ALBERTO STRUMIA: CONTRO LA “LINGUA DI LEGNO” NEL MONDO E NELLA CHIESA

6 Settembre 2019 Pubblicato da --

Marco Tosatti

Cari amici Stilumcuriali, è con grandissimo piacere e onore che ospitiamo una riflessione che ci ha inviato il prof. don Alberto Strumia, di grande interesse e attualità, specialmente in questo momento storico e geopolitico, dove l’informazione – soprattuto quella falsa, deviata, parziale e finalizzata a colpire – gioca un ruolo fondamentale nella lotta politica ed economia a ogni livello. È una riflessione di eccezionale lucidità e profondità. E da’ il messaggio che può salvare.  Buona lettura.

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Riscopriamo il samizdat

Da qualche tempo è comparsa a livello mondiale la nuova dizionefake news, per etichettare le “notizie false”, o almeno quelle che si vogliono e “devono” etichettare come tali. Un fenomeno che ha acquistato una rilevanza globale, a differenza del passato, grazie alle attuali tecnologie che consentono il propagarsi istantaneo dell’“informazione”, indipendentemente dalla veridicità del suo contenuto; e non rimane neppure il tempo per controllarla. Una rilevanza tale che ai più alti livelli internazionali ci se n’è preoccupati, con la conseguenza che non è ben chiaro, in un contesto di totale relativismo, chi possa ritenersi autorizzato a valutare la verità o falsità delle notizie, e l’opportunità o meno di metterle in circolazione, senza compiere un’operazione di potere che occulta ciò che non è gradito ed enfatizza, o inventa, ciò che è funzionale a chi tale potere detiene.

Mi sono domandato se non esista un sottofondo comune a tutte le notizie che circolano, con i mezzi cartacei e telematici, che è viziato all’origine. Preoccupante, più delle fake news,è questo “sottofondo viziato”, che per assonanza anglofona chiamerò fake background. Si tratta di quel fenomeno che fa sì che in tutti i mezzi di comunicazione che hanno accesso ad uno spazio pubblico si ripetano e si impieghino, come parole d’ordine, modi di esprimersi e giudizi il cui utilizzo è divenuto, di fatto, obbligatorio per poter accedere a quegli spazi. Un fenomeno sempre crescente al quale ci si deve abituare.Se dici qualcosa, non dico di contrario, ma anche solo di diverso, ti tappano la bocca nei talk show(la pubblicità è sempre disponibile al conduttore per interrompere il partecipante indisciplinato), ti denigrano, puoi essere fatto oggetto di una denuncia e perdere il lavoro.

Un tempo erano di moda alcuni slogan,soprattutto tra i giovani, ma dopo un po’ passavano, surclassati da nuove mode. Da qualche anno a questa parte alcune “mode”, invece, non passano ma si stratificano l’una sull’altra acquistando lo spessore di un vero e proprio basamento, di un background culturale o meglio ideologico, che forma e consolida un modo di pensare omologato, un “pensiero unico”.

Si tratta di “luoghi comuni” divenuti obbligatori per poter parlare in pubblico; ma ormai anche in privato, perché se non ti esprimi in un certo modo anche i tuoi vicini e quelli che ti sono in qualche modo “amici” non ti capiscono, o almeno si meravigliano, quando non danno segni espliciti di riprovazione.

Non è forse stato in questo modo che sono passati nella mentalità comune un nuovo concetto di “famiglia”, di convivenza “civile”, di “diritti umani”, e perfino di “religione” e ormai anche di “chiesa”? Chi se ne accorge finisce per sentirsi isolato e si rassegna ad un “oggi le cose vanno così” e “bisogna adattarsi”.

Sembra un meccanismo automatico che procede da solo senza che nessuno lo guidi, lo controlli, senza un’origine e apparentemente senza uno scopo. Ma è davvero così? Che cosa sta succedendo a ritmi sempre più inesorabili? Ciò che c’è di più tragico per chi è credente, ma anche solo per chi è ancora capace di pensare, di giudicare gli avvenimenti che ci circondano e quelli della storia, è che questo fake background,che impone slogan, è entrato, un po’ alla volta, anche negli ambienti di Chiesa e ne ha penetrato i luoghi di formazione e di governo, deformando il modo di credere e di decidere. E il “popolo” sta a guardare ignaro (come accadde dinanzi alla Passione di Cristo: «il popolo stava a guardare», Lc23,35), disorientato e quasi sempre scontento.

Da parte di alcuni, però, affiora ancora la capacità di farsi sentire esprimendo un giudizio seriamente motivato. Mi è tornata alla mente un’espressione che era in uso presso i cosiddetti dissidenti di Charta 77(siamo negli anni della Primavera di Praga), un fenomeno culturale che resisteva al regime comunista che imponeva un clima culturale segnato anche nel linguaggio da “formule obbligatorie”, “giudizi prefabbricati” che dovevano essere dichiarati veri anche quando erano manifestamente falsi e ridicoli.

Era in uso presso i dissidenti, qualificare questo linguaggio di regime come lingua di legno. Riporto una testimonianza di un pensatore di quegli anni per spiegarmi meglio.

