozza copia dell’architettura Romana, ma ha origine nel Medioevo. Così come l’arte gotica e l’invenzione dell’arco rampante con cui, per la prima volta nella storia, si poterono costruire edifici molto alti con muri sottili e finestre grandi che portarono  alla realizzazione delle straordinarie vetrate figurative nelle chiese. Nel XIII secolo per la prima volta si eseguono pitture a olio su tela invece che su gesso e legno. Nella letteratura medievale basti ricordare Dante Alighieri e san Tommaso d’Aquino. Nel Medioevo abbiamo la nascita della notazione musicale e, in seguito, lo sviluppo melodico, contrappuntistico e armonico, nonché una vasta gamma di strumenti musicali. Nell’Europa della cristianità medievale nacquero le prime Università che non si limitavano solo alla saggezza ricevuta dai Greci. Negli studi furono introdotte l’innovazione e la critica per correggere gli antichi, soprattutto in relazione alle tesi scientifiche. Aspetti, questi, sconosciuti nelle scuole delle altre culture. Averroè, per esempio, considerato il maggiore filosofo musulmano, considerava lo Stagirita infallibile, e se uno studioso l’avesse messo in dubbio era sicuramente in errore.

La scuola, i mezzi di comunicazione e Wikipedia rappresentano la mano longa protestantica, massonica e ideologica. Uniti per screditare la cultura che ha dato al mondo i diritti umani, il concetto di progresso, ricchezza artistica, filosofica, scientifica.

Agostino Nobile

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17 commenti

  • Antonio Cafazzo ha detto:

    Dr. Nobile.
    Rubén Calderón Bouchet (1918 – 2012) – filósofo e storico argentino – nel 1994 scrisse un libro dal titolo “El Islam – Una ideologia religiosa” che Lei conosce probabilmente perché ha una visione uguale alla sua circa la “bufala” Islam.
    Per gli affezionati di questo blog lascio qui la traduzione di alcuni passi del Capitolo II (“Esiste una civilizzazione islamica?”). Ma sarebbe veramente Istruttivo leggere tutto il libro e farla finita con tutte le ciarlatanerie sul tema.
    “Se confrontiamo con il cristianesimo l’atteggiamento dell’Islam nei confronti della scienza greca, si può dire (senza tener troppo conto del fatto che Averroe si limitava a commentare le opere di Aristotele senza voler illuminare quella scienza con i principi tratti dalla sua fede, né conciliare la fede con le verità della filosofia aristotelica) che Averroe e Avicenna hanno fatto un lavoro, rispetto ad Aristotele, paragonabile a quello di San Tommaso e di altri teologi cristiani.

    Non possiamo neppure dimenticare che Averroe era andaluso e di discendenza cristiana e che le sue dottrine non hanno avuto alcun effetto sulla formazione intellettuale dei musulmani. Solo quando i suoi Commentari furono introdotti nel mondo cristiano, le sue idee entrarono nella corrente della filosofia.

    È vero che alcuni musulmani, come il califfo Ya’Qoub, passato per Cordoba nel 1195, erano solidali con l’opera di Averroe ma essa era ripugnante per il movimento almohade, il cui fanatismo, contrariamente ai filosofi e ai medici della legge, era in linea con l’approccio coranico più decisamente ortodosso.
    Averroe morì pacificamente nel suo letto il 10 dicembre 1198, ma i suoi libri furono pubblicamente bruciati per ordine del Califfo che non temeva di peccare contro la filosofia se in questo modo ha salvato il suo governo da una rivolta almohade.

    Quella che fu chiamata la civiltà araba ispanica era certamente spagnola, ma non araba come si dice. Gli arabi – secondo l’autorevole opinione di Dozy – non hanno contribuito a nulla. Sono le persone meno inventive del mondo e quando troviamo una poesia brillante nella loro lingua è una traduzione di un originale indù, persiano, siriano o greco, o, nel caso del Corano stesso, decisamente ebraico.”

  • ulisse ha detto:

    A seguito del mio commento delle ore 11 di oggi 27/02 mi è venuto in mente che non solo è sbagliato chiamare indiani i nativi americani del nord ma anche chiamare indios quelli del sud in particolare anche quelli della Amazzonia. Quindi sbagliato la Teologia India ma esatto la Telologia aborigena come sbagliata la Pachamama che è andina. Gino Bartali gran cattolico diceva “TUTTO SBAGLIATO, TUTTO DA RIFARE”.
    Infine gli stupidi ma anche gli intelligenti ci sono ovunque, se i numeri arabi in origine indiani sono stati chiamati così e la parola Algebra vuol dire che tra gli arabi vi erano anche persone intelligenti che hanno capito il valore di quel tipo di numerazione. Idem hanno copiato Santa Sofia perché hanno capito che era bella. Però sia chiaro non la hanno inventata loro.

  • stilumcuriale emerito ha detto:

    Gente! Io sono tutt’altro che uno storico, però dico, basta leggere l’indice di un trattato di matematica per capire che l’apporto degli islamici agli sviluppi della matematica sono minimi. Bessel Lagrange Fourier Pascal Cartesio, solo per citare qualche nome a caso erano tutti islamici?
    Mah, posso dire mah?

  • PIERO LAPORTA ha detto:

    Caro Nobile, se penso che la mia consuetudine con queste pagine è iniziata disputando con lei, devo esserle doppiamente grato per questo pezzo che fa giustizia del relativismo culturale. È tanto più importante perché questo virus, che battezzerei Vatistupid2013, affligge numerosi sedicenti pensatori cattolici e accattocomunisti. Grazie.

