SPALLONE A MONS. ZUPPI: LEI È UN VESCOVO TROPPO DI PARTE E DIVISIVO. DOVREBBE RINUNCIARE.

4 Luglio 2019 Pubblicato da --

Marco Tosatti

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, l’avvocato Giorgio Spallone, che non abbiamo ancora il piacere di conoscere di persona, ma di cui apprezziamo il coraggio e la franchezza, ci ha inviato una sua riflessione, molto severa nei confronti dell’attuale arcivescovo di Bologna, il sant’egidino Matteo Zuppi. È una riflessione che ci sembra importante pubblicare, in un momento in cui la Chiesa italiana sta dando prova di un collateralismo sfacciato nei confronti dei partiti di sinistra, e del PD in particolare, che l’hanno peraltro ripagata con leggi contro la vita e la famiglia senza che dalla Cei giungesse un sussurro. E nel momento in cui, a quanto mi viene detto da buone fonti, mons. Matteo Zuppi è impegnato per dare una mano a contrastare quella che potrebbe essere una storica vittoria del centrodestra – dopo almeno cinquant’anni, credo – nella regione più rossa di tutte, l’Emilia Romagna, nelle elezioni di novembre, rigenerando a nuova verginità Casini e quei fiorellini di campo dell’UDC…Ma leggiamo Spallone.

 

 

I motivi della rinuncia di un Vescovo.

E’ di questi giorni la notizia delle “dimissioni” del Vescovo Mons. Francesco Cavina, titolare della Diocesi di Carpi, per cause indipendenti dalla sua volontà e sintomatiche del clima cupo di quest’epoca travagliata.

Il Prelato ha, infatti, espressamente indicato quale motivo della sofferta e dolorosa decisione – all’età di 64 anni, quindi ben lontana da quella prevista per il c.d. “pensionamento” – la “gogna mediatica” cui è stato sottoposto prima, durante e dopo un’indagine giudiziaria che lo ha visto neppure oggetto di imputazione alcuna. Ciò, per la ragione, tecnicamente incontestabile, che lo stesso Pubblico Ministero ha formulato al Giudice per le Indagini Preliminari richiesta di archiviazione, pienamente accolta.

Quello che non è stato detto è la norma del Diritto Canonico alla quale si è appellato il Pastore di Carpi per formalizzare la propria richiesta, rapidamente accolta dal Pontefice.

Il Canone n. 401 §2,che di seguito riporto.

Il Vescovo diocesano che per infermità o altra grave causa risultasse meno idoneo all’adempimento del suo ufficio, è vivamente invitato a presentare la rinuncia all’ufficio.

Questo fatto mi dà lo spunto per una riflessione su quelli che possono essere le gravi cause che devono vivamente invitare un Vescovo a rinunciare.

Prima ancora, però, è utile riportare il testo di alcuni dei Canoni precedenti, contenuti nel medesimo Art. 2 dal Titolo I Vescovi Diocesani, che ne descrivono i compiti pastorali.

Articolo 2 –  I Vescovi diocesani

Can. 383 – §1. Nell’esercizio del suo ufficio di pastore, il Vescovo diocesano si mostri sollecito nei confronti di tutti i fedeli che sono affidati alla sua cura, di qualsiasi età, condizione o nazione, sia di coloro che abitano nel territorio sia di coloro che vi si trovano temporaneamente, rivolgendosi con animo apostolico anche verso coloro che per la loro situazione di vita non possono usufruire sufficientemente della cura pastorale ordinaria, come pure verso quelli che si sono allontanati dalla pratica religiosa.

  • 3. Abbia un atteggiamento di umanità e di carità nei confronti dei fratelli che non sono nella piena comunione con la Chiesa cattolica, favorendo anche l’ecumenismo, come viene inteso dalla Chiesa.
  • 4. Consideri affidati a sé nel Signore i non battezzati, affinché risplenda anche per loro la carità di Cristo, di cui il Vescovo deve essere testimone di fronte a tutti.

