NOBILE. PERCHÉ IL PENSIERO UNICO ODIA I MASCHI, E I PADRI.

4 Dicembre 2019 Pubblicato da 59 Commenti --

Marco Tosatti

Cari Stilumcuriali, Agostino Nobile ci ha inviato una riflessione su un tema che certamente non trova abbastanza (quando lo trova…) spazio sui Mass Media principali, e che mette in luce uno dei tanti drammi che la figura maschile e paterna sta vivendo nella società occidentale. Le cifre in particolare sono impressionanti. Buona lettura.

§§§

Come eliminare le vocazioni di maternità e di paternità

Il pensiero antifamiglia del duo Marx-Engels è stato accolto e diffuso a livello planetario dalle Nazioni Unite. In un documento della Conferenza mondiale dell’ONU sulla donna, svoltasi nel 1995 a Pechino, troviamo scritto “L’obiettivo è l’uguaglianza statistica tra uomini e donne in tutte le attività e tutte le cariche. Il maggior ostacolo all’uguaglianza statistica è la maternità, la vocazione delle donne a curare prima di tutto i loro figli. La maggior spinta alla prospettiva di genere è la decostruzione della maternità come unica vocazione delle donne”.

Oltre ad aver condizionato la donna a ricorrere all’aborto, spacciandolo come un diritto civile, le forche caudine si sono abbattute sulla figura del padre. I media si ostinano a diffondere i terribili casi di femminicidi, ma, per ragioni onusiane, oscurano metodicamente le ingiustizie fatte ai papà.

Per non incorrere in fatwe delle sinistre, Lgbt, femministe, sardine e calamari, riporto numeri e statistiche che non dovrebbero creare contestazioni inconvenienti.

Nei divorzi e nelle separazioni oltre il 90% dei casi i figli vengono affidati alla madre. Il padre, dopo essere stato costretto a lasciare il tetto coniugale, deve pagare per il mantenimento dei figli e, nel caso, il mutuo della casa.

Se al genitore restano un po’ di soldi è costretto a pagare uno spazio col tetto per poterci vivere. Queste leggi, secondo il Rapporto della Caritas del 2014, hanno creato ottantamila papà divorziati e separati sulla soglia della povertà. L’avvocato Caterina Grillone, criminologa ed esperta in diritti dei minori e della famiglia, in una intervista del 9 dicembre 2015 di Luca Cirimbilla,  tra l’altro, afferma: «In caso di presenza di figli minori, la prassi diffusa della giustizia italiana è di affidarli alla madre. Nel dramma dei figli è l’uomo a giocare il ruolo del ripudiato, allontanato da casa, costretto a versare rendite spesso insostenibili a donne garantite da una legislazione farraginosa e vetusta.»

In realtà non è cosa solo italiana. Le leggi statunitensi, dove la massoneria impera, riducono i mariti divorziati a una vita da straccioni. Certo, i tycoon sono altra cosa, ma non si capisce perché i giudici considerino ragionevole che una donna si senta umiliata se è costretta a vivere, per esempio, con due o venti milioni al mese.

Nel Regno Unito, casa madre della massoneria, migliaia di uomini si convertono all’islam per non affrontare la giustizia britannica. Ai mariti va meglio con i tribunali, che crescono come funghi, della sharia. Come ho già scritto più volte, uno potrebbe sospettare che i nostri governi umilino il marito per aumentare le fila dell’islam in occidente.

Torniamo in Italia. L’avvocato Caterina Grillone, afferma: «È nata così una nuova classe emergente di poveri: i padri divorziati e separati. Costretti a dormire in macchina e sempre più spesso ospiti nelle mense cittadine gestite da istituti religiosi, non possono nemmeno contare su uno Stato, spesso assente. Tutto questo porta al peggioramento dello stato di salute dei separati, fino a sfociare in molti casi in depressione, insonnia e attacchi di panico e a volte anche nel suicidio. (…) L’uomo ovviamente perde tutto. La donna non perde niente, né i soldi, né i figli, né la casa, anzi: si gode tutto quello che aveva prima in esclusiva. (…) Quando questa andrà in pensione, l’assegno di mantenimento dovrà essere rivalutato per far fronte alle sue minori entrate. Anche i figli hanno il diritto al mantenimento dello stesso tenore di vita. L’unico che non ha alcun diritto è l’uomo che si accolla il 100% dei costi materiali della separazione. Sarà forse per questo che la quasi totalità delle separazioni sono chieste da donne?».