    • Agostino Nobile ha detto:

      Carissimo Laporta, la ringrazio. Mi fa molto piacere di averla su SC. Continui a scrivere i suoi articoli, la sua voce non può mancare.

  • FrRom ha detto:

    San PIO X ( se ricordo bene ) definì la CROCIATE : PELLEGRINAGGI ARMATI .

  • Sulcitano ha detto:

    Nel 2009, lessi il tanto pubblicizzato discorso tenuto dall’allora Presidente U.S.A Barack Obama presso l’Università Al-Zhar del Cairo. Discorso alquanto lungo e noioso per me, ma certamente funzionale a inorgoglire il Mondo Islamico e certamente l”oriundo” mussulmano Obama, riuscì a centrare in pieno il prefissato bersaglio. Ricordo che pensai, che mancava poco, che fra i tanti benemeriti mussulmani, fosse attribuito anche quello dell’immancabile civilizzazione del mondo, sebbene per eccessivo zelo, fatto con la spada e il Corano. Di questi ripetuti civili slanci dei razziatori mori, le popolazioni della Sardegna, conservano le torri di avvistamento e difesa. Lepanto , Vienna e la fede dei Cristiani, hanno contribuito alla vittoria. Grazie a Dio!

  • Rafael Brotero ha detto:

    Basta dire che senza l’aristotelismo islamico, niente tomismo. E senza il tomismo, cosa sarebbe la teologia cattolica?

    • Kosmo ha detto:

      RIDICOLO!

      • PezzoGrosso ha detto:

        No , caro Kosmo, non è ridicolo . E’ storicamente falso pensare che la cultura araba sia solo rozza e fondamentalista -La metafisica araba di Averroè ed Avicenna , riprende Aristotele . Ed è anche vero che SanTommaso , che aveva studiato filosofia araba , stimava Avicenna.

        • Agostino Nobile ha detto:

          Carissimi Pezzogrosso e Brotero. Pensavo che gli storici menzionati e i fatti riportati fossero sufficienti per capire le mie intenzioni. Purtroppo non è così. Se avete pazienza, rileggete il mio articolo senza pregiudizi. Averroè ed Avicenna non esisterebbero senza gli arabi cristiani che hanno tradotto i Greci. Oltre a ciò devo aggiungere che i testi Greci, persi e distrutti durante le secolari incursioni barbare, erano presenti nei monasteri irlandesi dove i barbari non misero piede. Se i nostri studiosi latini, come per l’appunto l’Angelico, avessero fatto un viaggetto in Irlanda non avrebbero dovuto aspettare i testi tradotti dai cristiani arabi.

    • F di M ha detto:

      Scusi Brotero , si riferisce al fatto che nel medioevo si deve agli Arabi il mantenimento di una tradizione filosofica facente capo ad Aristotele, che fu commentato e tradotto ? Ma si trattava di un aristotelismo penetrato in Vicino Oriente attraverso l’interpretazione che ne aveva dato in epoca ellenistica Alessandro di Afrodisia. Questo intende ?

    • ergosum ha detto:

      effettivamente Averroè ebbe sempre una forte inclinazione verso Aristotele, le cui dottrine venivano da lui considerate come la Verità stessa, quasi un metodo scientifico con cui esprimere e spiegare la religione musulmana. Ma Averroè si era formato sulla filosofia classica greca e latina.

  • Mauro ha detto:

    Beh… perchè non scrivere anche la traduzione in italiano della parola in caratteri arabi che figura a fine articolo?

  • ulisse ha detto:

    Agostino Nobile ha ragione, chi ha un minimo di concetti di matematica conosce che i numeri detti arabi erano in realtà indiani. Purtroppo la matematica è una delle materie più ostiche per gli studenti perché richiede razionalità logica.
    2) gli arabi, anzi tutti non conoscevano la struttura ad arco anche perché erano per lo più nomadi in tenda. I romani lo appresero dagli etruschi e ne fecero un uso massiccio, vedi a Roma il ponte Fabricio, Cestio, Tiberino ma in Francia il Pont du Gard a tre archi sovrapposti è favoloso.
    3) Dall’arco nasce la cupola vedi a Roma il magnifico Pantheon e poi a Costantinopoli Santa Sofia. Le moschee di Istanbul per es. la Moschea Blu sono la copia di Santa Sofia. Persino il famoso Taj Mahal della dinastia Moghul discendenti da Gengis Khan in India deriva dalla cupola di Santa Sofia.
    3) Torniamo alla matematica fu il pisano Leonardo Fibonacci a introdurre i numeri detti arabi in realtà indiani nell’uso mercantile con il trattato dell’Abaco.
    In informatica lessi che il programma di SORT IBM per mettere in sequenza dei dati si basava sulla SUCCESSIONE DI FIBONACCI.
    L’equivoco numeri arabi-indiani mi sembra simile a chiamare indiani i pellerossa dell’America perché Cristoforo Colombo voleva andare in India.
    Nell’anno 1976 andammo in viaggio in India del sud che non fu conquistata dai Moghul e visitammo templi che non avevano strutture ad arco e per es. venvano chiamati Tempio delle mille colonne ognuna finemente istoriate di statuette minuscole oppure al posto della cupola un enorme incredibile blocco di roccia.

    • Massimo ha detto:

      Il vero ponte con la cultura greca fu fatto dalle grandi scuole siriache cristiane in Persia. E riguardo alla presunta assenza di Aristotele in Occidente prima degli arabi suggerisco la lettura di S. Gouguenheim, “Aristote au Mount-Saint Michel. Les racines grecques de l’Europe chrétienne”, che dovrebbe essere stato anche tradotto in italiano.