GOTTI TEDESCHI A STILUM CURIAE: SI DIVENTA POVERI NON FACENDO FIGLI. NON IL CONTRARIO.

14 Luglio 2019 Pubblicato da --

 

Marco Tosatti

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, il dottor Ettore Gotti Tedeschi ci ha reso un duplice onore oggi. In primo luogo ha affermato implicitamente di seguire il nostro piccolo blog, avendo letto un commento di Romana Vulneratus Curia (RVC per amici, nemici e indifferenti) pubblicato di recente. E poi ha aggiunto onore a onore scrivendo una riflessione originata proprio da quell’articolo. Una riflessione che come vedrete è tutt’altro che scontata, e non priva di granelli di pepe…Buona lettura.

ξ

Caro Marco, con qualche ritardo ho letto l’ultimo commento su Stilum Curiae, firmato RVC.

Mi riferisco al secondo tema riferito da RVC, nel quale sostiene (secondo tesi di altri) che i figli, nel nostro mondo occidentale, non si fanno per ragioni economiche, spiegando che <il basso tasso di fecondità è dovuto a basso tasso di lavoro femminile>, che invece, se fosse più alto, permetterebbe di far crescere le risorse per mantenere i figli desiderati.

Clamoroso errore, sia concettuale che reale.

Anzitutto da 40 anni i figli non si fanno per ragioni “culturali”, non per ragioni economiche.

Poi, la storia economica, ben studiata e capita, spiega che si diventa poveri NON facendo figli e si diventa ricchi, facendo figli.

Come infatti può crescere il PIL se la popolazione non cresce o persino decresce?

Mi rendo conto che è inutile pensare di far accettare queste considerazioni che vengono connotate quali “morali” messe in discussione dalla attuale stessa Autorità Morale, la quale si occupa di conseguenze reali (e morali), ignorando le cause.

Si pensi ai temi di povertà, diseguaglianze, migrazioni, ambiente: tutti fenomeni valutati negli effetti e mai nelle cause.

Avendo queste cause una sola vera origine che ci si rifiuta di riconoscere: IL CROLLO DELLA NATALITA’ nel mondo occidentale.

 Queste considerazioni poi sul lavoro femminile son ormai vecchie, e tutte generate all’interno di una parte della cultura femminista americana.

Io stesso ho già confutato alcune volte la tesi che se tutte le donne potessero lavorare (di più) crescerebbe il PIL.

Questo è un altro clamoroso errore.

In un contesto di crisi economica, stagnazione, sostituzione tecnologica di molte attività lavorative, ecc. è la domanda di lavoro che manca. Se in questo contesto, per ipotesi, tutte le donne volessero lavorare si produrrebbe il fenomeno di concorrenza uomo/ donna per il medesimo, e sempre più raro, posto di lavoro.

Pertanto si creerebbe un eccesso di offerta verso domanda in calo, con l’effetto che il medesimo lavoro verrebbe disputato fra uomo e donna, con due soluzioni possibili.

O si dividerebbe in due il lavoro, avendo come effetto metà di remunerazione pro capite. Oppure si verificherebbe che la donna conquisterebbe il posto di lavoro dell’uomo. Il che probabilmente potrebbe esser anche vantaggioso per molte attività.

Ma soprattutto (lasciatemi scherzar) si realizzerebbe il sogno dell’uomo dai tempi della preistoria, da quando cioè è costretto a uscire dalla grotta per uccidere il mammut al fine di nutrire moglie e figli, al sicuro, nella grotta, davanti al fuoco.

Ora potrà stare lui al caldo nella grotta a cullare i bimbi mentre la donna si occuperà di trovare il mammut per mangiarlo, e dare da mangiare ai suoi. (Sarà per questo che sono in crescita i vegetariani e vegani?).

 Quello che, tornando a parlare sul serio, risulta impossibile è invece riuscire a spiegare che il miglior investimento (anche economico) è costituito dalla famiglia, e il maggior affare che si fa è fare figli.

Mi risulta molto più difficile riuscire a spiegarlo soprattutto da quando l’Autorità Morale sembra averlo dimenticato, e come ho detto sopra, si occupa degli effetti e non delle cause. Ma si può fare una prognosi senza aver fatto la diagnosi?

Ettore Gotti Tedeschi.

ξ




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110 commenti

  • Anonimo di sotto ha detto:

    Il Veritiero, ti rispondo qui, schematicamente:
    Per prima cosa constato che questa volta hai riletto ed infatti si capisce

    Secondo, siamo tutti ignoranti a questo mondo, anche chi lo nega

    Mortificare, ferire mi sembra esagerato. Un intervento ironico è tale, senza cattiveria.

    Ma l’affermazione che contesto e quella secondo la quale “…ti ha detto che la povertà è colpa della delocalizzazione delle imprese…”.
    Non è così, Ettore Gotti Tedeschi ha detto che la povertà ci è stata portata da un progetto prestabilito che ha utilizzato multiformi azioni tra cui, anche, la delocalizzazione. Ho riassunto, ma mi pare che l’essenza sia questa, non si possono confondere le cause prime dalle conseguenze o dai metodi.

    • Il veritiero ha detto:

      SI hai ragione, questo lo avevo capito, però ho voluto ribattere in maniera forte rimarcando quel particola, sicuramente il sig. Ettore Gotti tedeschi è un uomo di valore e con una grande testa, altrimenti non avrebbe fatto tanta strada. Ovviamente è un economista di spicco oltre che un banchiere astuto. Però io lo contestero sempre perché io per mia presa di posizione sono contro le banche, contro la riserva frazionaria che fino a 100-150 anni fa’ era punita dalla legge con la pena di morte anche negli Stati Uniti. Nel senso, io la vedo che le stesse persone che hanno creato il problema ora ci vogliono offrire la ricetta per risolverli, ricetta anche essa sbagliata come quelle che ci hanno dato prima.

      • Tantovalagattaallardo ha detto:

        Il dottor Paolo Maddalena, costituzionalista ed ex corte dei conti ritiene che la crescita indefinita del PIL sia una tragedia. Certo che e’ strano. I cattolici vanno a predicare comtro l educazione demografica in Africa stabilità dall oms e a casa loro non la applicano. Difendono gli embrioni e rifiutano i bambini migranti. Geniale
        Si direbbe un capolavoro di ipocrisia ma visto che e’ offensivo accontentiamoci di schizofrenia. Sempre attendendo dove la bibbia condanni pillola e preservativo e renda leciti i metodi naturali. Naturali di che? Se uno fa calcoli non segue l istinto forza la natura.

