L’ULTIMA GUERRA DI BENEDETTO. THE LAST WAR OF BENEDICT.

18 Febbraio 2020 Pubblicato da

Marco Tosatti

Carissimi Stilumcuriali, l’articolo di qualche giorno fa di Stilum Curiae sulla singolare situazione che stiamo vivendo suscitato un grande dibattito sui social, in particolare fra i cattolici degli Stati Uniti. Giuseppe Pellegrino, l’amico di Stilum Curiae che ben conoscete, è stato stimolato da quell’articolo a scrivere una riflessione che vi offriamo. Anche se non condividiamo il tono di alcuni giudizi molto forti sulla reale personalità del Pontefice regnante, e sulle motivazioni che lo spingerebbero. Buona lettura. In calce il testo in inglese. 

§§§

Ora è guerra aperta tra il falso magistero e Benedetto XVI

Di Giuseppe Pellegrino

Cari amici, sono successe tante cose da domenica 12 gennaio, quando Papa Benedetto XVI e S.E. Cardinale Sarah hanno annunciato la pubblicazione del loro nuovo libro. È chiaro che ora siamo entrati in una nuova fase della crisi che ha apertamente inghiottito il papato dal 2013. I media cattolici non toccheranno la vera storia. Cerco sempre di presentare i fatti in modo che tutti possano trarre le proprie conclusioni. Ecco quindi i fatti emersi negli ultimi 35 giorni:

  • Benedetto XVI si sente ancora papa. Il suo intervento diretto sulla questione del celibato sacerdotale, di tale importanza centrale per la vita della Chiesa, non fu casuale o per caso. Il suo contributo in Dal profondo del nostro cuore è lucido e teologicamente motivato. Brilla con grande chiarezza. La sua tesi è che tutta questa crisi è incentrata sul modo in cui comprendiamo la Chiesa. Il sacerdote deve fondamentalmente vivere la sua identità in unione orante con Cristo come Sposo della Chiesa, che è la Sposa dell’Agnello. Il sacerdote è innanzitutto chiamato ad essere un custode, uno che veglia in preghiera per il suo gregge. Quando questa identità si perde, il mistero della Chiesa viene oscurato. Benedetto XVI sta incoraggiando i sacerdoti – come il loro vero Santo Padre – e richiamandoli a quello che dovrebbe essere il loro primo amore. Ecco, la voce del Magistero vero e perenne, la voce di Pietro che esercita la suo ministero per rafforzare i suoi fratelli (Lc 22:32).

 

  • Bergoglio ha paura di Benedetto. Non sappiamo cosa sia realmente successo o quali accordi possano o meno essere stati stipulati tra i “Bergogliani” e i “Ratzingeriani” sia nel 2005 sia nel 2013. Alcuni hanno affermato che la fazione di Bergoglio ha accettato di consentire a Ratzinger di essere eletto papa nel 2005, ma poneva determinate condizioni su ciò che avrebbe fatto e che avrebbe rassegnato le dimissioni dopo un certo periodo di tempo. Altri sostengono che nel 2013 Benedetto XVI si è dimesso in modo tale da mantenere la Cattedra di Pietro, permettendo a Bergoglio di diventare vescovo di Roma e apparentemente papa. Questa è tutta una speculazione e porta a discussioni senza fine da parte di molte persone che non conoscono l’intera storia. Ma ecco cosa sappiamo: chiaramente, Bergoglio ha paura di Benedetto. Proprio come Massimiliano Kolbe ispirò paura nelle guardie delle S.S. che lo imprigionarono ad Auschwitz (gli ordinarono di non guardarli mentre stava morendo, così penetrante era il suo sguardo), il demone che parla attraverso Bergoglio riconosce il coraggio e l’integrità di Benedetto e sa che Benedetto è ancora in qualche modo – impossibilmente – responsabile. Il circo dei media e della disinformazione sul lancio dell’ultima “esortazione” pagana / sincretistica / relativista di Bergoglio tendeva a perdere completamente la vera storia: Bergoglio ha cambiato il suo piano per approvare l’ordinazione dei “viri probati” sposati – che era in lavorazione per anni – perché Benedetto ha chiamato il suo bluff: “Se cambi questo, ti metterai in opposizione all’intera Tradizione della Chiesa”, dice il libro di Benedetto in breve. Bergoglio indietreggiò perché teme Benedetto.

