SPALLONE: PARLANDO DI BIBBIANO, NON DIMENTICHIAMO FINALE EMILIA E DON GOVONI.

3 Settembre 2019 Pubblicato da --

Marco Tosatti

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, l’avvocato Giorgio Spallone ci ha inviato una riflessione sui fatti di Bibbiano, ma anche e soprattutto alla luce di un vicenda drammatica che ha portato alla morte per infarto di un sacerdote, accusato ingiustamente in Emilia di ogni genere di nefandezze, e finalmente riconosciuto innocente dalla Corte di Cassazione. Buona lettura. 

 

Ora Bibbiano, allora Veleno.

Riflettendo sui fatti di Bibbiano ho ripreso dallo scaffale un bellissimo Volume – Raccolta Fotografica “Finale Emilia mille anni di storia – volume secondo” –Baraldini Editore – Finale Emilia 2009  curato da Mons. Ettore Rovatti; un santo Sacerdote, che ho personalmente conosciuto, Parroco ininterrottamente dal 1971 fino al 2015, quando, in un’alba di maggio, ha serenamente concluso il proprio cammino terreno.

Finale Emilia è il Comune, improvvisamente e malauguratamente, assurto a notorietà perché epicentro del sisma che, nel maggio 2012, colpì il più ampio raggio della Bassa modenese e luogo della Torre dell’Orologio, la cui immagine, spaccata verticalmente a metà, è rimasta il simbolo di quel tragico evento.

Nel libro, al Capitolo 12 – che Mons. Rovatti intitola “Una pagina dolorosa” –si fa riferimento agli eventi che alla fine degli anni ’90 riguardarono Finale e la sua frazione, Massa Finalese, per lungo tempo rimasti oscuri ai più e, di recente, riemersi in cronaca, sia per l’approfondito lavoro di inchiesta giornalistica svolto da Pablo Trincia, poi raccolto in un libro, sia per l’analogia, in taluni degli effetti più devastanti, con i fatti di recente emersi dalle indagini in corso nel territorio di Bibbiano, in relazione alle procedure di affidamento di bambini, con relativa sottrazione alle famiglie di origine.

Ritengo utile trascrivere i passaggi principali di questo capitolo, sottolineando l’invito di Mons. Ettore Rovatti, alla lettura di altro scritto dedicato al Sacerdote martire di quella vicenda, Don Giorgio Govoni, quale indispensabile contributo alla sua comprensione.

° ° °

UNA PAGINA DOLOROSA

“Dal 1997, per alcuni anni, Finale Emilia e Massa Finalese sono finite sui giornali per la triste storia dei presunti pedofili. Un resoconto preciso delle varie testate giornalistiche e la storia stessa si trovano nel volume: Don Giorgio Govoni – Martire della carità Vittima della giustizia umana – Artioli Editore Modena 2003. (n.d.r. vedi foto n. 2)

Il volume si basa solo su documenti, che nessuno ha potuto smentire; ma si è fatto di tutto per impedire che il libro fosse divulgato.”

“Tutti conosciamo la storia. Don Giorgio Govoni viene coinvolto in modo incredibile in vicende a lui totalmente estranee. Il Tribunale di Modena lo considera il capo di una banda di pedofili che s’incontrano nei cimiteri. La Corte d’Appello di Bologna e la Cassazione smantelleranno le accuse circa i cimiteri e quindi di fatto avrebbero assolto Don Govoni, se fosse stato ancora vivo. Ma Don Giorgio era già morto di crepacuore e tanti bambini allontanati dai genitori, che non avrebbero vigilato sui figli, che, di notte, sarebbero andati…nei cimiteri.

Chi ha il coraggio di leggersi il libro, di 385 pagine, avrà modo di chiarire fatti e fenomeni che all’inizio apparivano misteriosi.

