SUPER EX. PAPA E SCALFARI: BIRDS OF A FEATHER FLOCK TOGETHER…

18 Novembre 2019 Pubblicato da --

Marco Tosatti

Cari lettori di Stilum Curiae, più volte in passato ci siamo occupati di quegli strani compagni di interviste-non interviste che sono il pontefice regnante ed Eugenio Scalfari. Abbiamo parlato però, spesso, soprattutto del Pontefice, più che del suo interlocutore. Ecco, oggi Super Ex si dedica invece a dirci chi è Eugenio Scalfari; e così facendo mette in luce singolari (ma non tanto) affinità elettive fra i due dispotici personaggi. Buona lettura. (Birds of a feather flock together significa che uccelli dello stesso genere fanno stormo insieme…).

§§§

Per capire dove vuole andare Bergoglio, bisogna tornare ai suoi esordi.

Alla sua conclamata amicizia con Eugenio Scalfari, con cui volle incontrarsi fin dal principio, rilasciandogli più volte discusse interviste.

Mi sono sempre chiesto come un argentino potesse conoscere l’importanza di Eugenio Scalfari per l’opinione pubblica italiana; come potesse sapere che il suo quotidiano, Repubblica, è, per usare le parole di uno che vi ha lavorato per anni, Giampaolo Pansa, “un potere invisibile in grado di influenzare partiti, governi, conflitti economici, mode culturali e comportamenti di massa”.

E mi sono pure domandato come potesse un papa scegliere di aprire il suo pontificato, e di punteggiarlo, tributando tanti onori a uno dei più acerrimi nemici della Chiesa.

 

Chi è Scalfari? Anzitutto un uomo intriso di cultura massonica; in secondo luogo un ateo radicale che ha sempre combattuto per tutto ciò che un cattolico rifiuta: divorzio, aborto, eutanasia…

In terzo luogo, l’uomo che aveva costantemente avversato papa Giovanni Paolo II e Benedetto XVI.

Partiamo dalle origini massoniche.

Giancarlo Perna in Scalfari – Una vita per il potere (Leonardo editore, 1990), ci dà utili informazioni: «Scalfari-padre era massone. Una tradizione di famiglia. Il capostipite fu don Antonio, che, a cavallo tra il sette e l’ottocento, fondò la Loggia della Calabria uniforme (…). Eugenio ha i ritratti degli avi che indossarono il grembiulino appesi nella sua villa di campagna, a Velletri. Su ognuno c’è l’emblema massonico scalfariano: uno scudetto a due campi: uno con la scure e l’altro con il ponte (…). Con la caduta del fascismo (…) Pietro (padre di Eugenio) fu tra i fondatori della loggia locale».

Radici massoniche (rivendicate pubblicamente), dunque, e un passato fascista (nascosto il più possibile), da collaboratore per qualche anno, di Roma fascista, il giornale del Gruppo universitario della capitale.

Passati un po’ di anni, troviamo Scalfari tra i fondatori del Partito radicale, nel 1956, con Marco Pannella ed altri. Con Pannella i rapporti saranno discontinui, ma i due si troveranno fianco a fianco nelle lotte per i cosiddetti diritti civili: se in Italia l’aborto è legale, lo dobbiamo soprattutto alla loro campagna indefessa, alla loro costante propaganda per la morte.

Tanto che dopo il decesso di Pannella, Eugenio Scalfari ne scrive un ricordo intitolato: “Addio caro Marco. Noi, i primi radicali sempre insieme per le battaglie civili”.

E’ il 20 maggio 2016: Scalfari è da tempo confidente privilegiato di Bergoglio, Pannella è stato santificato post mortem da mons. Vincenzo Paglia e dallo stesso Bergoglio, che gli ha fatto arrivare insistiti e pubblici saluti, e che omaggia di frequenta la sua più potente discepola, elevandola nell’Olimpo dei “grandi italiani”: Emma Bonino.

