ALBERTO STRUMIA, LA CHIESA: COME ABBIAMO FATTO A RIDURCI COSÌ?

11 Ottobre 2019 Pubblicato da --

Marco Tosatti

Carissimi Stilumcuriali, è con grande piace che abbiamo l’onore di ospitare una riflessione sullo stato attuale della Chiesa del prof. Alberto Strumia, che già in altre occasioni è apparso su Stilum Curiae. Ci sembra una riflessione di grande valore e profondità. Per leggere i suoi interventi precedenti andate qui e qui. Buona lettura. 

§§§

COME ABBIAMO FATTO A RIDURCI COSÌ

Caro Tosatti,

mi sto ponendo, ormai da alcuni anni, questa domanda: come abbiamo fatto a ridurci così?

Mi riferisco alla situazione che oggi vediamo diffusamente in questa chiesa 2.0 – come l’ho chiamata sul suo blog in un precedente intervento (qui) – per non parlare di quello che vediamo accadere nella società civile!

Su coloro che oggi sono silenziosi, quasi tramortiti e, in qualche modo, anche rassegnati all’impotenza, fino a divenire talora allineati, è difficile non vedere all’opera una sorta di anestetico, di oppiaceo somministrato dal demonio stesso, con la pazienza degli anni e, remotamente, addirittura dei secoli. Un anestetico che ha via via intontito i “formatori” e di conseguenza i “formandi”, nei seminari, nelle facoltà teologiche ecclesiastiche e nelle normali università private cattoliche. Studenti che sono divenuti prima sacerdoti gli uni, e professionisti laici gli altri. In questo modo il “pensiero debole” ha finito per “indebolire” e dissolvere ogni “fondamento”, che con una parola impegnativa possiamo definire “metafisico”. Ma ormai anche la “logica” è venuta meno: si dice tutto e subito dopo il contrario di tutto; tanto chi è più in grado di accorgersene? Le conseguenze sulla formazione dottrinale, teologica e filosofica del clero oggi sono spaventosamente evidenti.

Mi lascio andare a qualche considerazione, che per lei è sicuramente ovvia e scontata, ma che ai nostri giorni per non tutti forse lo è allo stesso modo.

– La radice “teologica” (meglio si direbbe “soprannaturale”) di tutto questo è certamente il progressivo indebolimento della fede, con il conseguente infiacchimento della conoscenza della dottrina cattolica e il decadimento della morale e dello stile di vita di sacerdoti e laici che ne conseguono. Quanti anche tra i chierici e i catechisti conoscono il catechismo – la dottrina come si diceva una volta – e sono in grado di insegnarlo ai bambini, ai ragazzi e agli adulti? E le omelie ne risentono… riducendosi a “spremute” di sentimenti più o meno buoni o a comizi politici farneticanti!

Ma insieme alla crisi di fede e della formazione teologica ci sono anche delle radici che possiamo chiamare “filosofiche”, a causa delle quali è la “ragione” – presupposto per una “fede autenticamente cattolica” – che ha smesso di funzionare umanamente e cristianamente.

– Le radici filosofiche “remote” (quelle antiche) di tutto questo le troviamo addirittura nelle antiche scuole del tardo medio evo, come la scuola di Oxford del (XIII-XIV secolo), madre del nominalismo, che ha incominciato a minare il realismo epistemologico e poi quello metafisico: possiamo conoscere qualcosa di vero, o tutto è opinione soggettiva? E addirittura… esiste la “realtà”? Ma, chi lo sa? Forse… Se ciò che conosciamo è solo un simbolo allusivo della realtà, e non “informazione”, “forma” delle cose reali e dell’intelletto, non sarà più possibile recuperare l’aggancio tra realtà e pensiero. Oggi questo simbolismo è inevitabilmente arrivato fino ad abbattere il modo di comprendere che cos’è un sacramento: che cos’è la “presenza reale” di Cristo nell’Eucaristia, ridotta ad un festino tra amici impegnati nel sociale? E allora è divenuto normale che le chiese diventino ristoranti, dormitori e sale per gli usi più diversi, continuando al contempo a celebrarvi la santa Messa.