«Che cos’è questo linguaggio di legno? Com’è nato? Quali sono le sue caratteristiche. Il nostro più grande drammaturgo, Havel [divenuto presidente della repubblica dopo la caduta del regime, n.d.r.] lo chiama “ptedepe”: una lingua ufficiale.Ora questa lingua di legno riconosce solo tre stili.

– Il primo è lo slogan. […] Ora lo slogansi rivolge a chi si identifica con un apparato. Affinché lo slogan non sia ridicolo occorre che voi vi identifichiate con questo apparato, lo slogan non vuole convincere. Si stabilisce perciò il primo ponte di comunicazione: coloro che si identificano con l’organizzazione usano lo slogan.Lo slogan domina direi il 40% della comunicazione. […]

– Il secondo grande stile di questo sistema è il manuale […] un insieme di argomentazioni che debbono spiegare la differenza tra la realtà e la dottrina. […]

– Il terzo grande stile, a noi più familiare perché lo percepiamo dall’esterno, è l’apologia. L’apologia è molto mortificante perché spesso viene usata come arma di ricatto. […] Quando qualcuno criticava si diceva: “Lo fa a favore del nemico”» (V. Belohradski, “Diritti dell’uomo e stato socialista”, in Atti della manifestazione Libertà e valorizzazione dell’uomo nei riferimenti culturali dell’est europeo,Bollettino a.c.e.r., n.23 [1980], 24-26).

Questa descrizione, messa a confronto con la nostra odierna situazione, fa capire “sorprendentemente” (almeno per i più, ma non per chi è stato capace di un giudizio sulla storia), che questo clima di regime, dopo circa quarant’anni è arrivato anche da noi, come frutto di quella fusione tra le due ideologie che hanno dominato, separate dalla cortina di ferro fino alla caduta del muro di Berlino nel 1989. Da una parte l’Occidente e dall’altra l’Oriente europeo e le loro estensioni extra-europee. E ora non sono più separate, ma si sono unificate.

Ciò che G. Orwell aveva previsto nel suo 1984si è puntualmente verificato, come lo aveva previsto ancor prima e descritto con un’efficacia e un dettaglio sorprendenti R.H. Benson ne Il padrone del mondo, nel quale anche la Chiesa appare ridotta ai minimi termini dal Nuovo ordine mondiale e segnata dal tradimento di un ecclesiastico, un nuovo Giuda.

Solovëv ancor prima di loro, da uomo di cultura e di fede cristiana aveva letto la storia in “chiave teologica”, oltre che culturale e politica, individuando la radice profonda di tutto ciò che si stava preparando e che oggi noi ci troviamo a vivere, nell’emergere nella storia della figura dell’Anticristo (Il racconto dell’Anticristo), preannunciata fin dal Nuovo Testamento. Egli lo descrive come benefattore, pacifista, umanitario, inclusivo misericordioso più di Cristo stesso (un cristo 2.0 insomma). Queste stesse parole sono diventate anche gli slogan obbligatori dei nostri giorni…

Come non soccombere a questo clima pervasivo che oggi è divenuto così sofisticato da attuarsi trasversalmente sia negli stati che hanno esplicitamente rinnegato ogni forma di democrazia, sia in quelli che ne hanno mantenuto ancora una maschera di facciata che ne copre il vero volto?

A questo punto mi è tornata alla mente una “via d’uscita” che, coloro che pensavano da uomini liberi, furono capaci di realizzare in una situazione in cui gli spazi per una sincera comunicazione erano veramente nulli, nella Russia sovietica: il Samizdat. Una forma di autoeditoria che comunicava giudizi veri su fogli copiati a carta carbone e passati clandestinamente da una mano all’altra. Noi oggi abbiamo bisogno di qualcosa del genere per poter condividere un giudizio sulla storia che non sia costretto dentro le maglie degli slogan, dentro gli assiomi del manuale dell’ideologia del fake background che costringe a marciare sotto il comando del Nuovo ordine mondiale, dentro la forzosa apologia  che inscena delle fasulle “spiegazioni” che riconducono tutto agli “ordini di scuderia”.

Bisogna reinventare un Samizdat anche qui da noi. Naturalmente oggi abbiamo a disposizione dei mezzi tecnologici molto più potenti e di questi possiamo avvantaggiarci: penso ai blog e siti come questo e altri simili. In più possiamo ancora radunare le persone (almeno per ora) in gruppi privati di discussione amichevole e di istruzione catechetica, in convegni e in corsi di formazione. Pensando, in particolare alla formazione degli insegnanti, dei docenti universitari, alle scuole di Dottrina sociale della Chiesa,ai vari corsi di aggiornamento. Occorre inventare occasioni per confrontarsi su ciò che sappiamo essere vero ed è interdetto pubblicamente, così da preservarci sani culturalmente e psichicamente, perché sani spiritualmente. Quello che non può essere detto per non subire oltre certi limiti l’esclusione sociale e civile, che si sia aiutati almeno a “pensarlo”, per non perdere la propria anima! E sappiamo bene anche che questo è ciò che deve fare la Chiesa, e dobbiamo aiutarla a non autodistruggersi, ma ad essere se stessa, senza lasciarsi risucchiare dentro il fake background dominante. Di certo faremo tutto quello che ci compete, con l’aiuto di Dio!

don Alberto Strumia

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53 commenti

  • Nicola B. ha detto:

    A proposito di Solovev e del suo Racconto sull’AntiCristo…

    https://medjugorje.altervista.org/doc/inferno/anticristo_soloviev.html

  • ANDREA Lucca ha detto:

    Parole lucide !
    Perfettamente in accordo
    Ho sempre vissuto stilum curiae come un “samizdat”.
    Catechesi in FAD?

