NOBILE: LA STORIA DELLE REDUCCIONES GESUITE CONFUTA LE TESI DEL SINODO.

17 Ottobre 2019 Pubblicato da --

 

Marco Tosatti

Carissimi Stilumcuriali, Agostini Nobile ci ha inviato – mentre si sta celebrando a Roma, come sappiamo, il Sinodo delle Amazzoni, un articolo molto interessante su quell’esperimento straordinario che furono le Reducciones dei gesuiti in America Latina. Buona lettura.

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Le Riduzioni gesuite del Paraguay 

 (Pensando al Sinodo sull’Amazzonia)

Nel 2013 scrissi due lunghi articoli che poi inserii nel mio libro “Quello che i cattolici devono sapere”, pubblicato nel 2015. In questi giorni di Sinodo sull’Amazzonia ho voluto rileggerli perché confermano, se ancora ce ne fosse bisogno, come Bergoglio si trovi lontano anni luce dai suoi precedessori gesuiti. L’aspetto più inquietante riguarda i sensi di colpa che il Vaticano ha creato nel rapporto Chiesa/altre culture. Troppo spesso il papa punta il dito sul male che gli occidentali avrebbero fatto ai popoli non cristiani, mentre, come vedremo, le responsabilità sono da addebitare a quella massoneria che fin dalla sua nascita, nel 1717, cerca di annichilire la Chiesa. Attraverso alcuni stralci degli articoli su citati, vediamo quello che i gesuiti realizzarono in nome di Cristo (non in nome di Madre Terra).

All’inizio del 1700 le Reducciones della Compagnia del Gesù comprendono 30/36 cittadine con un totale di 150 mila abitanti battezzati, che pagavano regolarmente le tasse alla Corona di Spagna.

Valendoci del giornalista padre Piero Gheddo, che nel 1996 ha visitato e studiato i documenti delle Reducciones, cercheremo di sintetizzare nella forma più esauriente possibile questa straordinaria epopea.

«Visitando le rovine, ci si accorge subito che la pianta delle cittadine era sempre uguale: al centro la grande piazza principale (quadrata o rettangolare, ogni lato misurava più di 100 metri) con la chiesa, la casa dei missionari, la sala riunioni, la sede del municipio, la casa degli anziani e quella delle vedove, la scuola, i magazzini, i laboratori, il granaio comunitario, il cimitero. Con le vie rettilinee e le abitazioni delle singole famiglie costruite in pietra, una meraviglia per quel tempo. (…) Era ricca di paramenti ricamati con motivi dell’arte guaranì, i mobili scolpiti, di statue, di arredi d’argento. Il campanile ospitava 8 o 10 campane e lanciavano concerti nella foresta».

Fu costituito anche un corpo di polizia e alcuni locali furono adibiti a carceri. Ma le condanne e le punizioni erano rarissime, gli Stati gesuiti erano gli unici al mondo ad aver abolito permanentemente la pena di morte. Nelle cittadine esistevano industrie tessili e di artigianato; sotto la guida dei gesuiti, i guaraníes costruirono fonderie di metallo, falegnameria, forni per la cottura di vasellami, stabilimenti per la filatura e tessiture delle fibre vegetali e animali, cantieri per la fabbricazione di canoe e zattere, laboratori artigianali per la produzione di cappelli, scarpe, strumenti musicali. I prodotti servivano anche per l’esportazione, i soldi guadagnati, per pagare le tasse. L’industria grafica ebbe grande sviluppo, continua Gheddo: «quando Buenos Aires era ancora priva di una stamperia (la prima venne impiantata nel 1780), nelle Riduzioni già si pubblicavano ottimi libri». Tutte le Reducciones avevano una biblioteca, quella di Candelaria disponeva di ben 4725 volumi.

