CESARE BARONIO SU PROGRESSISMO E OMOSESSUALITÀ NELLA CHIESA DEL POSTCONCILIO.

8 Luglio 2019 Pubblicato da 116 Commenti --

 

Marco Tosatti

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, il caro amico sconosciuto (di persona) Cesare Baronio ci ha inviato una riflessione che ci sembra interessante condividere con voi, anche se è già apparsa sul sito Opportune Importune. Ma è certamente materia di ragionamento e discussione. In particolare, a mio modesto avviso, per quanto riguarda il tema della ricattabilità. Che spesso si rivela un’arma a doppio taglio…Buona lettura, e grazie all’Eminentissimo…

 

LE ULTIME TESSERE DEL ROMPICAPO – UN’ANALISI DEL BINOMIO PROGRESSISMO/OMOSESSUALITÀ NEI RECENTI SCANDALI DEL CLERO.

Gli scandali del Clero sono aggravati dal fatto che a compierli siano spesso stati dei Vescovi o dei Cardinali, oltre che semplici sacerdoti, ed ancor più dalle ormai evidenti coperture offerte non solo dai Vescovi diocesani e dalle Nunziature, ma anche dalla Santa Sede e, in alcuni casi, dallo stesso Papa regnante. Quello che non dovrebbe sfuggire, nell’analisi della cloaca che va scoprendosi a tutti i livelli, è un dato di fatto e un dato cronologico.

Il dato di fatto è la concomitanza tra la dissoluzione morale e quella dottrinale e liturgica. Il dato cronologico è la coincidenza dei casi di molestie sessuali con il Vaticano II.

Nella stragrande maggioranza dei casi la crisi morale del Clero coincide con l’affermazione delle istanze progressiste in seno al Concilio Ecumenico. Con uno scarto di pochi anni per eccesso o per difetto, l’inizio dei casi di pedofilia e di sodomia da parte di ecclesiastici, venuti alla luce in molte nazioni – dagli Stati Uniti all’America Latina, dall’Italia alla Francia – si può collocare intorno alla fine degli anni Cinquanta, approssimativamente poco prima o poco dopo la morte di Pio XII, avvenuta nell’Ottobre del 1958.

In molti casi chi abusò di fanciulli e ragazzi era allora seminarista o sacerdote, ma continuò a compiere i suoi crimini nell’impunità, riuscendo a sfruttare le complicità condivise con altri simili per far carriera, ricoprire ruoli di responsabilità, esser consacrato Vescovo e in certi casi creato Cardinale, mantenendo una costante: il binomio tra progressismo dottrinale e perversione morale, tra eresia e fornicazione. Chi alla vigilia del Vaticano II era tra gli attori della rivoluzione – tanto in America quanto in Europa – non di rado era anche già invischiato in turpi commerci.

Probabilmente all’inizio la Gerarchia, in massima parte costituita da buoni Pastori, non fu responsabile della diffusione del malcostume, così come non lo fu della corruzione dottrinale. Si potrà forse rilevare una certa ingenuità in alcuni Presuli, forse un’eccessiva prudenza, spesso dettata dal timore di apparire troppo sospettosi o prevenuti. Ma questo fenomeno è tipico dei momenti storici in cui certi fenomeni non sono ancora percepiti nella loro gravità. Non dimentichiamo che la battaglia contro il Modernismo sembrava aver sbaragliato i nemici interni alla Chiesa, anche grazie all’incisività del Sodalitium Pianum,costituito da San Pio X nel 1909 e poi soppresso da Benedetto XV nel 1921. Ma la sua attività proseguì sino al 1946, ossia proprio in concomitanza con il rifiorire degli errori modernisti in preparazione di quel Concilio che l’ala progressista della Chiesa vagheggiava sin dall’epoca di Loisy.

Parallelamente, la disciplina dei Seminari e in generale di tutti gli istituti secolari e regolari era fortemente informata alla riforma di San Pio X, ed era davvero impensabile che un omosessuale potesse in qualche modo praticare quei vizi che dalla fine degli anni Cinquanta iniziarono a corrompere il Clero.

Ricordo benissimo che a quell’epoca certe manifestazioni di mollezza o di effeminatezza oggi diffusissime erano assolutamente inimmaginabili: chi apparteneva alla setta si teneva ben nascosto e, laddove scoperto, era immediatamente rimosso. La severità dei Superiori perdurò anche sotto il Pontificato di Roncalli, grazie ad una generazione di Prelati che non disgiungevano la santità dei costumi dalla fedeltà alla dottrina, e che tale santità non solo sapevano pretendere dai propri sudditi, ma anche insegnare e coltivare. Viceversa, uno dei primi messaggi lanciati dal Concilio e prontamente colti dai chierici riguardò anzitutto la disciplina clericale, che sotto il Pontificato di Paolo VI conobbe un rilassamento sconcertante. Le centinaia di cappelli romani gettati nel Tevere alla chiusura del Vaticano II compendia quel senso di ribellione e anarchia che avrebbe pervaso da allora in poi i Seminari e gli Atenei Pontifici, a conferma che era tutto predisposto da tempo e che si attendeva solo il segnale prefissato.

Ma il cancro del Modernismo, per diffondersi sotterraneamente ed ascendere a posti di comando, doveva necessariamente poter contare sulla fedeltà assoluta dei congiurati, specialmente dei più attivi ed influenti; questo richiedeva quindi una sorta di iniziazione,non dissimile da quella praticata nelle logge massoniche, che garantisse la ricattabilità dell’iniziato e consentisse, in caso di defezione, la sua immediata distruzione, attuata tramite la delazione e la conseguente espulsione dal sacro recinto. Far sapere che il tal sacerdote aveva dei comportamenti riprovevoli permetteva, nella massima discrezione che all’epoca si riservava a questioni tanto scabrose, la sua totale estromissione dalla vita ecclesiastica, la sua letterale sparizione dalla comunità. E, conseguentemente, rendeva qualsiasi tentativo di difesa che coinvolgesse aspetti dottrinali assolutamente inefficace. In sostanza, il tener legati a sé chierici dalla condotta di vita censurabile li costringeva ad essere, volenti o nolenti, fedeli esecutori degli ordini impartiti da chi stava a capo della setta modernista. E se anche avesse parlato, una volta scoperto, la sua denuncia sarebbe stata considerata una forma di vendetta da non tenere in considerazione.

Per onestà occorre notare che non tutti i protagonisti del complotto modernista furono allo stesso tempo membri della costituenda lobby gay;ma va detto che, ove essi non fossero censurabili de Sexto,essi erano in ogni caso ricattabili, ad esempio per esser invischiati in speculazioni finanziare. Le indagini avviate in molti Stati ci lasciano comprendere che quasi sempre immoralità e corruzione costituivano un inscindibile binomio: pensiamo agli scandali finanziari del Card. Oscar Maradiaga e a quelli sessuali del suo protetto mons. Juan Josè Pineda.

La ricattabilità è infatti l’elemento ricorrente nella scelta dei complici e degli esecutori, ed è prassi parimenti invalsa in ambito civile e militare, al punto che vi ricorse anche il Nazismo. Infatti, se è vero che nelle logge massoniche dei massimi gradi il segreto è custodito anche in virtù di pratiche turpi, è altrettanto vero che pure i vertici del Nazismo costituirono gruppi elitari di stampo esoterico con chiare connotazioni omosessuali. Così, se da un lato la Comunità degli Speciali plasmò il cliché del maschio nazionalsocialista, sull’altro versante si è plasmato il typus del chierico postconciliare da introdurre nei ruoli chiave della Curia Romana: le forme di nepotismo gay nel cursus honorum del Nazismo e del Postconcilio sono identiche, come sono identiche le forme di ricatto, funzionali allo scopo ultimo, cui si espongono i membri di questa lobby,siano essi in cravatta, in divisa o in talare.

E se vogliamo dirla tutta, anche la candidata democratica Hillary Clinton non pare esente da questa commistione di corruzione e depravazione: il cosiddetto Pizzagate sta rivelando una rete pedofilo-satanica che coinvolge politici e personaggi di spicco (qui). Sapere che l’Obolo di San Pietro ha finanziato la campagna elettorale della Clinton lascia sgomenti gli ingenui, ma allo stesso tempo conferma le cointeressenze tra l’élite mondialista e la setta che infeuda la Chiesa da ormai cinquant’anni. Senza menzionare, in piccolo, gli scandali nazionali del Forteto, cui non è estranea certa ala progressista del clero, legata al tristemente noto don Milani, modernista e probabilmente pure pedofilo.

Se andiamo a vedere tra i protagonisti del Concilio, scopriremo che la loro appartenenza alla corrente progressista non di rado si accompagnava ad una radicata condotta viziosa, così come la santità di vita dei Presuli conservatori era ovvio corollario alla loro fedeltà all’immutabile Magistero. Questa condotta viziosa, all’epoca, poteva anche solo esplicitarsi in una relazione clandestina con un laico o un altro chierico, senza giungere alle aberrazioni di cui la stampa ci informa quasi quotidianamente: il decadimento dei costumi, anche nel milieu sodomita, è cosa relativamente recente, e lo si può a mio parere collocare a partire dagli anni Settanta, quando lo stesso Concilio aveva fatto capire al mondo che l’inespugnabile rocca della Chiesa stava sgretolandosi tanto nella sua Fede quanto nella sua Morale. E quando al Soglio di Pietro ascese, a suggellare lo scellerato patto, quel Giovanni Battista Montini, le cui simpatie per il Modernismo si accompagnarono a pubbliche accuse di omosessualità, sulle quali grava ancor oggi, nonostante le smentite, più di un sospetto. É evidente che un Papa ricattabile avrebbe permesso di raggiungere quegli obbiettivi cui un Pontefice inattaccabile avrebbe potuto opporsi senza timore di veder lesa la propria onorabilità, assieme a quella della Chiesa.

Non è un caso che Paolo VI sia stato elevato alla gloria degli altari in un momento storico in cui, dopo aver canonizzato il Concilio con Roncalli e Montini, si tenta da più parti – anche con autorevolissimo avvallo – di sdoganare l’omosessualità. Sembra che l’aureola sul capo del Papa di Concesio risplenda tanto per il contributo dato alla causa modernista, quanto come devoto omaggio di chi con lui ritiene di condividere anche altri penchants.

D’altro canto, se i modernisti che erano maggiormente impegnati in questioni filosofico-dottrinali potevano forse sfuggire alle tentazioni più basse della carne, coloro che erano utilizzati come esecutori, specialmente nelle Commissioni conciliari preposte alla cosiddetta riforma liturgica,risultavano quasi naturalmente accomunati non solo nell’adesione agli errori del Modernismo, ma anche da modi di vivere incompatibili con lo stato clericale e con il nome cattolico. Certo, la loro appartenenza alla lobby era prudentissima e dissimulata con gli estranei: solo nei decenni seguenti chi al Concilio faceva da galoppino coi ciclostilati della Commissio ad exsequendam sarebbe assurto a ruoli di prestigio, circondandosi di una corte di famulie questuanti tristemente nota. Ma la loro presenza in certi posti, accanto a certi Prelati, spiega perché quella congiura sia riuscita ad ottenere il successo sperato. Un successo che certamente sarebbe stato inferiore, se non nullo, laddove chi era preposto alla custodia della Cittadella non avesse temuto per la propria reputazione e non si fosse sentito in obbligo di assecondare cambiamenti, scelte e nomine decise altrove. Tant’è vero che i soli che levarono la voce furono appunto coloro che erano assolutamente integerrimi nella condotta di vita, oltre che di sicura ortodossia e salda spiritualità, come ad esempio il Card. Ottaviani, mons. Pigolanti, mons. Spadafora e tanti altri ostracizzati. E se sotto Giovanni XXIII i Novatori avanzarono significativamente, essi poterono conquistare posizioni importanti durante il Vaticano II, specialmente dopo l’elezione di Paolo VI. Era costui uno dei loro? Dirà la storia se questo idem sentire si sia esplicitato solo in ambito dottrinale e liturgico.

Andrebbe inoltre evidenziato un altro elemento della vita della Curia Romana che forse sfugge a quanti sono abituati alla decadenza recente. E questo elemento è che, come in tutte le istituzioni di prestigio in cui la diplomazia svolga un ruolo non marginale, anche in Vaticano esisteva un linguaggio non parlato che, da solo, era più che sufficiente per giungere ai suoi destinatari. Questo linguaggio diplomatico – ormai scomparso dalla Corte papale ed anzi deriso da chi oggi risiede non nel Palazzo Apostolico ma in un residence al pari di un dirigente d’azienda – valeva anche per i casi in cui un ecclesiastico mostrasse delle tendenze poco consone al proprio stato: in assenza di scandali, si preferiva anteporre la dignità e il prestigio della Sede Apostolica alla pubblica punizione, e si faceva in modo che quel Prelato fosse messo nell’impossibilità materiale di nuocere, sotto il controllo dei Superiori e in mansioni che ne limitassero in qualche maniera l’azione autonoma. Promoveatur ut amoveatur.Si potrà eccepire che questa mentalità si è dimostrata, col senno di poi, inadeguata alla pericolosità di molti personaggi infiltratisi in seno alla Chiesa; ma non si può negare che la percezione della catastrofe imminente era ancora relativamente presente nei protagonisti delle vicende di allora. Si pensava che il problema fosse stato risolto, considerando che solo pochi decenni prima San Pio X aveva condannato il Modernismo ed allontanato chi ne era infetto. Oggi la chiamano caccia alle streghe:allora era buongoverno, illuminato dall’amore di Dio, e zelo apostolico. Ma anche qui: chi tra i Novatori si scagliò contro il Sodalitium Pianum non lo fece perché animato da nobili sentimenti, ma perché gli era stato ordinato di indebolire le difese della Chiesa. Oggi, dopo aver demolito la dottrina, si mette mano alla morale, derubricando la sodomia a questione privata e non censurabile, anzi da considerare con stima ed apprezzamento. Ma chi sono i sacerdoti e i Presuli che benedicono le coppie omosessuali e celebrano Messe per il Gay Pride,se non omosessuali o filo-omosessuali essi stessi?