Can. 385 – Il Vescovo diocesano favorisca in sommo grado le vocazioni ai diversi ministeri e alla vita consacrata, avendo cura in modo speciale delle vocazioni sacerdotali e missionarie.

Can. 386 – §1. Il Vescovo diocesano è tenuto a proporre e spiegare ai fedeli le verità di fede che si devono credere e applicare nei costumi, predicando personalmente con frequenza; abbia anche cura che si osservino fedelmente le disposizioni dei canoni che riguardano il ministero della parola, soprattutto l’omelia e la formazione catechistica, in modo che venga offerta a tutti l’intera dottrina cristiana.

  • 2. Difenda con fermezza, usando i mezzi più adatti, l’integrità e l’unità della fede che si deve professare, riconoscendo tuttavia la giusta libertà nell’ulteriore approfondimento delle verità.

Can. 387 – Il Vescovo diocesano, consapevole di essere tenuto ad offrire un esempio di santità nella carità, nell’umiltà e nella semplicità di vita, si impegni a promuovere con ogni mezzo la santità dei fedeli, secondo la vocazione propria di ciascuno, ed essendo il principale dispensatore dei misteri di Dio, si adoperi di continuo perché i fedeli affidati alle sue cure crescano in grazia mediante la celebrazione dei sacramenti e perché conoscano e vivano il mistero pasquale.

Can. 392 – §1. Poiché deve difendere l’unità della Chiesa universale, il Vescovo è tenuto a promuovere la disciplina comune a tutta la Chiesa e perciò a urgere l’osservanza di tutte le leggi ecclesiastiche.

  • 2. Vigili che non si insinuino abusi nella disciplina ecclesiastica, soprattutto nel ministero della parola, nella celebrazione dei sacramenti e dei sacramentali, nel culto di Dio e dei Santi e nell’amministrazione dei beni.

° ° °

E’ nota la mia attenzione, come, peraltro, dovere di tutti i fedeli della Diocesi di Bologna, all’operato del mio Pastore, l’Arcivescovo Mons. Matteo Zuppi.

Altrettanto note, ai lettori di questo prezioso strumento di informazione che mi ospita, sono le mie osservazioni critiche, tanto rispettose, quanto ferme, nei confronti del Vescovo con il quale ho intrattenuto più di un colloquio personale in occasione dei quali gli ho espresso direttamente ciò è stato qui messo per iscritto.

Ritengo giunto il tempo di trarre una valutazione retrospettiva dell’operato del Vescovo di Bologna Mons. Zuppi alle luce della disciplina canonistica che ho più sopra riportato.

Orbene Mons. Zuppi da quando ha assunto la titolarità della Diocesi di Bologna, ma in particolar modo nel corso dell’ultimo anno, ha dato avvio ad un’intensa attività di carattere squisitamente politico inequivocabilmente orientata. Alcuni esempi, a campione e non certamente esaustivi.

Nel dicembre 2018 il vescovo Zuppi ha partecipato alla presentazione del libro scritto dall’On. Marco Minniti, all’epoca ancora in corsa, prima del suo ritiro, per la Segreteria del Partito Democratico (v. foto nn. 1 e 2 (foto Schicchi)).

Successivamente ha partecipato sull’onda dell’ipotesi avanzata dal Presidente della CEI Card. Bassetti, di ricostituzione del partito del cattolici, a numerosi convegni, sempre e solo assieme ad esponenti dello schieramento di centro sinistra, bolognese e nazionale.

Il Vescovo Zuppi ha, poi, scritto la prefazione all’ultimo libro di Walter Veltroni, fondatore del PD (vedi foto n. 3).

Quindi è stato ospite della trasmissione “L’Approdo” di Gad Lerner (vedi foto n. 4), il cui orientamento politico è a tutti noto.

Ieri Mons. Zuppi ha partecipato alla Festa dell’Unità svoltasi in un Comune limitrofo al capoluogo di Regione, come si evince dalla locandina nella quale la sua presenza è addirittura rimarcata da foto che lo ritrae con le insegne episcopali (vedi foto n. 5).

Pur potendo proseguire a lungo, mi fermo qui.