I guaraní erano rinomati anche come ottimi scultori, liutai, pittori, cantanti e musicisti e, in alcune Reducciones, non mancava il teatro. Il gesuita pratese Domenico Zipoli (1688-1726), allievo di Alessandro Scarlatti e missionario volontario nelle Reducciones, è ricordato come il musicista più preparato che aiutò i guaraní a sviluppare il loro naturale talento musicale. Sconosciuti e bravi musicisti guaraní, sono arrivati a un livello tale di raffinatezza da diventare ottimi compositori. Dopo il ritrovamento degli spartiti, nel 1972, le loro composizioni vengono eseguite nei teatri paraguayani e, grazie ai gruppi musicali italiani  “Academia Ars Canendi” e “Gruppo d’Archi Veneto”, nelle chiese e nelle sale da concerto europee. 

Il sistema politico democratico era costituito da una assemblea che eleggeva il corregedor e due giurati che lo assistevano; quattro magistrati di quartiere e sei commissari di rione. Nella Riduzione di San Cosma e Damiano, oggi ben restaurata, si costruì persino un Osservatorio astronomico. «All’inizio del 1700 – scrive Gheddo – padre Buonaventura Suarez lavorò per 30 anni con gli indios, fabbricando telescopi, un pendolo astronomico con l’indicazione dei minuti e dei secondi, un quadrante astronomico. Le osservazioni astronomiche di questo missionario delle Riduzioni in Paraguay, (le prime costruite con metodo scientifico nel Sud del globo), venivano pubblicate dagli Annali dell’Università di Uppsala in Svezia». In ogni Reducciones c’erano infermieri indios qualificati e la farmacia, mentre a Yapeyu e Candelaria furono costruiti veri e propri ospedali.  Da tribù nomadi, grazie alla sapienza dei gesuiti, i guaraní divennero popolo stanziale, stabilendo l’agricoltura come attività principale per la sopravvivenza.  Con l’allevamento di animali raggiunsero migliaia di capi bovini, ovini e equini. «Ogni villaggio aveva scorte di grano sufficienti per coprire anche un anno di completa carestia e allevava dai 50 mila agli 80 mila capi bovini, con tale margine di sicurezza che le trenta riduzioni potevano abbattere circa 300 mila bestie all’anno. La carne, come ancor oggi in Argentina e in Paraguay, era l’alimento di base, con la manioca, il mais, il riso e il frumento». 

All’interno delle Reducciones la proprietà privata era limitata e il  commercio in denaro escluso. Le proprietà private (dette aba-mbae, proprietà dell’indiano) appartenevano alle singole famiglie, le quali dovevano lavorarle e farle fruttare. Una grande estensione di terreno, proporzionata al numero delle famiglie, costituiva la proprietà pubblica (detta tupa-mbae, proprietà di Dio). I prodotti di questa comunità, conservati nei magazzini comuni, servivano per mantenere chi non poteva lavorare, come i vecchi, gli infermi, le vedove e gli impiegati pubblici. Ma anche per utilizzarli negli anni di carestia, di malattia epidemiche, o anche per gli ospiti. Dunque, l’opera dei gesuiti (come i missionari degli altri ordini, pur se in in forme diverse), non ha niente a che vedere con le colonizzazioni violente dei laicisti occidentali, o con quelle delle altre culture che si sono succedute nella storia. 

I soliti intellettuali illuministi che giudicavano dai loro comodi salotti d’Europa, sostenevano che i gesuiti avevano costruito le Reducciones ispirandosi a La città del sole di Campanella o a La Repubblica di Platone, altri dicevano che si trattava de L’Utopia di Tommaso Moro. E dato che gli intellettuali sono molto sensibili alle mode, oggi si parla di comunismo (nel 1600-1700!). In realtà, come affermavano gli stessi gesuiti, hanno semplicemente messo in pratica il cristianesimo dei primi secoli della Chiesa, dove la religione era il principale fattore educativo e dominava la vita pubblica. Alcune personalità del periodo che visitarono le missioni, hanno definito le Reducciones  come estesi monasteri regolati dalla preghiera, dal lavoro e dall’arte. Per queste missioni erano scelti i migliori gesuiti, e questo spiega un altro aspetto singolare che ha dell’incredibile [e smaschera la proposta dei “viri probati”] : in ogni missione erano presenti solo due o tre missionari che, con la sola forza morale, il loro esempio e il richiamo alla fede, tenevano assieme da 2 fino a 8 mila indios. Come vedremo, la straordinaria storia delle Reducciones si concluse dopo oltre 150 anni, per volere delle massonerie interessate allo sfruttamento umano e delle terre.