  • Il veritiero ha detto:

    Ecco la verità del male del mondo, il signoraggio bancario, no la delocalizzazione. Parliamo dell’aria fritta.
    https://youtu.be/sDWH6wtilO4

  • Barbara ha detto:

    Assolutamente d’accordo sul fatto che il problema è culturale: ho quattro figli (con lo stesso marito) e le persone ci guardano come fossimo extraterrestri. Viviamo in un luogo che funziona discretamente e la nostra condizione economica è nella norma così come quella di molte coppie che conosciamo. La regola è avere uno o al massimo due figli e nessuno si sogna di infrangere questo tabù sociale. Chi lo fa deve avere qualcosa di sbagliato, qualche problema psicologico irrisolto o convinzioni religiose estremiste.

    • Nicola B. ha detto:

      Infatti cara amica. Il mio ex medico di base presentandomi la dottoressa che lo avrebbe sostituito ( in quanto lui andava in pensione ) mi disse che sarei stato contento in quanto la dottoressa era una ” ultras” ( cioè cattolica…) come me per ” “convinzioni” , aveva infatti 4 figli…..La ” ultras ” che poi ho ho conosciuto è una normalissima mamma solo che è Cattolica come quelle normali di una volta…simpatica e professionale. Così va il mondo senza Cristo. Saluti.

      • Barbara ha detto:

        Aggiungo che i figli sono sentiti come cose da ottenere, per poi successivamente sentirli come un peso, e non come persone con le quali condividere la vita. Questo è evidente soprattutto nel periodo estivo quando molte coppie vanno in vacanza lasciando i bambini a casa con i nonni o li parcheggiano nei baby club degli hotel. Il fastidio dei figli così è lasciato ad altri… Per fortuna non è sempre così, grazie a Dio c’è ancora chi ha rispetto per la vita e un senso profondo dell’esistenza.

  • wisteria ha detto:

    Non c’è dubbio che l’ Italia sia sovrapopolata, ma di anziani assai longevi. È il rapporto tra i vecchi e giovani ad essere sbagliato. E’ anche certo che bisogna tornare a fare figli, ma questo non avverrà finché non si espellono gli stranieri, che assorbono il welfare e rendono sgradevole la vita sociale.
    Anche in questo caso, non sarebbe possibile tornare all’Italia degli anni cinquanta. Allora crescere i figli costava poco e i figli si rendevano ben presto utili. Ora costano cari, e non si rendono utili quasi mai. Scusate la franchezza.
    L’unica via di uscita è che la vita umana si accorci di nuovo, e ciò avverrà a causa della contrazione del welfare.

    • LucioR ha detto:

      «Anche in questo caso, non sarebbe possibile tornare all’Italia degli anni cinquanta. Allora crescere i figli costava poco e i figli si rendevano ben presto utili. Ora costano cari, e non si rendono utili quasi mai»

      Tornare agli anni cinquanta è sicuramente impossibile per motivi… temporali, ma che allora i figli costassero poco ed oggi molto non lo capisco, considerando tra l’altro che oggi la norma è di avere un solo figlio, al massimo due, e a quel tempo la norma era di averne almeno tre o quattro, e non era raro averne sei o sette ed anche più. Da considerare inoltre che la povertà di allora aveva un metro di valutazione ben diverso da quello di oggi. Allora avere una bicicletta era un lusso: si scarpinava molto (e di conseguenza si stava molto meglio), e questo nelle classi medie, non tra i poveri.

      Capisco invece che allora «i figli si rendevano ben presto utili» mentre ora «non si rendono utili quasi mai». Ma questo non perché allora fossero… “marziani” ed oggi siamo “umani” (se proprio vogliamo, sarebbe più verosimile il contrario…), ma perché nel frattempo si è attuato il piano scellerato di distruzione della famiglia che è la base di ogni Comunità organizzata (o se vogliamo chiamiamola Società, ma i due termini sono molto diversi).

      Per quanto riguarda l’Italia le tre mine che hanno indebolito in modo irreversibile le fondamenta della famiglia sono state fate brillare negli anni ’70: l’introduzione del Divorzio, la rivoluzione della legge sul “Diritto di Famiglia” e la legalizzazione dell’aborto.

      Le immorali leggi degli ultimi anni non hanno fatto altro che dare gli ultimi colpi a quella che oggi viene definita “Famiglia tradizionale”, con un implicito significato di “ormai sorpassata, anzi da distruggere come esempio negativo”. Infatti la “Famiglia tradizionale” è quella perseguitata dallo Stato e da ogni associazione di gaglioffi sostenuta dallo Stato.”

  • Nicola B. ha detto:

    Assolutamente Fuori Tema ma questi ultimi dati del 2019 relativi al 2015 sono assolutamente significativi. Attendiamo commenti dal grande Tosatti e dalle firme di Stilum Curiae: Super Ex, Pezzo Grosso, Abate Faria, Nobile, Romana Vulnerata Curia.

    http://www.ilgiornale.it/news/cronache/otto-mille-caso-sempre-meno-italiani-danno-i-soldi-chiesa-1726828.html

  • VITMARR ha detto:

    Ricevo sempre più frequenti le telefonate dei miei figli che mi dicono “oggi lavoro a casa”. Bene ,con l’ausilio della videoconferenza è facile supporre che molto presto per la maggior parte dei lavori impiegatizi si lavorerà 4 giorni a casa e 1 in ufficio. Mogli e mariti lavoreranno entrambi ,ma a casa, e il tempo che si risparmia per i trasferimenti sarà a vantaggio dei figli. Ma anche le partite IVA , che fanno lavori di vicinato in negozi e che ora stanno chiudendo perché sopraffatti da Amazon , troveranno più conveniente specializzare sempre più il loro lavoro e affidando ad Amazon i loro prodotti fino a diventare suoi negozi di fiducia, ma lavorando a casa e con clienti web in tutto il mondo. Ovviamente non esiste solo Amazon che è solo un corriere ma oggi con Internet si può ordinare la merce a un distributore che l’invierà al cliente e questo si può fare a casa con un solo click. In definitiva il lavoro così fatto diventerà sempre più produttivo e quindi fonte di nuovi lavori. Al centro di questa che sembra una rivoluzione ma che in realtà e un ritorno alle origini c’è la famiglia cristiana , no aborti , no divorzi e massima cura dei figli. Se non si inforcano gli occhiali rossi di Carlo Mark la realtà , nel prossimo futuro, potrebbe mostrarsi assai differente da quella professata nel materialismo storico. Non è un caso che sono i rossi i più acerrimi nemici della famiglia cristiana e in definitiva di loro stessi.