Al contrario dell’ideologia corrente, gli psicologi oggettivi sostengono che per una crescita equilibrata ogni bambino deve essere accompagnato da entrambi le figure genitoriali.

«Eppure» continua l’avvocato Caterina Grillone «il diritto di ogni bambino ad avere anche un padre non è mai preso in considerazione. Purtroppo la sete di vendetta di molte donne in caso di separazione è terrificante: moltissime cause di separazione cominciano con denunce di molestie sessuali nei confronti della moglie o, peggio, nei confronti dei figli, per potere annientare l’odiato “nemico uomo”. Ovviamente la donna viene presa dalla legge sempre come parte debole e quindi ha aprioristicamente maggiori diritti e maggiore credibilità giudiziale dell’uomo che è spesso impossibilitato a difendersi».

I “papà mostri” rappresentano la categoria sociale dei senzatetto che ogni anno aumentano in maniera esponenziale. In una intervista pubblicata il 28 Novembre 2018 dall’agenzia giornalistica AgenPress.it, il Segretario Nazionale di Codici, Ivano Giacomelli, rileva che «in Italia 200 padri separati e divorziati si sono tolti la vita nell’arco di un solo anno. Un numero impressionante, considerando che sono stati 1.000 in tutta Europa. Il nostro Paese, quindi, è particolarmente segnato da questo dramma. Basti pensare che i padri separati sono quattro milioni e tra questi ottocentomila hanno problemi economici a causa dell’abbandono della casa coniugale, che spesso innesca una crisi senza fine. Quella dei padri separati è una situazione che purtroppo è trattata in maniera marginale, è un mondo sommerso, un problema taciuto, una tragedia sociale sacrificata sull’altare del femminismo da salotto.»

Come vediamo, la situazione non è meno drammatica dei casi di femminicidi. Con una differenza. Se le donne sono uccise dalla follia, gli uomini si suicidano perché la legge li considera biologicamente colpevoli. Per questo in Italia è stata istituita l’Associazione Nessuno Tocchi Papà.

Purtroppo, coi tempi che corrono, il papà non ha la stessa visibilità di Caino.

Agostino Nobile

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59 commenti

  • Astore da Cerquapalmata ha detto:

    Non so se il Papa si sia reso conto, ma la venerazione alla Pachamama non solo ha condizionato il suo Pontificato (almeno finché non corregge quell’atto di pubblica idolatria) tanto da rendere poco efficaci anche i suoi interventi sicuramente ortodossi, come quello sul valore del Presepe, in quanto la Pachamama è come una nebbia che tende a dare a tutti i suoi atti un taglio di equivocità.
    Ma la Pachamama è una DEA MADRE, che è il cavallo di battaglia delle femministe IDEOLOGIZZATE (cioè non di quelle che rivendicano una cultura e dei diritti giusti, e perciò anche cristiani).
    La dea madre, infatti, viene strumentalizzata contro il Dio Padre, che sarebbe frutto del patriarcato, che è venuto a interrompere una specie di età dell’oro, quella del matriarcato.

  • Fran ha detto:

    Un papà che conosco bene si è trovato in questa situazione. Lui era un buon padre, buon marito, lavoratore, non beveva e non ha tradito, non voleva separarsi ma voleva cercare aiuto per salvare il matrimonio. La moglie invece ha deciso che era meglio la separazione perché l’amore era finito e si è tenuta tutto. Penso che in un matrimonio che non abbia problemi grossi il coniuge Che chiede la separazione deve farsi carico delle conseguenze. Se una donna vuole il divorzio perché l’amore è finito credo che sia lei a dover lasciare la casa a arrangiarsi economicamente.
    Ps. Sono una madre casalinga.

  • IMMATURO IRRESPONSABILE ha detto:

    La continenza prematrimoniale, maschile e femminile, non eliminerebbe, certo, le crisi matrimoniali, ma il fatto che oggi nemmeno sia pensabile, e che non sia piu’ prescritta dai presbiteri (se non come “ideale”, figuriamoci con quale efficacia…) e’ uno dei motivi principali della estrema fragilita’ del legame coniugale. I rapporti sessuali precoci rendono quasi impossibile, poi, considerare l’ intimita’ tra marito e moglie ordinata alla procreazione prima di tutto, ma anche impegnarsi nella fedelta’ senza riserve. Si legga a tal proposito il saggio ” Tre per Sposarsi”, di Fulton Sheen; soprattutto le pagine profonde e delicate sul termine biblico “conoscere”.
    Quanta amarezza da’ il pensare a che tesori di sapienza, i cattolici hanno buttato, per farsi accettare dal mondo!