Espulsione dei gesuiti dalle Reducciones 

La fine delle Reducciones viene determinata  dall’espulsione dei gesuiti dai domini coloniali, decisa dalla Corona di Spagna nel 1767. Leggiamo ancora Piero Gheddo che sintetizza le motivazioni: «Il Re di Spagna Carlo III impiegò alcuni anni per giungere a questo atto sommamente ingiusto, originato da un fatto politico: in Europa le monarchie nazionali erano sempre più gelose della loro autonomia e temevano le interferenze papali (di cui la Compagnia di Gesù era il principale strumento); nelle colonie americane i coloni e i governatori spagnoli non volevano più le Reducciones». I gesuiti accettarono con umiltà l’ingiustizia, ma molte Reducciones furono distrutte e i guaraní massacrati, i sopravvissuti si dispersero nelle foreste insieme alle donne e ai bambini. 

Tra le tante inutili e ingiuste violenze fisiche e morali, ricordiamo il caso del padre italiano Gabriele Malagrida, che dopo aver lavorato per trent’anni nelle Reducciones in Brasile, procurandosi presso gli indigeni e i coloni portoghesi fama di grandi virtù, per ordine del massone marchese  Pombal fu richiamato in Portogallo, dove nel 1759 fu rinchiuso in prigione insieme ad altri nove confratelli. Condannato a morte, il religioso fu arso sul rogo. La Chiesa lo proclamò martire. La Compagnia di Gesù si avviava così verso la soppressione, avvenuta il 21 luglio 1773, per ordine di papa Clemente XIV, pressato dalle calunnie e dalle minacce. Eliminata nelle nazioni cattoliche, la Compagnia sopravvisse nella Prussia di Federico II e nella Russia Bianca di Caterina II. Dopo la Rivoluzione francese e i massacri napoleonici, in cui furono uccisi molti ex gesuiti, Pio VII il 7 agosto 1814 ridiede vita alla Compagnia. 

Abbandonate e ricoperte dalla foresta, le rovine delle Reducciones rischiarono di essere totalmente distrutte. All’inizio del novecento le autorità massoniche argentine stabilirono di raderle al suolo per togliere ogni segno cristiano. I missionari tedeschi del Divin Verbo hanno salvato parte di queste rovine, grazie soprattutto al padre tedesco Johannes Kuchera, ex militare, che organizzò gli indios e difese le rovine della loro epopea. Oggi queste rovine sono monumento nazionale.

Edoardo Spagnuolo, nella sua ricerca documentata sulle Reducciones (dove ho potuto attingere alcune preziose informazioni), scrive: «L’espulsione della Compagnia del Gesù dalle colonie spagnole, nel 1767, segnò la fine di un esperimento straordinario durato oltre un secolo e mezzo, facendo ripiombare nel buio dell’emarginazione e ai confini della storia intere comunità di indios».

Come abbiamo visto, i gesuiti credenti portavano Cristo ai pagani, con risultati straordinari, mentre Bergoglio fa inginocchiare i preti davanti agli sciamani, con conseguenze prevedibili. Come ho detto sopra, il papa, invece di accusare i massoni e gli atei, veri responsabili dei crimini contro le  altre culture, utilizza sempre i pronome “noi”. Ogni singolo occidentale, secondo il vescovo di Roma, dovrebbe sentirsi in colpa per le malefatte dei nemici di Cristo. Questo paradosso non è casuale. Si chiama prendere due piccioni con una fava. Da una parte Bergy umilia con i sensi di colpa gli occidentali, dall’altra promuove il programma sincretista massonico. Vedi Qui.

