GOTTI A STILUM. L’AMBIENTE: LA CRISI? PROVOCATA DAGLI AMBIENTALISTI ANNI ’70.

27 Novembre 2019 Pubblicato da 20 Commenti --

 

Marco Tosatti

Carissimi Stilumcuriali, il dott. Ettore Gotti Tedeschi ha risposto al suggerimento avanzato nei giorni scorsi da qualche commentatore di Stilum di esprimere il suo parere sul tema dell’ambiente e i problemi ad esso connessi. Lo ringraziamo di cuore per la disponibilità, e per la sollecitudine con cui ha reagito all’invito. Buona lettura.

§§§

Caro Tosatti, con grande piacere rispondo alla richiesta dei suoi lettori.

Se poi qualche lettore volesse, potrebbe anche leggere la mia lettera aperta al Papa pubblicata il giorno stesso della uscita dell’Enciclica Laudato Si (18giugno 2015) sul quotidiano Il Foglio, il titolo che si trova su Google è “Ambiente si, ma il cuore dell’enciclica è il degrado etico”. (La pubblichiamo in calce, dopo l’articolo, N.d.R.).

In sintesi :

Il crollo nascite nel mondo occidentale è dovuto alle dottrine neomalthusiane negli USA fine anni ’60 (università di Stanford,il prof Erhlich si fece sterilizzare in pubblico), che seguono le ipotesi del Club di Roma (I limiti dello sviluppo) e le raccomandazioni del Report Kissinger sul Nuovo Ordine Mondiale (non sufficientemente affrontati dal Concilio Vaticano II).

Questo crollo nascite provocò progressivamente il crollo del tasso di crescita del PIL.

Per compensarlo si avviò quella fase economica chiamata consumismo, dove i consumi individuali (sempre e solo nel mondo occidentale) moltiplicarono provocando, in occidente, conseguenti effetti di crescita dell’ inquinamento ambientale (Co2).

Per permettere questa fase di iperconsumismo si dovette accrescere il potere di acquisto individuale e ciò avvenne delocalizzando molte produzioni (di alti volumi) in Asia soprattutto, accelerandone l’industrializzazione a basso costo, perciò con molto bassa attenzione al problema ambientale (e crescita altissima Co2).

Altissimi consumi in occidente e produzioni mal delocalizzate in oriente hanno prodotto gli effetti ambientali (su cui non esiste, peraltro, una coincidenza di valutazioni scientifiche).

Conclusione : la causa del problema ambientale di oggi, esasperata dagli ambientalisti di oggi, è stata generata ieri dagli ambientalisti di ieri, che per proteggere la terra (ieri) son riusciti a convincere della necessita di ridurre le nascite dell’uomo cancro della natura.

Per compensare l’impatto economico del tasso di crescita della popolazione, si sono accresciuti i consumi individuali, fatti produrre a basso costo, senza attenzione ambientale.

Chi ha generato il problema ambientale son stati quindi gli ambientalisti neomalthusiani degli anni ’70.

Ma non solo, chi ha squilibrato l’economia mondiale son stati sempre loro, promuovendo la deindustrializzazione dell’occidente e l’industrializzazione dell’oriente, e la crisi economica che stiamo vivendo ancora oggi.

Lezione : se non si riconoscono leggi naturali, l’economia è costretta a inventare utopie.

La prima legge naturale (in una economia adeguatamente avanzata) riguarda la correlazione quasi perfetta tra crescita del PIL e crescita della popolazione. Perciò, in un sistema economico industrializzato, se la popolazione cresce, il PIL cresce, se la popolazione decresce il PI decresce. Ogni altra spiegazione è utopistica.

≈≈≈

Caino (citato per altri scopi nel secondo capitolo dell’enciclica) fu in realtà il primo “ambientalista “ della storia . Si può supporre che la gelosia che lo spinse a uccidere Abele fosse dovuta al fatto che quest’ultimo deteriorava l’ambiente. Abele, infatti, inquinava la terra allevando troppi armenti. Ma non solo: sacrificando i migliori agnelli a Dio, inquinava l’aria con fumi di animali bruciati. Un vero inquinatore, e antianimalista! La coscienza ambientalista di Caino non poteva tollerarlo.