  • Dorotea ha detto:

    Perdono per il “fuori tema” dott. Tosatti, ma vorrei segnalarle questa immagine di stamani… un “COSO IN PERIZOMA…” ???!!!! al quale però, il Papa, non disdegna di dare la sua benedizione con tanto di segno di croce…. 🙁
    https://cronicasdepapafrancisco.com/2019/12/04/bergoglio-non-benedice-le-persone-pero-benedice-cosa-e-non-lo-sappiamo/
    Glielo segnalo dopo aver seguito, infatti, i suoi “appunti” sul tema delle “non” benedizioni recenti….

  • Deus Caritas est ha detto:

    Agli uomini viene detto che essere virili è sbagliato. Alle donne, tramite mode indecenti, esempi di attrici famose, viene insegnato l’opposto della femminilità. Ai padri viene detto che essere padri è brutto e violento. Alle madri viene represso l’istinto materno (con l’aborto, ma non solo. È tutta la società moderna a insegnare che la maternità sia una limitazione della libertà -come disse infelicemente Macron riguardo alla le famiglie numerose-). Se questi signori potessero, in nome di una malintesa uguaglianza, farebbero portare in grembo il figlio a turno ai genitori. Accidenti a questi fatti, che nonostante noi la pensiamo diversamente, continuano ad esistere!

    • Pedro ha detto:

      La cosa più abominevole è constatare la mostruosa quantità di donne empie che infestano internet pretendendo di insegnare la dottrina o commentando l’attualità politica. Come se spettasse a loro di farlo. L’indecenza esteriore è forse il minore dei mali, pur essendo già esso di una gravità inaudita.

      • Milli ha detto:

        Nessuno la obbliga a guardare su internet le donnine empie. Ipocrita!

        • alessio ha detto:

          è evidente che se i gestori di forum e blog in cui si discute di sacre realtà ed attualità politica, non vietano l’accesso alle donne, per forza di cose questi spazi diventano dei ginecei in cui siamo costretti a sentirle chiocciare.

          • wp_7512482 ha detto:

            Eccoci qua! Abbiamo anche il commentatore mettimale….

          • alessio ha detto:

            Mi perdoni, dott. Tosatti, non volevo essere “mettimale”; piuttosto la signora/signorina di cui sopra, nel riferirsi al “guardare le donnine su internet” stava esercitando la funzione “mettimale”, traducendo con malevolenza il mio rilievo riguardante il “leggere ciò che le donne scrivono su internet”. Tipiche astuzie femminili che convincono vieppiù dell’opportunità di ricondurre le donne al ruolo loro assegnato dal Signore.

          • Milli ha detto:

            Sig .Alessio, ma come sta messo? Guardi che l’epoca dei Flinstones è finita da un pezzo.

          • stefano ha detto:

            Guardi che quella che lei chiama epoca dei Flinstones è finita a occhio e croce 50-60 anni fa. E’ negli ultimi decenni che le donne si sono messe in testa di non essere più donne e da quando hanno internet lo sono ancora meno, come si può constatare dalla superbia con cui lei si approccia agli altri utenti. Il risultato di questo è sotto gli occhi di tutti: famiglie allo sfascio, quindi società allo sfascio.
            Mi creda, la pretesa delle donne di pontificare online non è così tanto lontana dalla pretesa di fare le pretesse! C’è un filo rosso che unisce la sua ribellione al ruolo femminile a certe istanze ultramoderniste……..

        • Deus Caritas est ha detto:

          No, però può aiutare a rendersi conto che viviamo in un mondo alla rovescia. E non mi sto riferendo solo a quelle che chiamate “donne empie”, ma a tanti pensatori di questo periodo che se non sono empi allora sono infinitamente ingenui

  • alessio ha detto:

    ….le donne dovrebbero tornare ad occuparsi del focolare domestico, accettare la guida del marito e possibilmente andare in giro vestite in modo decoroso e coprirsi i capelli col foulard, come si faceva fino a pochi decenni fa. Quando le cose funzionavano!

    • Milli ha detto:

      E i mariti andavano a diverstirsi nei bordelli.