    • Armand ha detto:

      La differenza sostanziale di “lavorare a casa” è che la paga sarà sempre più ridotta… lo so per esperienza…

  • Maria Cristina Ruffoli ha detto:

    Vorrei introdurre due elementi ulteriori nella discussione.
    Il primo elemento riguarda la fertilità. Quante coppie “giovani,” diciamo fra i 30 e i 40 anni, quando sono più o meno economicamente autonome, non riescono ad avere figli, o non quanti vorrebbero (purtroppo io sono tra queste, dopo la prima figlia ho perso altri due desiderati figli).
    Forse perché un coppia veramente giovane sarebbe tra i 20 e i 30 anni di età?
    Secondo, e mi aspetto di essere capita, visto che siamo su un blog cattolico, una coppia che genera un figlio, collabora con la potenza creatrice di Dio, dovremmo essere storditi dalla felicità che ci abbia dato un tale onore. D’altronde, nella formula del matrimonio non si dice : “… accogliere tutti i figli che Dio vorrà donarvi…”
    Che chiesa è quella che ciancia di paternità responsabile?
    Una chiesa che dice :scusa caro Dio, ma decidiamo noi quando e quanto puoi esercitare la Tua potenza creatrice….
    Ah, da ultimo mi aspetterei che questo discorso la chiesa lo facesse non solo verso i cattolici, ma anche verso i poligami (un personaggio famoso per i suoi crimini, ora morto, di origine asiatica, era uno dei 53 figli di un padre con 4 mogli). Ah già, la political correctness lo vieta.

  • Il veritiero ha detto:

    Avevo già accennato questo discorso più in basso, ma ho voluto riscriverlo per portarlo di più in evidenza, perché vorrei una risposta a questo ragionamento .
    Il suo ragionamento sulla natalità e la delocalizzazione sono ragionamenti giusti se visti con lungimiranza e in modo globale, si ovviamente con più popolazione cresce tutto, cresce il consumo, crescono i posti di lavoro, cresce tutto, ovvio, e anche se ci fossero piu fabbriche ci sarebbe piu lavoro, ovvio. Però sembra quasi di sentire una cosa scontata, è come sentire il dottore che ci dice che il fumo fa’ male, è ovvio, ma c’è qualcosa che non mi torna.
    Ci sono delle non piccole contraddizioni. Come lo spieghiamo allora il fatto che prima le persone non lavoravano proprio, non avevano entrate, stavano quasi ai livelli del baratto, specialmente nei paesi di campagna e di montagna, avevano un pezzetto di terreno da coltivare e qualche gallina o mucca e tiravano avanti (quindi non lavoravano proprio) eppure anche chi non lavorava è riuscito a costruirsi 2-3 case minimo, come lo spieghiamo questo fattore? Che senza lavoro riuscivano a costruirsi 2 case e le lasciavano ai figli, e ora invece chi lavora, anzi con 2 lavori non si riesce a pagare quasi nemmeno l’affitto e mangiare? Come la spieghiamo questa contraddizione?
    I nostri nonni e i nostri padri senza mai aver lavorato hanno costruito 2 case, e invece noi oggi lavorando non riusciamo a pagare nemmeno un affitto. Una volta i barboni dormire in strada non esistevano, nemmeno se non lavoravano, oggi invece dormono sulle panchine al freddo anche con il lavoro, come lo spieghiamo tutto questo? Non è solo un discorso di natalità o delocalizzazione. Il suo mi sembra il classico ragionamento da “alta finanza” , la stessa alta finanza che non ha azzeccato nemmeno una virgola della realtà dei fatti degli ultimi 20 anni. Il discorso è ben diverso, ci sono altre cose dietro la povertà attuale. Le persone di prima non sapevano nemmeno cosa era una fabbrica e la delocalizzazione. Con rispetto ovviamente.

    • Milli ha detto:

      Veritiero, non credo che una volta non lavorassero, magari non avevano uno stipendio fisso però con qualcosa dovevano campare no? Se l’uomo era contadino, la donna lavorava tantissimo, per lavare a mano, cucire, curare l’orto e gli animali, fare il pane, se lavorava nei campi la figlia più grande badava ai più piccoli. Bisognerebbe differenziare tra ciò che succedeva al sud e al nord, quello che succedeva nelle classi proletarie e contadine o nelle classi piccolo borghesi in su. Negli anni Cinquanta c’era una forte emigrazione, verso nord e verso l’estero, con la valigia di cartone. Mio suocero,veneto, oggi ultraottantenne, cominciò a lavorare a 6 anni per aiutare la madre nella coltura del baco da seta, poi andava a raccogliere castagne nel bosco per fare la polenta, scuola ne deve aver vista poca, la quinta elementare se va bene.. Poi si trasferì a Milano per fare il muratore. Per favore, non idealizziamo troppo i tempi passati.

    • Anonimo ha detto:

      Per favore… nuovo richiamo sull’ortografia!!! Fa male al cuore leggere fa con l’accento… ma come si può?! Per non parlare di atrocità tipo “Mark” o “Marks” invece di Marx… questo è un blog di livello culturale non dappoco, sede di dibattiti importanti…non trascuriamo la correttezza del nostro Italiano… grazie.

      • Il veritiero ha detto:

        Conosce la grammatica non trasforma una petsona in un economista, al contrario invece una petsona che é stata 20 anni nel commercio anche se analfabeta puo insegnare l’economia anche a un docente universitario. Sapere dove si metto un accento un un punto è virgola non alza il quoziente intellettivo di una persona, non confondiamo l’inteligenza con la memoria, l’inteligenza è ben altro, l’inteligenza è “vedere oltre”, è sapere, é
        trovare la strada per risolvere una questione. Se dobbiamo parlare di inteligenza allora parliamo di inteligenza, se dobbiamo parlare di buona memoria parliamo di buona memoria ( come leggere un libro e ricordarselo) e se dobbiamo parlare di grammatica allora parliamo di grammatica (dove si mette un accento) , ma non confondiamo tutto questo con l’inteligenza e il quoziente intellettivo. Ha mai letto le “confessioni di San Agostino”? San Agostino grande dottore della chiesa non si applicava negli studi, non aveva voglia, allora veniva rimproverato dai maestri, che però a loro volta erano “non erano degni di essere maestri in quanto l’unica cosa che conoscevano era la grammatica, e proponevano ai studenti insegnamenti e pensieri sbagliati e sciocchi, allora San Agostino dice una frase memorabile, attualissima ancora oggi : “I MIEI INSEGNANTI SI PREOCCUPANO PIÙ DEGLI ERRORI LEGGE DELLA GRAMMATICA INVECE DI PREOCCUPARSI DEGLI ERRORI CONTRO LA LEGGE DI DIO” conoscere la grammatica alla perfezione non comporta che di conseguenza si diventa economisti, al contrario invece chi è stato nel commercio e nell’economia per 20 anni può insegnare l’economia anche a un professore universitario

        • Anonimo di sotto ha detto:

          Vedo che hai riletto per bene prima di pubblicare…

          • Il veritiero ha detto:

            Hai ragione amico mio, ma tu per caso sai se io sono albanese oppure marocchino? Oppure se sono un pastore? Sai se magari per me è già tanto riuscire a scrivere? Io sono solo ignorante per fortuna, pero magari potresti anche trovare la persona che poverina ha problemi e la mortifichi e ferisci, occhio amico mio 👋 detto questo invece di spiegarti a 90° gradi davanti a un qualsiasi uomo blasonato dovresti invece inviperirti, in quanto una persona che conosce benissimo l’economia ti ha detto che la povertà è colpa della delocalizzazione delle imprese, invece di dirti che la colpa della povertà è colpa del debito pubblico e del signoraggio bancario, le banche stampano soldi senza avere la copertura in oro e con 5 euro di carta straccia colorata di viola di dice che sono 100.000 mila euro e ti toglie la tua casa che quella veramente vale 100.000 euro, con 5 euro di carta straccia ti tolgono un appartamento. Svegliatevi . Il sig. Gotti tedeschi parla di delocalizzazione….. è sta gente che ha distrutto il mondo.