Catturata l’attenzione del lettore con questa ironica introduzione, di seguito proporrò anzitutto la mia lettura e interpretazione dell’enciclica; una lettura che prescinde da molti riferimenti complessi che vorrebbero un commento ben più vasto. Ma questa sintesi rappresenta – secondo me, attenzione – il Magistero di Papa Francesco e della Chiesa. Successivamente, proporrò alcune considerazioni generali testo diffuso oggi.

La mia sintesi dello spirito – o messaggio principale – dell’ enciclica è questa: “Il degrado ambientale è conseguenza del degrado etico dell’uomo, causato dal peccato, che rompe il rapporto scienza-religione. A quest’uomo è sfuggito di mano il senso della vita e delle azioni, ha smesso di nutrirsi intellettualmente e spiritualmente, trasformandosi in uomo materialista, privilegiando solo la soddisfazione materiale e convertendosi in consumatore eccessivo; un uomo dal comportamento irresponsabile. Detto comportamento ha progressivamente influenzato il suo stesso pensiero, lasciandolo suggestionare da una visione nichilista che lo ha portato non solo a non comprendere la natura, ma anche a non rispettarla, usando male la sua stessa libertà. A questo uomo, tecnologicamente avanzato ma impreparato e immaturo in sapienza, è sfuggito di mano anche lo stesso potere tecnologico, arrivando a usarlo in modo irresponsabile.

Perdendo Dio, infatti, l’uomo è arrivato a esasperare il relativismo dottrinale lasciando che gli strumenti a sua disposizione (tecnologici, economici) prendessero autonomia morale, per poi – come era prevedibile – sfuggirgli di mano. Per risolvere il problema del degrado ambientale, va cambiato il cuore dell’uomo e il suo comportamento, non tanto gli strumenti tecnologici. L’uomo va riportato a rispettare la creazione, e il primo passo è cominciare a rispettare la vita umana. Non è tanto la riduzione del numero di persone al mondo o le tecniche nuove che porranno rimedio agli errori, quanto i riferimenti a valori ed etiche comportamentali adeguate. Non si deve divinizzare la natura, bensì cambiare l’uomo ricollocandolo al suo posto nel creato, restituendogli il ruolo voluto da Dio. Ciò, naturalmente, ricollocando prima Dio al suo posto. E il compito di cambiare l’uomo è responsabilità della Chiesa, che deve prendersi carico della sua rieducazione. Insegnandogli a praticare le virtù secondo spiritualità cristiana ,con la preghiera, i sacramenti, e naturalmente con il suo Magistero (quale è questa enciclica).

Se questa mia sintesi fosse corretta, da ora in avanti non possono più esser messi in discussione – se mai lo fossero stati in precedenza – i punti di Magistero di seguito espressi: l’origine del comportamento che porta al degrado ambientale è il peccato e la perdita di Dio. E’ pertanto il degrado morale che comporta il degrado ambientale. Perciò è l’uomo che va cambiato, non gli strumenti tecnici, ed è la Chiesa responsabile di portare Dio al suo posto e restituire all’uomo il suo ruolo.

Considerazioni generali sull’enciclica possono esser utili solo al fine di spiegare alcuni punti che possono esser confondenti, ma soprattutto interpretabili arbitrariamente con l’obiettivo di metter in discussione quanto sopra sintetizzato sul messaggio chiave del documento.

Possono meritare precisazioni alcuni punti, che possono determinare confusioni circa le cause e gli effetti. Faccio solo tre esempi rintracciabili nell’enciclica.

