SUPER EX. DENATALITÀ E CHIESA COCCODRILLO (PIANGE DOPO…)

15 Gennaio 2020 Pubblicato da --

Marco Tosatti

Cari Stilumcuriali, Super Ex è fatto così: scompare per settimane, e poi per due o tre giorni di seguito si fa vivo. Lo stimolo per l’articolo di oggi – che avrebbe dovuto uscire un paio di giorni fa, ma c’è stato lo tsunami Benedetto-Sarah – gliel’ha dato il foglietto della messa di domenica scorsa, dove si poteva leggere – lo trovate in calce – un componimento di Luciano Moia, l’esperto di Avvenire per quel che riguarda famiglie e dintorni. Super Ex leggendolo lì per lì ha gioito; ma poi…però devo aggiungere alle considerazioni di Super Ex che il Moia nei suoi lamenti sulla denatalità si è ben guardato dal menzionare aborto, pillola del giorno dopo, contraccezione e altri simpatici escamotage studiati, appunto, con scopo la denatalità…buona lettura.

 

 

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Ogni tanto il foglietto domenicale della messa ci dona qualche bella sorpresa. Ieri, domenica 12 gennaio, riportava in quarta pagina una riflessione sulla denatalita’. A firma Luciano Moia. Per chi non conoscesse l’autore trattasi di un collaboratore di Avvenire che in passato occupava le seste file, ed oggi invece gode di molta più autorevolezza del povero Tarquinio. Perché? Per il fatto che riesce a scrivere tonnellate di articoli a sostegno di Amoris laetitia, contro Humanae vitae ecc… Da buon pretoriano della neo religione bergogliana merita dunque, come Stefania Falasca, lo scatto di carriera. Leggendo l’articolo sono rimasto piacevolmente sorpreso, sembrava quasi una parafrasi di tante interessanti riflessioni di un Gotti Tedeschi o di altri, sulle conseguenze disastrose, per una civiltà, di una società che non vuole più bambini. Ma in cauda venenum: alla fine della giusta tirata, infatti, l’articolista concludeva sostenendo che la Chiesa, grazie a Bergoglio, è in prima linea contro la denatalità , “con il patto Educativo globale voluto da Francesco”. Ohibò, in prima linea!? Nessuno se ne era accorto. Non certo i pro life italiani o americani, umiliati da sei anni con parole e fatti. Neppure i governanti, ogni giorno invitati ad accogliere stranieri e quasi mai a favorire la famiglia. E neppure, guarda un po’, gli organizzatori del Congresso mondiale delle famiglie, che pur avendo messo a tema proprio la denatalita’, furono privati persino di quei saluti pubblici che fioccano invece, ad ogni iniziativa della “regina dell’inverno demografico italiano”, Emma Bonino. Intanto aspettiamo di vedere questo patto educativo globale: non ci stupirebbe che Bergoglio chiamasse ad illustrare il tema, accanto al citato Moia, qualche mandarino cinese responsabile della politica del figlio unico. Tanta è oggi la coerenza tra certe dichiarazioni vaticane, ed i fatti, e tale è l’amore bergogliano per la più imponente dittatura comunista del mondo.

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Una società senza figli è una società senza futuro

Tra meno di vent’anni, la diminuzione del numero di lavoratori atti\i e il conseguente aumento degli anziani renderanno impossibile sostenere il nostro sistema di welfare. Eppure l’allarme natalità non figura mai tra le priorità dell’agenda politica. Servirebbero misure familiari davvero efficaci, pensate per favorire le giovani coppie. Ma, allo stesso tempo, è indispensabile un’azione culturale univoca, tesa a dimostrare che il “far famiglia” non è solo bello e giusto, ma è un vantaggio per tutti. Eppure non si fa niente, o quasi. La denatalità non è un fenomeno casuale, che spunta all’improvviso. Deriva dalla disgregazione della famiglia. Dalla crisi del nostro modello di coppia. Dal crollo del numero dei matrimoni. Dalla costante impennata di separazioni e di divorzi dell’ultimo trentennio. Da un quadro socio-culturale che sembra congegnato in modo perfetto per rendere sempre più difficile la vita a quelle famiglie in cui l’amore si lega alla generatività, alla fedeltà, alla gioia dell’impegno reciproco a tempo indeterminato. Se non riusciamo a ristabilire questo paradigma non basteranno certo detrazioni e sgravi fiscali per voltare pagina. Certo, anche gli interventi economici sono necessari, ma, come dimostrano le esperienze di altri Paesi europei, non fanno la differenza. Per questo è indispensabile un grande progetto educativo su amore e sessualità — cioè sulle ragioni stesse della vita — da costruire con il contributo di tutti. La Chiesa, con il rilancio del patto educativo globale voluto da papa Francesco, è in prima linea. E però indispensabile che l’intera società, in modo trasversale, senza barriere etniche, culturali o religiose, si faccia carico di questa drammatica emergenza.

