ROMANA VULNERATUS CURIA: WHO IS AUSTEN IVEREIGH?

8 Novembre 2019 Pubblicato da --

 

Marco Tosatti

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, Church Militant, un importante e battagliero sito cattolico americano, Church Militant,  ha ripreso e tradotto l’articolo di RVC su Stilum Curiae su Austen Ivereigh. Ve lo offriamo per i lettori anglofoni. Romana Vulneratus Curia is the nickname of a real person who worked years ago at a very high level in the Vatican. It means wounded by the Roman Curia. 

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Veteran Vatican journalist Marco Tosatti recently received a letter from one of his sources, who goes by the name “Romana Vulneratus Curia,” about who English Catholic journalist Austen Ivereigh really is. RVC knows Ivereigh well and worked for years in the Vatican in a post of the highest responsibility, and was unjustly dismissed from his post.

“Dear Tosatti, I would like to help your readers get to know Austen Ivereigh better, as well as what the “reframing” of Austen Ivereigh is, and the role that he really plays. Believe me, he is more “relevant” than we know.

Austen Ivereigh is not simply an English Andrea Tornielli, as many think. Let’s start by looking at his creation, [the media group] Catholic Voices, whose stated objective is to teach people how to communicate the Christian message, beginning with the presupposition that contemporary Western culture impedes it.

Catholic Voices thus pretends to teach the method for doing evangelization in the 21st century, thanks to ‘reframing.’Tweet

Today’s culture, in fact, does not allow people to be heard when they speak about God, the Church, et cetera. Catholic Voices thus pretends to teach the method for doing evangelization in the 21st century, thanks to “reframing” (a “frame” literally means a picture frame, so then “reframing” would mean to change the picture frame) which in fact means reformulating the interpretation of a problem, especially in order to modify an irrational or malevolent interpretation, translating it into a positive evaluation. And behold, this is the product sold by Catholic Voices.

The Dominicans, who have been doing exactly this as their career for more than eight centuries, must see Ivereigh as a competitor! But instead, he actually has the Jesuits as his clients. Indeed, he perhaps only has one client: Pope Bergoglio.

In fact Ivereigh’s “hand” is found (he himself has said so) in the first Apostolic Exhortation Evangelii Gaudium, where Bergoglio speaks of the “necessity of credibility, of an original apologetic that helps to create dispositions through which the Gospel will be heard by all.” And in this regard, Ivereigh has publicly declared that Francis is the great example of the renewed approach that the Synod on the New Evangelization called for..

As an example of this holy and enlightened capacity to touch the hearts and minds of those who are distant from the Church in order to draw them back to faith in Christ, Ivereigh pulls out the famous phrase of Francis from July 2013, which apparently he himself suggested: “Who am I to judge?” These words went around the world “causing joy and disturbance.” It occurred to me that Ivereigh already saw in Bergoglio that sign of contradiction of Christ: “He is here for the fall and the rise of many in Israel, as a sign of contradiction! And you yourself a sword shall pierce” (Luke 2:34–35). And of course, ever since then, the conversions of people distant from the Church have just exponentially exploded, as well as priestly vocations!

Well, I cannot do an analysis of all of the Catholic thought — or pagan thought — of Austen Ivereigh; I can only attempt a synthetic evaluation. I believe that there are at least three Austens.

The first is a professional who has taught “reframing” to Pope Bergoglio, the one who explained to Bergoglio that he ought to begin by saying “Buonasera” (“Good evening”), not with the customary, expected and worn-out Apostolic Blessing, or with “Praised be Jesus Christ!” — which incidentally was the motto of Vatican Radio when the Jesuits ran it …

But if we look at the actual results of this “reframing” by Catholic Voices, after six years of this pontificate, we must declare the failure of the project that Ivereigh himself declared.

The second Ivereigh is someone who is underemployed (just like Tornielli) looking for a lucrative job, and he seeks it out only by justifying and singing the praises of whatever nonsense the Pope says or does.