Ma le radici remote erano già tutte lì nel XIII secolo, nella “condizione iniziale”, quando lo spostamento dal realismo di san Tommaso d’Aquino sembrava minimo, quasi una sottigliezza, che con il tempo si è ingigantita. Curioso che questo fenomeno dell’ingigantirsi nel tempo, dei piccoli “errori iniziali”, oggi, sia più noto ai fisici e ai matematici che ai filosofi e ai teologi! Ma non è qui il luogo per approfondire questo aspetto della fisica odierna perché ci porterebbe troppo lontano.

– Le radici filosofiche “prossime” di questa crisi della teologia contemporanea sono rinvenibili, a mio parere, nell’incapacità, da parte degli studiosi cattolici (sacerdoti e laici) tra la seconda metà del XIX secolo e la prima metà del secolo scorso di rispondere, argomentando adeguatamente, a tutti i filosofi che hanno data per spacciata la metafisica come scienza, da Kant in poi. C’è stato un timido tentativo di tamponare delle falle (con la neoscolastica), che è finito in un semplice ripetere, meccanicamente, quello che si ricordava ancora di san Tommaso, ma con argomenti sempre meno convinti e convincenti. Il fatto è che i filosofi cattolici, per quanto capaci, non sono riusciti nell’impresa di rimettere in piedi un sistema di pensiero che confutasse le basi antimetafisiche dei  vari empirismi, idealismi, marxismi, fenomenologie, esistenzialismi e nichilismi a loro contemporanei.

Inevitabilmente, parallelamente alla ripetizione meccanica di un tomismo stanco, divenuto noioso e mal compreso, nei seminari è comparsa una teologia “narrativa” e non più metafisica, certamente più accattivante, perché nuova, e neppure totalmente disprezzabile in certi suoi aspetti. Il ruolo della “storia” prende ampio spazio, con l’esegesi biblica, la patristica, la descrizione dell’“esperienza del soggetto credente” (un tempo questa altro non era che la “spiritualità” e andrebbe recuperata in quest’ottica). Tutto bene, ma il vuoto lasciato dalla mancanza di un “fondamento” metafisico non può essere colmato da questi aspetti storico-esperienziali che, se mai, sono il “frutto” e non il “sostituto” dell’albero. Invece, condizionati da un modo di pensare ormai divenuto “dialettico” (alla Hegel prima e alla Marx poi) l’esperienza è stata “contrapposta” alla metafisica, la storia alla sistematica, fino ad arrivare a contrapporre la morale della situazione alla morale dei principi. E oggi la prima ha fatto fuori la seconda. Così la teologia cattolica si è ritrovata via via sempre più protestantizzata, essendo costruita su una fede senza ragione (fideismo). E le ideologie di moda hanno avuto le porte aperte: ambientalismo, animalismo, pauperismo, esaltazione dell’immigrazione illimitata… e in questi ultimi giorni il panteismo e il paganesimo hanno fatto ingresso anche in Vaticano, non limitandosi a fermarsi sulla facciata della basilica di san Pietro!

Per decenni si sono alimentati i seminaristi in questo clima, illudendoli di avere scoperto e imparato una nuova “viva” teologia, e oggi ci ritroviamo ecclesiastici e teologi, figli di questa dialettica della contrapposizione e della rottura con il passato, incapaci di concepire l’“analogia dell’ente” e la “metafisica della partecipazione” (chi sa più che cosa significano queste parole?). Non c’è da meravigliarsene…

C’è una certa inevitabilità in tutto questo che il Signore ha comunque permesso, forse per vedere, alla fine, che cosa resterà dei frutti senza l’albero; ma quest’ultimo potrà rispuntare dalle radici, mentre il resto senza radici si seccherà.

Si potrebbe pensare che sarebbe bastato che cinquanta anni fa si fosse vietato di insegnare nelle facoltà teologiche certe dottrine non cattoliche, divenute di moda come se fossero l’autentico pensiero del Concilio.

Simili divieti, pure opportuni, però non sarebbero stati sufficienti a fermare il fenomeno della secolarizzazione e della protestantizzazione, anche se lo avrebbero forse un po’ rallentato.

Il potere culturale del mondo era già troppo forte e penetrante, e aveva indebolito la fede e la ragione anche nei luoghi di formazione del clero. E così si è finito con l’abbracciare entusiasticamente quelle idee non cattoliche e perfino non cristiane che oggi hanno portato del tutto fuori strada.