  • Il veritiero ha detto:

    Beh, più che la competizione uomo-donna per accaparrarsi gli ormai rari posti di lavoro è scattato un altro meccanismo, è scattato il meccanismo che si sono abbassati gli stipendi in maniera vertiginosa, ma credo che questo faccia parte del meccanismo domanda-offerta. È ora in Italia ci ritroviamo che con lo stipendio di un lavoro riusciamo a malapena a pagare un affitto di una casa.
    E anche qui scatta un altro meccanismo abbastanza contorto se mi permette, un meccanismo che tira in ballo le banche.
    Tutti quanti abbiano notato la crisi economica e il crollo dell’economia in Italia, è crollato tutto, meno che il prezzo degli immobili, cioè, gli immobili sono scesi di appena del 15%, ma il crollo è stato del 50%, quindi gli immobili sarebbero dovuti scendere anche loro del 50% ( io dico 50% in maniera orientativa) allora come mai se tutto quanto è crollato del 50%, gli immobili sono crollati solo del 15%? La risposta è che gli immobili non sono crollati perché fa parte un raggiri bancario, 50% degli immobili in Italia è di proprietà di banche-assicurazioni-s.p.a. , e se il prezzo di quegli immobili fosse crollato del 50% tutte le banche-assicurazioni- s.p.a. sarebbero fallite. Allora meglio raggirare il popolo, e gli immobili non hanno seguito il crollo di prezzo che avrebbero dovuto seguire, è le spese le paga il popolo ignaro e all’oscuro di questi ragionamenti e la povera gente si ritrova a lavorare tutto il mese per pagare un affitto di una casa o un mutuo di una casa il doppio o il triplo di quello che in realtà dovrebbe pagare. Una casa che in realtà deve costare 100.000 euro per il crollo economico il popolo ignaro la paga 250.000, un affitto che dovrebbe costare 400 euro invece gli costa 800 euro. E tutto questo per un gioco finanziario e azionario perverso, che serve a non far crollare le azioni delle bamche-assicurazioni-s.p.a. e noi ci ritroviamo a pagare tutto il doppio da 10 anni per non far fallire le banche che crollerebbero in borsa e non avrebbero più lo stesso valore di capitale e si si troverebbero improvvisamente scoperte.
    Per quanto riguarda il discorso dei figli, è bello complicato, però se un autorità come lei fa’ delle affermazioni così, evidentemente hanno le loro solide fondamenta.

  • Eloisa ha detto:

    La questione della scarsa natalità suscita sempre discussioni a non finire, com’è evidente oggi in questo blog. La Chiesa sottolinea da un bel po’ il problema.
    Ma io, se mi si permette, lascio ai coniugi ( coppie sposate e non) la libertà di decidere loro quanti figli avere, e per i motivi che loro, e nessun altro, ritengono validi. Si tratta, prima di tutto, di avere senso di responsabilità, dato che l’uomo non è una animale qualunque. E si tratta di LIBERTÀ.
    I tempi di “a ogni bambino il suo cestino” sono parecchio lontani. Si facevano figli a nastro, tanto chi partoriva CON DOLORE era la donna. L’uomo dava uno sguardo alla donna, distrutta dal parto, e un’altra occhiata al neonato, meglio se maschio, e tutto finiva lì, con un “che bello…che bello!”.
    Poi ci si arrangiava come si poteva per crescere i figli e…andasse come Dio voleva…
    Ma, se non sbaglio, non è Dio a imporre che si facciano figli senza pensarci, cioè senza prevedere le conseguenze cui si può andare incontro se non si è in grado di farli crescere DIGNITOSAMENTE.
    Chi sa che il mondo è pieno di BRUTTURE di ogni genere o che il lavoro è saltuario o che il reddito è basso, ha tutto il diritto di mettere al mondo uno o due figli soltanto, sapendo che dà alla luce delle creature umane, non degli animaletti qualsiasi, a cui vuole risparmiare il brutto della vita; e che un giorno potrebbero rimproverare ai genitori di averli fatti nascere.
    Il dott. EGT è convinto che si tratti di un fatto culturale, non economico. In Italia non è così, non mi pare proprio.
    Ma anche se fosse così, alla cultura non si sputa addosso. Magari avessero questa cultura certi paesi sottosviluppati o i nomadi, che mettono al mondo figli e figli, e poi vanno in giro ad elemosinare.

    • Comunque ha detto:

      questa è un’omelia che non c’entra nulla con quanto affermato da Gotti Tedeschi.

    • Alda ha detto:

      Da questo commento si capisce tutta la tua cristianità…
      Eloisa, perché tu e Giuseppe non vi fate un giro sul sito dell’unaar? È il posto giusto per voi👿

      • Eloisa ha detto:

        Lei vada a giudicare di cristianità da un’altra parte, per favore.
        Spero che il dott. Tosatti me lo lasci dire, almeno questo; oppure lo dica lui a tutti quelli che mi fanno obiezioni per partito preso.

      • Per Alda ha detto:

        Ottimo!

  • Armando ha detto:

    Rendo questa testimonianza: ho 55 anni, sono padre di sette figli maschi (con una sola moglie…), conosco un poco l’economia e sono perfettamente d’accordo con EGT. Come si fa a crescere sette figli con uno stipendio? Occorre la FEDE perché la Provvidenza esiste. P.S. questo blog è frequentato da tantissimi “borghesi” nel senso peggiore del termine.