  • Riberto ha detto:

    Egregio dottor Tosatti, ma che paranoia… il pensiero unico è sempre quello degli altri. Quando non ci sono argomentazioni si fa solo riferimento al pensiero unico, ritenendoo che chi pensa diversamente dall”ideologia tradizionalista Cattolica sia una persona incapace di ragionare con la propria testa. Cosa c’è di più omologato del pensiero dogmatico religioso ? Fortuna che ik mondo, anche cattolico, sta cambiando..

    • Iginio ha detto:

      Egregio Riberto, ma che paranoia… il pensiero unico è sempre quello degli altri. Quando non ci sono argomentazioni si fa solo riferimento al pensiero unico, ritenendo che chi pensa diversamente dall’ideologia progressista laicista sia una persona incapace di ragionare con la propria testa. Cosa c’è di più omologato del pensiero dogmatico laicista-progressista? Fortuna che il mondo, anche laico, sta cambiando..

    • Lettera a Tito ha detto:

      Dice Paolo A TITO quanto segue :
      IO, PAOLO SERVO DI DIO E APOSTOLO DI GESÙ CRISTO, SONO INCARICATO DI PORTARE LA FEDE A QUELLI CHE DIO HA SCELTI.
      DEVO FAR LORO CONOSCERE LA VERITÀ CHE È FONDAMENTO DELLA GENUINA RELIGIONE, PERCHÉ ABBIANO LA SPERANZA DELLA VITA ETERNA. DIO , NOSTRO SALVATORE NON INGANNA NESSUNO. EGLI HA PROMESSO QUELLA VITA FIN DAI TEMPI PIÙ ANTICHI, E NEL TEMPO STABILITO MI HA FATTO CONOSCERE LA SUA PAROLA DANDOMI L’INCARICO DI PREDICARLA.

    • Luca ha detto:

      Caro Riberto, a noi poveri meschini che ci ostiniamo a credere che il messaggio di Cristo, il Santo Vangelo, sia sempre attuale, (giacché la Verità non muta), lasciateci ragionare avendo come termine di paragone questa certezza. Che noia possiamo dare noi, rimasti pochi e derisi, ad una miriadi di teste lucide e pensanti come voi eletti, che si rifanno ad una verità adattabile alle esigenze moderne, (di chi ve lo siete mai chiesto ?), e che pertanto Verità non è ? Lasciateci pensare, (poveri noi illusi), che questa vita ha un senso e che è solo un mezzo per raggiungere l’altra eterna, e non un fine, che termina inevitabilmente nella morte. È di un’intelligenza sovrumana e di uno stoicismo ammirevole accettare il fatto che la Vita abbia come fine la MORTE, ma non vi invidiamo per niente. Lasciateci illudere, (noi poveri meschini), che la felicità, cui tutti, e dico tutti, aspiriamo, sia il raggiungimento del fine della vita, che è ricongiungersi con il nostro Creatore. Noi non vogliamo farvi concorrenza né gareggiare con voi nella ricerca spasmodica dei godimenti terreni, ed allora perché ce l’avete tanto con noi ? Compatiteci e lasciateci stare. Se non lo fate è perché sapete che abbiamo ragione, ma pensate, dileggiando noi, di svuotare di credibilità anche la Verità che noi adoriamo; ma lo sapete che così non potrà essere, come lo sapeva Pinocchio quando prese a martellate il grillo parlante.

  • Antonio Cafazzo ha detto:

    Diagnosi nitidissima ma – mi si perdoni la presunzione – la terapia è palliativa.
    Padre Giuseppe, nel post-invito che appare oggi stesso su questo blog dice: “… Benedetto fungeva in qualche modo da diga (forse lo fa, in qualche maniera, ancora oggi): dopo le sue dimissioni, però, è arrivato il diluvio.”.
    Non sono riusciti a frenare il “diluvio” il vigoroso GPII ed il sublime papa Benedetto – che hanno governato per 35 anni la piú alta cattedra morale umana – è sarà “efficace” un pur diffuso Samizdat ? Sono scettico.
    Propongo comunque un’altra strategia ben utile in questo mondo ipercomunicativo. La saggezza francese dice “à la guerre comme à la guerre” e nel gioco del calcio vince la squadra che “attacca” non quella che si difende.
    Dunque, che fare? In un modo governato dal “principe della menzogna” bisogna usare le armi del Nemico. Accusare, infamare, denigrare, incolpare, screditare, disonorare, mettere nel ghetto gli impestati e gli untori di questa peste perché le idee non calano dall’iperuranio ma sono concepite e veicolate dagli uomini. Distruggi i cuochi e distruggi la pietanza.
    Mi si dirà che questo non è cristianesimo e che il cristianesimo è “mansueto, mite, pacifico…”. Balle. L’angelismo è la furbata piú furba del Nemico e Gesú ha insegnato che quaggiú ci sono “razze di vipere”, che “nessun uomo è buono…”, che il “suo regno non è di questo mondo…”. In piú è scritto che Dio “vomita i tiepidi” e che quando non ne può piú fa piovere “zolfo” o allaga.
    Si obbietterà che non è comprovata l’efficacia di questo “metodo” machiavellico? Forse. Ma allora ditemi: “Perchè l’Ineffabile e Superbo Regnante si è deciso a “spretrare” il suo cocco McCarrick dopo un insistente battage”?.