Questa accoglienza, al pari di quella ch’è riservata agli eretici, è inficiata dalla percezione che non si tratti di un gesto disinteressato, ma al contrario che essa sia un comodo alibi per legittimar se stessi e la propria condotta riprovevole, così come si usa l’ecumenismo per dar cittadinanza alle proprie deviazioni dottrinali in seno alla martoriata Chiesa di Cristo. E sono sempre gli stessi, ovviamente: poiché solo l’eretico o l’apostata possono sostenere che sia possibile esser Cattolici – e addirittura sacerdoti – ed allo stesso tempo anche sodomiti ed eretici praticanti.

Non è un caso che, su entrambi i fronti, siano sempre stati certi ecclesiastici a dare il segnale ai laici o al basso Clero, quasi le richieste di rinnovamento teologico, liturgico e morale venissero dalla base.Ma sappiamo che la base non è mai incline ai cambiamenti, e che essi sono sempre imposti e sollecitati dall’alto: non voleva la Messa nuova, non voleva l’abolizione del latino, né la nouvelle théologie,né il Concilio, né Assisi, né Amoris Lætitia,né le donne diacono o i preti sposati. E men che meno voleva avere dei pastori irretiti nella dottrina e perversi nella morale. Semmai, furono pochi elementi collusi con l’ala progressista del Clero a farsi portavoce – ascoltatissimi da quella stessa ala progressista – di inesistenti istanze del popolo cristiano. Che poi è quello che ci raccontano gli oligarchi dell’Europa, quando propagandano la teoria gendero l’immigrazione.

La consonanza d’intenti tra Chiesa e mondo, istituzionalizzata con l’apertura del Vaticano II, è chiaramente il frutto di un piano che affonda le sue radici nei progetti massonici. Questa congiura ha mosso i primi passi col Modernismo, infiltrando nella Chiesa una quinta colonna della Massoneria; ha poi coinvolto una certa Gerarchia liberale nella colonizzazione culturale ed economica del dopoguerra, con la cooperazione di Montini, allora in Segreteria di Stato; è passata alla fase operativa con l’elezione di Giovanni XXIII e – come si è appreso dalle mail di Hillary Clinton e di John Podesta diffuse da Wikileaks due anni orsono – ha ottenuto l’elezione di un Papa mondialista, sfruttando la collaborazione della Mafia di San Gallo. L’ebreo Sandy Newman, presidente e fondatore dell’organizzazione progressista Voices for Progress,ex-dipendente e amico intimo del presidente Obama scriveva: “C’è bisogno di una Primavera Cattolica, in cui gli stessi cattolici reclamino la fine di quella che è una dittatura medievale, e l’inizio di una piccola democrazia che rispetti l’equità di genere nella Chiesa cattolica”(qui). Così, assieme alle varie primavere in ambito politico, ecco apparire anche una primavera cattolica che completa la primavera conciliare di cinquant’anni prima, sempre come “rivoluzione”.

Questo inquietante quadro si è più chiaramente delineato solo in questi ultimi anni, grazie all’estremizzazione del Pontificato di Bergoglio. In questo contesto il ruolo di McCarrick è solo esemplificativo, e rivelatore di un sistema radicato e diffuso. Ma acquisiscono una leggibilità anche quelle notizie – sinora confinate nell’ambito del complottismo e della fantapolitica – circa l’elezione del Card. Siri nel Conclave del 1958, bloccata da poteri occulti legati ad una parte del Sacro Collegio. Di sicuro la continuità con Pio XII che avrebbe rappresentato Siri era vista come il fumo negli occhi dai fautori del rinnovamento e del dialogo favorevoli a Roncalli, discepolo del modernista Bonaiuti.

E se la Mafia di San Gallo si è adoperata, per stessa confessione di uno dei suoi membri, per spingere alle dimissioni Benedetto XVI e pilotare l’elezione di Francesco, non pare così irreale che altrettanto si sia potuto fare in precedenza.

Si dirà che questa è una tesi non suffragata da prove. Ma io non sto affermando che si tratti di un dato certo, bensì che esso sia – alla luce dei fatti presenti – quantomeno verosimile e che i Papi del Concilio e del Postconcilio abbiano dimostrato di essere, se non alleati dei congiurati, almeno non dichiarati nemici. Ciascuno di quei Pontefici ha pagato il suo tributo a Cesare: Giovanni XXIII indicendo il Concilio e consentendo lo stravolgimento degli schemi preparatori; Paolo VI cambiando la liturgia secondo i dettami dei Novatori; Giovanni Paolo II favorendo l’ecumenismo con Assisi. Senza parlare del ruolo dei Segretari di Stato e di tanti altri Cardinali e Presuli, solo apparentemente svincolato dal quadro generale. Non dimentichiamo che McCarrick ha attraversato indenne tutti gli ultimi Pontificati, e come lui chissà quanti altri.

Quanto al ruolo di Bergoglio, abbiamo sotto gli occhi la sua azione devastante, che va ben al di là del semplice sospetto.

Si comprende così come la globalizzazione e l’americanizzazione della Chiesa possano esser fatte risalire a quell’America di fine anni Cinquanta in cui un personaggio come McCarrick è potuto ascendere alle più alte vette della Gerarchia – Principe della Chiesa ed Arcivescovo Metropolita di Washington – proprio in virtù del duplice legame con i suoi referenti politici ed ecclesiastici: un legame basato anzitutto sul vincolo di segretezza e di ricattabilità della sua condotta morale; in secondo luogo dal suo ruolo di fiancheggiatore della Mafia di San Gallo, presso la quale egli fu iniziato ancora giovane prete nel 1951; in terzo luogo come interlocutore della Santa Sede presso i politici statunitensi, anzitutto di area democratica; in quarto luogo come collettore di finanziamenti per conto del Vaticano, regnanti Paolo VI e Giovanni Paolo II. Egli è così riuscito a garantirsi una sorta di impunità dinanzi alla Gerarchia che, pur informata sugli scandali, ha preferito tacere per godere dei vantaggi politici ed economici offerti dal Prelato. “AGiovanni Paolo II servivano soldi per dare nuovo slancio al Papato. Aveva molti progetti, e l’unico modo di ottenere il denaro donato alla Chiesa era attraverso McCarrick. Non poteva fermare tutto questo, e sapeva di aver bisogno di McCarrick per ottenere più denaro possibile per il Papato”, dichiara Grein, una delle vittime del deposto Cardinale (qui).

Secondo le dichiarazioni di Grein, nel 2012 McCarrick gli disse: “Sai quanto sono potente? Sono l’uomo più potente degli Stati Uniti. Nessun mi può toccare, e se dirai qualsiasi cosa, affonderai. Diventerai il cattivo della storia. Per me è impossibile affondare”(qui). Questa presunzione d’impunità è rivelatrice di una situazione che, se fosse rimasta in abito ecclesiastico, non avrebbe probabilmente conosciuto gli sviluppi che abbiamo poi visto. Solo grazie all’intervento dei laici – siano essi vittime, giornalisti o altro – si è riusciti a portare alla luce lo scandalo e ad ottenere la deposizione del colpevole (senza riduzione allo stato laicale) da parte della Santa Sede. Se il laicato si fosse mantenuto in disparte, come purtroppo è avvenuto in passato; se esso non fosse riuscito a coalizzarsi con alcuni media conservatori, certamente la Gerarchia avrebbe continuato a comportarsi con l’atteggiamento di insofferente sufficienza verso chi considera comunque un fastidioso intruso. L’ha fatto prima negli Stati Uniti, l’ha fatto poi quando la vicenda è giunta in Vaticano. L’ha fatto addirittura quando le segnalazioni giungevano dal Nunzio Apostolico. Ed è, in sostanza, sempre lo stesso comportamento che è stato più volte evidenziato in altri casi e che vediamo ripetersi ogni volta che emergono altre verità sulla lobby.

Non stupisce che le circostanziate accuse nei confronti di McCarrick e di altri da parte dell’ex Nunzio Carlo Maria Viganò siano state ripetutamente ignorate, fino a che egli non ha deciso di renderle pubbliche, con grave rischio per la propria incolumità. E il dossier di mons. Viganò conferma che, ogniqualvolta vi fu un insabbiamento dei procedimenti a carico di Prelati, il contributo sia stato fornito da ecclesiastici che le recenti indagini hanno dimostrato non estranei né agli scandali sessuali, né all’adesione al progressismo. Tutti indistintamente, a quel ch’è dato sapere finora, sono strenui assertori tanto delle più estreme istanze conciliari e del Pontificato bergogliano, quanto del dialogo con i movimenti GLBT. Come si vede, tout se tient.





Questo blog è il seguito naturale di San Pietro e Dintorni, presente su “La Stampa” fino a quando non fu troppo molesto.  Per chi fosse interessato al lavoro già svolto, ecco il link a San Pietro e Dintorni.

Se volete ricevere i nuovi articoli del blog, scrivete la vostra mail nella finestra a fianco.

L’articolo vi ha interessato? Condividetelo, se volete, sui social network, usando gli strumenti qui sotto.

Se invece volete aiutare sacerdoti “scomodi” in difficoltà, qui trovate il sito della Società di San Martino di Tours e di San Pio di Pietrelcina


 LIBRI DI MARCO TOSATTI

Se siete interessati a un libro, cliccate sul titolo….


Viganò e il Papa


FATIMA, IL SEGRETO NON SVELATO E IL FUTURO DELLA CHIESA

Fatima El segreto no desvelado

  SANTI INDEMONIATI: CASI STRAORDINARI DI POSSESSIONE

  PADRE PIO CONTRO SATANA. LA BATTAGLIA FINALE

  Padre Pío contra Satanás

La vera storia del Mussa Dagh

Mussa Dagh. Gli eroi traditi

Padre Amorth. Memorie di un esorcista.

Inchiesta sul demonio.

Tag: , , ,

Categoria:

Questo articolo è stato scritto da wp_7512482

116 commenti

  • EquesFidus ha detto:

    Desidero esporre le mie opinioni, in parte per rispondere ad altri commentatori, in parte per esprimere la mia visione sul problema. Mi perdonerà Fabrizio Giudici se esporrò alcune considerazioni da lui già esposte in parte, ma che sono convinzioni che ormai ho da anni.
    E’ sbagliato dare all’assise conciliare del Vaticano II la colpa diretta di tutto quanto stia avvenendo oggi: i problemi della Chiesa erano già presenti e diffusi, seppure non in modo capillare come oggi. Vorrei ricordare che la “Pascendi Dominici Gregis” risale al 1907 e la “Libertas” al 1888: assai prima, quindi, che il Concilio Vaticano II (da qui in poi CV II) fosse convocato. Allo stesso modo, il Concilio fu convocato in risposta ai gravi problemi che già allora attanagliavano la Chiesa (abusi liturgici, calo delle vocazioni, diffusione del liberalismo e della sua versione ecclesiastica e mutante, il modernismo): non è affatto vero che precedentemente al CV II questi problemi fossero inesistenti. Tuttavia, è anche vero che dopo detto Concilio tali cose si sono acuite, in certi casi in modo drammatico ed insopportabile: vedasi, per esempio, il calo delle vocazioni è divenuto, da flessione in tendenza dagli anni ’40, un crollo verticale a partire dalla fine degli anni ’60. Osservate questo grafico: http://www.settimananews.it/wp-content/uploads/2016/04/vocazioni-grafico.jpg. Se è vero che nel decennio 1950-1960 si assiste una flessione nel numero di religiosi e religiose (linee rosse e verdi) ed un calo lento e costante del clero diocesano (a dire il vero fin dalla fine dell’800), si assiste ad un vero e proprio tracollo a partire dalla fine degli anni ’60, mentre il declino del clero diocesano continua come prima e più di prima. Tutte le statistiche sono concordi in questo, peraltro, ossia che la diminuzione delle vocazioni, dopo gli anni ’60, passa da essere una flessione o una progressiva diminuzione ad un crollo verticale, con interi seminari che chiudono o si svuotano nell’arco di pochi decenni se non anni. Il motivo è semplice: la rivoluzione liturgica, elaborata da Annibale Bugnini e dalla sua cricca di specialisti protestanti, ha prodotto danni incalcolabili, specie al clero ed all’educazione cattolica. Chiariamoci bene: anche nella cosiddetta “Forma Ordinaria” (che altro non è che la mutilazione di una Santa Messa letta elaborata da Bugnini, conclamato ed accertato massone come ebbe a sapere anche Paolo VI, e dalla sua cricca di presunti “esperti” ereticali) avviene la Transustanziazione, quindi dal punto di vista teologico ha uguale valore salvifico rispetto alla Santa Messa nel rito approvato dal Concilio di Trento; tuttavia, è inutile dire che è profondamente diversa dal punto di vista pedagogico, ecclesiologico, liturgico. Non è semplicemente questione di un altare “girato” (quando altari “girati” verso il popolo esistono da sempre, vedasi l’altar maggiore in San Pietro in Vaticano) o dell’abolizione del latino come unica lingua liturgica: quelli sono accidenti. E’ la riduzione del prete a presidente di un’assemblea, l’introduzione di preghiere e riti abrogati (giustamente!) da secoli a favore di un archeologismo ereticheggiante (e giustamente condannato) ed al contempo l’abrogazione o la storpiatura di preghiere e riti antichi di secoli (due su tutti, il Canone e le bellissime preghiere ai piedi dell’altare). E’ tutto un concorso di cause: e chi glielo fa fare ad un giovanotto a rinunciare a tutto per farsi prete o religioso (vale anche per le ragazze, ovviamente), se un domani sarà ridotto ad un assistente sociale o ad un sindacalista, magari di sinistra? Dalla perdita della divina tradizione liturgica latina, per la verità mai espressa nei documenti conciliari ma voluta e perseguita da dei veri e propri nemici di Dio, che appellandosi allo “spirito del Concilio” hanno potuto fare i propri porci comodi, a volte andando proprio contro i documenti stessi del Concilio (il quale ha comunque degli aspetti critici, quali quelli inerenti la figura del Romano Pontefice), da quella perdita dicevo procede tutto il resto: seminari svuotati e con insegnamenti contrari alla fede ed alla morale, con Lutero e Rahner al posto di Tommaso ed Agostino, crisi morale ed etica che porta all’accettazione di qualsiasi devianza sessuale sino alla pederastia ed alla pedofilia, imbarbarimento dei costumi nel clero e perdita di autorevolezza. La crisi liturgica è, d’altro canto, sia causa che effetto della crisi morale ed etica che attanaglia la cattolica, con vescovi e cardinali che non dovevano neppure essere ammessi al seminario ma che ora pontificano, intoccati ed intoccabili, ed ammantandosi di una presunta impunibilità in virtù del loro alto ufficio.

