HOLODOMOR. GENOCIDIO COMUNISTA IN UCRAINA. NON DIMENTICARE.

28 Novembre 2019 Pubblicato da 12 Commenti --

 

Marco Tosatti

Carissimi Stilumcuriali, sia pure in ritardo vogliamo essere presenti al ricordo di uno dei genocidi del secolo dei genocidi, e cioè lo sterminio per fame degli ucraini messo in atto per volontà di Stalin dal regime comunista. Per ragioni di politicamente corretto questo dramma è stato per decenni passato sotto silenzio, anche in occidente, e anche in Italia, dove la cultura egemone di sinistra ovviamente non era particolarmente favorevole a risvegliarne la memoria. Una collega, Rosi Fontana, è particolarmente impegnata su questo fronte, e ci ha inviato un comunicato e una serie di immagini che ci sembra opportuno condividere con voi.

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Sabato 23 novembre 2019

86° Commemorazione dell’Holodomor

HOLODOMOR Ukraine genocide 1932-1933

NEVER FORGET

Tutti gli anni, il quarto sabato del mese di Novembre, quest’anno sabato 23 novembre, in Ucraina e nel mondo si commemora l’Holodomor, il genocidio degli ucraini perpetrato a danno dell’intera popolazione negli anni 1932-1933. Questa tragedia, una carestia artificiale provocata dal regime sovietico di Stalin, Holodomor significa “morte per fame”, è la pagina più triste della storia d’Ucraina e uno dei crimini su più vasta scala commessi in Europa e nel mondo intero nel ‘900.

Grazie al riscontro ottenuto dalle iniziative promosse negli ultimi anni dall’Ambasciata d’Ucraina in Italia, per sensibilizzare il pubblico italiano su questo tragico episodio che vide circa dieci milioni di morti, lo scrittore e artista italiano Sabatino Scia presenta quest’anno un progetto speciale interamente dedicato all’Holodomor, curato da Rosi Fontana e con una speciale introduzione dell’Ambasciatore d’Ucraina in Italia, S.E. Yevhen Perelygin.

Sabatino Scia è uno scrittore e artista italiano, unico al mondo, che ha dedicato gli ultimi anni del suo lavoro di ricerca all’Holodomor. Non solo, tutte le sue opere sul tema del genocidio ucraino saranno donate dallo scrittore al Museo Memoriale dell’Holodomor di Kyiv.

Dimenticato, ma anche deliberatamente nascosto e negato, il genocidio ucraino, fu portato a termine per ordine del “generalissimo” senza suscitare, se non in minima parte, lo sdegno della comunità internazionale. La morte per fame, una delle morti più atroci, in talune aree raggiunse un numero di decessi inimmaginabili. Intere città e aree rurali furono letteralmente azzerate.

Secondo Raphael Lemkin, il giurista ebreo polacco che creò il termine “genocidio”, l’Ucraina dell’epoca è un “classico esempio” di questo concetto: “fu un caso di genocidio, di distruzione non solo di individui, ma di una cultura e di una nazione”.

Finchè l’URSS è esistita non è stato possibile scrivere la storia del genocidio degli ucraini, il governo di Mosca ha posto in essere ogni attività per negare e cancellare lo sterminio, alterando documenti e distruggendo gli archivi.

Dal 1991 l’Ucraina è una nazione indipendente, una democrazia molto giovane. Così solo negli ultimi decenni si è potuto realmente dare seguito alle ricerche storiche e alla raccolta delle testimonianze dirette sul dramma vissuto dalla popolazione.

Per questa ragione la letteratura esistente sull’Holodomor è poca e frammentata. Ancora meno, se non quasi inesistenti, sono le espressioni di carattere non documentali o letterarie. L’arte, la cinematografia, lo spettacolo, ovvero tutte quelle espressioni creative e dell’intelletto e della umana sensibilità non hanno ancora espresso a pieno il dramma dell’Holodomor. Il genocidio annientò pure il movimento nazionale ucraino che riemerse soltanto nel 1991 con l’indipendenza.

L’Holodomor fu l’esecuzione di un disegno politico agghiacciante: la requisizione di tutto il grano prodotto e di tutti i generi alimentari, compresi gli animali. Nulla fu lasciato affinché le persone potessero nutrirsi. Uomini, donne, bambini, anziani, intere famiglie, furono gettati senza pietà alcuna nel baratro dell’inedia.