  • maurizio rastello ha detto:

    “……dove l’informazione – soprattuto quella falsa, deviata, parziale e finalizzata a colpire – gioca un ruolo fondamentale….”. Dr. Tosatti, mi aiuta a ricordare su quale blog ho incontrato una simile situazione?

    • wp_7512482 ha detto:

      Se lei non ci fosse, PorRastello, bisognerebbe inventarLa! Riesce sempre a regalarmi un po’ di buon umore. Me La immagino davanti alla tastiera, con un sorriso astutissimo, dicendo fra sé e sé: adesso sì che gliene dico quattro…Non so che siti frequenti, a parte questo, ma ho i peggiori sospetti. Qualcuno in mente ce l’ho, ma non lo nomino per non darLe delle idee, tante volte non lo conoscesse, e istigare i Suoi istinti peggiori.

  • Rafael Brotero ha detto:

    Dott. Tosatti, per piacere, nessuna conferma ancora della scomunica del sig. Leonelli da parte della diocesi? Dopo scomunicarlo le vogliono dare anche del bugiardo?

    • wp_7512482 ha detto:

      No. Si è trattato di un pessimo scherzo. Qualcuno ha telefonato al sig. Leonelli, fingendosi il Vicario, e preannunciandogli un provvedimento che per quanto ne so non c’è stato, e penso che non ci sarà.

      • TITTOTAT ha detto:

        Bellissimo scherzo, nemmeno in Amici miei; se qualcuno mi fa avere il numero di Kasper e Sosa gli comunico la scomunica.

      • Zuzzerellone ha detto:

        Supponiamo però che il signor Leonelli si sia messo in contatto con gruppi non cattolici: qualcuno lo è venuto a sapere e poiché un protestante o un ortodosso è automaticamente scomunicato dalla chiesa ha pensato bene di fargli lo scherzo suddetto.

    • MARIO ha detto:

      No. Si tratta del falso vittimismo degli eretici (come Minutella) e di coloro che lo adorano (come il Sig. Lionelli).
      A proposito di Minutella, ultimamente si sta convincendo di essere l’ultimo profeta, chiamato (da dio o dalla sua madonna che gli parla in segreto) a diventare il futuro papa (dopo la morte di Benedetto XVI) con elezione a furor di popolo.
      Stiamo proprio freschi…

  • deutero.amedeo ha detto:

    Amico Tosatti, nella dilagante loquacità mediatica dei nostri simili c’è un altro profondo malanno, contro il quale lei, forse io, pochi altri siamo vaccinati: la prolissità. Sembra ci siano persone convinte del fatto che più parole scrivono, più cose importanti dicono. Io invece il Nobel per la letteratura lo darei a quel preistorico bergamasco che per primo alla domanda :- che cosa bevi? – rispose :-i- (vino) .
    Un fraterno abbraccio . Deutero.amedeo

  • Donna ha detto:

    «E non aspettavamo una vittoria, non ci poteva essere la minima speranza di vittoria. Ma ognuno voleva avere il diritto di dire ai propri figli: “Io ho fatto tutto quello che ho potuto ( Bukovskij)

    Forse in un futuro non molto lontano (speriamo Dio non voglia) dovremo diventare “clandestini di Cristo”, per leggere e far circolare , magari in canali alternativi , scritti sul vero Magistero , Sacra Scrittura e Tradizione , ormai soggetti alla modifica- censura- dei poteri ostili …..Pura fantasia? Speriamo di non dover arrivare a tanto.

  • IMMATURO IRRESPONSABILE ha detto:

    Con l’ emozione per commentare il maestro Strumia, segnalo un paio di trucchi retorici, insopportabili quanto frequenti. Il primo e’ “diverse sensibilita’”, per evitare un confronto razionale si concede che esistano altri modi, non di giudicare con l’ intelletto, ma, appunto, di “sentire” una questione, soprattutto morale. Se non c’e’ verita’, allora, al massimo, si possono misurare i vari “sentimenti”. Se tutto cio’ e’ grave in morale, figuriamoci nel campo della dottrina dei sacramenti, la cui efficacia (ma per alcuni ipermodernisti, adirittura la loro stessa essenza ) dipenderebbe dalla “sensibilita’ del fedele…
    Poi c’ e’ la famigerata “fragilita’”. All’ apparenza sembra una parolina innocua, utile per dimostrare umilta’ (…”la nostra fragilita”….) . In realta’ e’ un perfetto esempio di ambiguita’; non si specifica MAI se ci si riferisce ai limiti “creaturali”, cioe’ naturali (in metafisica coincidenti con la potenza) oppure con la condizione “post-edenica”, di inclinazione a peccare. A peccare, intendo, colpevolmente, non il poter genericamente “sbagliare”, anche senza colpa. Capiamo tutti quale sia la differenza tra sbagliare strada con l’ auto, e lanciarsi a cento all’ ora in una stradina in citta’; sono certo due “errori” di guida, ma con due significati ben diversi! Nel “Pater” chiediamo ci vengano rimessi i debiti (i biblisti ci dicono essere una polisemia aramaica ) , non gli errori ne’ le “fragilita’”.
    Qui si potrebbe aprire un’ altra, cruciale, questione: alcuni divulgatori fanno passare la teoria (inaccettabile per un cristiano certamente, ma anche assurda ontologicamente) di una inevitabilita’ di un certo grado di male al momento della creazione. Se cosi’ fosse, i nostri peccati non sarebbero altro che le nostre, appunto, “fragilita’” di creature….. E’ una dottrina tanto percolosa quanto, a mio parere, poco riconosciuta.