Ora, come più volte comunicato verbalmente e per iscritto al Prelato, ritengo e con me molti – laici e presbiteri della Chiesa Bolognese – che la suddetta attività, che Mons. Zuppi è ovviamente libero di svolgere a titolo personale e quale cittadino, vada a confliggere con i compiti del Vescovo più sopra illustrati, aventi quale stella polare l’unità della porzione del Popolo di Dio che gli è stata affidata e la comunione dei fedeli con il proprio Pastore.

Queste opzioni, inequivocabilmente di parte e partitiche, dell’Arcivescovo hanno condotto al risultato diametralmente opposto di dividere il Popolo di Dio, andando ad incidere sulle opinioni e scelte politiche del Popolo stesso, in qualità, non già di credenti, bensì di cittadini ed elettori.

Alle critiche il Vescovo Zuppi non ha mai risposto, limitandosi a dire pubblicamente come Lui, in perfetta sintonia con Papa Francesco, segua i principi sanciti dalla Dottrina sociale della Chiesa (cit. lettera dello scrivente pubblicata dal Resto del Carlino ed. Bologna 22.12.2018 – vedi foto n. 6).

Al riguardo risulta, innanzi tutto, inaccettabile dai fedeli, che per rispondere ad osservazioni precise si richiami la sintonia con il Papa, che in quanto assunto apodittico ed autoreferenziale, non costituisce argomento.

Secondariamente è da escludere possa riconnettersi alla sintonia con il Papa, nè, tantomeno alla Dottrina Sociale della Chiesa, il coinvolgimento del Vescovo in iniziative politiche e di partito.

Orbene la più completa sordità ed indifferenza alle critiche, accompagnata, invece, da un incremento esponenziale dell’attività politica dell’Arcivescovo, mi rende improcrastinabile, per quanto possibile, rendere pubblico lo stato delle cose, facendolo uscire dalle conversazioni di sagrestia e dai colloqui privati, di cui in questi mesi sono stato fatto oggetto da parte di tanti che, con me condividono, la preoccupazione ed il dolore per le sorti della nostra Diocesi.

La volontà ormai inequivoca del Vescovo di Bologna di suddividere i fedeli in progressisti e tradizionalisti e, ciò che è più grave, in applicazione alla Chiesa delle categorie politiche, di prediligere i fedeli che si riconoscono nei partiti di sinistra con tutto il portato ideologico concentrato sulla politica immigrazionista, configura sicuramente una grave causa tale da farlo risultare meno idoneo all’adempimento del suo ufficio, così come sopra analiticamente declinato dai canoni.

Ed allora ritengo che S.E.R. l’Arcivescovo Matteo Zuppi, per un atto di amore autentico verso quella porzione di Popolo di Dio che il Papa gli ha affidato e che, ad oggi, è riuscito a frantumare al suo interno e ad allontanare da se, dovrebbe considerarsi dal Canone n. 401 §2 “vivamente invitato a presentare (al Romano Pontefice n.d.r.) la rinuncia all’ufficio”.

Bologna 3 luglio 2019.

Giorgio Spallone





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40 commenti

  • gam ha detto:

    Mi sembra che l’articolo di Spallone poteva trovare spazio solo in un sito o blog palesemente contrario a Papa Francesco e al suo pontificato e, di conseguenza, contrario ai vescovi in linea con lui, che poi, se vogliamo, è la linea di un vangelo non solo letto, ma messo in pratica. Se Mons Zuppi partecipa ai convegni, agli incontri lo si accusa di essere troppo presenzialista, se non partecipa è assente o non interessato..e poi chi è spallone per dire a un vescovo cosa deve fare? E’ chiaro che a certi “cristiani” piacevano più i pastori che studiavano e stavano rinchiusi nei loro studi, perchè in tal modo non venivano disturbati…ora invece, si è messi di fronte anche alla nostra ipocrisia e al capire se il vangelo

  • Iginio ha detto:

    No, pietà, la prefazione al libro di Veltroni no! No! Per pietà!
    La Roma di Veltroni era la Roma del “fatti gli affari tuoi e lasciami vivere come mi pare”: l’esatto contrario di un’etica cristiana.
    Ricordo infine che quando Veltroni andò in udienza da Benedetto XVI, cercando di imbambolarlo con la solita citazione del GPII romanesco “Damose da fa’”, Benedetto denunciò apertamente il degrado morale di Roma e Valter se ne tornò con le pive nel sacco e di malumore.
    Questo è l’ennesimo passo falso di Zuppi.