    • Monica ha detto:

      Mi ha fatto sorridere ciò che ha scritto in parentesi. Io ne ho “solo” tre di figli, ma su domanda di nuovi colleghi o nuove conoscenze é capitato di dover rispondere la stessa precisazione

    • virro ha detto:

      anch’io sono 5° di 7 fratelli con una sola mamma ed un solo babbo😃😃😃😃😃😃😃
      evidentemente queste nostre storie non fanno parte del nuovo ordine mondiale e
      – diciamocelo- non c’era nemmeno questa coltura bergogliana che afferma(va): la donna più importante d’Italia è la Bonino.
      W LA VITA CHI LA CREATA
      W LA VITA E CHI L’HA DONATA
      W LA VITA E CHI ML’HA ACCOLTA

  • Roberto Ceccarelli ha detto:

    Se vogliamo fare mente locale ed essere onesti potremmo prendere atto che la maggior parte dei bisogni che la società dei consumi ci ha convinto essere primari e inalienabili con conseguente aggravio del bilancio famigliare in effetti non lo sono affatto e in molti casi basterebbe il solo reddito del capo famiglia maschio
    con il positivo risvolto di una maggiore presenza a vantaggio dell’educazione dei nostri figli. Il fallimento di questa società nell’educazione infantile è sotto i nostri occhi: turpiloquio, mancanza di rispetto, perdita prematura dell’innocenza e della verginità pratica del sesso come bene di consumo disgiunto e avulso dall’innamoramento con picchi di perversione contro natura inimmaginabili a 13 anni. Purtroppo già tutto annunciato dalla Santissima Madre nei suoi inascoltati messaggi. Quando l’uomo si sente Dio perde la ragione ma soprattutto la Sapienza.
    Cristo regni!

    • Giuseppe ha detto:

      … “il capo famiglia maschio”…
      Mi vengono i brividi lungo la schiena a vedere usata questa espressione in Italia nel 2019.
      Pensavo fossimo usciti da tempo dalle caverne.

      • Bastian contrario ha detto:

        Faccio presente a Giuseppe che nella Bibbia c c’e un solo modello di famimiglia..
        Con a capo il marito. Se due sposi desiderano due cose diverse e inconciliabili tra loro è la sposa che deve cedere. Altrimenti la barca della famiglia affonda.

        • Giuseppe ha detto:

          Nei romanzi che leggo io non è così.

        • Giuseppe ha detto:

          Mi piacerebbe leggere un moto di rivolta a questa simpatica affermazione da parte delle signore commentatrici.
          Ma credo sia chiedere troppo.

        • Eloisa ha detto:

          Essere bastian contrario non è sempre un difetto, anzi…
          Ma dire che in una coppia il marito è il capo e la donna (“la sposa”) deve cedere, cioè sottostare, è una bestialità che oggi nessuno può accettare se non come una barzelletta che fa… piangere. Neanche un bastian contrario può permettersi certe uscite, usando per di più Bibbia e barche per giustificare affermazioni che non stanno né in cielo né in terra.
          Per favore…

      • ubimayor ha detto:

        Giuseppe , non posso credere che lei sia vero, non solo non legge mai quello che commenta , ma i suoi stessi commenti son talmente ridicoli che lei potrebbe essere solo il nostro Andrea…

    • Malpensante ha detto:

      Lo sa che lei scandalizza i benpensanti? Non si fa così.

  • Armand ha detto:

    Carissimi,
    la verità è che facendo il rider, lavorando ad “intermittenza”, non avendo stipendio né certezza economica, e neppure un aiuto dai genitori, i figli NON si possono fare. Soprattutto perché non è “come una volta”, quando essere poveri era una condizione sociale “accettabile”, ma una condanna sociale emanata dalla stato: i figli se sei povero te li tolgono. Quindi chi non fa figli è soprattutto, almeno per tutte le persone che conosco, perché non se li può permettere. Purtroppo. Ed è un dolore enorme, credetemi…

    • GMZ ha detto:

      Caro Armand,
      io sono convinto che quando un figlio lo si desidera, diviene più importante dell’ossigeno e niente, nessuno, nessun ragionamento ti fa desistere.
      La povertà, spesso, è posta a sostegno di un desiderio ancora tiepido. Ma quando si infiamma, non c’è reddito che tenga.
      Ossequi.

      • Armand ha detto:

        Chi prova la povertà vive nella paura, dal postino a come unire il pranzo con la cena. Non c’è spazio per altro… purtroppo

    • guido.t ha detto:

      che sciocchezza !

    • Milli ha detto:

      Armand, ti auguro di trovare un altro lavoro. Magari un lavoro antico, di quelli che ci si sporca le mani, ma un vero mestiere. Tantissimi auguri.

      • laico ha detto:

        … e per trovare lavoro affidati alla efficace intercessione di San Giuseppe, patrono dei lavoratori.
        Per la novena, trovi le preghiere in internet o sul sito di Radio Maria – “Devozioni, novene, suppliche”
        Non disperare ….

      • Armand ha detto:

        Ti ringrazio, davvero. Ma il lavoro antico, dove ci si sporca le mani, io ce l’ho già, ed è quello di schiavo. Siamo in milioni ma nessuno sembra acorgersene. Siamo noi che non facciamo figli, che abbiamo una dieta povera, che non ci curiamo i denti, che preghiamo di non ammalarci perché sennò è finita. Non siamo analfabeti, siamo super specializzati, ma non i quello che vuole il mercato. Tutto qui, Siamo la forza del Paese che è stata castrata dagli anni ’90.

  • EGT ha detto:

    VEDO CHE CIO’ CHE HO BREVEMENTE SCRITTO NON E’ STATO CHIARO .PROVO A RIFARLO. LE DIFFICOLTA’ CHE VENGO INCONTRATE SON VERE E COMPRENSIBILISSIME, QUELLO CHE SPERO DI RIUSCIRE A FAR RIFLETTERE E’ CHE SONO CONSEGUENZA DELLE DECISIONI DI INTERROMPERE LE NASCITE IN OCCIDENTE QUANDO NEGLI ANNI ’70 LA CULTURA NEOMALTHUSIANA AMBIENTALISTA DECRET0′ CHE L’UOMO E’ CANCRO DELLA NATURA. DAL CROLLO NASCITE IL PIL CREBBE SOLO GRAZIE A CONSUMISMO SEMPRE PIU’ ESASPERATO CHE ASSORBI’ IL RISPARMIO E POI VOLLE L’INDEBITAMENTO DELLE FAMIGLIE. . MA PER FAR CONSUMARE SI DOVETTE DELOCALIZZARE LE PRODUZIONI IN PAESI A BASSO COSTO , IN TAL MODO DEINDUSTRIALIZZAMMO L’OCCIDENTE E SI CREO’ IN TAL MODO I PRESUPPOSTI DI FUTURA DISOCCUPAZIONE . IN PIU’ PER PAGARE I COSTI DELL’INVECCHIAMENTO DELLA POPOLAZIONE SI CREBBERO LE TASSE SUL REDDITO DEGLI ITALIANI ( DAL ’70 AD OGGI SON RADDOPPIATE , COSI’ CHE LO STIPENDIO DI UN PADRE FAMIGLIA DI ALLORA EQUIVALE COME POTERE DI ACQUISTO A QUELLO OGGI DEI DUE MEMBRI DELLA FAMIGLIA ) – NON E’ FACILISSIMO INTENDERLO , MA INVITO A RIFLETTERCI. GRAZIE

    • Gian ha detto:

      Mi sa proprio che lei ha colto nel segno.