Così le testimonianze raccontano dei cadaveri per strada, che nessuno aveva la forza di seppellire; delle sepolture che dovevano essere sorvegliate per evitare episodi di cannibalismo; dei bambini gonfi e scheletrici per la denutrizione; delle famiglie costrette all’esilio e che vivevano di erba e ghiande; della requisizione di ogni bene; di case, coltivazioni e animali bruciati; di lunghe file di affamati per le strade; di scene disumane per le strade di Charkiv, dove si confondevano i vivi e i morti e crescevano continuamente fosse comuni; della deportazione nei gulag di chiunque tentasse di testimoniare lo sterminio in corso.

Tutto questo è poco documentato, le immagini, fra le poche salvate dalla distruzione non hanno bisogno di didascalie, colpiscono il cuore e la mente di chi le guarda.

Il progetto di Sabatino Scia, un vero e proprio libro per immagini, sta traducendo se tela alcuni episodi dell’Holodomor, un racconto che si dipana attraverso quegli episodi che i superstiti, gli storici e i documenti riferiscono.

Pur essendo attraversate da colori brillanti e vivaci, e spesso da figure e simboli dell’immaginario, le opere che compongono il progetto di Sabatino Scia “Holodomor. Ukraine genocide 1932-1933. Never Forget” raccontano con estrema incisività l’angoscia, il dolore e la morte vissuti dal popolo ucraino.

Sabatino Scia sceglie per le sue opere un linguaggio figurativo semplice, quasi naif. Sulla tela trovano posto colori simbolici: il rosso del sacrificio, del sangue, del tormento; il verde a rappresentare una terra ricca e prosperosa, conosciuta come il granaio d’Europa ma che, a causa della follia di Stalin, affama i suoi figli; l’oro dei campi di grano che si contrappone alla desolazione della terra che ora è spoglia, nera, bruciata; il marrone contrapposto ai rossi del fuoco e delle fiamme che trasformano gli alberi in nudi spettri; e poi quei viola, fucsia, azzurri, blu, rosa, che generano un’immagine inusuale, perfino straniante, ma che racconta il dramma attraverso una visione cromatica violenta, irreale. Questo acceso cromatismo che Sabatino Scia regala all’osservatore vuole sottolineare quelle infinite e crude stratificazioni del dramma nascosto, ed è un omaggio a tutte le vittime dell’Holodomor.

Attraverso le forme, le figure e i simboli, Sabatino Scia imprime sulla tela un linguaggio esplicativo impattante e simbolico: corpi scheletrici, volti trasformati in maschere di morte, bocche aperte alla disperazione e alla fame che ricordano “L’urlo” di Edward Munch e riconducono al vissuto delle vittime dell’Holodomor, alienate dalla privazione. E poi mucche rosse con la palla al piede, ostaggio di una folle politica; mucche e animali verdi divenuti spettri di una terra simbolo di ricchezza e prosperità obbligata alla miseria; serpenti rossi come demoni, e come demoni senza alcuna pietà e simboli stessi del tradimento.

L’artista introduce, inoltre, nei suoi dipinti, immagini elaborate quali il Cristo verde, simbolo delle campagne violate e ai cui piedi della croce gemono i contadini affamati, propone anche una nuova visione della bambina con le spighe di grano simbolo del Museo Memorial dell’Holodomor di Kyiv, che Sabatino Scia immagina nell’angoscia della fame e circondata dal demone di Stalin.

Lo scrittore in questo progetto dedicato all’Holodomor “scrive” opere che sono capitoli di questa storia che si aprono per immagini.

Oggi è il tempo di conoscere, il tempo di guardare, soprattutto è il tempo per non dimenticare. “Never forget” recita il titolo del progetto di Sabatino Scia, una pagina di storia scritta con pennelli e colori, vivida come una ferita ancora aperta. Così come è l’Holodomor per il popolo ucraino.