  • deutero.amedeo ha detto:

    Io proporrei, una volta tanto la GIORNATA MONDIALE DELL’ASSOLUTO SILENZIO.

  • Il veritiero ha detto:

    E in questo agosto appena finito dove tutta l’Italia discuteva Salvini si , salvino no; PD si , PD no…. la Francia ha completato il suo colpo gobbo sul monte Bianco, si é appropeiata del monte Bianco che appartiene all’Italia… si può tranquillamente parlare di “invasione e di espropriazione coatta”. Chi ha il controllo della cima del monte bianco ha un vantaggio strategico militare notevole sulle pianure ai piedi del monte, ma sopratutto ha 35 km in più di territorio ( quanto 2 città quasi ) che dovrebbero essere italiani e invece sono francesi adessi. Che bella l’europa, che ottimi alleati che abbiamo, possiamo fidarci a occhi chiusi. Ecco l’articolo:
    http://www.affaritaliani.it/roma/la-francia-si-e-rubata-il-monte-bianco-la-patata-bollente-per-di-maio-623785.html

    • Il veritiero ha detto:

      Questa notizia se fosse stata divulgata al popolo italiano prima della caduta del governo avrebbe cambiato l’esito dei risultati della piattaforma Rousseau. Il popolo avrebbe votato diversamente se fosse stato reso al corrente che la francia con prepotenza e un atto illegale che sfiora la dichiarazione di guerra ci ha rubato un pezzo di territorio.
      A nord ci rubano il territorio, a sud ci invadono gli africani con i barconi sempre a motivo dell’unione europea che ha decisono con prepotenza che devono sbarcare qui… ci stanno distruggendo signori. L’europa sta volontariamente facendo guerra all’italia.

      • Diana ha detto:

        Credo che lei nutra una malriposta fiducia nella capacità dei votanti della piattaforma Rousseau di riconoscere e valutare la realtà.

  • Paolo Giuseppe ha detto:

    Don Strumia, citando Solovev, ne ricorda la sua descrizione dell’Anticristo: benefattore, pacifista, umanitario, inclusivo e misericordioso.
    Non ho intenzione di fare accostamenti azzardati e ingenerosi, ma qualcuno (non io che sono più puro di un angelo) potrebbe percepire profumo di “Oltretevere”.

  • Il veritiero ha detto:

    Per rimanere in tema di media e giornalismo viziato.
    Nessun giornalista latino americano ha partecipato a questo viaggio apostolico di Bergoglio, Neanche quella gioenalista messicana Alazraki. Motivo? Costi dei voli papali insostenibili. Gli sono stati chiesti 5.000 euro a persona, come ben sapete 5.000 euro per un latino americano equivalgono a 50.000 mila euro europei, poi considerate che un squadra é formata almeno da 3-4 petsone, giornaliata-cameraman-aiutante. E cosi anche questa volta Bergoglio non avrà problemi di domande scomode….
    Perdonatemi, ma l’aereo papale non lo paga la santa sede? E allora perché se l’aereo é già pagato per intero dalla santa sede vengono chiesti cosi tanti soldi ai giornalisti?
    Non é un volo pubblico dove altre persone possono fare il biglietto e viaggiare, é un volo privato già pagato dalla santa sede. Mah…i misteri dello spirito santo… ecco l’articolo:
    https://www.ilmessaggero.it/vaticano/papa_francesco_alitalia_voli_afria_giornalisti_costi-4714031.html

  • Luca Monforte ha detto:

    Grazie don Alberto! Grazie a Dio emergono gli uomini pensanti. Tanti piccoli gruppi si stanno moltiplicando. Diversamente c’è la pazzia. La dittatura, infatti, è talmente sottile che se non ti adegui impazzisci. Oppure ti adegui per non impazzire.