Scalfari conclude il pezzo ribandendo ciò che pensa della vita e della morte: Pannella “ha vissuto col gusto di vivere ed ha voluto che anche gli altri facessero lo stesso da questo punto di vista non ha mai considerato che cosa sarebbe accaduto o non accaduto dopo. Alla fine arriva sorella Morte e tutto è finito”.

Origini massoniche, combattente in prima fila per la distruzione morale del paese; autore di libri, spesso autobiografici, per nutrire un ego senza confini, dal titolo inequivocabile, come “L’uomo che non credeva in Dio” (Einaudi, 2008), e di centinaia di articoli contro la fede cattolica e contro il buon senso (ne conservo uno, pubblicato su L’Espresso del 24/11/2005, dal titolo “Ma se io sono Dio…”)… sono meriti sufficienti per divenire amico di Bergoglio e depositario di succulente interviste, forse le più celebri della sua vita?

No, dicevamo, Scalfari ha almeno un altro merito. Ha lottato come un leone, da par suo, contro Ratzinger, per tutto il suo pontificato.

L’attacco comincia subito. Nel 2005 il papa tedesco sposa la battaglia dei cattolici in difesa della legge 40, contro utero in affitto, ibridi e chimere, compravendita di ovociti e sperma, fecondazione eterologa…Contro il far west della provetta.

Scalfari si adira e scrive, su Repubblica del 1 giugno, un articolo dal titolo: “E dopo la provetta toccherà all’aborto”.

Una lunga predica zeppa di strali contro il papa e contro Ruini: “Partirà dunque la campagna contro l’aborto, siatene certi. Con virulenza pari o maggiore di quella attualmente in corso. E poi partirà anche quella contro il divorzio. Adesso smentiscono queste intenzioni. Per ovvie ragioni. Concentrano la pressione su fratello embrione”.

Gli attacchi continuano per tutto il pontificato. Tanto che persino Famiglia Cristiana si sente in dovere di intervenire, il28/5/ 2012, con un articolo “Se Scalfari gioca a fare il Papa”, in cui troviamo scritto che “Repubblica… segue alla cieca la propaganda dei Radicali”.

Il resto è storia recente: Benedetto abdica; Bergoglio, Panella e Scalfari amoreggiano; la Chiesa azzera i principi non negoziabili, e dopo che mons. Galantino ha decapitato Scienza & Vita ed ostacolato in ogni modo il mondo pro life cattolico, il già citato Paglia cala la mannia, su preciso ordine del suo capo, ma con profondo piacere, sull’Istituto Giovanni Paolo II:

Un’ultima annotazione. Non ci sono sole le idee ad accomunare Bergoglio e Scalfari.

C’è anche la forma mentis, il carattere. Giampaolo Pansa, nel suo La Repubblica di Barbapapà (Rizzoli, 2013), descrive Scalfari come un personaggio “autoritario, con un’autostima enorme, convinto di avere sempre ragione al punto di non sopportare chi si azzarda a mettere in dubbio la sua assoluta perspicacia. E quando commette un errore, sbaglia una previsione, rimuove tutto senza spiegare nulla”. Per questo, quand’era direttore, Repubblica era un “giornale caserma, una fortezza inchiodata ad un pensiero unico. Dove non vengono ammessi dubbi, dissensi, deviazioni”; dove si fabbrica sempre un nemico, prima Craxi, poi Berlusconi, poi Salvini, per una sorta di innato fanatismo, coniugato con reiterate dichiarazioni di antifascismo e tolleranza.

Si può immaginare qualcuno di più simile a quello che è stato giustamente definito “il papa dittatore”? Non è oggi, la Chiesa, una “caserma, una fortezza inchiodata ad un pensiero unico”, senza possibilità di porre “dubia”? Non è, Bergoglio, come Scalfari, alla costante ricerca di un nemico interno o esterno da demonizzare?