 

  • Benedetto XVI comprende che la Chiesa sta vivendo i tempi della fine. Nessuno è stato più consapevole del male presente dentro la Chiesa per tutta la sua vita di Joseph Ratzinger / Benedetto XVI. La sua vita lavorativa come Prefetto della Congregazione della Dottrina della Fede è stata spesa contrastando sia il falso insegnamento dottrinale, specialmente nel regno della teologia morale, sia la corruzione immorale del clero omosessualista che occupa i vertici della Chiesa nella maggioranza degli uffici fuori dentro il Vaticano stesso. Conosceva e conosce il male che sta affrontando … eppure si è dimesso sette anni fa proprio questo mese e intendeva chiaramente che un altro uomo sarebbe stato eletto e avrebbe ricevuto le redini del potere. La sua azione ha sconcertato molti e fatto arrabbiare non pochi. Come mai? Cosa stava pensando? Ovviamente non possiamo sapere tutto, ma possiamo collegare almeno alcuni punti. Come cardinale, Joseph Ratzinger ha inserito un nuovo argomento nel Catechismo della Chiesa Cattolica che non era stato presente nei precedenti catechismi: “L’ultima prova della Chiesa”. Inseriti come parte dell’insegnamento sulla Seconda Venuta di Cristo, i paragrafi 675-677 si concentrano su ciò che accadrà alla Chiesa nel tempo immediatamente precedente la Seconda Venuta. Questi paragrafi descrivono un inganno religioso che è in effetti apostasia. Qualcun altro oltre a me ritiene che si tratti di una definizione succinta di quanto Bergoglio sta facendo? Inoltre, sappiamo che come giovane teologo e ancora come papa, Benedetto è stato incuriosito da un’escatologia patristica alquanto oscura che afferma che prima della Seconda Venuta, la Chiesa puo e deve essere divisa in due in modo che la Chiesa possa essere salvata (vedi articolo qui). Sembrerebbe che in qualche modo stiamo assistendo a questa scissione. Non è più possibile negare che oggi ci siano due magisteri che parlano ai fedeli, uno che vomita sincretismo ambiguo, l’altro che testimonia la perenne saggezza, la Tradizione, con chiarezza. Lascia che l’ascoltatore decida se si tratta in realtà della predetta “discessio [scissione]” della Chiesa in una Ecclesia decora e una Ecclesia furba. Ma la realtà di un falso magistero che esiste accanto a un vero magistero, entrambi i quali parlano, non può più essere negata.

 

Mentre tutto ciò si svolge, la nostra più grande sfida è quella di non permettere al falso magistero di distrarci da dove i nostri occhi dovrebbero guardare: il mistero della fede: Gesù Cristo crocifisso e risorto, e la sua Sposa, la Chiesa che in questa ora sta entrando un modo misterioso nello stesso mistero. È l’ora della passione della sua Sposa. È così facile essere attratti dal frastuono e dal tumulto che riempie la città di Gerusalemme mentre viviamo il Venerdì Santo della Chiesa, per discutere e condannare i nostri compagni di viaggio su questa difficile strada. Ma se scegliamo di stare dalla parte di Cristo con Maria e San Giovanni in preghiera, pieni di gioiosa fiducia nel Padre e amore per i nostri fratelli e sorelle nella Chiesa, creeremo uno spazio affinché lo Spirito Santo ci conduca attraverso il Mar Rosso di polemiche e sempre vicino al promesso Trionfo del Cuore Immacolato di Maria. Questa è la mia preghiera per la Chiesa questa Quaresima e Pasqua. Vieni, Spirito Santo!

Giuseppe Pellegrino @pellegrino2020

It’s Now Open War Between the False Magisterium and Benedict XVI

By Giuseppe Pellegrino

Friends, so much has happened since Sunday, January 12, when Pope Benedict XVI and Cardinal Sarah announced the publication of their new book. It is clear that we have now entered a new phase of the crisis that has openly engulfed the papacy since 2013. Catholic media will not touch the real story, and even websites that are critical of Bergoglio will not touch the specific aspect of Benedict XVI’s enduring presence as pope, because they deem it too controversial and “ridiculous.” I am publishing this on my Facebook page because I know that other outlets will not publish this; the facts do not square with their narrative. I am always trying to present people with facts so that they can draw their own conclusions. So here are the facts that emerge from the last 35 days:

1)         Benedict XVI still considers himself to be pope. His direct intervention on the question of priestly celibacy, of such central importance for the life of the Church, was not casual or haphazard. His writing in From The Depths of Our Hearts is lucid and theologically reasoned. It shines with great clarity. His thesis is that this entire crisis centers around how we understand the Church. The priest must fundamentally live his identity in prayerful union with Christ as Bridegroom of the Church, which is the Bride of the Lamb. The priest is first and foremost called to be a watchman, one who keeps vigil in prayer for his flock. When this identity is lost, the mystery of the Church is obscured. He is encouraging priests – as their true Holy Father – and calling them back to what should be their first love. Behold, the voice of the true and perennial Magisterium, the voice of Peter exercising his call to strengthen his brethren (Luke 22:32).