Agostino Nobile

Ps. Il recente Premio Nobel per l’economia a tre ricercatori che combattono la povertà, mi ha fatto pensare che un premio simbolico a tutti i missionari che per secoli hanno dato la vita, nel vero senso della parola, ai poveri, migliorando notevolmente la loro esistenza, non sembra essere mai stato preso in considerazione. Ma si sa, l’Accademia Svedese è in mano a persone particolarmente allergiche al cristianesimo. Meglio Dario Fo che Mario Luzi.

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28 commenti

  • Lucy ha detto:

    Olre a quello che si può sapere dalla storia è stato il film Mission a far conoscere le ” reduciones ” al grande pubblico.Al di là della vicenda romanzata del film la sostanza di verità storica che emerge getta una luce splendida sulla missione dei gesuiti ( di allora).Oltre i loro limiti umani e gli errori che hanno potuto commettere, la verità di fondo è questa : sono andati laggiù per CONVERTIRE gli indios e convertendoli alla fede cattolica per la salvezza delle loro anime , li hanno anche civilizzati per la loro dignità umana e sociale insegnando la coltivazione dei terreni , l’artigianato e la MUSICA !!!Una delle scene più belle del film è infatti quella in cui bambini Guaranì davanti all’arcivescovo ( non ricordo se spagnolo o portoghese) cantano un melodioso , sublime canto gregoriano da far accapponare la pelle. Anche se il fatto non è realmente accaduto è però manzonianamente verosimile dato appunto quello che si sa dalla storia e cioè che il gesuita Zipoli ” aiutò i giovani a sviluppare il loro naturale talento musicale”,Che dire? Siamo lontani ” anni luce ” dal Sinodo , dall’ideologia latinoamericana / tedesca intorno a cui è stato costruito , dai cambiamenti che ne verranno fuori anche se ambiguamente mascherati da ” pastorali emergenze locali ” e tutto il repertorio che conosciamo.Che Dio aiuti la ” sua ” Chiesa.

  • Iginio ha detto:

    Mi pare però che all’espulsione dei gesuiti non fece seguito sic et simpliciter la distruzione delle riduzioni e il massacro degli indios. Semplicemente alcune riduzioni vennero prima affidate ad altri ordini religiosi e poi soppresse dai nuovi Stati sudamericani indipendenti. Il film Mission faceva confusione con gli eventi accaduti alcuni anni prima, quando parte del territorio delle riduzioni fu ceduto dalla Spagna al Portogallo.

  • deutero.amedeo ha detto:

    A volte rivangare certe pagine di storia è utile ,necessario e fa bene alla salute.
    L’uomo vive nel presente, non sa nulla del futuro ma è un male che dimentichi il passato.
    Gudafternun dal saggio Gufo della Val Brembana.

  • ovielle ha detto:

    Signor Tosatti , ho una domanda delicata, per lei o per l’Osservatore Vaticano : ma il Papa prende uno stipendio ? e ha un fondo pensione PapaEmeriti ? Se non mi rispondete potrei non dormirci su tutta la notte . Se non avesse adeguato compenso e pensione il Papa sarebbe anche lui uno -sfruttato- dal capitalismo bieco cattolico , che lo ha strappato dalla sua pampas , lo ha portato a Roma , dove la vita costa più cara che in Argentina . Secondo me il Papa non ha un euro, guardi le sue scarpe , poi si ricorda quando andò in via del Babuino a comperare una montatura per i suoi occhiali chiedendo di non farlo spendere troppo ? Porello… La facciamo nà colletta pro-papa ?

  • TITTOTAT ha detto:

    Come l’invidia dei giovani pigri politici senza abilità sta distruggendo l’Italia.