  • MARIO ha detto:

    L’imperatore CESARE, ridotto a BARONE decaduto, non sa più che fare
    per riaffermare la propria nobiltà e si arrampica continuamente sugli specchi per risalire un po’ più in alto, ma cade inesorabilmente sempre più in basso, nel fango dell’insulto e della calunnia.
    E’ più facile demolire che costruire, ma qualche volta sotto le macerie periscono tutti, buoni e cattivi.
    Pace e bene.

    • Gian Piero ha detto:

      “E’ piu’ facile demolire che costruire”
      Frase lapidaria che perfettamente si attaglia all’ odierna canaglia ecclesiastica, capeggiata dall’ argentino Jorge ., il sanculotto, il Marat del Vaticano.
      Quando avranno demolito tutto, come Robespierre e i giacobini, ci rimetteranno anche loro la capoccia. Amen.

  • Eloisa ha detto:

    Se lei, Tosatti, avesse la bontà di spiegarmi che cosa c’era di sbagliato o di esecrabile nella mia replica a Baronio@11:34pm, sì da cestinarla, gliene sarei davvero grata.

  • maurizio rastello ha detto:

    Una piscina stracolma di aria fritta, dove il dr. Tosatti & Co. nuotano allegramente. Chi si contenta, gode.

    • wp_7512482 ha detto:

      Come faremmo a essere di buon umore, senza che il por Rastello ogni tanto si manifestasse dal fondo delle sue cantine con commenti di rara finezza e pregnanza? Bravo, por Rastello e grazie per cercare di apparire astuto.

  • virro ha detto:

    Gesù Dio non ha bisogno della nostra difesa,
    Gesù Dio non chiede che noi lo difendiamo
    Gesù Dio chiede che ci convertiamo alla alla Sua Parola di Verità

  • virro ha detto:

    Dott, Tosatti grazie per tutti i suoi ospiti.

    esposizione e profilo molto equilibrato, grazie ancora:
    Se Gesù ha detto che “…ogni albero si riconosce dai frutti…”, il marciume, la cloaca di oggi, come clero,
    e la giustificazione nostra a tale marciume, non può essere il frutto di un albero BUONO.
    Gesù è la VERITA’, l’uomo NO

  • Rafael Brotero ha detto:

    L’equazione semplicistica pedofilo=modernista é falsa. La sodomia passiva é rampante anche tra le cappae magnae dei traditional chic.
    Le accuse di sodomia sono purtroppo una constante nella storia della Chiesa, dagli islamiti ai primi riformatori e alla Germania hitlerista, dove queste accuse erano il leitmotiv della campagna nazista contro i cattolici.
    Ma é vero che la presenza omosessuale nel clero del post concílio é un record storico. La spiegazione piu probabile é quella di Michael Jones: dopo l’ esodo massiccio di sacerdoti e religioso eterosessuali per sposarsi negli anni 60 e 70, non avendo i sacerdoti sodomiti gli stesso motivo per uscirne, sono rimasti nella Chiesa e la loro proporzione é cresciuta. As simple as that.

  • Milli ha detto:

    È interpretazione interessante, tuttavia sembra fin troppo chiaro che per Baronio tutti i mali della Chiesa siano iniziati con il Concilio V.II. E prima di questo non c’erano scandali, preti omosessuali, malaffare? I papi erano stati tutti santi? Direi di no, basti leggere cosa capitava durante il Medioevo e anche dopo. E il ruolo di Giovanni Paolo Ii nella storia era limitato solo nel suo bisogno di McCarrick, non c’era nulla di salvabile nella sua pastorale? Benedetto VXI non mi pare che sia stato nemmeno nominato. Mi sembra di leggere un po’ troppe parzialità in questo scritto. Ammetto di non aver mai assistito a una messa Vetus Ordo (non è facile trovare una chiesa dove sia celebrata) , ma mi domando se girare un altare e usare l’italiano sia così dannoso e irrispettoso per Nostro Signore o piuttosto i problemi siano altri.
    Riguardo a papa Paolo VI , ho letto anche io come lui fosse omosessuale e che adddirittura ricevesse il suo amante nei palazzi apostolici. Tuttavia c’è da dire che la fonte di questa informazione sono i servizi segreti italiani e non credo si possa credere ciecamente a questa fonte, sapendo quante bugie e depistaggi hanno seminato nel caso di altri importanti fatti di cronaca (es le stragi degli anni 70-80).
    Aspetto altre prove più credibili.

    • 10 agosto ha detto:

      Finalmente un commento equilibrato

    • Fabrizio Giudici ha detto:

      ma mi domando se girare un altare e usare l’italiano sia così dannoso e irrispettoso per Nostro Signore o piuttosto i problemi siano altri.

      MIlli, comprendo bene questo punto di vista, perché non lo capivo neanch’io all’inizio. Ma c’è un abisso di differenza tra la messa VO e la NO. Un abisso. Sia per i fedeli, sia per il sacerdote. E il punto è che le diversità sono tantissime e fondamentali, e non si riducono al girare l’altare o al latino. Per capirlo bisogna andarci per un po’ di tempo e studiare un pochino la questione (senza pretendere di diventare esperti liturgisti).

      Per quanto riguarda le altre osservazioni, c’è un punto che non viene compreso: di tanti farabutti e delinquenti che la Chiesa ha visto anche ai suoi vertici, pochissimi hanno tentato qualche deriva eretica, e sono stati fermati velocemente, perché la Chiesa ha sempre combattuto contro l’eresia. Dopo il CVII, invece, gli eretici non solo non sono più stati contrastati, ma hanno infiltrato inesorabilmente la Chiesa, a partire dai seminari. Questo non è mai successo nella storia della Chiesa ed è il punto di volta di tutto.

      • LucioR ha detto:

        « comprendo bene questo punto di vista, perché non lo capivo neanch’io all’inizio».

        Giustissima osservazione. In effetti se non si conosce il significato di ogni elemento , principale ed accessorio, della liturgia V. O. è facile ironizzare su di essa. Prima di farlo si dovrebbe farsi spiegare ciò che non si sa.

        Comunque di un elemento si dovrebbe capire l’importanza fondamentale anche senza avere la minima istruzione liturgica: dell’uso della lingua latina che, a parte altre considerazioni, veramente rende “cattolica” (cioè “universale”) la forma della celebrazione liturgica. Una Messa detta in lingua latina è uguale in tutto il mondo. Un Cattolico non ha nessun problema ad assistevi in Italia, in Svezia o in Nigeria perché, tranne per l’Omelia (che non è parte essenziale della Liturgia) è uguale ovunque, e testimonia la vera cattolicità della Chiesa, visto che la celebrazione della Santa Messa non è altro che l’esplicitazione, l’essenza stessa della Chiesa Cattolica senza della quale la Chiesa si riduce ad una ONG, anche se questo non è più percepito e la Messa è spesso falsata nel suo svolgimento. Da considerare che anche se molti non lo sanno anche la Liturgia N.O. è in Latino. Ma la concessione di svolgerla in lingua nazionale (da sottolineare “concessione” anche se diventata una norma) ha diversificato la liturgia in mille liturgie, e quindi a rigore non si può più dire cattolica, almeno nell’etimologia del significato originale. Infatti, a parte la Babele delle lingue, la traduzione di parti anche essenziali della liturgia sono tradotte in modo diverso: quindi: diversità di lingue e diversità di significati.

        Ci sarebbe da scrivere pagine, ma per accennare alla questione del Sacerdote rivolto all’Altare o rivolto alla tavola (che non è un Altare) si può sintetizzare chiedendosi se sia meglio che il Sacerdote, che non è il protagonista (il Protagonista è Colui a cui ci si rivolge) ma mero strumento d’intermediazione tra i credenti (ancor meno protagonisti) e Dio; è meglio, quindi, che il Sacerdote davanti a tutto il popolo si rivolga a Dio, cioè all’Altare, avendo davanti agli occhi solo le cose sacre onde non distogliere il suo spirito dall’alto ufficio che sta compiendo; oppure se in mutui sguardi con la gente davanti a sé, e molto spesso senza neanche un crocifisso sull’altare, o talmente piccolo da non notarsi nemmeno, le sue anche buone intenzioni non vengano distratte da visioni, comportamenti, abbigliamenti sconci ed altri particolari molto “terreni” e per niente edificanti.
        La sciocchezza che si dice, quando si afferma che il Sacerdote rivolgendosi a Dio manca di rispetto alla gente voltandole le spalle, quando non alla malafede è dovuta all’assoluta ignoranza di cosa sia il sacrificio eucaristico.

    • Catholicus ha detto:

      No cara Milli, ci sono anche i rapporti della Militar Police, che beccarono Montini a Milano (quando era lì come vescovo) in abiti borghesi, di notte, in compagnia di noti omosessuali. E’ bene sapere, poi che a Milano vi era stat mandato in esilio da Pio XII, che lo aveva scoperto in flagranza di tradimento (passava ai russi i nomi dei sacerdoti che Pacelli vi inviava in segreto per aiutare la Chiesa del silenzio) quando era alla Segreteria di Stato.
      Inoltre c’è Franco Bellegrandi, al servizio dei papi conciliari, che nel suo libro “NikitaRoncalli” narra come Montini, da papa, ricevesse nei suoi appartamenti, anche di notte, il gay Paolo Carlini (dai capelli rossi…). Si legge addirittura che la scelta del nome Paolo sia stata fatta da Montini per compiacere l’amico. Bellegrandi afferma poi che all’epoca di Paolo VI entrarono in Vaticano frotte di omosessuali.
      Infine c’è il fatto dle regista francese Roger Peyrefitte, noto omosessuale ed autore di fil osceni, che accusò pubblicamente Montini di essere stato suo amante e di essere stato poi abbandonato. Non le dico il putiferio: Paolo VI che dalla finestra del palazzo apostolico faceva la vittima (Ci accusano ingiustamente…) e i presenti in piazza S. Pietro che piangevano a dirotto.
      Ecco, cara Milli, non so se per lei queste siano “prove più attendibili”, ma potrebbe anche far tesoro del moto di Andreotti “a pensar male si farà peccato, ma spesso ci si azzecca…”. Pace e bene.

      • Milli ha detto:

        Caro Catholicus, lei è entrato nei dettagli della questione, mentre io avevo evitato per una sorta di… delicatezza. Questa ricattabilità di Montini spiegherebbe in effetti molte cose, come la presenza di tanti omosessuali attivi e molesti (se fossero casti ciò non costituirebbe un problema) negli alti ranghi della Chiesa. Però, per onestà, nella mia piccola ricerca sul web ho trovato che queste notizie alla fin fine sembrano arrivare da una unica fonte che sarebbero i servizi segreti italiani, che ritengo non troppo credibili. Non dico che non possa essere vero, però rimarrò sempre nel dubbio, finché non ci saranno altri testimoni indipendenti.