2)         Bergoglio is afraid of Benedict. We do not know what really happened or what agreements may or may not have been made between the “Bergoglians” and the “Ratzingerians” both in 2005 and 2013. Some have said that Bergoglio’s faction agreed to allow Ratzinger to be elected pope in 2005 but placed certain conditions on what he would do and that he would resign after a certain amount of time. Others maintain that in 2013 Benedict XVI resigned in such a way that he retained the Chair of Peter while allowing Bergoglio to become Bishop of Rome and ostensibly the pope. This is all speculation and leads to endless arguing by a lot of people who don’t know the whole story. But here is what we do know: Clearly, Bergoglio is afraid of Benedict. Just as Maximilian Kolbe inspired fear in the SS guards who imprisoned him at Auschwitz (they ordered him not to look at them even as he was dying, so piercing was his gaze), the demon that speaks through Bergoglio recognizes the courage and integrity of Benedict and knows that Benedict is still somehow – impossibly – in charge. The circus of media coverage and misinformation about the release of Bergoglio’s latest pagan/syncretistic/relativist “exhortation” tended to completely miss the real story: Bergoglio changed his plan to approve the ordination of married “viri probati” – which was in the work for years – because Benedict called his bluff: “If you change this, you will be placing yourself in opposition to the entire Tradition of the Church,” says Benedict’s book in a nutshell. Bergoglio backed down because he fears Benedict.

3)         Benedict XVI understands that the Church is living in the end times. Nobody has been more aware of the evil present within the Church throughout his entire life than Joseph Ratzinger/Benedict XVI. His life work as Prefect of the Congregation of the Doctrine of the Faith was spent opposing both doctrinal false teaching, especially in the realm of moral theology, as well as the immoral corruption of the homosexualist clergy that holds the reins of Church power in the majority of chanceries as well as the Vatican itself. He knew and knows the evil he is facing…and yet he resigned seven years ago this month and clearly intended for another man to be elected who would receive the reins of power. His action has bewildered many and angered not a few. What in the world was he thinking? Obviously we cannot know everything, but we can connect at least a few dots. As cardinal, Joseph Ratzinger inserted a new topic into the Catechism of the Catholic Church that had not been present in previous catechisms: “The Church’s Ultimate Trial.” Inserted as part of the teaching on the Second Coming of Christ, paragraphs 675-677 focus on what will happen to the Church in the time immediately preceding the Second Coming. These paragraphs describe a religious deception that is in fact apostasy. Does anyone else feel that that is about as succinct a definition as any of what Bergoglio is doing? Furthermore, we know that as a young theologian and again as pope, Benedict has been intrigued by a somewhat obscure patristic eschatology that asserts that prior to the Second Coming, the Church must and should be split in two so that the Church could be saved (see article here). It would appear that in some way we are witnessing this splitting. It is no longer possible to deny that there are two magisteriums speaking to the faithful today, one spewing ambiguous syncretism, the other testifying to perennial wisdom with clarity. Let the hearer decide if this is in fact the foretold “splitting” of the Church into an Ecclesia decora [a beautiful Church] and an Ecclesia furba [a dark Church]. But the reality of a false magisterium that exists alongside a true magisterium, both of which are speaking, can no longer be denied.

As all of this unfolds, our greatest challenge is not to allow the false magisterium to distract us from what our eyes should be on – the mystery of faith: Jesus Christ Crucified and Risen, and his Bride the Church who in this hour is entering in a mysterious way into the same mystery. It is the hour of his Bride’s Passion. It’s so easy to get drawn into the din and tumult that fills the city of Jerusalem as we live the Good Friday of the Church, to argue and condemn our fellow travelers on this difficult road. But if we choose to remain at Christ’s side with Mary and St. John in prayer, full of joyful trust in the Father and love for our suffering and confused brothers and sisters in the Church, we will create a space for the Holy Spirit to lead us through the Red Sea of controversy and ever closer to the promised Triumph of the Immaculate Heart of Mary. That’s my prayer for the Church this Lent and Easter. Come, Holy Spirit!!

Giuseppe Pellegrino @pellegrino2020

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31 commenti

  • Anna ha detto:

    Fra’ Bugnolo:

    “La restaurazione dell’antica Messa (Vetus Ordo) e l’estensione delle autorizzazioni per il suo utilizzo (30 aprile 2011) provocarono una “deflagrazione” generale tra il cattivo clero.

    Io so che questo accadde durante la Conferenza episcopale italiana del 2011, perché un presule che mi ha aiutato mi ha anche riferito di come i cardinali e i vescovi si siano alzati uno dopo l’altro e abbiano detto le cose più vili contro il Papa.