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48 commenti

  • IMMATURO IRRESPONSIBLE ha detto:

    I deliri di questo Diego Fares, che a una prima lettura possono far ridere, in realta’ sono assai pericolosi. Al di la’ dello scopo contingente (dare una copertura “teorica” ai discorsi del pontefice che, evidentemente, anche ai suoi fans possono apparire, diciamo cosi’, alquanto sconclusionati), l’ assunto dell’ autore colpisce qualcosa, assai prezioso, che appartiene a tutti: il diritto di comunicare la verita’. No, dice questo “esegeta”, ci possono (e forse intende: ci devono) essere discorsi, proprio sulle realta’ fondamentali, che nessuna reverenza debbono alla logica, al rigore intellettuale, alla ragione umana, insomma! E chi autorizzerebbe a disprezzare il dono di un linguaggio che dice, definisce, argomenta, deduce, spiega ec ec ?nientemeno che Gesu’ Cristo, analogato al Papa regnante !!!
    Egli (il Papa), autorizzato, par di capire, da ben due Persone della SS Trinita’, inaugura una novella era della comunicazione umana:
    puoi dire quello che ti salta in mente come ti salta in mente, non curandoti di evitare le contraddizioni e senza badare a come saranno comprese le tue parole; e guai a chi le critichera’ (p.es. dicendo che non hanno alcun senso compiuto), perche’ il loro significato si trova ………da qualche parte tra te e il tuo interlocutore (o qualcosa del genere).
    Ripeto, apparentemente ridicoli, discorsi simili sono, mi sento di affermare, brutali, nella loro tracotanza. Mi auguro non facciano scuola.

    • IMMATURO IRRESPONSIBLE ha detto:

      Scusate, volevo chiosare l’ articolo di Magister citato infra da Ira Divina

    • Milli ha detto:

      Se questo Diego Fares inaugurasse davvero un nuovo modo di fare comunicazione, il mondo tra breve diventerà il luogo della bugia fatta sistema, l’ambiguità e la sciatteria mentale come valori, la Verità travisata senza vergogna. Un mondo abitato da folli.
      Il Paese delle Meraviglie, che tanto meraviglioso non è.

  • deutero.amedeo ha detto:

    Da domani avrà inizio da parte del grande attore Bergoglio un nuovo spettacolo volante.
    Durerà una settimana con punte estreme il 19, il 23 e il 26 novembre. Tenetevi pronti.
    Bergoglio viaggerà con un aereo di nuova progettazione funzionante ad aria compressa che pertanto non produrrà gas di scarico per non inquinare l’atmosfera e rendere difficile il respiro della Pachamama.
    Inoltre non mangerà e non berrà niente per non appesantire i conti del Vaticano.
    Siamo in trepidante attesa di miracoli e prodigi.

  • Leo ha detto:

    Un odio terribile, patologico, per quanto è sacro e cattolico un amore incondizionato (e interessato) per i nemici della Chiesa.
    È stato scelto per queste caratteristiche e lo sa bene, consiglio di leggere attentamente, a questo riguardo, quanto diceva ai Francescani Dell Immacolata nel 2013 all’inizio della persecuzione
    Tiranno assoluto, ma non del tutto libero, se si deve ancora affidare a portavoce del suo pensiero autentico, cosa indubbiamente frustrante dal suo punto di vista
    L’ipotesi peggiore? Che ne facciano un martire.

  • Ira Divina ha detto:

    http://magister.blogautore.espresso.repubblica.it/files/2019/11/Aereo.jpg
    Ho capito finalmente come bisogna capire quello che dice Bergoglio! Quando lo si ascolta bisogna chiedere a chi ti è a fianco: che ha detto Francesco? E subito hai una chiara comprensione del suo pensiero. Più che di un pesce fuor d’acqua, io propendo per l’idea che trattasi di un pesce d’aprile!
    Leggere l’articolo per ulteriore chiarezza please!