      • alessio ha detto:

        …ci vanno anche adesso, sebbene con modalità diverse e probabilmente molto più di un tempo. segno che questo genere di peccati non dipende dalla maggiore o minore devozione della donna al marito o al focolare domestico. peraltro è di tutta evidenza che più una donna è assente in casa, distratta da mille altre attività che illecitamente si autoassegna, più i mariti saranno spinti, loro malgrado, a cercare la femminilità altrove.

      • Patrizia ha detto:

        Milly sei una grande!

    • wisteria ha detto:

      Lei è per caso un infiltrato islamico? Per coprirsi i capelli una signora occidentale usi il cappello, come si è sempre usato nel ceto borghese.

      • stefano ha detto:

        Se è una nobildonna, va bene il cappello. Il lignaggio la autorizza.
        Popolane e borghesi, invece, dovrebbero mettersi il foulard, come si è sempre fatto.

  • Astore da Cerquapalmata ha detto:

    Che in passato, quando però non c’era il divorzio, era la donna a rimanere povera se abbandonata dal marito o se rimaneva una ragazza madre, e c’era una grave ingiustizia nei suoi confronti, non toglie il fatto che oggi l’ingiustizia la subiscono gli uomini.
    Anche perché ormai sono stati “addomesticati”: negli anni cinquanta se un uomo veniva ridotto a dormire in macchina, o era un buon cristiano e sopportava, o la strage era assicurata, tanto è vero che a tutt’oggi, quando ci si trova di fronte a un “mezzo matto”, ho potuto notare come i toni e le pretese di mogli e avvocati, si moderano.
    Ripeto: una volta era la donna che ANDAVA tutelata. E la Chiesa AVREBBE DOVUTO denunciare molto di più.
    Ma oggi, con la scusa di una giusta riforma (avviene sempre così), non solo si sta compiendo un’altra ingiustizia, questa volta ai danni dell’uomo, ma molto di più: si sta ateizzando la società. Anzi, si sta facendo in modo che alla società ripugni tutto ciò che sa di Cristo e della Chiesa, a cominciare da Dio PADRE!
    Che poi tanti uomini di oggi siano smidollati, non toglie il fatto che la paternità, così come la maternità, prima di poggiarsi sulle capacità umane, è un dono spirituale.
    Un dono che, prima di essere iscritto nel corpo e nella psiche, è dell’anima stessa.
    Per questo sminuire la figura paterna, come fanno anche tante donne, come lo sminuire la figura materna, danneggia enormemente i figli.

  • Maria Grazia ha detto:

    Mi scuso per inserire un argomento che non è in tema, ma mi sembra importante renderlo noto in quanto si riferisce al fatto del finanziamento del Vaticano a Lapo Elkann.
    https://www.liberoquotidiano.it/news/italia/13540279/papa-francesco-vaticano-soldi-lapo-elkann-fondo-centurion-.html

  • stilumcuriale emerito ha detto:

    Forza Tosatti!!!!!
    A furia di insistere forse anche Papa Francesco si sta convertendo. Almeno, così sembra, vista la catechesi che ha fatto questa mattina tutta da leggere.

    http://w2.vatican.va/content/francesco/it/audiences/2019/documents/papa-francesco_20191204_udienza-generale.html

  • Donna ha detto:

    Ogni separazione,ogni divorzio è un dramma, perché produce solo vinti,non c’è nessun vincitore e c’è sempre chi fra i vinti subisce maggiore danno e dolore.
    Se oltre alla perdita dell’amore vi è anche la perdita del rispetto tutto crolla, aprendo all’odio, alla sete di vendetta, di chi vuole “farla pagare”ad ogni costo.
    Purtroppo la legislazione molte volte manca di giustizia, è asettica,non si cura delle conseguenze, così avviene che molti padri si ritrovino nelle condizioni sopra descritte.
    Andrebbe sicuramente rivista a livello sociale tutta la faccenda,per una tutela che non crei ulteriori vittime.
    E pur non entrando in modo specifico su tale argomento dal punto di vista del credente, è però doveroso dire che tale piaga del divorzio è uno dei tanti frutti provenienti da quell’albero che ha scalzato Dio dalla propria esistenza ,dalla famiglia, dall’uomo stesso.