    So anche personalmente, dopo la testimonianza di un uomo d’affari siciliano da Shanghai, che il cardinale di Palermo aveva avvertito di come Ratzinger sarebbe potuto morire entro un anno per cattiva salute…

    I media, controllati dalla mafia di San Gallo, ampliarono la notizia e la diffusero come se il prelato palermitano avesse detto che Benedetto XVI sarebbe rimasto in vita soltanto per un anno ancora. Questo rapporto fu pubblicato l’11 febbraio 2012! (si noti la data).

    Colpo da maestro di Joseph Ratzinger

    Il Papa, in seguito, giocò il suo colpo da maestro. Nell’estate 2012, rivelò al card. Bertone che si sarebbe dimesso. Non ne discusse con nessuno se non col proprio segretario Gänswein e qualche altro. Credo che abbia scritto il testo d’abdicazione nell’autunno 2012.

    Suppongo pure che abbia mostrato intenzionalmente il testo latino (quello non valido) ed una traduzione tedesca difettosa (che fa apparire come corretta la formula originale usata) ai membri della mafia di San Gallo, per ottenerne il consenso. Con questo atto, egli contrassegnò il loro destino.

    Infatti, soltanto chi parla fluentemente l’antica lingua e conosce il Diritto Canonico, accettando la metafisica tradizionale della Chiesa, può accorgersi che le dimissioni così presentate sono nulle. Ratzinger ha perciò posto le basi, sottolineando per anni che il suo teologo preferito era San Bonaventura.

    Questo ha condotto gli studiosi come me, ad iniziare ad approfondire il metodo scolastico di San Bonaventura per l’analisi testuale del significato delle espressioni, che non ha precedenti fra tutti i dottori della Chiesa.

    L’11 febbraio 2013, nel Concistoro, Benedetto XVI lesse ad alta voce il testo della formula invalida. Il 28 febbraio 2013 spiegò che si era dimesso dal “ministero attivo”. La mafia di San Gallo diffuse la notizia di una “Rinuncia valida”. Il resto è storia.

    https://fromrome.info/2019/09/11/how-benedict-has-defeated-francis/

    • A.C. ha detto:

      Per quanto strano mi sembra interessante. Ma possibile che nessuno di chi conosce il latino l’abbia notato, a partire dai cardinali dei Dubia? O da Vigano’, Baronio o….scusa l ironia ma e’ un complimento ALESSANDRO DS? Cosa si aspetta a invalidare la dimissione. Pure Socci….non si e’ accorto di questa tesi.

  • A.C. su kolbe ha detto:

    Voleva essere un errata corrige ad un altro mio post….non so e non penso che le cose sotto siano vere ma certo andare ad Auschwitz e non dire che molti tedeschi e non solo han fatto opera di omissione) e’ un male minore e far ricadere “la colpa” su Dio mi parve ridicolo. E nella modernita’ il ridicolo e’ la più alta forma del tragico.

    http://imposturecattolicesimo.blogspot.com/2013/03/nazismo-e-vaticano-la-strana-alleanza.html?m=1

  • Donna ha detto:

    Articolo condivisibile, con un passaggio a mio avviso “forte”…
    “Ma ecco cosa sappiamo: chiaramente, Bergoglio ha paura di Benedetto. Proprio come Massimiliano Kolbe ispirò paura nelle guardie delle S.S. che lo imprigionarono ad Auschwitz (gli ordinarono di non guardarli mentre stava morendo, così penetrante era il suo sguardo), il demone che parla attraverso Bergoglio riconosce il coraggio e l’integrità di Benedetto e sa che Benedetto è ancora in qualche modo – impossibilmente – responsabile”
    ….’il demone che parla attraverso Bergoglio”….fa riflettere!

    • A.C. ha detto:

      Infelice accostamento a padre Kolbe. Ricordo lo sconcerto che provai quando Benedetto XVI ando’ ad Auschwitz e mi par di ricordare disse: Dio dove eri?

      Ora nei cattolici difensori della vita il Dio dove eri? può andare “bene”, nei terremoti, nelle disgrazie NATURALI che la legge naturale di una natura decaduta dal peccato permette. Non parlerei di legge ma di Anarchia naturale.

      Ma Hitler fu eletto! Io non dico che tutti i tedeschi erano nazisti, ne tutti gli italiani erano antisemiti, ma colpa di immissione lo fecero quasi tutti (a parte Rosa Bianca, Von Stauffemberg, l eretico Bonohffer e mettiamoci pure il grande Kolbe anche se era polacco).

      C era in particolar modo in cardinale che pregava per il Fuhrer e che Benedetto dovrebbe conoscere. Il resto come la rat line di Genova non e’ che non e’ mai esistita, la curia aveva promesso una risposta E NON L HA DATA…

      Detto questo si: Ratzinger ha il merito di aver ribadito che il Regno non viene per evoluzione morale (come teillhatd de chardin) ma viene da Dio.