        • Milli ha detto:

          Pensi a quanto fango hanno gettato su PP Pio XII dopo la guerra .
          E Roncalli era veramente massone? L’hanno affermato i massonici, ma costoro avevano tutto l’interesse di dirlo per sminuire Giovanni XIII….
          Al contrario il card. Danneels ha affermato lui stesso in tv di aver partecipato lui stesso agli incontri segreti della cosiddetta Mafia di San Gallo, con tutte le conseguenze che conosciamo. È diverso.
          Sono possibilista ma conservo uno spazio mentale anche per il dubbio.

          • Catholicus ha detto:

            Questa sua obiettività e questo suo “beneficio d’inventario”, le fnnoa omore, cara Milli: confesso purtroppo di non riuscire sempre ad essere altrettanto equilibrato, ma faccio tesoro del suo esempio. Grazie

      • Gian ha detto:

        Emanuele Brunatto avrebbe potuto portare le prove, ma gli hanno chiuso la bocca per sempre il 9 febbraio 1965.

    • Maria Cristina ha detto:

      Cara Milli la questione liturgica non va sottovalutata.. l’ ha detto un eminente teologo, papà Ratzinger , che la crisi della Chiesa di oggi va ricercata nel tradimento della Liturgia..E l’ odio e la persecuzione che subiscono quegli ordini religiosi come i Francescani dell’ Immacolata fedeli alla tradizione liturgica, non avrebbe senso se la Messa NO e quella VO differissero solo per particolari trascurabili . Il card. Sarah ha detto ripetutamente che la Santa Messa andrebbe celebrata rivolta “ ad oriente,” cioe’ rivolgendosi tutti , sacerdote e fedeli , Verso Dio e non in circolo, come una qualsiasi riunione umana. La rinascita della Chiesa, se sara’ , passera’ dalla Rinascita liturgica. Spero solo per lei Milli che possa rendersi conto di persona di quali profonde differenze spirituali e di quali profonde grazie sia ricca la Santa Messa VO. E’ proprio per questo suo essere cosi’ potente che i nemici di Cristo hanno paura e la osteggiano: chi avrebbe paura di innocui pizzi e merletti e vecchie frasi in latino? La paura e’ verso la potenza, la Grazia, i tesori spirituali della Santa Messa VO
      La paura maggiore e’ che i fedeli ritornino a volerla, a gustarla, a
      Amarla…..che i fedeli aprano gli occhi e si accorgano di essere stati defraudati ed ingannati , derubati del loro piu’ ricco tesoro…

  • Adriana ha detto:

    Il nickname 10 agosto si riferisce evidentemente alla marcia ” rivoluzionaria ” sulle Tuileries nel 1792 . Questo per capire da che pulpito viene la predica . Predica costituita da oscure allusioni a una oscura immoralità personale del Baronio . Tutto ciò sa di protestantesimo molto oscuro e rabbioso . A me interessano gli argomenti , non la condotta personale di chi scrive . Altrimenti pretenderei il suo casellario giudiziale -solo per cominciare -!
    Da ultimo : tiri fuori qualche argomento , nel suo scritto non ce ne sta nessuno !

    • Gian ha detto:

      Brava Adriana, pienamente d’accordo.

    • 10 agosto ha detto:

      Guardi signora, io sono nato il 10 agosto: non è colpa mia se quel giorno i sanculotti decisero di massacrare gli svizzeri della Guardia reale, né dipende da me che condivida il giorno del compleanno con il conte di Cavour. In effetti sono nato in una data oscuramente protestante e massonica. Vedrò di redimermi.
      Non spetta a me fornire informazioni su “mons. Baronio” per il semplice fatto che non spetta a me garantire l’equilibrio dell’informazione e della discussione su questo blog. Non spetta a me garantire all’utenza sull’affidabilità di chi viene ospitato su queste colonne. Io ho fatto presente un problema, per ulteriori informazioni rivolgetevi a chi di diritto.
      Tengo a sottolineare che è “Baronio” il primo a riferirsi a “chiacchere da servette”, rispetto alle maligne allusioni inerenti la presunta omosessualità di Papa Paolo VI.
      Ciò che mi preme è sottolineare come sia deprimente offrire spazio a costui, se non altro in virtù di analisi miopi, e non a chi avrebbe ben più titoli per esprimersi.
      Perché analisi miopi? Innanzitutto perché sembrano partire dal presupposto, storicamente infondato e indifendibile, che il solo clero neomodernista commetta peccati di sodomia e, soprattutto, che il problema sia sorto con il Concilio Vaticano II. Se è vero che esiste ed è notevolmente inquietante, un nesso tra il rilassamento (o sbracamento) dottrinale e quello morale, non è vero che in epoca preconciliare o premodernista tutto andasse per il meglio. Andiamo, guardate al Rinascimento, piegato da Trento, finanche a talune vicende medioevali. Il termine “pornocrazia” è stato coniato in relazione alle vicende della corte papale ai tempi di Marozia (X secolo), non di McCarrick.
      Ma, naturalmente, è il Concilio Vaticano II a costituire l’obbiettivo di Baronio.

    • 10 agosto ha detto:

      Riscrivo il commento poiché pare che non sia stato ritenuto idoneo dal moderatore.
      Gentile signora, sono nato il 10 agosto, dedicato alla memoria di San Lorenzo martire. Non è colpa mia se la data coincide con l’assalto perpetrato dai sanculotti alle Tuileries, né se coincide con quella di nascita del conte di Cavour. In effetti è proprio un giorno “oscuramente e rabbiosamente protestante e massonico”. Che il mio concepimento sia frutto di un sabba stregonesco?
      Non è mio compito precisare l’identità di “Baronio”, in quanto spetterebbe a chi dovrebbe garantire sull’idoneità e l’affidabilità di chi scrive su queste colonne. Posso solo affermare che già dovrebbe risultare dubbio chi si spaccia per un prelato preconciliare. Se anche fosse vero – cosa che non è- risulta scorretto rispetto a quei sacerdoti che, con dovizia di sacrificio e di analisi scientifiche, ci hanno rimesso la faccia.
      In secondo luogo: mi si accusa di dare adito a “chiacchere da servette”. Accusa che evidentemente non tocca “Baronio” quando malignamente allude alla presunta omosessualità di Papa Paolo VI ovvero alla figliolanza spirituale di Papa Giovanni XXIII rispetto a Bonaiuti.
      Quanto alla miopia dell’analisi: è evidente che “Baronio” non tenga conto del fatto che anche in epoca preconciliare, se non premodernista, l’omosessualità e l’immoralità nel clero imperversavano. Si pensi al Rinascimento, purgato da Trento. Si pensi al fatti che il termine “pornocrazia” venne coniato rispetto alle vicende di Marozia (X secolo), non di McCarrick. Ciò senza nulla togliere al nesso causale tra deriva dottrinale e deriva morale esplose in epoca postconciliare.
      In effetti l’obbiettivo di “Baronio” è solo ed esclusivamente l’odiato Concilio Vaticano II.

      • wp_7512482 ha detto:

        Credo che fosse stato approvato…

      • Adriana ha detto:

        Bene ,
        se fossi nata il 5 maggio o il 24 maggio ( oppure il 4 novembre ) e avessi scelto
        la data di nascita come nickname – in un blog dove vengono trattati argomenti storici -, forse avrei dovuto supporre che tale data potesse venir interpretata come richiamo ” storico ” a fatti di importanza collettiva .
        Quanto alle ” argomentazioni ” , lei afferma : 1) che al ” sedicente ” Baronio sta odioso il CVII .
        Era chiaro a tutti . Motivi compresi .
        2 ) che l’omosessualità esisteva da ben prima del CVII . Certamente , ma mai accompagnata dalla volontà di mutare morale e dottrina per fare sporchi affari e per aiutare addirittura la mutazione etnica di un continente . Illuminanti gli articoli di Aldo Maria Valli del 4 e dell’8 luglio 2019 , e di vox news . ( https://voxnews-info/2019/07/09/arcivescovo-evoca-eurabia-la-grande-sostituzione—

      • Cesare Baronio ha detto:

        La petulanza e l’acrimonia con cui mi si chiama in causa dovrebbero dare un quadro sufficiente circa l’equità di giudizio di chi censura il mio anonimato. Ma questo argomento perde di consistenza – anzi, diventa ridicolo, se non grottesco – allorché si cela dietro l’anonimato anche chi pretende di conoscere la mia identità.

        Disturba certamente la mia avversione viscerale al Concilio. Disturba ancor di più che io usi degli argomenti inoppugnabili, che fanno pensare molte persone – anche parecchi chierici – che presto o tardi danno ragione non a me, ma alla validità delle mie argomentazioni.

        Questo 10 Agosto non è né il primo né l’ultimo che cerca di mettermi a tacere: sono ormai decenni che qualche esagitato spera di potermi screditare col solo appellarsi al mio anonimato. E finora, a quel che vedete, non c’è riuscito nessuno, anche perché è facile scriver due righe, ma più complicato affrontare processi e cause e condanne (ne sa qualcosa chi si è permesso di esagerare, giungendo a calunniarmi).

        Uso lo pseudonimo di Cesare Baronio: mi pare che sia chiarissimo che non è il mio nome, come peraltro si può leggere nel mio blog. Chi mi chiama “eminenza” o “monsignore” lo fa per rispondere alla finzione letteraria del nom de plume, tutto qui.

        Chi mi conosce davvero, non mi scredita. Qualcuno forse mi teme. Gli altri sono amici sinceri e sanno che la punta della mia penna è pur sempre onesta e leale. Perché semmai dovessi far dei nomi – e credetemi, ce ne sono da riempire un libro – finirei per comportarmi come questi meschini, che trovano nel rancore personale un comodo palliativo alle frustrazioni di una vita decisamente squallida.

        • 10 agosto ha detto:

          Gentile signora Adriana, nel momento in cui adotto uno pseudonimo che richiama la mia data di nascita, non mi aspetto di fornire un’esca alle turbe del prossimo.
          Quanto alle sue osservazioni: sinceramente ignoro cosa abbia a che fare la “sostituzione etnica” con la deriva morale e dottrinale. Il comportamento che parte della gerarchia cattolica italiana ed europea sta tenendo rispetto all’immigrazione c’entra poco o nulla con l’omosessualizzazione. In secondo luogo: lei quindi ammette che le pratica della sodomia nel clero precede il Concilio Vaticano II e il modernismo, ma, sulla scorta di “Baronio”, ritiene che, tutto sommato, che un cardinale in cappa magna avesse un harem di efebi non fosse troppo grave, dal momento che non avrebbe apportato alcun danno alla dottrina, a differenza di quello che accade oggi. Cara signora, se ci troviamo dove ci troviamo è soprattutto a causa di ragionamenti di questo tipo.
          Quanto a “monsignor Baronio”. Di lei disturbano due cose:
          1) la natura ideologica e non informata alla verità (In quanto ad una critica ideologica la verità non interessa) della sua analisi;
          2) il suo carattere fittizio. Se le piace prendere per le terga il prossimo spacciandosi per ciò che non è, faccia pure. Spiace per lei.
          In ogni caso non interessa perdere tempo a polemizzare con lei. Ripeto: è un peccato che si di un blog altrimenti valido come questo, si lasci spazio a un soggetto del genere e non a sacerdoti con nome e cognome che trattano l’argomento con una certa perizia.

          • Sempronio ha detto:

            Mi pare che sarebbe opportuno,quando si accusa il Concilio Vaticano II in se stesso di essere stato la causa dei mali che affliggono la Chiesa contemporanea,citare gli estremi dei documenti che,esplicitamente,hanno approvato le derive di cui si discute.Quale è stata la deliberazione conciliare che ha incoraggiato il lassismo in campo etico,promosso gli abusi liturgici,o sdoganato l’eresia?Non mi pare che vengano forniti dati di questo genere da nessuno dei sostenitori dell’eminentissimo cardinale.Perfino chi sostiene la cosiddetta “ermeneutica della discontinuità” è solito fare appello più allo “spirito del Concilio” (tradito,secondo loro,proprio da S.Paolo VI,che ora viene accusato,senza fornire prove,di aver praticato la sodomia) per giustificare le proprie volontà di rottura col passato.Si dice anche che gli scandali omosessuali nel clero,pur esistendo da prima del CVII,non erano accompagnati dalla volontá di cambiare dottrina in materia: e chi,nei secoli passati,si sarebbe sognato di sdoganare apertamente la sodomia,pratica punita con la reclusione fino a non molti anni fa in Paesi ora apertamente gay-friendly come il Regno Unito?Infine,qualcosa sulla questione dell’anonimato.L’eminentissimo Cesare Baronio sostiene che sarebbe in grado di riempire “libri e libri” coi nomi delle persone che a suo dire sarebbero responsabili della crisi in corso.Lo faccia,senza timore di essere meschino,e per allora magari si scoprirà anche chi è,nella vita reale,Cesare Baronio.
            Un piccolo appunto a 10 Agosto:costui non si finge ottuagenario,lo è:come potrebbe sapere che prima del CVII gli scandali omosessuali venivano repressi tutti e senza eccezione duramente (o forse nemmeno esistevano),se non avesse passato una vita intera a studiare gli atti di ogni singola diocesi europea,americana o asiatica dal XVI secolo al 1967,per essere certo che niente di simile si verificava in quei tempi felici?