  • deutero.amedeo - andiamo alle fonti ha detto:

    Questa è il link alla biografia ufficiale di S.S. Papa Francesco al secolo J.Mario Bergoglio. Sine glossa.

    http://w2.vatican.va/content/francesco/it/biography/documents/papa-francesco-biografia-bergoglio.html

  • Alessandro2 ha detto:

    Però, che brutto periodo. Per tutta la mia infanzia (PaoloVI), adolescenza e giovinezza (GPII) e infine nell’età adulta recente (BXVI), nelle brutture e nelle tempeste del mondo, il Papa era un punto fermo. Stava là, indicava la via, simboleggiava una Chiesa perenne che si ergeva come roccia fra i flutti. Oggi è egli stesso foglia, legno, goccia, sballottato qua e là dal vento sempre più impetuoso di questo mondo cupo e distratto. E io, piano piano, invecchio, senza più il mio Papa.

    • Luca Antonio ha detto:

      “…dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro».
      Coraggio Alessandro il papa non e’ Gesu’, se ne puo’ fare a meno, Cristo e’ il dominus, tutti gli altri, papi compresi , sono solo servi inutili.
      Anzi , nel caso di Bergoglio, sale scipito destinato ad essere gettato e calpestato.

      • Alessandro2 ha detto:

        Grazie caro Luca Antonio, di cuore. Davvero non dobbiamo disperare: è peccato. Ma senza guida per un semplice, come sono, è davvero dura. Sto leggendo il magistero precedente, fino ai Padri, e mi conforto. Ma il tempo presente sembra privo di Verità.

    • anonimo lituano ha detto:

      Sta proprio qui il grimaldello utilizzato per scardinare i paradigmi tradizionali, avviare il mega-processo destinato a “terminare” la chiesa cattolica (non si scordi che “Dio non è cattolico”) e muovere verso orizzonti altri: sta nella demolizione del papato, un fatto di estrema semplicità, visibilissimo, che solo un cieco può non vedere, che J. M. Bergoglio Vescovo di Roma accattolico persegue fin dal primo momento.
      Per questo uno dei suoi paradigmi è la parzialità, l’esatto contrario della cura dell’unità.
      È la fine, ed è l’inizio, di che cosa solo Nostro Signore lo sa. Forse – lo spero – del ritrovamento dell’unità dei cristiani. Oppure è solo una parentesi con risvolti ridicoli determinata dall’agire di uno squilibrato, di cui la Provvidenza si sta servendo per i suoi scopi.

  • deutero.amedeo ha detto:

    Il 13 dicembre p.v. don Bergoglio dovrebbe festeggiare il cinquantesimo anniversario della sua ordinazione sacerdotale. A qualcuno risulta che in Vaticano ci sia in preparazione qualcosa?

  • Pietro Moscatelli ha detto:

    Birds of a feather …
    Ma parliamo italiano, “chi si somiglia, si piglia”.

  • Claudius ha detto:

    Considerazioni condivisibili, ma credo che manchi il punto essenziale della questione, che invece Pansa ha colto nella sua descrizione di Repubblica e Scalfari come centri di “potere morbido” capaci di condizionare governi, istituzioni e magistrati in Italia.
    Cioe’ il vero interesse di Bergoglio nei confronti di Scalfari e’ il Potere. Bergoglio sa che Repubblica in Italia e’ il giornale dei poteri forti, sa che e’ un centro di potere piu’ o meno occulto che riesce a condizionare la vita pubblica in Italia in modo obliquo e come tale gli piace avercela come alleata.
    Il discorso sulle affinita’ personali, di cui Super Ex scrive, molto probabilmente corrisponde alla verita’, ma non credo che sia particolarmente rilevante. Il fatto rilevante e’ che La repubblica e’ una macchina per il potere e a Bergoglio interessa principalmente per questo.
    A Bergoglio interessa solo il potere. Questo e’ il vero minimo comun denominatore tra i due.