  • Astore da Cerquapalmata ha detto:

    Le riduzioni dimostrano che la Chiesa incide sulla società quando si occupa di anime, mentre quando i Pastori si occupano di politica e di affari, alla fine, anche non volendo, si trovano ad agire come i MASSONI, perché pensano come loro.
    Oggi il fenomeno è molto chiaro.
    San Paolo rimproverò l’Apostolo Pietro perché frequentava i giudeo cristiani rimanendo a distanza dai credenti provenienti dal paganesimo, perché era caduto “nella loro ipocrisia”.
    Pietro non insegnava cose sbagliate, ma le testimoniava in modo da sembrare che avessero un fondamento teologico.
    Un “mezzo insegnamento” ambiguo e molto pericoloso.
    Fatto sta che anche quando la Chiesa ha avuto Papi indegni, questi non hanno messo mai in pericolo la fede con fatti di questo genere. Si sono “limitati” a dare scandalo con la loro vita privata e non con comportamenti che potessero sembrare avessero un fondamento teologico!
    Oggi invece la fede di tanti cristiani è messa in pericolo perché tanti Pastori sembrano essere caduti nell’ipocrisia di dare fondamento teologico a cose come l’immigrazionismo e il misericordismo.
    Cioè, attraverso comportamenti ambigui e ipocriti, sembra che in nome dell’amore e della misericordia, cioè in nome di Dio stesso, si porti avanti una falsa solidarietà e una falsa misericordia.

  • Astore da Cerquapalmata ha detto:

    Molto interessante.
    Un partito con un programma simile sarebbe da votare. Ma l’UE e la CEI si opporrebbero.

  • ubimayor ha detto:

    Cercare un filo che congiunge san GP II e Bergoglio è rischioso ed inopportuno , Avrebbe allora ragione Spadaro quando parla di continuità , Avrebbe ragione ill card.Sarah che parla, nella sua intervista al Corrire , di continuità nell’ermeneuitica . Facendolo rischiamo una interpretazione soggettiva di comportamenti passati di un Papa , volendo spiegare quelli attuali di un altro Papa . Per esempio , GP II incoraggiava come pochi papi il proselitismo evangelizzatore , verticale ( con la struttura della Chiesa ) e orizzontale ( con i Movimenti)
    Bargoglio sta cancellando sia i Movimenti che la Gerarchia , scoraggia il proselitismo evangelizzante , proponendo invece l’esempio, la testimonianza , Ma quale ? la sua , quella dei suoi protetti o quella della sua Curia . ? Qualsiasi sia l’esempio e testimonianza a cui il papa si riferisce , riuscira solo a far crescere le conversioni alla Chiesa Ortodossa. . Ma Lui lo sa bene…

  • Pier Luigi Tossani ha detto:

    e ancora grazie a Nobile.

    Qui l’articolo completo di P. Gheddo:

    https://www.gheddopiero.it/index.php/le-riduzioni-lutopia-infranta-del-sud-america-padre-gheddo-su-radio-maria/

    Nobile dice:

    “Come abbiamo visto, i gesuiti credenti portavano Cristo ai pagani, con risultati straordinari, mentre Bergoglio fa inginocchiare i preti davanti agli sciamani, con conseguenze prevedibili. Come ho detto sopra, il papa, invece di accusare i massoni e gli atei, veri responsabili dei crimini contro le altre culture, utilizza sempre i pronome “noi”. Ogni singolo occidentale, secondo il vescovo di Roma, dovrebbe sentirsi in colpa per le malefatte dei nemici di Cristo. Questo paradosso non è casuale. Si chiama prendere due piccioni con una fava. Da una parte Bergy umilia con i sensi di colpa gli occidentali, dall’altra promuove il programma sincretista massonico”.

    Esatto. Circa il programma sincretista massonico bergogliano, segnalo la sciagurata iniziativa sull’educazione, in programma per il 2020:

    https://www.avvenire.it/papa/pagine/20-maggio-papa-patto-per-l-educazione

    che, se leggete i contenuti, è esattamente su questa linea. Ove, ovviamente, sarebbe bastato promuovere l’educazione cattolica, come fecero i gusuiti nelle Redecciones,, e il buono-scuola, per la libertà effettiva di educazione. Vade retro, poteri massonici vaticani…

    • Pier Luigi Tossani ha detto:

      una rilettura del testo del Padre Gheddo che avevo linkato, mi ha confermato il lontano ricordo di quando in passato lo avevo già letto. Cito, in quanto potrebbe essere utile oggi, non in favore dei viri probati, ma per sacerdoti veri, quelli celibatari:

      “…Quali sono gli errori commessi dei gesuiti nelle Riduzioni?