      • LucioR ha detto:

        «mi si accusa di dare adito a “chiacchere da servette”. Accusa che evidentemente non tocca “Baronio” quando malignamente allude alla presunta omosessualità di Papa Paolo VI ovvero alla figliolanza spirituale di Papa Giovanni XXIII rispetto a Bonaiuti».

        Quindi: se Baronio dice “chiacchiere da servette” io sono autorizzato a dire chiacchiere da servette. Basta comprendere questa logica per valutare tutto il discorso.

        Resta il fatto che a Baronio, ottima persona o persona riprovevole che sia non ha rivolto alcuna contestazione documentata, anzi a lui non ne ha rivolto proprio. E questo è evidentemente il suo metodo: di non rispondere puntualmente nemmeno a chi a Lei si rivolge, estrapolandone soltanto una frasetta, come le “chiacchiere da servette” dimostrano, per farne un uso a lei conveniente (e come dimostrato, sconsiderato).

        • LucioR ha detto:

          Naturalmente la mia risposta è a 10 Agosto; ma mi sembra che qualche diavoletto ci stia mettendo la coda per confondere le acque: così come la mia risposta appare erroneamente a Baronio anziché a 10 Agosto; anche quella precedente di 10 Agosto, indirizzata ad Adriana sembra rivolta a Baronio.

          • 10 agosto ha detto:

            Gentile signora,

            Non sono le malignità che questo signore rivolge all’indirizzo di due Sommi Pontefici – oltretutto defunti e quindi incapacitati ad opporre una difesa: molto lodevole – ad autorizzarmi di avvisare, con la delicatezza del caso, del pericolo che lei ed altri utenti in buona fede di questo blog correte nel dare adito a costui. Ripeto: non spetta a me garantire l’autorevolezza del blog, ma al moderatore il quale, se in buona fede, prenderà gli opportuni provvedimenti.
            Lei mi accusa di non aver contestato nel merito le affermazioni di Mr Baronio. In effetti io non pretendo, in qualità di signor nessuno al pari del Baronio reale, di scrivere brevi saggi su blog cattolici, anche con riguardo ad argomenti (come quello trattato) rispetto ai quali nutro interesse e non sono scevro di conoscenze. Ciò per il semplice fatto che, qualora mi trovassi a doverlo fare, preferirei rifarmi ad un’analisi lucida e non ideologica e raffazzonata della questione. Al di là di tanta verbosità e fronzoli stilistici, Mr Baronio comunica un messaggio molto semplice: “l’omosessualizzazione della Chiesa è da addebitarsi ai protagonisti e alla struttura intellettuale del CVII”. Non fornisce prove, si limita alla calunnia e alla dimostrazione dell’ovvio, di ciò che ormai è alla portata di chiunque abbia occhi per vedere. Gran bella analisi, davvero, frutta di una notevole profondità di pensiero. Cosa si dovrebbe mai contestare?
            Quanto al tema dell’anonimità: io non scrivo editoriali pubblici, cioè tali da esercitare una qualche influenza sul prossimo. Mi limito, per la prima volta, a commentare sotto quelli di un altro. La scelta per l’anonimità è rimessa alla nostra coscienza e affermare che, a parti inverse, firmerei un editoriale con il mio nome servirebbe a poco. Mi limito a chiedermi le reali ragioni dell’anonimato di Mr Baronio, che non risiedono, dal momento che si tratta di un laico, nel timore di chissà quali rappresaglie. Soprattutto mi chiedo quali credibilità possa avere il suo anonimato rispetto al coraggio di sacerdoti e laici che, a fronte di lavori profondi e ben strutturati, ci hanno messo nome e cognome e, talvolta, rimesso anche di più.

          • LucioR ha detto:

            A 10 Agosto,

            ma Lei ce l’ha con me?

            1. Non sono una Signora.

            2. Se la sua vuole essere una risposta a quanto da me scritto, è del tutto incoerente, e comunque Lei continua a non avere il coraggio di definire quali sono le mezze verità di Baronio (di cui non prendo le difese) e soprattutto le metà mancanti di quelle verità, tali da poter definire Baronio «mimo», e accusarlo di «ingannare e seminare confusione e mezze verità».

            Ma deve dimostrare tutto questo non sparare a salve.

            Per il resto non m’interessa oltre, e non proseguirei neppure questa querelle, se non fosse per la sua insistenza.

          • 10 agosto ha detto:

            Gentile signore,

            Mr “Baronio” è un “mimo” nella misura in cui scimmiotta un inesistente prelato preconciliare. “Semina confusione e mezze verità” in quanto fornisce una visione (poiché di analisi non è possibile parlare) in termini ideologici. Lo può evincere in maniera pacifica dal suo odio nei confronti del CVII, che sarebbe strutturalmente inficiato dal modernismo; lo si evince dall’equazione tra modernista e pederasta da lui proposta, chiaramente risibile, e dal corollario per il quale, in epoca preconciliare, la depravazione non sarebbe esistita o, anche fosse esistita, sarebbe stata mitigata dall’amore per la retta dottrina. Tutto ciò senza un riferimento – e dico: uno – ad un atto ufficiale del CVII viziato da modernismo; senza spiegarci in che misura gli atti di quel Concilio non sarebbero vincolanti; senza spiegarci come mai chierici omosessuali fossero ben presenti anche prima del Concilio e non necessariamente in qualità di modernisti; senza fornirci statistiche, ma semplicemente riportando luoghi comuni, frasi di alcuni personaggi, già riportate dai media e peraltro non provate, e calunniando due Papi. Lei comprenderà che per ribattere alla notevole serie di castronerie del Baronio non è necessario il mio intervento, basterebbe un minimo di conoscenza della dottrina cattolica e della storia della Chiesa. Non credo di divergliele rammentare per sommi capi.
            Le sono chiare la profondità di analisi e la pericolosità di questo signore?
            Per carità, la sua analisi non è tutta da buttare via ma: a) è radicalmente viziata da mala fede; b) vi sono testi ed autori decisamente più qualificati.

          • LucioR ha detto:

            Se queste sono le sue spiegazioni avrebbe fatto migliore figura a non scrivere niente.

            E per ,e finisce qui

          • 10 agosto ha detto:

            Mi aspetterei una contestazione nel merito di ciò che ho affermato, ma deduco che le sue capacità di replica sono pari a quelle di analisi del nostro fittizio Baronio.
            Del resto la gramigna attecchisce laddove il terreno è già fertile.

        • LucioR ha detto:

          Bene, giusto per farla contenta gliene dò subito sul suo primo punto.

          La sua è una spiegazione raffazzonata evidentemente messa su o per giustificare in qualche modo un insulto gratuito, o un’ignoranza assoluta sul significato della parola.

          In quanto al resto ha continuato nel suo stile, ma non ha detto quale delle verità dette da Baronio sono le metà mancanti. Ha cercato di sopperire a queste mancanzecon altri gratuiti insulti.

          Per me la cosa è finita qui.

          • 10 agosto ha detto:

            La mia quindi sarebbe una spiegazione (rispetto a cosa, oltretutto?) raffazzonata. Va bene. Allora procediamo ad un’analisi del testo di Mr Baronio.
            Baronio enuncia l’equazione tra modernista e pederasta, osservando come i casi di molestie o, più in generale, di comportamenti contronatura siano esplosi in concomitanza o successivamente al CVII.
            Bene, egli quindi sottointende che prima di quell’assise non accadesse nulla di tutto ciò e che i modernisti avrebbero sostenuto, grazie alla compiacenza del Pontefice e alla debolezza della gerarchia, le proprie dottrine anche sulla scorta delle proprie debolezze.
            Forse Mr Baronio e lei, gentile signore, ignorate che il fatto che prima di cinquant’anni fa denunciare, e non solo in ambito ecclesiastico, molestie di natura sessuale o palesare la propria omosessualità non fossero precisamente comportamenti socialmente accettabili. Qualora si dovessero prendere la briga di scorrere i casellari giudiziari, non solo italiani, antecedenti agli anni ’70, avranno la compiacenza di osservare come di reati di tal fatta la menzione fosse sporadica e, in gran parte dei casi, ricollegata a reati di sangue. Forse che prima di allora nulla accadesse? Assolutamente no, ma denunciare un sacerdote nell’Italia di cinquant’anni fa era cosa ben diversa che farlo oggi, nel bene come nel male. Vi ricordo che un paese sostanzialmente gayfriendly come il Regno Unito ha depenalizzato la pratica della sodomia successivamente al Wolfeden Report, ad inizio anni ’70. Si leggano gli atti della Camera dei Lords. Negli USA, dove la lobby gay clericale tanto ha avuto fortuna, l’ultima sodomy law (Texas) venne dichiarata costituzionalmente illegittima dalla Corte Suprema federale appena nel 2004 (Lawrence v. Texas) e solo negli anni ’80 la stessa Corte ne aveva dichiarata legittima una della Georgia (Bowers v. Hardwick). Questo per dare un quadro della situazione, anche in ambienti laici.
            Lei ben comprenderà che denunciare o dichiarare apertamente certe tendenze sia stato possibile solo in un momento successivo.
            Valutiamo ora l’equazione modernista=pederasta. A prima vista essa risulta semplicistica. Un minimo di conoscenza della storia della Chiesa la rivela come falsa. Ci siamo dimenticati le invettive di Pier Damiani e di altri contro i chierici omosessuali? Siamo nel Medioevo, non regnante Paolo VI. Ci siamo dimenticati cardinali rinascimentali e anche secenteschi dotati di amente? Ma veniamo a tempi più recenti e prendiamo in esame casi concreti. Lei conosce la figura di uno dei maggiori protagonisti della Chiesa americana del 1900, il cardinale Francis Spellman, arcivescovo di New York? Ebbene, Spelman è stato ripetutamente accusato, sulla base di svariate testimonianze, di condurre smaccatamente una doppia vita omosessuale. E in quale consesso sedette il nostri nel corso del CVII? Con il Coetus Internatiinaliis Patrum, nota congrega di modernisti. Si badi: le accuse rivolte a Spelman, defunto da mezzo secolo, non sono provate, ma sono altamente probabili. Piccolo appunto: la genealogia episcopale dell’ex card. McCarrick comprende anche Spelman.
            Conosce la vicenda del card. Gröer O.S.B., arcivescovo di Vienna non meno di vent’anni fa e non certo un progressista? Vada a leggersela.
            Quanto alla copertura di abusi, essa è stata parimenti svolta da progressisti e “conservatori”. Il cardinale Law, mons. Timlin di Scranton, mons. Bruskewitz di Lincoln, il card. Castrillon Hoyos, certo non erano modernisti e, per tanti versi, svolsero un’attività meritoria.
            Lei quindi affermerà: sì ma mai nessuno di questi soggetti si sognò di promuovere una dottrina dell’omosessualità contraria al magistero. Ebbene, hanno permesso qualcosa è quasi peggiore, cioè il perpetuarsi del vizio all’interno della gerarchia attraverso – e qui Baronio è nel giusto, anche se altri autori si esprimono in maniera ben più corretta – reti di copertura reciproca.
            Omosessualità e modernismo si sono sviluppati nel clero su binari paralleli e solo oggi si sono incrociati. Questo perché è ben facile per i modernisti servirsi della lobby gay, che non ha di per sé colore dittrinale, per i loro deleteri progetti. L’attuale pontificato esprime chiaramente questa problematica.
            Baronio afferma che le dottrine del CVII avrebbero consentito lo svilupparsi di un clima più rilassato e quindi inciso sulla tolleranza rispetto ai sacerdoti omosessuali. Questo è falso nella misura in cui gli atti magisteriali del CVII nulla prevedono in materia. Sarà più corretto affermare che una certa interpretazione del Concilio ha cagionato ciò. Se poi lei mette in discussione il Concilio, siamo su un altro piano del discorso e mi toccherà dedurre che, al pari di Baronio e di ogni altro soggetto ideologizzato, lei prende dal magistero della Chiesa quello che le piace al pari dei suoi avversari neomodernisti.
            Ora che ho chiarito, nel limite di ciò che mi è consentito fare in poche righe, scrivendo da uno smartphone in viaggio (dal momento che non ho la pretesa di redigere trattati sul tema), chieda a Baronio di riferire atti magisteriali, statistiche e documenti che provino le sue affermazioni, lui che può, comprese le calunnie nei confronti di due Pontefici.
            E vado che non le rivolge quest’accusa una persona che ama con tutto il cuore il CVII, il NO e Papa Montini.

          • 10 agosto ha detto:

            Piccolo appunto. Mr Baronio afferma di “ricordare benissimo” le dinamiche di epoca preconciliare. Ma cosa vuole ricordare se è nato poco meno di mezzo secolo fa e non è mai stato ordinato sacerdote? Credibilissimo.