      In quanto all’ apostasia del catechismo mi pare ci si riferisca a una secolarizzazione dove l uomo glorifica se stesso al posto del messia venuto nella carne…

      Può essere che Bergoglio sia ateo (come ha detto Sgarbi sere fa in TV) ma NON MI PARE che quel passo gli possa essere attribuito.

      Poi tutto può essere….

  • stilumcuriale emerito ha detto:

    Ma a noi fedeli questi due signori, Ratzinger e Bergoglio, a noi fedeli qualche volta pensano ? Che lo vogliamo ammettere o no con i loro comportamenti hanno messo e stanno mettendo quotidianamente ognuno di noi di fronte ad una scelta : Ratzinger o Bergoglio ? Giacchè sono portatori di teologie talmente contrastanti che è per noi impossibile seguire l’uno e l’altro contemporaneamente. Ma nell’incertezza noi soffriamo (come giustamente affermano molti psicologi) e per di più rischiamo sulla cosa per noi più importante: ciò che avverrà di noi dopo la nostra morte. Riguardo a quello che avverrà di loro, renderò loro la pari: non me ne curerò per niente.

    • anna ha detto:

      Non devi mica scegliere tra i due papi. Tu devi stare con Gesù! ed avere lo sguardo fisso a Lui

      • stilumcuriale emerito ha detto:

        Dici bene , ma noi cattolici dobbiamo obbedienza al Papa, pena la scomunica con tutto quel che segue. Allora per tenere lo sguardo fisso al solus Christus devo farmi protestante? Non sia mai.

        • Raffaella ha detto:

          Dobbiamo obbedienza al Papa ma solo se fa il Papa cioè se conserva il depositum fidei; se crea confusione, è ambiguo nel parlare, e via discorrendo io qualche dubbio sul dovergli obbedienza me lo pongo.

      • Alessandro ds ha detto:

        Non è proprio così. Gesù ci ha lasciato il suo Vicario in terra apposta con il compito di pascolare il suo gregge.
        È come dire che non serve la chiesa o i sacramenti per essere uniti a Gesù.
        Un cattolico segue la chiesa, il papa, il magistero.

        • C.r. ha detto:

          Da quanto hai scritto in precedenza, un papa non è papa, l’altro è papa solo perché nessuno ha impugnato l’elezione in termini e comunque è un eretico. Quindi il tuo contributo in cosa ci dovrebbe aiutare?

          • Alessandro ds ha detto:

            Tu quando reciti il “credo” , ci credi a quello che stai pregando? Dalla tua risposta capisci cosa volevo dire.
            La chiesa rimane pur sempre la chiesa, anche in sede vacante.
            Il problema è che sta nascendo una nuova generazione di eretici e persone strane, che nella loro ignoranza si lasciano facilmente deviare dalla retta fede.
            E wuindi ti ritrovi con gente che guarda sul telefonino in internet la celebrazione di una messa e sono convinti che abbia lo stesso effetto di partecipare a una messa normale; ci sono persone che non fanno la comunione da mesi e pensano di essere dei veri cristiani cattolici,l; e tante altre stranezze.
            Io riconosco che l’attuale chiesa cattolica è in sede vacante da 7 anni, ma riconosco anche come guida spirituale della vera chiesa il Papa Emerito Benedetto XVI, anche se le sue dimissioni sono più che valide.
            In tempo do Conclave i cardinali elettori entrano in conclave, mentre i cardinali non elettori che hanno perso il diritto di voto hanno il “dovere di guidare i fedeli mentre la sede è vacante e gli altri cardinali sono chiusi in conclave isolati dal mondo.
            Detto questo ti ripeto, ci credi nel “Credo”?

      • stefano raimondo ha detto:

        Perdonami, ma cosa significa stare con Gesù? Mi sembra una risposta un po’ naif, lo dico con simpatia e senza polemica. Proprio oggi alla Messa mi sono ritrovato un prete che afferma X, mentre il parroco, oggi assente, sulle medesime questioni afferma Y. Se permetti qualche problemino c’è… [i due papi simboleggiano plasticamente la divisione esistente ai piani bassi, come l’esempio da me ora riportato].