  • Antonio ha detto:

    Mi ricordo quando l’Italia vinse i mondiali del 1982. Ero liceale e feci la file in edicola per comprare il Corriere dello Sport. Quando lessi “Eroici” fui felice perché era quello che volevo leggervi. Non comprai il giornale per informarmi, ma per “masturbarmi”. Per lo stesso motivo è possibile fare qualunque cosa, per esempio leggere Repubblica o questo Blog. Non conta tanto l’atteggiamento di chi lo ha pensato, ma conta di più l’atteggiamento di chi lo legge (e commenta). Questo atteggiamento è diffuso ed è secondo me il vero problema su cui nascono i mondi fatti di slogan, manuali e apologia. Alle volte sono tentato di fare esperimenti e di dire minchiate attribuendole a san Pancrazio di Cantù (che spero non esista) in luoghi “cattolici” o a Einaudi in luoghi “laici”, per vedere l’effetto che fa. 🙂

  • Antonio ha detto:

    PS Sono d’accordo sul fatto che oggi sia difficile ragionare di qualunque cosa, con chiunque. Le cose dette e quelle ascoltate non rimangono. Non si legge per conoscere quello che non si sa, ma per avere conferma di ciò che si crede di sapere. Il mondo social, oggi usatissimo, fa vivere poco i contenuti che vi si trasmettono. Ho letto che l’informazione su twitter ha 18 minuti di vita e poi muore, su facebook e instagram poco di più. Sono poco incline a vedere disegni distruttivi dietro tutto questo: esiste una tendenza generale verso un mondo in cui non ci si fida dei mediatori, di chi ha studiato, in cui tutti possono far tutto. Questa è una bugia. C’è un articolo interessante su Repubblica di ieri che parla proprio di questo a proposito dell’atteggiamento di Boris Johnson riguardo alla Brexit. Anche Baricco anni fa scrisse qualcosa di simile dopo l’elezione di Trump. Al netto della politica (non è detto che gli articolisti abbiano ragione e forse vedono nei casi Johnson e Trump cose che non vedono in altri contesti) mi pare che il generale appiattimento social in cui tutti si sentano uguali sia un problema … o forse l’effetto di un problema che c’era prima.

  • Mac ha detto:

    Siu Solovev va sottolineata una cosa:
    il protagonista del breve racconto ha un ruolo ben preciso e improbabile da prevedere a fine ‘800:
    Presidente degli Stati Uniti d’Europa!

    Consiglio anche un’occhiata a una breve dichiarazione di Vladimir Bukovsky col suo parallelo tra Unione Sovietica e Unione Europea.

    Saluti.

  • Antonio ha detto:

    Mi pare che tutto questo per funzionare abbia bisogno di identificare nemici certi, da indicare col dito. Nella Russia sovietica il nemico certo era il potere politico, che si indicava da sé. Nel mondo attuale il nemico chi è? Il rischio è che ci si metta a indicare nemici, sentendosi dalla parte di Dio. Si rischia di rinchiudersi in mondi autoreferenziali sentiti come unici produttori di “giudizi veri”. Ciò renderà impossibile ogni comunicazione con l’esterno e impedirà di accettare come buono qualcosa che viene dalla Galilea, ossia da luoghi dai quali non ci si aspetta nulla. Mi sembra più utile non rinchiudersi in un fortino di verità – nella Russia sovietica li hanno rinchiusi, non si sono rinchiusi – e accettare serenamente una certa solitudine e incomprensione che ogni uomo che prova a vivere secondo i suoi talenti e secondo la sua coscienza finisce per provare. Non mi piacerebbe far parte del club dei buoni, non lo so se Dio è dalla mia parte perché uno solo è buono e non sono io. Certamente è giusto parlare sinceramente senza badare al proprio tornaconto, ma è difficile. E’ più facile iscriversi alla “Democrazia cristiana” e pretendere che la “Democrazia cristiana” sia migliore di me.

    • GMZ ha detto:

      Massì, un po’ di umiltà: contentiamoci della nostra contezza ed evitiamo di disturbare il manovratore – no?
      Bergoglio è un nemico, ma non si turbi: ciò non significa che lo si debba odiare, tutt’altro; ciò che importa davvero è schivare le sue misericordiate e i suoi caffé corretti.
      Ossequi!

    • Milli ha detto:

      Lei ha parlato dell’Unione Sovietica, ma come la mettiamo con l’atteggiamento degli Usa? Gli Usa si autodipingono come gli eroi che sconfiggono i ‘cattivi’ (i nativi d’america, i russi, i terroristi arabi, i vietcong, pure gli alieni) , invadono gli altri paesi e portano la democrazia e se non la vuoi, ti convincono a suon di sberle o smitragliate. E noi che ci siamo bevuti la loro retorica in tutti i loro films e fumetti.

  • Iginio ha detto:

    Da un lato si tratta di una vecchia tendenza della società di massa: è da almeno cento anni che si è imposto un modo di vita per cui tutti devono fare le stesse cose, vivere allo stesso modo, istruirsi nelle stesse scuole imparando le stesse cose ecc. ecc. Un grosso passo in questa direzione ovviamente lo diede la televisione. Non parliamo poi di internet oggi (anche se non tutti lo hanno).
    Dall’altro lato c’è una visione ideologica che, a forza di luoghi comuni, è data per scontata. Chi oggi non è pro ambiente, pro animali, pro pseudosolidarietà, pro “diritti”, pro “libertà di scelta” (che di fatto non c’è, ma la gente non lo capisce), pro sesso, pro “canne libere” ecc. ecc.? Provate a non dichiararvi così e vediamo che succede: fine dei rapporti sociali, nessuno vi invita mai a uscire insieme o a cena, colleghi o compagni di scuola che vi prendono in giro, parenti che vi criticano, sensazione di assere isolati e aggrediti ecc. ecc. Si chiama “desocializzazione”. Qualcuno ha denunciato tutto ciò, ma è stato trattato con fastidio e indifferenza. Se avessimo seri studiosi cattolici e seri pastori, dovrebbero occuparsi di tutto questo. Lo fanno? No, ovviamente. Molto più comodo seguire la corrente con l’ottimismo dell’imbecillità.
    Ecco perché Rod Dreher aveva proposto l’Opzione Benedetto. Ma, tanto per cambiare, anche lui è stato accolto da noi dalle critiche, sia dai soliti progressisti imbecilli rimasti agli anni Sessanta sia dai sedicenti tradizionalisti che come al solito vivono nel loro splendido isolamento elitario sognando monarchi asburgici sul cavallo bianco e aristocrazie ridicole o patetiche.