Luciano Moia

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Questo articolo è stato scritto da Marco Tosatti

7 commenti

  • Avatar mari ha detto:

    “Lo scandalo non sta nel non dire la verità, ma di non dirla manifestamente tutta intera, introducendo per distrazione una menzogna che la lascia intatta all’esterno, ma che le corrode, così come un cancro, il cuore e le viscere.”
    Bernanos

  • Avatar enricobordi ha detto:

    No caro Super Ex , la chiesa finge lacrime da coccodrillo , La vera responsabile del crollo natalità è proprio lei che dal Concilio Vat II non si sogna più di divfendere le leggi naturali della Creazione , anzi , si è persino dimenticata che c’è stata la Creazione . Come direbbe il Generale dei Gesuito P.Sosa , non c’era mica la telecamera del TG3 quando il Creatore ha creato maschio e femmina , e quando disse loro : andate e moltiplicatevi ! . Provi a pensare se non è vero che tutti i mali della nostra umanità sono dovuti a trasgressioni di leggi naturali , No, è vero, non tutte, alcune son dovute alle Eresie . Ma Padre Sosa , Kasper ,Bergoglio, sanno cosa è una eresia?

  • Avatar silvio L. ha detto:

    caro Super Ex, ho letto che lei cita il prof. Gotti Tedeschi. Costui , su questo tema natalità , ha scritto libri , una infinità di articoli , ha fatto conferenze ovunque, E ciò da almeno 30anni . L’ultima volta l’ho sentito circa un anno fa a Subiaco alla Università estiva e credo di aver capito la responsabilità della Chiesa sul problema natalità. Con il Vaticano II il mondo cattolico viene di fatto incoraggiato alla -paternità responsabile – . in pratica il figlio unico, al massimo due a coppia . Gotti Tedeschi insegna che due figli a coppia significa crescita ZERO, , equivalente alla sostituzione . In Italia, negli ultimo decennio almeno, son nati 1.3 figli a coppia ,! , Ora , spiega sempre Gotti, se la popolazione non cresce , o peggio, decresce , come può crescere il PIL ? Soclo crescendo i consumi individuali Ed ha perfettamente ragione .Bene , con l’avvento di questo Pontificato ,uno dei primi messaggi del Papa è stato :-non siate come conigli – . Boh ? Ma forse c’è di peggio dietro l’angolo ( foglietto de LaDomenica a parte ) . Chi sono i consulenti che frequentano la Pontificia Accademia delle scienze sociali presieduta dal Vescovo argentino Sanchez Sorondo ? Son i più famosi ambientalisti malthusiani (cioè anti crescita popolazione ) al mondo . Coloro che dicono di aver suggerito e collaborato a Laudato SI. Ciò detto caro Super Ex , il foglietto de LaDomenica può anche lamentare che non facciamo figli da almeno 30-40 anni , ma la vera responsabilità di chi è ? del mondo gnostico che vorrebbe estinguere ,come i catari, l’umanità ? Magari si, ma la Chiesa, autorità morale , cosa ha fatto ? cosa fa ? cosa farà per esempio ad Assisi a marzo nel convegno Economy of Francesco, dove son stati invitati a parlare detti malthusiano-ambientalisti consiglieri del Papa ?

  • Avatar MARI ha detto:

    Cattolica “classica” in una chiesa che non riconosco più, salvata dalla scoperta di cosa era veramente la Chiesa per quasi 2 millenni prima delle catastrofi ecclesial-liturgiche-dottrinali, tempo fa avevo postato quanto segue:

    “E’ da diversi anni che mi ero resa conto che la catechesi “moderna” non presentava più il sesto comandamento come “Non commettere atti impuri” (che per secoli i piccoli studenti di dottrina cattolica mandavano a memoria senza conoscerne le più recondite implicazioni) ma con il biblico “Non commettere adulterio”.

    La cosa mi disturbava, non capivo bene perché… c’era qualcosa che non mi tornava.