    • Rafael Brotero ha detto:

      Ma se a Bergoglio interessa solo il potere, perché vuole distruggere la Chiesa? Come capo di una Chiesa forte avrebbe più potere.
      Per lui il potere è solo uno strumento per implodere la fede.

      • Claudius ha detto:

        Cerca di capire quello che ho scritto, invece di perdere tempo a farci sopra la filosofia, che non serve a niente. E’ tutto li’.

  • MARIO ha detto:

    E chissenefrega di Scalfari ! Non ti curar di lor ma guarda e passa…

  • Boanerghes ha detto:

    Intanto andiamo verso il S. Natale, magari incontrando qualche presepe un po’ strano, un po’ rivisitato nella concezione, o magari del tutto abolito, per non offendere qualcuno di sensibilità diversa.
    Poi si abolirà il crocifisso per gli stessi motivi.
    E dulcis in fundo abolizione della liturgia e della preghiera.
    Nubi sempre più nere si approssimano.
    Bisogna resistere, costi quel che costi.

    • GMZ ha detto:

      Ricordo che alcuni anni fa un movimento ecologista qualsiasi lanciò una campagna contro le croci e le lapidi che la pietà popolare dedica – da sempre – ai caduti in montagna, nonché contro le croci che da tempo immemore* le popolazioni alpine mantengono sulla vetta delle montagne.
      Meno male che i musulmani non sono alpinisti, altrimenti quella stessa campagna sarebbe rilanciata oggi e, complice il devastante meccanismo dei cd. social network e l’acquiescenza della Cei e la benedizione del papa, avrebbe il successo fin qui negato.
      Ossequi!

  • Klaus B ha detto:

    A dire la verità, La Repubblica ai tempi di Scalfari era fatta benissimo.
    Giornale con un chiaro e non condivisibile orientamento, ma con articoli sempre ben scritti dalle migliori firme che erano disponibili in quel campo ideologico e graficamente eccellente.
    Scalfari come opinionista non ne ha mai detta una giusta (figuriamoci se può dirla ora che è quasi centenario), ma come direttore era professionalmente capacissimo e, nel suo autoritarismo, sapeva scegliersi ottimi collaboratori.
    Non so se la somiglianza valga anche sotto questo profilo.

    • Maria Cristina ha detto:

      Ho l’ impressione che della strana coppia Scalfari-Bergoglio chi ha abilmente “ sfruttato” l’ altro sia stato proprio Scalfari. Cio’ che non poteva riuscirgli con un papa colto ed intelligente, o anche semplicemente credente, gli e’ riuscito con un personaggio come Bergoglio , sfruttando la sua vanita’ e la sua ignoranza, il suo provincialismo e la sua smania di” piacere alla gente che conta” . Scalfari non poteva sopportare Ratzinger che defini’ un “ mediocre teologo” perche’ molto piu’ intelligente e colto di lui, non poteva sopportare Giovanni Paolo II perche’ molto piu’ carismatico e amato di lui, invece e’ entusiasta Di Francesco , come uno puo’ essere entusiasta di aver trovato un papa a cui poter mettere le parole in bocca e trattare come un proprio fantoccio.
      In questa inquietante liason direi che il fregato e’ proprio Bergoglio, che si crede tanto furbo ma ha trovato uno piu’ furbo, piu’ manipolatore e piu’ egolatrico di lui.

      • Milli ha detto:

        Non sono d’accordo con lei, Maria Cristina. Io credo che si stiano ‘sfruttando ‘ a vicenda e lietamente, altrimenti Bergoglio si sarebbe fatto fregare solo una volta.Scalfari sfrutta Bergoglio per alimentare ancora una volta il proprio ego, in qualità di colui che può mettere le proprie parole in bocca al pontefice. Ma Bergoglio sfrutta Scalfari e gli lascia affermare impunemente concerti eretici che lui non può dire apertamente. Attraverso il vecchio giornalista, Bergoglio può seminare eresie senza sporcarsi le mani.
        Altrimenti direbbe una volta per tutte qual è il suo pensiero, cosa si sono detti e intimerebbe a Scalfari di non aprire più bocca.