    • wisteria ha detto:

      Questo è in effetti il punto: condividere l’ideale cristiano di matrimonio è requisito cruciale per un matrimonio. Il dottor Nobile peraltro non ci ha oarlato di ciò: ci ha descritto vite spezzate, nello specifico di ex mariti, in seguito a un fallimento matrimoniale.
      Mi permetto di insistere sulla necessità di sposarsi in base ad “affinità elettive ” in materia di fede e di educazione.
      Anche la difficoltà di riconoscersi nella figura paterna, di pater familias, è amio parere prova del fallimento educativo. Lo stesso dicasi per le analoghe difficoltà delle donne di riconoscersi nella femminilità.

  • wisteria ha detto:

    Quando si parla di uomini e donne, tot capita tot sententiae. Anzi a volte le opinioni sono in numero maggiore delle teste, perch9 molti non hanno una testa capace di pensiero autonomo.
    Certo, quando si commenta un femminicidio, non si indaga mai su quanto la vittima fosse stata fastidiosa e irritante, mentre se una donna uccide il marito solitamente questi risulta un tipaccio.
    Ma anche nel caso che le donne maltrattate, abbandonate, ecc. siano in genere persone corrette, che cosa possiamo concludere?
    Personalmente ho notato che si tende a sbagliare alla grande nella scelta del partner, e questo è grave e anche pericoloso. Il divorzio è certamente una esperienza dolorosa, ma dei due coniugi quello che più soffre e viene danneggiato nel patrimonio, uomo o donna che sia, è fequenntemente il più onesto, il più sensibile, quello che credeva nel matrimonio come Sacramento.
    Bisogna sposarsi cum grano salis.

  • Maria Grazia ha detto:

    Non sono d’accordo nel porre un antagonismo donna contro uomo e viceversa. Una separazione coniugale è sempre un dramma,sia per l’uomo che per la donna, che causa frustrazioni e smarrimento in entrambi coinvolgendo anche i figli. Il compito di provvedere all’ex famiglia viene valutato, in base alle leggi vigenti, a chi ha entrate finanziarie più solide e ciò indipendentemente dal sesso di appartenenza. Per esempio dovesse succedere che una giovane copia non ha ancora figli, la casa appartiene al marito e la moglie non lavora, se non ci fossero altri problemi particolari, la donna deve lasciare la casa al marito e andare a cercarsi un lavoro senza pretese di mantenimento.
    Secondo me, nella descrizione del Dott. Nobile, non è stato focalizzato il cuore del problema e cioè che se il matrimonio è stato consacrato con un Sacramento, se la fede, come l’amore tra i coniugi, è profondo e radicato in Dio, se il Vangelo è la linfa vitale della loro unione tutto ciò che è stato descritto difficilmente trova concretizzazione.

  • stilumcuriale emerito ha detto:

    Preg.mi Tosatti e Nobile,
    voi avete fornito dati raccapriccianti su una realtà quasi totalmente ignorata e sulla quale sarebbe opportuno riflettere con la testa e non con la patata o sulla spinta di interessi di parte. Ma parecchi dei commentatori, almeno fino a questo momento, invece di discutere sui dati danno addosso a voi solo per il fatto che li avete forniti. Così si manda il mondo a catafascio.

  • Milly ha detto:

    Perfettamente d’accordo con Agostino Nobile. Il problema dei padri separati esiste e non credo sia cosa buona farlo passare in silenzio in nome di un arroccamento di super tutela nei confronti delle donne.
    Anche le donne uccidono gli uomini ma nessuno ne parla mai soprattutto in termini statistici. Basta leggersi i resoconti di fine anno della magistratura.
    Quando finiranno le visioni parcellizate della realtà che ci circonda saremo avanti nella comprensione di noi stessi e degli altri.

    • Milli ha detto:

      Se lei sig.ra Milly (con la Y) ha letto i resoconti della magistratura informi anche noi, la prego.
      Qualche giorno fa una” signora ” ha ucciso il marito, ma quante donne sono state uccise in proporzione?
      Non è facendo la guerra tra uomini e donne che se ne esce!
      Bisogna unirsi, non dividersi.