    Forse ora ho capito meglio questo comandamento, comandamento che sembra essere svanito dalla predicazione… e dalla vita dei cattolici.

    Ora ho capito che quei non ben specificati “atti” sono quelli che le creature umane devono mettere in atto quando, per il loro stato, sono chiamati alla generazione di altre creature umane, situazione che li rende (più di qualsiasi altra azione che possano compiere), collaboratori di Dio nella creazione di altro “beneficiari” di quell’immenso dono di Dio che è la Vita Eterna, dono costato a Nostro Signore sofferenze terribili e la sua morte.

    “…il Signore avrebbe potuto creare continuamente uomini e donne, come aveva fatto con Adamo ed Eva.
    Si è spogliato di questa prerogativa dando mandato all’uomo e alla donna di crescere e moltiplicarsi”( Padre Pio da Pietrelcina)

    Ci rendiamo ancora conto dell’immensa dignità di questi “atti”? Quando ci è concesso di viverli come “continuazione della creazione”, noi collaboriamo con la potenza creatrice di Dio!

    Ma noi, noi cattolici, queste ragioni di saper attuare “atti puri” non le conosciamo più… non sappiamo neppure più cosa sono gli atti impuri, che certo comprendono l’adulterio, ma che non possono limitarsi a esso, considerata la delicatezza e l’importanza della trasmissione della vita.

    Ci limitiamo allora al divieto di mettere le corna al legittimo coniuge…

    … come nei comandamenti del Vecchio Testamento (che tra l’altro ammetteva il divorzio: faccenda che nostro Signore provvide a chiarire con poche, irreformabili, parole che ripristinarono un ordine voluto fin da principio e che era stato disatteso “per la durezza dei … cuori” ma che l’avvento del Redendore rendeva nuovamente possibile a chi si apriva alla sua Grazia).”

    Credo che siano osservazioni pertinenti anche in questa occasione.

    E aggiungerei una cosa: fino agli anni ’60 nella mia parrocchietta le famiglie con diversi bambini non erano l’eccezione… poi passò un sacerdote (non dico di quale famiglia religiosa perché stimo tantissimo il suo fondatore) che cominciò a far passare questo “messaggio” ai fedeli che gli chiedevano un parere un parere quanto alla liceità di impedire le nascite: ” Ci sono situazione nelle quali vengono prima i doveri verso la famiglia che quelli verso Dio”.
    Questa almeno mi è stata riferita, con una punta di commiserazione, in quanto mamma di un numero di figli 5 volte maggiore della media italiana…

    La faccenda è ben più vecchia di questo pontificato (e anche dei precedenti) e la responsabilità dei sacerdoti sicuramente ha pesato molto.

  • Avatar Fabio ha detto:

    Caro Padre Maguire senza la Gaudium et Spes non sarebbe stato necessario scrivere la Humanae Vitae ormai in procinto di essere buttata al macero.
    Anche per questo bel frutto ringraziamo il concilio

  • Avatar P. Brian Paul MAGUIRE,c.p. ha detto:

    ESATTAMENTE! Purtroppo, la maggior parte dei cattolici di oggi non erano nati quando Paolo VI pubblicò “Humanae Vitae”. Nel 1970-72 io ebbe la fortuna di aver come Prof. di Theologia Morale alla “Propaganda Fidei” un Redemptorista, P. VISSER che ci raccontò la sua esperienza come membro della commissione di preparazione a questa enciclica. Lui apparteneva al gruppo di minoranza composto di 4 membri che si opponevano alla contracezione artificialem contro il gruppo della maggioranza composto di 8 persone che vi erano favorali. Paolo VI appoggiava il gruppo maggioritario. Il P. Visser ci raccontò che Gesù Cristo stesso gli sarebbe apparso minacciandogli con una condanna eterna se firmava il testo a favore della contracezione artificiale. Subito dopo, contro ogn aspettativa, e contro la propria opinione personale, Paolo VI firmò la versione della minoranza, pur alludendo a certe circostanze attenuanti.
    In Fide, p. Brian Paul Maguire,cp

    • Avatar roth ha detto:

      credo a quello che lei scrive . Qualcosa dek genere ,nn ricordo bene, mi fu raccontata da una testimone .
      Perchè però dice – purtroppo la maggior parte di cattolici di oggi non erano nati-? sa , forse i pochi cattolici di oggi, erano già nati ai tempi della HV . Mi permetta la battutaccia. Ma dopo il Vat II quanti cattolici sono nati, battezzzati e rimasti cattolic fino ad oggi ?