      Ne possiamo individuare tre, che hanno poi determinato la decadenza dell’esperienza dopo la loro espulsione :
      1) I guaranì non erano ammessi al sacerdozio né alla vita consacrata: il primo sacerdote guaranì venne ordinato a Buenos Aires alla fine del 700. Nelle Riduzioni non c’erano le suore nè straniere nè locali, sebbene numerose ragazze avessero chiesto il consenso di consacrarsi a Dio. Il forte pregiudizio contro gli indigeni comune a tutte le Chiese dell’America fino al secolo scorso, faceva dubitare avessero le qualità umane e cristiane necessarie. Tanto più questo pregiudizio valeva nelle Riduzioni, dove ai sacerdoti si richiedevano grandissime qualità.

      Basti dire che nei 150 anni delle Riduzioni 29 padri vennero uccisi dagli indios pagani delle regioni vicine e anche la vita quotidiana esigeva resistenza fisica e morale non comune. Comunque il non aver aperto nemmeno un seminario o noviziato per preparare al sacerdozio o alla vita religiosa è senza dubbio uno dei più gravi limiti delle Riduzioni, anche perchè i rinforzi dalla Spagna stentavano a venire. Nel 1652 ad esempio, le 30 cittadine cristiane delle Riduzioni avevano in tutto 46 padri e 3 fratelli. All’inizio del 1700, su 33 o 36 comunità, la metà circa avevano un solo padre anziano, non sempre in buona salute.

      2) Il secondo limite è simile al primo. I gesuiti davano responsabilità ai capi indigeni, ma in modo limitato e locale. La direzione delle Riduzioni e i rapporti esterni rimanevano in mano ai padri, nonostante che gli indios più evoluti chiedessero maggiori responsabilità. Al momento della loro espulsione (1768), i gesuiti non avevano indigeni preparati a cui affidare le Riduzioni.

      3) Infine, la politica d’isolamento delle Riduzioni dal resto nella Colonia finì per creare “un’isola felice – come è stato detto – in un mare in perenne tempesta”. Un sistema del genere, quasi perfetto ma isolato dal mondo, non poteva durare, aveva troppi nemici, persino vescovi e sacerdoti diocesani dei dintorni. Le calunnie che circolavano in America e in Europa sulle Riduzioni erano assurde (ad esempio che vi fossero miniere d’oro che davano prosperità al sistema dei gesuiti), ma spesso da Madrid si mandavano inquisitori e commissari incaricati di scoprire i segreti di quella pace e armonia tra bianchi ed indios, autosufficienza, progresso economico, tecnico e morale che non c’era in nessun’altra delle colonie spagnole!”

  • Rafael Brotero ha detto:

    Erano migliori di Bergoglio (chi non lo è?), ma anche lontani anni luce dalla comunità di santi che vogliono rappresentare.
    Leggendo le storie gesuitiche delle Misiones, sembra che i gesuiti erano un gruppo di santi martiri dentro una multitudine di pagani perversi. Questi pagani sarebbero, non gli indiani antropofagi del Paraguay, ma i portoghesi di quei tempi, un popolo 200% cattolico che in ogni vila di 100 persone costruivano 5 chiese. I portoghesi tridentini con le loro centinaia di conventi e monasteri uniti a migliaia di Indiani convertiti. Rigidi e in entrata. Orrore.
    Le Misiones furono un progetto politico, non religioso, e proprio per questo hanno creato una reazione politica inversa che poi ha aperto le vie per la massoneria (movimento uguale in senso opposto) e la rivoluzione.
    Il resto è mitologia hollywoodiana di San Robert de Niro.