  • giandreoli ha detto:

    Pienamente d’accordo con l’Avvocato. La competenza liturgica nel trasformare le Chiese in pizzerie sarebbe un’ottima credenziale per un posto come chef o cameriere. Oppure, l’autorizzazione data ai divorziati risposati di accostarsi all’Eucaristia anche senza astenersi dalle relazioni coniugali (fregandosene di Codice e CCC) gli procurerebbe certamente un posto di rilievo in qualche circolo LGBT. Ma ahimè, quanti altri dovrebbero seguirne l’esempio. Come non vedere che la CEI attuale è composta da Vescovi ex-sessantottini che si sono formati in seminario in quegli anni?…

  • Stefano ha detto:

    Non capisco, ho letto attentamente l’articolo di Spallone, le conclusioni sono sconcertanti, muovono dal livore per le azioni di un uomo di dialogo. Se difende l’accoglienza ai migranti è un buonista sprovveduto, se non risponde alle provocazioni è un pavido smidollato. Il convegno della Festa dell’Unità ospitava anche esponenti di FI e M5S, come da foto. Non sono di destra?
    Ho seguito qualche decina di interventi del blog: un compiacimento da intellettuali, l’elìte degli pseudosalvati, la vera Chiesa incontaminata e incorrotta. Bricconi, la sapete più lunga del papa e di quei rammolliti che lo seguono. Buon vento a voi, ogni tempo ha le sue sette e i suoi eretici. Giudicate tutto e tutti dall’alto, come anche facevamo i farisei. E non erano simpatici a Gesù. Già, Gesù, il capo dei buonisti
    Stefano U

    • LucioR ha detto:

      «Il convegno della Festa dell’Unità ospitava anche esponenti di FI e M5S, come da foto. Non sono di destra?»

      Lei se ne intende di politica come un vegetariano di bistecca alla fiorentina. Non c’è da stupirsi dei vaneggiamenti che seguono.

      Lei non ha da obiettare su nulla, perché altrimenti l’avrebbe fatto rispondendo ogni volta a chi ha espresso opinioni contrarie alle sue. Così fanno le persone civili e così si è sempre fatto qui. Parlare in generale lanciando offese indimostrate è un modo di fare da villani oltre che vigliacco.

  • PG ha detto:

    Cominciamo a cancellare titoli onorifici tipo Monsignore, questo non è un “mio signore” (secondo l’etimologia del termine), ma un uomo qualunque, che condivide maldestramente superate idee marxiste condite di peronismo alla Bergoglio. D’altra parte, Zuppi: omen nomen!

  • Grog ha detto:

    Lo scrissi già qualche tempo fa ma come diceva quel tizio “repetita juventus”: i cattolici felsinei da due santi Vescovi come Biffi e Caffarra sono passati ad una mezzatacca santegidina. Come dire dalle stelle alle stalle.

  • Un'ignorante ha detto:

    Ma il Lombroso forse non aveva torto del tutto!

  • TITTOTAT ha detto:

    Mi viene in mente l’ episodio della vita di San Francesco, quando voleva imporre a tutti i frati la regola troppo rigorosa, ma il papa sapientemente gli fece ricordare che non tutti hanno la stessa forza e chiamata dallo Spirito, il grande santo si sottomise ma ha continuato per se a seguire la strada del sacrificio, oggi abbiamo la stessa situazione, ma al contrario, il superbo Papa Francesco e i suoi fratasti vogliono imporre, non ad una singola casa religiosa ma ad una Intera nazione, con tute le diversità del caso, la sua regola ferrea della fraternità e l’ accoglienza a tutti i costi, tutti sono obbligati ad “amare” , tutti siamo obbligati a rinunciare al benessere che qualcuno s’è conquistato, la ferrea sua regola è obbligatoria, per noi fedeli ma anche per chi non sa nemmeno che cos’è la chiesa, per i laureati e per gli analfabeti, per i miti e per i violenti, per i ricchi e per i poveri, per i malati e per i sani, tutti dobbiamo precettivamente seguire la sua regola, non intuendo ( e lo Spirito Santo sembra davvero stare alla larga dal quel insipido intelletto) che non tenere conto dei limiti anche spirituali del suo popolo è somma ingiustizia.
    Ovviamente loro la regola dettata a noi non si sognano nemmeno di seguirla. ecco la vera differenza con San Francesco.
    Bergoglio, non ti posso scomunicare, anche a voi vescovi assurdi, ma sia Anatema su di voi.

  • Rosa linda B. ha detto:

    Vorrei ricordare anche il silenzio del vescovo Zuppi per la vegliadi preghiera tenutasi a suo tempo a Bologna, forse era
    Impegnato al fianco di Lafram per il Ramadan, poi sarebbe interessante sapere se si è costituita a Bologna una nuova setta dei “cattolici di Zuppi” perché giá in parecchi, ovviamente della sinistra si definiscono tali. Personalmente io sono ancora dei cattolici di Cristo; anche perché alla fine sará Lui che mi gificherá e non certo Zuppi. Per fortuna!

  • Carlo Delfino AGOSTO ha detto:

    A.M.
    Grazie infinite , carissimo Avv. Giorgio Spallone.
    Sono, anche queste, tremende news dello ” status” attuale di molti responsabili di Curie Vescovili . assai lontane dalla vera Chiesa Cattolica.
    Creare smarrimento e confusione, sono le strategie preferite “dall’inquilino del piano di sotto” per creare divisioni e allontanamenti… ma chi resiste , si comporta esattamente come i primi martiri cristiani : sofferenza , unita alla preghiera, sempre con determinazione assoluta, irrinunciabile….perchè è il Paradiso che ci attende e nient’altro ! Carlo D.Agosto

  • I falsi pastori ha detto:

    Era una pietra troppo grande il solo poter pensare che il masso fosse stato rimosso dal sepolcro . Tale forza che scosse la teologia di morte , fondata sulle leggi del mondo , poteva apparire vana e vanificata solo in forza della fede che , dinanzi alla paura delle vanità e falsità di una pietra troppo grande , come il macigno di falsi apostoli che hanno smesso di confermarci nella fede . Fortunatamente il silenzio tombale, nonchè le attuali remore e paure dinanzi a tutto il male che il Signore ha vanificato nella fede di coloro che lo hanno seguito , continua ad operare la Sua opera a prescindere da un apparente macigno che ci precederebbe e che tutti dovrebbe tenere sepolti e schiavi dello spirito del mondo . Un mandato di confermate del tutto disatteso , con grande ostinazione , come non aver visto o contemplato la testimonianza delle donne che quel macigno non conta una benemerita mazza .
    Non sorprende il fatto che, disconoscendo e calpestando la Testimonianza del testimone fedele nei suoi discepoli , i pastori abbiano imperterriti proseguito l’opera malefica e distruttiva che non crede in Cristo Gesú. Non lo hanno visto , anzi lo hanno smentito , quando viene sempre a confermare gli Undici sulla testimonianza della sua morte e risurrezione , che prima non credettero alle donne … Fu cosí che il mandato e i relativi segni che accompagnano il lieto annuncio , li trovi proprio dove si continua a scacciare quel macigno troppo grande , ma piccolo e inutile , quanto l’opera del falso Pastore e dei suoi veneratori, tanto inutile quanto velleitario , in quanto ormai sono i primi bisognosi di essere evangelizzati essendo rimasti vittima della loro incredulità venendo meno al loro mandato , per questo bisogna credere ai profeti come al tempo di Giosafat, per purificare il Tempio secondo l’esempio di Ezechia .

