VIGANÒ SCRIVE AL PAPA E AI VESCOVI RIUNITI IN VATICANO. ENGLISH TEXT TOO.

21 Febbraio 2019 Pubblicato da --

Marco Tosatti

Riceviamo, e volentieri pubblichiamo, un messaggio che l’arcivescovo Carlo Maria Viganò ha scritto indirizzandolo al Pontefice e ai vescovi riuniti nel vertice in Vaticano nella giornata in cui si ricorda San Pietro Damiano, un grande santo che si batte contro l’omosessualità e la simonia nella Chiesa.

Non possiamo evitare di vedere come un segno della Provvidenza che voi, Papa Francesco e Fratelli Vescovi che rappresentano l’intera Chiesa, vi siate riuniti proprio nello stesso giorno in cui celebriamo la memoria di San Pietro Damiano. Questo grande monaco nell’XI secolo ha messo tutta la sua forza e il suo zelo apostolico nel rinnovare la Chiesa nel suo tempo, così profondamente corrotto dai peccati di sodomia e simonia. Lo fece con l’aiuto di fedeli Vescovi e laici, in particolare con l’appoggio dell’abate Hildebrand dell’Abbazia di San Paolo extra muros, il futuro Papa San Gregorio Magno.

Consentitemi di proporre per la nostra meditazione le parole del nostro caro Papa Emerito Benedetto XVI indirizzate al popolo di Dio nell’udienza generale di mercoledì 17 maggio 2006, commentando proprio il brano del Vangelo di Marco 8: 27- 33 che abbiamo proclamato nella messa di oggi.

“Pietro doveva vivere un altro momento importante del suo viaggio spirituale vicino a Cesarea di Filippo quando Gesù chiese ai discepoli una domanda precisa:” Chi dicono che io sia? ” (Mc 8, 27). Ma per Gesù il  “sentito dire” non era sufficiente. Voleva da coloro che avevano accettato di essere personalmente coinvolti con lui una dichiarazione personale della loro posizione. Di conseguenza, ha insistito: “Ma tu chi dici che io sia?” (Mc 8, 29).

Fu Pietro a rispondere a nome degli altri: “Tu sei il Cristo” (ibid.), Cioè il Messia. La risposta di Pietro, che non gli è stata rivelata da “carne e sangue” ma gli è stata data dal Padre che è nei cieli (cfr Mt 16, 17), contiene come in un seme la futura confessione di fede della Chiesa. Tuttavia, Pietro non aveva ancora capito il contenuto profondo della missione messianica di Gesù, il nuovo significato di questa parola: il Messia.

Lo dimostrò un po’  più tardi, deducendo che il Messia che sta seguendo nei suoi sogni è molto diverso dal vero piano di Dio. Rimase scioccato dall’annuncio della Passione del Signore e protestò, scatenando una vivace reazione da parte di Gesù (cfr Mc 8, 32-33).

Pietro voleva come Messia un “uomo divino” che soddisfacesse le aspettative del popolo imponendo il suo potere su tutti: vorremmo anche noi che il Signore imponesse il suo potere e trasformasse il mondo all’istante. Gesù si è presentato come un “Dio umano”, il Servo di Dio, che ha rovesciato le aspettative della folla seguendo un percorso di umiltà e sofferenza.

Questa è la grande alternativa che dobbiamo imparare più e più volte: o dare priorità alle nostre aspettative, e rifiutare Gesù; o accettare Gesù nella verità della sua missione e mettere da parte le aspettative troppo umane.

Pietro, impulsivo com’era, non esitò a prendere da parte Gesù e lo rimproverò. La risposta di Gesù demolì tutte le sue false aspettative, chiamandolo alla conversione e a seguirlo: “Lungi da me, satana! Perché tu non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini” (Mc 8, 33)”. Non sei tu che devi mostrarmi la strada. Prendo la mia strada e tu dovrai seguirmi.