  • Rafael Brotero ha detto:

    Cosa? Un complotto tra massoni e berggyboys per rinunciare Benedetto XVI e eleggere il Povero Santo Padre?? Ma per favore. Lo stesso Benedetto XVI ha dichiarato che tra lui e Berggy c’è identità di vedute e che se si veste ancora di bianco è perché non ha trovato una talare nera in Vaticano! Solo con cattiva fede si può dubitare della sincerità di queste parole.
    Ragazzi, niente lucidità, per favore. Aspettiamo tranquilli la nuova Supplica filiale del cardinale Burke e dei celebri intellettuali. Con il tempo, diventano sempre più divertenti.

  • deutero.amedeo ha detto:

    Un versetto al giorno.
    [9] Chi copre la colpa si concilia l’amicizia,
    ma chi la divulga divide gli amici.
    (Proverbi 17,9)

  • Iginio ha detto:

    Molo banalmente: Bergoglio, quando risiedeva in Argentina, non credo proprio sapesse dell’esistenza di Scalfari. Gliel’avranno presentato i cari confratelli gesuiti, vedi Spadaro, dicendogli: ecco, questo è uno dei principali giornalisti italiani non credenti, cerchiamo di “dialogare” con lui, così iniziamo bene l’Era dei Ponti e cominciamo ad Abbattere i Muri.
    Ragionamento commovente, ma questo passa il convento oggi. E bisogna battere le mani.

    • Adriana ha detto:

      Gli oggetti che si trovano nello stemma di Scalfari devono aver impressionato fortemente Bergoglio ( essendo Jorge essenzialmente un incolto parvenu extracomunitario ) .
      Un’ ascia e un ponte …e così ha pensato bene di utilizzarli ficcandoli in ogni suo discorso di ponti e muri .

  • Maria Grazia ha detto:

    Non capisco perchè Bergoglio continui a coltivare l’amicizia, la confidenza e la frequentazione con Scalfari.
    Se il giornalista si permette di scrivere qualche dichiarazione, in materia di fede, fatta da Bergoglio, l’ufficio stampa del Vaticano minimizza e, pur essendo ateo, il Papa non cerca minimamente di portarlo a Cristo. Che cos’ha Scalfari da insegnare a Bergoglio? Che tipo di visite sono quelle che il giornalista fa a Bergoglio? Qual è il motivo? Va, forse, a prendere lezioni di Teologia da Bergoglio?

  • Adriana ha detto:

    Queste amicizie ispirate da uno Spirito Massonico regalano agli adepti notevoli soddisfazioni , come il progettino architettonico destinato a sorgere ad Abu Dhabi . Si tratta di una sinagoga , una moschea , una chiesa intitolata a S. Francesco ( ! ) , più un quarto edificio che rappresenterà il Centro Studi e ricerca sulla fratellanza umana… chissà se Barbapapà otterrà un altarino o , almeno , un’edicola da quelle parti ( per rimanere visibilmente immortale . In fondo è decisamente più bello lui della Pachamama ! ) – .
    https://www.radiospada.org/2019/11/presentata-a-bergoglio-la-casa-interreligiosa-abrahamic-family-house/

    • GMZ ha detto:

      In diversi aeroporti vi sono già le sale di preghiera multireligiose: luoghi in cui di solito non v’è nulla, a parte l’indifferentismo religioso che la massoneria promuove a ogni pie’ sospinto anche attraverso questi apparentemente innocui dettagli.
      Non ricordo più dove vidi l’ultima, ma all’esterno vi era una targa con una croce, una menorah, una mezzaluna e un dharmacakra. Entrai nella sala, mosso da curiosità, e scoprii che era vuota: nessun simbolo delle religioni summenzionate – credo per non offendere la sensibilità di nessuno. Ma, soprattutto, nessun fedele.
      Scommetto però che se avrò occasione di sorprendervi qualcuno in preghiera, un giorno, sarà senza dubbio un cristiano maturo catechizzato col metodo Giovannone (Giovanni XXIII+massone) – dove la Nona di Beethoven è rimpiazzata da Nostra Aetate.
      Ossequi.