  • Adriana ha detto:

    Mi auguro Che il Presidente Putin abbia portato con sé una Matrioska zeppa di cornetti portafortuna per proteggersi dalla Macumba di Bergoglio in ri-vestimenti da lavoro
    ” Pre – Amazzonici “.

    • Andrea ha detto:

      Putin è politico. Che ci sia un papa santo o apostata non credo faccia grossa differenza per lui. Cercherà solo di capire se è un papa che vuol essere amichevole o meno con la Russia. Non so se nel suo intimo sia credente. Bisognerebbe chiederlo al suo biografo!

      • Adriana ha detto:

        Non mi pare sia importante la fede di Putin : ” Non è vero ma ci credo “- lo disse anche Croce – e anche Bergoglio . E il signor B . porta abbastanza
        sf…ortuna . Guarda la sorte dei 2 principi degli Emirati !

        • Valeria Fusetti ha detto:

          Scusami Adriana, sono disinformata: cosa è successo ai poverini ? Gli si sono asciugati dei pozzi di petrolio ?

          • Adriana ha detto:

            Visto ora . No , sono morti zeppi di droga -di varie e scelte qualità – in festini chem-sex .

  • Hadapassà... ha detto:

    “Presentare al romano pontefice la rinuncia al.suo ufficio”?! 😂😂😂😂

  • Anima smarrita ha detto:

    “Troppo di parte e divisivo” solo il vescovo di Bologna? Abbiamo dimenticato le ripetute entrate a gamba tesa durante la recente, interminabile, campagna elettorale per le europee, con anatemi all’indirizzo di esponenti politici “avversi”, scagliati da ecclesiastici di ogni livello, fino al massimo? Disdicevoli comportamenti e indice di quella spudorata commistione fra religione e politica che ci siamo ritrovati a commentare a ridosso delle elezioni ed ancora, quasi quotidianamente, sulla scia di fatti di cronaca più strettamente collegati alla politica.
    I risultati delle urne – e non solo quelli per il parlamento europeo – hanno dimostrato che i votanti non sono più tanto facilmente influenzabili; e per fortuna!
    In chiave di “risposta coraggiosa” al caso di mons. Gavina, che ha suscitato indignazione da parte di alcuni organi di informazione per la “gogna mediatica” cui è stato sottoposto e per il “silenzio” da parte soprattutto della CEI non intervenuta in sua difesa, viene ora letta quella parte dedicata alla comunicazione della Nota della Penitenzieria Apostolica sull’inviolabilità del segreto confessionale, datata 29 giugno scorso e pubblicata lunedì scorso, che come ho già avuto modo di segnalare il sito “Il Sismografo” (tutt’altro che ostile al papa e al Vaticano) ha definito “un attacco duro e ingiustificato” ai media (al seguente link:
    https://ilsismografo.blogspot.com/2019/07/vaticano-penitenzieria-apostolica-il.html
    Soltanto qualche interrogativo che meriterebbe una seria e obiettiva riflessione, anche e soprattutto da parte del clero. Quanti poveri disgraziati finiscono per i più svariati motivi – spesso senza validi motivi – col diventare oggetto di gogna mediatica, con gravissime conseguenze, in alcuni casi fino al suicidio?
    Nella Chiesa e da parte della Chiesa: si sono forse sentite espressioni di solidarietà nei confronti di quei malcapitati loro stessi esponenti finiti alla ribalta della cronaca per aver osato critiche e denunce di malcostume e corruzione?
    E, infine, si trascurano le responsabilità di quegli informatori – per lo più nascosti dietro l’anonimato – soliti “sussurrare” ai giornalisti, senza alcun riguardo per la dignità della persona umana, su cui si lasciano scorrere fiumi di parole, nell’abitudinaria sceneggiata su un’ipocrita difesa.
    «Ho provato sulla mia pelle la dolorosa esperienza dell’assassinio attraverso il chiacchiericcio, la calunnia e la pubblica umiliazione, e ho imparato che quando una persona ha deciso di distruggerti, non le mancheranno le parole, la cattiveria e l’ipocrisia; la menzogna ha una capacità immensa di costruire argomenti, prove e verità sulla sabbia. Quando tale è il comportamento degli uomini di Chiesa, e dei vescovi in particolare, il dolore è anche più profondo…», così il card. In “La forza del silenzio”.