Pietro apprese così che cosa significa seguire Gesù in realtà. Era la sua seconda chiamata, simile a quella di Abramo in Genesi 22, dopo quella in Genesi 12: “Se qualcuno vuol venire dietro di me rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. [8.35] Perché chi vorrà salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia e del vangelo, la salverà”(Mc 8, 34-35). Questa è la regola esigente della sequela di Cristo: bisogna essere in grado, se necessario, di rinunciare al mondo intero per salvare i veri valori, per salvare l’anima, per salvare la presenza di Dio nel mondo (cfr Mc 8: 36-37). E sebbene con difficoltà, Pietro accettò l’invito e continuò la sua vita sulle orme del Maestro.

E mi sembra che queste conversioni di San Pietro in diverse occasioni, e la sua intera figura, siano una grande consolazione e una grande lezione per noi. Anche noi abbiamo un desiderio per Dio, anche noi vogliamo essere generosi, ma anche noi ci aspettiamo che Dio sia forte nel mondo e che trasformi il mondo subito, secondo le nostre idee e i bisogni che percepiamo.

Dio sceglie un modo diverso. Dio sceglie la via della trasformazione dei cuori nella sofferenza e nell’umiltà. E noi, come Pietro, dobbiamo convertirci, ancora e ancora. Dobbiamo seguire Gesù e non andare davanti a lui: è lui che ci indica la via.

È così che Pietro ci dice: pensi di avere la ricetta e che spetta a te trasformare il cristianesimo, ma è il Signore che conosce la strada. È il Signore che mi dice, che ti dice: seguimi! E dobbiamo avere il coraggio e l’umiltà di seguire Gesù, perché è la Via, la Verità e la Vita. “

Maria, Mater Ecclesiae, Ora pro nobis,

Maria, Regina Apostolorum, Ora pro nobis.

Maria, Mater Gratiae, Mater Misericordiae, Tu nos ab hoste protege et mortis hora suscipe.

+ Carlo Maria Viganò

Tit. Arcivescovo di Ulpiana

Nunzio Apostolico

21 febbraio 2019

Memoria di San Pietro Damiano


We cannot avoid to see as a sign of Providence that you Pope Francis and brother Bishops representing the entire Church have come together on the very day on which we celebrate the memory of St. Peter Damian.  This great monk in the 11th century put all his strength and apostolic zeal into renewing the Church in his time, so deeply corrupted by sins of sodomy and simony. He did that with the help of faithful Bishops and lay people, especially with the support of Abbot Hildebrand of the Abbey of St Paul extra muros, the future Pope St. Gregory the Great.    

Allow me to propose for our meditation the words of our dear Pope Emeritus Benedict XVI addressed to the people of God in the General Audience of Wednesday, the 17th of May, 2006, commenting on the very passage of the Gospel of Mark 8:27-33 that we proclaimed on today’s Mass.

“Peter was to live another important moment of his spiritual journey near Caesarea Philippi when Jesus asked the disciples a precise question:  “Who do men say that I am?” (Mk 8: 27). But for Jesus hearsay did not suffice. He wanted from those who had agreed to be personally involved with him a personal statement of their position. Consequently, he insisted: “But who do you say that I am?” (Mk 8: 29). 

It was Peter who answered on behalf of the others:  “You are the Christ” (ibid.), that is, the Messiah. Peter’s answer, which was not revealed to him by “flesh and blood” but was given to him by the Father who is in heaven (cf. Mt 16: 17), contains as in a seed the future confession of faith of the Church. However, Peter had not yet understood the profound content of Jesus’ Messianic mission, the new meaning of this word: Messiah.

He demonstrates this a little later, inferring that the Messiah whom he is following in his dreams is very different from God’s true plan. He was shocked by the Lord’s announcement of the Passion and protested, prompting a lively reaction from Jesus (cf. Mk 8: 32-33).

Peter wanted as Messiah a “divine man” who would fulfil the expectations of the people by imposing his power upon them all:  we would also like the Lord to impose his power and transform the world instantly. Jesus presented himself as a “human God”, the Servant of God, who turned the crowd’s expectations upside-down by taking a path of humility and suffering.

This is the great alternative that we must learn over and over again:  to give priority to our own expectations, rejecting Jesus, or to accept Jesus in the truth of his mission and set aside all too human expectations.