      *Gli adepti di pachamama potevano sentirsi esclusi, così come tutti gli altri idolatri, ma dal Sienodo Amazzonico in poi anche loro si possono riconoscere nel simbolo di una croce.

    • Maria Cristina ha detto:

      Naturalmente sopra l’ edificio che dovrebbe rappresentare la Chiesa cattolica non e’ prevista alcuna CROCE. E’ proprio la Croce infatti il problema , che si tenta di occultare , in questa armonia artefatta fra ebrei musulmani e cristiani. La Croce, che volenti o nolenti e’ un FATTO STORICO, la Croce che gli ebrei esecrano e tentano di ridicolizzare, che i musulmani odiano. Insomma e’ Cristo la pietra di inciampo, sulla quale e’ scritto che molti andranno a sfracellarsi.
      Gesu’ , morto in Croce e resuscitato, e’ La pietra angolare e la pietra d’ inciampo. I Fratelli Liberi Muratori con tutte le loro Logge non potranno mai disfarsi di questa pietra che e’ il Cristo.E non bastera’ loro credere di discendere dai muratori del Tempio di Salomone. Gesu’ ha detto che fra i suoi poteri c’ e’ anche quello di far crollare e l Tempio di Gerusalemme e di ricostruirlo in tre giorni.

  • alessandro mirabelli ha detto:

    standing ovation per super ex

  • Don Ettore Barbieri ha detto:

    Ottimo articolo. Molto interessante e istruttivo. Grazie.

  • guido ha detto:

    ben sappiamo come i compari di loggia sappiano scegliere e far crescere i loro lacchè . Si osservi nel mondo politico, economico e finanziario , giornalistico culturale, ecc. quando notate un inadeguato in posizione di potere apparente , ebbene , non sbagliate a pensare che sia stato cooptato . Ma certo questa è la prima volta che lo notiamo nei vertici della Chiesa . Ma non durerà molto , la misura è colma . Quando i grandi maestri si accorgono che un personaggio da loro creato ,ormai , è divenuto solo ridicolo, lo sacrificano.

    • Pierluigi ha detto:

      Su Francesco concordo ma, umanamente, rabbrividisco se penso a chi potrebbe prenderne il posto, data l'”infornata” di cardinali bergogliani.

  • rvc ha detto:

    si legga su Repubblica di oggi il fondo di Scalfari . Una specie di compianto su se stesso . Una specie di addio.

  • I love anguera ha detto:

    Per MARIO e CARLONE; ZANCHETTA e GALANTINO; PAGLIA, CARBALLO e compagnia bella.
    «Amate e difendete la verità. Non permettete che la menzogna vinca» (Messaggio, 16 novembre 2013).
    https://www.apelosurgentes.com.br/it-it/mensagens/
    https://gloria.tv/video/s6UVTaQQhfGY3Du7ixyPKvpPc
    E’ in atto una terribile battaglia spirituale tra la VERITA’ del Magistero di sempre, e la MENZOGNA dei Gerarchi attuali, in materia di dottrina, di morale e – presto – di liturgia! Parola d’ordine: Resistere, resistere, resistere!!!

  • Boanerghes ha detto:

    Ma è difficile che uno si penta, quando si mette al posto di Dio

  • Boanerghes ha detto:

    Senza pentimento, è la dannazione.
    Punto e basta