  • IMMATURO IRRESPONSIBLE ha detto:

    A lume di ragione, gli argomenti di De Mattei sono incontestabili. Il fatto e’ che anche nel campo, diciamo codi’, piu’ “tradizionale” l’ aspetto emotivo e sentimentale contende a quello razionale il primato nei giudizi e nelle decisioni (in campo modernista il criterio “esistenziale” e’ l’ unico utilizzato: gli avversari, piu’ che avere torto, soffrono di patologie, come l’ attaccamento morboso al, proprio, passato).
    Confidare in BXVI, per “arginare” Papa Francesco, anche se consolante, non puo’ esser che un atteggiamento episodico, temporaneo. Pensiamo a quello che e’ successo in Puglia al Card. Burke; la gerarchia, in gran parte, e’ gia’ “oltre” Francesco! P.s.”…….il demone (demon) che parla attraverso Bergoglio….” mi pare che tale espressione ponga tutto il discorso fuori da una pur cruda polemica, e lo renda, almeno per me da respingere.
    (a meno che “demon” stia per “daimonon”, che puo’ valere “spirito”, “genio”, per intendere una volonta’ profonda, come in Socrate….mah…).

    • anonimo lituano ha detto:

      Maddai… proprio sul piano della razionalità quelle proposizioni non filano, non reggono.
      L’emeritato mica deriva dall’ordinazione episcopale sacramentale. Se Tizio è vescovo EMERITO di Vattelappesca, lo è non in quanto vescovo, ma in quanto ha esercitato il ministerium a Vattelappesca.
      Così il Vescovo eletto per la Diocesi di Roma.
      Per il quale, in più, si dà la coincidenza, divinamente stabilita, con la qualità di Sommo Pontefice. Le due cose non sono separabili.
      Pertanto, è perfettamente logico, e legittimo, il titolo di Papa Emerito.
      Dopo di che non mi avventuro in giudizi teologici che non mi competono, tanto meno alle altezze di un Benedetto XVI. Dico solo che quest’uomo è un genio, e sta servendo la Chiesa (e la sua unità) molto meglio del “papa” regnante.

      • IMMATURO IRRESPONSABILE ha detto:

        Quindi BXVI e’ papa emerito allo stesso modo in cui e’ vescovo emerito di Monaco? diciamo pluriemerito?
        La questione non verte sul titolo, per quanto infelice, ma sulla mancanza di chiarezza al vertice di una istituzione, in cio’ irreformabile, che deve restare monarchica. Detto questo, possiamo fare il tifo (devo dire per chi tifo io?), possiamo fare (impietosi) confronti, possiamo anche astenerci dal giudicare le decisioni di BXVI (io non oso giudicarlo, perche’ , anche senza pensar a complotti, non sappiamo tutto), e tuttavia non possiamo negare che la situazione e’ opaca.

        • anonimo lituano ha detto:

          “Quindi BXVI e’ papa emerito allo stesso modo in cui e’ vescovo emerito di Monaco? diciamo pluriemerito?”

          Non è strano: ci sono molti pluriemeriti. Ma di papa Emerito ce n’é uno solo, almeno finora…

          “…la situazione e’ opaca.”

          Su questo hai perfettamente ragione, chi può darti torto?

  • Nicola Buono ha detto:

    Dal sito Duc in Altum di Aldo Maria Valli,ecco cosa ha scritto la Commissione che indaga su Medjugorie:

    https://www.aldomariavalli.it/2020/02/13/medjugorie-ecco-che-cosa-scrive-la-commissione-dinchiesta/amp/

  • Monsignore ha detto:

    Avvenire di oggi pur di attaccare Salvini difende l’aborto. In Segreteria di Stato sono perplessi assai.

  • Sconsolata ha detto:

    «Benedetto è stato incuriosito da un’escatologia patristica alquanto oscura che afferma che prima della Seconda Venuta, la Chiesa può e deve essere divisa in due in modo che la Chiesa possa essere salvata».
    E se Benedetto, più che preoccupato per quell’ “oscura” visione escatologica – al di là di ogni altra interpretazione più o meno realistica sui motivi della sua rinuncia – fosse intervenuto per offrire il personale contributo a che “la Chiesa possa essere salvata” da una “scissione” sottotraccia? Indicando la strategia del Re Salomone, secondo la lettura di un religioso delineata sul blog di Valli…
    https://www.aldomariavalli.it/2020/02/18/chiose-e-postille-di-padre-giocondo-3/
    Non c’ è che una sola considerazione da fare nel mentre si tenta di cercare una luce in fondo al tunnel… la situazione all’ordine del giorno è drammatica e pare che si preferisca affrontare … altri ed eventuali…argomenti. È tutto infinitamente triste! anzi molto più che triste.
    E tutto è concentrato in quella parola: “guerra”. D’altronde: non c’è da meravigliarsi. Abbiamo potuto verificare che – eccetto un discusso e discutibile “qui lo dico e qui lo nego” in QA – non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire…

    • C.r. ha detto:

      Adriana, grazie per la segnalazione. Solo due rilievi: 1) continuare a pensare che Ratzinger abbia, in modo determinante, contribuito col suo scritto a frenare la possibile deroga al celibato in esame presso il Papa è abbastanza un’ingenuità: qualsiasi addetto ai lavori ha pensato “senti da che pulpito viene la predica”; vero piuttosto che il Papa è stato attento ai numerosi messaggi arrivatigli in forma privata ed in questo è stato saggio, al di là di quali fossero le sue intenzioni iniziali; 2) se a parlare di approccio confusionario è il simpatico Valli (strano caso di martinista tradizionalista e pure opusdeista) occorre prendere atto che si tratta del giudizio di uno dei massimi esperti in materia.