Peter, impulsive as he was, did not hesitate to take Jesus aside and rebuke him. Jesus’ answer demolished all his false expectations, calling him to conversion and to follow him: “Get behind me, Satan! For you are not on the side of God, but of men” (Mk 8: 33). It is not for you to show me the way; I take my own way and you should follow me.

Peter thus learned what following Jesus truly means. It was his second call, similar to Abraham’s in Genesis 22, after that in Genesis 12:  “If any man would come after me, let him deny himself and take up his cross and follow me. For whoever would save his life will lose it; and whoever loses his life for my sake and the Gospel’s will save it” (Mk 8: 34-35). This is the demanding rule of the following of Christ:  one must be able, if necessary, to give up the whole world to save the true values, to save the soul, to save the presence of God in the world (cf. Mk 8: 36-37). And though with difficulty, Peter accepted the invitation and continued his life in the Master’s footsteps.

And it seems to me that these conversions of St Peter on different occasions, and his whole figure, are a great consolation and a great lesson for us. We too have a desire for God, we too want to be generous, but we too expect God to be strong in the world and to transform the world on the spot, according to our ideas and the needs that we perceive.

God chooses a different way. God chooses the way of the transformation of hearts in suffering and in humility. And we, like Peter, must convert, over and over again. We must follow Jesus and not go before him:  it is he who shows us the way.

So it is that Peter tells us:  You think you have the recipe and that it is up to you to transform Christianity, but it is the Lord who knows the way. It is the Lord who says to me, who says to you: follow me! And we must have the courage and humility to follow Jesus, because he is the Way, the Truth and the Life.”

Maria, Mater Ecclesiae, Ora pro nobis,

Maria, Regina Apostolorum, Ora pro nobis.

Maria, Mater Gratiae, Mater Misericordiae, Tu nos ab hoste protege et mortis hora suscipe.

+ Carlo Maria Viganò

Tit. Archbishop of Ulpiana

Apostolic Nuncio

February 21, 2019

Memory of St. Peter Damian



Oggi è il 171° giorno in cui il pontefice regnante non ha, ancora, risposto.

Quando ha saputo che McCarrick era un un uomo perverso, un predatore omosessuale seriale?

È vero o non è vero che mons. Viganò l’ha avvertita il 23 giugno 2013?

Joseph Fessio, sj: “Sia un uomo. Si alzi in piedi, e risponda”.


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La vera storia del Mussa Dagh

Mussa Dagh. Gli eroi traditi

Padre Amorth. Memorie di un esorcista.

Inchiesta sul demonio.

I baroni di Aleppo.

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43 commenti

  • Catholicus ha detto:

    Sentite come parlano, da veri cattolici, i vertici del Patriarcato Cattolico Bizantino, cioè + Elia, Patriarca del Patriarcato Cattolico Bizantino e + Metodio, OSBMr + Timoteo, OSBMr, Vescovi segretari del Patriarcato Cattolico Bizantino :
    https://gloria.tv/article/oSat31eYFewc4baMAQJsUqbSe
    Magari parlassero così Schneider, Burke, Brandmuller, Sarah.
    Se veramente la FSSPX decidesse di porsi sotto la “protezione” di Bergoglio, a noi che vogliamo rimanere cattolici ci converrebbe passare al patriarcato in questione

  • virro ha detto:

    Ecc.za Viganò grazie per la Sua presenza e per la Sua preghiera.
    Oggi, in mezzo al caos che la nostra chiesa vive, e che tutto il mondo vede, Lei rappresenta la sola pertica che dalla terra spicca verso il cielo.
    La Vergine Madre Maria sia il Suo conforto e la Sua forza

  • Donna ha detto:

    Chi ha orecchi per intendere intenda! Bergoglio non potrà dire di non essere stato messo in guardia fraternamente dal pericolo di cadere in superbia e cosi anteporsi al volere di Dio, Pietro è alla sequela di Cristo e non viceversa….