La storia comincia con il sottrarre un bambino ad una famiglia disagiata. Poi si sottrae una bambina disagiata ad una famiglia normale. Si parla di riti, di bambini uccisi, di cimiteri, senza mai specificare luoghi e date precisi. Poi si sottraggono quattro figli ad una famiglia sanissima. Anche qui, soltanto dopo mesi, si parla di abusi sessuali. La gente normale della Bassa, le maestre, gli educatori, i consigli comunali, reagiscono compatti, parlando di una montatura. Nessuno crede alle streghe e agli asini che volano. La parola di una giovane psicologa vale più di migliaia di firme, giudicate una inammissibile interferenza circa l’autonomia e la competenza di inappellabili servizi sociali e tribunali di minori.

Don Giorgio ha vissuto il processo con spirito di fede, con la serenità del giusto e con l’amarezza di vedere la verità calpestata. Beati noi se non ci scandalizziamo quando vediamo che il Signore riserva ai suoi figli migliori la corona del martirio. Chiedere risarcimenti? Non è proprio il caso; nessuno può risarcire la vita di un uomo e la vittoria del cristiano sta nel difficile perdono.

Saggiamente il Consiglio Comunale di Finale ha intitolata a Don Giorgio Govoni una nuova strada a Massa Finalese.

Mi pare opportuno riportare il Comunicato stampa della Curia di Modena, emesso il 2 dicembre 2002, dopo la sentenza della Corte di Cassazione.

“Il Vescovo ed i sacerdoti, in relazione alla dolorosa vicenda dei presunti casi di pedofilia nella Bassa, manifestano soddisfazione per la sentenza della Corte di Cassazione che, ribadendo l’inattendibilità dei racconti di riti satanici, ha di fatto confermato l’innocenza di don Giorgio Govoni, morto d’infarto nel giorno successivo a quello in cui la pubblica accusa ne chiedeva la condanna. Esprimono inoltre perplessità ed amarezza per una procedura che, con la sottrazione dei bambini ed il loro allontanamento definitivo dai genitori e dalla famiglia, prima ancora di una sentenza, ha certamente provocato un trauma grave e forse incancellabile nella vita dei ragazzi.

Il clero modenese ribadisce il diritto di tutti di conoscere una valutazione dei metodi utilizzati negli interrogatori dei ragazzi, dai quali è emerso un racconto che la Corte d’Appello ha definito non attendibile per l’ineludibile inverosimiglianza delle modalità raccontate con riferimento a detti rituali.

Conferma la solidarietà a quanti sono stati condannati; tutti coloro che li conoscevano bene – fermo restando il rispetto che si deve ad una sentenza – con intima convinzione li ritengono innocenti.

Vescovo e sacerdoti rinnovano la convinzione che la fiducia nella Magistratura costituisce un bene essenziale per la convivenza civile e si augurano che tale atteggiamento continui a trovare conferma dal rispetto, da parte di tutti, del diritto della persona al buon nome e al riserbo, secondo quanto è prescritto dalla legge.

Condividono inoltre ciò che fu detto in occasione delle esequie di don Giorgio Govoni: Di una cosa siamo convinti: comunque abbia a concludersi, questa tristissima pagina non avrà né vinti né vincitori; tutti siamo e saremo sconfitti; famiglie definitivamente distrutte, bambini indelebilmente segnati, adulti col nome e la vita (se saranno ancora vivi) per sempre compromessi. Nessuno avrà motivi di gioia né argomenti per cantare vittoria.

Auspicano infine che la dolorosa vicenda, che ha profondamente ferito la nostra gente, sia occasione per cui radicarsi in tutti un sempre maggior senso di responsabilità”.

° ° °

Superfluo è ogni commento.

Le parole, asciutte, quanto sagge, di Don Ettore – per oltre 40 anni autentica guida morale di tutti, parrocchiani, credenti e non – ed il suo invito a leggere il libro su Don Giorgio Govoni ci aiutano nella ripida scalata verso la verità che, soltanto in solitaria, potremo, volendo, intraprendere.

Verità sui fatti di oggi e sulla storia che si ripete, legata da un filo maligno e da un obbiettivo unico e ultimo; lo stesso che ha segnato, oltre ogni immaginazione, gli ultimi addolorati giorni del Card. Caffarra: la distruzione della famiglia.

Bologna, 2 settembre 2019.