Curiosamente, la metafisica, sotto la forma di “teoria dei fondamenti delle scienze” viene invece gradualmente riscoperta da alcuni scienziati (logici, matematici, fisici, biologi, cognitivisti).

Naturalmente questo tipo di scienziati veri, che pochi conoscono, non vengono ospitati in televisione; non sono quelli che si lasciano prendere dai deliri di onnipotenza che istigano a “fabbricare” l’uomo in laboratorio.

Perfino la matematica tradizionale oggi non basta più per far “ampliare” la scienza e si cerca, anche inconsapevolmente, quell’“ampliamento della razionalità” del quale parlava Benedetto XVI.

Chissà nel piano di Dio che cosa dovrà accadere? Una grande pulizia della storia per autodemolizione dell’errore e delle sue costruzioni? E un riemergere della verità come unica prospettiva “irrinunciabile” per non soccombere? Un provare a “vivere come se Dio esistesse” (come suggerì Benedetto XVI)?  Un avvicinarsi rapido della fine dei tempi? Non lo sappiamo e dobbiamo essere vigilanti.

Beh!, intanto preghiamo e impariamo dai monaci che hanno garantito per secoli la continuità della fede e della cultura, custodendola e trasmettendola alle nuove generazioni, anche quando tutto il resto si stava sbriciolando.

don Alberto Strumia

§§§




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28 commenti

  • Davide ha detto:

    Nel finale per caso si riferisce agli stessi monaci che raschiavano i papiri sui quali erano scritti i teoremi di Archimede allo scopo di riutilizzarli per inviderci preghiere e litanie ?
    Dobbiamo ringraziare gli arabi che li tradussero dal greco e li tramandarono alla posterità.

    • LucioR ha detto:

      Mamma mia Davide… Com’è ripetitivo!…

      In un vecchio topic di Agostino Nobile Lei fece esattamente la stessa considerazione, e molto di più, ed ebbe pure il piacere di aver generato ben 20 commenti o risposte, tra cui quella dello stesso Agostino Nobile; e a quelle risposte, in particolare a quella di Nobile, più particolareggiata e documentata delle altre, non ebbe modo di fare alcuna contestazione.
      Ora cosa dobbiamo fare: riportare qui tutte le risposte che ebbe allora? Non è bene che se le legga, senza scomodare gli altri a rispondere? Facciamo una cosa: le risparmio la fatica di cercarle, indicando il collegamento a quel topic:

      https://www.marcotosatti.com/2019/09/17/nobile-bufale-anticristiane-sempreverdi-galileo-lutero-gli-arabi-etc/

      Per aiutarla ulteriormente le dico che il suo intervento fu in data 17 Settembre 2019 alle 12:36 pm

    • Paolo Pagliaro ha detto:

      A cosa si rifersisce, Davide? Mi cita qualche caso del genere, producendo le fonti, per cortesia?

      Lo sa che gli arabi, tra le altre cose, hanno distrutto varie biblioteche, e i contributi salienti alla disciplina sono ben pochi (a parte il nome data all’algebra e l’introduzione delle cifre indiane), mentre a partire dal medioevo nell’Europa cristiana la matematica ha ragiunto livelli mai lontanamente visti. I grandi matematici, per secoli e secoli, a partire dal medioevo – da Cardano a Fibonacci,da Euler a Bernoulli, da Newton a Cartesio, da Cauchy a Weierstrass – sono cristiani.
      E nessuno ha raschiato i loro scritti per scrivere preghiere.

      E’ comunque sempre libero di andare ad abitare in Arabia.

  • Rafael Brotero ha detto:

    …Il fatto è che i filosofi cattolici, per quanto capaci, non sono riusciti nell’impresa di rimettere in piedi un sistema di pensiero che confutasse le basi antimetafisiche dei vari empirismi, idealismi, marxismi, fenomenologie, esistenzialismi e nichilismi a loro contemporanei…

    Fatto??? Ma l’autore è sicuro di potere stabilire questo “fatto”?? Ha letto, meditato e confutato le milioni di pagine scritte dai filosofi cattolici, anche se solo i tomisti? Sarei molto felice se questo bravo autore mi spiegasse come si può difendere il marxismo o l’ idealismo ecc. contro il solo Cornelio Fabro…
    E a questa analisi manca, guarda caso, il più ovvio: il nome del mandante del crimine, il nome del cancro che uccide oggi la Chiesa. Non è così difficile. Comincia con Berg e finisce con oglio.