      • Milly ha detto:

        Gentile sig.ra Milli (con la i) mi permetta l’ironia vista la sua precedente.
        Può trovare tutte le informazioni che vuole in quel mare magnum che è il Web.
        Per agevolare la sua conoscenza, le inoltro un articolo di stampa del febbraio 2019, che riporta osservazioni precise e dati statistici a riguardo:
        Violenza sugli uomini: ecco cosa si nasconde tra le pareti di casa
        https://www.osservatoriodiritti.it/2019/02/20/violenza-sugli uomini/

  • dal libro dei Proverbi ha detto:

    Ultimo capitolo – dal versetto 10 alla fine.
    Chi troverà una donna forte e virtuosa ? Il suo valore è di gran lunga superiore alle perle.
    Il cuore di suo marito confida in lei e avrà sempre dei guadagni.
    Lei gli fa del bene e non del male tutti i giorni della sua vita.
    Si procura lana e lino e lavora con piacere con le proprie mani.
    Lei è simile alle navi dei mercanti, fa venire il suo cibo da lontano.
    Si alza quando è ancora buio per distribuire il cibo alla sua famiglia e dare ordini alle sue domestiche.
    Guarda un campo e l’acquista, col frutto delle sue mani pianta una vigna.
    Si cinge di forza i lombi e irrobustisce le sue braccia.
    Si rende conto che il suo commercio va bene e la sua lampada di notte non si spegne.
    Stende la sua mano alla conocchia e le sue palme impugnano il fuso.
    Tende la sua mano al povero e porge le sue mani al bisognoso.
    Non teme la neve per la sua famiglia perché tutti quelli di casa hanno doppia veste.
    Si fa delle coperte di arazzo e le sue vesti sono di lino finissimo e di porpora.
    Suo marito è stimato alle porte della città quando siede tra i notabili del paese.
    Confeziona vesti di lino e le vende , e rifornisce il mercante di cinture.
    Di forza e decoro è adorna, sorride pensando all’avvenire.
    Apre la sua bocca con sapienza e sulla sua lingua c’è la legge della bontà.
    Ella sorveglia l’andamento della sua casa e non mangia il pane di pigrizia.
    I suoi figli si levano e la proclamano beata, anche suo marito ne fa l’elogio dicendo :
    “Molte figlie hanno compiuto cose grandi, ma tu le sorpassi tutte quante”.
    La grazia è fallace e la bellezza è vana , ma la donna che teme l’Eterno quella sarà lodata.
    Celebratela per il frutto delle sue mani e la lodino le sue opere alle porte della città.

    • sapienza ha detto:

      Già.
      Chi ha trovato una moglie ha trovato una fortuna,
      ha ottenuto il favore del Signore.
      Proverbi 18,22)

    • sapienza ha detto:

      Come sei bella, amica mia, come sei bella!
      I tuoi occhi sono colombe.

      Come sei bello, mio diletto, quanto grazioso!
      Anche il nostro letto è verdeggiante.

      Cantico dei cantici 1,15-16

      Anche questa è Parola di Dio.

  • Adriana ha detto:

    Il sedicente Pasciuto e sedicente ” comunista “, probabilmente , tiene nascosto nel suo armadietto interiore un quadretto di famiglia libera e serena dipinta dal ” talentuoso” Jagoda . Fede che pratichi , famiglie che trovi…
    Il legame tra un certo femminismo e l’adesione al LGBTecc…. mi pare ben analizzato da un articolo di Roberto Pecchioli :
    ” L’eterosessualità è pericolosa “. Lo trovate nel blog di Blondet .
    ” Est modus in rebus…” , però se una società è composta da uomini con una bassissima porzione di comportamento maschile e da donne con una bassissima porzione di comportamento femminile , quella società è facilissima da dominare , – come ben sapeva il padre della Cina moderna Mao Tze Tung .-

  • Borghese pasciuto ha detto:

    Bene, sono contento per gli interventi sensati ed equilibrati (quelli sì!) delle sigg.re Milli e Patrizia. Esattamente quello che avevo invocato nel mio precedente commento.

  • emma ha detto:

    Siamo consci che il problema esiste ,ma perchè Nobile non da anche statistiche sui motivi e responsabilità dei divorzi ed affidamento figli ? Nobile sbaglia a mostrare la donna , genericamente, profittratrice e beneficiaria del divorzio . Restare sole , senza marito , con i figli , prescindendo dall’aspetto economico, cosa è per Nobile ,una vittoria femminista ? Una donna che si è dedicata solo alla famiglia e non ha mai lavorato , che fa se il maritino la lascia o peggio ?

  • Elia ha detto:

    L’articolo è bellissimo. Perché tanta avversità alla figura paterna? Perché oggi l’umanità è avversa a Dio PADRE.