  • Corruzione ha detto:

    È una corruzione dichiarata , manifesta ed esplicita del ministero episcopale e, in tal modo , a seguire di quello dell’Ordine .
    Ció comporta la perdita e la svendita di diritti , di valori e della stessa verità per il fine a se stesso di condividere lo spirito di parte , divisivo e incoerente del capo. Una scia lunga , ferma e antagonista sulle spalle degli stessi cristiani , con il solo scopo di salvaguardare gli interessi di questo mondo , a discapito della Comunione che invece è efficace , viva, salvifica nel solo spirito di libertà , alieno da strumentalizzazioni e corruzioni di ciechi per ciechi , anche se poi questi ultimi guariscono nella misura in cui perseverano sino alla fine, che è il premio della morte in Cristo , risurrezione per i credenti , condanna per i falsi pastori .

  • marco ha detto:

    Non capisco questi appelli.Dopo anni di “appelli” da persone ben più importanti,ormai dovrebbe essere chiaro che valgono nulla.Si smetta di frequentare chiese con parroci in uscita. Cambierà nulla perché la distruzione della Chiesa è l’obiettivo. Ma almeno uno sarà in pace con se stesso. Si lancino piuttosto appelli a non dare un euro e,nella dichiarazione dei redditi,neppure lasciare in bianco.

    • LucioR ha detto:

      Beh, insomma! se nessuno lancia questi appelli appelli, od altri generi di denunce di tali situazioni balorde, vuol dire che tutto va ben, Madama la Marchesa, e che “io” sono l’unico a non aver capito niente.

      • Paolo Giuseppe ha detto:

        Caro Lucior,
        d’accordo con il tuo intervento, ma Marco ha a sua volta ragione perchè NON firmare per l’otto per mille alla Chiesa Cattolica è un argomento molto convincente e soprattutto, se tutti lo facessero, ci potremmo contare e constatare quanti siamo noi “contestatori”.

    • Eowin ha detto:

      Grazie Marco. Stavo scrivendo le stesse identiche cose, ma mi ha preceduto. Sono ormai tre anni che non diamo l’8 per mille e cominciamo a non dare nemmeno alla parrocchia che mantiene i Mussulmani.il nostro parroco a forza di blaterare come il papa ha ricevuto una promozione ed andrà a far danni in una città più grande. Hanno smesso una Messa per mancanza di preti…e i fedeli non si sono riversati sulle altre messe….sono spariti.
      Ok. Se nemmeno di fronte al fatto che Bergoglio tifa per i nostri nemici europei i cattoliconi non si ritraggono da lui….pace amen. Noi restiamo in attesa e preghiamo….ha da passà ‘sta nuttata…

  • Monica ha detto:

    Non risponde sul suo compito pastorale? Chissà da chi si sarà ispirato.

  • Nuccio Viglietti ha detto:

    Si si vediamo proprio bene il monsignore Zuppi a metter mano nella zuppetta dei servizi sociali di…Reggio Emilia…!…https://ilgattomattoquotidiano.wordpress.com/

  • Adriana ha detto:

    ” Volli e volli sempre , fortissimamente volli STRISCIARE ” ,
    Deve essere il motto di Zuppi , ispirato alla ” LIBIDO SERVITII ” di Tacito ..

  • Fabrizio Giudici ha detto:

    Secondariamente è da escludere possa riconnettersi alla sintonia con il Papa, nè, tantomeno alla Dottrina Sociale della Chiesa, il coinvolgimento del Vescovo in iniziative politiche e di partito.

    Ehm…

    • LucioR ha detto:

      Un po’ d’ironia migliora il tono delle denunce.