Giorgio Spallone




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24 commenti

  • Barbara ha detto:

    L’autore dell’ articolo, invita a leggere il libro: Don Giorgio Govoni .Martire della carità vittima della giustizia umana.Sinceramente il volume è stato ritirato dal commercio su richiesta degli avvocati civili e mi sembra alquanto improbabile consigliarne la lettura.Se qualcuno o lo scrittore del post, può darmi delle delucidazioni sulla reperibilità dell’opera, ne sono grata, perché sarei interessata.Grazie.

  • Don Ettore Barbieri ha detto:

    È interessante notare come nessun commento parli del pubblico ministero, che con straordinario accanimento ha condotto tutta la faccenda. Questo personaggio, ovviamente non solo è uscito illeso da tutta la vicenda, ma ha fatto pure carriera. Perché, almeno in Italia, all¹estero non so, è incredibile il sentimento di soggezione nei confronti di una casta di mangiapane a tradimento, superpagati per non far nulla, per distruggere la vita altrui o per utilizzare il proprio potere a fini politici. Anche il cominicato della Curia a cui si fa riferimento, pur dignitoso, lo dimostra: tutti, sempre, a dire che occorre fiducia nella magistratura. Guai a criticare i magistrati.. Quest’aura di santità laicista intorno alla loro figura è stata creata dal PCI grazie ad una paziente opera di infiltrazione durata decenni per cui oggi ci ritroviamo questi intoccabili. Tutti pagano tranne loro. No io non ho fiducia nella magistratura, così come nelle forze di polizia, ma una fortissima e sanissima diffidenza.

    • Grog ha detto:

      Assolutamente d’accordo: la magistratura non merita nessuna fiducia. E col governo pentaPiDofilo alle porte ne vedremo delle belle…

    • Margherita ha detto:

      Caro don Ettore Barbieri, Lei ha messo in luce la concausa vera di tutta l’infamia che ha coinvolto un’intera comunità di innocenti, che ancora attendono giustizia…

    • Margherita ha detto:

      Questo povero prete fu costretto ad umiliarsi, di fronte al tribunale, dichiarando la sua impotenza a causa dal diabete e giurare che noni indossva scarpe a spillo…quando viene sempre invocato il diritto alla privacy da parte di una certa ideologia…

  • Margherita ha detto:

    Al termine della Messa del 14 settembre 1997, don Giorgio Govoni lesse ai parrocchiani questo messaggio: «È l’ora delle tenebre per me e per tutti voi. Mentre mi preparo con fede a ricevere i sassi e gli sputi di tanti, sono preoccupato per voi affinché non vi sentiate traditi e disorientati. (…) Continuerò a fare ciò che ho sempre fatto, conscio che nel fare un po’ di bene per il Cristo, esistono rischi reali. State uniti e attenti a come Dio opera attraverso gli avvenimenti: prima le tenebre e poi la luce, prima la croce e poi la resurrezione. Pregate per me che non abbia a vacillare nella mia fede».
    Queste parole struggenti, cariche di dolore e di fede, sono la testimonianza che tutta una comunità veniva colpita da una ideologia contraria alla fede cristiana. Rimane come conforto la celebrazione del suo funerale in quattro località differenti a riprova che chi lo aveva conosciuto non ha mai dubitato della sua innocenza.
    Per tutte le altre persone coinvolte, rimane una pagina molto dolorosa ancora senza giustizia.

  • gabriele ha detto:

    E ricordiamoci anche di Rignano Flaminio.

  • 👀 ha detto:

    ieri, c’era il pd senza bergoglio,
    oggi, c’è bergoglio con il pd
    ieri si poteva replicare
    oggi si deve subire
    ieri la verità si poteva dire
    oggi la bugia si deve dire

  • Milli ha detto:

    Si però adesso bisogna cercare quella,”giovane psicologa” o chiunque abbia montato questa storia e fargli pagare tutto.
    Bisogna restituire i figli, risarcire i danni morali e le spese legali.
    Chiedere scusa.