    • ester ha detto:

      esistono però anche uomini che pur avendo una buona moglie, quando capita qualche prova, superiore a quelle che loro pensano essere le loro forze ( per esempio un figlio handiccapato) si danno alla fuga.

    • Milli ha detto:

      Non solo la mentalità odierna odia gli uomini, ma pure le donne e i bambini. Odia anche gli anziani e i malati, che vuole sopprimere anzitempo.
      Questa è la mentalità di satana, trasmessa dai massoni satanisti, che odia l’umanità intera e vuole la sua distruzione, partendo dalle famiglie.
      Ci vogliono far diventare come bestie intente solamente a rincorrere i loro più bassi istinti, mentre vengono spremute e dominate dal potere.

      • Elia ha detto:

        Cara Ester, non discuto quello che hai scritto perché dici una verità. Ma la tua verità è solo una parte della verità. L’autore dell’articolo ha raccontato un’altra parte della verità (secondo il mio modestissimo parere ha centrato il cuore del problema), che solo una persona non onesta intellettualmente può contestare (evidentemente non è il tuo caso). Quando scrivo “[…] Perché tanta avversità alla figura paterna? Perché oggi l’umanità è avversa a Dio PADRE” intendo dire che l’uomo (maschio e femmina) decidendo di girare le spalle a Dio creatore avversandolo e combattendolo addirittura, non fa altro che rifiutare il suo disegno. Il disegno di Dio è sicuramente ordinato e funzionale ad una vita pienamente realizzata e, soprattutto, funzionale alla salvezza eterna delle anime. Se, come è evidente, la figura paterna viene attaccata, vengono attaccati anche la figura della maternità così come l’ha voluta il Creatore. In ultima analisi, viene messo in discussione tutto il progetto di Dio “semplicemente ” partendo dalla paternità.

  • Faramir ha detto:

    Con il passare degli anni mi rendo conto di aver avuto tante, gratuite e consolanti fortune: una bella famiglia cristiana, una scuola seria, una condizione economica modesta, ma soprattutto la grazia di aver maturato una fede religiosa che mi trasmette gioia, stupore, serenità, libertà, speranza. Penso, con sgomento, che avrei potuto nascere in una una famiglia di laicisti sfegatati, gaiamente vocianti in piazza per aborto, eutanasia, omofobia, ambientalismo; avrei potuto essere una saccente e triste sardina che odia pensando di amare e si chiude in un orizzonte culturale e spirituale di miseria, disperazione e morte. Non disprezzo queste persone, mi rincrescono e molto, e mi auguro che possano anche loro trovare la gioia e la libertà , che solo Verità, la Via e la Vita possono darci.

  • Patrizia ha detto:

    Fare delle categorie è sempre rischioso. I poveri papà che per salvarsi scelgono la sharia e dormono in macchina oppure si suicidano non è un ritratto realistico della situazuone, come pure sottendere il fatto che le morti di donne per mano di uomini siano il risultato di un’ esasperazione che sfocia nell’ omicidio premeditato è un poco banalizzante rispetto la gravità del fenomeno. Realistico che ci sia uno sbilanciamento,A VOLTE,che culturalmente favorisce la figura femminile ma il problema non si risolve puntando il dito su la categoria delle comode cattivone che si portano via tutto ,: casa e soldi, con la complicità di giudici e avvocati. Donne che odiano gli uomini? Già letto.

    • Zuzzerellone ha detto:

      Non sono cattivone, sono criminali. Purtroppo non conoscono la dottrina biblica e cristiana su come debba essere costituita una famiglia. Purtroppo credono che il sesso prematrimoniale sia cosa buona, o meglio esperienza di libertà e vedono il matrimonio come sesso legalizzato, non come un sacramento che dona agli sposi la grazia particolare di mandare avanti la famiglia. Così il figlio diventa un idolo e nello stesso tempo un’ arma contro il malcapitato marito.

      • Milli ha detto:

        Invece gli uomini ambiscono ad arrivare vergini al matrimonio? Ahahah

        • Zuzzerellone ha detto:

          L’eliminazione della sacralità del matrimonio è comune a una gran parte della società. La nuova fede ha i suoi maestri. Mi sovviene un libro di Augias in cui veniva riscritta in modo orrendo la passione di Cristo.