“Mi auguro che negli anni a venire molti altri scrittori e artisti raccontino l’Holodomor. Aggiungere al lavoro degli storici e dei saggisti le visioni e le emozioni che un artista può ricreare su un tema così delicato e sensibile contribuirebbe a rendere giustizia ai dieci milioni di innocenti che soffrirono e morirono per la volontà di un folle. Non soltanto gli ucraini debbono ricordare e premere affinché pagine di storia come queste non si ripetano mai più, ma ogni essere umano, in qualsiasi parte del mondo deve conoscere questa storia. Tutti noi dobbiamo essere consapevoli del fatto che questo è stato un genocidio, per questa ragione non dobbiamo mai dimenticare ciò che è accaduto. Questo dichiara Sabatino Scia.

Sono sedici le nuove opere portate a termine da Sabatino Scia per la donazione all’Ucraina e, come già specificato, quella di Sabatino Scia è una pittura di denuncia come si può capire dai titoli stessi delle opere: Genocidio nascosto; La morte e la natura; Bosco bruciato. Bosco violentato. Uomini violentati; Kulaki. I treni della morte. Siberia. Molotov, Stalin, Kaganovic; Il Cristo Verde. Il Cristo delle Campagne Violate. Il Cristo dei Contadini affamati; Dictator Yoseph Stalin genocida; che racconta come, incredibilmente, anche a Napoli, la città di nascita di Sabatino Scia, le persone piangevano per strada per la morte del tiranno sovietico; Le mucche rosse; Villaggio accerchiato dai serpenti rossi; Bosco bruciato. Disperazione. Supplizio. Ignobile fine dei fratelli Kulaki; Morire di Fame e senza Dio; Davvero i Kolchoz era cosi!; E un giorno tutto-tutto improvvisamente divenne Rosso; Albero di natale comunista; Il falco dittatore; Il rosso della dittatura divorò i sacri colori della libertà; L’albero della speranza.

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12 commenti

  • Alessandro Fugaroli ha detto:

    La verità è libertà. La verità deve essere sempre cercata.

  • Alessandro Fugaroli ha detto:

    La verità è libertà.

  • Gene ha detto:

    Non solo quelli che ha elencato I LOVE ANGUERA, ma matterei anche Bergoglio così affascinato dalla Teologia della Liiberazione filo comunista.
    Ma dubito che il codazzo dei suoi informatori lo illuminino…tempo perso.

    • Anonimo verace ha detto:

      Vede Gene, tra di loro i nostri marxisti si vogliono bene. Per dimostrare quanto siano buoni (sempre tra loro, ovviamente) hanno anche , di recente, cioè negli ultimi mesi, pubblicato un libro in cui si racconta come, al termine della seconda guerra mondiale, molti piccoli del nostro sud fossero inviati al nord, per sottrarli alla fame.
      Qui sul blog è stato scritto che il padre di Bergoglio dovette rifugiarsi in Argentina perché licenziato dalle Ferrovie dello Stato in quanto comunista. Ora la madre di Bergoglio si chiama Sivori. Il Partito Comunista Italiano fu fondato a Genova in un teatro cinematografo che si chiamava Sala Sivori, nel 1921. La madre del pontefice apparterrà a quella famiglia proprietaria di quella sala ?

  • Per cercare di capire ha detto:

    Per capire come in Ucraina si sia potuti arrivare ad una situazione del genere, forse può aiutare una citazione di Solgenitsyn, che potete trovare anche qua:

    http://storiadiscandale.blogspot.com/2019/08/aleksandr-isaevic-solzhenitsyn-la.html?m=1

  • amanuense ha detto:

    pag. 179
    La carestia, ho già detto, non esiste ufficialmente e pertanto le torme di donne, di bimbi, di uomini, che cercano di che sostentarsi, sono ridotte a frugare tra i rifiuti più indescrivibili quanto possa loro ricordare il cibo. Paglia, corteccia d’albero, foglie, sterco persino vengono adoperati senza che nessuno possa sperare nel soccorso e neppure nel compianto dei suoi simili e dello Stato. Gli affamati, infatti non vengono considerati vittime di una tragedia, ma vittime della loro stessa colpa in quanto nemici della nuova costruzione socialistica.

    La frase riportata fa parte di un dispaccio dal titolo
    Quadro generale della carestia nell’URSS.
    Dispaccio inviato dall’Ambasciata d’Italia a Mosca, alle competenti autorità qui in Italia il 20 giugno 1933.
    la raccolta di tutti questi dispacci diplomatici, raccolti negli archivi da Andrea Graziosi costituisce un libro dal titolo

    LETTERE DA KARKOV
    LA CARESTIA IN UCRAINA E NEL CAUCASO DEL NORD
    NEI RAPPORTI DEI DIPLOMATICI ITALIANI 1932-1933
    edito da EINAUDI nel 1991.