A ‘pagan’ disguised as a candid Catholic.Tweet

The third Austen is probably what is implied by the blogger Eccles: a “pagan” disguised as a candid Catholic who has succeeded, as a counselor of the Pope, in making him cause confusion to the souls and the thought both of those who were far from the Faith as well as of those who already possessed the Faith and see it wavering today because Bergoglio is not a Pastor of souls.

It is said that it was Ivereigh who suggested to the Pope another famous expression, speaking of the feminine presence in the Church: “The Church is a woman … it’s LA Chiesa, not IL Chiesa… .” Genius! Applause!

Translated by Giuseppe Pellegrino. Originally published at Marco Tosatti’s site.

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3 commenti

  • virro ha detto:

    Veritiero,
    questa sua ricerca viene a confermare vari passaggi, ben descritti da H. Sire, in “la maschera di Bergoglio”.
    Chi cerca trova, buon lavoro di ricerca

  • Carlo Delfino AGOSTO ha detto:

    Per favore NON inviatemi più testi in lingua inglese, ma solo e sempre in LINGUA ITALIANA .

    Grazie.
    Carlo D.Agosto

  • Il Veritiero ha detto:

    QUESTO E’ QUELLO CHE CONFESSA E TESTIMONIA AUSTEN IVEREIGH SUL CONCLAVE 2013 E SULLA MAFIA DI SAN GALLO.

    Austen Ivereigh “The great reformer” o “Tempo di misericordia” anno 2014

    Capitolo N° 9 – Il Conclave

    [pag403] La diagnosi del gruppo di San Gallo era adesso il “plat du jour”

    [pag404] L’iniziativa fu presa allora dai riformisti europei che nel 2005 avevano cercato di far eleggere J.M. Bergoglio. Alcuni di loro come il Card. O’Connor erano troppo vecchi per votare al conclave, mentre altri, tra cui Walter Kasper, Godfried Danneels e Karl Lehmann, erano elettori.
    Avevano imparato la lezione già nel 2005 e stavolta erano ben organizzati.

    [pag404] Prima di tutto si assicurarono il consenso di Bergoglio. Quando gli domandarono se fosse disponibile, rispose che riteneva che in un simile momento di crisi per la chiesa nessun Cardinale, ove gli fosse chiesto, poteva rifiutare. disse che in questo tempo di crisi della Chiesa nessun cardinale avrebbe potuto rifiutare la proposta. ( O’Connor lo avvertì a bella posta di “stare attento” che stavolta era il suo turno, e l’altro rispose in Italiano “capisco”. )

    [pag404] Poi si misero al lavoro e fecero il giro dei tavoli alle cene dei Cardinali per promuovere il loro uomo, affermando che la sua età, settantasei anni, non doveva più essere considerata un ostacolo, dato che i Papi ormai potevano rassegnare le dmissioni.

    [pag404] Avendo compreso grazie all’esperienza del 2005, la dinamica del Conclave, sapevano che i voti andavano a coloro che fin dall’inizio avevano un’ottima prestazione.

    [pag404] Il loro obiettivo era di assicurare almeno venticinque voti a Bergoglio alla prima votazione. Un anziano cardinale italiano tenne il conto di quanti fossero i voti su cui potevano contare prima che il conclave iniziasse.

    [405] Il cardinale spagnolo Santos Abril y Castello, arciprete di Santa Maria Maggiore, a Roma, ed ex-Nunzio in America Latina, fu energico nel sollecitare voti per Bergoglio tra i porporati iberici.

    [pag406] Per questo motivo, e perchè gli organizzatori della sua campagna restavano al di sotto del radar, il carro della banda di Bergoglio, messosi in moto durante la settimana delle congregazioni, in genere non fu individuato dai media e ancora oggi la maggior parte dei vaticanisti è convinta di come non ci sia stata nessuna orchestrata manovra pre-conclave per eleggere Bergoglio.

    [pag417] Il giorno dopo, Francesco incontrò l’intero Collegio cardinalizio, compresi i non elettori, nella sala delle benedizioni. Quando comparve il Card. O’Connor lo abbracciò e, agitando l’indice in segno di rimprovero, disse con una risata “è colpa sua! cosa mi ha fatto?”