Primo. Gli eccessivi consumi dell’uomo materialista che caratterizzano da più di trenta anni la cosiddetta civiltà consumistica sono causa – ma indiretta e a sua volta provocata – dell’inquinamento ambientale. Il consumismo (all’inizio soprattutto negli Stati Uniti) è stato effetto, conseguenza di politiche economiche mirate a compensare la dinamica negativa della crescita del prodotto interno lordo dovuta al crollo del tasso di natalità nel cosiddetto mondo occidentale. Come potrebbe infatti crescere in modo reale, nel tempo, il pil se la popolazione non cresce e invecchia? La risposta è che questo può accadere solo facendo crescere i consumi individuali. Ma ciò ha richiesto crescita di potere di acquisto, ottenuta delocalizzando produzioni in aree a basso costo, che hanno provocato una rapida industrializzazione in paesi impreparati e ancora insensibili alla protezione dell’ambiente. Tuttavia, ha prodotto anche deindustrializzazione nei paesi consumatori, spaccando il mondo in stati consumatori e non più produttori e stati produttori e non ancora consumatori, creando così le premesse per una instabilità economica globale e una maggiore indifferenza al problema ambientale. Poiché i consumi non bastavano a sostenere gli effetti dei costi conseguenti l’invecchiamento della popolazione, il modello consumistico adottato ha preteso il ricorso al debito dei consumatori; e quando questo è diventato insostenibile il sistema è crollato. Questo spiega anche il ruolo delle banche incoraggiate a sostenere detto sistema a debito, e pertanto la decisione di sostenerle quando si son trovate in difficoltà. Ma questi sono stati tutti una serie di effetti. E’ il crollo delle nascite nel mondo occidentale, dovuto alle dottrine neomalthusiane, la causa prima ed originale.

Secondo. La miseria materiale non è causa della miseria morale, ma ne è effetto, conseguenza. L’inequità non è l’origine dei mali, è conseguenza del peccato che provoca nell’uomo sentimenti di egoismo, avidità, indifferenza. Se questi sentimenti permanessero, anche una ripartizione equa delle risorse produrrebbe successive alterazioni dannose e penose.

Terzo. La causa di tanti errori nella applicazione di modelli tecnici scientifici non è l’ostacolo posto da criteri di valutazione morale. La causa sta nel voler negare il rapporto tra fini e mezzi e pensare che scienza e tecnica debbano avere autonomia morale.

Chi è così preoccupato di negare i tre punti esemplificativi sopra citati? Lo è il pensiero della gnosi, convinto di poter rifare la creazione (imperfetta) e ricostruire l’uomo, altrettanto imperfetto. I suoi seguaci vorrebbero l’ambientalismo quale religione universale nel mondo globale verso cui indirizzare tutte le altre spiritualità al fine di ridimensionare il valore unico di dignità dell’uomo creatura di Dio. Ma per esser più convincenti sul tema ambiente, per esempio, queste persone sostengono che chi nega le loro tesi ha interesse a sostenere lobby varie. Magari facendo finta di ignorare che la “resource revolution” legata al “climate risk”, conseguente a proposte di soluzione dell’ambientalismo, sono anch’esse business. Ma soprassediamo.

Concludo ricordando che per risolvere un problema di questa importanza non sono gli effetti che vanno corretti, bensì le cause vere, che pertanto vanno ben individuate. Altrimenti si rischia di peggiorare gli effetti stessi. Quasi sempre le cause vere coincidono con la negazione di leggi naturali secondo la creazione. Questa enciclica, se io l’ho ben capita, lo spiega molto bene in continuità con il precedente Magistero degli altri pontefici.

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20 commenti

  • Il veritiero ha detto:

    Beh dai, ora che il nuovo capo della chiesa episcopale degli USA è dell’Opus Dei, potete allentare la presa su Bergoglio.
    Una mano lava l’altra e tutte e 2 lavano il viso.
    Un colpo al cerchio e uno alla botte.
    Tutti insieme appasionatamente, tutti a parlare di ecologia, natura, economia… e si fa finta di non sapere che mezza curia è scomunicata. Ma guarda un po’…sanno tutto…ma queste cose non le sanno.