  • Mazzarino ha detto:

    Il Cristo, Il Papa, Il Mondo. In Ordine.
    In disordine. il mondo, il vescovo di Roma, il Gesù capopolitico.
    Che c’entra S.Pier Damiani? C’entra eccome se c’entra!
    Grazie Mons. Viganò

  • Badiano ha detto:

    Al tempo di Ildebrando c’era un altro monaco, fiorentino nemico giurato della sodomia e del nicolaismo, che fu San Giovanni Gualberto. Un po’ come San Francesco lasciò tutti i suoi beni e si ritirò a Vallombrosa, per una vita di completo distacco dai piaceri del mondo. Anche a quei tempi la Chiesa aveva evidentemente i suoi problemi. Ma mai come oggi. Anche allora gli uomini di chiesa peccavano, ma non arrivavano al punto di cambiare nome al peccato, trasformandolo in virtù come fanno adesso con l’omosessualità e quant’altro. Oggi la Chiesa ha toccato proprio il fondo. Se come crediamo la storia della Chiesa è il paradigma della vita di Gesù, i nostri tempi sono quelli del buio delle tre del pomeriggio del venerdì santo. Che Cristo abbia pietà della sua sposa e la Madonna che è la sua Regina, non l’abbandoni e non ci abbandoni perché aspettiamo di vedere l’alba della risurrezione.

  • Ángel Manuel González Fernández ha detto:

    LifeSite distribuisce petizione a Vaticano firmò entro 13,000 chiedendo fermata a reti gaie in Chiesa:
    LifeSite delivers petition to Vatican signed by 13,000 asking for stop to gay networks in Church:
    https://www.lifesitenews.com/news/lifesite-delivers-petition-to-vatican-signed-by-13000-asking-for-stop-to-ga

  • Ángel Manuel González Fernández ha detto:

    Caro Direttore:
    La situazione viene di molto antica ed ora sta arrivando al suo Fine.
    Il primitivo segreto delle apparizioni di La Salette 19 di settembre di 1.846 si afferma:
    “Tra i ministri di Dio e le mogli di Gesù Cristo, avrà chi si diano al disordine, e questa sarà la cosa più terribile”.
    Il chierico Michel Corteville che scoprì e investigò il primitivo segreto in ottobre di 1.999 (tesi dottorale La Grande Nouvelle dia Bergers di La Salette…. Roma, 2.000) dimostrava che la denuncia del messaggio era vera, e solo nella piccola diocesi dell’apparizione Grenoble un rapporto della polizia dell’epoca raccoglieva la condotta immorale di otto sacerdoti e di due conventi.
    Saluti.

    Estimado Director:
    La situación viene de muy antiguo y ahora está llegando a su Final.
    El primitivo secreto de las apariciones de La Salette 19 de septiembre de 1.846 se afirma:
    “Entre los ministros de Dios y las esposas de Jesucristo, habrá quienes se entreguen al desorden, y esto será lo más terrible”.
    El clérigo Michel Corteville que descubrió e investigó el primitivo secreto en octubre de 1.999 ( tesis doctoral La Grande Nouvelle des Bergers de La Salette…. Roma, 2.000) demostraba que la denuncia del mensaje era cierta, y sólo en la pequeña diócesis de la aparición Grenoble un informe policial de la época recogía la conducta inmoral de ocho sacerdotes y de dos conventos.
    Saludos.

  • Pier Luigi Tossani ha detto:

    Animo nobile.

    • Gian ha detto:

      Dopo aver letto l’articolo di Alessandro Cantoni uno si chiede quale film abbia visto, per arrivare a scrivere la montagna di fregnacce, che fanno a pugni con la realtà. Niente da fare, bisogna arrendersi e passare oltre. Forse fu Einstein ad affermare che in fatto di immensità non è dato di sapere se il primato sia da attribuire all’universo o alla stupidità umana. Boh…

  • Astore da Cerquapalmata ha detto:

    Forse sono io che non capisco, ma che vuol dire il Papa quando afferma: “Il santo Popolo di Dio ci guarda e attende da noi non semplici e scontate condanne, ma misure concrete ed efficaci da predisporre”?
    Potrebbe sembrare che il popolo di Dio non vuole CONDANNE per quanto sono scontate e ovvie, ma fantomatiche misure efficaci e concrete.
    Oppure si potrebbe intendere che il popolo non vuole giudicare le persone, ma si attende misure efficaci, come ad esempio la galera!
    Perché non parla CHIARO?
    Io invece credo che, senza giudicare sulla malizia di nessuno, occorrano condanne MORALI, ECCLESIASTICHE e PENALI. Condanne che sono anche misure efficaci e concrete

  • GIANFRANCO ha detto:

    Il nunzio fa riferimento all’amicizia tra san Pier Damiani e san Gregorio Magno. Penso si tratti di un refuso o di una svista….non si tratta di san Gregorio Magno ma di san Gregorio VII.

    • LucioR ha detto:

      E va bene… è stato già detto!! Ma è proprio questa la cosa che mina la Chiesa alle sue radici? Che Viganò abbia riferito a Gregorio VII il titolo di Magno che fu conferito a l suo antico predecessore con lo stesso nome? A lei un qui-pro-quo non è mai capitato? Tra l’altro pure Gregorio VII fu senza dubbio un Grande, e quindi è comprensibilissima una tale confusione.

      E che diamine!! Se non avete altro da dire per sminuire la figura di Viganò…

      • Lucis ha detto:

        C’è bisogno di scaldarsi tanto? Gianfranco ha fatto una giusta osservazione. Anch’io stimo Viganò, ma un po’ mi sono cascate le braccia per un errore così grossolano. E non se lo può permettere, perché già non lo considerano per niente, ogni neo può essere usato contro di lui.

        • LucioR ha detto:

          Io non mi sto scaldando, anzi, sto raffreddando i vostri calori di persone perfette. Ma se volete restare al caldo fate pure, però non c’è bisogno di riscaldare il prossimo.

  • andrea ha detto:

    Che il Signore mandi una legione di Angeli a proteggere Mons.Vigano’! Grazie per il suo coraggio, Lei ci sta rappresentando tutti!

    • A volte tornano ha detto:

      Andrea mi associo e Preghiamo accoratamente per Mons Viganò, Coraggioso e Sincero, che Dio Lo Sostenga e Maria Santissima Lo Protegga.

  • Nicola B. ha detto:

    Toh guarda che combinazione……proprio stasera Rai 3 trasmette il film IL CASO SPOTLIGHT, ma che combinazione…ma guarda….

    Il caso Spotlight
    https://www.staseraintv.com/scheda/Film/i/il_caso_spotlight/il_caso_spotlight.html

  • ipotesi ha detto:

    Buonasera,
    il tono delicato delle ultime comunicazioni di Viganò e questi riferimenti continui a Pietro – che potrebbero suonare come una presa in giro, ma non lo sono – mi fanno pensare che il vero e recondito proposito del Nunzio sia quello di diventare direttore spirituale del Papa e Predicatore della Cappella Pontificia al posto di Padre Cantalamessa. Il che potrebbe anche essere un bene, ma dovrebbe farsi un po’ le ossa su Gregorio Magno, che Cantalamessa conosce bene e su cui Viganò mi pare ciancichi un po’….

    • Valeria Fusetti ha detto:

      Caro Ipotesi, lei mi ricorda indirettamente, per contrasto direi, un mio professore di letteratura Italiana che diceva sempre che si può sbagliare una citazione, è facile . Non si può invece sbagliare nel capire un autore, e per capirlo si deve conoscere bene il periodo storico, con i suoi ideali, i suoi conflitti, il suo mondo interiore… Studiare con lui era una bella sfida, non potevamo barare né essere superficiali. Sennò volavano i 42, i 3, i 4 come ridere… Perché le racconto di un vecchio professore ? Perché sono sicura che avrebbe apprezzato
      non è Viganò, che nella tensione, e probabilmente nel dolore della situazione… E anche nel timore che le sue parole cadano nel vuoto… ha sbagliato una citazione ! Però non sbaglia il cuore del problema, non sbaglia nel valutare quello che, in questa manciata di giorni, si gioca. Monsignore, che ha il senso dei tempi di Dio, sa bene che la “partita” non è tra lui e il papa: “è un combattimento contro i principati, contro le potenze, contro i dominatori di questo mondo di tenebre, contro le forze spirituali della malvagità, che sono nei luoghi celesti” ( Efesini 6:12). Come San Paolo anche mons Viganò è, in un certo senso, un “ambasciatore in catene”, ed anche lui, non potendo andare, scrive. E stia tranquillo, caro Ipotesi, non è nemmeno tra lui e l’ azzimato francescano che, mi fido di quel che dice lei, conosce a menadito San Gregorio Magno e mai, mai lo potrebbe confondere con Gregorio VII (che vergogna !). Ma c’ è da chiedersi, gli azzimati padri, monsignori, cardinali, camerlenghi, giornalisti, ecc, conoscono, loro, i “segni dei tempi” ? O meglio, sanno essi che i tempi ogni tanto, hanno dei segni che sfuggono completamente al controllo dell’ orgoglioso homo faber ?

    • LucioR ha detto:

      Non c’è dubbio che aver confuso l’attribuzione di “Magno” conferita ad un Papa ad un altro grande Papa è un delitto, anzi un’eresia; mica quelle della consorteria di IPOTESI, che ha salvato Sodoma dalla distruzione, e che ha fatto Santa la Madonna a poco poco in quanto l’Angelo salutandola non le ha detto «Piena di Grazia», ma “Riga dritto altrimenti non sarai santa!”.

      Come dice IPOTESI? Ah, che a quei tempi non c’erano i registratori, e lo spirito che ha acceso nuove fiammelle in Santa Marta ha ispirato le doverose correzioni nella (ex) Sacra Scrittura, oltre che nelle encicliche dei precedenti Papi?

      Beh! Allora è giusto. Quelle non sono eresie, al contrario di quella di Viganò che ha chiamato Magno un grande Papa anziché un altro grande Papa: condanniamo allora!

      P.S. – A proposito: oltre a questa eresia non ha detto nient’altro Viganò? In particolare non è che ha fatto qualche domandina semplice semplice, che ha rispondere basterebbero poche parole?

      • LucioR ha detto:

        Ho scritto.

        «In particolare non è che ha fatto qualche domandina semplice semplice, che ha rispondere basterebbero poche parole?»

        Aspetto i maestri che correggano questa mia frase.

  • RAFAEL BROTERO ha detto:

    A quando una intervista a McCarrick?

  • Alessandro ha detto:

    Con questi toni calmi e pacati non si ottiene nulla contro chi non ti vuole sentire nemmeno se urli , se trovi uno che ti sta rubando la macchina cosa fai? Corri strillando per farlo scappare oppure gli dai le chiavi così te la ruba più facilmente? Con questa gente le buone maniere non servono, bisogna usare i metodi del ELIA, che è “uscito 3 volte dal deserto per minacciare il re Acab” che stava deviando la fede del popolo di Israele, ha sfidato da solo 450 sacerdoti idolatri di baal, e li ha uccisi dopo averli umiliati pubblicamente. San Michele arcangelo a lucifero non gli ha parlato con toni pacati chiedendo “permesso” se lo e’ messo sotto i piedi e gliele ha date di santa ragione. VIGANO’ FAI L’UOMO!!!

    • C.r. ha detto:

      Che bischerate. Cosa vuol dire ”fai l’uomo”? A vincere i sacerdoti di Baal mica fu l’uomo Elia, fu Dio. Cosa pretendi da Viganò? Pensi che lui o tu siate e possiate agire come Elia? Sei blasfemo e ingiusto.
      E poi che senso ha sbraitare adesso? Per boicottare una cosa che la Chiesa intera sta facendo e che per quanto migliorabile è comunque importante e giusta? Viganò é stato fraterno e ha voluto contribuire e condividere anche lui questa responsabilitá. Che mentecatti bisogna essere o quali fini perversi e infami bisogna avere per rimproverarlo? E te lo dice uno che a Viganò non ha mai risparmiato una critica e Tosatti lo sa.
      Viganò é cristiano e si è comportato da cristiano ed è bello come, usando il noi, abbia messo sè stesso col Papa e gli altri vescovi sotto l’egida del fragile Pietro.
      Se cerchi l’accanimento e vuoi fare l’agit prop, per te ci sono spazi più adeguati. I cristiani non ragionano così e posto per i mestatori non c’è.