    • paolo anelli ha detto:

      Che commento sconclusionato. Bergoglio sarebbe il “mandante” della mancata confutazione di teorie, quel quella marxista? Ma si possono leggere scempiaggini del genere, che peraltro suonano come insulto anche a don Alberto Strumia?
      Tutti sanno che ideologie come il marxismo non sono mai state radicalmente confutate per la semplice ragione che poggiano su presupposti assiomatici che o si accettano o si rifiutano, ma non sono suscettibili di “confutazione”.
      Non è un problema solo della filosofia: il presupposto dell’economia marxista – il postulato del plusvalore – è ben lungi dall’essere stato smentito scientificamente dagli economisti ed anche qui la ragione è la stessa: è assiomatico; un dogma. Prova ne sia che altrettanti economisti, da quell’assioma, continuano a sviluppare teorie marxiste, anche se diverse dallo sviluppo che ebbe il marxismo nel 900.
      Tosatti, la prego, Strumia è un pezzo da 90 della nostra cultura cattolica ed un gran studioso; dia una stretta alla moderazione e si sforzi di pubblicare commenti meno ignoranti e che mettono in ridicolo la causa. Non è che si debba concedere diritto di parola a qualsiasi arrabbiato. Grazie mille.

      • M.Angheran ha detto:

        A parte il commento sul mandante che è sopra le righe – non fosse altro perchè un mandante deve avere una mente raffinatissima e non vado oltre per carità cristiana – il “fatto” cui allude la critica all’articolo è che in realtà una sintesi filosofica in risposta al pregiudizio antimetafisico esiste. Pensare di ricondurla alla neoscolastica è un artifizio retorico di chi ha interesse a negarne l’esistenza. Mi riferisco come riportato da molti all’opera di Cornelio Fabro riattualizzata e resa possibile da un numero non trascurabile di filosofi cattolici e semplici pensatori come ricorda spesso Piero Vassallo. Una scuola costantemente ostracizzata negli ambienti che contano ma disponibile per chiunque voglia uscire dalla palude legata al dogma di Kant-Hegel-Cartesio e alla finta reazione rappresentata da Heidegger

  • EquesFidus ha detto:

    Come abbiamo fatto a finire così? È piuttosto semplice, in verità: abbiamo iniziato a bollare la Santa Messa come una cosa con inutili ripetizioni, inutilmente lunga e che non piaceva agli eretici, quindi di ostacolo al “dialogo”, e si è finita per rivoluzionarla per renderla “al passo coi tempi”. Da questa perdita di natura soprannaturale procede tutto il resto: ma voi, quali frutti vedete nel NO? Ma a voi, sembra possibile la negazione dei dogmi (vedasi quello della transustanziazione per cominciare) nella Santa Messa di San Pio V rettamente celebrata? È stato un alimentarsi l’un con l’altra, la perdita della fede e della liturgia cattolica intendo: la perdita della fede da parte delle élites cattoliche ha determinato la rivoluzione di Bugnini, che a sua volta ha determinato la perdita della fede e del senso del sacro nel popolo, che a sua volta ha determinato una ulteriore perdita di fede nelle élites (ormai) ex-cattoliche e così via, in un imfernale circolo vizioso di cui vediamo le ultime conseguenze oggi (con i tentativi di fusione della Dottrina cattolica con socialismo, ecologismo e paganesimo tribale).