          • Paola ha detto:

            Le ricordo che all’inferno ci si va con le proprie gambe: troppo facile scaricare le responsabilità sui “nuovi maestri”.
            Il Vangelo è a portata di tutti e la millenaria dottrina della Chiesa pure … uno per tutti il catechismo della Chiesa Cattolica!
            Attenzione al giudizio: penso che prima di guardare gli altri bisognerebbe con buona autocritica e umiltà guardare se stessi (uomini o donne che si voglia).
            A questo punto … “chi è senza peccati scagli la prima pietra”.
            Ma lei pensa davvero di rappresentare la realtà racchiudendola in un banale “Non sono cattivone, sono criminali” e “Così il figlio diventa un idolo e nello stesso tempo un’ arma contro il malcapitato marito.” ? E pensa di risolve il tutto con “Purtroppo non conoscono la dottrina biblica e cristiana su come debba essere costituita una famiglia” ? Preghiera, preghiera, preghiera …penitenza e digiuno sicuramente attireranno la Grazia dell’Intelletto e della Scienza (doni del nostro Signore) per donarci il Lume su come vivere in santità e discernimento questi giorni bui che ci coinvolgono tutti!

  • Milli ha detto:

    Non trovo questo articolo ben scritto. Mi sembra parecchio tendenzioso, volto solamente a mostrare l’uomo vittima e la donna arpia.
    Non ha considerato che quando una famiglia si sfascia è un fallimento per tutti , le donne non si divertono a crescere da sole i figli, mentre l’uomo potrebbe essere già con un’altra , senza pagare, in molti casi, nessun alimento ai figli.
    Già, perché non si è minimamente a analizzato ie cause dei divorzi, che sono nella maggior parte dei casi imputabili all’infedeltà(sia maschile che femminile, abbiamo raggiunto la parità in questo campo, evviva😕).
    Non ha accennato all’affido condiviso e alle nuove leggi che riducono il mantenimento alle mogli.
    Io sinceramente penso che ci siano pessime (ex) mogli ma anche pessimi (ex) mariti.
    Dovremmo abbandonare questa mentalità “donne vs uomini”, ma lottare PER la famiglia unita, per la dignità di donne , uomini e bambini. Dobbiamo combattere contro la mentalità edonistica che vuole tutto e subito senza considerare le conseguenze, contro il degrado morale e il libertinismo, crescere figli e figlie meno capricciosi e più responsabili, abituarli al piacere di una vita sobria e meno egoista, per essere un giorno adulti migliori.

  • Borghese pasciuto ha detto:

    Ma sì, una boccata di sano maschilismo e di pessima retorica reazionaria dell’ineffabile tuttologo Nobile per cominciare bene la giornata.
    Chissà se qualche signora che frequenta questo blog, in un sussulto di orgoglio (non necessariamente femminista, basterebbe un po’ di amor proprio), di fronte a tali corbellerie, troverà il coraggio di contestare non solo l’autore, ma anche il blogger che ne pubblica gli imperdibili interventi!

    • wp_7512482 ha detto:

      “Chissà se qualche signora che frequenta questo blog, in un sussulto di orgoglio (non necessariamente femminista, basterebbe un po’ di amor proprio), di fronte a tali corbellerie, troverà il coraggio di contestare non solo l’autore, ma anche il blogger che ne pubblica gli imperdibili interventi!”…la vocazione censoria è nel DNA di una certa parte ideologica, filosofica e politica. Si riconoscono sempre, e come sempre quel loro vizietto ha portato e porterà a drammi e tragedie per gli esseri umani. La vera, stolida, Inquisizione sono loro. Complimenti Borghese Pasciuto!

      • Paolo Giuseppe ha detto:

        Come si permette, caro Direttore di questo blog, di criticare “Borghese Pasciuto”? Questo signore è un illuminato, fa parte di quel gruppo scelto di intelletti che guida tutti noi. Anzi, non so neppure se hanno un corpo perchè in loro tutto si è sublimato nel pensiero che traccia la via che noi dobbiamo seguire.

        • Faramir ha detto:

          In effetti, questa parte “intelligente, nobile, democratica, illuminata” della società riesce quasi sempre (sempre ) a zittire nei dibattiti pubblici chi la pensa come il sottoscritto e il sig. Paolo Giuseppe, cui va la mia stima. Naturalmente in nome della libertà e della democrazia… ci mancherebbe! Ci vorrebbero anche nel nostro campo… tanti Sgarbi, naturalmente solo con la maiuscola.

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