      • Alessandro ha detto:

        La chiesa va’ liberata. Promesse al cielo e alla terra sono state fatte, e’ ora di mantenerle. E smettetela di dire “è Dio che salva la chiesa” Dio ispira ti indica la strada da seguire, ma poi devi essere tu a seguirla, i blasfemi sono quelli che stanno zitti e fermi e dicono stoltamente “ci penserà Dio” tu pensi che domani scende Dio dal cielo e caccia via bergoglio? Allora il blasfemo sei tu, Dio ti indica la strada, ma sei tu poi che la devi seguire facendo il suo volete, tutta questa svolta retorica da 4 spiccioli bucati io non la reggo, quando sento queste affermazioni mi sembra di sentire gli estremisti montati che negano anche che Dio ha sterminato l’umanità con il diluvio e che ha distrutto Sodoma.

      • Alessandro ha detto:

        VIGANO l’atto di coraggio lo ha fatto , ma poi si e’ tirato indietro perché nessuno lo ha seguito perché se la sono fatta nei pantaloni, o perché come te dicono ” noi facciamo i spettatori con pop corn e bibita, che prima o poi scende Dio dal cielo a sistemare tutto” non funziona così caro mio. LIBRO DELL’APOCALISSE : TU NON SEI NE CALDO E NE FREDDO, MAGARI TU LO FOSSI, E PROPRIO PERCHE’ NON SEI NE CALDO NE FREDDO TI STO ‘ PER VOMITARE DALLA MIA BOCCA.

        • C.r. ha detto:

          Tu hai evidenti problemi di superomismo. Non aggiungo altro
          Quanto al dire che Viganò non è stato ascoltato, ti segnalo che il summit che si sta svolgendo é stato organizzato (anche) in conseguenza del casino che è seguito alla testimonianza del Nunzio. Testimonianza che ritengo in buona misura infondata o non rilevante in fatto, ma che sicuramente ha contribuito in modo notevole a innescare un percorso importante, in cui chi di dovere ha dovuto metterci la faccia giocandosi la reputazione.
          Evidentemente tu, nel dire che nessuno ha seguito Viganò, ti aspettavi di vedere il sangue o chissà che altro di clamoroso. Desiderio insano.

    • deutero.amedeo ha detto:

      Ma noi siamo le pecore, dobbiamo essere le pecore e loro i pastori.
      Ancora oggi al summit il primo cardinale che ha parlato cosa ha detto?
      –“L’odore delle pecore”. Sentire le difficoltà e guarire le ferite, centro del compito del pastore: è il tema della prima relazione dell’Incontro su “La protezione dei minori nella Chiesa”, che si è aperto stamattina in Vaticano, tenuta dal cardinale Luis Antonio Tagle, arcivescovo di Manila.—
      Le pecore belano, gli asini ragliano, i lupi ululano, e i pastori tacciono. Buona notte.

      • Alessandro ha detto:

        Lo adoro Deutero.amedeo, riesce a farmi ridere pure quando sono nero 😂😂

      • deutero.amedo ha detto:

        Mi sono dimenticato : i cani abbaiano.

        E’ importante, altrimenti il bestiario della parabola del Pastore non è completa. E per completare la parabola diciamo: il pastore ha terminato la scorta di sale, il sacchetto è vuoto, e le pecore non lo seguono più.

      • Adriana ha detto:

        Deutero ,
        illuminami !
        Tagle non è forse quel signore dal faccino cinesino
        che si diverte tanto a far le corna al mondo assieme al pio Francesco ?