  • Maria Grazia ha detto:

    L’elenco riguardo alle umiliazioni rivolte da Bergoglio a chi,invece, dovrebbe tutelare e promuovere è lungo: i Teologi, chi professa i dogmi di Santa Romana Chiesa, chi crede nel valore dei comandamenti, chi appartiene a ordini religiosi di provata fede mentre, invece si mostra favorevole e partecipa a cerimonie in cui sacerdoti cattolici s’inchinano ad adorare spiriti ancestrali e la madre terra, cardinali portano in trionfo, all’interno di San Pietro, simboli di religioni pagani e tutto nel silenzio colpevole di chi dovrebbe intervenire per por fine, definitivamente, allo scandalo senza precedenti che siamo costretti a subire.

  • trovatello ha detto:

    per festeggiare il Sinodo Amazzonico e dargli un significato personale offrendolo alla intenzioni di Bergoglio , oggi ho fatto la respirazione bocca a bocca ad una lucertola agonizzante , ho salvato una mosca dalla tela di un ragno , ho spento tutte le candele di cera accese in Chiesa . Son stato bravo dottor Tosatti ?

    • wp_7512482 ha detto:

      Anzi, meraviglioso!

      • sindacato fratelli ragni ha detto:

        Ennò…e con noi ragni come la mettiamo? Se ci sottrai un insetto devi almeno sostituircelo con un alimento vegan (senza infierire troppo sui vegetali, però)!

        • trovatello ha detto:

          è mezzora che penso come rispondere alla sua domanda
          sulla sostituzione dell’insetto .Escluderei alimenti vegani perchè voi ragni siete carnivori. Senta , un insetto come andrea tornielli pensa che possa esser gradito ? Non mi dica che lo rigetterebbe subito, per favore. Ma se lo pensa , in alternativa , potrei proporle (….) ?

      • trovatello ha detto:

        grazie . Allora sa cosa faccio oggi ? due cose : prima -vado in tutte le chiese aperte -rubo Avvenire e Famiglia Cristiana e le sostituisco con Araldi Del Vangelo e ilTimone . Seconda : apro le cassette delle elemosine destinate a Caritas , prendo quel che cìè dentro e lo do al poveraccio italiano vittima di Prodi , Napolitano e Mario Monti . Quello che fa questua fuori dalla chiesa e non ha lo Smartphone . .Tosatti,non mi dica anche lei , come fa il mio parroco , che discrimino i poveri italiani da quelli extracomunitari , per favore ! Non discrimino affatto , SCORAGGIO . Normalmente chiedo anche al ventenne extracomunitario ,con smartphone ,come pensa di pagare la mia pensione se fa accattonaggio. Perchè non va a lavorare ? . Uno una volta mi rispose : io non venuto qui per lavorare , io venuto a sostituire te nonno , la tua pensione, nonno, te la pago io, lo ha detto la Bonino…

  • Armando ha detto:

    Sull’argomento esiste un bel libro: “la terra dell’Indio” di Eugenio Corti

  • Fabio ha detto:

    Rattrista ricordare che le prime ‘richieste di perdono’ a nome della Chiesa e le prime cerimonie sincretistiche di Assisi le fece Giovanni Paolo II. C’è un sottile filo rosso che le lega al sinodo dell’Amazzonia, che ne pensa Dr. Nobile?

    • Claudius ha detto:

      E’ *ovvio* che c’e’ un filo rosso tra Woytila e Bergoglio.
      E per di piu’, non e’ affatto sottile, anzi.

    • Arcibald ha detto:

      Concordo con lei nel deprecare le prime cerimonie sincretistiche di Assisi. Ma mi permetto di farle osservare che Wojtyla era devoto di Escriva’ de Balaguer…

      • Boanerghes ha detto:

        Ogni papa può commettere errori pastorali, anche Paolo si oppose a Pietro per la nota questione.
        Però non accosterei GPII a Bergoglio, Wojtyla è stato un grande e tanto ha fatto per preservare la Chiesa da errori morali e teologici. Non avrebbe certo permesso la deriva di oggi della Chiesa, non avrebbe nemmeno dovuto rispondere ai Dubia perché non ci sarebbero stati.

        • franco ha detto:

          A dire il vero di dubia gliene furono inviati, di celebri, una trentina e fece rispondere da qualcun’altro dopo 2 o 3 anni, nemmeno coi “sì” e “no”.