  • Gian Piero ha detto:

    firmate la petizione lanciata da Lifesitenews in sostegno del card. Brandmuller:

    lifepetitions.com/petition/support-cardina…

  • TITTOTAT ha detto:

    Proprio ieri sera ho letto e finalmente ho capito, sono abile e arruolato in attesa della battaglia, tutti gli altri che non avete capito ritornate a casa.
    Gedeone, con tutta la gente che era con lui, alzatosi di buon mattino, si accampò alla fonte di Carod. Il campo di Madian era al nord, verso la collina di More, nella pianura. Il Signore disse a Gedeone: «La gente che è con te è troppo numerosa, perché io metta Madian nelle sue mani; Israele potrebbe vantarsi dinanzi a me e dire: La mia mano mi ha salvato. Ora annunzia davanti a tutto il popolo: Chiunque ha paura e trema, torni indietro». Gedeone li mise così alla prova. Tornarono indietro ventiduemila uomini del popolo e ne rimasero diecimila. Il Signore disse a Gedeone: «La gente è ancora troppo numerosa; falli scendere all’acqua e te li metterò alla prova. Quegli del quale ti dirò: Questi venga con te, verrà; e quegli del quale ti dirò: Questi non venga con te, non verrà». Gedeone fece dunque scendere la gente all’acqua e il Signore gli disse: «Quanti lambiranno l’acqua con la lingua, come la lambisce il cane, li porrai da una parte; porrai da un’altra quanti, per bere, si metteranno in ginocchio». 6 Il numero di quelli che lambirono l’acqua portandosela alla bocca con la mano, fu di trecento uomini; tutto il resto della gente si mise in ginocchio per bere l’acqua. Allora il Signore disse a Gedeone: «Con questi trecento uomini che hanno lambito l’acqua, io vi salverò e metterò i Madianiti nelle tue mani. Tutto il resto della gente se ne vada, ognuno a casa sua». Egli prese dalle mani del popolo le brocche e le trombe; rimandò tutti gli altri Israeliti ciascuno alla sua tenda e tenne con sé i trecento uomini. L’accampamento di Madian gli stava al di sotto, nella pianura.

  • Pier Luigi Tossani ha detto:

    grazie infinite a don Strumia. Sì,

    “C’è una certa inevitabilità in tutto questo che il Signore ha comunque permesso, forse per vedere, alla fine, che cosa resterà dei frutti senza l’albero; ma quest’ultimo potrà rispuntare dalle radici, mentre il resto senza radici si seccherà”.

    prezioso anche

    “che cos’è la “presenza reale” di Cristo nell’Eucaristia, ridotta ad un festino tra amici impegnati nel sociale? E allora è divenuto normale che le chiese diventino ristoranti, dormitori e sale per gli usi più diversi, continuando al contempo a celebrarvi la santa Messa”.

    mi permetto rispettosamente qualche integrazione, in spirito costruttivo, sull’approfondimento dell’analisi, e cosa era – ed è ancora – possibile fare, circa la nostra Chiesa cattolica.

    Qui, il Padre Ariel Levi Di Gualdo: https://isoladipatmos.com/ecco-che-cosa-scriveva-il-padre-ariel-due-anni-fa-urlando-alle-sabbie-del-deserto-pedofilia-il-caso-spotlight-e-una-ottima-raffigurazione-filmica-della-piaga-dellomerta-clericale/

    e qui, il prof. E.M. Radaelli http://chiesaepostconcilio.blogspot.com/2019/06/em-radaelli-lordalia-o-giudizio.html.

    Qui, invece, la consueta proposta che faccio a livello politico-sociale: https://lafilosofiadellatav.wordpress.com/i-maestri-2/pier-luigi-zampetti/

    Perché, come ha detto qualcuno, “tutto è collegato” ;-)))))

    • anselmo ha detto:

      Salve sig. Tossani. Vedo che Lei cita Radaelli. Non mi sembra una gran cosa, francamente.
      Costui, infatti, ha scritto libri e articoli nel tentativo di dmostrare le presunte “eresie” di ratzinger/Benedetto XVI, con molta più intensità di quanta ne dedichi a Papa Francesco.
      Ebbene, libero di pensare quello che vuole di Benedetto, ciò che occorre rilevare è che nell’attaccare proposizioni del tutto ortodosse, Radaelli va ben oltre Benedetto e finisce col cadere lui stesso nell’eresia, in quanto sconfessa, appunto, le basi dogmatiche su cui Benedetto si muove. Non mi pare quindi opportuno far menzione di un palese eretico (peraltro privo di qualsaisi qualificazione teologica).

      • Pier Luigi Tossani ha detto:

        @Anselmo

        quello di Radaelli è un discorso complesso, che va a monte dell’immediato, anzi è una riflessione articolata sul livello conciliare. L’ho messa come ipotesi di lavoro, poi ciascuno farà le sue considerazioni.