      • stilumcuriale emerito ha detto:

        La nostra spada è la penna o, più modernamente, la tastiera. Il nostro elmo è la sintesi. Il nostro scudo è la fede.
        Avanti stilumcuriali!

      • Milli ha detto:

        Sig. C.R. probabilmente siamo in molti ad essere ingenui perché siamo convinti che Ratzinger in qualche ha veramente stoppato i progetti della chiesa più modernista, anche se per poco tempo.
        Altrimenti non si spiegherebbero tutto il polverone e le calunnie che sono seguite alla pubblicazione del libro.
        Senza dimenticare che a farne le spese è stata la vigna donata a Benedetto XVI nei giardini di Castel Gandolfo, che è stata sradicata proprio in quei giorni, senza nessun motivo. Un piccolo dettaglio, non così irrilevante.

    • stefano raimondo ha detto:

      Anch’io ho letto l’articolo. Direi abbastanza condivisibile. Secondo me agli esordi di questo pontificato c’è stato uno spostamento verso le (presunte) posizioni di Bergoglio, proprio per arrivismo: molto clero, pur non convinto, credendo di restare emarginato si è raccolto intorno al nuovo raggruppamento dominante. Poi evidentemente Bergoglio non se l’è sentita di affondare il colpo, e vista l’indecisione dello stesso Papa molti prelati sono ritornati all’ovile “conservatore”, è per questo che nell’articolo si dice che Bergoglio si è sentito solo, pensava cioè di avere più seguito. È solo un fatto di potere: gran parte del clero va dove tira il vento, noi elaboriamo le più strane teorie ma nella realtà tutto si può riassumere in una sola parola: la poltrona. NB – Ho scritto “presunte” posizioni perché, come giustamente è scritto nell’articolo, Bergoglio è un confusionario più che un rivoluzionario, non ha posizioni precise.

  • Pier Luigi Tossani ha detto:

    penso sia ragionevole la riflessione di De Mattei

    https://www.robertodemattei.it/2020/01/15/il-vero-pasticcio-e-la-coabitazione-dei-due-papi/

    “(…) Dalla vicenda emerge però un ben più grave pasticcio, che è quello della innaturale coabitazione in Vaticano dei due Papi, soprattutto quando uno di loro, Benedetto XVI, dopo aver rinunciato al pontificato conserva il nome, mantiene la veste bianca, impartisce la Benedizione Apostolica, che spetta solo al Sommo Pontefice e rompe ancora una volta il silenzio a cui si era votato dimettendosi. In una parola si considera Papa, sia pure “emerito”.

    Questa situazione è la conseguenza di un grave errore teologico del cardinale Ratzinger. Conservando il titolo di Papa emerito, come avviene per i vescovi, egli sembra ritenere che l’ascesa al Pontificato imprima sull’eletto un carattere indelebile analogo a quello sacerdotale. In realtà i gradi sacramentali del sacerdozio sono solo tre: diaconato, presbiterato ed episcopato. Il pontificato appartiene ad un’altra gerarchia della Chiesa, quella di giurisdizione, o di governo, di cui costituisce l’apice. Quando viene eletto, il Papa riceve l’ufficio della suprema giurisdizione, non un sacramento dal carattere indelebile. Il sacerdozio non si perde neanche con la morte, perché sussiste “in aternum”. Si può invece “perdere” il pontificato, non solo con la morte, ma anche in caso di volontaria rinuncia o di manifesta e notoria eresia. Se rinuncia ad essere pontefice, il Papa cessa di essere tale: non ha diritto a indossare la veste bianca né ad impartire la benedizione apostolica. Egli, dal punto di vista canonico, non è neanche più un cardinale, ma torna ad essere un semplice vescovo. A meno che la sua rinuncia non sia invalida: ma questo, nel caso di Benedetto XVI, dovrebbe essere provato. Di fatto il titolo di Papa oggi viene attribuito sia a Francesco che a Benedetto, ma certamente uno di essi è abusivo, perché uno solo può essere il Papa nella Chiesa.