    • Gaetano2 ha detto:

      EGT, chiarissimo e comprensibilissimo, ma chi non vuol capire non avrà capito neppure ora.
      (Tra l’altro, aggiungerei, che quanto allora accadeva si vedeva e si poteva capire chiaramente).

    • carlone ha detto:

      Va bene , ammettiamo che scoppi la bomba atomica.
      Restano in vita solo gli articolisti di questo blog.
      Presumibile che qualcuno abbia allevato criceti ed altri abbiano il pollice verde .Speranza di vita anni 1.
      Contrario
      restano vivi i commentatori , tra loro qualche contadino e qualche allevatore.
      Al primo raccolto o nascita , morti e feriti per accaparrarsi il cibo.
      Speranza di vita anni 3.
      A cosa serve questa stupidata ?
      A nulla , però sotto sotto lascia intuire che il calo delle nascite è dovuto soprattutto ad un fattore , e cioè che senso ha fare figli se non ho nulla da tramandare ? Cosa tramando ? I dubia? Malthus?
      Non è meglio allora un cane o un gatto ?

      • Gaetano2 ha detto:

        Forse in queste ipotesi sarebbe il caso anche di fare sopravvivere almeno una commentatrice, altrimenti le speranze ipotetiche si riducono ulteriormente…

        • carlone ha detto:

          😅😅😅😅 Non c’è bisogno di lei Sig Gaetano per tramandare quello che la natura dá ad ogni persona. Il suo insegnamento è secondario ai fini della sopravvivenza.

          • Gaetano2 ha detto:

            Carlone, il mio insegnamento semplicemente non c’è; ma ho scritto che, nel caso, forse occorrerebbe il “contributo” anche di una commentatrice femmina (solitamente anche la natura ne ha bisogno)…

        • carlone ha detto:

          Comunque, per quanto le possa interessare , credo che quella di Malthus sia una conseguenza e non la causa. Fosse andato a dirla piuttosto che ai ricchi studenti , in mezzo ai campi dei contadini mentre tiravano su i pomodori , avrebbe sperimentato che è la natura ad essere violenta con gli uomini.

    • Milli ha detto:

      Il problema è tornare indietro. Non basta ricominciare a fare figli , avendo fede solo nella Provvidenza (a cui io credo) . Ci sono paesi europei che riescono a fare meglio di noi? E cosa fanno in concreto? Ecco, per ccominciare potremmo provare a imitare alcuni esempi virtuosi.

    • Francesca ha detto:

      Carissimo Dott. Gotti Tedeschi , il suo intervento è chiaro, bisogna che alcuni lettori del blog prima di intervenire se lo rileggano PIÙ VOLTE con calma e facciano tutti i ragionamenti cercando di essere obiettivi. È così. C’è poco da fare! Io sono una mamma che lavora e che avrebbe voluto più figli non per motivi economici, ma perché non avrei avuto tempo per loro.

      • egt ha detto:

        Grazie signora Francesca , la sua testimonianza mi compensa delle sciocchezze lette in altri commenti.

    • Il veritiero ha detto:

      Il ragionamento è giusto per un ragionamento lungimirante e globale, si ovviamente con più popolazione cresce tutto, cresce il consumo, crescono i posti di lavoro, cresce tutto, ovvio. Però è un discorso valido in previsione dei 30-40 anni, e va bene se si pensa all’intera nazione o all’intero continente, verissimo.
      Tuttavia ci sono delle non piccole contraddizioni. Come lo spieghiamo allora il fatto che prima le persone non lavoravano proprio, specialmente nei paesi di campagna e di montagna, aveva un pezzetto di terreno da coltivare e qualche gallina o mucca e tiravano avanti, quindi non lavoravano proprio, eppure anche chi non lavorava è riuscito a costruirsi 2-3 case minimo, come lo spieghiamo questo fattore? Che senza lavoro riuscivano a costruirsi 2 case e le lasciavano ai figli, e ora invece chi lavora, anzi con 2 lavori non si riesce a pagare quasi nemmeno l’affitto e mangiare? Come la spieghiamo questa contraddizione?
      Chi non ha mai lavorato ha costruito 2 case e chi invece lavora non riesce nemmeno a pagare l’affitto?

      • Bastian contrario ha detto:

        Guarda, veritiero, che anche portare il mangime alle galline era un lavoro… ricordo una signora contadina che conil pastone delle galline doveva arrampicarsi su per un costone piuttosto ripido. E questo tu non lo chiami lavoro?

        • Il veritiero ha detto:

          Appunto, hai detto benissimo, e ste persone con questi lavori che non portano soldi sono riusciti lo stesso a costruirsi casa. Come lo spieghiamo?

  • lupacchiotto vigilante ha detto:

    Scusi dottor Tosatti questo mio intervento scollegato al tema trattato . Nell’omelia della SantaMessa di oggi che riprende il Vangelo del buon samaritano, il sacerdote ( velina CEI) ha detto che il buon samaritano è paragonabile a un -extracomunitario- misericordioso e caritatevole. A me avevano insegnato qualcosa di diverso. Cosicchè dopo ho rifatto il commento al Vangelo ai miei figli , dicendo loro che il ferito rappresenta l’Italia , i briganti ,che l’anno ridotta così, son stati Napolitano e Monti e il buon samaritano è Salvini . Amen.

    • lilli ha detto:

      condivido , bellissimo paragone

    • Roberto Ceccarelli ha detto:

      A lupacchiotto vigilante
      complimenti, stupendo.

    • Gaetano2 ha detto:

      A lupacchio’, c’hai preso.

    • lupacchiotto ha detto:

      Prevedo, ohimè , che il caso – Russia – , ben generato a tavolino, possa creare un terremoto . Cambierà il Governo , grazie proprio all’attuale Premier Conte , che con l’aiuto di Mattarella , rifarà un governo tecnico, Da quel momento possiamo anche prevedere 300-000 ( trecentomila) immigrati all’anno per i prossimi venti anni. Come GianAntonio Stella prevedeva nel 2016 in un eccellente pezzo sul Corriere della Sera .

  • Nunzia ha detto:

    Può anche darsi che il numero dei figli possa generare un incremento del Pil del paese ma certo non incrementa quello familiare se non ci sono adeguati presupposti. Chiunque ha messo al mondo due marmocchi sa quale impegno personale e finanziario ci vuole per garantire loro un futuro accettabile a meno di non voler lasciarli in mezzo a una strada confidando nella divina provvidenza. Noi ne abbiamo messe al mondo due che oggi hanno 33 e 30 anni sono entrambe laureate in ingegneria e svolgono attività dirigenziali. Se dovessimo sommare l’impegno economico affrontato, tralasciando il resto ci sarebbe parecchio da pensare. Abbiamo potuto farlo e l’abbiamo fatto con gioia avendo la fortuna di gioirne a obiettivo raggiunto, ma che non mi si venga a dire sia un impegno alla portata di tutti. Ci vorrebbe più umiltà nel pontificare e prima di farlo si dovrebbe mettere i piedi in terra e osservare la realtà.