  • Elisabetta ha detto:

    Cari vescovi, ricordate le promesse fatte nel giorno della vostra ordinazione e con fervore, gioia e coraggio proclamate la Verità annunciata da Gesù Cristo nostro Signore.
    Egli è l’Alfa e l’Omega, il Primo e l’Ultimo al quale un giorno ciascuno di noi dovrà eternamente rendere conto dei talenti ricevuti.
    La Santa Madre di Dio cammina sempre con i figli prediletti di Suo Figlio e starà a vostro fianco.
    Come diceva S.Giovanni Paolo II : “Non abbiate paura, spalancate le porte a Cristo! ”
    La vittoria è del Signore!

  • Lucis ha detto:

    Si ma Gregorio Magno è Gregorio I, del VI secolo, Ildebrando dell’epoca di san pier damiani è Gregorio VII

  • Adriana ha detto:

    Siamo di fronte a un messaggio molto raffinato
    che fa intravvedere , oltre la trama , un rispettoso ammonimento al Pontefice .
    Ma , come non immaginare che , ad es . , la frase :
    ” Dio sceglie un modo diverso…la via della trasformazione dei cuori
    nella sofferenza e nell’umiltà ” venga recepita da Bergoglio esclusivamente
    come
    un incoraggiamento palese a proseguire nella ” trasformazione ”
    in cui si è già molto addentrato ?

  • Ángel Manuel González Fernández ha detto:

    “Voi sono i dottori delle anime e, tuttavia, con eccezioni, si sono convertiti in alcuni casi, negli assassini delle anime, negli assassini della fede”, disse loro, nel viso, ai 190 alti prelati presenti. Regnava allora un silenzio sepolcrale nell’Aula Nuova del Sinodo, dove ha luogo la riunione e gran tensione…”:
    https://www.lanacion.com.ar/2222102-ustedes-se-han-convertido-asesinos-fe-voz

    “Ustedes son los doctores de las almas y, sin embargo, con excepciones, se han convertido en algunos casos, en los asesinos de los almas, en los asesinos de la fe”, les dijo, en la cara, a los 190 altos prelados presentes. Reinaba entonces un silencio sepulcral en el Aula Nueva del Sínodo, donde tiene lugar la reunión y gran tensión…”
    https://www.lanacion.com.ar/2222102-ustedes-se-han-convertido-asesinos-fe-voz

    • Anima smarrita ha detto:

      Con “eccezioni”? Forse ha scelto – come al solito – di ammantarsi di modestia. Si riferiva forse all’unica “eccezione”, a sé stesso.
      Se non ricordo male, nelle circostanze in cui (ama raccontarsi!) ha riferito della non facile accettazione in famiglia (se non con l’ immediato e totale entusiasmo della nonna) del suo annuncio a farsi prete – gli si proponeva infatti di diventare medico – ha proprio detto che la sua risposta era stata: sì, medico delle anime!
      Lo è diventato, anzi ha preso pure la specializzazione con l’elezione a papa, presentandosi con un programma dirompente di risanamento di tutte le storture.
      Oggi ha invocato l’ intercessione della Madonna perché illumini lui e tutti i “chiamati” a trovare le cure giuste per guarire le ferite delle anime.
      Ma!!! Come se un medico – e di che livello! – davanti ad un paziente in gravi condizioni stesse ad aspettare una collaborazione decisiva e determinante da parte di un luminare, almeno di un professore universitario, uno di quelli con quali ha sostenuto gli esami per arrivare alla laurea…

  • Mario Gallo ha detto:

    Non offendetevi. ma secondo me a Papa Francesco di quello che si dice non gliene importa un bel niente .

    • M.G. ha detto:

      Molto probabilmente è così. Ma un autentico amore alla Verità impone di parlare ‘opportune et importune’.

    • Anima smarrita ha detto:

      E’ quanto credo anch’io; tuttavia ammiro il coraggio e l’insistenza di mons. Viganò, a costo di sofferenze che soltanto chi non sa leggere i media può non immaginare.
      Sofferenza e umiltà: i sassi su un cammino impervio e la disponibilità personale a percorrere la via della e per la salvezza, come ha inteso ricordare con quest’ultimo messaggio, un figlio, un ministro, un testimone “scomodo” di questa Chiesa.
      Grazie, Eccellenza!