  • Astore da Cerquapalmata ha detto:

    Come dice Baronio la crisi morale della Chiesa (di tanti uomini di Chiesa e tanti cristiani) è anche una crisi di verità, cioè dottrinale.
    Faccio un esempio: su AVVENIRE de 4 luglio scorso, a pag. 3, un articolo di Elena Molinari titolava:
    L’aborto spacca gli USA: è corsa a leggi sempre più “estreme”.
    L’aborto dovrebbe essere proibito per legge e le leggi che lo riducono sarebbero “ESTREME”?
    Questo la dice lunga sulla CEI.
    Non che i Vescovi considerino lecito l’aborto, almeno non ufficialmente. Ma accostare leggi che riducono spazi all’aborto all’rstremismo (termine isato in politica) è FUORVIANTE.
    Sembra che per i Vescovi le scelte morali sono anche politiche e che, perciò, devono essere secondo il galateo: moderate.
    Ma moderare la VERITA’ è relativizzarla.
    Co.e dire che 2+2=4 è una risposta “estrema”

  • Non siamo analfabeti ha detto:

    Se qualcuno vuol farsi la propria personale idea sulla figura del Buonaiuti può sempre andare a leggere la sua autobiografia dal titolo IL PELLEGRINO DI ROMA . Autobiografia che è stata ripubblicata da un piccolo editore di cui non ricordo il nome ma che è reperibile nei cataloghi delle librerie che vendono i internet

  • Gaetano2 ha detto:

    “Bergoglio sta cercando di riportare la Chiesa…al cuore del Vangelo…”

    “Quando io ero piccola, la Chiesa minacciava e schiacciava i fedeli sotto il peso delle colpe. Si illudeva così di tenere il popolo sotto il suo dominio…”

    “…Bergoglio è autorevole, non autoritario… Chi è intelligente lo accetta e lo segue; chi non lo è lo critica e lo ostacola…”

    Che bello! Il barzellettiere della scuola di Abelardo.

    • Eloisa ha detto:

      Quale “barzellettario” !! ?
      Abelardo non raccoglieva barzellette, aveva ben altro da fare, posso assicurarglielo. Che Dio l’abbia in gloria!

    • LucioR ha detto:

      «la Chiesa minacciava e schiacciava i fedeli sotto il peso delle colpe»

      Ma che dice, Gaetano 2, la Chiesa? Ma forse si confonde con altre religioni. La Chiesa è l’unica che non ha mai schiacciato nessuno sotto il peso delle colpe, grazie allo strumento misericordioso del Sacramento della Confessione!

      • Eloisa ha detto:

        A dire il vero quella frase è mia. La rivendico e la ripeto con convinzione.
        L’esperienza è mia. La confessione era proprio la conseguenza del fatto che le “prediche” dei preti vertevano senza sosta sui peccati di noi poveretti. Tutti peccatori. Tutti colpevoli. Anche i bambini.
        Ricordo bene le lunghe code di noi bambini presso i confessionali, per “purificarci” di presunte colpe ridicolissime: una sorta di lista della spesa, sempre la stessa peraltro , dove rientravano vere o presunte bugie, “ho preso la marmellata di nascosto”, ho disobbedito alla mamma, e via blaterando.
        Meno male che quella ridicola farsa, degna di un film di Totò, ha fatto il suo tempo, ormai.

        • LucioR ha detto:

          Mah! Signora Eloisa, ricordo che in uno dei suoi primi interventi Lei disse di essere giovane e bella (cito a memoria, avrà usato altri termini ma il senso era quello).

          Io sono tre volte giovane e quindi la mia esperienza è non solo dello stesso periodo di quello a cui Lei si riferisce, ma anche di periodi molto precedenti. Non ho mai avuto dimostrazione di una Chiesa che schiaccia sotto il peso delle colpe, anzi, per quello che ebbi modo di dire, ho sempre avuto la visione di una Chiesa misericordiosa. Misericordiosa nella sua Giustizia, che si rifà alla Giustizia di Dio (siamo nel campo sacramentale, quindi niente a che fare con le beghe terrene).

          Ecco forse la diversità di vedute è qui. La Giustizia. Era una Chiesa estremamente misericordiosa per il peccatore pentito. Certo: chi dimostrava o diceva chiaramente di non pentirsi e di persistere volontariamente nel peccato non poteva ricevere l’assoluzione. Ma questo non dipendeva dalla Chiesa, era il peccatore che si metteva nelle condizioni di non poter ricevere l’assoluzione. Oggi invece mi sembra che ci sia, credo fortunatamente non ovunque, la moda dell’assoluzione a prescindere, quasi prima ancora di confessare i peccati e e senza valutare il pentimento del peccatore e l’impegno di non peccare più (al di là – purtroppo – della non improbabile eventualità di cascarci nuovamente, e questo vale per tutti noi). E questa viene chiamata “misericordia”. Ma non è misericordia, è buonismo; peggio ancora, è l’invito al lassismo.

          «Dio non salva dei peccatori immaginari» – diceva Lutero – «Sii pertanto peccatore e pecca fortemente». Beh! Mi sembra che in qualche settore della Chiesa ci si stia avvicinando a questa dottrina.

          Poi se nella sua limitata esperienza è capitata in una parrocchia gestita da sadici (mi sembra improbabile ma tutto è possibile), non può per questo generalizzare.

          • Eloisa ha detto:

            Mi spiace, Lucior, la sua memoria non la sorregge.
            Fra l’altro, io scherzavo in quelle prime battute.
            Posso assicurarle, in ogni caso, che io parlo sempre per esperienza personale. Non invento nulla.
            Quando ero piccola, mi si diceva che prima della Comunione, bisognava SEMPRE SEMPRE confessarsi. Per cui era consuetudine, ogni santa domenica, “inventarsi” dei peccati da confessare e poi comunicarsi. Altrimenti sarebbero stati guai seri. L’inferno era dietro l’angolo. Quella, sì, era una barzelletta penosa.
            Una volta mi accostai alla Comunione senza confessarmi e una zelante “circolina” se ne accorse e mi disse che avevo commesso un peccato gravissimo. Mia madre, vedendomi angosciata, dovette accompagnarmi dal parroco, il quale giustamente si adirò moltissimo con quella tizia bigotta.
            Insegnamenti sbagliati e sballati.
            Non dico frottole, cara Lucior. Quella era una Chiesa da dimenticare, in cui la cosiddetta “fede” era una fantasia per bambocci non cresciuti nell’intelletto e sottomessi ai diktat dell’Istituzione, che sempre parlava di castighi.
            Oggi sappiamo tutti, o forse non tutti, che la comunione cancella i peccati veniali. La confessione resta solo per i peccati mortali, ossia molto gravi. I quali, fra l’altro non offendono Dio ( l’AMORE non si offende MAI) ma gli altri esseri umani.
            La giustizia di Dio, posto che gli esseri umani sono e saranno sempre creature imperfette, dunque inclini a peccare, si accompagna sempre alla misericordia del Signore.

        • LucioR ha detto:

          Gentile Signora Eloisa:

          «Mi spiace, Lucior, la sua memoria non la sorregge.
          Fra l’altro, io scherzavo in quelle prime battute»

          Beh! evidentemente allora la mia memoria mi sorregge, a prescindere che Lei scherzasse o meno.

          Inoltre – senza entrare nel merito di ciò che dice – conferma che la sua è un’esperienza personale, e quindi non si può generalizzare.

          Sapesse quante esperienze personali hanno molti Cattolici attualmente nella Chiesa di oggi! E sufficiente leggere in questo stesso blog gli sfoghi di alcuni che nel confessionale hanno udito cose strane dal confessore. Cosa dobbiamo dire: che se la Chiesa “di ieri” schiacciava sotto il peso dei peccati quella “di oggi” è eretica? Io non lo dico proprio perché sono esperienze personali che non consentono di generalizzare, Lei invece dice di sì?

          • Eloisa ha detto:

            La mia esperienza personale, cara Lucior, è quella “personale” di tanti altri di quel tempo.
            “Personale” non significa esclusiva.
            Se parlo di “code” di bambini ai confessionali ogni domenica, non sto parlando chiaro? Potrei dire anche di più ma non voglio allungare il brodo.
            Si fidi di quel che dico. Quella era una Chiesa diversa, lo ammettono anche tanti ecclesiastici.
            Mai parlato a vanvera, io.

          • LucioR ha detto:

            … e così sia!

      • Alda ha detto:

        Lucior, leggi bene..

  • 10 agosto ha detto:

    Non sono uso intervenire in margine agli articoli pubblicati sui blog di qualsiasi natura, tuttavia, in questi frangenti, l’ho ritenuto doveroso.
    È un peccato che, su di una piattaforma meritevole come quella di Marco Tosatti, venga attribuito spazio alle speculazioni di un futuro che si spaccia per un ottuagenario monsignore preconciliare, peraltro mutuando lo pseudonimo da un teologo e vescovo seicentesco di chiara fama. È un peccato, ridicolo e triste al tempo stesso. Ridicolo perché tale è lo spettacolo offerto dal presunto “monsignor Baronio”, per mezzo di allocuzioni che contengono solo una parte della verità; a maggior ragione ridicolo qualora si conosca la reale identità dello scrivente. Triste perché si permette a costui di ingannare e seminare confusione e mezze verità tra tanti lettori in buona fede.
    Ma a maggior ragione lo spettacolo è deprimente a fronte del fatto che venga ignorata l’opera di carattere scientifico di un sacerdote che ha scontato (e sconta) sulla propria pelle il prezzo di aver offerto, precorrrendo i tempi, un’analisi lucida della decadenza morale e dottrinale della Chiesa nonché della sua omosessualizzazione. Invece che perdere tempo con gli sproloqui di questo, mi si consenta il termine, cosplayer di Baronio, sarebbe il caso di andarsi a leggere le pagine di “E Satana si fece trino” di padre Ariel S. Levi di Gualdo, tanto per discernere la differenza che intercorre tra un mimo e un sacerdote.

    • 10 agosto ha detto:

      Un refuso: “figuro”, non “futuro”

    • LucioR ha detto:

      10 Agosto ha scritto:

      «Ridicolo perché tale è lo spettacolo offerto dal 0 Agosto ha scrittopresunto “monsignor Baronio”, per mezzo di allocuzioni che contengono solo una parte della verità; a maggior ragione ridicolo qualora si conosca la reale identità dello scrivente»

      «mimo»

      «si permette a costui di ingannare e seminare confusione e mezze verità».
      ____________________________

      Non è affatto mia intenzione difendere Baronio, e può essere benissimo che alcuni passi o frasi del suo articolo siano da criticare, ma la sua prosa (di Lei 10 Agosto), condita abbondantemente di insulti che mostrano solo la grandissima tolleranza del Dott. Tosatti per i maleducati, non opponendo vere critiche argomentate è solo aria fritta.

      E questo dispiace, perché se è vero quello che scrive, noi vorremmo essere informati onde mantenere le distanze da Baronio (che non è «presunto» ma un nickname). Informàti con prove e non con chiacchiere di servette (chiedo scusa, di colfette, per il p. c.). Perchè qui le sue allusioni (di Lei 10 Agosto), appaiono un po’ di stampo… mafiosetto («ridicolo qualora si conosca la reale identità dello scrivente»…).

      Quindi estrapoli in modo corretto i passi dell’articolo che secondo Lei dimostrano quanto d Lei asserito senza aver fornito alcuna prova, e dimostri come in essi vi siano «mezze verità» e tutto il resto che contesta in modo sgarbato.
      Della « reale identità dello scrivente» non c’interessa. o almeno non m’interessa, mentre m’interessa molto sapere se quello che ha scritto è giusto, sbagliato o addirittura scorretto (chi dice «mezze verità» vuol dire che ha qualcosa da nascondere).

      • LucioR ha detto:

        (nel precedente commento ho combinato un pasticcio, e se il Dott. Tosatti mi fa il favore di eliminare il testo precedente, pongo al suo posto quello che segue)
        ___________________

        10 Agosto ha scritto:

        «Ridicolo perché tale è lo spettacolo offerto dal presunto “monsignor Baronio”, per mezzo di allocuzioni che contengono solo una parte della verità; a maggior ragione ridicolo qualora si conosca la reale identità dello scrivente»

        «mimo»

        «si permette a costui di ingannare e seminare confusione e mezze verità».
        ____________________________

        Non è affatto mia intenzione difendere Baronio, e può essere benissimo che alcuni passi o frasi del suo articolo siano da criticare, ma la sua prosa (di Lei 10 Agosto), condita abbondantemente di insulti che mostrano solo la grandissima tolleranza del Dott. Tosatti per i maleducati, non opponendo vere critiche argomentate è solo aria fritta.

        E questo dispiace, perché se è vero quello che scrive, noi vorremmo essere informati onde mantenere le distanze da Baronio (che non è «presunto» ma un nickname). Informàti con prove e non con chiacchiere di servette (chiedo scusa, di colfette, per il p. c.). Perchè qui le sue allusioni (di Lei 10 Agosto), appaiono un po’ di stampo… mafiosetto («ridicolo qualora si conosca la reale identità dello scrivente»…).

        Quindi estrapoli in modo corretto i passi dell’articolo che secondo Lei dimostrano quanto d Lei asserito senza aver fornito alcuna prova, e dimostri come in essi vi siano «mezze verità» e tutto il resto che contesta in modo sgarbato.
        Della « reale identità dello scrivente» non c’interessa. o almeno non m’interessa, mentre m’interessa molto sapere se quello che ha scritto è giusto, sbagliato o addirittura scorretto (chi dice «mezze verità» vuol dire che ha qualcosa da nascondere).