    • Margherita ha detto:

      Cara Milli, non è sufficiente chiedere scusa, ciò che è avvenuto nella Bassa modenese è di una gravità tale da diventare un fatto storico per la sua efferatezza. Non basta chiamare in causa la giovane spicologa, se anche fosse stata una personalità deviata, cosa sempre possibile in un essere umano, al di sopra di lei ha sentenziato la magistratura, garante della legge. Il risultato è stato l’applicazione di un metodo stalinista dove l’innocenza non veniva neppure presa in considerazione, l’unico scopo era una condanna senza appello a famiglie di cui non si convidevano i principi religiosi, e don Giorgio Govoni è stato il loro capro espiatorio.

      • Milli ha detto:

        Sicuramente d’accordo con lei.

        Aggiungo che tante volte si parla del perdono cristiano, ma c’è mai qualcuno che chiede scusa prima?
        Si può pretendere il perdono se non ci si pente?

  • IMMATURO IRRESPONSABILE ha detto:

    Una previsione facile facile: per i prossimi 4 anni, di queste vicende non sentiremo parlare tanto spesso……

  • TITTOTAT ha detto:

    Non capisco perché gli inquirenti e gli pissichiatri devono adornare i fatti di pedofilia con elementi eccentrici? I cimiteri, il satanismo, giochi di ruolo, riti magici ecc.. Sembrano tutti elementi messi nell’indagine pronti a far ridicolizzare le inchieste, quando il punto è uno solo: Hai allungato le mani sui bambini?

    • Io ha detto:

      Azzardo la risposta: prima si trova un pretesto per rapire i bambini (messe nere, cimiteri, orge od altro), poi si ” curano” i bambini, che scoprono solo dopo la “psicoterapia” di essere stati abusati dai genitori ….

  • Donna ha detto:

    Qui per perdonare chi lo ha calunniato, procurandone la morte per dispiacere (Dio solo sa cosa deve aver passato) ce ne vuole, almeno speriamo che se ancora vivente abbia avuto modo di capire la gravità del suo gesto….mah.
    Resta il fatto che comunque oggi più di ieri vige il “si è colpevoli fino a prova contraria” con l’aggravante inoltre di essere applicato “ad personam”.

  • MASSIMILIANO ha detto:

    Beh a perdonare qui ci penserà il Padre Eterno. In questo caso farei onestamente molta moltissima fatica. Solo al pensiero di vedermi tolto il mio bimbo in quel modo mi fa sorgere strani pruriti… Dop aver fatto il mio dovere allora forse perdonerei. Forse. E solo dopo. Saluti.
    Massimiliano

  • Adriana ha detto:

    Questa tragedia e il ” ravvedimento ” finale mi ricordano la vicenda dei processi di Salem . Ma , allora , si era nel 1691…

    • Adriana ha detto:

      Nicola ,
      ti aspettavi qualcosa di diverso ?

    • Boanerghes ha detto:

      Si può uccidere in tanti modi, ma uno di questi è la falsa testimonianza e la detrazione, che provoca la morte per dolore.
      San Francesco rigorosamente d’Assisi, i frati detrattori li faceva mandare dal pugile di Firenze, che altro non era che un ex pugile poi divenuto frate.

      • Milli ha detto:

        Questa non la sapevo.

        • LucioR ha detto:

          «Un giorno udi un frate che denigrava il buon nome di un altro, e rivoltosi al suo vicario frate Pietro di Cattanio, proferì queste terribili parole: “Incombono gravi pericoli all’Ordine, se non si rimedia ai detrattori. Ben presto il soavissimo odore di molti si cambierà in puzzo disgustoso, se non si chiudono le bocche di questi fetidi. Coraggio. muoviti, esamina diligentemente e, se troverai innocente un frate che sia stato accusato, punisci l’accusatore con un severo ed esemplare castigo! Consegnalo nelle mani del pugile di Firenze, se tu personalmente non sei in grado di punirlo!” (chiamava pugile fr. Giovanni di Firenze, uomo di alta statura e dotato di grande forza)» (Tommaso da Celano, “Vita Seconda di San Francesco”, 769).

          • Milli ha detto:

            Caspita! Chissà cosa farebbe oggi se SAN Francesco fosse papa oggi (quello di Assisi). Il povero pugile di Firenze sarebbe oberato di lavoro.