      • anonimo lituano ha detto:

        Radaelli è solo un ricercato razionalista, la cui “filosofia” mette radici nelle correnti del modernismo liberale entro le quali si muove l’opera del suo manzoniano maestro. La sua è un’opera essenzialmente anticattolica. Siamo messi male.

  • Maria Grazia ha detto:

    Alberto Strumia ha fatto una disamina generale per capire le cause che ci hanno portato in questa situazione: ha visto bene nel mettere a fuoco lo stato della formazione dei seminaristi. Quando andavo ancora a scuola, avevo un sacerdote che nell’ora di religione, cercava di smontare tutto quello che nel Vangelo era considerato miracoloso, attribuendolo solamente ad una conoscenza umana di Gesù. Affrontando, per esempio,il miracolo della “pesca miracolosa” ci aveva detto che la grande quantità di pesci raccolta era dovuta semplicemente al fatto che Gesù aveva indicato una zona particolare del Lago di Tiberiade che Pietro non aveva considerato, dove sapeva che viveva una notevole quantità di pesci.
    Alla mia domanda :” Com’è possibile che un falegname di Nazareth possa conoscere, più di chi ha fatto il pescatore per una vita a Cafarnao, dove si possa trovare una grande quantità di pesci? La sua risposta fu: “Vuoi saperne più di me che sono un sacerdote e che ho studiato, per lunghi anni, Teologia?”.
    Alcuni anni fa, il Parroco di una Chiesa di Genova, durante una riunione, aveva asserito che Gesù, nella sua vita terrena, non sapeva di essere il Figlio di Dio, fino a quando, smarrito, aveva chiesto ai suoi apostoli “Chi dite che io sia?” e a questo punto Pietro, a nome dei discepoli aveva risposto:” Tu sei il Messia, il Figlio del Dio vivente” e solo allora aveva preso coscienza della sua situazione
    Don Trumpia si chiede esterrefatto come abbiamo potuto, nella Chiesa, arrivare a questo punto.
    Gesù, parlando degli ultimi tempi, si era posto la domanda retorica :”Quando il Figlio dell’Uomo tornerà, troverà ancora la fede sulla terra?”. Ritengo che questa sua interrogazione, che ha attraversato i secoli, sia ancora attuale e, nel contempo, esprima la causa della situazione buia e confusa del nostro tempo.

    • LucioR ha detto:

      «Don Trumpia si chiede esterrefatto come abbiamo potuto, nella Chiesa, arrivare a questo punto».

      Ma guardi che don Strumia nell’esame delle origini del problema è partito da ben più lontano di quei preti che Lei ha menzionato, i quali non sono altro che gli effetti conseguiti da quelle origini.

  • Marco Matteucci ha detto:

    Cari amici, sono riuscito a recuperare il video della Messa di Domenica scorsa celebrata dal papa per l’inaugurazione del giubileo dell’Amazzonia.

    Come ho già specificato in un precedente commento su questo stesso blog, sono rimasto esterrefatto dal modo in cui questa celebrazione è stata trasmessa da Rai Vaticano che è quella struttura della tv di stato che si occupa di gestire trasmissioni televisive a carattere religioso.

    Al momento della distribuzione della Santa Comunione sono stati infatti inseriti ben 2 filmati su Amazzonia e Brasile che hanno completamente snaturato l’essenza di quello che per un cristiano rappresenta uno dei momenti più sacri della Liturgia Eucaristica, permettendo che la Messa stessa si trasformasse in una specie di documentario ambientalista sopprimendo addirittura la preghiera della Comunione spirituale che fu introdotta per consentire ad anziani e disabili che non possono recarsi in Chiesa di ricevere il Sacramento dalle loro case.

    Io che non sono un prete né tanto meno un teologo tuttavia questo modo di fare informazione religiosa mi sembra altamente ingiusto, anzi blasfemo, visto anche il carattere solenne del rito medesimo.

    Chiedo quindi a chi di queste cose ne sa più di me, se questo modo di trasmettere una Santa Messa sia accettabile o viceversa (come sostengo io) sia un grave oltraggio al Corpo Mistico di Cristo.