    • Alda ha detto:

      Si presume che “l’altra parte” di verità la conosce lei…
      Siamo tutt’orecchi… anzi, tutt’occhi😏

      • Gian ha detto:

        Cesare Baronio è una persona colta che mostra di avere profondo amore per la Chiesa, anche padre Ariel S. Levi di Gualdo è un sacerdote coraggioso che ama la Chiesa, non ci sono dubbi al riguardo. Inutile cercare di sobillare uno contro l’altro perdendo di vista il macigno che abbiamo davanti, costituito dallo stato di devastazione che abbiamo sotto gli occhi. Cerchiamo di non infilare la testa sotto la sabbia. Per quanto mi riguarda, consapevole della mia nullità mi aggrappo a quanto mi è stato insegnato dai miei genitori e al catechismo, quando era ancora una cosa seria, non quello che si propina oggi. Non c’è Bergoglio che tenga, neanche se facesse miracoli, non esiste! L’Imbroglio verrà precipitato nel profondo degli abissi e io non intendo seguirlo, ci tengo troppo a salvarmi l’anima e ad avere la vita eterna.

        • Catholicus ha detto:

          Anch’io vado dicendo, scrivendo e consigliando di non seguire ed ascoltare Bergoglio e il suo clero, entrambi eretici, spostati e traditori di Cristo. Ma ci sono persone come Maddalena, che nei post di un precedente articolo si diceva addolorata perché il confessore le aveva detto che non poteva comunicarsi, avendo confessato di non condividere le eresie del CD papa Francesco. Ma chi riesce a convincere questi bravi fedeli che questo clero delista e inganna le anime pie, ignoranti (la retta dottrina) e credulone ?

    • Gaetano2 ha detto:

      Ma in concreto cosa ci sarebbe di errato nelle affermazioni di “Baronio”?

    • Paolo ha detto:

      Il giorno 8 Luglio 2019 alle 9:10 pm il lettore “10 AGOSTO” ha inserito un commentato critico, ma pure criptico. Vorrebbe meglio spiegare i motivi di tanta acrimonia nei confronti dell’autore dell’articolo ?

  • Sotto il saio niente ha detto:

    Secondo la moda della serie di puntate già viste ” sotto il saio niente “, visita nei santuari modernista alla moda .

    https://www.lasicilia.it/news/politica/260978/musumeci-invita-dolce-gabbana-alla-regione-voi-i-piu-autorevoli-ambasciatori-della-sicilia.html

    • TITTOTAT ha detto:

      Questo è un blog di cattolici illuminati borghesi (anche se poveri) non di talebani. Cosa c’è da rimproverare ad un amministratore laico che si avvale del lavoro di due imprenditori che oltretutto, in confronto a certi cattolici, sono dei conservatori.

  • Sotto il saio niente ha detto:

    Dalla serie delle già viste puntate ” sotto il saio niente ” , visita ai santuari della moda .

  • Anonimo ha detto:

    Boicottiamo il maledetto corriere della sera che scrive “Madonna” con la m minuscola. Sia anatema e possa, definitivamente, fallire.

  • Amen ha detto:

    Ormai oltre a concludere certe preghiere non per le intenzioni , bensí per la conversione del papa regnante e della conseguente corruzione dalla testa ai piedi , quando sarà il momento delle prossime fumate bianche o nere , verrà l’ora di esercitare con maggior de lo possibile , il possesso di quella fede piccola di un granello di senapa soffiando con tutte le forze con il Signore , allora come in certi casi avviene ad extra , potrà risorgere anche ad intra , in quanto per ora da nessuna parte ci sono tali premesse . Non ci sono le seguenti premesse :” non guardare ai nostri peccati ma alla fede della tua Chiesa “.

    A chi l’ha visto la prossima puntata ” che fine ha fatto la fede “?
    Forse è stata imbrigliata in un voluto e desiderato portale della lupa insaziabile , di due fazioni che attingono nel campo delle rispettive prospettive sociopolitiche per poi , dirci , non era la fede .

  • Eloisa ha detto:

    Mon dieu, che orrore! Le facce di quei due celebranti . E poi, giù giù, tutte le altre. Il museo degli orrori.
    Tosatti, perché ama pascersi di tali tristure? E perché le dà in pasto ai suoi affezionati lettori, che poi si affannano a inventarsi interpretazioni fantasiose e inutili?
    Il tempo è prezioso, amico caro, e non va sprecato in questa maniera.
    Pubblichi notizie che abbiano fondamento autorevole e lasci perdere quelle fangose che imbrattano chi le mette in giro e chi ci crede ingenuamente.
    Cesare Baronio chi?

    .

  • Anima smarrita ha detto:

    Sintesi non edulcorata da e per quel malinteso amore per la Chiesa che ha contribuito ai risultati che sono sotto gli occhi di tutti. Dio solo sa quanto preferirebbe fosse solo un film, un incubo destinato a svanire al risveglio chi ha la sventura di patire a causa di errori di alcuni membri della gerarchia e che, nonostante tutto, ha lottato per sfuggire alla tentazione di fare di tutt’erba un fascio, in virtù di quella formazione ricevuta in anni lontani, quanto tutto era genuino, grazie alla lontananza dal Centro del potere ecclesiastico, quando la predicazione del parroco e la catechesi era trasmissione del Vangelo puro – e sembrava difficile, ma non impossibile, tradurlo in gesti concreti, quotidiani – e non “omelie politiche”. In fieri era Internet che si sarebbe poi imposto come strumento complementare innegabile per la conoscenza.
    Era facile credere e riconoscersi in una Chiesa edificata su quella “pietra” contro la quale non avrebbero prevalso le porte degli inferi. E dover prendere atto, oggi, alla luce dei fatti, che in tanti abbiano usato ed usino “le chiavi” ricevute per aprire e chiudere le porte di un regno inteso nella logica umana (cfr. Mt 16, 18-19).
    Quanti narcisi sono spuntati! Talvolta con spinte narcisistiche verso il disturbo vero e proprio, il/i discepolo/i – supponendosi superiori al maestro – si ostinano nel guardare la pagliuzza nell’ occhio del fratello e non vedono la trave nel proprio. Ipocriti! (cfr. Lc 6, 40-42)
    E non per nulla, il Maestro aveva lasciato in sospeso la domanda: «Ma il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?» (Lc 18, 8). Non resta che pregare con insistenza: Vieni, Signore Gesù!

  • Eowin ha detto:

    Dopo questo articolo che mostra lo schifo che dura quanto la mia età mi domando in che chiesa sto e sono stata educata. Penso di passare alla Chiesa Ortodossa. Qualcuno ortodosso può dirmi a chi rivolgersi?

    • Daniele Davi ha detto:

      Ma si legga il Vangelo e il catechismo piuttosto!

      • Eowin ha detto:

        Ma si, come i protestanti, facciamoci le nostre interpretazioni personali…

        • Diana ha detto:

          Gli ortodossi non hanno i dogmi mariani, Efeso a parte. La tentazione di fuggire dalla Croce è forte, ma è, appunto, una tentazione. Rimaniamo saldi, confidando nel Signore, come Maria Santissima sotto la croce del Suo Figlio.

        • Daniele Davi ha detto:

          Allora, se uno si studia il catechismo (sottinteso : il catechismo della Chiesa cattolica) non c’è niente da interpretare, è tutto spiegato secondo l’interpretazione della Chiesa cattolica che non sbaglia e non può sbagliare. Poi bisogna anche capire bene cosa è la Chiesa. Su questo la invito a fare un serio lavoro di ricerca, ma il catechismo già lo dice. Buon lavoro.

          • Eloisa ha detto:

            “Che non sbaglia e non può sbagliare” lo dice lei.
            La Chiesa ha sbagliato spesso, invece. Solo chi non ne conosce la storia può affermare questa assurdità.
            La Chiesa nel tempo ha messo sé stessa e le proprie idee al posto di Gesù Cristo.

        • LucioR ha detto:

          I Protestanti non hanno catechismo, e se è vero che loro interpretano la Sacra Scrittura secondo le proprie individuali preferenze, questo il Cattolico non può farlo; ma la sua fede certamente si basa su questi due “strumenti”: Sacra Scrittura e Tradizione (tutto compendiato nel Catechismo della Chiesa Cattolica, che è uno solo) e non sul comportamento, virtuoso o corrotto dei preti, a meno che non si tratti di un Cattolico schizofrenico.

          Ciò non toglie ovviamente che il comportamento dei preti dovrebbe essere edificante per i credenti e che sia giusto criticare aspramente quelli che si corrompono e che deviano dalla dottrina e dalla morale insegnate con quegli strumenti. Tanto più, come succede oggi, che alcuni di questi preti corrotti si vantano di tali deviazioni e le definiscono normali.

    • Gaetano2 ha detto:

      È proprio quello che vogliono, che i cattolici se ne vadano

    • Gaetano2 ha detto:

      “e – come si è appreso dalle mail di Hillary Clinton e di John Podesta diffuse da Wikileaks due anni orsono – ha ottenuto l’elezione di un Papa mondialista, sfruttando la collaborazione della Mafia di San Gallo…”

      Il bello è che c’è chi continua a definirlo “papa”, “santità” ecc.

  • Paolo Giuseppe ha detto:

    E torniamo sempre là: il Concilio padre di tutti i mali della Chiesa.
    E’ una visione che non condivido. Uno dei motivi del mio dissenso (tra gli altri) è il teorizzare una robusta continuità tra i papi che si sono succeduti dopo Pio XII, s’intende continuità demolitoria della “Cittadella”.
    Da Giovanni XXIII in poi può essere che ci siano stati errori e carenze sul piano del governo della Chiesa, ma la dottrina e di conseguenza il “depositum fidei” sono sempre stati preservati. Così anche la riforma liturgica voluta dal Concilio non ha niente di eterodosso: girare l’altare verso i fedeli non è uno scandalo, così come adottare le lingue nazionali al posto del latino.
    La vera, decisiva, irrimediabile cesura con il passato c’è stata e c’è con il pontificato bergogliano che sta massacrando la dottrina e con essa la pastorale che ne è l’ancella.
    E’ un pontificato scismatico non nella forma dei documenti, abilmente pilotata dai chierici vaticani, ma nei fatti. E, poichè Bergoglio, al di là dell’immagine misericordiosa, adotta un metodo di governo che mi ricorda Robespierre, le sue decisioni (che sono sentenze) passano attraverso una docilissima gerarchia e arrivano fino all’ultimo dei preti di montagna i quali, proni agli ordini, si adeguano, fatti salvi alcuni coraggiosi preti dissenzienti che mi ricordano i preti refrattari della Rivoluzione Francese e la loro fine.

    • Eloisa ha detto:

      Non sono d’accordo con lei, Paolo Giuseppe.
      Bergoglio sta cercando di riportare la Chiesa,”ospedale da campo”, al cuore del Vangelo. Tutto quel che dice e che fa ripercorre passo passo il messaggio di Gesù, quello vero, non quello interpretato dagli ecclesiastici e convogliato in una dottrina che, fra l’altro, nel tempo ha subìto dei cambiamenti.Il messaggio di Gesù, invece, va sul filo della misericordia, dell’amore e del perdono.
      Quando io ero piccola, la Chiesa minacciava e schiacciava i fedeli sotto il peso delle colpe. Si illudeva così di tenere il popolo sotto il suo dominio; non capiva che stava sbagliando tutto diventando colpevolmente autoreferenziale.
      Il governo di Bergoglio è autorevole, non autoritario come lei lo ha disegnato. Chi è intelligente lo accetta e lo segue; chi non lo è lo critica e lo ostacola, e non c’è da stupirsi.
      Il confronto che lei fa con la situazione francese è, a mio avviso, del tutto incongruo. I preti dissenzienti non sono “coraggiosi”, sono invece simil-lefebvriani.

      • Donna ha detto:

        L’errore enorme di Bergoglio e co. è parlare di misericordina e non della Misericordia Divina, cioè quella che tiene conto anche che Dio non è solo insondabilmente misericordioso, ma anche giudice giusto.
        Dio non perdona tutti a prescindere, ma solo chi si pente del peccato e si con_verte ( cioè cambia rotta) , pur considerando la fragilità e la possibilità di reiterate cadute.
        L’errore enorme è che nella teologia di oggi si vuole perdonare oltre il peccatore pentito pure il peccato, giustificandolo.
        Gesù Cristo ha sempre condannato il peccato e voluto la salvezza del peccatore. Alla donna adultera che volevano lapidare ha detto ” va e d’ora in poi non peccare più”, non ha detto “tanto è lo stesso, vedi cap .8 Amoris e Letizia”.

