DISPACCI DA HONG KONG. UNA LEGGE SULL’ESTRADIZIONE CHE FA MOLTA PAURA. PER LA LIBERTÀ DI TUTTI.

12 Giugno 2019 Pubblicato da --

Marco Tosatti

Cari Stilumcuriali, il M° Aurelio Porfiri si trova in questi giorni a Hong Kong e ha assistito alla manifestazione di oltre un milione di persone contro la legge sull’estradizione he consentirebbe al governo comunista della Cina continentale di mettere le mani e processare sul continente chiunque si trovi a Hong Kong e venga accusato di un crimine qualsiasi. Ecco i suoi Dispacci sul tema. 

 

Una legge sull’estradizione

Ascoltate questa storia vera: un uomo di Hong Kong ha ucciso la sua fidanzata a Taiwan e poi per sfuggire all’arresto è tornato nella sua città, dove comunque è stato arrestato per altre cause. Il capo dell’esecutivo di Hong Kong, Carrie Lam, ha approfittato di questa vicenda per proporre una nuova legge sull’estradizione che consenta di deportare prigionieri in giurisdizioni in cui fino ad ora non era possibile come Taiwan, appunto, Macao e….la Cina. Questo ha causato una protesta imponenente, che si è concretizzata in una marcia domenica 9 giugno, a cui hanno partecipato più di un milione di persone. Ora, ovviamente la polizia dice che erano meno (240.000), il governo centrale pure minimizza. Eppure se si è a Hong Kong, e io ci sono, si capisce come i residenti cinesi siano fortemente contrari a questa legge. Ovviamente Carrie Lam pure minimizza, dice che i diritti umani saranno salvaguardati. Ma ora molti critici del governo cinese che avevano trovato in Hong Kong un rifugio tremano e non solo loro.

La seconda lettura della legge avverrà mercoledì 12 giugno. Si avverte disperazione in molti che vedono Hong Kong lentamente scivolare sotto il totale controllo del governo centrale, senza quelle garanzie che avrebbero dovuto essere garantite dalla Basic Law, la legge che doveva regolare i rapporti fra l’ex colonia britannica e il governo centrale. Ho letto che mercoledì ci saranno ancora proteste e molti negozi chiuderanno in protesta, una cosa che qui è molto molto rara. Al contrario di quello che si sente dire dal capo dell’esecutivo, tutto questo supporto per la legge io proprio non l’ho sentito da nessuna parte. E tutti ben sanno che si possono accusare oppositori senza dire che il reato vero per cui li si accusa è quello ideologico: reati si possono sempre architettare. La paura proviene anche dal fatto che il sistema legale della Cina non è chiaro, molti non vogliono trovarsi nella situazione di essere estradati in un paese che non offre le garanzie che più o meno si trova(va)no in Hong Kong.

La Basic Law garantiva per 50 anni l’autonomia della ex colonia, cosa ne è stato? Anche la Chiesa cattolica ha fatto sentire la sua voce e non è stata solo quella del Cardinal Joseph Zen. Anche molti sacerdoti hanno fatto sentire la loro voce per mettere in guardia contro questa legge. Il dipartimento di stato americano ha anche espresso condanna per una legge che darà luogo ad enormi contrasti, più che risolvere problemi.

Il “South China Morning Post” così descrive la manifestazione: “Sono venuti, giovani e vecchi e di ogni ceto sociale, per dire no agli emendamenti legislativi proposti dal governo, che consentirebbero il trasferimento di fuggitivi alle giurisdizioni con cui Hong Kong non ha accordi di estradizione, inclusa la Cina continentale. Le strade della città erano inondate di bianco, mentre i manifestanti prestavano ascolto alle chiamate degli organizzatori di indossare il colore che simboleggia la luce. (…) Per molti, la manifestazione di domenica ha riportato alla memoria la protesta da 500.000 persone nel 2003, che ha portato i piani di accantonamento del governo a emanare normative che i critici temevano avrebbero eroso le libertà della città. Questa volta, l’affluenza è stata così grande che i manifestanti finali hanno lasciato il punto di partenza del Victoria Park a Causeway Bay circa quattro ore dopo il primo gruppo”. Ricordo sempre che SCMP è proprietà di Jack Ma, del gruppo alibaba.com, certamente non in cattivi rapporti con il governo di Pechino. Ma l’evidenza non può essere negata.

L’accordo che è contenuto nella Basic Law prevederebbe il rispetto dello status quo di Hong Kong per almeno 50 anni, incluse le proprie libertà politiche, economiche, civili e religiose. Eppure chi avrà il coraggio di criticare secondo coscienza alcune politiche del governo quando una legge come quella che si sta per introdurre potrebbe portare alla propria deportazione nella Cina continentale?

A me fa soffrire vedere Hong Kong deperire in questo stillicidio. Una città per molti versi straordinaria che si sente intrappolata in un destino storico che non ha scelto. Ho sentito parole di profondo risentimento da parte di giovani e ho visto tantissimi bambini e famiglie a questi eventi. La Cina è una grande nazione portatrice di una storia e di una tradizione straordinarie. Il loro massimo Filosofo così insegnava: “Ji Kangzi interrogò Confucio sul governo, e gli chiese: «Che ne pensi se uccido coloro che non seguono la Via per favorire chi possiede la Via?». Confucio rispose: «Nel governare, che bisogno hai di uccidere? Se desideri il bene, anche il popolo ti seguirà nel bene. La virtù dell’uomo superiore è come il vento; quella dell’uomo dappoco come l’erba. Quando il vento soffia sull’erba, questa certamente si piega»”. Ma in Hong Kong oggi non si vede tanto vento o erba, ma le fosche nubi che annunciano l’uragano.



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4 commenti

  • Anima smarrita ha detto:

    «Con la Cina le relazioni sono molto buone, molto buone. Con l’accordo che c’è stato… L’altro giorno sono venuti da me due vescovi cinesi, uno che veniva dalla Chiesa nascosta e l’altro dalla Chiesa nazionale, già riconosciuti come fratelli. Sono venuti qui a visitarci. Questo è un passo importante. Sanno che devono essere buoni patrioti e che devono prendersi cura del gregge cattolico. Con la Cina c’è anche uno scambio culturale impressionante. Abbiamo anche aperto un Padiglione in Vaticano».
    Laconico – con qualche tratto di vaghezza, che gli è congeniale – il giudizio che dovrebbe intendersi positivo per Bergoglio sulla situazione in Cina, come lo ha affidato alla giornalista di Televisa con la quale ha discettato su tutto (e di più!!!).
    Colpisce quel «sanno [i vescovi] che devono essere buoni patrioti»… in vita e …post mortem.
    Commuove e impressiona il resoconto di un fedele per “Asianews” del funerale del vescovo “sotterraneo”, mons. Li Side, inquadrato (così anche nel titolo) come “un ‘affare di Stato’ nelle mani di polizia e personale di sicurezza” che “hanno inscenato controlli (inutili)” ed eccedenti. «… da cui si deduce – si legge nell’ introduzione – che: a) la Chiesa in Cina è davvero incatenata; b) che le autorità hanno paura dei vescovi anche da morti…»

  • Claudio Carpentieri ha detto:

    Confucio
    non è il massimo
    filosofo cinese