      Ma non è solo questo. Se il Vescovo (cosa improbabile), o chi per il Papa (ancora più improbabile) dovessero confermare tale «sintonia con il Papa» riguardo al «coinvolgimento del Vescovo in iniziative politiche e di partito», cosa del tutto evidente ma che si guardano bene da “mettere per iscritto”, farebbero un formidabile autogol.

      • Fabrizio Giudici ha detto:

        Ma l’autogol non lo fanno. Semplicemente non risponderanno. È quello che fanno sempre, in tutte le circostanze.

  • Nicola B. ha detto:

    “Terrorismo e immigrazione: contro la fabbrica della paura….” Senza andare a scomodare il terrorismo, basta leggere la cronaca quotidiana delle violenze ( sessuali e non ) , furti, omicidi, spaccio, estorsioni, occupazioni di case, illegalità, molestie, accattonaggio selvaggio, risse, ubriachezze moleste offese alle donne italiane ecc ecc sui quotidiani di centrodestra ( perché i giornali mainstream della Sinistra non riportano tali avvenimenti…) per capire che in Italia non c’è alcuna fabbrica della paura ma la paura è data dal comportamento violento , aggressivo e spavaldo di moltissime risorse certe dell’impunità più totale grazie ai giudici di sinistra nostrani. Risorse in continuo aumento grazie anche al lavoro di spola taxi delle Ong piratesche cattocomuniste.

    • Milli ha detto:

      Vorrei portare un esempio di come la sicurezza dei cittadini sia cambiata negli ultimi anni, un esempio che mi riguarda.
      Mia madre per venirmi a trovare ogni tanto prende il treno e percorre la tratta Ravenna-Piacenza (la civile e progredita Emilia). Proprio lei mi racconta il rapido degrado della situazione dei treni in una manciata di anni, immigrati irregolari che parlano quasi urlando nei loro cellulari, altri che salgono ma che non vogliono pagare il biglietto, risse con i capotreno che vogliono farli scendere, polizia ferroviaria che pattuglia in continuazione sui treni e nelle stazioni perché la paura è palpabile, soprattutto nei dipendenti FS, ogni tanto qualche italiano senza lavoro e senza più casa che non sa dove andare..

      • Guglielmo da Ropa ha detto:

        Cara Milli, a febbraio sono dovuto andare da Piacenza Brunico in treno, dopo essere sceso a Bologna perprendere i treni per il Brennero mi sono accorto che qualcosa era cambiato. A Fortezza salgo sul locale per Brunico, erano tutti lavoratori tutti parlavano in tedesco, non vi era un uomo di colore e ho subito capito che ero il più meridionale del treno. Nessuno mi ha insultato o guardato per traverso, non ho cambiato il mio comportamento, mi sono seduto e ho raggiunto Brunico. Come mai oltre trento no vi sono extracomunitari sui treni?
        Come diceva qualcuno… meditate gente meditate….

        • Alessandro2 ha detto:

          Le percentuali finali alle elezioni emiliane del prossimo novembre vi stupiranno. Ve lo dice uno dei tanti emiliani stufi marci.

          • Milli ha detto:

            Spero che cambi qualcosa anche in Emilia, in realtà già diverse città hanno cambiato colore.E questo è un bene a prescindere , perché se un partito sa di avere sempre la vittoria garantita mica dovrà darsi tanto da fare per i cittadini, giusto? Purtroppo ci sono persone fedelissime al partito, il quale se dice che bisogna votare il Grande Puffo lo votano. Mi ricordo qualche anno fa candidarono nelle liste di sinistra l’avvocato Di Pietro e lo votarono! E tra questi c’era anche mio padre (sob!) , per cui lo so bene. Saluti a tutti

  • Nicola B. ha detto:

    Più sostegno al PD = più voti alla Lega e più possibilità di una storica vittoria alle prossime elezioni nella rossa Emilia. Proprio non lo capiscono.

  • Boanerghes ha detto:

    Ma per tutti i motivi elencati, dovrebbe rinunciare innanzitutto il pontefice regnante Bergoglio.
    Nessuno lo farà.
    Purtroppo.
    E la Chiesa continuerà ad affondare