    (Nota: la Liturgia della Parola come un pezzo della parte finale sono state omesse per ovvi motivi di durata del video, tuttavia la collocazione temporale e il montaggio delle parti contestate è quello trasmesso dalla tv di stato RAI1)

  • ubimayor ha detto:

    ATTENTO DON STRUMIA , CON LA SUA CONCLUSIONE , HA SUGGERTO A BERGOGLIO DI CANCELLARE IL MONACHESIMO …!

    • anselmo ha detto:

      No, perché il monachesimo è proprio l’isola in cui la teologia viene tenuta nel giusto recinto. Strumia si chiede come abbiamo fatto a ridurci così. La risposta (che non da) è molto semplice: la teologia (creazione umana opinabile) è stata messa sopra alla fede ed invece di ancella è diventata domina. Per questo se si cambia un modello teologico, vanno in crisi i dogmi. Ma i dogmi – che sono autoritativi e non frutto di dimostrazioni – vivono anche in assenza di qualsiasi teologia. I monaci, specie orientali, non hanno mai commesso questo errore che ci portiamo dietro proprio dalla Scolastica.

      • IMMATURO IRRESPONSABILE ha detto:

        Mi scusi, i dogmi sono “autoritavi”, ma comprensibili; la comprensione dei dogmi si chiama teologia. La buona teologia (tomismo) e’ quella che non contraddice il dogma. La cattiva teologia (modernismo) e’ quella che lede il dogma. La cattivissima teologia (neomodernismo) e’ quella che nega la possibilita’ stessa di una verita’ dogmatica. Mi permetto, in amicizia, di suggerirLe di leggere qualche buon autore tomista, oppure direttamente S.Tommaso; vedra’ che i suoi sospetti verso la teologia cadranno

      • MARIO ha detto:

        Sig. Anselmo, lei dice: “I dogmi vivono anche in assenza di qualsiasi teologia”.
        A riprova di questo, porto una testimonianza personale, su cui chiunque potrebbe anche legittimamente dissentire.
        Credo che, sia per la persona più semplice sia per la più dotta, la lettura e meditazione dell’ “Evangelo come mi è stato rivelato” di Maria Valtorta sia più efficace e istruttiva di mille libri di teologia. Così perlomeno è stato per me e anche per molti teologi, come risulta dalle loro testimonianze.

        Questo, senza nulla togliere alla riflessione del prof. Strumia, che mi sembra molto equilibrata.

        Saluti.

  • anonimo verace ha detto:

    Vede, illustre professore (o dovrei scrivere caro don Alberto ?) già circa mezzo secolo fa veniva insegnata in qualche università , facoltà di fisica, una materia complementare detta teoria dell’informazione. Teoria emersa dopo la seconda guerra mondiale. Esame complementare, ma non poi particolarmente facile. Calcoli matematica di una certa complessità dimostravano che l’errore, nel messaggio, era tanto più grande quanto più ci si allontanava dalla sorgente del messaggio stesso. Ora se la sorgente del messaggio, nel nostro caso, è la parola di Cristo, il Vangelo della salvezza, ed il suo immediato corollario sono gli Atti degli Apostoli, le lettere degli Apostoli e l’Apocalisse, è a questi che ci dobbiamo rivolgere per comprendere il messaggio nella interezza. Ma non basta. Esiste anche la Patristica. A cui un dilettante, ma che magari ha frequentato precedentemente un liceo classico, si rivolge con una certa curiosità, chiedendosi : ma com’era questa Chiesa primitiva, a cui dobbiamo guardare come alla vera sorgente del messaggio cristiano ? Di questi pilastri dell’ortodossia cristiana, a scuola nessuno ce ne ha parlato, mentre di quegli antipatici, sbruffoni dei dell’Olimpo ci hanno riempito la testa. Solo che sulla cocuzza del Monte Olimpo, oggi credo siano collocati i monasteri ortodossi delle Meteore. E’ quindi naturale , per quegli studenti di materie scientifiche che si siano imbattuti nella teoria dell’informazione, rivolgersi alla Chiesa primitiva e domandarsi quanto e come il messaggio cristiano sia stato invaso dal RUMORE, matematicamente quantificato, di cui hanno sentito parlare nella teoria dell’informazione.