  • Adriana ha detto:

    ” Responsabilità della Chiesa è ricollocare Dio al suo posto ” .
    Già , ma quale dio ? Il Pantheon della neochiesa si va affollando
    ( come ha già notato qualcuno qui ) , e le esigenze di ciascuna divinità sono diverse , nuovi e diversi anche i mezzi di comunicazione rispetto al recente passato .
    Un piccolo segnale ce lo dà Paolo Landi , advisor di comunicazione ( ex allievo di Barbiana ) il quale afferma che :
    ” Cristo ha solo 41.000 follower
    in Instagram , benchè con il bollino blu che lo identifica come
    – personaggio pubblico – ( !!! ) .” E aggiunge : ” Papa Francesco si sforza di avvicinarsi al gergo giovanile , ha persino definito la Madonna “influencer di Dio ” , ma non si rende conto (!!! ) che
    i social segnano l’emancipazione degli uomini dalla religione .
    Il Mondo non è più considerato una creazione divina …Le (nostre ) immagini sacre raccolgono solo insulti , commenti volgari , bestemmie . Invece per il Dalai Lama massimo rispetto .”
    ( anche Dagospia informa ) .
    Siamo in attesa di un ” Dio ignoto ” ?

  • Monica ha detto:

    il cristiano sa che ogni periodo storico ha le sue falsità e i suoi falsi profeti. Quello prossimo futuro, i cui germi già si vedono, é un cambio ontologico sull’uomo. Ontologia piatta, che assimila l’uomo ad ogni altro essere vivente, ed apre a teorie figlie in linea con questa ontologia. Per eliminarle non vanno affrontate una per una, ma va affrontata e confutata l’ontologia che ne é alla base. Se il modernismo distrugge o vuole distruggere il principio metafisico della realtà e della conoscenza, adottando l’ontologia piatta si distrugge il primato dell’uomo, prospettando ben altre teorie ed eresie.

  • Cris ha detto:

    Un’altra illusione che affligge l’uomo moderno e quella di poter cambiare tutto a proprio piacimento. Grazie al progresso e al sapere scientifico, ormai crediamo che tutto si possa spiegare, capire, manipolare.
    Non era così una volta: quando si sapeva poco o nulla delle cause dei fenomeni naturali, essi erano parte della vita, bisognava solo accettarli, rimboccarsi le maniche e tirare avanti.
    Oggi invece appena succede un disastro naturale si cerca di dare la colpa a qualcuno per non aver fatto o previsto. Al di là delle responsabilità oggettive, che possono esserci e vanno accertate, dobbiamo prima di tutto renderci conto che non siamo onnipotenti e tutta la nostra scienza e tecnica nulla possono contro eventi naturali estremi. Il clima, per esempio, è sempre cambiato e continuerà a cambiare, alternando periodi più caldi a periodi freddi.
    Salvare il pianeta è una balla, perché il pianeta, la roccia su cui siamo, si salva benissimo da solo e ha passato di tutto nella storia geologica. Possiamo renderlo meno inquinato (e ricordo che la CO2 NON inquina, ma è uno dei mattoni della vita), ma non possiamo mantenere in eterno l’equilibrio climatico che abbiamo conosciuto negli ultimi cinquanta anni, semplicemente perché da solo il sistema cambierebbe comunque. Possiamo solo imparare ad adattarci.

    Altra riflessione: leggendo la storia antica del mio paesino, un porto di mare, ho trovato molte cronache di rogazioni e processioni con la statua del Santo patrono, chiedendo l’intercessione per placare il mare in burrasca e far tornare i marinai a casa sani e salvi. Le storie si concludono spesso a lieto fine. Solo folklore, fantasia e ingenuità? Può essere, non lo so. Ma mi domando, è meglio l’arroganza moderna? Ci crediamo superiori perché siamo adulti, non crediamo a questi esempi di pietas popolare, ma poi non siamo stati in grado di far qualcosa per proteggere Venezia dalla marea, cosa che i savi delle acque son riusciti a fare in passato, quando si credeva nelle rogazioni…

  • Giobbe ha detto:

    E poi così Giobbe proseguì e concluse.

    [11] L’orecchio non distingue forse le parole
    e il palato non assapora i cibi?

    [12] Nei canuti sta la saggezza
    e nella vita lunga la prudenza.

    [13] In lui risiede la sapienza e la forza,
    a lui appartiene il consiglio e la prudenza!

    [14] Ecco, se egli demolisce, non si può ricostruire,
    se imprigiona uno, non si può liberare.

    [15] Se trattiene le acque, tutto si secca,
    se le lascia andare, devastano la terra.