  • Gianbattista ha detto:

    Attenzione a non soffiare sulle braci di una tragedia non ancora sopita con lo scopo dindividere ulteriormente la nazione Ucraina , non è bastato Maidan , non è basta la guerra civile ancora in corso ?

  • Ai tempi di internet ha detto:

    Quando un libro viene pubblicato da una piccola casa editrice, un tempo era difficile acquistarlo. Oggi è diverso. Oggi siamo ai tempi di internet. Quindi anche un cittadino delle estremità della penisola può arrivare ad acquistare e leggere un libro pubblicato a Savona – cioè Liguria.
    Il libro ha per titolo
    IL PRINCIPE GIALLO
    sottotitolo : Lo sterminio per fame dei contadini in Ucraina.
    Autore :
    Vasyl’ BARKA
    traduttore Alessandro Achilli – prima traduzione italiana del romanzo di Barka curata sul testo originale in lingua ucraina.
    casa editrice PENTAGORA.
    anno di pubblicazione 2017 prezzo 14 euri.
    Lo sterminio per fame visto dagli occhi di una famiglia.
    indispensabile per tutte le sardine che credono di essere dalla parte della giustizia e della libertà.

  • Ulisse ha detto:

    Carestia terroristica. Ecco le parole giuste per descrivere l’Holodomor.
    Valenti studiosi, in questo nostro mondo libero e prospero, si sono occupati, da par loro, della descrizione dell’Holodomor.
    Tra questi primeggia ROBERT CONQUEST, a cui dobbiamo la stesura di due valenti opere , una dedicata
    AL GRANDE TERRORE
    ovvero agli anni in cui lo stalinismo sterminò milioni di persone.
    Fu pubblicato nella BUR nell’aprile 2016. Prezzo 15 euri. Cifra ridicola per quasi 850 pagine dell’opera..

    Ma all’Holodomor il nostro autore aveva già dedicato un’altro libro, pubblicato da liberal edizioni nel 2004.
    Il titolo è RACCOLTO DI DOLORE
    ed il sottotitolo è
    collettivizzazione sovietica e carestia terroristica.
    La fascetta afferma poi che si tratta del libro che ha smascherato i crimini di Stalin in Ucraina.
    Prezzo 20 euri per 485 pagine.

  • Aquila bicipite ha detto:

    Il Comunismo: crimini e menzogne. All’ennesima potenza.
    Una religione disumana e grottesca, diabolica e triste contraffazione di quella vera.

  • I love anguera ha detto:

    Per MARIO e CARLONE; ZANCHETTA e GALANTINO; PAGLIA, CARBALLO e PADREPASQUALE;
    e per tutti quelli che negano l’evidenza in quanto ignari, ottusi, allocchi, succubi, collusi o leccapiedi.
    Una dedica speciale per il SOMMO MISERANDO (per nulla affatto ELIGENDO)
    https://cronicasdepapafrancisco.files.wordpress.com/2019/09/08-bergoglio-ombra-2.jpg
    e per gli altri MISERANDI che operano come PASDARAN presso la CIVC-SVA:
    http://www.congregazionevitaconsacrata.va/content/vitaconsacrata/it/congregazione/organigramma.html
    la vostra “rivoluzione della tenerezza” altro non è che una “dittatura dell’arroganza”. VERGOGNATEVI!

    DAI MESSAGGI MARIANI di ANGUERA:
    https://www.apelosurgentes.com.br/it-it/mensagens/
    https://gloria.tv/video/s6UVTaQQhfGY3Du7ixyPKvpPc
    «Cari figli, non temete. Niente o nessuno potrà distruggere quello che viene da Dio. I nemici spargeranno confusione, ma la Vittoria sarà del Signor» (Messaggio, 26 novembre 2019).
    Ogni vera MADRE, degna di questo nome, realizza sempre queste due operazioni: 1) mette in guardia i suoi figli sui possibili pericoli della vita; 2) li incoraggia ad affrontarli senza eccessivo timore, in vista di un loro superamento. Grazie, Vergine Santa, Madre di Gesù e Madre nostra!

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