  • IMMATURO IRRESPONSABILE ha detto:

    ” Introduzione alla Filosofia delle Scienze ” 1992, ” I Fondamenti Logici e Ontologici della Scienza ” 2006. Questi due volumi del prof. Strumia mi hanno accompagnato, nel mio lavoro di insegnante; e proprio la loro lettura mi suggerisce un’ ipotesi, che mi permetto di presentare qui. Se e’ vero che la “neoscolastica” si e’ spenta, il tomismo e’ sempre rimasto in ottima salute! da Garrigou-Lagrange alla Vanni Rovighi, da Fabro a Grenet, da Possenti ad Alessi…. e poi quel ” faro” di sapienza che e’ stato il compianto padre Tyn ! E tutto cio’ mentre TUTTE le correnti filosofiche antimetafisiche sono tramontate, dal neo positivismo all’ idealismo, dal marxismo all’ esistenzialismo; tramontate dappertutto tranne che……..nella cultura cattolica e nella stessa Chiesa !!!
    Io penso che non sono mancate le intelligenze ma l’ energia, la volonta’ di imporre la disciplina e il rigore nello studio della filosofia, cosicche’ i giovani piu’ portati all’ impegno intellettuale si sono indirizzati alle scienze della natura. (e non dimentichiamo che oggi avere una preparazione filosofica, teologica e fisico-matematica ad un certo livello e’ quasi impossibile; io conosco solo due nomi, Strumia e Basti ) . La filosofia realista e la teologia cattolica (che sono pur vive ! ) non sono state cacciate da altri sistemi di pensiero, ma da una somma di sentimentalismo, dilettantismo, spontaneismo ec ec, insomma, proprio da una cultura antisistematica. La ribellione non e’ solo contro l’ autorita’ delle istituzioni, ma contro l’ autorita’ della….verita’.
    Un motivo di consolazione: nei seminari tradizionali il tomismo si conserva e si coltiva bene (quest’ anno 84 nuovi ingressi, senza contare la FSSPX. fonte: Messainlatino).7

    • Luigi ha detto:

      Grazie don Strumia e grazie a questo intervento di Immaturo.
      È vero, gira che ti gira dobbiamo fare i conti con quel gran santo napoletano che i suoi compagni di studio chiamavano “bue muto”.
      Ora stiamo vivendo il rifiuto dell’autorità della Verità, la logica e il principio di non contraddizione sono stati banditi. Siamo al capitolo conclusivo di una deviazione iniziata con i nominalisti.
      Di fronte a questa nuova invasione barbarica bisogna sforzarci di preservare il patrimonio del realismo metafisico per le future generazioni. Bisogna creare dei “monasteri di metafisica” o per dirla con don Ariel delle banche del seme. E chi può deve studiare testi sani. Nel mio piccolo ho sempre sul comodino, accanto alla Bibbia e al Catechismo qualche buon testo tomista. Ad esempio “La sintesi tomista” di Garrigou Lagrange.

  • Bastian contrario ha detto:

    Provare a vivere come se Dio esistesse ?
    Mi sembra di aver sentito questa frase alcuni decenni fa. Me l’aveva enunciata un professore di fisica. Lui aveva detto che si trattava della scommessa di Pascal… del grande Blaise Pascal a cui penso spesso in questi giorni..
    Sembra che le sue lettere provinciali siano acquistabili solo a caro prezzo…

  • Alfredo Grande ha detto:

    Caro don Alberto,
    per comprendere a fondo la variazione in cui siamo immersi, mi sono stati molto utili due libri di Marcel De Corte, scritti a fine anni 60, “La grande eresia” e “L’intelligenza in pericolo di morte”.

  • La zanzara ha detto:

    A proposito degli slalom acrobatici del Card. Sarah. Interessante.
    http://blog.messainlatino.it/2019/10/don-alfredo-morselli-sarah-tra-scilla-e.html
    In altre parole: Bergoglio, fa’ il Papa come Dio comanda, altrimenti lasciaci in pace!

  • I love anguera ha detto:

    Chi non vede questo video… è un tamarro !!!
    https://gloria.tv/video/s6UVTaQQhfGY3Du7ixyPKvpPc
    DI ANGUERA CI SI PUO’ FIDARE. ANZI, CI SI DEVE FIDARE.