    • Carlos ha detto:

      Non è necessario che tutti si laureino. Diventare artigiano o commessa non è disonorevole. E poi, in fondo, Gesù era carpentiere, san Pietro pescatore..

      • Milli ha detto:

        Certo, non tutti sono portati per lo studio universitario. Però è brutto dover rinunciare all’università perché non ci sono i soldi vero? Io penso che sia bello fare i figli, ma le famiglie vanno aiutate di più.

        • Anonimo verace ha detto:

          Oggi come oggi lo studio universitario ha ancora costi accessibili. Temo che il modello americano che ci è proposto dai telefilm possa influenzare sia la casta che ci governa sia i rettori delle nostre università. Nell’università frequentata da mio figlio ers stata studiata una vera e propria patrimoniale per il pagamento delle tasse universitarie.

    • LucioR ha detto:

      «Chiunque ha messo al mondo due marmocchi sa quale impegno personale e finanziario ci vuole per garantire loro un futuro accettabile a meno di non voler lasciarli in mezzo a una strada confidando nella divina provvidenza. Noi ne abbiamo messe al mondo due che oggi hanno 33 e 30 anni sono entrambe laureate in ingegneria e svolgono attività dirigenziali.»

      Mi, perdoni, non è mia intenzione criticare le sue scelte riguardo al futuro delle sue figlie, per cui ciò che dirò esula dal suo caso personale. Lei ha ragione, mantenere due figli all’Università comporta impegni finanziari notevoli, soprattutto se l’Università è distante dalla propria residenza; ma non è detto che tutti i giovani debbano laurearsi per forza. Le famiglie che anche senza essere povere non sono in grado di sostenere quelle spese possono intraprendere per i figli anche strade diverse. L’Italia non ha bisogno solo d’ingegneri e di avvocati; ha bisogno anche di idraulici e di commesse (impiegate di negozi), che non necessitano di studi universitari per esercitare il loro impiego; e non è detto che non possano avere soddisfazioni nel loro lavoro non possano avere soddisfazioni pari a quelle dei laureati (e per soddisfazioni non intendo in termini di guadagni, o almeno non solo quelli). Ogni lavoro ha una sua dignità e una sua importanza.

      Piuttosto, un tempo dove c’erano più figli (praticamente la regola di allora) il fratello minore indossava i pantaloni del fratello maggiore che nel frattempo era cresciuto e quindi… indossava i pantaloni smessi del padre. Giusto quando si parla di non avere più figli perché costano troppo: adesso si usa ancora fare così?

      E’ solo un esempio, ma ci sarebbe molto da dire su questo.

      • LucioR ha detto:

        Nel momento d’inviare il commento mi accorgo di essere stato anticipato da Carlos, che ha espresse all’incirca lo stesso concetto in modo più conciso. Se l’avessi visto prima probabilmente non avrei compilato il mio.

      • Anonimo verace ha detto:

        Qui Piemonte. Sembra che tra i giovani piemontesi stia riprendendo forza l’idea di fare il contadino . Ne ho incontrato un paio che frequentano con impegno e gioia l’istituto agrario. Autoctoni per la precisione.

  • Giuseppe ha detto:

    Certo, facile mantenere due, tre, quattro, enne figli con un solo reddito (da operaio o impiegato, ovviamente precario grazie alle politiche liberiste), oppure magari anche con due redditi, avendo l’affitto e l’asilo nido da pagare e con un mercato del lavoro che ancora tende a espellere le donne in età fertile. Facile, soprattutto, parlare se si ha la posizione sociale ed economica di Gotti Tedeschi.
    E gli Africani non vengono in Italia perché qui non si fanno più figli, ma perché in Africa (e Asia) se ne fanno troppi.

    • egt ha detto:

      IMMAGINO CHE LEI NON VORRA’ CREDERE A CIO’ CHE LE DICO , MA QUANDO COMINCIAI A LAVORARE ( MI SON LAUREATO LAVORANDO ) FUI COSTRETTO A EMIGRARE ANCH’IO. QUANDO MI SPOSAI , SENZA UNA LIRA E NESSUN AIUTO DA ALCUNO , FACEMMO UN PROGETTO CHE IN DIECI ANNI CI PERMISE DI AVERE CINQUE FIGLI . CON L’AIUTO DELLA PROVVIDENZA E L’IMPEGNO RIUSCII A CONQUISTARE POCO ALLA VOLTA POSIZIONI PROFESSIONALI . OGNI VOLTA CHE CI NASCEVA UN FIGLIO RICEVEVO GRAZIE INSPERATE . PUO’ NON CREDERCI NATURALMENTE ,MA QUESTA E’ LA VERITA’ .VOLER FORMARE UNA FAMIGLIA E CREDERE NELLA PROVVIDENZA GENERA AIUTI , LE DIRO’, PERSINO SUPERIORI AD OGNI SPERANZA. GRAZIE PER L’ATTENZIONE.

    • karl ha detto:

      caspita ! questo Giuseppe è anche pieno di invidia e risentimento . Qualcuno gli spieghi l’espressione dell’angelo ribelle : – perchè io no ?-

      • Giuseppe ha detto:

        Né invidia né risentimento, mi creda, caso mai senso di ingiustizia sociale.
        Personalmente avrei potuto permettermi forse più di un figlio, ma abbiamo scelto (SCELTO!) di fermarci a uno.
        Questo non mi impedisce di pensare agli altri, al mondo reale, di chi fa più fatica di me a mettere insieme il pranzo con la cena.
        Evitando di fare filosofia con la pancia piena.

    • Altro Giuseppe ha detto:

      A giuseppe, rigorosamente minuscolo, lascia stare l’Africa e prova a cercare di capire quello che ha scritto EGT.

      • Giuseppe ha detto:

        L’ho capito benissimo, mio sgradevole omonimo. E come me l’ha capito più di un commentatore, anche fra quelli abituali di questo blog (legga bene…). Sono quasi commosso nel constatare che, per una volta, qualcuno non la pensa in modo così diverso da me, qui dentro.
        Provi a rivolgersi anche a loro come fa con me, così ci divertiamo!

        • Gaetano2 ha detto:

          A giuseppe, rigorosamente minuscolo, non ti commuovere, non c’hai capito ‘na beata cippa. In quanto a divertirsi, stai bastando tu per tutti.

        • Altro Giuseppe ha detto:

          A giuseppe, rigorosamente minuscolo, leggi quello che ha scritto EGT alle 2:55 pm, riassume il senso, provaci.

  • carlone ha detto:

    ” Ma si può fare una prognosi senza aver fatto la diagnosi?”