    [16] Da lui viene potenza e sagacia,
    a lui appartiene l’ingannato e l’ingannatore.

    [17] Rende stolti i consiglieri della terra,
    priva i giudici di senno;

    [18] scioglie la cintura dei re
    e cinge i loro fianchi d’una corda.

    [19] Fa andare scalzi i sacerdoti
    e rovescia i potenti.

    [20] Toglie la favella ai più veraci
    e priva del senno i vegliardi.

    [21] Sui nobili spande il disprezzo
    e allenta la cintura ai forti.

    [22] Strappa dalle tenebre i segreti
    e porta alla luce le cose oscure.

    [23] Fa grandi i popoli e li lascia perire,
    estende le nazioni e le abbandona.

    [24] Toglie il senno ai capi del paese
    e li fa vagare per solitudini senza strade,

    [25] vanno a tastoni per le tenebre, senza luce,
    e barcollano come ubriachi.

  • IMMATURO IRRESPONSIBLE ha detto:

    Chiosa alle mie chiose: naturalmente sulla Cina abbiamo l’ infaticabile p. Cervellara (Asia News) che aggiorna chi lo voglia.

  • Faramir ha detto:

    Il degrado morale, spaventoso e onnipresente (tutta la cultura ufficiale lo incensa e lo propaganda e ringhia furiosa contro ogni pur piccolo tentativo di contrastarlo) è la radice di tutte le crisi che stiamo vivendo in campo politico, economico, sociale e familiare.

  • IMMATURO IRRESPONSIBLE ha detto:

    Due postille: 1) “dalla scarsa conoscenza della realta’ nasce l’ utopia” ottimo! e da dove nasce l’ ignoranza? dall’ ideologia (p.es. la colpa “non puo’ non essere ” del capitalismo….) che rende superfluo lo studio della realta’; dalla promozione del dilettantismo, che rende troppo impegnativo il medesimo studio (capolavoro di retorica l’utilizzo del termine iperconnotativo “negazionista”).
    2) mi permetto di chieder al professore di riprendere la questione demografica cinese, questa si’ reale e drammatica (ci sara’ uno squilibrio tra occupati e pensionati. Come in Europa, ma su scala “cinese”. (su tale questione e’ calato un silenzio, direi molto significativo.
    Grazie

  • marco ha detto:

    Non sono assolutamente d’accordo.Non per quanto riguarda il suicidio dell’occidente con la decrescita demografica,che ha “giustificato” le politiche migratorie, o il consumismo o la miope scelta della delocalizzazione.Che ha portato un regime mostruoso come quello cinese ad essere quella potenza che è.Ma perché i problemi sono questi non il co2.E l’inquinamento da co2 è ormai una balla noiosa del pensiero unico.Non a caso i governi straparlano di questo,ben sapendo che ci possono fare nulla,mentre i veri inquinamenti:polveri sottili,plastica,emissioni nocive,smaltimento rifiuti tossici ecc..vengono appena accennati e nulla viene fatto.Perché parlare di co2 costa nulla e anzi rafforza le balle gretine,ma affrontare quelli veri costa e molto.

    • luca M. ha detto:

      Scusi , su cosa non è assolutamente d’accordo di cio che è stato scritto ? Non capisco. Gotti dice esattamente lo stesso, temo sia lei che ha mal interpretato.

  • VITMARR ha detto:

    “E’ pertanto il degrado morale che comporta il degrado ambientale. Perciò è l’uomo che va cambiato, non gli strumenti tecnici, ed è la Chiesa responsabile di portare Dio al suo posto e restituire all’uomo il suo ruolo.” Portare Dio al suo posto ? Ma quanto è inadeguato è quel verbo “portare” ! E la Chiesa deve restituire all’uomo il suo ruolo? No , mi dispiace ma non è così che si risolve una situazione ormai giunta a un livello di degrado così alto che non è più risolvibile dalla a sola azione umana . Se alla parola Chiesa sostituiamo il New Word Order cosa cambia ? Assolutamente nulla. In questa sua analisi mancano tre concetti e cioè “ l’amore di Dio per l’uomo e dell’uomo per Dio”, “l’Onnipotenza di Dio” e “ l’azione dello Spirito Santo” , nel senso che l’unica azione umana che ,se praticata, sarebbe sicuramente vincente è che gli uomini di buona volontà cadano in ginocchio e invochino l’aiuto divino con le parole “Gesù io confido in te” con il cuore pieno di amore per Gesù.
    L’ambientalismo perverso di oggi è molto diverso dall’ambientalismo di Virgilio , che viene spiegato poeticamente dai seguenti famosi versi:
    M.: Titiro, tu che riposi all’ombra di un ampio faggio, vai modulando con il flauto dolce un canto agreste; noi lasciamo i territori della patria e i dolci campi, noi fuggiamo dalla patria; tu, Titiro, adagiato all’ombra, insegni alle selve a cantare la bella Amarillide.

    T: O Melibeo, un dio ci ha dato queste possibilità di pace. E infatti egli sarà sempre un dio per me; spesso un tenero agnello tratto dai nostri ovili bagnerà di sangue il suo altare. Lui, come vedi, ha permesso che le mie giovenche pascolassero e che io stesso suonassi quello che volevo con il mio strumento agreste..

  • Pier Luigi Tossani ha detto:

    Sì, dunque, velocemente:

    1 – “Questa enciclica, se io l’ho ben capita, lo spiega molto bene in continuità con il precedente Magistero degli altri pontefici”. Massimo rispetto per Gotti, ma non mi pare che sia così, ormai è noto, vedi qui https://lanuovabq.it/it/sinodo-amazzonia-il-problema-sta-nella-laudato-si, a esempio, il direttore della NBQ Cascioli:

    “Un documento sconcertante come l’Instrumentum Laboris per il Sinodo dell’Amazzonia non si comprende se non come l’esito di una costante crescita di una corrente ecologista nella Chiesa, che ha avuto nell’enciclica Laudato Si’ (2015) il suo riconoscimento ufficiale e quindi l’elevazione a dottrina.

    La svolta rappresentata dall’enciclica sull’ambiente va ben oltre l’attenzione alla “casa comune”; essa di fatto è una presa di distanza dalla tradizionale antropologia cattolica per includere categorie sociali e politiche che hanno la loro radice nel darwinismo sociale. Nella Laudato Si’ arriva l’eco della Carta della Terra, una dichiarazione di princìpi etici fondamentali che nasce da un progetto maturato alle Nazioni Unite, in cui l’uomo perde la sua centralità nel Creato per diventare parte di una “comunità di vita” in cui ha pari dignità con animali e vegetali. Si tratta di una visione fondamentalmente panteistica, tale che il doveroso riferimento alla Rivelazione cristiana presente nell’enciclica sembra più che altro giustapposto a concezioni religiose che hanno ben altra radice”. 

    eccetera accetera. Non c’è nessuna continuità.

    E’ evidente che LS è un documento di impostazione paganamente panteistica, onusiana e sorosiana, che sostiene il Nuovo ordine Mondiale. Questo fa parte dell’evoluzione eretica e apostatica del pensiero del Pontefice Regnante.

    2.  Bene l’interpretazione malthusiana della crisi dell’ambiente, ma per andare a fondo sulla filosofia che la sostiene, cito, come sempre, Pier Luigi Zampetti , grande intellettuale cattolico del ‘900, che diceva:

    “…la società dei consumi o società dell’inflazione è altresì una società altamente permissiva. Dove cioè nascono e si sviluppano i fenomeni aberranti della violenza, della droga, dell’erotismo, dell’aborto, della dissacrazione familiare, della criminalità economica e della criminalità organizzata. Il permissivismo è cioè una conseguenza del consumismo e dell’inflazione.…Perché è stata introdotta l’inflazione nella società? Per ridistribuire il reddito in modo da dare al maggior numero di persone il denaro da destinare all’acquisto di beni di consumo.
    Ma l’applicazione di questo principio, come ho già ricordato, ha precise e gravi conseguenze. Il reddito non è più percepito per il lavoro prestato, ma per il consumo da effettuare. Chi compie lavori inutili, chi non lavora, o lavora poco, è posto, in certa misura, sullo stesso piano di chi lavora o lavora molto.
    L’uomo viene disincentivato, scoraggiato… L’importante è che consumi, quali che siano gli oggetti consumati. Abbiamo in tal maniera una immagine negativa dell’uomo: non più l’uomo persona che è in grado di autodeterminarsi, ma l’uomo robot che compie scelte che altri hanno già deciso diverso tempo prima di lui, o, meglio, sostituendosi a lui… L’uomo è una macchina di consumo. Si diffondono costumi di vita sempre meno controllati, Il permissivismo si estende gradualmente all’intera società. E con il permissivismo non possono essere più controllati gli istinti deteriori dell’uomo”.
    (La Dottrina Sociale della Chiesa, Sanpaolo, 2003, estratti da pag. 23 e seguenti)  

    Sul punto, per chiudere in positivo, ed evitare la depressione e lo scoramento di chi ci legge, diciamo che, in alternativa a tale status quo, Zampetti proponeva un’idea organica, un sistema completo da lui elaborato, la “società partecipativa” secondo Dottrina sociale:

    https://lafilosofiadellatav.wordpress.com/i-maestri-2/pier-luigi-zampetti/

    3. Mi permetto di osservare che, talvolta, sono stato in dissenso con Gotti, sul tema di come uscire da questa crisi:

    https://lafilosofiadellatav.wordpress.com/2014/02/20/debito-pubblico-tutti-gli-errori-di-gotti-tedeschi/

    e buona giornata a tutti.

    • Mauro longhi ha detto:

      Sa Tossani, ogni tanto leggo i suoi interventi, troppo spesso inappropriati , affrettati e superficiali, ma sempre supponenti ed arroganti. .Tipici del pensionato troppo giovane che non ha nulla da fare . Ha provato con la politica a livello locale del paese dove vive . ? Si consoli leggendo e studiando , ci sono università per la terza e quarta età. Lo sapeva ?

      • Pier Luigi Tossani ha detto:

        Mauro Longhi,

        quello che mi piace di te è la profondità degli argomenti che porti.

        Buona giornata

        • Comitato Troll Bergogliani - Ufficio relazioni con il pubblico ha detto:

          A nome di tutto il Comitato, esprimiamo simpatia e solidarietà per il Tossani – la cui faccia ci ha sempre ispirato gran simpatia, pur non condividendo mai una virgola di quello che scrive.

          • Borghese pasciuto ha detto:

            Invece a me, che non sono né troll, né bergogliano, non suscita alcuna simpatia la propaganda fatta da questo signore per il Popolo della famiglia, esecrabile esempio del peggior fondamentalismo cattolico (cattolico??? mah…).

    • wisteria ha detto:

      La frase conclusiva del testo di Gotti Tedeschi ha dato fastidio anche a me. Sembrerebbe una captatio benevolentiae per far passare l’analisi della nostra decadenza, su cui sarei d’accordo, tranne per la critica al contenimento delle nascite. Come si fa a negare che l’esplosione demografica, ad es.in Nigeria, sia un serio problema?
      Questa gente scarica su di noi la popolazione che non è in grado di mantenere! Se guardiamo all’Italia, ben si vede che è troppo fittamente abitata e che c’è troppo costruito.
      Capisco che il mio può sembrare egoismo, ma siamo in troppi a insistere sui territori dei paesi avanzati, che dovrebbero tutelare anche il patrimonio artistico e paesaggistico. Ora, i paesi non sviluppati hanno territori quasi disabitati da utilizzare (ma anche megalopoli invivibili) ma preferiscono parassitare il nostro welfare, che è il frutto e il corrispettivo del nostro lavoro, non un dolcetto da offrire agli ospiti non paganti.
      Non vedo via d’uscita a un freno della natalità.

  • Luigi ha detto:

    Prezioso intervento.
    Suggerisco la lettura di questo illuminante articolo visto da un altra prospettiva, ma che trae le stesse convulsioni:
    https://lanuovabq.it/it/che-tempo-il-conto-di-madre-terra-e-il-richiamo-di-dio

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