    La storia della Chiesa ha conosciuto Papi e antipapi che si sono combattuti, ma ognuno di essi scomunicava l’altro e la chiarezza imponeva delle scelte, come avvenne nel Grande Scisma d’Occidente, in cui tutta la Cristianità si trovò scomunicata, dall’uno o dall’altro Papa e i fedeli furono costretta a prendere posizione Ciò che non è mai accaduto è che due Papi si riconoscano entrambi come legittimi e manifestino reciprocamente rispetto e riverenza, salvo combattersi dietro le quinte per interposta persona. Cercare di metterli pubblicamente uno contro l’altro, è un’impresa improba, smentita dai fatti e destinata al fallimento. Non c’è un Papa “buono”, e un “papa “cattivo”. Non ci sono due Papi. C’è solo una grande confusione, destinata ad aumentare.

    Che cosa accadrà infatti quando il processo di liquidazione del celibato ecclesiastico, avviato ufficialmente dal Sinodo sull’Amazzonia, sarà portato avanti dal “percorso sinodale” della Conferenza episcopale tedesca? Lascerà papa Francesco via libera ai vescovi tedeschi? E cosa dirà Benedetto XVI di fronte al “percorso” dei suoi confratelli tedeschi, che annunciano di voler dare «valore obbligatorio» alle loro decisioni in Germania? Da parte sua il cardinale Sarah confermerà la «filiale obbedienza a papa Francesco» che manifesta nel suo comunicato stampa del 14 gennaio o unirà la sua voce a quella dei cardinali che intendono resistere al processo di autodemolizione della Chiesa, seguendo l’insegnamento apostolico: «si deve obbedire più a Dio che agli uomini» (At 5, 29)? E’ l’ora della chiarezza, non della confusione”.

  • Alessandro ds ha detto:

    Io credo che forse si è travisato di molto il vero motivo dell’intervento a gamba tesa di Benedetto.
    Ovviamente solo Benedetto conosce il vero motivo per il quale è intervenuto solo adesso, dopp anni e anni di questioni ancora più gravi sorvolate….
    Però a noi che un mezzo cervello che ancora funziona e 2 neuroni funzionanti ancora li abbiamo, sembra tanto che il vero intervento di Benedetto non è dovuto ne dal fatto “che si sente Papa, ne dal fatto che gli sta cosi tanto a cuore il fatto che appena qualche Diacono sposato possa diventare sacerdote”.
    Sembra abbastanza evidente e ovvio che in verità è iniziato uno scontro diverso, che come terreno ha il Sinodo in Germania.
    Dopo se non si bloccano sul nascere alcune questioni si potrebbe finire molto male. Benedetto è intervenuto per nettere da subito un freno al Sinodo, non per 1000 diaconi.
    Ci bastera approfondire la storia fra gli scontri teologici fra Benedetto e Kasper, per capire cosa sta veramente succedendo in Germania e perché Benedetto è intervenuto solo adesso, inveve di intervenire prima su questioni mro più gravi.

  • P. Luis Eduardo Rodrìguez Rodríguez ha detto:

    “Qualcun altro oltre a me ritiene che si tratti di una definizione succinta di quanto Bergoglio sta facendo? ”

    Si caro Giuseppe. Anche io. Ed tanti altri, pur non avendo notorietà, nel mondo intero siamo in tanti. “Apostoli degl’ ultimi tempi” come ci definì nostra Regina e Madre Celeste, a La Salette.

    Grazie fratello per questo altro articolo. E grazie a Marco che lo pubblica anche se non è d’ accordo con alcuni ” toni” che invece li sento troppo educati, ed il caro Marco ancora da del ” regnante” all’ impostore APOSTATA. E sì, dobbiamo fare giudizi ogni giorno per scegliere tra il bene ed il male, ed i frutti dell’ albero marcio, putrefatto, che ne è berORGOGLIO FALSENberg ICEberg, confermano ogni giorno.

    Dal 2005 se una frase del più che regnante vero papa Benedetto XVI mi aiuta in continuazione, era ed è che “diventiamo Chiesa di minoranze”. Ed io qui che confronto ogni giorno da parroco, tra le favelas della periferia di Caracas, questa drammatica situazione, mi mantengo con la SPERANZA, sappendo che così Vuole nostro Divino Redentore in questo tempo prima la Purificazione che ci porterà al TRIONFO DEL CUORE IMMACOLATO.

    Oggi memoria del colosso BEATO ANGELICO, anniversario natalizio di Karol Wojtyla, papà del Beato Giovanni Paolo II, e due giorni prima, dopo domani 20.2.2020 il centenario del Dies Natalis della Beata (fasulla canonizzazione…di cui andò a Fatima per disprezzare e fare show con quello che non crede e mantengono li un vescovuccio che autorizza, anzi proclama, dare Comunione agl’ adulteri…quando i bimbi veggenti Adoravano con eroici sacrifici in riparazione già dal 1916, per gl’ oltraggi contro la Sacra Eucaristia…) Giacinta di Fatima.