    Ma si può ancora credere agli stessi dottori che da 40 anni propongono le cure?
    Alle vostre diagnosi e prognosi io ho dovuto rispondere lavorando incessantemente da oltre 30 anni con moltissimi sabati e domeniche compresi, sognandomi le vacanze , ma con moglie e tre figli a carico.
    La sua generazione è si quella che ha spinto dagli anni ’80 il made in italy nel mondo ,a costo dello stato , ma è anche quella che ha dimenticato poi di restituire allo stato ciò che era stato pattuito . Il crack è lì assieme alla sfiducia , nessuno fa un figlio perché lo dice Gotti Tedeschi e nemmeno un Papa.

    • Gionata ha detto:

      SCUSI CARLONE , MA LEI HA LETTO CIO’ CHE GOTTI HA SCRITTO? IO HO CAPITO ESATTAMENTE IL CONTRARIO DI LEI . MA SE LEI SCRIVE SENZA LEGGERE PRIMA , OPPURE SCRIVE QUELLO CHE VUOLE PRESCINDENDO DA QUELLO CHE HA LETTO, ,NON VEDO UN GRAN FUTURO DAVANTI A LEI . CHE SARA’ COSTRETTO A CREDERE , COME CREDE IL PAPA ATTUALE, CHE E’ PRIORITARIA LA TUTELA DELL’AMBIENTE SU QUELLA DELLA CREATURA

      • carlone ha detto:

        Sono contento che lei abbia inteso in modo diverso , altrimenti non avrebbe senso pubblicare e commentare gli articoli qui proposti .
        Io ho semplicemente detto che se la crisi italiana è sproporzionata rispetto a quella degli altri paesi occidentali , è semplicemente avvenuta perché la scelta politica , la cura, è stata quella di svuotare le casse dello Stato a favore delle grandi famiglie industriali e anche dei cittadini .La famosa ricchezza degli italiani che ancora qualcuno ricorda durante i dibattiti sul pil etc è fondata su quei fatti .

  • Milli ha detto:

    Una nazione deve giustamente sostenere una buona natalità, una buona educazione di questi figli e un successivo inserimento nel mondo del lavoro, impedendo, ad esempio , che i migliori siano costretti a emigrare all’estero per trovare una carriera di lavoro degna degli studi compiuti.
    Inoltre bisogna anche sostenere economicamente la famiglia. Posso comprendere che per il dott. Gotti Tedeschi l’espressione “faticare ad arrivare a fine mese ” sia un espressione per lui del tutto avulsa, ma questa è una realtà per moltissime famiglie. Fare il secondo o terzo figlio per molti è un lusso, per gli stipendi medi attuali. Ci vuole un mutuo solo per pagare i pannolini.

    • egt ha detto:

      temo cara Milli, di non esser riuscito a spiegarmi. Le difficoltà che lei incontra sono proprio conseguenza delle decisione di interrompere la natalità nel nostro mondo , iniziando negli anni ’70. MI spiace non poter dirle molto di più in poche righe . Ho scritto molti articoli e un aggio su questo tema. Grazie per il suo intervento su SC.

  • Milli ha detto:

    Mah….come donna e madre questa ragione e anche la concorrenza tra donna e uomo come problema non mi convince. Non penso che se tutte le donne stessero a casa gli uomini sarebbero tutti occupati, oggi gli uomini sanno essere più flessibili e possono alternarsi con la donna e fare anche il mammo, se necessario. Non aggiungo altro perché se no non la finiamo più.
    Secondo la mia esperienza i problemi per fare figli sono diversi.
    Problemi per chi vorrebbe fare figli:
    -precarietà del lavoro
    – maggiore precarietà delle relazioni affettive
    -chi riesce a trovare un lavoro ha paura di perderlo facendo un figlio.
    – necessità di avere una nonna o di pagare una babysitter per accudire il figlio quando si è al lavoro, mancanza di asili comunali.
    Problemi per chi NON ha voglia di fare figli:
    – Giovani immaturi e viziati.
    – Incapacità di sacrificarsi per amore, rinunciando a comodità, lussi piccoli e grandi, tempo libero.
    – ritardo a finire gli studi universitari, ritardo nell’entrata nel mondo del lavoro, ritardo a pianificare un figlio e non arriva più.
    Secondo me il modello uomo-al-lavoro e donna-angelo-del-focolare non è più riproponibile. E non sarebbe nemmeno giusto per le capacità lavorative e intellettuali di tante donne.
    Saluti

  • Lucis ha detto:

    Verissimo.
    E poi sono i paesi più poveri ad avere molti figli. Questo è palese.
    Ma oggi ‘grazie’ alla chiesa si parla di paternità e maternità responsabili.. al che irresponsabilità di donare la vita non se la prende più nessuno.

  • rosadimaggio ha detto:

    devo ammettere che quando leggo qualche considerazione di GottiTedeschi chiarisco molti miei intuiti. grazie

  • guido.t ha detto:

    Sono trenta anni che Gotti Tedeschi spiega questo , E sono trenta anni che viene ignorato e persino svilito , sempre per questo. Soprattutto da una parte del mondo cattolico filo Vaticano II ,che adottò subito la pratica della paternità responsabile .Ha ragione ancora una volta Gotti Tedeschi spiegando che il problema è culturale . Ma ora è troppo tardi .

  • Nuccio Viglietti ha detto:

    Si può riempire ad infinito uno spazio finito (pianeta terra)?…PIL deve può crescere infinito?…Italia no è forse già ora uno di stati con più alta densita di popolazione di tutto mondo?…!!!…https://ilgattomattoquotidiano.wordpress.com/

    • toposano ha detto:

      vada dalla sua maestra di asilo a farsi spiegare quali sono gli effetti del crollo popolazione in Italia , vada , caro…

    • FRANZ ha detto:

      MA LEI DOVE VIVE ? l’Italia negli ultimi vent’anni ha visto crollare la crescita delle nascite più di ogni altro paese al mondo .Con una media di figli a coppia pari a circa 1,30
      E secondo lei l’Italia sta meglio di prima ? Per questa ragione vogliono imporre all’Italia il processo migratorio per compensare il cosiddetto gap di popolazione ,ma non abbiamo le risorse per integrare gli emigrati perchè siam diventati poveri, E lo siam diventati perchè non abbiam fatto figli , la crescita del PIL è crollata , il debito pubblico è esploso . E lei avanza il dubbio che siamo sovrapopolati ? .

      • Roberto Ceccarelli ha detto:

        Sono perfettamente d’accordo con quanto espresso da EGT e con le sue ragioni. Il femminismo ha avuto la presunzione di cancellare i ruoli stabiliti dal Creatore quando “maschio e femmina” li creò sicché io maschietto non ho le mammelle per allattare ma il testosterone e la forza (chiaramente sto parlando per bocca del mio antenato) per ammazzare il mammut. Quando l’uomo ha la pretesa di stravolgere l’ordine naturale stabilito dal Padreterno si scava la fossa che lo conduce all’inferno.
        Sia lodato Dio creatore!