    • Alessandro2 ha detto:

      Iginio, analisi perfetta. Così come non esiste più una classe politica cattolica degna di questo nome, capace di portare avanti un discorso coerente e funzionale all’insegnamento della Chiesa di sempre (l’ultimo glorioso capitolo furono i ruiniani), analogamente purtroppo non esiste più nemmeno una classe intellettuale cattolica preparata, agguerrita, solida, pronta a fare apologia con mezzi moderni ma con antica sapienza. Ho provato a portare queste istanze sia nel mondo cattolico-sociale contemporaneo (in parrocchia, in primis), ricevendone indifferenza; sia nei blog cosiddetti tradizionalisti – mettendo in guardia dalla mentalità “Asburgo sul cavallo bianco” – guadagnandomi solo insulti.

      • Milli ha detto:

        La classe politica cattolica si è autodistrutta a causa di secondi e terzi matrimoni, soldi a palate e corruzione.
        Bisogna essere un minimo credibili e loro non lo sono.

        • Iginio ha detto:

          Appunto: non sono cattolici perché non sono credenti. Se solo pensiamo che vengono definiti cattolici personaggi come Franceschini e Di Maio e Conte…!!!

      • Iginio ha detto:

        La ringrazio, mi ha capito e così siamo meno soli.
        M’immagino la faccia che avranno fatto in parrocchia: “Ma questo che vuole? Di che parla?”.
        Pensi che nell’Ottocento il cosiddetto movimento cattolico nacque appunto: per evitare che la religione venisse espulsa dalla vita sociale quotidiana. Da cui scuole, società operaie, associazioni professionali, casse di risparmio e banche, infine partiti… Tutto buttato negli anni Sessanta perché bisognava “camminare insieme” e “cercare ciò che unisce”. Qualcuno allora fece notare: noi cattolici possiamo camminare insieme con gli altri solo se siamo uomini di preghiera e allora non correremo il rischio di mondanizzarci. Inutile dire com’è invece andata.
        Ho solo qualche piccola riserva sui ruiniani. Ruini a Roma ridiede un po’ di smalto a una vita parrocchiale imperniata non solo su giochetti e partitelle ma anche su incontri di preghiera e catechesi. Però fu una cosa piuttosto superficiale, almeno per quanto ne so io. Anche il suo “progetto culturale” nasceva carente e zoppo, dato che non risolveva l’equivoco di fondo. Ci fu poi l’astensione sul referendum, ma di per sé l’astensione è astensione e basta, non significa molto. E infatti poi in pochi anni quel referendum è stato archiviato. Certo, meglio i Family Day che il nulla attuale. Ma occorreva andare più a fondo. Ruini che faceva il felpato con la Littizzetto che lo sfotteva non era un grande spettacolo: anche lui giocava di rimessa anziché prendere in pugno la situazione (non ci voleva molto a notare che la Littizzetto era solo una cafoncella sbruffona e che se davvero qualcuno la prendeva come maestra di pensiero l’idiota era quel qualcuno, non Ruini o chi veniva preso in giro dalla tipa).

  • Pier Luigi Tossani ha detto:

    mah… bello, certo. Però, SC ha milioni di visualizzazioni… e altri siti analoghi lo stesso, ma non cambia nulla. Il totalitarismo di oggi è più difficile da elaborare di quello sovietico, perché è fondato sulla società dei consumi, che seda le coscienze, e c’è tutta questa apparente libertà.

    Ci vorrebbe il buono-scuola, intanto, ma non importa a nessuno.

    vabeh, comunque c’è anche la risorsa della società partecipativa:

    https://www.rassegnastampa-totustuus.it/cattolica/wp-content/uploads/2015/09/LA-SOCIETA-PARTECIPATIVA-P-L-Zampetti.pdf

    • Milli ha detto:

      Il bonus cultura esiste (se non lo tolgono), lo danno ai diciottenni per comprare libri, biglietti di concerti, dischi e simili.
      Quest’anno avrei voluto utilizzarlo per comprare i testi di quinta liceo a mio figlio, ma sarà disponibile solo nel 2020. Uffa…

      • Iginio ha detto:

        Ha controllato i manuali di storia e filosofia e di letteratura? Vogliamo scommettere che prendono in giro la religione? O che i docenti di suo figlio p. es. saltano la filosofia medievale, sul Medioevo citano solo Il nome della rosa, dicono che Manzoni è noioso ecc. ecc.?

  • Margherita ha detto:

    Caro don Alberto Strumia, un sentitissimo GRAZIE, dal profondo del cuore… Il Signore La Benedica!