      • Ira Divina ha detto:

        La Eloisa tuttologa di tanto in tanto appare come gli spettri del passato e imperversa sul blog a 360 gradi come strenua difensore di Papa (?) Francesco, chiamata da lui come dottoressa dell’ospedale da campo. Secondo la sua tesi la Chiesa Cattilica in 2000 anni ha sbagliato tutto; dottrina, morale e liturgia. Infatti Bergoglio sta preparando la nuova chiesa intrisa di un po di tutto del paganesimo con il sinodo sull’Amazzonia! E la Eloisa “compagna battagliera” di questa rivoluzione proletaria trasale di fervore e gongola. Ma non è la sola! A darle sostegno nel suo svolazzare con voli pindarici sono apparsi altri nuovi spettri, che partiti da Santa Marta in fretta, sono giunti carichi di precisazioni per Mons. Baronio. Ed eccoli starnazzare le loro precisazioni in difesa del Vaticano II, nel tentativo di smontare l’analisi precisa e profonda fatta dall’illustre Baronio. Ma non c’è trippa per gatti! Il Vaticano II nasce proprio come lo “strano Concilio” che prepara il terreno ai kamikaze modernisti e massoni oggi in azione! E il personaggio Bergoglio, ricattabile come tanti altri, viene scelto per avviare processi concreti di trasformazione della Chiesa di Cristo in un nuovo soggetto religioso con una operazione chirurgica degna della migliore chirurgia plastica. Esimio Baronio, io non la conosco, ma apprezzando lo zelo che la muove in difesa della Verità e della Chieda di Cristo le dico: continui ad offrirci questi suoi saggi di approfondita analisi di ciò che è accaduto ed accade contro Cristo e la Sua Chiesa. Ad Eloisa dico: gongola quanto vuoi! Ma sappi che ti può aiutare solo la preghiera, personale e nostra. E noi preghiamo sopratutto per chi è irretito nella ragnatela della menzogna! Cristo regni!

    • Lucy ha detto:

      @ Paolo Giuseppe
      Sono completamente d’accordo con te .

    • Donna ha detto:

      “Da Giovanni XXIII in poi può essere che ci siano stati errori e carenze sul piano del governo della Chiesa, ma la dottrina e di conseguenza il “depositum fidei” sono sempre stati preservati.”

      Concordo ,
      Il punto è proprio questo, ora il Vicario sembra non essere più garante del deposito fidei, e l’impressione è che inoltre tenti di mutarlo, come fosse in suo potere, a propria discrezione.
      Pietro sembra sia stanco di seguire il Maestro e voglia , ahimè, precederlo…con grave danno per sé stesso e per gli altri.

    • Luca Antonio ha detto:

      Non vedere la rivoluzione devastante nel girare l’altare, mi perdoni Paolo Giuseppe, significa non aver capito il codice di lettura soprannaturale del messaggio di Cristo che la Chiesa era tenuta preservare sine die. Li’, in un guscio di noce, e’ contenuta tutta l’apostasia di questa nuova, falsa, chiesa. Legga la 2 ai tassalonicesi: la fine arrivera’ quando l’uomo-per mia intertretazione l’uomo come genere umano e non come singolo- si mettera’ al posto di Dio.
      Questo tempo e’ arrivato. La dichiarazione dei diritti dell’uomo, made Onu, con le conseguenti, ossimore, guerre umanitarie, i diritti civili, che altro non sono se non l’ergersi dei propri capricci a misura di tutte le cose , sono visibili a tutti. Visualizzi, la prego, le situazioni: prima un prete-mi si perdonino le semplificazioni- intermediario tra Dio e l’assemblea dei fedeli, chiedeva, in verticale-anche fisicamente rappresentata dai gradini dell’altare e dall’altezza ulteriore del Crocifisso- che Questi , attraverso il rinovarsi del Suo Sacrificio, avesse pieta’ di noi. Era fisicamente una retta che andava dalla terra al cielo.
      Adesso il celebrante e’ una parte dell’assemblea. La chiesa si avvicina all’assemblea ma gira le spalle a Cristo. Il prete e i fedeli si chiudono in un cerchio autoreferenziale che esclude , simbolicamente, Dio. Tutto diventa immanente. Tutto si risolve nell’assemblea. Che trova le sue soluzioni nello storicismo, nella psicoanalisi, nella sociologia .
      Si potrebbe continuare molto a lungo…ma tutto quello di cui stiamo parlando da 60 anni e questo. Solo questo.
      Cordiali saluti.

      • Eloisa ha detto:

        Inorridisco nel leggere certi commenti a proposito della liturgia preconciliare. Soprattutto se sento parlare di “una retta che andava dalla terra al cielo”. Cioè il celebrante che volgeva le spalle ai fedeli, sarebbe stato “una retta verso il cielo”, mentre il presbitero che è volto verso i fedeli, che possono vederlo in faccia, non sarebbe una “retta”.
        Acc…che fantasia del piffero!
        Non parliamo poi del “sacrificio” rinnovato. Credo che nessuno dei frequentatori di questo blog sappia che la parola “sacrificio”, ripetuta nel rito della Messa, esiste solo da noi in Italia. In tutti gli altri paesi non si parla di sacrificio, ma di DONO, che è tutta un’altra cosa. E allora cambia il senso di tutta la liturgia.
        Chiaro il concetto? Gesù non disse mai che si sarebbe sacrificato per noi. Come poteva smentire in prima persona quel “misericordia io voglio e non sacrificio” che si legge in Mt 12,7?
        Vale la pena aggiornarsi, signori cari.

    • GMZ ha detto:

      Caro Paolo Giuseppe,
      Magari si fossero “limitati” a girare l’altare e ad usare le lingue volgari al posto del latino! V’è da dire che in tanti pensano che le differenze si riducano a questo (come se non fossero una enormità), e invece è proprio cambiato tutto: la S. Messa è stata protestantizzata, sempre meno Sacrificio e sempre più “banchetto”.
      Il kathekon, il kathekon: è il Sacrificio!
      Quanto all’operato dei due papi del Concilio: si sono presi la briga di porre le premesse da cui i successori han tratto le conclusioni. Bergoglio che striscia per terra a baciare piedi e che se ne sta bello eretto davanti all’Eucarestia parte da lì, dallo schifo apparecchiato dai due papi del Vaticano II.
      Ossequi.

  • Se ha detto:

    Se il cardinal Siri nom fosse stato eletto semplicemente perché troppo giovane ? Oppure perché troppo coinvolto nel sostegno ai cattolici impegnati nella guerra di liberazione? Sui giornali è apparsa di recente la notizia che il cardinal Bagnasco ha aperto la causa di beatificazione del partigiano cattolico Bisagno…

  • Una precisazione ha detto:

    Roncalli e Buonaiuti non erano uno discepolo dell’altro ma compagni di corso al Collegio Romano

    • Cesare Baronio ha detto:

      Verissimo, ma Bonaiuti intraprese la via accademica mentre Roncalli preferì quella diplomatica. Così mi sono permesso di considerare Roncalli “discepolo” di Bomaiuti – oltreché amico – proprio per l’adesione al pensiero modernista, nonostante la condanna, la scomunica e la riduzione allo stato laicale. Insegnò pure all’Università di Roma, e i suoi scritti furono oggetto di apprezzamento di Roncalli, il che la dice lunga sulle sue posizioni dottrinali.

      • Alessandro Mirabelli ha detto:

        Buonaiuti aderì alla massoneria oppure no?

        • Anonimo verace ha detto:

          Buonaiuti non accettò nessuna delle proposte che gli furono rivolte. In primis dai protestanti che avrebbero voluto vederlo tra i loro sopratutto per il fatto che Buonaiuti teneva spesso lezioni nei loro seminari. Dobbiamo anche ricordarci che il Buonaiuti fu uno dei pochi docenti universitari che rifiutarono di giurare fedeltà al regime fascista.

    • Cesare Baronio ha detto:

      Verissimo, ma Bonaiuti intraprese la via accademica mentre Roncalli preferì quella diplomatica. Così mi sono permesso di considerare Roncalli “discepolo” di Bomaiuti – oltreché amico – proprio per l’adesione al pensiero modernista, nonostante la condanna, la scomunica e la riduzione allo stato laicale. Insegnò pure all’Università di Roma, e i suoi scritti furono oggetto di apprezzamento di Roncalli, il che la dice lunga sulle sue posizioni dottrinali. Di lui scrisse “Da don Ernesto ho imparato molte cose e prego sempre per lui”.

    • Cesare Baronio ha detto:

      …e vorrei aggiungere che Roncalli si salvò dall’accusa di modernismo non perché ebbe posizioni più blande, ma perché poteva contare sulla protezione di mons. Giacomo Radini Tedeschi, Vescovo di Bergamo, a sua volta in odore di modernismo. Ad Alfonso Manaresi ed Ernesto Bonaiuti (suoi compagni al Collegio Romano) toccò la scomunica, a Roncalli si aprì la strada diplomatica e poi, non a caso, l’ascesa al Soglio.

      • Adriana ha detto:

        @ Cesare Baronio ,
        mi sembra che A. Manaresi sofferse per l’allontanamento dalla
        Chiesa . Mi ha colpito il nome che evoca ricordi scolastici . Fu un
        prolifico compilatore di manuali di storia . Un uomo di cultura .
        Fossero altrettanto colti i presbiteri odierni…

  • Valeria Fusetti ha detto:

    È il tempo delle “piccole volpi” che scorazzano ebbre di un satanico potere nella Vigna del Signore. Il papa regnante (felicemente ?) ha levato la pietra sotto la quale ribolliva, e cresceva, il marcio. Leggendo questa sofferta, sicuramente molto sofferta, ricostruzione di mons Baronio, quasi contemporaneamente alle testimonianze di giovani parroci, catechisti e parroci mancati, e delle loro esperienze nel blog di Aldo Maria Valli, ci si sente agghiacciare. Io SO che il Signore vive, e che i miei occhi, un giorno, lo vedranno alzarsi da (questa) polvere, ed è la certezza che, malgrado tutto mi impedisce di scappare, come una moderna seguace di Donato, ma non riesco comunque a non chiedere ” Sino a quando, Signore, sino a quando ? Non per noi, o Signore, non per noi ma per la Tua Gloria.”. Ma anche per noi Signore, perché la sofferenza è tanta. Tu lo sai.

  • TITTOTAT ha detto:

    AGiovanni Paolo II servivano soldi per dare nuovo slancio al Papato. Aveva molti progetti, e l’unico modo di ottenere il denaro donato alla Chiesa era attraverso McCarrick. Non poteva fermare tutto questo, e sapeva di aver bisogno di McCarrick per ottenere più denaro possibile per il Papato”, dichiara Grein, una delle vittime del deposto Cardinale

    Aspetto il commento di coloro che sono pratici di esorcismi …

  • Adriana ha detto:

    Eh , già , caro Baronio , ciò che lei scrive fa paura !
    Sembra proprio che il ” prezioso ” manoscritto delle ” 120 giornate di Sodoma ” , provvisoriamente perduto nel 1789 ( poi recuperato e segretato fino a tempi recenti ) , sia stato studiato assai
    ” devotamente ” per una nuova messa in scena .

    • GIORGIO VIGNI ha detto:

      Domina, per una nuova messa in…..dove ?

      G.Vigni

      • Adriana ha detto:

        G.Vigni ,
        ipotizziamo …a Charenton ? :-))

        • Tantovalagattallardo ha detto:

          Ahah Adriana! Lei ha letto le 120 giornate? Io mai. Ho letto, per curiosita’ JUSTINE e un altro di cui non ricordo il titolo. Beh non e’ SOLO omosessualita’. E’ psicopatia applicata fino all’ omicidi edoprattutto alla coprofagia. Tanto che uno volesse teovare in senso nella perversione non lo trova. In Sade vedo ateismo ma una nostalgia del sacro, quasi inconscia.ah dimenticavo le bestemmie! E mi hanno raccontato le pratiche con le ostie usate in modo..,…beh “singolare”. Non vedo proprio omosessualita’ soltanto. Poi chissa’ se sono originali. Come diceva Vigni a charenton e prima gli bruciavano i manoscritti. Sarebbe anche forte che poi sian sue fantasie come lui stesso raccontava. Ho sempre detto che e’ il libro più scandaloso prima della Bibbia (non il Corano, la bibbia) dove, prendendola alla lettera, le pratiche odierne son da dilettanti

    • Adriana ha detto:

      Avviso i lettori scandalizzabili che il testo di De Sade non è altro che un ponderoso trattato sulla depravazione del potere , -laico ed ecclesiastico – ,una depravazione che induce alla distruzione coloro che se ne ridono del Cristianesimo e della Chiesa .

  • MASSIMILIANO ha detto:

    Tutto bene utente tantovalagattaallardo? Perchè ho la sensazione che oltre ad essere un attimino petulante Lei sia anche un gocciolino confuso… Ma è italiano? No sa, perchè nei suoi innumerevoli commenti spesso non si capisce il significato. Probabilmente sarò io che non ci arrivo… Saluti.
    Massimiliano.

  • Tantovalagattallardo ha detto:

    Freud e io non CREDO a Freud diceva che chi odia gli omosessuali sta reprimendo nel suo inconscio una forte omosessualita’. Si chiama PROIEZIONE.

    Prima del concilio non si vedevano omosessuali, magari erano papi, ma non si vedevano

    http://www.unavox.it/ArtDiversi/DIV2629_Gnocchi_Padre_Pio_crocifisso.html

  • Tantovalagattallardo ha detto:

    Era nascosto. Magari era papa, ma nascosto.

  • GIORGIO VIGNI ha detto:

    Una quinta colonna dei devozionisti, sgranarosari, scismatici, da dietro una colonna del colonnato, mi soffia il nuovo motu proprio del magnifico y guapo porteño: Veritas p(r)edicanda (sic).
    O tempora, o mores! Ecclesia haec intellegit. fidelis videt; hic tamen vivit .

    G.Vigni

Lascia un commento