  • PG ha detto:

    SUGGERISCO A DON STRUMIA DI LEGGERE LA – LETTERA AGLI IGNIAZIANI – DI AUGUSTO COMTE . ISPIRATORE DEL LIBRO DI BENSON , IL PADRONE DEL MONDO

  • leonardo ha detto:

    Un argomento che tratta e fa vedere molto bene lo spaccato di un tempo presente, dove siamo dinanzi ad un bivio, in cui a livello mondiale sta crescendo la speranza di un umanesimo che non comprende più Dio, religioni o distinzioni religiose. Mi sembra incredibile notare come veramente molte profezie convergano in quello che oggi sta accadendo nella nostra società. Cosa dire, che Dio non sappia ciò o che questo stia accadendo senza che lui lo voglia? No. In questo trovo fiducia e speranza e credo e sento sempre di più una verità: è necessario che ciò accada. Che fare noi? Certamente gruppi privati o condivisioni di chi nota oggi, non tanto lo sfacelo del mondo ma quello delle anime, possono sostenerci l’uno con l’altro ed è una buona idea per evitare che nell’isolamento possiamo credere di essere da noi stessi fuori di testa. Ma detto ciò: oggi richiamo me stesso ed a tutti ad offrire sempre più insistentemente preghiere e magari penitenze a Dio per non smarrirci e per sostenere questo mondo oramai sempre più in balia del demonio, dove il male adesso viene confuso con il bene.

    • Milli ha detto:

      Mi associo al suo pensiero: ciò che succede oggi era scritto. Rimaniamo fedeli, a costo di nasconderci, affinché Gesù trovi ancora fedeli.
      Penso che anche Ratzinger sapesse cosa sarebbe successo perché conosceva tutte le profezie, ha lottato (e lotta ancora, per grazia divina) come può.

  • Nicola B. ha detto:

    Mi associo totalmente al pensiero di Alessandro2 5:26am@. P.S. per fortuna abbiamo diversi Samizdat in Italia tra cui Stilum Curiae come ha detto il Dott Tosatti l’altro giorno.

  • Klaus B ha detto:

    Nella diocesi cui appartengo la scuola di Dottrina sociale della Chiesa è affidata (o almeno vi ha un ruolo molto influente) a una persona che pubblica quotidianamente post su Facebook accusando di fascismo chiunque si opponga all’accoglienza indiscriminata dei migranti, di credere alle bufale della propaganda di Salvini chiunque creda che qualche nigeriano abbia mai causato problemi in Italia o possa mai farlo, confrontando continuamente lo stesso Salvini con Hitler, esaltando le meraviglie compiute dai governi del PD e da Renzi in particolare, al punto da rendermi odioso lo stesso Facebook che non frequento quasi più. E il nostro Vescovo, per grazia di Dio, è stato nominato da Benedetto XVI, del quale è stato uno stretto collaboratore. Immagino cosa possa accadere in altre Diocesi.

    • TITO ha detto:

      succede lo stesso.I vescovi obbediscono alle veline CEI o son rimossi. Poichè son conigli non reagiscono. Quanto a questo imbecille che tiene i corsi di dottrina sociale , perchè lei non va a sentirlo e contestarlo ? è così che dobbiamo fare .

      • Klaus B ha detto:

        Non direi imbecille, piuttosto esaltato. Una persona di ottima formazione culturale, ex alto dirigente di un’importante azienda. Ma uno di coloro che si racchiudono nella certezza delle proprie convinzioni ideologiche rifiutando ogni confronto con la realtà.
        Un sessantottino catto-comunista, o piuttosto catto-radical-chic.
        Su Fecebook ho provato a discuterci, ma è impresa inutile, tanto da non frequentare quasi più il medesimo social, perché ogni tanto non riesco a non intervenire, per finire con discussioni che mi fanno salire la pressione senza concludere nulla.
        Quanto ad andare ai corsi di Dottrina sociale e contestarlo, sarebbe indubbiamente impresa meritoria, ma dovrei prima studiare approfonditamente la Dottrina stessa. Non è detto che non lo faccia, ma lui è in pensione e io no.

        • Margherita ha detto:

          Caro Klaus B, questo volontario in pensione che tiene un corso sulla Dottrina sociale della Chiesa é un incaricato del parroco e certo il parroco approva i suoi punti di vista. Contestarlo pubblicamente avrebbe come esito, nel migliore dei casi, la disapprovazione dell’uditorio. In cattività, “di fronte al fucile puntato”, il silenzio é d’oro. L’arma disponibile a tutti é il passaparola, molto più efficace e soddisfacente di qualunque dibattito…Si documenti personalmente sulla Dottrina sociale della Chiesa, che le sta a cuore, attraveso tanti siti cattolici tradizionalisti disponibili on line.

  • Alessandro2 ha detto:

    Signori, un uomo libero e un vero figlio di Dio. Sia lodato nostro Signore Gesù Cristo, perché continua a donarci uomini così, anche se non ce li meritiamo.

    • chiara ha detto:

      Perchè non ce li meritiamo?
      Non valgono le nostro preghiere, le nostre sofferenze, il grande DOLORE (anche fisico) che proviamo per il tradimento in atto del Nostro Cristo?